Aspetto iconografico
Panofsky: tripartizione esame iconografico
Preiconografico: Livello preculturale; solo tramite i miei strumenti naturali e le mie conoscenze basilari e a priori.
Iconografico di I livello: Consuetudine culturale: se si conosce la propria cultura, certi simboli li identifichiamo senza avere informazioni specifiche (aureole, crocifissi ecc.).
Iconografico di II livello (o Iconologico): L'iconologia è quel ramo della storia dell'arte che si occupa del soggetto o significato dell'opera d'arte. È lo studio e interpretazione delle figure allegoriche, delle immagini simboliche e degli emblemi.
Contrazione iconografica
All'interno di uno stesso quadro si trovano concentrate più di una storia.
Descrizione preiconografica
Una raccolta e classificazione di dati e oggetti, che investe quindi la sfera dei motivi artistici. Si fonda essenzialmente sull'esperienza e la pratica soggettiva e sulla familiarità con oggetti e eventi. Quando queste non bastano, il principio correttivo dell’interpretazione è dato dalla "storia dello stile", che dice che “col mutare delle condizioni storiche gli oggetti e i fatti sono stati espressi in modi diversi”.
Analisi iconografica
Presuppone familiarità con temi specifici trasmessi da fonti letterarie e tradizione orale ed investe il mondo delle immagini, storie o allegorie. L’eventuale principio correttivo dell’interpretazione è dato dalla storia dei tipi, che è “il modo in cui temi specifici o concetti sono stati espressi in oggetti ed eventi col mutare delle condizioni storiche”.
Esempio: Vedi figura 3 – Giuditta. Il quadro raffigura una donna giovane e bella con una spada nella mano sinistra e un bacile su cui posa una testa umana. Inizialmente si pensava fosse Salomè con la testa di san Giovanni Battista: questo spiegava la presenza del bacile, ma non la spada, perché non fu Salomè a decapitarlo. Altri avanzarono l’idea che si trattasse di Giuditta con la testa di Oloferne: questo spiegherebbe la presenza della spada, ma non il bacile, dato che la testa di Oloferne venne messa in un sacco secondo la Bibbia. Utilizzando il principio correttivo della storia dei tipi si può percorrere uno studio che ci porti a scoprire se prima di quest’opera è mai stata rappresentata una Salomè con una spada (sapendo che è lei perché in compagnia dei parenti, ad esempio) o una Giuditta con un bacile (inequivocabilmente riconoscibile perché ad esempio in compagnia delle ancelle). La ricerca ci porterà a scoprire che sia in Germania che nell’Italia del Nord ci sono molte opere cinquecentesche raffiguranti una Giuditta con bacile.
Interpretazione iconologica
Comprende i primi 2 livelli di analisi, vale a dire esperienza e pratica soggettiva, familiarità con oggetti ed eventi, conoscenze letterarie… più la cosiddetta “intuizione sintetica” condizionata dalla psicologia della persona, cioè una familiarità con le tendenze dello spirito umano. Il principio correttivo dell’interpretazione è dato dalla storia dei simboli, che è “come muta il modo in cui le tendenze generali dello spirito umano sono espresse attraverso temi e concetti specifici, col mutare delle condizioni storiche”.
Esemplificazioni storiche e artistiche
- Maso di Banco, Storie di San Silvestro: Firenze, Santa Croce, 1340. Il papa San Silvestro e i suoi amici sono ripetuti nel dipinto. Un drago uccideva le persone (metafora della peste). San Sebastiano gli chiude la bocca. Nell'altra scena due pagani provocano il Papa chiedendogli se il Cristo facesse qualcosa per farsi vedere. Dio risponde con un terremoto che li uccide, ma San Sebastiano li fa risorgere cristiani. La scena non è comprensibile a un primo sguardo iconografico.
- Masolino e Masaccio, Sant'Anna Metterza: Firenze, Uffizi, 1424. Nonna, mamma e figlio. Sant'Anna è la mamma della Vergine, e sta al terzo posto rispetto al bambin Gesù (m'è terza => Metterza). È impossibile conoscere queste cose senza conoscere la storia (analisi iconografica).
- Wiligelmo, Storie de Genesi: Modena Duomo, inizio XII secolo. Si legge da sinistra verso destra (tipica della scrittura latina); un orientale potrebbe essere confuso e leggerlo male. Nella prima scena, Dio è sorretto dagli angeli ed è all'interno di una struttura ovoidale a "mandorla". Ma questa rappresentazione è una consuetudine non dettata dagli scritti della Genesi, ma è una sorta di "logo", un simbolo nato nel corso del tempo per enfatizzare la scena (aspetto iconologico).
Roger Van Der Weiden, Compianto e deposizione di Cristo, commissionato dai Medici, 1460, Uffizi. Collocazione iconografica: indicarne i personaggi: Nicodemo, Cristo, Vergine, collocazione storica. Collocazione iconologica: i due uomini dietro sono diversi, perché son vestiti in modo differente rispetto a San Giovanni, la Madonna e la Maddalena. Sono vestiti con abiti contemporanei al periodo storico di Van Der Weiden (anni Cinquanta del Quattrocento), al fine di immedesimare gli spettatori. Il personaggio dietro sta guardando lo spettatore per proiettarlo all'interno del dipinto (questa è una considerazione di natura iconologica, perché si parla anche di elementi originali e diversi dalla normale storia vangelica).
Ci sono addirittura studiosi che tentano di identificare, andandoci direttamente, i paesaggi dipinti dal pittore e il suo preciso punto di vista. Ma è una ricerca inutile perché:
- Il paesaggio è sicuramente cambiato morfologicamente e antropologicamente nel corso dei secoli.
- Non esisteva nella mentalità medievale l'idea di una pittura "en plein air" (vd. Impressionisti).
- Interpretazione basata anche su esperienze personali del pittore: spesso quest'ultimo prendeva spunto dalla realtà senza essere troppo preciso e vincolante. C'è quindi un margine di autonomia nella visione, anche se il pittore deve anche avvicinarsi alla libera interpretazione del visitatore, avvicinandosi a certi dogmi teologici.
I materiali
Per Leon Battista Alberti è molto più ammirevole dipingere con un oro creato dall'artista, che dall'oro stesso. Non è importante il materiale, ma la bravura dell'artista. La polimatericità medievale è fondamentale come fenomeno, con una fusione di marmi diversi e materiali diversi. Apprezzamento estetico antitetico all'omogeneità del materiale unico.
Masolino: pittore toscano che lavora in Lombardia, in particolare a Castiglione Olona.
Masolino. Salomè riceve la testa del Battista: Castiglione Olona, Battistero 1435. Le screziature e il colore dell'interno dei portici sono mal ridotti, e ciò non è dovuto da una scelta del Masolino, ma dal deperimento della stessa opera.
Supporto: Dove vengono stesi i colori (muro, tavola, tela, marmo ecc.).
Pigmenti: Colori (pigmento del blu è l'azzurrite). Alcuni pigmenti sono stati inventati nel corso dei secoli: il blu di Prussia è creato da una sintesi chimica.
Leganti: Sostanze che distribuiscono i pigmenti, di solito solidi e polverosi (l'olio).
Cimabue: Usava la biacca su intonaco che non andava bene per l'intonaco. Oltre che essere nociva alla salute, la biacca ossidava il colore, rendendolo quasi "al negativo" dell'originale.
Crocifissione, Assisi - Transetto Basilica Superiore 1277-1280, Cimabue
Donatello, statua equestre del Gattamelata, 1446: La statua di bronzo dentro è vuota: per fare una statua di bronzo è importante il procedimento di fusione del ferro. L'aspetto tecnico è imprescindibile nella scultura medievale. Il bronzo è associato all'antichità. L'effetto finale dell'opera d'arte dipende in gran parte quindi dalle scelte materiali.
Nicolò dell'Arca, Compianto sul Cristo Morto, S. Maria della Vita, Bologna: La terracotta in un certo senso è in grado di comunicarci qualcosa di forte, ed emozionante. È comunicativa e a forte impatto psicologico, quasi teatrale. Il bronzo invece per antonomasia tende a rappresentare la virtù classica.
Simone Martini, Annunciazione tra i due santi e Margherita: Il manto dell'arcangelo è dorato in modo diverso (con pennellate) dall'oro del fondo. In questo periodo storico, soprattutto nella città d'origine di Martini, Siena, c'era una tendenza dell'arte verso l'orificeria. Altro esempio interessante della propensione all'oro: Reliquario di San Petronio, Jacopo Roseto.
“L'arte medievale è irripetibile: i restauratori, che lo facciano bene o male, non riportano uguali a prima le opere, ma le modificano.” F. Lollini.
Anche le piccole sculture raffiguranti le Madonne sono state oggetto di commercio e quindi di ispirazione in tutte le parti dell'Europa. Ed è per questo che ci sono madonne col Bambino sia in Francia che in Italia (Nicolò Pisano). Nel caso di una "Madonna col Bambino" nel musée de Cluny, spesso venivano fatte con l'avorio: la forza economica incomparabile della Francia unitària duecentesca, le permetteva di comprare l'avorio e lavorarlo come nessun altro al mondo. Ed è per questo che ci sono decine di sculture d'avorio anche in Italia: era moderna e gotica, e questo affascina molto gli acquirenti italiani e europei. E Nicolò Pisano sarà il primo a prendere spunto e a lavorare sculture simili.
Nicolò Pisano: Anche le croci smaltate limosina potevano essere preparate quasi esclusivamente a Limoges, unica nel genere. Oggetti di questo tipo circolavano in tutta Europa, portando con sé un valore aggiunto di tipo formale: qualità e stile molto alti.
Artisti, luoghi e commissioni
- Giotto, Bacio di Giuda, Padova, Cappella degli Scrovegni, 1303: Trasforma la pittura italiana, rinnovandola (citato da Dante ne "La Divina Commedia" quando Giotto era ancora vivo). In questo caso però non sono gli oggetti che amplificano e fanno migrare la modernità di uno stile, ma è l'artista stesso che va a Padova sotto commissione, e poi anche a Roma, Rimini, Milano, Assisi perché è il pittore più straordinario della sua epoca.
- Giunta Pisano, Croce dipinta, Bologna, San Domenico 1250 ca., opera su tavola: Non si sa se Giunta Pisano sia andato direttamente a Bologna, però la sua opera è lì.
La geografia stilistica
Come gli stili si propongono nelle differenti zone in maniere differenti, ma non dobbiamo far riferimento alle attuali divisioni geografiche, ma alle numerose divisioni geografiche del tempo.
- Non esisteva per esempio La Francia, ma tanti territori francesi (es. la Borgogna è stata, per numerosi decenni, un'unità a sé stante); Chiesa di San Miniato al Monte di Firenze (XI Secolo), periodo romanico (controllare significato su internet). I marmi provenivano dalle zone toscane ai tempi dell'impero romano (anche se c'erano tanti altri fornitori esteri); con la crisi dell'impero, non c'era più omogeneità nello stato, e le cave di marmo vengono chiuse. La riapertura delle cave avrà luogo nel XI secolo, come in questo caso. Il marmo è dunque di estrazione locale. Diventa una specificità della zona toscana che trascende il contesto stilistico. Una pietra calcarea poteva invece essere di estrazione nordlombarda.
- Santa Fosca, Torcello (laguna veneta), metà XII secolo: Torcello è stata dal punto di vista politico-economico-religioso molto più importante di Venezia, la quale importava moltissimo materiale dal paesino. Torcello era sede vescovile molto prima di Venezia. Decadenza di Torcello avverrà proprio alla fine del XII secolo. Santa Fosca è molto diversa rispetto alla chiesa di San Miniato. C'è una differenza di tipo materiale: non veniva quasi mai lavorato il marmo nella laguna torcelliana. San Miniato ha una divisione in navate e ha uno sviluppo in lunghezza, mentre Santa Fosca è a pianta centrale. Quest'ultima caratteristica è anche probabilmente motivo di influenza culturale (Torcelli era molto legata all'impero bizantino, che faceva cose simili ndr.).
- Arles, Saint Trophime, ante 1152, portale 1180 ca.: Il romanico deriva sempre in qualche modo dalla cultura antica. In questo caso col basamento rialzato, il fregio continuo, inquadramento geometrico e altre caratteristiche richiama sicuramente l'arte romanica. Ma ci troviamo in Provenza ("provincia" romana nell'attuale Francia meridionale), dove vi è una qualità e una quantità di monumenti romani.
- Chiesa Superiore di San Francesco, Assisi, 1250 ca: La associamo al periodo gotico, ma se poniamo la facciata a confronto con quella del "Notre Dame" notiamo delle differenze. Certo c'è il rosone ma tutto si rifà a forme geometriche segmentate in orizzontale; un'abitudine del tutto romanico (oppure una versione ancora primitiva del gotico). Il gotico è molto differente tra quello italiano e quello francese.
Ma ci sono anche delle differenze cittadine:
- Maestà di Cimabue e Duccio di Siena: C'è differenza tra le due opere dettata anche da due città diverse (Siena e Firenze): quella di Cimabue viene prima. L'impianto nella "maestà" di Cimabue è molto saldo, vuole dare un senso di profondità (seppure parziale). Per fare questo ruota il punto di vista del trono. Duccio di Siena invece si concentra più sulla particolarità e la precisione dei dettagli (vedi stoffa del trono). La tridimensionalità però non è una sua priorità, e c'è una forte bidimensionalità. Gli angeli in Cimabue sono speculari e frontali con la stessa uniforme; in Duccio invece sono un po' più mossi e sono sospesi per aria, con un'alternanza di vesti. Da notare in Duccio il particolar panneggio della veste, con l'utilizzo dell'oro. Cimabue si preoccupa però più dell'anatomia. Sicuramente Duccio va a Firenze (la sua opera infatti era commissionata da fiorentini), e probabilmente ci può esser stata una ispirazione. Ma le adatta a modo suo, secondo la propria tradizione senese, mescolata anche a un fascino per l'Europa.
Approccio stilistico
Stile: Modo e variabilità di convenzioni per produrre un determinato soggetto. È in qualche modo lo specifico della storia dell'arte.
Cimabue, crocifisso nella Chiesa di Arezzo 1270 ca: Quest'opera è di maniera greca, ma c'è lo stile di Cimabue che innova l'immagine secondo la sua arte. Ma questa non è la riproduzione precisa anatomica di un corpo, ma sembrano solo disegnati bidimensionalmente. L'idea di Cimabue non è quella di partire dalla realtà e di riprodurre con i mezzi tecnici che ha la realtà stessa, ma quella di sfruttare delle convenzioni (in questo caso quelle della maniera greca = modo di dipingere che derivava dal mondo/stile bizantino). La maniera greca si basava su una campitura di un determinato colore, per poi mettere in evidenza con colori più scuri le parti anatomiche, e infine illuminare con dei colpi di bianco). Ma in futuro ci sarà da parte di Cimabue l'aggiunta di uno sfumato, che ammorbidisce le rigidità schematiche del mondo bizantino (in questo dipinto la si può intravedere nella barba del Cristo). C'erano quindi dei problemi anatomici e teologici: per esempio la testa anatomicamente doveva stare bassa, ma si tendeva nel Duecento a ruotare il volto di Cristo verso sinistra, sotto suggerimento dell'arte precedente e della Chiesa ufficiale; oppure la posizione del corpo irregolare ma convenzionale. Per Vasari questa tecnica era solo abbozzata: sarebbe stata poi successivamente elaborata nel corso dei decenni/secoli.
Nelle due lastre della Fontana Maggiore a Perugia di Nicola Pisano e bottega (1275-78) c'è una pesantezza fisica maggiore rispetto alle opere di Cimabue.
Bacio di Giuda, Mosaico Parietale, inizio sesto secolo Sant'Apollinare: Questa era la chiesa di palazzo di Teodorico, pagano che aveva spodestato Ravenna dall'ormai decaduto impero romano. Mancanza d'espressività, non c'è tanta tridimensionalità, colori simbolici (Cristo vestito di porpora). C'è un tentativo anche di proiettare le ombre (vedi linea del piede sinistro di Giuda), per dare maggior fisicità e movimento ai personaggi. Ma da uno stile più "naturale", si entrerà a uno stile più "simbolico" (dettato anche dalla storia che aveva visto Ravenna tra Impero Romano d'Occidente, Teodorico, e infine impero romano d'Oriente).
Approccio storico e documentario
Non si può fare, come faceva invece il Vasari, una considerazione negativa all'arte del passato e un miglioramento progressivo nel corso degli anni, ma considerarne il periodo storico.
- Ambrogio Lorenzetti, Allegoria del Buon Governo, Palazzo Pubblico, Siena, 1337-40: Il comune di Siena chiede al Lorenzetti di raffigurare sulle pareti della sala una serie di scene che mettessero in evidenza la differenza da una città ben amministrata, e una male amministrata. Nel Buon Governo, sono tutti puliti e precisi, anche i poveretti. Siena non produceva quasi niente, ma importavano i materiali e avevano dei rapporti straordinari con tutta l'Europa (anche più della Firenze del tempo).
- Pala d'oro a Milano, Sant'Ambrogio: Vuolvinio artista che si autodefinisce "magister et faber" e si autoritrae mentre si fa incoronare da Sant'Ambrogio.
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Arte medievale
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Arte gotica nell’Europa medievale
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Arte bizantina: Appunti di Storia dell Arte medievale