Controllo di gestione
Introduzione al corso
Prima lezione: 18/09/06
Professore: Garelli
Inizio lezioni: 9:20 A.M
Appunti di: Davide Benza
L’obiettivo del corso è la lettura dei principali report aziendali complessi. Si divide in due moduli. Il primo modulo è il modulo di analisi di bilancio: indicatori, trend che permettono di formulare giudizi compositi. Il secondo modulo riguarda il budgeting.
Materiale didattico
- Analisi economica (capitolo 7: sostituire con gli appunti in classe)
- Copie delle slide
- Quaderno di esercitazioni guidate
Struttura aziendale e obiettivi
L'azienda è una struttura composita (qualsiasi organizzazione: indipendentemente dall'organizzazione, dalla funzione, dal settore) formata da risorse (lavoro, capitale etc.) di diversa natura, organizzata nelle sue varie parti, per conseguire, attraverso un processo di produzione di ricchezza (grandezza astratta, non utile, capitale, profitto o soddisfazione del cliente o del proprietario o del fisco etc.; teoria multi-stakeholder: tutti i detentori di interessi devono essere soddisfatti), finalità ed obiettivi, strumentali al raggiungimento del suo scopo ultimo quale risulta dalla vision aziendale (mission: documento in base al quale l'azienda dice chi è: “una carta d'identità”; Vision: in relazione alla mission, si rende riconoscibile l'azienda collocandosi in un contesto di mercato dal quale non è costretta ad uscire).
Nel formulare la propria vision l'azienda definisce la sua meta specificando (dichiarazione di obiettivi concreti):
- Il ruolo sociale che intende svolgere (è chiaro che non sia il vero obiettivo, ma l'imprenditore deve capire che il consenso possa esser viziato altrimenti; vedi "caso Nike").
- I confini entro i quali intende muoversi.
- I principi etici a cui intende ispirare le sue scelte di governo ed i suoi comportamenti (mission: i bilanci si aprono sempre con una dichiarazione di missione, come nei link: "investor relation". Si sta addirittura iniziando a redigere bilanci sociali, nei quali le aziende si occupano solo esclusivamente di questi fenomeni: "esempio: aziende a grande impatto ambientale: Ikea per ogni albero tagliato pianta un albero"; "CSR = corporate social responsibility": aspetti collaterali innovativi).
Il controller deve individuare una mission che possa mettere d'accordo gli stakeholder; è attraverso il consenso che l'azienda riesce a permanere sul mercato. Il tutto deve essere finalizzato a garantire nel tempo una conveniente ed adeguata remunerazione degli stakeholder. Gli stakeholder sono tutti i portatori di interessi direttamente o indirettamente coinvolti nell'attività d'impresa: azionisti, lavoratori, finanziatori reali e potenziali, clienti e fornitori, comunità sociale, pubblica amministrazione. Il soddisfacimento degli interessi istituzionali può realizzarsi solo se l'azienda è in grado di svolgere la sua attività economica in condizioni di tendenziale equilibrio economico. La durabilità di tale equilibrio è legata alla capacità dell'azienda di aumentare il suo valore economico. Quando si cerca di passare da debiti a breve a debiti a lungo, si hanno riflessi sul conto economico, perché comporta costi.
Equilibrio economico, finanziario e patrimoniale
Operare in condizioni di economicità trova espressione nel manifestarsi di:
- Equilibrio economico: capacità costante di copertura dei costi da parte dei ricavi, residuando un utile congruo: capacità di remunerare tutti i fattori produttivi, compreso il capitale di rischio.
- Equilibrio finanziario: capacità costante di disporre del capitale monetario necessario per far fronte agli obblighi di pagamento (copertura delle uscite con le entrate), senza compromettere l'equilibrio economico.
- Equilibrio patrimoniale: capacità di remunerare il capitale proprio.
Un’impresa nuova o altamente innovativa può non aver equilibrio economico, perché è appena nata. I giudizi, quindi, devono essere ponderati al ciclo di vita dell'azienda nel lungo periodo.
Il principio dell’economicità ed il principio del valore (è un concetto ampio, fino alla sociologia…come creazione di consensi etc.) sintetizzano, dunque, le condizioni necessarie a soddisfare le attese degli stakeholder e rappresentano due parametri di riferimento alla luce dei quali valutare le modalità di svolgimento della combinazione produttiva.
Tali principi devono trovare applicazione nelle relazioni che si vengono ad instaurare tra l'impresa e l'ambiente circostante. Ciò implica che le decisioni e le azioni poste in essere da chi governa l’azienda devono essere volte a coniugare l'efficienza della combinazione produttiva con il soddisfacimento delle attese degli stakeholder ed in particolare con quelle del cliente. Ecco perché nelle aziende il responsabile del settore commerciale è il più importante.
Feedback e controllo
In sintesi, il sistema aziendale dev’essere efficace ed efficiente, ossia deve rispondere alle esigenze del mercato e dell’ambiente utilizzando al meglio le risorse disponibili. Feedback: controllo dei risultati rispetto agli obiettivi da raggiungere: obiettivi => decisioni => azioni => risultati => obiettivi.
Primo modulo: Analisi di bilancio
Lezione pomeridiana: iniziamo il primo modulo. Cercheremo di formulare un giudizio sulla situazione di bilancio: parleremo di performance e non di risultati, perché fa più figo.
Il modello del bilancio e l’analisi economico-finanziaria. Obiettivi conoscitivi:
- Comprendere la validità del modello come strumento di misurazione delle performance aziendali.
- Individuare un quadro di indicatori che consenta di esprimere un giudizio sull'economicità aziendale.
- Condurre un'analisi di gestione basata sugli indici e sui flussi.
Sistema informativo e bilancio
Il sistema informativo è il principale mezzo di comunicazione delle informazioni economiche aziendali all'ambiente di cui l'impresa è parte. Ogni informazione contenuta nel sistema bilancio-relazione trova la sua ragion d'essere nel rendere più comprensibile l'evoluzione dell'assetto reddituale, finanziario e patrimoniale d'insieme.
Il sistema bilancio-relazione è l'occasione per presentare e diffondere:
- Le linee ispiratrici del progetto strategico d'impresa, lo stile di comportamento, i tratti essenziali della sua attività, i modi per realizzarla.
- Il modo in cui sono state gestite le risorse acquisite da terzi e quelle proprie.
- La collocazione dell'impresa in prospettiva, sui mercati e nell'ambiente economico sociale, per ciò che è e per ciò che si propone di essere.
Bilancio d'esercizio
Art. c.c. sul bilancio: 2423-2428. Tuttavia, allegati ai 3 documenti fondamentali del bilancio (CE, SP, NI) esistono molti altri documenti. Anche studiando molto bene il bilancio di un’azienda non si è in grado di capire la dinamica aziendale.
Il patrimonio ed il risultato economico di un’azienda trovano esplicitazione solo in parte nel patrimonio di bilancio. In bilancio è rappresentato il patrimonio soltanto esclusivamente attraverso l’unità di misura monetaria. Tangibile: macchinari etc.; intangibile: brevetti, marchi etc.: sono quantificabili in moneta. In bilancio non risultano, invece, le quantità non valutabili, all’interno del patrimonio aziendale complessivo. Questo fa sì che il gap tra il patrimonio di bilancio ed il patrimonio non evidenziato sia ampio. Un controller può analizzare soltanto il patrimonio di bilancio.
Spesso per arricchire il patrimonio delle conoscenze si hanno spese che vanno a discapito del patrimonio di bilancio. Il nostro sistema contabile è ancorato al sistema della prudenza, quindi gli elementi dell’attivo sono sottostimati, tendenzialmente il patrimonio reale dovrebbe esser superiore: questo fenomeno, invece, è colto dall’analista di bilancio.
Fabbisogno finanziario
Il fabbisogno finanziario (rappresentato nel passivo patrimoniale) è:
- Durevole: tendenzialmente finanzia immobilizzazioni e giacenze = debiti a lungo e capitale proprio.
- Variabile: tendenzialmente finanzia attività liquidabili (Ld), liquidità (Li), Rimanenze (Rd) = debiti a breve.
Questo è il problema della sincronizzazione delle scadenze delle fonti e degli impieghi, altrimenti si instaurano in azienda circuiti disequilibranti.
Presentazione e analisi del bilancio d'esercizio
Bilancio d’esercizio (presentazione ed analisi) (slide non presenti nel materiale didattico): il bilancio d’esercizio redatto secondo l’attuale normativa civilistica; la riclassificazione; le analisi per indici.
Il bilancio che analizziamo è quello redatto a norma dell’art. 2424 c.c., in base alle disposizioni che recepiscono il D.Lgs. 9/4/91 n. 127: non è il bilancio redatto ai fini IAS, né quello delle banche/assicurazioni, né quello delle imprese in liquidazione.
Riclassificazione del bilancio
Riassumendo SP:
Attivo: Passivo:
- a) crediti v/soci… a) capitale netto
- b) immobilizzazioni b) fondo rischi
- c) attivo circolante c) fondo tfr
- d) ratei e risconti d) debiti
- e) ratei e risconti
Questo schema non permette di distinguere parte durevole e non: dobbiamo procedere ad una riclassificazione, cambiando i principi ordinatori dell’elenco di bilancio; esistono infatti infinite riclassificazioni, tante quante le finalità che ci prefiggiamo. Innanzitutto procederemo alla riclassificazione dello SP secondo criteri finanziari, cioè in base alle scadenze (per convenzione quelle entro l’anno solare sono considerate a breve termine). La lettura dello SP tende ad individuare le poste del capitale in base alla loro trasformabilità in denaro.
Investimenti e finanziamenti
Per gli investimenti:
- Criterio della destinazione => criterio della realizzabilità
Per i finanziamenti:
- Criterio della natura => criterio della durata (esigibilità)
Lo SP diventa:
Attivo/Impieghi/Investimenti Passivo/Fonti/Finanziamenti
- 1) Immobilizzazioni 1) capitale netto
- 2) Attivo circolante 2) passività consolidate
- 3) passività correnti
Capitale Investito Capitale Acquisito. Le poste dell’attivo si distinguono in base alla durata. Nel passivo in base anche alla provenienza.
Stato patrimoniale a blocchi
Stato patrimoniale a blocchi:
- F = fixed asset = attività fisse
- N = capitale netto
- D = rimanenze
- C = attivo circolante = a breve termine
- π = passivo consolidato
- L = disponibilità differite
- l = liquidità immediate
- P = passivo a breve
Apriamo una parentesi su Basilea 2, dal punto di vista dell’azienda: le banche concederanno credito in modo diverso a seconda dei risultati raggiunti o raggiungibili dalle aziende. Nell’accordo internazionale (vedi intermediari finanziari) esistono delle regole in base alle quali gli istituti di credito saranno obbligate a comportarsi diversamente a seconda della situazione dell’azienda a cui concedono credito. Dal punto di vista delle aziende, il discorso chiarifica che le banche non possono far altro che studiare la posizione in cui si trova l’azienda attraverso proprio lo SP a blocchi. A seconda di come vengono mostrati gli indicatori che rilevano da questo SP, si può o non si può ricevere del credito dalle banche.
Analisi per indici
Svolgiamo ora la prima analisi per indici. Struttura patrimoniale e finanziaria: analizza la struttura e la situazione.
L’esempio è banale: studiando la Liguria, prima si studia la morfologia, confini, province, insenature etc. poi l’aspetto situazionale, cioè quello che mette in evidenza gli aspetti evolutivi, quali la popolazione, il tasso di anzianità, il reddito medio pro-capite, etc.
F + C = Attivo= N + π + p = Passivo
K = totale attivo = totale passivo
Allora si divide tutto per K, ottenendo 5 indicatori che esprimono in forma relativa e non assoluta tali indici (non si può confrontare il reddito del fruttivendolo con quello della FIAT): equazione patrimoniale:
F/K + C/K = N/K + π/K + p/K = 1 (100%)
Questo metodo analizza:
- Caratteristiche di elasticità degli investimenti:
- a. il peso delle immobilizzazioni
- b. il peso dell’attivo circolante
In ogni caso: F/K + C/K = 1 (100%)
Un’azienda rigida è un’azienda che incontra più difficoltà in una riconversione.
Se F/K > C/K: rigidità: molte immobilizzazioni: 1.
Se F/K < C/K: flessibilità = rapporto 0. DOMINIO [0,1]
Non esiste un valore ottimale. Ogni azienda ha propria visibilità, anche se chiaramente in un contesto molto variabile la rigidità è vista come un difetto. Un’acciaieria è per sua natura più rigida di un’azienda di servizi.
- Elasticità dei finanziamenti:
- a. capitale proprio
- b. passivo consolidato
- c. passivo corrente
L’azienda è tanto più in buona salute quanto più essa è capitalizzata, cioè il peso di N/K è maggiore: finanziamento con mezzi propri, che implica minori costi di interesse, etc. L’azienda ha ancora ampi margini per ricorrere al credito.
+ π/KN/K + p/K = 1 (100%)
Fonti consolidate / capitale di terzi rispetto al capitale proprio
Solidità patrimoniale
Solidità patrimoniale: vedi grafico pag. 8
- Relazioni intercorrenti tra il capitale proprio e il capitale sociale; in particolare: N/n (da –∞ a +∞)
- N/Ko ≤ 1
- Relazioni intercorrenti tra il capitale proprio e il capitale di debito; in particolare:
Le riserve, a seconda di quali sono, rappresentano liquidità o meno, quindi il primo indicatore può anche essere costituito da riserve non di utili e non dimostrare liquidità. Se vi è una forte distribuzione di utili può salire molto e scendere molto. È fisiologicamente = 1 all'inizio della vita d'impresa. Aumento di capitale sociale fa variare molto fortemente l'indicatore. Insomma, bisogna valutare ogni singola situazione, non si può leggere l'indicatore in senso assoluto e va interpretato. Se il secondo indicatore fosse pari a 0 tutto il capitale sociale sarebbe capitale di debito quindi è indice di poca solidità, perché sarà difficile ottenere nuovo credito.
La struttura patrimoniale e finanziaria e la situazione finanziaria:
- La struttura finanziaria concerne la composizione del capitale (attività e passività) e la correlazione che si instaura tra impieghi e fonti in un determinato momento (secondariamente).
- La situazione finanziaria è riferita ad un periodo futuro e riguarda le relazioni che si instaurano tra impieghi e fonti in un determinato periodo.
La struttura patrimoniale e finanziaria e la situazione finanziaria (2):
- La struttura patrimoniale riguarda la composizione soltanto del capitale e le armoniche relazioni che si instaurano tra il patrimonio netto e le altre componenti fondamentali del capitale.
Indicatori e margini
Gli indicatori non sono sempre indici ma talvolta anche dei margini, cioè dei confronti tra poste aventi segno opposto:
| Margini | Indice |
|---|---|
| Margine di struttura N – F | Indice di copertura delle immobilizzazioni N/F |
| Margine di tesoreria (L + l) – p | Indice di liquidità (L + l)/p |
| CCN (o margine di struttura secondario) C – p = (L + l + D) – p | Indice di disponibilità C/p = (L + l + D)/p |
Sono i 6 indicatori fondamentali della situazione aziendale. Se il CCN è negativo è indice di tensione dal punto di vista dal punto delle scadenze: ho acquistato delle immobilizzazioni utilizzando non solo fonti a lungo termine, quindi si potrebbe esser costretti a disinvestire parte di F. Se C = p si potrebbe pensare che la situazione sia stabile o solida o equa, ma bisogna comunque star attenti perché C è composto da rimanenze, crediti e liquidità, quindi non è detto che il credito riesca ad essere incassato immediatamente, idem per le rimanenze (anzi peggio perché bisogna trasformare le materie prime in prodotti, venderli, registrare il credito ed esser pagato). C dovrebbe quindi esser un po’ più grande di P, perché esistono elementi che per trasformarsi in liquidità hanno dei tempi tecnici.
Nota: in questo momento il Lanters, il Mora ed io abbiamo voglia di caffè.
Valori ottimali degli indicatori
Gli analisti ricercano i valori ottimali degli indicatori (ma tali range sono spiegazioni che nascono da analisi empiriche):
- L’indice di liquidità dovrebbe essere 1.
- L’indice di disponibilità dovrebbe essere 2, perché contiene anche le rimanenze.
- I due indicatori devono essere valutati contemporaneamente e consentono la formulazione di giudizi sulla situazione di liquidità dell’impresa.
Queste regole però sono un po’ assurde, perché non prevedono economie di just in time. L’importante è seguire gli indicatori nel complesso.
Indice di liquidità
L’indice di liquidità:
- Esprime il complesso di attività liquide che sono destinate a soddisfare impegni legati al passivo corrente.
- La variabilità del quoziente (ottimale = 1) dipende da:
- Liquidità del capitale investito (l + L)/Ko
- Rigidità delle fonti di finanziamento K/p (infatti se li moltiplichiamo le “K” si semplificano)
Studiando l’indicatore di elasticità (C/K) troviamo il particolare indice di composizione dell’attivo, che esprime la forma liquida della “super-elasticità” degli investimenti, ossia il grado di liquidità del capitale investito, che si riflette sulle problematiche di “liquidità spicciola”. E qui la classe si è addormentata (fortunatamente il prof. lo ha ammesso), stasera c’è il turno infrasettimanale della Juve e domani Roma-Inter.
Indici di rotazione del capitale
Indici di rotazione del capitale:
- Il principale indicatore esprime il tasso di rotazione degli investimenti, vale a dire il ricavo medio per unità di investimento, ossia il numero di volte in cui il capitale mediamente ruota, in un periodo considerato, per mezzo delle vendite.
- La sua formazione è la seguente: R/K ossia la sommatoria dei prezzi moltiplicati per le quantità sul capitale investito, insomma Ricavi fratto capitale totale.
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