Premesse sistematiche
La disciplina Ragioneria
Il riconoscimento di una disciplina denominabile convenzionalmente ragioneria discende dalla possibilità d’individuare soggetti, punti di vista, oggetti, strumenti e fini che le siano in preminenza propri lungo i processi di formazione e trasformazione delle sue conoscenze. Si tratta di processi che si svolgono in maniera interattiva ed iterativa sia al loro interno sia verso l’esterno, cosicché i contenuti che ne risultano sono relativamente autonomi ma, al tempo stesso, interdipendenti con i loro contesti ambientali e disciplinari: a conferma, per questa come per ogni altra disciplina, della radicale impossibilità di eludere le connessioni che si pongono, da un lato, fra specialità tematiche e generalità sistematiche e, dall’altro, fra relativa semplicità, varia complessità e tendenziale complessività delle relazioni.
Ciò detto, i soggetti preminenti della ragioneria sono genericamente tutti quelli che sono titolari legittimi di un qualche interesse conoscitivo verso le amministrazioni aziendali, astrattamente e/o concretamente intese come materia di pensiero e/o di azione. Più specificamente, poi, essi sono classificabili in modo molto vario, ma qui basti ricordare che essi possono essere, fra l’altro, soggetti fisici o istituzionali, individuali o collettivi, pubblici o privati, esterni o interni, e così via. Inoltre, i punti di vista preminenti della ragioneria sono genericamente di semiotica scritturale aziendale, nel senso che i vari “soggetti” (di cui sopra) acquisiscono conoscenze sugli “oggetti” (di cui sotto) attraverso la formazione e/o la fruizione dei relativi “segni”: questi intesi come le espressioni artificiali scritte che, in forme dalle più rudimentali alle più sofisticate, siano atte a sostituire nella conoscenza una o più esistenze di rilevanza amministrativa, superando così i limiti soggettivi della loro memoria personale e quelli intersoggettivi della loro tradizione orale.
Ancora, gli oggetti preminenti della ragioneria sono genericamente i fatti amministrativi determinati da attività ed avvenimenti di rilievo: i primi, quali eventi posti deliberatamente in essere dall’azione degli organi aziendali a ciò deputati; i secondi, quali eventi posti in essere dall’azione di altri soggetti ovvero in qualsiasi altro modo (ad esempio, ad opera della natura). In ogni caso, più specificamente, è necessario che i fatti siano in grado di determinare rilevanti influenze sulle esistenze. Invece, gli strumenti preminenti della ragioneria sono genericamente le rilevazioni aziendali dei suaccennati oggetti. Più specificamente, esse hanno luogo tramite le scritture relative ai dati grezzi, elaborati e finalizzati che siano ritenuti opportuni per poter perseguire al meglio, a parità di condizioni, rilevanti obiettivi amministrativi.
Per ultimo, i fini preminenti della ragioneria, in forza anche del suo etimo latino di ratio, sono genericamente le razionalità del controllo dei comportamenti amministrativi. Più specificamente, ciò comporta una serie di informazioni documentali a beneficio dei soggetti aventi titolo, affinché le conoscenze sugli oggetti dell’amministrazione che sono state conseguite tramite gli strumenti della rilevazione possano orientare al meglio il perseguimento degli obiettivi amministrativi.
Ebbene, per effetto congiunto delle superiori specificazioni, la ragioneria diviene così una disciplina semiotica speciale od applicata agli aspetti di espressione prevalentemente scritta del fare umano in sede amministrativa. Allora, per definirne meglio il dominio conoscitivo, occorre richiamare intanto la seguente classica partizione di tutte le discipline semiotiche in:
- Semantica, riguardante le relazioni di significazione che intercorrono fra gli oggetti considerati ed i segni a ciò impiegati dai soggetti agenti o formatori.
- Sintattica, riguardante le relazioni di rappresentazione che intercorrono fra i segni semantici impiegati dai soggetti agenti o formatori.
- Pragmatica, riguardante le relazioni di comunicazione che intercorrono fra i segni sintattici composti ed i soggetti destinatari o fruitori.
Inoltre la ragioneria non deve chiudersi a se stessa ma integrare a essa discipline più o meno connesse ad essa come il diritto, la matematica e le più prominenti discipline aziendali.
Le risorse in generale
È opportuno procedere a definire l’attività economica e, per converso, anche quelle che non sono economiche, perché senza di essa non hanno ragione di esistere né le aziende, che costituiscono la principale forma storica per risolvere i problemi dei mezzi necessari, o soltanto opportuni, per la conservazione e la riproduzione della vita umana, né la ragioneria, che costituisce la principale disciplina aziendale per esprimere, nel miglior modo possibile, le razionalità del controllo dei comportamenti e degli andamenti amministrativi per la risoluzione di quei problemi. Ciò consente, in questo capitolo, di fondare meglio i criteri distintivi fra i contenuti ed i contesti relativi alla prima attività e, in altri capitoli, pure quelli relativi all’amministrazione aziendale ed alla ragioneria. In proposito, al livello di massima astrazione e generalità, si può intanto assumere:
- Per esistenze, tutto ciò che sia in essere e in divenire, a qualsiasi titolo, nelle situazioni di spazio e di tempo prese di volta in volta in considerazione.
- Per risorse, tutte le esistenze che lungo il loro divenire possano, in qualsiasi modo, tornare una o più volte in essere (“risorgere”) sotto forma di esistenze sostanzialmente similari o funzionalmente riconducibili a quelle di origine.
Le esistenze e le eventuali risorse si formano, nel loro essere, e si trasformano, nel loro divenire, secondo sistemi disposti lungo un “circuito” logico-cronologico (a pagina seguente);
| SISTEMA TOTALE DI APPARTENENZA DELLE ESISTENZE | SISTEMI PARZIALI DI APPARTENENZA DELLE ESISTENZE | SISTEMI DI ININFLUENZA SULLE RISORSE | SISTEMI DI INFLUENZA SULLE RISORSE |
| S. DI RIFERIMENTO | S. DI RELAZIONE | S. DI NON RELAZIONE | S. NATURALI |
| S. SOCIALI | S. SOCIALI MAGGIORI | MAGGIORI | MAGGIORI |
| INTERMEDI | INTERMEDI | INTERMEDI | MINORI |
| MINORI | MINORI | <ATTRAZIONE S. DI PROVENIENZA | ALTERAZIONE S. DI DESTINAZIONE |
| RESTITUZIONE > SISTEMI DI ININFLUENZA SULLE RISORSE | SISTEMI DI INFLUENZA SULLE RISORSE | SISTEMI PARZIALI DI APPARTENENZA DELLE ESISTENZE | SISTEMA TOTALE DI APPARTENENZA DELLE ESISTENZE |
Secondo l’ordine naturale, è il caso –ad esempio– dell’acqua, del vento, delle maree, della vita vegetale ed animale, e così via. Invece, dei possibili ordini artificiali ad opera dell’umanità soprattutto sotto il profilo economico, in via del tutto generica, per sistema si può intendere ogni insieme relativamente autonomo di parti complementari aventi una rilevante omogeneità di esistenza e/o conoscenza. spazio e continuo nel tempo (“il mondo”) e, in successive approssimazioni, può essere idealmente disaggregato in pluralità di spazio e discontinuità di tempo. In particolare, le risorse, pur continuando a partecipare del suddetto circuito, sono disaggregabili in sistemi (naturali o sociali, a seconda della loro origine primaria, nonché maggiori, intermedi o minori, a seconda della loro disposizione gerarchica) di effettiva influenza e di convenzionale ininfluenza sulle risorse stesse.
A proposito ora dei sistemi di influenza, essi possono essere diretti o di riferimento, nei quali le risorse vengono trasformate secondo le fasi iniziali di attrazione dall’esterno, successive di alterazione all’interno e finali di restituzione all’esterno, nonché indiretti o di relazione, nei quali le risorse si trovano formate ed i quali possono essere di provenienza, da cui avviene la predetta attrazione verso quelli di riferimento, e di destinazione, verso cui avviene la predetta restituzione da quelli di riferimento. Ad ogni modo, sul fondamento del celeberrimo “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” (e si degrada), i processi di trasformazione inevitabilmente comportano una qualche de-formazione delle risorse, nel senso di una maggiore o minore degradazione della loro formazione di partenza. Per contro, però, i processi possono eventualmente comportare anche una qualche ri-formazione delle risorse, nel senso di un maggiore o minore sviluppo rispetto alla loro formazione di partenza.
Comunque vada, la formazione delle risorse, se è astrattamente colta nel loro “essere” in uno o più punti del tempo, esprime le loro consistenze convenzionalmente statiche o fondi; mentre, la trasformazione delle risorse, se è astrattamente colta nel loro “divenire” lungo uno o più intervalli di tempo, esprime le loro variazioni propriamente dinamiche o flussi.
Contenuti e contesti dell’attività economica
La produzione e i suoi processi
L’uomo dunque si inserisce nel processo naturale, per ottenere ciò che in natura non può esistere spontaneamente creando dunque un processo artificiale detto di produzione, da questo punto di vista si conferma che quando queste attività, si svolgano in realtà che convenzionalmente chiamiamo aziende, conseguentemente tutte le aziende non possono che essere di produzione. Perché se non producono non esistono, perché la attività produttiva è uno dei grandi aspetti definitori dell’attività economica. Quindi non è il tipo di attività che differenzia le aziende ma il tipo di collegamento con l’ambiente esterno e quindi con i sistemi di destinazione e di provenienza, le aziende maggiormente ma non esclusivamente si differenziano anche per le fasi di modificazione e cessione dei servizi.
Quindi l’uomo ha integrato il processo naturale con quello artificiale, dunque in ambito economico e non più astratto e generalizzato ciò che era l’attrazione, alterazione e la restituzione divengono rispettivamente acquisizione, modificazione e cessione, per cessione non intendiamo vendita, poiché la vendita al massimo è specie della cessione, ma per cessione intendiamo una restituzione ai sistemi di destinazione che possono essere per esempio i mercati o i paesi ecc. Quindi il circuito economico è composto da Sistemi di provenienza, acquisizione, modificazione, cessione e Sistemi di destinazione, inoltre i sistemi di provenienza non possono esistere se non esistono i sistemi di destinazione e viceversa.
Resta sempre da stabilire un concetto però che è quello di produzione, ossia le attività di trasformazione che poniamo in essere sono attività necessariamente di produzione, intendendo per produzione la messa in esistenza di ciò che altrimenti non sarebbe mai esistito, quindi quando pongo in essere qualcosa che non esiste in natura pongo un attività di produzione, quindi la produzione per definizione è un processo artificiale che dà luogo a output di beni e servizi che da questo stesso punto di vista per definizione sono artificiali, purché siano naturali. La produzione avviene tramite molti fattori, quello principale però è il:
- Lavoro, ossia il peculiare fare dell’umanità finalizzato a trasformare risorse in altre ritenute preferibili.
- Acquisizione, modificazione e cessione, quindi acquisizione di risorse che poi vengono modificate e cedute ai soggetti.
- Consumo, quest’ultimo fattore non è necessariamente presente nel processo economico ma finalisticamente si ritiene che prima o poi debbano essere orientati al consumo, quindi la modificazione umana ultima del bene.
Quindi è proprio il consumo che ci introduce al concetto di bene, concetto che non è però definibile in maniera certa e concreta, possiamo al massimo dire che il bene deve soddisfare aspettative umane storicamente percepite come bisogni e a sua volta i bisogni non sono oggettivabili né nel tempo né nello spazio.
La ricchezza
Con il termine ricchezza intendiamo delle risorse che sono atte a qualche cosa e che dunque valgono, quindi una finalizzazione rispetto appunto ad aspettative storiche in senso spaziale e temporale per beni o servizi che costituiscono ricchezze, e che quindi valgono, valore non necessariamente inteso come economico o di cambio per esempio. Affermare che se non guadagno non faccio attività economica è errato, dobbiamo vedere il fine ultimo della azienda infatti se una azienda ha il fine di guadagnare e non guadagna allora lì si che non faccio attività economica, e brucio ricchezza, mentre se una azienda non ha fine di lucro e di conseguenza non guadagna svolge un attività economica: Attività economica > attività economica di lucro, attività economica non di lucro ecc..
Volendo fare un esempio se una azienda ha una perdita di esercizio di 100.000 € che sicuramente ha causato una perdita questo sì ma non possiamo affermare che l’azienda ha bruciato ricchezza per 100.000 € questo perché, si devono osservare i fattori della produzione che sono detti intermedi (materie prime, servizi ecc.), altri detti trasformandi (trasformazione passiva) e altri detti trasformatori (trasformazione attiva). Ragionando su un'ottica di sola ricchezza e non di profitti per capire se una azienda ha bruciato o meno ricchezza bisogna sottrarre ai al valore di produzione i costi di produzione, che mi determina il valore aggiunto lordo che sarebbe la nuova ricchezza prodotta, quindi:
R = VP – CP = VAL
Quindi può accadere benissimo che con una profitto negativo non si sia bruciata ricchezza, perché ad altri fattori di produzione sono andati remunerazioni, più grandi di quelle che hanno avuto il segno meno. Bisogna quindi distinguere i redditi da azienda, (l’insieme dei redditi, che si formano in questa entità o sistema chiamato azienda), dal reddito di azienda, infatti: Redditi da azd > Reddito di azd
Formazione di risorse e produzione
Nella formazione delle risorse dobbiamo distinguere il sistema “chiuso”, da quello “aperto”, nel sistema chiuso non è consentita l’immissione di pre-formazioni ossia altre risorse precedentemente formatasi fuori dal sistema chiuso, il sistema chiuso è quindi così composto:
FRM (tk) tras - FRM FRM (tk + i) Entropia > 0
Sistema chiuso de - FRM Fondi (iniziali) Flussi Fondi (finali)
Nei sistemi chiusi si parte da una formazione (tk) che dà vita a una de-formazione vuol dire che si degradano le risorse prese in considerazione attraverso le deformazioni si arriva a una formazione nel tempo a livello complessivo (tk + i), arriviamo a una misura finale chiamata entropia che è una grandezza matematica che nel sistema chiuso è sempre maggiore di zero e quindi positiva, e sempre maggiore di zero, i fondi non sono altro che consistenze di risorse in uno o più tempi dati purché siano tempi disgiunti tra di loro, abbiamo quindi dei fondi iniziali e dei fondi finali questo avviene attraverso appunto dei flussi sono invece variazioni si fondi e quindi di consistenze che avvengono nel tempo preso in considerazione.
Il sistema aperto
Nei sistemi aperti invece la consistenza delle risorse non è data una volta e per sempre ma può essere nel tempo alimentata creando nel tempo qualcosa di simile ma non di uguale.
> 0 FRM (tk) tras – FRM FRM (tk + i ) Entropia = 0
de – FRM (+ -) ri – FRM < 0
Sistema aperto pre – FRM in - FRM tk k + i
Nel sistema aperto il fenomeno della trasformazione rimane così come rimane l’esito terminale, abbiamo anche analoghi fenomeni di de – formazione, la degradazione delle risorse rimane sempre ugualmente, la differenza che però si può rilevare è che durante l’intervallo considerato, il sistema in quanto aperto, consente l’immissione di pre – formazione ossia altre risorse che precedentemente si erano formate fuori dal nostro sistema di riferimento, che possono entrare portando nuova materia. Ciò che consente che le pre – formazioni diventino qualcosa di positivo sono le in –formazioni, ossia qualcosa che per natura o per il mondo sociale tra di noi mettiamo insieme per poter orientare gli avvenimenti o le attività, possiamo aggiungere al sistema chiuso il segno + - perché abbiamo sicuramente il fenomeno – che è la de – formazione in se e per sé, e abbiamo fenomeni + che sono le nuove risorse che arrivano e le nuove in –
formazioni che abbiamo a disposizione e quindi la possibilità di tras – formare la formazione iniziale, il che conduce a una ri – formazione, inoltre è chiaro che le de – formazioni e i processi di formazione avvengono lungo l’intervallo tk k + i. L’entropia stavolta può essere nel sistema aperto sia maggiore, che uguale, che minore di zero, quindi le situazioni possono essere queste:
- Entropia > 0 allora, abbiamo male introdotto risorse peggiorando il fenomeno di degradazione delle risorse e quindi siamo in perdita.
- Entropia = 0 in questo caso abbiamo guadagnato, perché una situazione, che comunque sarebbe stata negativa, portandola a 0 abbiamo comunque avuto un guadagno.
- Entropia < 0 in questo caso abbiamo rallentato i fenomeni di degradazione delle risorse, ma le abbiamo riportate a val
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