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Ragioneria – parte 2

Il bilancio ha due accezioni:

- sistema di dati elaborati periodicamente elaborati raccolti in un package informativo

- sintesi contabile

I parametri monetari in cui il bilancio è espresso hanno vantaggi e svantaggi:

- vantaggio: sintesi-> reddito d’esercizio

- svantaggio: non riescono ad esprimere grandezze gestionali come soddisfazione del cliente,

livello di qualità dei prodotti ecc. -> sono necessari allora complementari strumenti di

rilevazione -> pacchetto informativo (prima accezione)

Le funzioni del bilancio:

- rendiconto operato amministratori per rinnovo o cessazione mandato

- strumento di controllo a preventivo e a consuntivo

- funzione informativa per stakeholders interessati ad informazioni differenti -> importanza

funzione informativa: - cambiamento etica affari

- newsletter evoluzione mondo

- finanziamenti meno costosi

FUNZIONE PRINCIPALE DEL BILANCIO: MISURARE L’UTILE D’ESERCIZIO, EVENTUALMENTE

DISTRIBUIBILE!

L’informazione dev’essere chiara, comprensibile e comparabile.

Bilancio da chiuso ad aperto-> rischio competitors per appropriazione informazioni segrete ->

ma il bilancio dev’essere UNICO!!! Anche se molte aziende ne elaborano uno interno e uno

esterno. Concessione: bilancio sintetico per l’esterno e bilancio più analitico per l’interno.

• Vantaggi incremento obblighi informativi:

- riduzione margini di abuso di informazioni riservate

- aumento credibilità informazioni-> controllo informazioni da parte di soggetti privati e pubblici

• Svantaggi incremento obblighi informativi:

- costi competitivi (divulgazioni di info a vantaggio dei concorrenti) e litigations costs

- aumento volatilità titoli e rischio investitori

- sovraccarico informativo

Il quadro normativo:

- società di capitali: artt. 2423-2435 bis

- società di persone: art. 2426 bis:

In dettaglio:

1) le immobilizzazioni sono iscritte al costo di acquisto o di produzione. Nel costo di

acquisto si computano anche i costi accessori. Il costo di produzione comprende

tutti i costi direttamente imputabili al prodotto. Può comprendere anche altri costi,

per la quota ragionevolmente imputabile al prodotto, relativi al periodo di

fabbricazione e fino al momento dal quale il bene può essere utilizzato; con gli

stessi criteri possono essere aggiunti gli oneri relativi al finanziamento della

fabbricazione, interna o presso terzi  QUINDI, SOLO NEL CASO DI PRODUZIONE

INTERNA IO POSSO METTERE GLI ONERI FINANZIARI OVVERO GLI INTERESSI PASSIVI

CHE MI DERIVANO DALL’ACQUISIZIONE DI UN MUTUO! SE IL MUTUO DURA 10 ANNI,

DEVO RIPARTIRLI!!! SE L’AZIENDA LO COMPRA PRESSO TERZI, NON POSSO

AGGIUNGERE GLI INTERESSI PASSIVI! SE IO PRODUCO IL MACCHINARIO E’ COME SE

LO RIVENDESSI A ME STESSO! SE LO ACQUISTO E’ COME SE IL TERZO AVESSE GIA’

INCLUSO QUEGLI INTERESSI PASSIVI!

2) il costo delle immobilizzazioni, materiali e immateriali, la cui utilizzazione è

limitata nel tempo deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in

relazione con la loro residua possibilità di utilizzazione. Eventuali modifiche dei

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criteri di ammortamento e dei coefficienti applicati devono essere motivate nella

nota integrativa;

3) l'immobilizzazione che, alla data della chiusura dell'esercizio, risulti durevolmente

di valore inferiore a quello determinato secondo i numeri 1) e 2) deve essere iscritta

a tale minore valore; questo non può essere mantenuto nei successivi bilanci se

sono venuti meno i motivi della rettifica effettuata.

Per le immobilizzazioni consistenti in partecipazioni in imprese controllate o

collegate che risultino iscritte per un valore superiore a quello derivante

dall'applicazione del criterio di valutazione previsto dal successivo numero 4) o, se

non vi sia obbligo di redigere il bilancio consolidato, al valore corrispondente alla

frazione di patrimonio netto risultante dall'ultimo bilancio dell'impresa partecipata,

la differenza dovrà essere motivata nella nota integrativa;

Dopo i primi tre commi in cui si parla delle immobilizzazioni, passiamo ai successivi:

4) si parla di partecipazioni: le immobilizzazioni consistenti in partecipazioni in

imprese controllate o collegate possono essere valutate, con riferimento ad una o

più tra dette imprese, anziché secondo il criterio indicato al numero 1), per un

importo pari alla corrispondente frazione del patrimonio netto risultante dall'ultimo

bilancio delle imprese medesime, detratti i dividendi ed operate le rettifiche

richieste dai principi di redazione del bilancio consolidato nonché quelle necessarie

per il rispetto dei principi indicati negli articoli 2423 e 2423-bis. Quando la

partecipazione è iscritta per la prima volta in base al metodo del patrimonio netto, il

costo di acquisto superiore al valore corrispondente del patrimonio netto risultante

dall'ultimo bilancio dell'impresa controllata o collegata può essere iscritto

nell'attivo, purché ne siano indicate le ragioni nella nota integrativa. La differenza,

per la parte attribuibile a beni ammortizzabili o all'avviamento, deve essere

ammortizzata. Negli esercizi successivi le plusvalenze, derivanti dall'applicazione del

metodo del patrimonio netto, rispetto al valore indicato nel bilancio dell'esercizio

precedente sono iscritte in una riserva non distribuibile (Es. se l’utile netto ha un

totale di 1000, se io ho una riserva di rivalutazione partecipazioni, fino a 700 l’utile

non sarà distribuibile!) (prima eccezione al criterio della competenza economica

attraverso il metodo del patrimonio netto che comporta la rivalutazione delle

partecipazioni)

 Ricordiamo che (art. 2359 codice civile):

- controllante: ha la maggioranza assoluta >50%

- influenza dominante: 20%<x<50%

- collegata: >20%

-altre: <20%

5) i costi di impianto e di ampliamento, i costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicità

aventi utilità pluriennale (Potenzialmente io ho tutte attività vendibili.) possono

essere iscritti nell'attivo con il consenso, ove esistente, del collegio sindacale e

devono essere ammortizzati entro un periodo non superiore a cinque anni (quindi

l’ammortamento può essere fatto anche in 2/3 anni). Questo è fatto per prudenza!!!

Perché ho paura che a quelle attività non corrisponda una reale entità, un reale

valore! Fino a che l'ammortamento non é completato (fino a che le immobilizzazioni

restano iscritte all’attivo) possono essere distribuiti dividendi solo se residuano

riserve disponibili sufficienti a coprire l'ammontare dei costi non ammortizzati.

Es: stato patrimoniale

Costi di ricerca: 100.000

Anno 1: ammortamento 20.000

Anno 2: ammortamento 20.000

31/12/anno 2: 2

stato patrimoniale

Costi di ricerca: 60.000

Non posso distribuire dividendi a meno che non ci siano almeno o oltre 60.000 euro

di riserve disponibili ovvero fatte con utili di esercizi precedenti che non tocco e

diventano non distribuibili perché servono a coprire idealmente quei 60.000 euro

che sono a rischio e che non sono ancora ammortizzati. Bisogna dare copertura

all’attività. Io aumentando l’attivo aumento il netto (principio della quadratura), ma

in questo caso ho aumentato l’attivo con degli elementi a rischio, con della roba un

po’ camuffa! Se avessi iscritto quella roba nel conto economico avrei avuto una

maggiore perdita/minor utile!

6) l'avviamento può essere iscritto nell'attivo con il consenso, ove esistente, del

collegio sindacale, se acquisito a titolo oneroso, nei limiti del costo per esso

sostenuto e deve essere ammortizzato entro un periodo di cinque anni.

E' tuttavia consentito ammortizzare sistematicamente l'avviamento in un periodo

limitato di durata superiore, purché esso non superi la durata per l'utilizzazione di

questo attivo e ne sia data adeguata motivazione nella nota integrativa;

7) il disaggio su prestiti deve essere iscritto nell'attivo e ammortizzato in ogni

esercizio per il periodo di durata del prestito;

8) i crediti devono essere iscritti secondo il valore presumibile di realizzazione;

8-bis) le attività e le passività in valuta, ad eccezione delle immobilizzazioni, devono

essere iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura dell'esercizio ed i

relativi utili e perdite su cambi devono essere imputati al conto economico e

l'eventuale utile netto deve essere accantonato in apposita riserva non distribuibile

fino al realizzo. Le immobilizzazioni materiali, immateriali e quelle finanziarie,

costituite da partecipazioni, rilevate al costo, in valuta devono essere iscritte al

tasso di cambio al momento del loro acquisto o a quello inferiore alla data di

chiusura dell'esercizio se la riduzione debba giudicarsi durevole; (4)

9) le rimanenze, i titoli e le attività finanziarie che non costituiscono

immobilizzazioni (cioè iscritti nel circolante) sono iscritti al costo di acquisto o di

produzione, calcolato secondo il numero 1), oppure al valore di realizzazione

desumibile dall'andamento del mercato, se minore (sempre in omaggio al PRINCIPIO

DELLA PRUDENZA!!!); tale minor valore non può essere mantenuto nei successivi

bilanci se ne sono venuti meno i motivi. I costi di distribuzione non possono essere

computati nel costo di produzione  Ricordiamo che le rimanenze iniziali

rappresentano un costo e le rimanenze finali un ricavo per l’azienda  IL BILANCIO SI

FA ALLA FINE QUINDI è NORMALE CHE LE RIMANENZE FINALI STARANNO SCRITTE

TRA I RICAVI NELLA VOCE a.2 DEL CONTO ECONOMICO. Le rimanenze finali

rappresentano il costo di acquisto delle merci non ancora vendute, ecco perché

devono essere iscritte al costo di acquisto o di produzione (sempre in omaggio al

principio della prudenza)

10) il costo dei beni fungibili può essere calcolato col metodo della media ponderata

o con quelli: "primo entrato, primo uscito o: "ultimo entrato, primo uscito” ; se il

valore così ottenuto differisce in misura apprezzabile dai costi correnti alla chiusura

dell'esercizio, la differenza deve essere indicata, per categoria di beni, nella nota

integrativa;

11) i lavori in corso su ordinazione possono essere iscritti sulla base dei corrispettivi

contrattuali maturati con ragionevole certezza. I lavori in corso su ordinazione sono

rimanenze!!! Quindi è una seconda eccezione in omaggio al criterio della

competenza economica (l’altra è quella della valutazione delle partecipazioni con

l’equity method pag. 28 e comma 4 dell’art. 2426): LE RIMANENZE POSSONO ESSERE

ISCRITTE AL RICAVO, NON AL COSTO  devono però essere su commessa, cioè

devono avere un ricavo predeterminato, non c’è un rischio di vendita, il bene è già

venduto. Grazie all’applicazione di questa eccezione, l’utile viene spalmato pro

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quota anno per anno. Se non ci fosse questa eccezione, l’utile verrebbe fuori tutto

alla fine e ci sarebbe l’applicazione del principio della prudenza (perché valuto al

costo le rimanenze e non al ricavo) ma non l’applicazione del principio della

competenza!

- banche, assicurazioni e intermediari finanziari: normativa a parte

-> Ad integrazione: 30 documenti contabili (21 sono quelli effettivamente applicati), elaborati

dal CNDC-CNR e rivisitati poi negli ultimi anni dall’OIC (Organismo nazionale contabilità, dove

sono rappresentati: CNDC-CNR, ASSIREVI, ASSILEA, ANIA, ABI, CONFINDUSTRIA,

CONFCOMMERCIO, e enti di controllo come CONSOB (commissione nazionale per la società e la

borsa), BANCA D’ITALIA E RAGIONERIA DELLO STATO.

Principi contabili nazionali emanati dall’OIC: prudenziali, fanno venire fuori poco utile,

tendendolo ad abbassare. L’utile quindi è meno distribuibile, il bilancio non viene

sopravvalutato e pompato affinchè i debiti possano essere ripagati salvaguardia integrità

patrimoniale e tutela diritti creditori  viene fatto per evitare lo svuotamento finanziario della

società.

I principi:

11. Bilancio d’esercizio – finalità e postulati

12. composizione e schemi del bilancio di esercizio di imprese mercantili, industriali e di servizi

13. rimanenze di magazzino

14. disponibilità liquide

15. crediti

16. immobilizzazioni materiali

17. biancio consolidato

18. ratei e risconti

19. fondi per rischi ed oneri

20. titoli e partecipazioni

21. metodo del patrimonio netto

22. conti d’ordine

23. lavori in corso su ordinazione

24. immobilizzazioni immateriali

25. trattamento contabile delle imposte sul reddito

26. operazioni e partite in moneta estera

27. introduzione all’euro quale moneta di conto

28. patrimonio netto

- Esplicitamente raccomandati dalla Consob alle società quotate nei mercati mobiliari (società

quotate in Borsa: le azioni sono oggetto di compravendita continua tra investitori. Anch’io

posso comprare un’azione in banca. Società non quotate in Borsa: le azioni non sono diffuse tra

il pubblico, trattasi di società chiuse. Chi si quota lo fa per reperire capitale fra terzi in maniera

più ampia e rapida, cedendo parte del proprio capitale ma anche per avere una visibilità

maggiore, esponendosi per contro a determinati costi iniziali di quatazione, e ad una verifica

continua da parte della Consob. Il vantaggio della quotazione dal punto di vista dell’investitore

è quello che ognuno – privato, professionista od istituzione (banche, fondi, ecc) – può

facilmente acquistare o vendere le azioni di una determinata società. Oggi questo è reso ancor

più veloce dalla recente dematerializzazione degli strumenti finanziari grazie alla

informatizzazione di tutti i sistemi, dai depositi, a quelli bancari e di Borsa. Ciò significa che

attraverso internet è possibile accedere a tutti i mercati tramite un broker (intermediario

finanziario, spesso una banca dove abbiamo i nostri conti) e da lì procedere autonomamente

alla selezione degli strumenti da acquistare e vendere. È la Borsa Valori, a Milano per l’Italia,

che contribuisce a creare ed a mantenere il mercato primario e quindi le quotazioni e i flussi

informativi costanti, trasmettendoli agli altri intermediari finanziari che compongono il mercato

secondario, dove vengono effettivamente scambiati gli strumenti finanziari. Il vantaggio della

quotazione dal punto di vista dell’investitore è quello che ognuno – privato, professionista

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od istituzione (banche, fondi, ecc) – può facilmente acquistare o vendere le azioni di una

determinata società. Oggi questo è reso ancor più veloce dalla recente dematerializzazione

degli strumenti finanziari grazie alla informatizzazione di tutti i sistemi, dai depositi, a quelli

bancari e di Borsa. Ciò significa che attraverso internet è possibile accedere a tutti i mercati

tramite un broker (intermediario finanziario, spesso una banca dove abbiamo i nostri conti) e

da lì procedere autonomamente alla selezione degli strumenti da acquistare e vendere. È la

Borsa Valori, a Milano per l’Italia, che contribuisce a creare ed a mantenere il mercato primario

e quindi le quotazioni e i flussi informativi costanti, trasmettendoli agli altri intermediari

finanziari che compongono il mercato secondario, dove vengono effettivamente scambiati gli

strumenti finanziari. Esistono però tante società per azioni NON quotate – sia di piccole

sia di grandi dimensioni – e ciò non toglie la possibilità di entrare in possesso di azioni di queste

società se stabilito in questo senso dall’amministrazione della società stessa. Certo è che le

modalità di acquisto e vendita delle azioni non saranno immediate in quanto la liquidità non è

garantita dal mercato ma dalla società in oggetto, quindi può richiedere diverso tempo. Alcuni

esempi italiani di società di grandi dimensioni non quotate possono essere la “Ferrero

SpA” e la “Barilla SpA”, entrambe società per azioni ma con capitale (e quindi proprietà)

interamente nelle mani delle rispettive famiglie.

- Consigliati alle società non quotate

L’OIC ha emanato i principi contabili nazionali, Lo IASB (internationali accounting standard

board) quelli internazionali-> da impiegare in chiave suppletiva a quelli nazionali qualora siano

stati incompleti.

Un po’ di normativa:

• La “legge comunitaria ottobre 2003” stabilisce che gli IAS devono essere adottati

da:

- società quotate o con strumenti finanziari diffusi, banche: obbligo bilancio consolidato IAS

2005; obbligo bilancio esercizio IAS 2006, facoltà 2005

- imprese assicurative: obbligo bilancio consolidato IAS 2005; obbligo bilancio esercizio IAS

2006, facoltà 2005

-imprese consolidate dalle precedenti: facoltà bilancio consolidato IAS 2005 (tuttavia sarebbe

meglio per eviatare procedure di riconversione complicate e costose), facoltà bilancio esercizio

IAS 2005

- imprese che redigono consolidato, diverse dalle precedenti: facoltà bilancio consolidato IAS

2005, se redigono il precedente, facoltà bilancio esercizio 2005

- altre imprese diverse dalle precedenti (non redigono quindi il consolidato): se consolidate

dalle precedenti, facoltà di redigere bilancio esercizio IAS 2005, altrimenti hanno facoltà di

redigerlo da data indicata da Ministero.

- le imprese che redigono il bilancio in forma abbreviata non possono utilizzare le regole IAS

• Inoltre, obbligo per i bilanci delle società quotate, di controllo da parte di un revisore o

società di revisione e Consob.

• Bilancio delle società non quotate: controllato dal collegio sindacale (un organo di

vigilanza presente nelle società di capitali e cooperative.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kika210588 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ragioneria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Macerata o del prof Zigiotti Edoardo.
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