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Premesse sistematiche

Parliamo di premesse sistematiche:

  • Di premesse, nel senso che vogliamo siano fatte per prima
  • Sistematiche, perché cercheremo di dare un inquadramento entro il quale si inseriscono i contenuti e i contesti.

Le conoscenze umane

L'umanità è parte di tutte le esistenze che siano in essere e in divenire, nelle situazioni di spazio e di tempo prese in considerazione e che presentano alcune caratteristiche distintive nelle sue peculiari facoltà del fare. Le esistenze sono tutto ciò che nel mondo esiste di relazionale o reale, materiale o immateriale, inanimato o animato, umano personale o sociale, e poi di astratto o concreto, percettibile e impercettibile, originario o derivato.

Il fare umano è divenuto via via più variegato e complesso, passibile di numerose e crescenti classificazioni, è classificabile in tre parti come:

  • Azione —> fare transitivo, tramite i sensi; tramite l'intelletto;
  • Pensiero —> fare intransitivo,
  • Espressione —> fare manifestativo, tramite i segni.

I segni sono qualsiasi esistenza sensibile, la cui presenza renda possibile inferire qualcosa sulle altre esistenze passate, presenti o future. Possiamo distinguere:

  • Segni naturali, sono il fumo rispetto al fuoco, il riso o il pianto rispetto ai stati o moti d'animo;
  • Segni artificiali, sono le lettere, i numeri, le figure o taluni colori e suoni rispetto alle convenzioni sociali.

Tali classi sono legate da inscindibili relazioni di codeterminazione interattiva nello spazio (dove c'è un rapporto di interazione o movimento con lo spazio) e di rideterminazione iterativa nel tempo (dato lo spazio e variato il tempo, quindi c'è un muoversi nel tempo); secondo cui ciascuna delle classi comprende le altre due e tutte e tre insieme determinano l'unitario comportamento umano. Tali facoltà di azione, di pensiero e di espressione costituiscono l'origine congiunta della conoscenza umana.

Ne consegue che l'azione, l'espressione e il pensiero risultano così interdipendenti da essere reciprocamente distinguibili, ma in via convenzionale soltanto dopo aver posto con chiarezza rispetto a "cosa", a "come" e al "perché" si proceda. Quindi la triplice classificazione del fare può essere rappresentata "a raggiera" proprio perché si esprime interdipendenza tra le classi.

Anche la conoscenza umana è passibile di numerose classificazioni, in corrispondenza con le tre classi del fare, la conoscenza è classificabile come:

  • Pratica, se prevale l'azione;
  • Teorica, se prevale il pensiero;
  • Semiotica, si esprime attraverso i segni, e quindi se prevale l'espressione.

Tali classi sono legate da relazioni di codeterminazione interattiva e di rideterminazione iterativa, per cui ciascuna delle tre classi comprende le altre due, tutte e tre determinano l'unitaria conoscenza umana. La conoscenza è per forza di cose soggettuale in quanto i soggetti umani possono esserne i titolari, la conoscenza non può essere oggettivista perché equivarrebbe ad affermarne una ed una sola come assoluta per tutti i soggetti annullandosi l'individualità di ognuno di essi, ma nemmeno può essere soggettivista perché equivarrebbe ad affermarne tutte come relative ad uno ed uno solo soggetto.

Si parla di intersoggettività della conoscenza per cui la conoscenza non è libera ma convenzionalizzata, nel senso che pur rimanendo centrata sui soggetti non venga conclusa all'interno di ognuno di essi ma sia aperta alla condivisione da parte di più di essi, non necessariamente tutti (ad esempio i Principi Contabili).

Le discipline

All'interno della conoscenza possiamo enucleare quelle che chiamiamo discipline. Le discipline sono degli aggregati, degli insiemi sistematici di conoscenze che hanno un minimo di rigore, sono delle forme qualificate della conoscenza che devono rispettare delle regole. Le discipline si determinano perché alcuni soggetti assumono dei punti di vista (della conoscenza) e privilegiano alcuni oggetti, impiegano alcuni strumenti, perseguendo alcuni fini pratici, teorici e semiotici.

I soggetti sono grandi pensatori, sono comunità sociali, una collettività, questi operano assumendo alcuni punti di vista. La conoscenza dipende dagli scopi conoscitivi e non esiste per mera visione. Se non si definisce l'oggetto cioè "cosa" non si può far nulla, se non si pongono gli strumenti cioè si pone il problema del "come" non si può operare, ed infine si pone il problema del perché.

Tutte le discipline hanno questa strutturazione:

  • OGG "cosa" + SGN (segni) = Semantica
  • STR "come" + SGN (segni) = Sintattica
  • FIN "perché" + SGN (segni) = Pragmatica

Possiamo classificare le discipline in pratiche, teoriche e semiotiche a seconda che privilegiano le conoscenze centrate sull'azione, sul pensiero e sull'espressione.

Proponendo una classificazione delle discipline la prima che ci viene in mente, ovvero la più fisiologica o naturale è quella degli oggetti, le discipline sono infatti classificabili in:

  • Relazionali, cioè che hanno ad oggetto termini astratti da qualsiasi realtà (la matematica, la logica, ecc.)
  • Reali, cioè che hanno ad oggetto cose facenti parte della realtà (cose materiali inanimate e animate, cose immateriali, umane personali e sociali).

Tale classificazione ci serve per cultura generale, solo per dire che ad un certo punto della classificazione ci siamo anche noi (ragioneria).

Un'altra classificazione è centrata sugli strumenti, abbiamo infatti le discipline:

  • Razionaliste, in esse c'è un'accentuazione della ragione allo stato puro e privilegiano metodologie di tipo deduttivistico;
  • Empiriste, sono all'opposto, l'esperienza non può funzionare senza la ragione e privilegiano metodologie di tipo induttivistico;

Un'altra classificazione è centrata sui fini, abbiamo infatti le discipline:

  • Positive, in questo caso non il diritto, le discipline positive cercano di conoscere le cose per come sono in sé, caso non c'entra l'algebra, attraverso le discipline normative
  • Normative, in questo caso cerchiamo di vedere la realtà come si vuole che fosse.

Ci sono tante altre classificazioni ma la più importante è quella per campi, che è fondata sulle caratteristiche di:

  • Ampiezza: riguardo al numero di materie che ci sono in una certa disciplina per campi più o meno categoriale o modali e più o meno generali o speciali, esprime quali sono gli argomenti che quei soggetti fanno precipitare intorno ad una disciplina comunemente intesa;
  • Altezza: cerca di vedere come si dispone la conoscenza in base ai livelli che essa assume cioè nel senso che attraverso tutte le discipline i livelli in qualche modo si restringono richiamando nuove conoscenze;
  • Profondità: si riferisce a due dimensioni, è un problema geometrico, lo spazio e il tempo cioè dimensioni storiche e geografiche. Profondità per dire che tutti questi campi di oggetti, strumenti e fini possono avere delle proiezioni diverse che sono fondamentalmente quelle due classiche che governano un po' tutta l'esistenza, lo spazio e il tempo. Non sono termini banali, la dimensione nello spazio è importante nel senso oggettivo che orientano in un modo piuttosto che in un altro.

Contenuti e contesti delle discipline

Avendo assunto che la ragioneria è una disciplina di conoscenza che produce e distribuisce conoscenza, è chiaro che ci viene utile partire da un punto "0" in materia di conoscenza. Pertanto, posto che le discipline costituiscono le aggregazioni preminenti della conoscenza, questa è riguardabile da una o più ottiche:

  • Interna, con un approccio:
    • Infra-disciplinare: il loro essere e il loro divenire per quel che sono convenzionalmente;
    • Mono-disciplinare: cioè la disciplina nella sua interezza.
  • Esterna, nel senso che le discipline non sono mai corpi isolati. Abbiamo detto per definizione che tutto ciò che esiste è unitario (come ad esempio la nostra incapacità, il nostro bisogno di conoscenza). Questa dimensione ha diverse carenze, diverse possibilità che possono essere:
    • Multi-disciplinare: quando più discipline affrontano argomenti similari in maniera per così dire parallela, un approccio multi-disciplinare potrebbe essere quello di accostare all'indagine prettamente ragionieristica, una indagine giuridica (per esempio più organi di competenze vengono messi insieme);
    • Inter-disciplinare: evidentemente è un qualcosa in più, non è un accostamento ma è un'integrazione (ad esempio nel fare un bilancio dobbiamo contestualmente guardare l'aspetto ragionieristico e l'aspetto tributario facendone una integrata trattazione);
    • Meta-disciplinare: sempre esterno alle relative discipline, quando in qualche modo con una direzione per come si suol dire "ad entrare". Tutto ciò che sta fuori le discipline di riferimento che però viene portato dentro e viene assunto;
    • Trans-disciplinare: il caso è quello in cui le discipline esportano se stesse vuol dire che proprio perché abbiamo detto che le discipline non sono eterne può darsi che nel tempo si formano nuove discipline, può darsi che nel tempo muoiono discipline, nel senso che alcune di queste possono esportare se stesse nel senso che possono transitare in altri campi.
  • Estranea, in cui vi rientra:
    • Extra-disciplinare: cioè quelle che "non possono esistere" ma che sono molto lontane.

La disciplina ragioneria

Quali sono i soggetti della ragioneria? Sono tutti quei soggetti fisici o giuridici, individuali o collettivi o altro che hanno nei confronti dell'azienda un interesse conoscitivo, quindi non basta avere un interesse alla vita dell'azienda.

Esempio: Io ho un interesse all'azienda perché sono o un dipendente o un azionista, perché ho comprato qualche obbligazione o altro. Però ciò non è oggetto della ragioneria perché non mi interessa, invece di entrare nella conoscenza.

Entro nella conoscenza, per esempio, per conoscere il bilancio, per sapere i risultati della gestione, poniamo per una contrattazione sindacale. Allora quando un interesse non sbocca in un interesse conoscitivo allora il portatore di scommessa è qualcuno che in qualche modo è interessato che le cose di quelle aziende vanno bene; quindi non genericamente così è portatore di interesse, bensì sono coloro che sono portatori di interesse di tipo conoscitivo.

Il punto di vista è quello dei segni di espressione, vogliamo rappresentare quindi la vita amministrativa dell'azienda attraverso dei segni tipicamente e storicamente di tipo quantitativo ma non necessariamente di tipo qualitativo. Cioè dobbiamo affermare con forza che la ragioneria non è numero ma quantità e non solo.

Gli oggetti sono fondamentalmente di due tipi (attività e avvenimenti), ma qual è la natura che in qualche modo distingue i due termini?

  • Attività, le sono poste in essere da i soggetti a ciò preposti, tipicamente gli organi aziendali che svolgono le attività amministrative;
  • Avvenimenti, invece, sono posti in essere dagli organi esterni all'azienda o da altre forze naturali (per esempio: i maremoti che possono travolgere la mia azienda perché sono avvenimenti che travolgono l'azienda ma non sono attività).

Questi avvenimenti, a maggior ragione le attività sono della ragioneria, in quanto sono capaci di produrre dei fatti amministrativi diretti ad incidere su quelle che sono le grandezze che tipicamente vogliamo tenere sotto controllo. Queste grandezze sono quelle che vengono chiamate:

  • Fondi:
    • Sono grandezze tipicamente statiche;
    • Vengono intesi come variazioni in un tempo dato;
    • Sono stock di magazzino;
    • Il patrimonio è sempre un fondo perché generalmente sono risorse fermate nel tempo.
  • Flussi:
    • Sono grandezze tipicamente dinamiche;
    • Ogni reddito è un flusso ma non tutti i flussi sono redditi;
    • Non è reddito ma diventa reddito in quanto quel flusso fisico-tecnico diventa un flusso economico.

Gli strumenti, riguardano il come, essi sono le rilevazioni aziendali degli oggetti, hanno luogo tramite le scritture relative ai dati grezzi, elaborati, finalizzati verso le informazioni documentali volte a perseguire gli obiettivi amministrativi.

Per ultimo vediamo le cose finali, che riguardano il fine, le cose finali che riguardano il fine e non che riguardano la fine. Quindi non finali perché vengono dopo ma finali perché comprendono il fine della disciplina.

La ragioneria è una disciplina attraverso la quale perviene alla razionalità del controllo. Come operiamo in questa razionalità del controllo? Dobbiamo trasmettere questa informazione, che è una categoria generale, significa utilizzare le rilevazioni dei dati per informare e non per dare notizie.

L'informazione per arrivare ai soggetti destinatari o ai soggetti fruitori ha bisogno di un'altra cosa più grande, che si chiama comunicazione. Quindi la comunicazione trasmette per così dire informazioni e le informazioni sono dei messaggi, dei dati interiori della rilevazione.

Ragioneria Disciplina semiotica speciale od applicata agli aspetti di espressione prevalentemente scritta del fare umano, in sede amministrativa. Si distingue in:

  • Semantica relazioni di significazione fra gli oggetti e i segni ( OGG + SGN );
  • Sintattica relazioni di rappresentazione fra gli strumenti e i segni ( STR + SGN );
  • Pragmatica relazioni di comunicazione fra i soggetti e i segni ( FIN + SGN ).

Contenuti specifici di riferimento sono dati dall'integrazione dei suoi contenuti semantici, sintattici, pragmatici. Contenuti generici di riferimento sono più variegati e meno categorizzabili. Entrambi individuano il campo della disciplina.

Contesti specifici (o di relazione) sono ambientali perché le aziende presentano numerose intersezioni con l'ambiente naturale e sociale. Discipline affini hanno contenuti e fini più prossimi alla ragioneria e sono le altre discipline aziendali e talune economiche generali. Discipline attinenti hanno contenuti ad essa meno prossimi e sono le restanti discipline economiche e quelle che risultano legate con le amministrazioni aziendali. Contesti generici (o di non relazione) sono sempre ambientali ma presentano intersezioni nulle, poche o poco rilevanti con le aziende di riferimento.

Contenuti e contesti dell'attività economica – capitolo 11

Le risorse in generale

L'attività economica, per noi è particolarmente importante essa in quanto tale non esaurisce le problematiche dell'attività aziendale. Abbiamo più volte affermato che il concetto di amministrazione aziendale è un concetto più ampio di economia aziendale. Quindi un riflesso è quello dell'insufficienza dell'attività economica a cogliere tutti gli aspetti dell'attività aziendale; ma insufficienza non vuol dire inutilità (ovviamente) ne vuol dire che l'attività economica e le attività non economiche sono tutte nello stesso piano (quindi stessa utilità, stessa influenza, e via dicendo) certo stessa utilità forse sì, ma stessa influenza no. Non vi può essere attività aziendale senza attività economica, questa è la ragione prima per cui si pongono in essere queste cose che chiameremo "azienda".

Ma, come nasce l'attività economica? Partiamo dalla definizione di esistenze, vale a dire tutto ciò che esiste cioè tutto quello che è in vita in qualunque momento preso in considerazione e che si trova ad essere in essere; queste esistenze possono essere fondamentalmente in divenire (di due tipi): cioè esistenze che risorgono ed esistenze che non risorgono. Esempio: l'acqua che ritorna sempre. Tutto si trasforma. Vi sono quindi risorse che si riproducono e altre che muoiono o che subiscono trasformazioni ma non si riproducono.

Il sistema totale di appartenenza delle esistenze può essere però, soprattutto fuori dai nostri limiti di percezione del tutto, ma può essere disarticolato nei sistemi parziali di appartenenza, nel senso che la stessa cosa può essere vista da diversi punti di vista. Questi sistemi parziali di appartenenza possono essere articolati in:

  • Sistemi di influenza;
  • Sistemi di ininfluenza.

Questa distinzione è del tutto convenzionale, non c'è niente che influenzi l'altro, però lo può fare in maniera così debole e così non significativa che poi alla fine possiamo ritenere che non ci interessi più di tanto. I sistemi di influenza possono essere articolati in:

  • Sistemi di riferimento: quelli su cui noi in qualche modo ci riferiamo, cioè quando assumiamo "noi" non in sé, rispetto a quelli che sono i nostri scopi conoscitivi, dei sistemi che prendiamo di riferimento, in quel momento stesso, tutto il resto diventa rilevazione.
  • Sistemi di relazione: fra questi vi possono essere relazioni significative oppure relazioni non significative (i c.d. sistemi di non relazione che si collocano nel sistema di ininfluenza delle risorse). Questi sistemi sono naturali e sociali a seconda della loro origine pr...
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeriadeltreste di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ragioneria generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Lipari Angela.
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