Ragioneria delle aziende pubbliche
Parte I
2. Struttura del bilancio
1. Le amministrazioni pubbliche: i Comuni
Le amministrazioni pubbliche possono essere suddivise in:
- Amministrazioni centrali, che hanno competenza su tutto il territorio nazionale (Università, azienda ospedaliera, forze armate, Rai).
- Amministrazioni locali, con competenza riferita all’ambito territoriale in cui operano (Comune, Province, Regioni, Città metropolitane).
- Enti previdenziali e assicurativi (Inps, Inail).
Si fa particolare riferimento al sistema contabile e di bilancio che la normativa disciplina per i comuni (si parla a tal proposito di ragioneria dei comuni). I servizi erogati dal comune si distinguono in due categorie:
- Servizi indispensabili, cioè i servizi che ogni comune è obbligato a servire al cittadino, altrimenti si ha un’interruzione dei pubblici servizi (anagrafe, viabilità e segnaletica, controllo, illuminazione, fognature, igiene urbana, ecc.). Tali servizi non prevedono pagamento diretto (vengono coperti con le tasse).
- Servizi a domanda individuale, cioè i servizi non indispensabili, che il comune può decidere di erogare oppure no; generalmente prevedono il corrispettivo di un pagamento da parte del cittadino (tariffa) (es: asilo).
Il Comune eroga servizi; tutto ciò che l’ente fa per la collettività ha un costo. È necessario, dunque, per l’ente, recuperare la copertura finanziaria richiesta per l’erogazione. Le entrate del Comune sono configurabili in tal modo:
- Tributarie, rappresentano la principale fonte di entrata (in particolare l’IMU: imposta municipale, la cui base imponibile è costituita dalla rendita catastale, cioè il valore dato dal catasto all’immobile).
- Trasferimenti, cioè entrate da enti superiori: Regioni, Stato, Unione Europea; secondi per incidenza.
- C/ capitale, derivano dalla vendita di patrimonio immobiliare. Nella sezione Amministrazione Trasparente del sito comunale, è fornito l’elenco dei beni immobiliari posseduti.
- Attività finanziarie, riguardano le partecipate, cioè società, srl o spa, il cui capitale è posseduto, generalmente con quote di controllo, da mano pubblica (Comuni, Regioni, Stato) (es: Atac, spa il cui pacchetto di maggioranza appartiene al Comune di Roma; servizi di raccolta e smaltimento rifiuti, alcune autostrade locali, aeroporti). Il funzionamento è analogo a quello per gli imprenditori: si guadagna con: -dividendi; -dismissione, vendendo società (una tantum).
- Accensione prestiti, cioè i mutui. Le amministrazioni comunali hanno una banca di riferimento, che ha lo scopo di concedere prestiti ai Comuni, con interessi agevolati. Si tratta della Cassa depositi e prestiti. Essa raccoglie denaro (depositi) dalle persone e concede prestiti agli Enti Locali. Emette titoli finanziari e li vende sul mercato ai cittadini, collocandoli sul mercato delle Poste (spa quotata in borsa, con maggioranza dello Stato); vengono in tal modo raccolti denari dai risparmiatori. Questo mercato funziona perfettamente, con pochi rischi.
Le entrate tributarie hanno un limite: IMU=% rendita catastale; la percentuale la decide lo Stato e il Comune non può modificarla (da due anni lo Stato ha deciso che i Comuni non possono alzare le tasse). Il limite deriva quindi dal fatto che si tratta di una legge dello Stato. Per quanto riguarda l’accensione prestiti, si ha un tetto all’indebitamento e si pagano gli interessi. I trasferimenti non sono gratuiti, ma “escono” da un’altra parte (es: l’UE vuole vedere un progetto). Per le entrate in c/capitale si ha un limite alla vendita; inoltre tante volte vendere non conviene, perché la valutazione potrebbe non essere quella di mercato. Anche per le attività finanziarie il prezzo di vendita potrebbe essere non conveniente (es: se si vendesse Atac).
Ulteriori entrate sono costituite da: entrate extratributarie, relative ai servizi a domanda individuale, che prevedono corrispettivi dei cittadini (tariffe); anticipi di tesoreria; c/terzi.
Le spese del Comune
Le Entrate servono a coprire le spese, che si suddividono in:
- Correnti, relative a ciò che serve per mandare avanti l’attività di un ufficio comunale (stipendi dei dipendenti – maggiore incidenza –, beni di consumo, materie prime, ecc.).
- C/capitale, cioè investimenti (es: ristrutturazione, che dalla parte delle entrate si trovano nei trasferimenti).
- Restituzione prestiti.
- Attività finanziarie, si acquistano pacchetti azionari.
- Anticipazioni di tesoreria.
- C/terzi.
| Entrate | Spese |
| I Tributarie | I Correnti |
| II Trasferimenti | |
| III Extratributarie | |
| IV C/capitale | II C/capitale |
| V Attività finanziarie | III Attività finanziarie |
| VI Accensione prestiti | IV Rimborso prestiti |
| VII Anticipazioni di tesoreria | V Anticipazioni di tesoreria |
| IX C/terzi | VII C/terzi |
Centralità bilancio: il bilancio è lo strumento guida dell’attività del comune, è il perno attorno a cui ruota l’attività politica e amministrativa. Il bilancio è a sezioni contrapposte. I titoli seguono una numerazione romana.
Anticipazioni di tesoreria
Anticipazioni di tesoreria: E-VII e S-V si compensano. Ogni Comune italiano deve avere un conto corrente, in cui entrano i soldi delle entrate e si prelevano i soldi delle spese. La tesoreria è appunto il conto corrente da cui entrano ed escono soldi; il tesoriere è una banca.
Il problema della maggioranza dei comuni italiani è che nella maggior parte dell’anno il c/c è sotto zero. Le voci più significative per il bilancio comunale sono, dalla parte delle entrate, l’IMU, che si riscuote a giugno e dicembre e, dalla parte delle spese, gli stipendi, che hanno cadenza mensile. Dunque i flussi in entrata e in uscita non sono sincronizzati. Come si fa quindi a pagare gli stipendi? Interviene lo Stato, che anticipa i soldi (li presta).
Pertanto le anticipazioni di tesoreria sono un’entrata a favore del Comune, corrisposta dallo Stato al fine di anticipare soldi di cui in quel momento il Comune non ha disponibilità. In E e S si compensano, in quanto lo Stato presta i soldi e il Comune li deve restituire (riscuote IMU e li restituisce). Si possono inoltre definire come la somma che lo Stato anticipa agli Enti Locali al fine di poter coprire spese che in quel momento non hanno copertura finanziaria. L’interesse è pari a zero. Dunque, lo Stato li presta e vengono restituiti entro la fine dell’anno: si compensano nel bilancio.
C/terzi
C/terzi: dipendente comunale stipendio: €2000 lordo - €1500 netto; €500 pensione Inpdap, Inail, Irpef. Nelle spese correnti si inseriscono 1500 euro; gli altri 500 euro li trattiene il Comune, quindi si inseriscono nelle Entrate (minori spese). Ma quei 500 euro non spettano al Comune; il Comune si limita a trattenere i contributi che il dipendente deve a Inail, Fisco, ecc. Quindi si inseriscono i 500 euro anche nelle Spese. Il Comune agisce come sostituto d’imposta, cioè si sostituisce al dipendente nel pagamento delle imposte.
Livelli delle entrate
Le Entrate e le Spese si dividono su più livelli. Per quanto riguarda le entrate, la suddivisione è la seguente:
- 1° livello: Titoli, ogni titolo è suddiviso in più tipologie.
- 2° livello: Tipologie, ogni tipologia è suddivisa in più categorie.
- 3° livello: Categorie.
Esempio:
- 1° livello: Titolo I -Entrate tributarie-.
- 2° livello: Imposte e tasse + tributi sanità + compartecipazioni.
- 3° livello: IMU + TARI IRAP IVA.
Per preparare il bilancio si parte dal terzo livello.
Tale suddivisione vale solo per le Entrate. La ripartizione delle Spese prevede termini diversi (ci sono comunque i titoli).
Per quanto riguarda le entrate, i Titoli rappresentano le fonti che permettono l’approvvigionamento del Comune, permettendo di svolgere attività, erogare servizi, ecc. La Tipologia è invece un oggetto che si riferisce al titolo che la raggruppa.
Livelli delle spese
Per quanto riguarda le spese, i livelli di bilancio sono 4:
- Missioni.
- Programmi.
- Titoli.
- Macroaggregati.
Le missioni c/capitale, mentre gli stipendi dei dipendenti, se sono dipendenti comunali che lavorano per il museo, rientrano nel titolo I-Spese correnti). Solo a livello dei titoli è possibile il confronto tra Entrate e Spese.
Macroaggregati. Il quarto livello di spesa è costituito dai Macroaggregati, il
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Ragioneria delle ziende pubbliche parte 2
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