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2.530

Cambiali all'incasso 2.530

• (esempio 4) presentazione di una Ri.Ba. all'incasso salvo buon fine

Il cliente presenta alla banca una Ri.Ba. di 15.250. Le spese di incasso sono di 24,50 e il

tasso applicato dalla banca all'operazione è del 7%.

1] consegna della Ri.Ba. alla banca

(mentre una cambiale attiva si origina da una diminuzione dei Crediti v/clienti e ha

consistenza cartacea, una Ri.Ba. non comporta variazioni del suddetto conto se non in

fase di incasso e non ha consistenza cartacea. Questo ovviamente comporta delle

differenze di rilevazione contabile, a partire dal fatto che la consegna di una Ri.Ba. alla

banca non genera movimenti di tipo contabile)

2] accredito dell'importo in c/c a titolo di anticipo e addebito delle commissioni di incasso

Banche c/Ri.Ba. all'incasso 15.250

Banca c/c

15.250 24,50

Spese di incasso

24,50

3] (se la Ri.Ba. è andata a buon fine)

(la banca calcola a parte gli interessi e li addebita trimestralmente in c/c)

Banche c/Ri.Ba. all'incasso

15.250

Crediti v/clienti 15.250

non

3] (se la Ri.Ba. è andata a buon fine)

(si addebita in c/c l'importo dell'anticipo ottenuto, aumentato delle spese di protesto e delle

commissioni su insoluti, e si rileva come insoluta la Ri.Ba. ritornata dalla banca, aumentata

delle spese di protesto e delle commissioni su insoluti. Inoltre, si storna il debito verso la

banca scaricando le Ri.Ba. all'incasso. La banca calcola a parte gli interessi

sull'operazione e li addebita trimestralmente in c/c)

Crediti insoluti

15.500

Banca c/c 15.500

Banche c/Ri.Ba. all'incasso

15.250

Crediti v/clienti 15.250

Le operazioni di smobilizzo: lo sconto di cambiali

• (esempio 1) sconto di cambiali

(il cliente presenta alla banca delle cambiali per 7.245. La banca trasferisce al cliente il

valore attuale del credito al netto dello sconto (115,80) e delle commissioni di incasso (20).

Alla scadenza uno degli effetti non va a buon fine e la banca lo restituisce al cliente

addebitando spese di protesto per 9,50 e diritti su insoluti per 14,50)

Cambiali allo sconto

7.245 7.245

Cambiali attive 7.245

Banca c/c

7.109,20 904

Cambiali insolute

904

Spese di incasso

20

Sconti passivi bancari

115,80

Le operazioni di prestito con interessi periodici

Le operazioni di prestito, che consentono alle imprese di ottenere i mezzi finanziari di cui

necessitano secondo varie forme tecniche, comportano il pagamento di interessi espliciti,

corrisposti periodicamente oppure in un'unica soluzione alla scadenza del prestito. Il

pagamento degli interessi è periodico quando il prestito è a medio-lungo termine.

L'impresa ricorre a prestiti a medio-lungo termine quando deve effettuare investimenti in

fattori produttivi pluriennali e il capitale proprio risulta insufficiente. L'estinzione di tali

prestiti o mutui può essere prevista:

per intero alla scadenza, con pagamento periodico degli interessi calcolati sul

• debito

ripartita nel tempo, con pagamento periodico di una rata costituita da due elementi:

• la quota di capitale a decurtazione del prestito e gli interessi maturati nel periodo sul

debito esistente

In caso di pagamento ripartito nel tempo deve essere redatto il piano di ammortamento

finanziario (da non confondersi con quello economico proprio delle immobilizzazioni

materiali e immateriali). Esso può prevedere da parte del debitore il pagamento di:

l'importo versato periodicamente al creditore è costituito da una

rate decrescenti

• quota costante a rimborso del capitale e da interessi decrescenti (in quanto calcolati

su un debito che diminuisce regolarmente nel tempo)

l'importo versato periodicamente al creditore si mantiene invariato ed è

rate costanti

• costituito da interessi decrescenti (in quanto calcolati su un debito che diminuisce

regolarmente nel tempo) e, per differenza, da una quota crescente a rimborso del

capitale

• (esempio 1) ottenimento di un mutuo con piano di ammortamento a rate costanti (mutuo

di 40.000 da rimborsare in 6 anni al 5,75% con versamento di 6 rate annuali costanti di

8.070,72) Piano di ammortamento finanziario

Debito Quota Quota Debito

Data Rata

iniziale interessi capitale residuo

01/03/n 40.000

01/03/n+1 8.070,72 2.300,00 5.770,72 34.229,28

01/03/n+2 8.070,72 1.968,18 6.102,54 28.126,74

01/03/n+3 8.070,72 1.617,29 6.453,43 21.673,31

01/03/n+4 8.070,72 1.246,22 6.824,50 14.848,81

01/03/n+5 8.070,72 853,81 7.216,91 7.631,90

01/03/n+6 8.070,72 438,82 7.631,90 -----------

1] ottenimento del mutuo (anno n): Banca c/c

40.000

Mutui passivi 40.000

2] pagamento annuale della rata (anno n+1):

Banca c/c 8.070,72

Mutui passivi

5.770,72

Interessi passivi su mutui

2.300

• (esempio 2) ottenimento di un mutuo con piano di ammortamento a rate decrescenti

(mutuo di 500.000 da rimborsare in 4 anni al 5,50% con versamento di 4 rate annuali

decrescenti) Piano di ammortamento finanziario

Debito Quote Interessi Rate

Data iniziale costanti decrescenti decrescenti

01/03/n 500.000

01/03/n+1 125.000 27.500 152.500

01/03/n+2 125.000 20.625 145.625

01/03/n+3 125.000 13.750 138.750

01/03/n+4 125.000 6.875 131.875

1] ottenimento del mutuo (anno n): Banca c/c

500.000

Mutui passivi 500.000

2] pagamento annuale della rata (anno n+1):

Banca c/c 152.500

Mutui passivi

125.000

Interessi passivi su mutui

27.500

Le operazioni di prestito con interessi a scadenza

Gli interessi possono essere pagati in un'unica soluzione alla scadenza quando il prestito

è a breve termine.

In questo caso gli interessi si determinano come differenza tra la somma incassata al

momento dell'accensione del finanziamento e la somma versata all'estinzione dello

stesso.

• (esempio 1) sovvenzione bancaria (sovvenzione bancaria di 14.600 per 120 giorni al

7,50%, con interessi trattenuti in via anticipata)

Se il conto Banche c/sovvenzioni funziona al valore nominale di entrata:

Banca c/c

14.240 14.600

Banche c/sovvenzioni

14.240 14.240

Interessi passivi bancari

360

Se il conto Banche c/sovvenzioni funziona al valore nominale di uscita:

Banca c/c

14.240 14.600

Banche c/sovvenzioni

14.600 14.600

Interessi passivi bancari

360

Altre operazioni di gestione

Le liquidazioni periodiche dell'IVA

La liquidazione dell'IVA consiste in un calcolo che consente di determinare l'imposta da

versare (se prevale l'IVA a debito) o da portare in diminuzione delle liquidazioni dei periodi

successivi (se prevale l'IVA a credito). Tale operazione è da effettuarsi con periodicità

a seconda del volume d'affari del contribuente; in caso di

mensile o trimestrale

liquidazione trimestrale l'eventuale debito IVA deve essere versato con una maggiorazione

dell'1% a titolo di interesse.

I sulla cui base liquidare l'imposta sono ottenibili dal registro delle fatture emesse o

valori

dal (per l'IVA a debito) e dal (per

registro dei corrispettivi registro delle fatture d'acquisto

l'IVA a credito), con riguardo al momento dell'esigibilità dell'imposta; infatti si considerano

di competenza dei singoli mesi o trimestri solo le operazioni esigibili nel periodo

considerato.

La legge specifica che al momento della consegna o spedizione delle

l'imposta è esigibile

merci. Ciò significa che in un determinato periodo possono risultare registrate fatture la cui

IVA è di competenza del periodo precedente (ad esempio l'IVA risultante da una fattura

emessa il 4 ottobre per merci consegnate il 28 settembre è di competenza del mese di

settembre); inoltre possono essere di competenza di una data liquidazione IVA operazioni

la cui fattura risulta emessa nel mese successivo (ad esempio l'IVA risultante da una

fattura emessa il 10 novembre per merci spedite il 20 ottobre è di competenza del mese di

ottobre).

Allo stesso modo, il diritto alla detrazione dell'IVA a credito sorge nel momento in cui la

stessa diventa esigibile per il venditore, purchè il compratore sia entrato in possesso della

fattura di acquisto.

È dunque indispensabile che, in sede di rilevazione delle fatture sui registri IVA, venga

inserita una doppia data: quella di emissione o ricevimento della fattura e quella di

consegna o spedizione della merce (solo di quest'ultima si deve tenere conto ai fini della

liquidazione dell'imposta). Ciò consente di determinare correttamente gli importi di

iscritti nei conti IVA ns/debito (che accoglie in Avere l'IVA a debito nei

competenza

confronti del Fisco eventualmente rettificata in Dare dall'IVA risultante dalle note di

variazione emesse sui clienti per resi, abbuoni o sconti previsti contrattualmente) e IVA

ns/credito (che accoglie in Dare l'IVA a credito nei confronti del Fisco eventualmente

rettificata in Avere dall'IVA risultante dalle note di variazione ricevute dai fornitori per resi,

abbuoni o sconti previsti contrattualmente).

La si effettua girando al conto finanziario IVA

rilevazione della liquidazione dell'imposta

c/liquidazioni i valori di competenza del periodo considerato iscritti nei conti IVA ns/debito

e IVA ns/credito. Il evidenzia la posizione debitoria o creditoria

conto IVA c/liquidazioni

IVA; il suo saldo indica l'IVA da versare oppure da riportare a credito.

Un'osservazione particolare va fatta a proposito della liquidazione riguardante l'ultimo

Tale liquidazione viene materialmente effettuata

mese o trimestre dell'esercizio.

nell'esercizio successivo; tuttavia al 31/12 è necessario tenerne conto al fine di iscrivere

tra i debiti tributari l'IVA ancora da versare. I calcoli, effettuabili solo dopo avere rilevato le

fatture da emettere e le fatture da ricevere (allo scopo di tenere conto dell'esigibilità

dell'imposta), verranno presentati in sede di scritture di assestamento.

Il dell'imposta deve essere effettuato entro il giorno 16 del mese

versamento periodico

successivo a quello cui si riferisce la liquidazione se la liquidazione è mensile oppure entro

il giorno 16 del secondo mese successivo a quello cui si riferisce la liquidazione se la

liquidazione è trimestrale, unitamente alle ritenute fiscali alla fonte operate dall'impresa e

ai contributi sociali a carico dell'impresa e dei dipendenti.

L'importo derivante dalla liquidazione periodica, deve essere

del versamento IVA,

arrotondato al centesimo di euro.

Il versamento dell'imposta avviene mediante delega a una banca o alle Poste Italiane. Il

pagamento può essere effettuato con denaro contante, contro addebito del c/c aziendale o

con altre modalità di pagamento (assegni, carte di credito...).

È prevista per le imprese la a condizione che:

possibilità di non tenere i registri IVA

le registrazioni siano effettuate nel libro giornale nei termini previsti dalla disciplina

• IVA

su richiesta dell'amministrazione finanziaria siano forniti, in forma sistematica, gli

• stessi dati che sarebbe stato necessario annotare nei registri stessi

Ne consegue che le annotazioni nei registri contabili previsti dall'articolo 2214 (libro

giornale, libro degli inventari, scritture ausiliarie [conti di mastro]) sono equiparate a tutti gli

effetti a quelle previste nei registri prescritti ai fini IVA.

Qualora l'impresa si avvalga della facoltà descritta occorre modificare i software di

contabilità integrata in modo da consentire alla contabilità generale di fornire i dati

necessari alle liquidazioni IVA (e di non tenere più i registri). Pertanto i conti riguardanti

l'IVA devono necessariamente diventare analitici.

• (esempio 1) liquidazione e versamento IVA

Il primo passo consiste nel determinare IVA a credito e IVA a debito, per poi girare tali

valori nel conto IVA c/liquidazioni. Infine, si effettua il versamento utilizzando la modalità

prescelta: IVA ns/debito

15.000

IVA ns/credito 10.000

IVA c/liquidazioni

10.000 15.000

5.000

Banca c/c 5.000

Entro il 27 dicembre l'impresa deve effettuare il versamento di un di

acconto sull'IVA

dicembre o dell'ultimo trimestre, di cui si terrà conto successivamente in sede di

liquidazione. L'importo si determina secondo uno dei seguenti metodi:

il versamento è calcolato nella misura dell'88% dell'imposta relativa

metodo storico

• al corrispondente periodo dell'anno precedente

il versamento è calcolato nella misura dell'88% dell'imposta

metodo previsionale

• prevista per il mese di dicembre o per l'ultimo trimestre

il versamento del 100% è calcolato tenendo

metodo delle operazioni effettuate

• conto dell'IVA dovuta sulla base dei dati relativi alle operazioni effettuate dall'1 al 20

dicembre in caso di liquidazione mensile o dall'1 ottobre al 20 dicembre in caso di

liquidazione trimestrale

La variazione finanziaria passiva nel conto Banca misurerà una variazione finanziaria

attiva nel conto IVA c/acconto.

I valori bollati

I che rientrano nel raggruppamento delle sono costituiti

valori bollati, disponibilità liquide,

dai dalle e dai che l'azienda

francobolli, marche da bollo moduli bollati per le cambiali

utilizza per le normali operazioni di gestione.

L'acquisto dei valori bollati comporta la e la

diminuzione del denaro in cassa

corrispondente entrata di detti valori. Contemporaneamente l'azienda provvede a prendere

in carico l'entrata dei valori bollati rilevando i tipi di valori acquistati in un apposito registro.

L'utilizzo dei valori bollati non viene rilevato ogni volta che l'impresa appone un francobollo

su una lettera o applica una marca su una ricevuta o compila tratte e pagherò.

La avviene registrando in del conto finanziario

rilevazione periodicamente Avere Valori

l'uscita dei valori bollati e in dei conti economici (francobolli) e

bollati Dare Spese postali

(marche da bollo e moduli cambiari) i costi sostenuti.

Oneri fiscali diversi

L'importo dei valori bollati utilizzati si ottiene i valori bollati presi in carico

confrontando

nell'apposito con l'inventario dei valori esistenti al momento

registro elementare di fatto

della rilevazione in partita doppia.

Le locazioni

La locazione è il contratto con cui un soggetto concede o ottiene la disponibilità di beni

mobili o immobili per un determinato periodo di tempo contro la riscossione o il pagamento

di un corrispettivo.

Quando l'impresa non possiede fabbricati o li possiede in misura insufficiente rispetto alle

proprie necessità può prenderli in locazione; viceversa, se i fabbricati strumentali di sua

proprietà superano le esigenze aziendali, può eventualmente affittare a terzi i locali

disponibili.

Se l'azienda prende in locazione un bene strumentale riceverà periodicamente la fattura

da cui risulta il costo per fitti passivi e la corrispondente IVA a credito (è da ricordare che i

beni a uso strumentale dati in locazione da un privato non sono soggetti a IVA). Inoltre il

contratto può prevedere la corresponsione di una cauzione.

Se l'azienda concede in locazione un bene strumentale emetterà periodicamente la fattura

da cui risulta il ricavo per fitti attivi e la corrispondente IVA a debito. Inoltre il contratto può

prevedere la corresponsione di una cauzione.

• (esempio 1) presa in locazione di un bene strumentale per 300 con cauzione di 750

IVA ns/credito

50

Debiti v/fornitori

300 300

Crediti per cauzioni

750

Banca c/c 1.050

Fitti passivi

250

• (esempio 2) concessione in locazione di un bene strumentale per 300 con cauzione di

750 IVA ns/debito 50

Crediti commerciali diversi

300 300

Debiti per cauzioni 750

Banca c/c

1.050

Fitti attivi 250

Leasing

Il leasing è il contratto mediante il quale un'impresa prende in locazione determinati beni

mobili o immobili, contro pagamento di canoni da versare periodicamente e con la

possibilità di riscattare il bene al termine della locazione.

Le fatture ricevute dalla società di leasing indicano i canoni (che sono costi d'esercizio) e

l'IVA a credito, mentre alla scadenza del contratto di leasing si può eventualmente

riscattare il bene e registrarlo tra le immobilizzazioni materiali.

• (esempio 1) leasing e riscatto di un bene strumentale

IVA ns/credito

520

170

Debiti v/fornitori 3.120

1.020

Canoni di leasing

2.600

Impianti e macchinari

850

Le retribuzioni al personale dipendente

Vedi appendice B - La contabilità del personale

Sopravvenienze e insussistenze

I del risultato economico d'esercizio sono se derivano da:

componenti ordinari

inerenti all'attività tipica aziendale

operazioni della gestione caratteristica

• connesse agli investimenti effettuati nel

operazioni della gestione accessoria

• patrimonio accessorio connesse a investimenti delle disponibilità

operazioni della gestione finanziaria

• liquide o al reperimento di finanziamenti

Si considerano invece del risultato economico quelli che derivano

componenti straordinari

da operazioni dell'attività aziendale.

estranee al normale svolgimento

Le (aumenti di passività) e le (diminuzioni

sopravvenienze passive insussistenze passive

di attività) sono provocate dal mancato conseguimento di ricavi o di proventi rilevati in

precedenti esercizi, oppure da perdite derivanti dalla totale o parziale eliminazione di

attività iscritte in bilancio in anni precedenti, oppure dal sostenimento di costi e oneri non

previsti.

Le derivano da operazioni della gestione

sopravvenienze e insussistenze passive diverse

ordinaria, quelle straordinarie derivano da operazioni della gestione straordinaria.

Vengono registrate in omonimi e in

Dare dei conti economici Avere dei conti finanziari

accesi alle banche, ai crediti insoluti, ai valori in cassa e così via.

Le (aumenti di attività) e le (diminuzioni di

sopravvenienze attive insussistenze attive

passività) sono provocate dal conseguimento di ricavi o di proventi non rilevati in

precedenti esercizi, oppure dal mancato sostenimento di costi e oneri previsti.

Le derivano da operazioni della gestione

sopravvenienze e insussistenze attive diverse

ordinaria, quelle derivano da operazioni della gestione straordinaria.

straordinarie

Vengono registrate in e in

Avere dei conti economici omonimi Dare dei conti finanziari

accesi alle banche, ai valori in cassa e così via.

Le variazioni del patrimonio netto

Durante l'esercizio l'imprenditore può effettuare apporti di nuovi mezzi per far fronte a

esigenze aziendali o effettuare prelievi per necessità personali.

I comportano una variazione economica positiva nel conto Patrimonio netto,

nuovi apporti

misurata da una variazione finanziaria attiva (di norma nel conto Banca c/c o nel conto

Denaro in cassa). I comportano una variazione economica negativa nel

prelevamenti

conto Prelevamenti extragestione, misurata da una variazione finanziaria passiva (di

norma nel conto Banca c/c o nel conto Denaro in cassa).

Le operazioni di assestamento e di chiusura

L'inventario d'esercizio e le scritture di assestamento

Determinazione del patrimonio di funzionamento e del risultato economico

d'esercizio

L'inventario d'esercizio

L'inventario d'esercizio, effettuato alla fine di ogni periodo amministrativo, è costituito da

un insieme di operazioni che si concludono con la redazione di un documento compilato

per determinare il patrimonio dell'impresa in funzionamento, al fine di procedere

all'accertamento del risultato economico da attribuire all'esercizio. L'inventario d'esercizio

è pertanto generale, ordinario e annuale, a valori (in moneta di conto), obbligatorio per

legge.

I criteri di valutazione da applicare nella redazione dell'inventario d'esercizio devono

essere ispirati al principio della prudenza: occorre tenere conto di tutti i rischi prevedibili e

delle eventuali perdite che traggono origine da operazioni dell'esercizio o di esercizi

precedenti che potranno manifestarsi in futuro; al fine di evitare anticipazioni di profitti non

si deve invece tenere conto degli utili prevedibili, ossia non ancora realizzati alla chiusura

dell'esercizio.

Le scritture di assestamento

Le scritture di assestamento consentono di determinare contemporaneamente la

competenza dei componenti positivi e negativi del risultato economico d'esercizio e gli

elementi del patrimonio di funzionamento.

La competenza finanziaria delle entrate e delle uscite non coincide sempre con la

competenza economica dei ricavi e dei costi, per cui a fine anno per calcolare il risultato

economico d'esercizio è necessario:

aggiungere i ricavi e i costi d'esercizio economicamente già maturati ma non ancora

• rilevati in quanto non hanno ancora avuto la loro manifestazione finanziaria. Si

compongono a tal fine le scritture di completamento e di integrazione

togliere i ricavi e i costi già rilevati in quanto hanno già avuto la loro manifestazione

• finanziaria ma che non sono ancora maturati economicamente. Si compongono a

tal fine le scritture di rettifica che riguardano la rilevazione delle rimanenze (di beni

e contabili)

attribuire all'esercizio le quote di costi pluriennali già rilevate che si vogliono far

• gravare sul periodo amministrativo. Si compongono a tal fine le scritture di

ammortamento

Dopo aver determinato la competenza dei ricavi e dei costi d'esercizio attraverso un

processo di valutazione delle operazioni in corso e l'assestamento dei valori contabili, si

redige una situazione contabile a sezioni divise composta da:

la situazione patrimoniale, che coincide con la sintesi dell'inventario analitico ed

• espone il patrimonio di funzionamento

la situazione economica, che esprime il risultato economico d'esercizio

Entrambi i prospetti (che fanno parte del bilancio d'esercizio) devono essere riportati sul

libro degli inventari.

Le scritture di completamento

Le scritture di completamento rilevano temporalmente ed economicamente operazioni di

competenza dell'esercizio in precedenza non registrate.

Le scritture di completamento riguardano la rilevazione di:

interessi maturati su conti correnti, debiti e crediti

• operazioni già concluse di cui non sono stati ricevuti o non sono stati emessi i

• documenti di credito o di debito

stralcio dei crediti ritenuti inesigibili

• quota maturata nell'anno del TFR del personale dipendente

• imposte sul reddito, se calcolate in testa all'azienda

Gli interessi sui conti correnti bancari e postali maturano giornalmente, ma vengono rilevati

solo periodicamente.

Sui c/c bancari possono maturare interessi sia attivi sia passivi, a seconda che il c/c

presenti saldi a credito o a debito del cliente. La periodicità di capitalizzazione degli

interessi attivi e passivi è omogenea.

Sui c/c postali maturano solo interessi attivi per il cliente, in quanto il c/c postale non

prevede la possibilità di prelevare somme superiori a quelle depositate.

Il termine dell'esercizio coincide sempre con la data di capitalizzazione degli interessi

maturati o nell'intero anno o nell'ultimo periodo. La data di riferimento della rilevazione è il

31 dicembre; tuttavia, gli interessi sui c/c potranno essere rilevati materialmente solo nei

primi giorni del nuovo esercizio, quando l'azienda riceverà i prospetti delle competenze

bancarie o postali.

Gli schemi di rilevazione a fine anno degli interessi sono i seguenti:

• interessi attivi su c/c bancari e postali

Dare Avere

Conto finanziario C/c postali o C/c bancari

(al lordo della ritenuta d'acconto)

+ Conto economico

conto finanziario Crediti per ritenute subite Interessi attivi

(se l'azienda è un soggetto fiscale bancari o

autonomo) o conto economico Titolare Interessi attivi

c/ritenute subite (se il reddito d'impresa (al lordo

postali

viene tassato in testa all'imprenditore, il della ritenuta di

quale in seguito porterà la ritenuta sul acconto)

reddito d'impresa in diminuzione delle

imposte personali complessivamente

dovute)

• interessi passivi su c/c bancari

Dare Avere

Conto economico Interessi Conto finanziario Banca c/c

passivi bancari

• interessi attivi su crediti Dare Avere

Un conto economico acceso

Un conto finanziario acceso ai ai ricavi d'esercizio

(esempio: Crediti

crediti (esempio: Interessi attivi

v/clienti) v/clienti)

• interessi passivi su debiti Dare Avere

Un conto economico acceso ai Un conto finanziario acceso

costi (esempio: Debiti

ai debiti

(esempio: Interessi

d' esercizio v/fornitori)

passivi v/fornitori)

Alla fine del periodo amministrativo possono essere ancora

non pervenuti o emessi

alcuni riguardanti le operazioni di competenza dell'esercizio. L'aspetto più

documenti

evidente di questo fenomeno è dato dalla mancata coincidenza tra le date di arrivo o di

consegna delle merci e quelle di ricevimento o di invio delle relative fatture d'acquisto o di

vendita.

Poichè le operazioni aziendali vengono rilevate in contabilità sulla base dei documenti che

ne costituiscono le pezze giustificative, è possibile che a fine esercizio vi siano operazioni

non ancora rilevate per mancanza dello specifico documento originario. Ne sono esempio

le merci già immesse in magazzino, di cui non è ancora stato rilevato il costo d'acquisto

non essendo pervenuta la fattura differita del fornitore; oppure le merci già scaricate dal

magazzino, di cui non è stato ancora rilevato il ricavo di vendita non avendo emesso la

relativa fattura differita. Allo stesso modo l'impresa può usufruire di servizi (telefono,

energia...) per i quali non ha ancora ricevuto la relativa fattura, ma per i quali deve rilevare

il costo di competenza dell'esercizio.

A fine periodo amministrativo bisogna perciò tenere conto dei:

crediti per fatture da emettere

• debiti per fatture da ricevere

Gli importi di questi debiti e crediti costituiscono valori finanziari presunti che devono

essere iscritti per il valore che si ritiene di dover riscuotere o di dover pagare. I tre casi

possibili sono:

fatture da emettere in Dare si registra la variazione finanziaria attiva (conto Fatture

• da emettere), in Avere l'IVA a debito (conto IVA ns/debito) e la variazione

economica positiva (un conto economico di reddito acceso ai ricavi d'esercizio)

fatture da ricevere comprensive di imposta (se la fattura, riguardante una fornitura

• di merci avvenuta in dicembre, viene emessa entro il 15 gennaio e registrata entro il

16 gennaio o se la fattura, riguardante servizi ottenuti in dicembre, viene emessa in

dicembre e registrata entro il 16 gennaio) in Dare si registra l'IVA a credito (conto

IVA ns/credito) e la variazione economica negativa (un conto economico di reddito

acceso ai costi d'esercizio), in Avere la variazione finanziaria passiva (conto Fatture

da ricevere)

fatture da ricevere non comprensive di imposta (se la fattura, riguardante una

• fornitura di merci avvenuta in dicembre, viene registrata dopo il 16 gennaio o se la

fattura, riguardante servizi ottenuti in dicembre, viene emessa e registrata in

gennaio) in Dare si registra la variazione economica negativa (un conto economico

di reddito acceso ai costi d'esercizio) e in Avere la variazione finanziaria passiva

(conto Fatture da ricevere)

Una volta rilevati gli importi di competenza delle fatture da emettere e delle fatture da

ricevere si è in grado di eseguire i calcoli per la liquidazione IVA dell'ultimo periodo. Tale

liquidazione materialmente viene effettuata nell'esercizio successivo, ma è necessario

tenerne conto in sede di scritture di assestamento allo scopo di iscrivere tra i debiti tributari

l'importo dell'IVA da versare.

Altre operazioni per le quali manca l'emissione dei documenti di accredito o di addebito

possono riguardare le provvigioni maturate a favore di agenti e rappresentanti, i premi su

vendite da liquidare ai clienti o i premi su acquisti da ricevere dai fornitori. Avremo

variazioni finanziarie attive che misurano variazioni economiche positive e variazioni

finanziarie passive che misurano variazioni economiche negative.

Nel corso dell'esercizio i crediti vengono iscritti in contabilità al valore nominale risultante

dai documenti originari. Al termine dell'esercizio, i crediti vengono valutati al presunto

valore di realizzo. I crediti saranno considerati di volta in volta sicuramente esigibili, di

dubbia e parziale esigibilità, di sicura inesigibilità.

A fronte dei crediti stralciati (crediti di sicura inesigibilità) si devono rilevare le Perdite su

crediti derivanti. Avremo perciò una variazione economica negativa, misurata da una

variazione finanziaria passiva dei conti accesi a crediti e cambiali insoluti o dei conti accesi

ai crediti verso clienti e alle cambiali attive.

In caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato ciascun dipendente ha diritto a

ricevere una somma a titolo di trattamento di fine rapporto (TFR). Ogni anno l'impresa

deve perciò rilevare il TFR maturato nell'esercizio e portarlo a incremento dei debiti per

TFR maturati in precedenza.

La variazione economica negativa (conto TFR) è misurata da due variazioni finanziarie

passive: l'incremento netto dei debiti per TFR (conto Debiti per TFR) e la ritenuta per

imposta sostitutiva (conto Debiti per ritenute da versare) (l'imposta sostitutiva grava sulla

rivalutazione dei debiti per TFR preesistenti).

Le scritture di integrazione

Le scritture di integrazione rilevano, misurate da variazioni finanziarie presunte, quote di

ricavi o di costi di competenza dell'esercizio (e costi che comunque si vogliono

prudenzialmente attribuire all'esercizio) in precedenza non registrati.

Le scritture di integrazione riguardano la rilevazione di:

svalutazione dei crediti

• quote di costi e di ricavi misurati da ratei

• accantonamenti nei fondi oneri futuri

• accantonamenti nei fondi rischi

La svalutazione dei crediti

Per ciascun credito di dubbia esigibilità si determina la perdita che si teme di dover subire

(variazione economica negativa, conto Svalutazione crediti) e si procede alla svalutazione

indiretta del valore nominale iscrivendone la rettifica nel conto Fondo svalutazione crediti

(variazione finanziaria passiva). Si calcola inoltre, a fronte del rischio di perdite per

situazioni di inesigibilità non ancora manifestatesi, una percentuale di svalutazione

forfettaria (variazione economica negativa, conto Svalutazione crediti) che trova

contropartita nel conto Fondo rischi su crediti (variazione finanziaria passiva).

I ratei

(vedi appendice C: I ratei e i risconti)

I fondi oneri futuri

Gli oneri futuri sono valori finanziari passivi presunti (conto Fondo spese future) che

misurano componenti negativi di reddito di competenza dell'esercizio ma non ancora

rilevati e liquidati (conto Accantonamento per spese future).

L'impresa può infatti prevedere di dover sostenere in futuro dei costi relativi a:

riparazioni di prodotti in garanzia

• revisioni e manutenzioni programmate di beni aziendali

• vendite con concorsi a premio e con offerte di buoni sconto

I fondi rischi

Lo svolgimento dell'attività aziendale è caratterizzato dall'assunzione di un rischio

generale (il rischio ineliminabile, in quanto tipico delle imprese in un'economia di mercato,

di non conseguire un risultato economico positivo) e di specifici rischi tecnici legati a eventi

dannosi (furti, incendi, rotture...).

I rischi sono valori finanziari passivi presunti (conti: Fondo responsabilità civile, Fondo per

imposte...) che misurano componenti negativi di reddito di competenza dell'esercizio ma

non ancora rilevati e liquidati (conti: Accantonamento per responsabilità civile, Oneri fiscali

diversi...). I fondi rischi sono destinati a far fronte a perdite, legate a operazioni già

compiute, delle quali, alla data di redazione dell'inventario, è incerto se si verificheranno,

quando si manifesteranno e per quale importo.

Sintesi sulle scritture di integrazione

VALORI FINANZIARI PRESUNTI

Crediti e debiti Fondi oneri

Ratei Fondi rischi

da liquidare futuri

Determinabile Esattamente

con sufficiente Non sicuro Non sicuro

Importo determinabile

sicurezza

Non ancora Determinata Incerta Incerta

Scadenza definita

Certa Certa Certa Incerta

Verificabilità Fondo

garanzie

prodotti Fondo per

Fatture da ... imposte

emettere Ratei attivi Fondo ...

Denominazioni ... ...

(esempi) manutenzioni Fondo

Fatture da Ratei passivi programmate responsabilità

ricevere ... civile

Fondo buoni

sconto

In base al principio della prudenza, bisogna tenere conto di tutti i rischi prevedibili e delle

eventuali perdite che traggono origine dalle operazioni d'esercizio o di esercizi precedenti

e che potranno verificarsi in futuro. bisogna invece degli

Non tenere conto utili

al fine di evitare anticipazioni di profitti non ancora realizzati.

prevedibili,

Le scritture di rettifica

Le scritture di rettifica stornano componenti di reddito già rilevati che non essendo di

competenza dell'esercizio devono essere rinviati al futuro. Le scritture di rettifica

riguardano la rilevazione di:

rimanenze di beni (merci, materiali di consumo...)

• rimanenze contabili (risconti attivi e passivi)

Le rimanenze di beni

Le merci, le materie prime, sussidiarie e di consumo, i prodotti finiti, di proprietà

dell'azienda nel momento in cui si compila l'inventario d'esercizio, vengono indicati con il

nome di rimanenze.

Esse comprendono sia le materie, i prodotti e le merci in magazzino, sia quelli

eventualmente depositati presso terzi in custodia o in garanzia, sia quelli in viaggio perchè

spediti dai fornitori o perchè in corso di trasferimento da un magazzino all'altro

dell'impresa.

Si tratta di beni per i quali l'impresa ha sostenuto costi e che saranno consumati,

trasformati o venduti solo in futuro. Pertanto al 31/12 è necessario effettuare la valutazione

di ogni singolo articolo di magazzino in quanto i costi sostenuti durante l'anno per

l'acquisto dei beni possono essere considerati di competenza solo se i beni sono stati

venduti, ossia se il costo ha trovato nell'esercizio il suo correlativo ricavo.

Ne consegue che i costi sostenuti per i beni in rimanenza non sono di competenza e che

tali beni entrano a far parte degli elementi attivi del patrimonio aziendale.

Il momento della valutazione deve essere preceduto da una accurata rilevazione delle

quantità, che può essere effettuata attraverso:

un inventario fisico del magazzino consistente nella ricerca dei

(inventario di fatto)

• singoli beni nei locali o nei luoghi in cui si trovano

un sistema affidabile di rilevazioni contabili di magazzino, che consentano la

• determinazione permanente delle scorte (inventario contabile)

L'inventario contabile deve coincidere con l'inventario di fatto. Se questa coincidenza non

si verifica, i dati contabili devono essere modificati e si devono ricercare le cause delle

differenze riscontrate.

In base al principio della prudenza, volto a impedire la sopravalutazione del patrimonio, le

rimanenze devono essere iscritte nell'inventario al minore tra il costo di acquisto o

produzione (criterio del costo storico) e il valore di realizzo desumibile dall'andamento del

mercato (criterio del valore di mercato).

Il costo storico è dato dalla somma del prezzo di acquisto e degli oneri accessori. Il valore

di mercato o valore netto di realizzo è dato dalla differenza tra il prezzo di vendita e le

spese di vendita.

La rettifica avviene indirettamente, rilevando:

in Avere di appositi conti economici di reddito accesi alle rettifiche di costo (Merci

• c/rimanenze finali, Materie di consumo c/rimanenze finali...) i valori attribuiti alle

rimanenze. Queste poste di rettifica rappresentano dei componenti positivi di

reddito che affluiranno alla situazione economica dopo le scritture di assestamento

in Dare di appositi conti economici di reddito accesi ai costi sospesi (Merci, Materie

• di consumo...) gli stessi valori, rinviati al futuro e quindi considerati elementi attivi

del patrimonio di funzionamento. Questi valori, dopo le scritture di assestamento,

affluiranno alla situazione patrimoniale

I risconti

(vedi appendice C: I ratei e i risconti)

Le scritture di ammortamento

I costi e i ricavi di competenza di più esercizi vengono rilevati, nel corso dell'esercizio, nei

conti economici di reddito accesi ai costi e ai ricavi pluriennali. In sede di inventario

d'esercizio, i conti accesi ai costi pluriennali vengono rettificati con le scritture di

ammortamento.

L'ammortamento è un procedimento contabile mediante il quale si ripartiscono in più

esercizi i costi pluriennali. Consiste nel trasferire quote di costi dai conti accesi ai costi

pluriennali ai conti accesi alle variazioni d'esercizio, ottenendo in questo modo la

partecipazione dei costi pluriennali al reddito d'esercizio.

I principali fattori produttivi pluriennali i cui costi di acquisizione si considerano costi

pluriennali sono:

immobilizzazioni immateriali costi di impianto e di ampliamento - costi di ricerca,

• sviluppo e pubblicità a utilità futura - diritti di brevetto industriale - concessioni,

licenze, marchi - avviamento

immobilizzazioni materiali terreni e fabbricati - impianti e macchinari - attrezzature -

• arredamento - automezzi - imballaggi durevoli

Per procedere alla determinazione della quota di costo pluriennale di competenza

dell'esercizio è necessario valutare i fattori produttivi pluriennali.

Va innanzitutto osservato che fabbricati, impianti, macchinari, automezzi, arredamento e

così via hanno un valore che diminuisce nel tempo per effetto del deperimento fisico

derivante dall'utilizzo del bene nel processo produttivo (senescenza), del superamento

tecnologico, che risente anche dei cambiamenti della moda (obsolescenza) e del mancato

adeguamento della capacità produttiva del bene alle variate dimensioni aziendali

(inadeguatezza).

Il fenomeno del deprezzamento prende il nome di ammortamento e la diminuzione di

valore riferita a un intervallo di tempo (generalmente annuale) prende il nome di quota di

ammortamento.

Tenuto conto di questi elementi, la valutazione dei beni pluriennali si effettua utilizzando il

criterio del costo storico diminuito delle quote di ammortamento, in base al quale il valore

del bene si calcola sottraendo dal costo originariamente sostenuto (aumentato dei costi di

acquisizione collegati e di eventuali altri costi patrimonializzati) la somma delle quote di

ammortamento determinate nei singoli anni (vale a dire la somma del fondo

ammortamento con la quota di ammortamento dell'esercizio corrente).

Per calcolare la quota di ammortamento annua di un fattore pluriennale l'impresa deve

conoscere:

il valore da ammortizzare è dato dalla differenza tra il costo storico del fattore

• produttivo e il presunto valore di realizzo che l'impresa ritiene di poter ottenere al

momento della sua sostituzione. I costi di impianto e le immobilizzazioni immateriali

sono privi del valore di realizzo

la durata del processo di ammortamento dipende dalla vita utile del fattore

• produttivo considerato, ossia dal periodo di tempo in cui si ritiene che il cespite sarà

di utilità economica per l'impresa, tenuto conto dei fenomeni di obsolescenza,

senescenza e inadeguatezza. In alcuni casi, la durata del processo di

ammortamento è determinata per legge o per contratto

il criterio di ammortamento stabilisce il modo in cui il valore da ammortizzare deve

• essere ripartito lungo la vita utile:

criteri matematici piani a quote costanti, piani a quote decrescenti, piani a

o quote variabili

criterio economico si basa sulla residua possibilità di utilizzo dei fattori

o produttivi pluriennali considerati; deve prevedere l'utilità che gli stessi

saranno in grado di dare negli anni futuri

In contabilità generale si rileva in Dare di un conto economico di reddito acceso ai costi

d'esercizio (Ammortamento costi di impianto, Ammortamento fabbricati...) la quota di

ammortamento e in Avere di un conto economico di reddito acceso alle rettifiche dei costi

pluriennali (Fondo ammortamento costi di impianto, Fondo ammortamento fabbricati...) il

medesimo valore.

Quando un costo pluriennale è interamente ammortizzato possono verificarsi due casi:

l'elemento patrimoniale è ormai privo di utilità e viene distolto dal processo

• produttivo (si gira il Fondo ammortamento al conto economico acceso al bene in

esame)

l'elemento patrimoniale ha ancora un'utilità residua (si completa il processo di

• ammortamento ma non si gira il Fondo ammortamento, che verrà girato solo al

termine della vita utile del bene)

Le imposte sul reddito d'impresa

Il calcolo delle imposte avviene in base al principio dell'autotassazione, per il quale il

contribuente provvede ad autoliquidare (ossia a calcolare egli stesso) le imposte da

pagare. Le imposte sono successivamente versate mediante un acconto (due rate, in

giugno e novembre) e un saldo (entro il mese di giugno dell'anno seguente).

• (esempio 1) reddito di impresa tassato separatamente (l'impresa è un soggetto fiscale

distinto)

1] versamento delle rate d'acconto Imposte c/acconto

6.200

9.300

Banca c/c 6.200

9.300

2] determinazione del saldo (debiti per imposte) a fine esercizio (le ritenute subite sono

eventuali) Imposte c/acconto 15.500

Crediti per ritenute subite 200

Debiti per imposte 1.700

Imposte dell'esercizio

17.400

3] il versamento a saldo dell'imposta dovuta sarà effettuato nell'esercizio successivo;

seguirà la presentazione del modello F24

• (esempio 2) reddito di impresa sommato ai redditi di altra fonte percepiti dal contribuente

Il risultato economico d'esercizio risulta al lordo dell'imposta sul reddito, in quanto questa

viene calcolata sul totale dei redditi percepiti e fa capo alla persona dell'imprenditore e non

all'azienda.

Se l'imprenditore provvede al pagamento dell'imposta con la sua cassa privata o con il c/c

bancario personale, nella contabilità generale non si devono effettuare registrazioni. Se

l'imprenditore usa invece la cassa aziendale o il c/c bancario aziendale, deve

contabilizzare il prelievo come se si trattasse di prelevamenti extragestione, usando il

conto Prelevamenti extragestione.

Conti finanziari con saldi a debito o a credito

Dopo le scritture di assestamento, i saldi dei conti finanziari ed economici risultano

completati, integrati e rettificati e sono in grado di esprimere, opportunamente classificati,

gli elementi che costituiscono il risultato economico d'esercizio e il patrimonio di

funzionamento.

Vi sono però dei conti finanziari che durante l'esercizio possono risultare eccedenti sia in

Dare che in Avere (Banca c/c - IVA c/liquidazioni...) e che a fine esercizio devono essere

girati o a conti finanziari attivi o a conti finanziari passivi. Ad esempio, il conto Banca c/c

sarà girato o al conto Banche c/c attivi o al conto Banche c/c passivi.

Le scritture di epilogo e di chiusura dei conti

Le fasi conclusive della contabilità generale

Durante il periodo amministrativo l'attenzione della funzione contabilità è rivolta all'esame

dei fatti di gestione nell'aspetto finanziario ed economico. Come già sappiamo, quando le

variazioni finanziarie non si compensano tra di loro dando luogo a permutazioni

finanziarie, esse misurano variazioni economiche che corrispondono a costi, ricavi,

rettifiche di costi e ricavi, variazioni di patrimonio netto.

Alla fine del periodo amministrativo l'attenzione è invece rivolta alla determinazione del

risultato economico d'esercizio e a distinguere i componenti del reddito d'esercizio dagli

elementi del patrimonio di funzionamento.

La preminenza assegnata durante l'esercizio al verificarsi della manifestazione finanziaria

delle operazioni fa sì che, al termine dell'esercizio, si debbano comporre le scritture di

assestamento, al fine di completare, integrare e rettificare i conti economici e determinare

la competenza dei componenti del risultato economico del periodo.

Una volta rilevate le scritture di assestamento e redatta la situazione contabile finale

(distinta in situazione patrimoniale e situazione economica) la contabilità fornisce tutti i dati

necessari alla compilazione del bilancio d'esercizio, che rappresenta il documento

informativo con cui si portano a conoscenza dei soci, del fisco, dei creditori e di chiunque

altro sia interessato la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico

dell'azienda.

La correttezza dell'informazione non avrebbe pertanto bisogno di altre rilevazioni; tuttavia

la prassi prevede il completamento delle scritture tramite la rilevazione sul giornale del

riepilogo dei conti economici di reddito accesi alle variazioni d'esercizio (che determinano il

risultato economico del periodo amministrativo considerato) e della chiusura dei restanti

conti, di natura patrimoniale (con la verifica della perfetta uguaglianza tra il totale dei saldi

in Dare e il totale dei saldi in Avere).

In pratica, dopo le scritture di assestamento:

i conti accesi ai componenti positivi e negativi di reddito evidenziati dalla situazione

• economica finale (ricavi e costi di competenza, con le loro rettifiche) vengono fatti

affluire al Conto di risultato economico, che accoglie il sottosistema dei valori

economici d'esercizio

i conti accesi ai costi e ricavi non di competenza, con le loro rettifiche, e ai valori

• finanziari si fanno affluire al conto Bilancio di chiusura, che accoglie il sottosistema

dei valori patrimoniali

Sia le scritture di assestamento sia le scritture di epilogo e di chiusura dei conti portano la

data della fine del periodo amministrativo, che di solito è il 31/12. In realtà l'insieme delle

operazioni connesse alla redazione dell'inventario d'esercizio e all'assestamento dei conti

richiede una certa mole di lavoro amministrativo che non può essere compiuta in un solo

giorno. Infatti è necessario calcolare gli interessi, appurare i saldi dei conti di debito e

credito, accertare le quantità di merci in magazzino, ricevere la comunicazione dei dati che

pervengono da altre aziende, e così via. Ciò nonostante le scritture di assestamento e di

chiusura, anche se materialmente redatte in più giorni, si riferiscono sempre all'ultimo

giorno del periodo amministrativo e devono essere effettuate con riferimento a quella data.

Le scritture di epilogo

Dopo le scritture di assestamento si predispone la situazione contabile finale (per

semplicità, la presentiamo redatta per sole eccedenze nella forma a due sezioni) suddivisa

in due parti:

la situazione patrimoniale, in cui affluiscono i conti patrimoniali (conti accesi alle

• attività e alle loro rettifiche, alle passività e alle loro rettifiche, al patrimonio netto)

la situazione economica, in cui affluiscono i conti economici d'esercizio (accesi ai

• costi e ricavi d'esercizio e alle loro rettifiche)

Le due parti della situazione contabile finale presentano, come voce di collegamento, il

saldo economico che coincide con il reddito d'esercizio, ed esprimono quindi

rispettivamente il patrimonio di funzionamento e il risultato economico di periodo. In

pratica, la situazione contabile finale costituisce il supporto alla successiva redazione delle

scritture di epilogo e di chiusura dei conti e del bilancio d'esercizio.

Le hanno la funzione di fare affluire i saldi dei conti economici

scritture di epilogo

d'esercizio al Conto di risultato economico.

Al Conto di risultato economico si girano quindi tutti i saldi dei conti accesi a componenti

positivi e negativi, ordinari e straordinari del reddito d'esercizio al fine di ottenere il risultato

economico del periodo considerato.

Tutti questi conti sono conti economici d'esercizio e i loro saldi, opportunamente

riclassificati, affluiranno al prospetto di bilancio detto Conto economico che evidenzia gli

elementi economici d'esercizio e il risultato economico.

• epilogo dei componenti positivi di reddito (esempio)

Merci c/vendite

15.000 15.000

Conto di risultato economico

15.000

• epilogo dei componenti negativi di reddito (esempio)

Merci c/vendite

15.000 15.000

Conto di risultato economico

15.000

• determinazione del risultato economico di esercizio

1] utile d'esercizio Conto di risultato economico

1.450.000 1.500.000

50.000

Utile d'esercizio 50.000

2] perdita d'esercizio Conto di risultato economico

1.500.000 1.450.000

50.000

Perdita d'esercizio

50.000

Il patrimonio netto finale

Al termine del periodo amministrativo, dopo la determinazione del risultato economico

d'esercizio, si procede alla determinazione del patrimonio netto finale.

Il patrimonio netto finale è espresso dal saldo del conto economico Patrimonio netto dopo

che allo stesso sono affluiti:

in il patrimonio netto iniziale e l'eventuale d'esercizio conseguito

Avere utile

• in le eventuali l'eventuale d'esercizio subita,

Dare ritenute d'acconto subite, perdita

• gli eventuali eseguiti nell'anno

prelevamenti extragestione

Se il risultato economico positivo dell'esercizio supera i prelevamenti extragestione e le

ritenute d'acconto subite, la differenza corrisponde all'utile risparmiato che autofinanzia

l'azienda incrementandone il capitale proprio.

Se il risultato economico positivo dell'esercizio è inferiore ai prelevamenti extragestione e

alle ritenute d'acconto subite o se il risultato economico dell'esercizio è negativo, l'impresa

risulta definanziata in quanto il capitale proprio diminuisce.

• determinazione del patrimonio netto finale (esempio)

Patrimonio netto

15.000 100.000

5.000 50.000

Utile d'esercizio

50.000 50.000

Prelevamenti extragestione

15.000

Titolare c/ritenute subite

5.000

Patrimonio netto iniziale + utile d'esercizio - prelevamenti extragestione -

titolare c/ritenute subite = patrimonio netto finale

100.000 + 50.000 - 15.000 - 5.000 = 130.000

La chiusura generale dei conti

Al termine delle scritture di epilogo, risultano ancora aperti: i conti finanziari, i conti

economici di reddito accesi ai costi pluriennali, i conti economici di reddito accesi ai costi e

ricavi sospesi (rimanenze e risconti), i conti economici di patrimonio netto (nelle imprese

individuali si tratta del conto Patrimonio netto).

Tutti questi conti sono conti patrimoniali e i loro saldi affluiranno al prospetto di bilancio

che evidenzia gli elementi patrimoniali e il patrimonio netto.

Stato patrimoniale

La chiusura dei conti può essere effettuata in due modi: si chiudono tutti i conti

contemporaneamente oppure si chiudono i conti con più articoli e a più riprese. Si utilizza il

secondo procedimento quando non si è in grado di chiudere contemporaneamente tutti i

conti, perchè ancora non se ne conoscono tutti i saldi. Di norma si utilizza il secondo

procedimento, perciò è con questo che gli esempi seguenti saranno svolti.

• chiusura dei conti finanziari con eccedenza in Dare (esempio)

Denaro in cassa

5.000 5.000

Bilancio di chiusura

5.000

• chiusura dei conti finanziari con eccedenza in Avere (esempio)

Banche c/c passivi

5.000 5.000

Bilancio di chiusura 5.000

• chiusura dei conti economici con eccedenza in Dare (esempio)

Merci

13.000 13.000

Bilancio di chiusura

13.000

• chiusura dei conti economici con eccedenza in Avere (esempio)

Risconti passivi

13.000 13.000

Bilancio di chiusura 13.000

• chiusura del conto Bilancio di chiusura

Patrimonio netto

130.000 130.000

Bilancio di chiusura

300.000 170.000

130.000

Il bilancio di esercizio e i principi contabili

Il bilancio di esercizio

Il bilancio di esercizio è il documento, redatto al termine del periodo amministrativo, con

cui si rappresentano la situazione patrimoniale e finanziaria dell'impresa e il risultato

economico dell'esercizio.

In altre parole il bilancio è il documento che racconta cosa è successo nell'impresa nel

corso dell'esercizio, quale è stato il volume dei ricavi e dei costi, se la gestione ha

provocato un utile o una perdita, qual'è la situazione patrimoniale e finanziaria.

Redigere il bilancio di esercizio significa:

compiere un insieme di atti e di valutazioni che consentono di determinare il

• risultato economico d'esercizio e il patrimonio di funzionamento. Tali atti si

concretano nella redazione dell'inventario d'esercizio e delle scritture di

assestamento della contabilità generale

compilare il documento, che si chiama appunto bilancio d'esercizio, che evidenzia il

• risultato economico d'esercizio e il patrimonio di funzionamento esistente al termine

del periodo amministrativo considerato. Tale documento deve essere trascritto nel

libro degli inventari

Il Codice civile regolamenta la redazione del bilancio d'esercizio nelle società di capitali

stabilendo in modo rigoroso i prospetti che lo compongono e lo accompagnano, il

contenuto e i criteri di valutazione.

In particolare in queste società il bilancio d'esercizio si compone di tre parti strettamente

connesse e costituenti un tutto inscindibile. Esse sono:

lo che mette in evidenza il patrimonio esistente a fine periodo

Stato patrimoniale,

• amministrativo, come risulta dai processi di valutazione necessari per giungere alla

redazione del reddito d'esercizio. Viene redatto a sezioni divise in base a uno

schema a struttura obbligatoria

il che mette in evidenza il processo di formazione del risultato

Conto economico,

• economico d'esercizio. Viene redatto in forma scalare in base a uno schema a

struttura obbligatoria a valore e costi della produzione, in cui i costi sono classificati

per natura

la che svolge una funzione esplicativa e di analisi dei precedenti

Nota integrativa,

• prospetti attraverso tabelle e con linguaggio discorsivo. Presenta anche

informazioni che non hanno espressione contabile e commenta i criteri di

valutazione applicati

Il bilancio di esercizio delle società di capitali è soggetto all'obbligo di pubblicazione.

Esso è quindi portato a conoscenza dei terzi e costituisce il principale strumento di

comunicazione dei risultati conseguiti, a cui sono interessati non solo i portatori di capitale

proprio, ma anche gli altri finanziatori, il personale dipendente, i clienti, i fornitori,

l'amministrazione pubblica, i sindacati, le associazioni e gli studiosi. Inoltre è interessato

alla lettura e alla comprensione del bilancio un numero sempre crescente di soggetti: basti

pensare ai piccoli e medi risparmiatori che intendono avvicinarsi al mercato azionario; ai

dirigenti d'azienda che, pur non avendo funzioni amministrative, devono comprendere,

attraverso il bilancio, in quale realtà aziendale operano; agli imprenditori delle aziende

medio - piccole che affidano a consulenti la funzione amministrativa della propria attività

ma desiderano comprendere meglio il significato dei risultati conseguiti; e così via.

La legge stabilisce modelli obbligatori per le parti contabili (Stato patrimoniale e Conto

economico) del bilancio delle società di capitali e consente che Stato patrimoniale, Conto

economico e Nota integrativa delle imprese di minori dimensioni siano redatti in forma

abbreviata.

Il bilancio è redatto in unità di euro, senza cifre decimali, ad eccezione della Nota

integrativa che può essere redatta in migliaia di euro.

A differenza di quanto accade per le società di capitali, la legge non prescrive una forma

obbligatoria per la redazione del bilancio d'esercizio delle imprese individuali e delle

società di persone, nè chiede che esso sia soggetto a pubblicazione. In queste imprese il

bilancio svolge una funzione conoscitiva interna; i terzi non ne vengono a conoscenza,

fatta eccezione per gli uffici fiscali e per le banche. Nelle aziende individuali e nelle società

di persone inoltre il bilancio non prevede la Nota integrativa, ma solo lo Stato patrimoniale

e il Conto economico.

Nel seguito ci occuperemo dei bilanci redatti in forma abbreviata.

Lo Stato patrimoniale

Lo Stato patrimoniale è il documento di bilancio che mette in evidenza il patrimonio

esistente alla fine del periodo amministrativo, determinato in funzione del risultato

economico che si assegna all'indirizzo.

Lo schema in forma abbreviata, redatto a sezioni contrapposte, si presenta nel seguente

modo: la sezione sinistra è denominata e accoglie le attività classificate in tre

ATTIVO

• gruppi, per ciascuno dei quali viene indicato il totale:

immobilizzazioni

o attivo circolante

o ratei e risconti attivi

o

Le attività sono classificate per destinazione rispetto al processo produttivo e

sono indicate per valori netti, ossia già diminuiti dei fondi ammortamento e

dei fondi svalutazione

la sezione destra è denominata impropriamente in quanto accoglie non

PASSIVO

• soltanto le passività ma anche le parti ideali del patrimonio netto. Le voci sono così

classificate:

patrimonio netto

o fondi per rischi e oneri

o TFR

o debiti

o ratei e risconti passivi

o

Le passività sono classificate secondo la natura delle fonti di finanziamento, indicando

nell'ordine le fonti di capitale proprio, di autofinanziamento e di capitale di debito.

Il Conto economico

Il Conto economico è il documento di bilancio che mette in evidenza la formazione del

risultato economico d'esercizio, ossia il flusso dei valori provocati dalla gestione della

produzione, dalla gestione finanziaria e dalla gestione straordinaria.

Lo schema di Conto economico, redatto in forma abbreviata e scalare, classifica i costi per

natura in modo da determinare sia risultati economici intermedi per area di gestione, sia il

risultato economico finale.

I componenti del reddito d'esercizio vengono suddivisi in tre aree:

comprende i costi e i ricavi attinenti alla gestione

l'area della produzione

• caratteristica, come gli acquisti di materie e merci, le vendite di prodotti e merci.

Inoltre comprende anche componenti della gestione accessoria, come i fitti attivi e

le minus e plusvalenze diverse accoglie i componenti finanziari, come gli interessi

l'area della gestione finanziaria

• attivi derivanti da impieghi della liquidità a carattere temporaneo, gli interessi passivi

e altri oneri connessi all'acquisizione di fonti di finanziamento

comprende i proventi e gli oneri che derivano da

l'area della gestione straordinaria

• operazioni estranee all'attività ordinaria dell'impresa (plus e minusvalenze derivanti

da operazioni o eventi che hanno un effetto rilevante sulla struttura aziendale [come

la cessione di rami aziendali o la vendita di beni strumentali ai fini di una

ristrutturazione], vendita di beni non strumentali e così via)

Si noti che:

i ricavi di vendita e i costi di acquisto si scrivono al netto di resi, ribassi e abbuoni

• le rimanenze iniziali e le rimanenze finali non sono iscritte distintamente, ma come

differenza tra i due valori. Un incremento delle rimanenze è un componente positivo

di reddito e deve essere detratto dal costo della produzione; una diminuzione delle

rimanenze è un componente negativo di reddito e deve essere aggiunto al costo

della produzione. Stato patrimoniale abbreviato

ATTIVO PASSIVO

Immobilizzazioni Patrimonio netto

Immobilizzazioni

immateriali Capitale proprio

(costi storici - fondi

ammortamento)

Immobilizzazioni

materiali Utile (perdita)

(costi storici - fondi d'esercizio

ammortamento)

Immobilizzazioni

finanziarie Totale patrimonio netto

Totale a c

immobilizzazioni

Attivo circolante Fondi per rischi e oneri

Rimanenze TFR

Crediti Debiti

(inclusi ratei e risconti) (inclusi ratei e risconti)

Disponibilità liquide Totale passività

b d

Totale attivo

circolante

Totale generale a+b Totale generale c+d

Conto economico abbreviato

Valore della produzione

Ricavi delle vendite e delle prestazioni

Altri ricavi e proventi a

Costi della produzione

Costi per merci e materie di consumo

Costi per servizi

Costi per godimento di beni di terzi

Costi per il personale

Ammortamenti e svalutazioni

Variazioni rimanenze merci e materie di consumo

Accantonamenti per rischi

Altri accantonamenti

Oneri diversi di gestione b

a - b

Risultato della gestione della produzione

Proventi e oneri finanziari

Proventi finanziari

Interessi e oneri finanziari c

Risultato della gestione finanziaria

Proventi e oneri straordinari

Proventi straordinari

Oneri straordinari d

Risultato della gestione straordinaria a - b ± c ± d

Risultato economico ante imposte e

Imposte dell'esercizio

UTILE O PERDITA D'ESERCIZIO a - b ± c ± d - e

Il prospetto di raccordo tra la situazione contabile finale e il bilancio d'esercizio

Stato patrimoniale

Situazione patrimoniale attivo

Immobilizzazioni

Immobilizzazioni

Immobilizzazioni immateriali immateriali

Costi di impianto

Software

Avviamento

-----------------------------------------------------------------------------------

-----

Fondi ammortamento costi di impianto / software / avviamento Fondi ammortamento (-)

(-) Immobilizzazioni

Immobilizzazioni materiali materiali

Fabbricati

Impianti e macchinari

Attrezzature commerciali

Macchine d'ufficio

Arredamento

Automezzi

-----------------------------------------------------------------------------------

--

Fondi ammortamento fabbricati / impianti e macchinari / Fondi ammortamento (-)

attrezzature commerciali / macchine d'ufficio / arredamento /

automezzi (-) Immobilizzazioni

Immobilizzazioni finanziarie finanziarie

Mutui attivi Attivo circolante

Rimanenze

Rimanenze

Materie di consumo

Merci Crediti

Crediti commerciali

Crediti v/clienti

Crediti commerciali diversi

Clienti c/spese anticipate

Cambiali attive

Cambiali allo sconto

Cambiali all'incasso

Fatture da emettere

Crediti insoluti

Cambiali insolute

Fondo svalutazione crediti (-)

Fondo rischi su crediti (-)

Crediti diversi

Crediti per IVA

Imposte c/acconto

Crediti per imposte

Crediti per cauzioni

Personale c/acconti

Crediti v/istituti previdenziali

Ratei e risconti attivi

Ratei attivi Risconti attivi Disponibilità liquide

Disponibilità liquide

Banche c/c attivi

C/c postali

Denaro in cassa

Assegni

Valori bollati Stato patrimoniale

Situazione patrimoniale passivo

Patrimonio netto Patrimonio netto

Patrimonio netto Capitale proprio

Prelevamenti extragestione (-)

Titolare c/ritenute subite (-)

------------------------------------------------------------------- Utile (perdita) d'esercizio

Risultato economico (+/-) (+/-)

Fondi per rischi e oneri Fondi per rischi e oneri

Fondo per imposte

Fondo responsabilità civile

Fondo spese future

Trattamento fine rapporto Trattamento fine rapporto

Debiti per TFR

Debiti finanziari Debiti

Mutui passivi

Banche c/sovvenzioni

Banche c/c passivi

Banche c/Ri.Ba. all'incasso

Banche c/cambiali all'incasso

Debiti v/altri finanziatori

Debiti commerciali

Debiti v/fornitori

Cambiali passive

Fatture da ricevere

Debiti diversi

Debiti per ritenute da versare

Debiti per IVA

Debiti per imposte

(segue) (segue)

Debiti diversi Debiti

Personale c/retribuzioni

Personale c/liquidazioni

Debiti v/istituti previdenziali

Ratei e risconti passivi

Ratei passivi

Risconti passivi

Situazione economica Conto economico

A) Valore della produzione

Ricavi delle vendite e delle prestazioni

Vendite e prestazioni

Merci c/vendite

Rimborsi spese di vendita

Resi su vendite (-)

Ribassi e abbuoni attivi (-)

Premi su vendite (-) Altri ricavi e proventi

Ricavi e proventi diversi

Fitti attivi

Proventi vari

Arrotondamenti attivi

Plusvalenze diverse

Sopravvenienze attive diverse B) Costi della produzione

Costi per merci e materie di consumo

Costo del venduto

Merci c/acquisti

Materie di consumo c/acquisti

Resi su acquisti (-)

Ribassi e abbuoni attivi (-)

Premi su acquisti (-)

-----------------------------------------------------------------

-------

Merci c/esistenze finali Variazioni delle rimanenze

Materie di consumo c/esistenze finali

Merci c/rimanenze finali (-)

Materie di consumo c/rimanenze finali (-) Costi per servizi

Costi per servizi

Spese di trasporto

Spese per energia

Pubblicità

Consulenze

Spese postali

Spese telefoniche

Assicurazioni

Spese per i locali

Spese d'incasso Costi per godimento beni di terzi

Costi per godimento beni di terzi

Fitti passivi

Canoni di leasing Costi per il personale

Costi per il personale

Salari e stipendi

Oneri sociali

Trattamento fine rapporto Ammortamenti e svalutazioni:

Ammortamenti immobilizzazioni immateriali a) ammortamento immobilizzazioni

immateriali e materiali e altre

svalutazioni delle immobilizzazioni

Ammortamento costi di impianto

Ammortamento software

Ammortamento avviamento

-----------------------------------------------------------------

--------------

Ammortamenti immobilizzazioni materiali

Ammortamento fabbricati

Ammortamento impianti e macchinari

Ammortamento attrezzature commerciali

Ammortamento macchine d'ufficio

Ammortamento arredamento

Ammortamento automezzi

Svalutazione immobilizzazioni immateriali

Svalutazione immobilizzazioni materiali

-----------------------------------------------------------------

------------- b) svalutazione dei crediti

Svalutazioni

Svalutazione crediti Accantonamenti per rischi

Accantonamenti per rischi

Accantonamento per responsabilità civile Altri accantonamenti

Altri accantonamenti

Accantonamento per spese future Oneri diversi di gestione

Oneri diversi

Oneri fiscali diversi

Oneri vari

Perdite su crediti

Arrotondamenti passivi

Minusvalenze diverse

Sopravvenienze passive diverse C) Proventi e oneri finanziari

Proventi finanziari diversi

Proventi finanziari

Interessi attivi v/clienti

Interessi attivi bancari

Interessi attivi postali

Proventi finanziari diversi Interessi e altri oneri finanziari

Oneri finanziari

Interessi passivi v/fornitori

Interessi passivi bancari

Sconti passivi bancari

Interessi passivi su mutui

Oneri finanziari diversi E) Proventi e oneri straordinari

Proventi straordinari

Proventi straordinari

Plusvalenze straordinarie

Sopravvenienze attive straordinarie Oneri straordinari

Oneri straordinari

Minusvalenze straordinarie

Sopravvenienze passive straordinarie

Imposte esercizi precedenti Imposte dell'esercizio

Imposte dell'esercizio

Imposte dell'esercizio

Risultato economico Utile (perdita) di esercizio

Il bilancio a stati comparati e a stati collegati

Si ha: un bilancio a stati comparati quando gli importi relativi all'esercizio di riferimento

• sono affiancati da quelli relativi all'esercizio precedente. Per ogni voce di bilancio si

hanno perciò due importi: quello dell'anno considerato e quello dell'anno

precedente

un bilancio a stati collegati quando, oltre ad affiancare ai dati del bilancio d'esercizio

• i valori del bilancio dell'anno precedente, si scrivono in un'altra colonna le differenze

tra i dati stessi

Per le società di capitali è obbligatorio redigere il bilancio d'esercizio a stati comparati; le

variazioni intervenute nella consistenza delle voci da un anno all'altro vanno analizzate

nella Nota integrativa.

I principi contabili

La conoscenza e la comunicazione delle informazioni relative all'attività aziendale

rivestono fondamentale importanza all'interno del sistema economico. gli azionisti, i

creditori, i risparmiatori e gli altri soggetti interessati devono essere periodicamente

informati sulle risorse delle singole imprese e sull'uso che gli amministratori ne fanno. Ciò

vale per le società di capitali, il cui bilancio è soggetto a pubblicazione obbligatoria; tuttavia

non è meno importante per le imprese individuali, in quanto tutte le imprese devono

redigere il bilancio con chiarezza e precisione, rappresentando in modo veritiero e corretto

la situazione patrimoniale e finanziaria dell'impresa e il risultato economico d'esercizio.

L'aggettivo "veritiero" non deve essere interpretato come la pretesa di ottenere da chi

redige il bilancio una verità oggettiva che non è raggiungibile, in quanto la determinazione

del patrimonio e del reddito è influenzata da valori stimati e congetturati; piuttosto va

inteso come l'esigenza di adottare corretti principi contabili il ricorso ai quali è

indispensabile affinchè il bilancio possa assolvere alla sua peculiare funzione informativa.

I principi contabili sono norme tecniche di ragioneria che hanno l'autorevole sostegno e

avallo della dottrina più evoluta e degli esperti amministrativi, così da diventare di generale

accettazione. Essi stabiliscono:

quali fatti amministrativi devono essere registrati in contabilità

• quali risorse economiche e quali obbligazioni assunte devono essere esposte in

• bilancio come attività e passività aziendali

quali criteri di valutazione devono essere applicati per misurare i componenti del

• bilancio

quali informazioni il bilancio deve esporre e in che modo queste devono essere

• messe in evidenza

I principi contabili generali (o postulati del bilancio d'esercizio) che devono essere

osservati nella redazione del bilancio d'esercizio sono i seguenti:

1. il bilancio d'esercizio deve

utilità del bilancio e completezza dell'informazione

essere predisposto in modo da essere di concreta utilità per il maggior numero di

destinatari

2. il bilancio d'esercizio deve essere comprensibile e correlato da note

chiarezza

informati ve che ne facilitino la comprensione e l'intelligibilità, senza al tempo stesso

fornire informazioni eccessive e superflue

3. i profitti non realizzati non devono essere contabilizzati, mentre tutte le

prudenza

perdite anche se non definitivamente realizzate devono essere riflesse in bilancio. È

tuttavia necessario evitare gli eccessi di prudenza

4. il bilancio d'esercizio deve riferirsi a un periodo amministrativo e non

periodicità

all'intera vita aziendale, al fine di misurare periodicamente il risultato economico e il

patrimonio di funzionamento

5. i fatti di gestione similari devono essere contabilizzati in bilancio con

comparabilità

gli stessi criteri

6. : l'omogeneità riguarda la moneta di conto, ossia l'unità di moneta nella

omogeneità

quale i vari componenti attivi e passivi del patrimonio d'impresa devono essere

espressi

7. continuità e funzione economica la continuità o costanza di applicazione dei criteri

di valutazione nel tempo è una condizione essenziale per la comparabilità dei

bilanci. Occorre inoltre tenere conto della funzione economica dell'elemento

dell'attivo e del passivo considerato

8. l'effetto delle operazioni e degli altri eventi deve essere rilevato

competenza

contabilmente e attribuito all'esercizio al quale tali operazioni si riferiscono e non a

quello in cui si concretizzano i relativi incassi e pagamenti

9. il costo rappresenta il criterio base delle valutazioni di

costo come criterio base

bilancio dell'impresa in funzionamento.

Lettura e interpretazione del bilancio

L'interpretazione del bilancio

La prima fase consiste nell'interpretazione ossia nell'individuazione del significato

letterale,

delle poste di bilancio in modo da comprendere a cosa si riferiscono. L'utilizzo di modelli

omogenei per la rappresentazione del bilancio rende questa fase abbastanza snella,

anche se la comprensione delle voci tecniche richiede un minimo di conoscenze

ragionieristiche.

La seconda fase consiste nell'interpretazione ossia nella verifica

revisionale,

dell'attendibilità del bilancio. Essa si attua controllando: la concordanza tra contabilità

generale, inventari di fatto e documenti contabili; la concordanza tra contabilità generale e

bilancio d'esercizio; il rispetto dei criteri di valutazione e l'applicazione di corretti principi

contabili.

La terza fase consiste nell'interpretazione in base alla quale si analizzano i

prospettica,

dati di bilancio per esprimere giudizi sulla situazione patrimoniale, finanziaria, economica

dell'impresa ed effettuare previsioni sugli andamenti futuri e orientare le decisioni di

investimento.

L'analisi di bilancio che sta alla base dell'interpretazione prospettica richiede in via

preliminare la in modo da

rielaborazione dello Stato patrimoniale e del Conto economico

ottenere informazioni organizzate in vista delle indagini che si vogliono effettuare. Tale

rielaborazione consiste nella di Stato

classificazione e riaggregazione delle voci

patrimoniale e Conto economico.

L'analisi dello Stato patrimoniale

L'analisi esamina la struttura del patrimonio, al fine di accertare le

patrimoniale

condizioni di equilibrio nella composizione degli impieghi e delle fonti di finanziamento.

L'analisi esamina l'attitudine dell'impresa a fronteggiare i fabbisogni finanziari,

finanziaria

ossia la sua capacità di equilibrare entrate e uscite in relazione alla durata degli

investimenti e dei finanziamenti.

A tal fine è utile classificare le attività in base alla loro liquidabilità (il tempo necessario per

effettuarne il disinvestimento) e distinguere le passività in base alla loro scadenza. In

questo modo si rielabora lo Stato patrimoniale secondo criteri finanziari, ossia presentando

attività e passività in ordine decrescente di liquidabilità ed esigibilità.

Stato patrimoniale rielaborato

ATTIVO PASSIVO

Attivo immobilizzato Patrimonio netto

Immobilizzazioni

immateriali nette Capitale proprio

• materiali nette Utile (perdita) di esercizio

• finanziarie

• Attivo circolante Passività a medio - lungo termine

Debiti (scadenti oltre i 12 mesi)

TFR

Rimanenze Fondi rischi e oneri (a m/l termine)

Crediti

Disponibilità liquide Passività a breve termine

Ratei e risconti attivi Debiti (scadenti entro i 12 mesi)

Fondi rischi e oneri (a breve termine)

Ratei e risconti passivi

L'analisi patrimoniale viene condotta mediante:

l'analisi della composizione degli impieghi

• rigidità degli impieghi = (attivo immobilizzato : totale impieghi) x 100

elasticità degli impieghi = (attivo circolante : totale impieghi) x 100

l'analisi della composizione delle fonti

• incidenza delle passività a breve = (passività a breve : totale impieghi) x 100

incidenza passività a medio/lungo = (passività a medio/lungo : totale impieghi) x 100

autonomia finanziaria = (patrimonio netto : totale impieghi) x 100

dipendenza finanziaria = (totale passività : totale impieghi) x 100

L'analisi finanziaria viene condotta mediante il calcolo di:

indici di liquidità (o di solvibilità)

• indice di liquidità corrente o patrimonio circolante netto

o PCN = (attivo circolante - passività a breve)

ILC = (attivo circolante : passività a breve)

indice di liquidità immediata o margine di tesoreria

o MT = (attivo circolante - rimanenze - passività a breve)

ILI = (attivo circolante - rimanenze) : passività a breve

indici di solidità

• indice di autocopertura delle immobilizzazioni o margine di struttura

o MS = patrimonio netto - attivo immobilizzato

IAI = patrimonio netto : attivo immobilizzato

indice di copertura globale delle immobilizzazioni

o ICGI = (patrimonio netto + passività a medio/lungo) : attivo immobilizzato

L'analisi del Conto economico

L'analisi economica esamina la redditività aziendale, ossia la capacità dell'impresa di

effettuare la copertura dei costi e di conseguire un congruo utile.

Conto economico rielaborato

Valore della produzione -

Costi della produzione =

+/-

Risultato operativo

Proventi e oneri finanziari =

+/-

Risultato della gestione ordinaria

Proventi e oneri straordinari =

-

Risultato ante imposte

Imposte =

Utile (perdita) di esercizio

ROE (return on equity) = (utile d'esercizio : capitale proprio) x 100

• Il ROE esprime la capacità della gestione di remunerare il capitale investito

nell'azienda dal proprietario o dai soci. Per giudicare correttamente il valore del

ROE è necessario confrontarlo con il rendimento di investimenti alternativi

ROI (return on investment) = (risultato operativo : totale impieghi) x 100

• Per giudicare correttamente il valore del ROI è necessario confrontarlo con il costo

del denaro: se il ROI è superiore al costo del denaro l'impresa ha convenienza a

indebitarsi

ROS (return on sales) = (risultato operativo : ricavi di vendita) x 100

• La riapertura dei conti e altre operazioni

La riapertura dei conti

In considerazione del fatto che i componenti del reddito d'esercizio hanno esaurito la loro

utilità nell'esercizio precedente, e che i componenti del patrimonio di funzionamento

mantengono la loro utilità anche nel nuovo esercizio, l'impresa deve riaprire i conti

patrimoniali in base ai valori iscritti nella prima parte della situazione contabile finale.

La riapertura dei conti è un'operazione contabile mediante la quale l'impresa predispone la

propria contabilità ad accogliere i valori derivanti dallo svolgimento delle operazioni

aziendali del nuovo esercizio.

La riapertura dei conti può essere effettuata in due modi: si riaprono tutti i conti

contemporaneamente oppure si riaprono i conti con più articoli e a più riprese. Di norma si

utilizza il secondo metodo, perciò è di questo che ci occuperemo.

• riapertura dei conti finanziari con eccedenza in Dare (esempio)

Denaro in cassa

5.000

Bilancio di apertura 5.000

• riapertura dei conti finanziari con eccedenza in Avere (esempio)

Banche c/c passivi 5.000

Bilancio di apertura

5.000

• riapertura dei conti economici con eccedenza in Dare (esempio)

Merci

13.000

Bilancio di apertura 13.000

• riapertura dei conti economici con eccedenza in Avere (esempio)

Risconti passivi

13.000

Bilancio di apertura

13.000

• chiusura del conto Bilancio di apertura

Patrimonio netto 130.000

Bilancio di apertura

170.000 300.000

130.000

In seguito, i conti finanziari che possono presentare nel corso dell'esercizio sia saldi a

debito che saldi a credito (IVA c/liquidazioni, Istituti previdenziali, Banca c/c...), che in sede

di scritture di assestamento erano stati fatti affluire ai rispettivi conti finanziari attivi o

passivi al fine di migliorare la chiarezza dell'informazione, vengono ripristinati attraverso la

seguente rilevazione in partita doppia:

• (esempio 1) ripristino del conto IVA c/liquidazioni

Debiti per IVA

2.500

IVA c/liquidazioni 2.500

Le esistenze iniziali Merci

50.000 50.000


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Ragioneria - Contabilità generale con analisi dei seguenti argomenti: i soggetti dell’attività economica, l’attività economica nelle imprese
le fonti di finanziamento, il patrimonio, i costi e i ricavi, contabilità generale, il metodo della partita doppia, i principi della partita doppia, il piano dei conti, le operazioni d’esercizio, la costituzione d’azienda, le operazioni d’acquisto e il loro regolamento, le operazioni di vendita e il loro regolamento,le operazioni con le banche .


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in marketing e comunicazione d'azienda
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ragioneria Generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Milone Virginia.

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