Estratto del documento

Variazioni di bilancio e assestamento generale

Non esiste un limite quantitativo per le variazioni. Esiste un limite temporale: non si possono effettuare variazioni del bilancio oltre il 30/11 del primo anno a cui si riferisce il bilancio stesso (es: per il BdP 2018-2020 il termine per le variazioni è il 30/11/2018). Il termine per le variazioni rimane il 30/11 qualunque sia il termine di approvazione (quindi anche in caso di approvazione differita).

Tuttavia, in caso di situazioni urgenti e di natura eccezionale, il bilancio può essere modificato entro il 31/12 del primo dei tre anni a cui il bilancio si riferisce. Quindi, il bilancio di previsione può essere modificato entro il 30/11; solo in caso di situazioni di natura eccezionale e di estrema urgenza entro il 31/12.

Come si fanno le variazioni di bilancio?

  • ΔS=∅ : variazioni di spesa pari a zero (tolgo risorse destinate a una determinata missione e le sposto per un’altra missione).
  • ΔS>∅ ΔE>∅: non si recuperano soldi da altre spese oppure ho una spesa elevata che non riesco a coprire; la variazione comporta un aumento delle spese.

Se la variazione comporta un aumento delle spese, è necessario aumentare anche le entrate (pareggio finanziario del bilancio). Generalmente le variazioni si compensano nelle spese; qualora aumentino le spese, si devono aumentare anche le entrate.

Anche se il bilancio approvato può risentire dell’incertezza dei valori, e sebbene siano possibili le variazioni, non è facile modificare il bilancio di previsione.

Chi materialmente esegue la variazione di bilancio?

Le variazioni di fatto consistono nel rifare il bilancio ogni volta che si sposta qualcosa; approvare la variazione significa approvare di nuovo il bilancio così come risulta a seguito delle variazioni stesse (deve sempre essere in equilibrio complessivo). L’organo che approva la variazione è lo stesso che approva il bilancio; ciò significa che il consiglio, oltre ad approvare il bilancio, riapprova il bilancio con le variazioni. La procedura funziona come nel BdP: il ragioniere effettua materialmente le variazioni; il sindaco propone le variazioni in consiglio; il consiglio o lo approva o non lo approva.

Ogni volta che viene eseguita una variazione (anche minima), il ragioniere deve vedere l’effetto sul bilancio e deve rispettare il pareggio. È necessario inoltre il parere del revisore. Secondo il D.Lgs n°118/2011, in linea di principio l’organo che approva il bilancio approva anche le variazioni. Tuttavia, affinché il consiglio non si riunisca per ogni minima variazione, non è necessario che le variazioni non importanti passino per il consiglio comunale: le può fare direttamente il sindaco. Se hanno un impatto ancora più modesto, le può fare direttamente il ragioniere capo (variazioni a impatto nullo sul pareggio di bilancio).

Entro il 31/7 del primo anno a cui il bilancio di previsione si riferisce (es: BdP 2018-2020: 31/7/2018), è inoltre necessario fare l’assestamento generale, cioè la verifica di ogni singola voce del bilancio approvato per dimostrare al consiglio comunale che il bilancio è ancora in pareggio, così come il consiglio stesso lo aveva approvato. Dunque si dimostra che il bilancio è in pareggio; se non lo è, si propongono variazioni per portarlo in pareggio.

Quando il legislatore ha scritto a proposito dell’assestamento generale, lo ha fatto prendendo in riferimento come termine di approvazione del BdP il 31/12 e pensando che non fosse necessario modificarlo entro il 31/7 (nella realtà dei fatti, però, a volte il termine di approvazione del BdP è stato differito oltre il 31/7).

PEG macroaggregati per le spese e delle categorie per le entrate

Nel PEG, piano esecutivo di gestione, vengono approvati entro i 20 giorni successivi all’approvazione del BdP. In caso di mancata approvazione del PEG non succede nulla, non è previsto alcun meccanismo sanzionatorio. La competenza ad approvare il PEG non spetta al consiglio, ma spetta alla giunta. Infatti, sindaco e giunta propongono obiettivi (DUP) e BdP al consiglio; approvato il BdP, il consiglio dà il via alla giunta affinché approvi il PEG.

Il BdP è il budget di tutto l’ente. In realtà, però, un comune è diviso in settori (così come un’azienda è suddivisa in uffici in base alla competenza); l’organigramma di un comune è simile alla suddivisione del bilancio. Mentre il BdP è il bilancio di tutto il comune, il PEG è l’insieme dei sottobudget che vengono attribuiti ai vari responsabili dei vari uffici comunali. Il PEG è comunque un documento unico che il sindaco approva (anche se è articolato in più sottobudget).

Con il PEG, il sindaco assegna le risorse dedicate ai vari responsabili e assegna loro anche gli obiettivi strategici (contenuti nel DUP). Rappresenta un ulteriore adempimento, che tuttavia è difficile approvare entro i 20 giorni seguenti l’approvazione del bilancio: molto spesso c’è uno scollamento in termini di approvazione tra PEG e BdP.

Il PEG è un documento obbligatorio, con cui il sindaco assegna ai vari responsabili di servizio gli obiettivi da raggiungere e il relativo budget (le risorse ritenute necessarie per il raggiungimento degli obiettivi); indica dunque ai vari responsabili che hanno un budget per intraprendere un’attività e lo devono fare entro l’anno. Il PEG è triennale (come i documenti a cui è collegato).

Contabilità finanziaria

I principi contabili sono allegati al D.Lgs n°118/2011. Nel 2011, dunque, è stato emanato il decreto, e per tre anni è stata condotta una sperimentazione su 400 comuni (2012, 2013, 2014). Da circa tre anni è in vigore la contabilità armonizzata.

La contabilità economico-patrimoniale consiste nello scrivere in contabilità le operazioni di gestione con costi e ricavi, secondo il principio di competenza economica. È obbligatoria, ma a fini conoscitivi. In ambito europeo c’è una forte spinta affinché la contabilità di ogni ente di ogni paese membro vada verso la contabilità economica. Tuttavia, la contabilità degli enti locali è basata sulla rilevazione dei fatti di gestione secondo l’aspetto finanziario.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giakiperalta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ragioneria delle aziende pubbliche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Cavallini Iacopo.
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