Metodologie sintetiche ed analitiche in Chimica Farmaceutica:
QUADERNO DI LABORATORIO
Nome Cognome
Anno accademico 2018/2019
Università degli studi di Trieste – Facoltà di Chimica e Tecnologie Farmaceutiche
Sommario
ESTRAZIONE DELLA CAFFEINA DALLE FOGLIE DI THE..........................3
1
CROMATOGRAFIA SU COLONNA: SEPARAZIONE DI DUE INDICATORI. . .11
SINTESI DELL’ASPIRINA (AC. ACETILSALICILICO)...............................14
SINTESI DI HANTSZCH DI UN DERIVATO DELLA NIFEDIPINA...............19
SINTESI SULFANILAMMIDE..............................................................25
SINTESI DELLA FENITOINA..............................................................29
2
ESTRAZIONE DELLA CAFFEINA DALLE FOGLIE DI THE
Obiettivo:
Estrazione della caffeina pura dalle foglie di The nero
Reagenti:
25,00 g di foglie di The nero
10,00 g di CaCO3
Na2SO4 (un cucchiaio)
Solventi:
250 mL di H2O distillata
CH2Cl2 (30 mL per tre volte)
6 mL di acetone CH3COCH3
Etere di petrolio (qualche goccia)
Strumentazione:
Pallone grande di reazione Refrigerante e tubi di Piastra riscaldante
a 2 colli plastica
Ancoretta magnetica
Calotta per pallone Pinze Keck
grande
Termometro Beuta da 100 mL Filtro a pieghe
Imbuto separatore
Imbuto di vetro per liquidi Bacchetta di vetro Lastra in gel di silice
Imbuto di plastica per
Anello metallico per TLC
polveri
Camera di eluizione per Cilindri graduati Cucchiaio di plastica
TLC Beuta codata da 100 Imbuto Buchner
Rotavapor mL
Carta da filtro Vetrino da orologio Spatola di nickel
Becher
Occhiali di protezione Cristallizzatore
Cenni teorici:
Xantine
3 X
ANTINE
STRUTTURA BASE: 1H-PURINA 2,6-DIONE (XANTINA)
XANTINE
B
asi puriniche: pK
presenza dell’anello imidazolico (molto deboli ≈ 13)
B
asi puriniche: pK
presenza dell’anello imidazolico (molto deboli ≈ 13)
b
b
TEOFILLINA e TEOBROMINA: hanno un protone acido.
• (N9) 05/0
composto pk
a
a
1.40
CAFFEINA 1.40
composto pk (acido)
a
TEOFILLINA 1.05
TEOFILLINA 1.05
CAFFEINA -
TEOBROMINA 1.37
TEOBROMINA 1.37
TEOFILLINA 8.6
TEOBROMINA 10.0
C
AF
F
EINA: 1,3,7-trimetilxantina (R =
R =
R =
CH )
• C
AF
F
EINA: 1,3,7-trimetilxantina (R =
R =
R =
CH )
• 1 3 7 3
1 3 7 3
TEOF
IL
L
INA: 1,3-dimetilxantina (R = R =
CH ; R =
H)
• TEOF
IL
L
INA: 1,3-dimetilxantina (R = R =
CH ; R =
H)
• 1 3 3 7
1 3 3 7
TEOF
IL
L
INA ETIL
END
IAMMINA O AMMINOF
IL
L
INA: sale della teofillina
• TEOF
IL
L
INA ETIL
END
IAMMINA O AMMINOF
IL
L
INA: sale della teofillina
• con etilendiammina ([T
eofillina] N(CH ) NH )
∙H
con etilendiammina ([T
eofillina] N(CH ) NH )
∙H
XANTINE 2 2 2 2 2
2 2 2 2 2
TEOBR
OMINA: 3,7-dimetilxantina (R =
H; R =
R =
CH )
• TEOBR
OMINA: 3,7-dimetilxantina (R =
H; R =
R =
CH )
• 1 3 7 3
1 3 7 3
TEOFILLINA e TEOBROMINA: hanno un protone acido.
• T. Gianferrara – Analisi dei Farmaci – Corso di studi in CTF – Università di Trieste
T. Gianferrara – Analisi dei Farmaci – Corso di studi in CTF – Università di Trieste
T. Gianferrara – Analisi dei Farmaci – Corso di studi in CTF – Università di Trieste
34
34
composto pk (acido)
a 35
CAFFEINA -
TEOFILLINA 8.6
TEOBROMINA 10.0 17
XANTINE T. Gianferrara – Analisi dei Farmaci – Corso di studi in CTF – Università di Trieste
TEOFILLINA (e TEOBROMINA): reazione con sali d’argento
• 35
teofillinato
d’argento
composto bianco che precipita
composto bianco che precipita
XANTINE
Tabella riassuntiva
TEOFILLINA (e TEOBROMINA): reazione con sali d’argento
• T. Gianferrara – Analisi dei Farmaci – Corso di studi in CTF – Università di Trieste 36
4 possibilità di dissociare il protone è
XANTINE importante perchè permette di
differenziare i composti tra di loro
TABELLA RIASSUNTIVA
composto Solubilità Solubilità in p.f.
in acqua NaOH °C
CAFFEINA mod. s * no 235
TEOFILLINA ps si 270
TEOFILLINA ms - 270
ETILENDIAMMINA (pH 9)
TEOBROMINA mps si 320
* ms a caldo
Possibilità di dissociare il protone è importante perché permette di differenziare
i composti tra di loro.
Proprietà xantine: T. Gianferrara – Analisi dei Farmaci – Corso di studi in CTF – Università di Trieste
Deboli stimolanti centrali (caffeina è la più potente);
37
Stimolazione bulbare: aumento frequenza e profondità degli atti
respiratori (trattamento asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva,
prevenzione apnee infantili);
Rilassamento muscolatura bronchiale;
Stimolazione diretta del miocardio (teofillina è la più potente);
Vasocostrizione centrale: azione antiemicrania della caffeina;
Aumento della filtrazione glomerulare: diuresi;
Parte delle loro proprietà analettiche e stimolanti comportamentali sono
dovute alla inibizione non selettiva delle PDE (attività broncodilatante
HCl e H2O2
utile nell’asma, attività stimolante in SNC, diuresi, vasocostrizione);
Oltre alla inibizione delle PDE l’azione delle xantine è dovita alla azione
sui recettori adenosina.
XANTINE
Sintesi metilxantine allossana
REAZIONE DELLA MURESSIDE ac. 5-amminobarbiturico
(uramile)
tautomeria resta re
ac. purpurico
giallo purpurato d’ammonio
o muresside
PRINCIPI TEORICI: LA SEPARAZIONE
Questo esperimento prevede varie tecniche di separazione e purificazione per
ottenere la caffeina presente nelle foglie del thè in miscela con altre sostanze
T. Gianferrara – Analisi dei Farmaci – Corso di studi in CTF – Università di Trieste
naturali quali cellulosa, tannini, pigmenti flavonoidici e clorofilla.
La cellulosa è il componente principale delle foglie del thè ed è un polimero del 38
glucosio, con legame beta 1-4, insolubile in H2O.
5
I tannini sono componenti polifenolici con pesi molecolari compresi tra 500 e
3000 suddivisi in due classi: idrolizzabili e non idrolizzabili.
FILTRAZIONE: permette di eliminare le impurezze da un liquido o da una
soluzione separando il prodotto solido da una soluzione.
Filtrazione per gravità: filtrazione di una soluzione attraverso la carta da
filtro posta in un imbuto di vetro la forza di gravità spinge il liquido ad
attraversare la carta dove rimane la componente solida.
Si possono usare due tipi di filtri: filtro a cono o filtro a pieghe (maggior
superficie a disposizione e aumento velocità di filtrazione).
Filtrazione sottovuoto: è più rapida e serve per recuperare il solido
(cristalli). Necessaria una sorgente di vuoto, una beuta codata, un anello di
Gauche e una carta da filtro ritagliata in modo tale che i pori del filtro non
vengano intasati da particelle fini.
Si possono usare due tipi di imbuti: imbuto Buchner (per quantitativi maggiori
di sostanza) e imbuto Hirsch.
ESTRAZIONE: permette il trasferimento di un soluto da un solvente ad un
altro, insolubile con il primo, secondo una distribuzione regolata dall’equazione
K=C2/C1 (costante di ripartizione = rapporto tra la concentrazione del soluto
nel solvente 2 e nel solvente 1).
Viene utilizzato un imbuto separatore con un collo con tappo e rubinetto.
Aggiunto il solvente 2 (CH2Cl2), immiscibile con il solvente 1 (H2O), si agita e
sfiata più volte. Poi si lascia riposare il sistema, si toglie il tappo e si attende
affinché le due fasi si separino. Si drena, attraverso il rubinetto, la fase
organica sottostante che ha estratto il soluto dal solvente acquoso.
DISTILLAZIONE con ROTAVAPOR (evaporatore rotante): permette di
eliminare parzialmente (concentrare) o totalmente (evaporare a secco) il
solvente da una soluzione. Il solvente è allontanato sotto forma di vapore,
pertanto la soluzione diventa sempre più concentrata. Il soluto rimane in
soluzione poiché in genere ha un p. eb. più elevato del solvente.
Il Rotavapor è formato da: pallone di evaporazione riempito con la soluzione e
parzialmente immerso in bagnomaria, pallone di raccolta del solvente che
evapora, refrigerante (con acqua che entra da sopra e esce da sotto), pompa
da vuoto.
CRISTALLIZZAZIONE: permette la trasformazione di sostanze amorfe in
sostanze cristalline e si basa sulla dissoluzione di una sostanza in un solvente a
caldo e successivo raffreddamento lento della soluzione. È un processo molto
lento e selettivo. Si preferiscono solventi in cui il solido sia molto solubile a
caldo e meno a t.a., favorendo così la cristallizzazione.
SCHEMA DI SEPARAZIONE:
6 SCHEMA)DI)SEPARAZIONE:)
! The!(25!g)!+!CaCO3!(10!g)!+!H2O!(250!mL)!
!!!!!!!!
! Acqua,!caffeina,!cellulosa,!clorofilla,!tannini,!glucosio,!
! CaCO3,!gallato!di!calcio,!calciotannini,!prodotti!dell’ox!
! (TUTTO!NEL!PALLONE)!
!
! FILTRAZIONE!(per!gravità)!
!
! Solubile:)
Insolubile:)
! acqua!
cellulosa!
! caffeina!
calciotannini!
! clorofilla!
gallato!di!calcio!
! tannini!
CaCO3!!
! glucosio!
(nel!filtro)!
! CaCO3!
! Prodotti!dell’ox!
!
! ESTRAZIONE)con)CH2Cl2))
! Strato)acquoso:) Fase)organica:)
acqua! CH2Cl2!!
clorofilla!(molta)! Caffeina!(molta)!
tannini! Clorofilla!(poca)!
glucosio!
caffeina!(poca)!
CaCO3!
Prodotti!dell’ox!
! DISTILLAZIONE)con)Rotavapor))
!
! Caffeina!(molta)!
Clorofilla!(poca,!soluzione!verdina)!
!
!!!!!!!!!!! CRISTALLIZZAZIONE)in)miscela)
! acetone)–)etere)di)petrolio))
!
! CAFFEINA)
!
!
PROCEDIMENTO: 5!
!
Nell’asta di sostegno fissare, con apposite pinze, il refrigerante con i relativi
tubi di plastica e senza trappola (in quanto viene riscaldata acqua). Preparare
la piastra riscaldante con calotta sovrapposta.
Pesare 25,00 g di the nero all’interno di una beuta e metterlo all’interno di un
pallone grande a due colli da 500 mL. Inserire ancoretta di dimensioni
maggiori. Inserire, con apposito imbuto di plastica per polveri, 10,00 g di
CaCO3 e aggiungere 250 mL di H2O. Chiudere il pallone con appositi tappi e
agitare. Lubrificare il giunto dove inserisco il refrigerante con una goccia di
silicone ed eventuali altri colli da chiudere con tappi. Fissare il pallone al
refrigerante con una pinza Keck.
Aprire il rubinetto che porta acqua al refrigerante e iniziare il riscaldamento
portando la piastra a 200 °C. Proseguire il riscaldamento a ricadere e contare
7
30 minuti da quando si vede il reflusso sul tubo del refrigerante. Necessaria
agitazione costante per evitare la precipitazione di cellulosa e tannini.
Proseguire filtrando per gravità la sospensione ancora calda all’interno di una
beuta, attraverso un imbuto di vetro con filtro a pieghe. Lasciare decantare
utilizzando la bacchetta di vetro per non far cadere il solido. Cambiare il filtro
più volte altrimenti si ottura.
Nel filtro vengono trattenuti cellulosa, calciotannini, gallato di calcio, CaCO3.
Nel liquido filtrato c’è la componente più solubile: acqua, caffeina, clorofilla,
tannini, glucosio, CaCO3, prodotti dell’ossidazione.
Porre il filtrato a t.a. in imbuto separatore con rubinetto chiuso. Procedere
l’estrazione con CH2Cl2 volatile. È preferibile fare più estrazioni (in questo caso
3) piuttosto che aumentare il volume.
Per ogni estrazione prelevare 30 mL di CH2Cl2 sotto cappa e coprire con foglio
di alluminio per evitare l’evaporazione. Agitare per aumentare il contatto tra le
due fasi e sfiato per evitare un eccessivo aumento di pressione. Ripetere
l’operazione più volte. Attendere fino a separazione delle due fasi con collo
superiore aperto in quanto il solvente a contatto con l’aria è l’H20. Lo strato
organico di CH2Cl2 ha densità maggiore per cui rimane sotto, lasciando l’acqua
sopra. Se non avviene una separazione netta, rompere le eventuali emulsioni
con una bacchetta di vetro con movimenti delicati. A separazione di fase
avvenuta aprire il rubinetto e raccogliere la fase organica in una beuta da 100
mL.
Ripetere l’operazione di estrazione per 3 volte e raccogliere il solvente organico
sempre nella stessa beuta, che conterrà molta caffeina e poca clorofilla
(soluzione verdina).
All’inizio e dopo ciascuna delle 3 estrazioni con CH2Cl2 prelevare una piccola
aliquota della fase acquosa e porla in una provetta asciutta. Con un capillare
fare le 4 semine in lastrina TLC di gel di silice. Seminare anche lo standard
prelevando 1 o 2 cristallini di caffeina di riferimento e sciogliendoli in 1 ml di
CH2Cl2. L’eluente sarà formato da una soluzione 9:1 di CH2Cl2 e MeOH e verrà
inserito in camera di eluizione chiusa e lasciata saturare. Viene inserita poi la
lastrina TLC con le semine, sempre chiudendo la camera di eluizione. Estrarre
la lastrina quando il solvente è arrivato a 1 cm dalla fine. Ai raggi UV si può
notare come il contenuto di caffeina nella soluzione sovrastante, all’interno
dell’imbuto separatore, diminuisca ad ogni estrazione, evidenza del fatto che il
solvente organico la sta estraendo man mano.
Aggiungere un po’ di Na2SO4 con cucchiaio di plastica per disidratare la fase
organica.
Filtrare per gravità con filtro a pieghe direttamente nel pallone e lavare
l’Na2SO4 rimasto sul filtro con qualche goccia di DCM.
Al Rotavapor collegare il pallone e immergerlo parzialmente in bagno
termostatato a 40°C. Collegare il refrigerante alla pompa per fare il vuoto e il
pallone di raccolta, messo in ghiaccio, per permettere al solvente che evapora
e condensa nel refrigerante di venire raccolto. Attivare la rotazione per circa 10
minuti fino a evaporazione completa del CH2Cl2. Nel pallone iniziale rimane
residuo a secco biancastro (caffeina un po’ amorfa) o leggermente verdastro se
c’è ancora della clorofilla.<
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