Ravenna all'epoca di Onorio e Galla Placidia
Alla morte di Teodosio nel 395 l'impero venne diviso in due parti e affidato ai suoi due figli Arcadio e ad Onorio. Al primo fu affidato l'Oriente che aveva come capitale Costantinopoli, al secondo fu affidato l'Occidente che aveva come capitale l'attuale Milano. Nel 402 però, Onorio, sotto la minaccia del Mediolanumre dei Visigoti, decise di spostare la capitale a Ravenna in quanto non solo la città presentava buoni collegamenti sia con l'Oriente che con le varie parti della penisola italiana, ma era anche circondata da lagune paludose che la proteggevano dall'attacco dei barbari, cosa che invece non accadeva con Milano troppo esposta alle invasioni barbariche.
Il trasferimento della capitale a Ravenna fece sì che da semplice città periferica essa si trasformasse in una città cosmopolita fulcro di arte, cultura, politica e religione. Prendendo esempio dalla fastosa Costantinopoli, anche a Ravenna sorsero grandiose costruzioni civili e religiose che la emulavano sia nelle decorazioni che nelle architetture. In realtà, già prima dell'arrivo di Onorio, Ravenna era stata dotata di importanti edifici religiosi come la Cattedrale e il Battistero Neoniano.
La Cattedrale Ursiana
La Cattedrale, conosciuta come Ursiana e dedicata alla Santa Resurrezione, purtroppo è andata in gran parte perduta; di essa infatti rimangono solo pochi resti inglobati nell'attuale Duomo di Ravenna e nell'attiguo Museo Arcivescovile. Questi pochi resti comunque sono stati sufficienti per capire che la pianta era a semicircolare all'interno e poligonale all'esterno, con cinque navate e senza transetto, con abside, navatelle laterali concluse da ambienti a pianta rettangolare e con il pulvino fra il capitello e l'imposta degli archi dei colonnati. Tutti questi elementi sarebbero divenuti costanti nelle basiliche ravennati.
Il Battistero Neoniano
Il Battistero Neoniano, detto anche Battistero degli Ortodossi, prende il nome dal vescovo Neone che ne fece proseguire la costruzione dopo il suo predecessore Urso. Esso è di forma ottagonale, l'esterno è in semplice laterizio e con pareti scandite da lesene. In origine il soffitto era piano, ma nel 458 (ai tempi del vescovo Neone) fu sostituito da una cupola con all'interno tubi fittili che si allargavano e sempre in quell'occasione fu rinnovata anche tutta la decorazione dell'interno.
La decorazione consiste in tre zone: inferiore, intermedia e centrale. La zona inferiore è composta da archi ciechi su colonnine al cui interno sono poste lastre di porfido e marmo verde inserite in riquadri geometrici, l'archivolto invece è decorato con mosaici ad arabesco. La zona intermedia è composta anch'essa da archi che però al loro interno contengono tre archetti minori. Quello centrale è occupato da una finestra mentre i due laterali sono decorati con rilievi a stucco raffiguranti sedici figure di profeti maggiori e minori. Il resto degli archetti è decorato con affreschi riproducenti tralci di vite, pavoni e altri simboli.
La zona emisferica della cupola (o zona centrale) è decorata con splendidi mosaici inseriti all'interno di tre anelli concentrici: l'anello inferiore, l'anello superiore e il medaglione centrale. L'anello inferiore raffigura una sequenza di prospetti architettonici al cui interno sono raffigurati alternatamente quattro altari su cui si aprono i vangeli e quattro troni coperti da un drappo purpureo e segnati da un disco crociato (Hetimasia) posto su di un fondo azzurro. L'anello superiore raffigura su un fondo blu gli apostoli in processione, intervallati da candelabri. Essi indossano vesti bianche e oro e portano in mano delle corone da offrire a Cristo. La loro consistenza plastica e il loro senso di movimento testimoniano gli ininterrotti rapporti con il mondo romano. I rapporti con il mondo bizantino invece sono testimoniati dalla vivace policromia e dalla monumentalità e ieraticità delle figure. Il medaglione centrale rappresenta il battesimo di Gesù nelle acque del fiume Giordano. Su uno sfondo oro si vede il Battista nell'atto di somministrare il sacramento del Battesimo a Gesù che è immerso fino alla vita nel fiume. Del fiume in basso a destra compare anche la personificazione, mentre in alto vi è la colomba dello spirito santo. In realtà i volti di Gesù e del Battista non sono quelli originali in quanto vennero rifatti nel XVIII secolo.
Edifici aggiunti da Onorio e Galla Placidia
A questi splendidi edifici, Onorio ne aggiunse altri come l'Apostoleion e la Moneta. La prima era una chiesa dedicata ai dodici apostoli, il secondo era un edificio destinato alla coniazione delle monete imperiali. Ravenna continuò ad arricchirsi di splendidi edifici anche sotto la guida della sorella di Onorio, Galla Placidia, che dopo la morte del marito Flavio Costanzo e del fratello Onorio nel 425 era diventata imperatrice reggendo per ben venticinque anni l'impero d'Occidente al posto del figlio Valentiniano III. Alla figura di Galla sono legati in particolar modo due importanti fondazioni: la Chiesa di San Giovanni Evangelista e il complesso di Santa Croce.
La Chiesa di San Giovanni Evangelista
La Chiesa di San Giovanni Evangelista fu fatta costruire dall'imperatrice e dai suoi due figli dopo il 426 come ringraziamento per essere scampati ad un terribile naufragio durante un viaggio in mare da Costantinopoli. La chiesa è composta da tre navate divise fra di loro da archi posti su colonne, con abside affiancata da pastofori a pianta rettangolare. Un tempo era decorata con splendidi mosaici, oggi purtroppo perduti, i quali raffiguravano i membri della famiglia imperiale teodosiana.
Il complesso di Santa Croce
Il secondo complesso riguarda la Chiesa di Santa Croce e l'annesso saccello noto con il nome di Mausoleo di Galla Placidia. La chiesa di Santa Croce, oggi perduta, era a pianta cruciforme ed era preceduta da un portico rettilineo, riprendendo una tipologia planimetrica che si era diffusa con grande fortuna soprattutto a Milano già nella seconda metà del IV secolo. Se la chiesa è andata perduta, al contrario il mausoleo è ancora oggi esistente. Esso fu fatto costruire dalla sovrana come luogo di sepoltura per lei, per suo marito Costanzo e per suo fratello Onorio. Galla però non vi fu mai sepolta in quanto morì a Roma nel novembre del 450 e quindi fu sepolta in tale città, precisamente nel Mausoleo imperiale di Teodosio.
Il Mausoleo, detto appunto di Galla Placidia, è un piccolo edificio in cotto a pianta cruciforme coperto da volte a botte nei quattro bracci e da una cupola emisferica al centro. All'esterno questa cupola è nascosta da una torretta quadrangolare fatta di mattoni. Alla sobrietà delle pareti esterne appena modulate da una serie di archi ciechi si contrappone la straordinaria sontuosità dell'interno, interamente rivestito di mosaici dai colori sfavillanti.
La volta è decorata con un cielo notturno fittamente stellato al cui centro campeggia una croce latina; agli angoli invece vi sono i quattro simboli degli evangelisti (un uomo per Matteo, un bue per Luca, un leone per Marco, un aquila per Giovanni). I mosaici si estendono anche sulle pareti del tamburo su cui si aprono strette finestre fiancheggiate da coppie di apostoli stanti. Anche gli arconi est e ovest sono decorati con dei mosaici riproducenti girali di acanto e altre figure di apostoli. Nella lunetta sopra l'ingresso si trova la raffigurazione di Cristo come Buon Pastore; questi, imberbe, siede su di una roccia ed è circondato da pecorelle. Il paesaggio idilliaco è reso attraverso tessere di un verde squillante. Nella lunetta situata sul lato opposto troviamo invece San Lorenzo che si avvia al martirio della graticola. San Lorenzo porta la croce sulle spalle e guarda la graticola posta sul pavimento e un armadietto con all'interno dei vangeli. Entrambi i mosaici sono dei veri e propri Emblemata figurati, quadri che conservano la capacità di illusione di sfondamento della parete e di superamento del piano bidimensionale.
La Ravenna di Teodorico
A Ravenna si decisero anche le sorti dell'impero d'Occidente in quanto nel 476 il re degli Eruli, Odoacre, depose l'ultimo imperatore d'Occidente, Romolo Augustolo. Il regno di Odoacre però durò poco in quanto costui fu sconfitto e ucciso dall'ostrogoto Teodorico, che era stato inviato in Italia dall'imperatore di Bisanzio Zenone. Dopo aver ucciso Odoacre, Teodorico nel 493 assunse il pot...