METODOLOGIE SINTETICHE ED ANALITICHE IN CHIMICA FARMACEUTICA
Francesca Cateni, esame orale e consegna del quaderno di laboratorio
I turno: 5.11 a 20.11
II turno: 26.11 a 11.12
È necessario avere un quaderno di laboratorio dove
1. Registrare accuratamente i dati
• 2. Descrivere le osservazioni importanti
• 3. Sfruttare efficacemente il tempo
• 4. Valutare l’efficacia del metodo sperimentale usato
• 5. Pianificare l’isolamento e la purificazione delle sostanze preparate
• 6. Lavorare in sicurezza
•
al fine di controllare lo stadio e l’avanzamento della reazione uso la TLC in
tempi diversi, usando i due reagenti e il prodotto nella stessa lastra: la reazione
è completa quando i reagenti A e B spariscono e rimane solamente il prodotto
C.
È da ricordare che
Le reazioni organiche sono raramente quantitative e questo crea dei
• problemi particolari.
Spesso i reagenti devono essere usati in grande eccesso per aumentare
• la resa del prodotto.
Alcuni reagenti sono però costosi e si richiede prudenza nel valutare le
• quantità di queste sostanze.
Reazioni indesiderate o reazioni secondarie, possono formare prodotti
• che accompagneranno il prodotto voluto. Prodotti secondari o
sottoprodotti.
sintesi asimmetrica: reazioni che portano alla formazione di un enantiomero
piuttosto che un altro. È fatta con diversi metodi, con reagenti specifici, con
catalizzatori ecc.
Prochiralità: substrato che inizialmente non è chirale ma che diventa chirale in
un unico passaggio (i chetoni sono prochirali nella reazione di Grignard).
SINTESI ASIMMETRICA
I composti organici hanno rilevanza nel campo farmaceutico e nell’agricoltura
qualora abbiano dell’attività, interagiscono con biomolecole come enzimi o
recettori. I siti dove F reagisce sono bilding block cioè AA o carboidrati, dove
sono presenti molti centri chirali: essendo le biomolecole delle molecole chirali
allora esistono in singolo enantiomeri e possono interagire con F in modi
differenti.
Vancomicina: è un glicopeptide epta-peptide, è un antibiotico somministrato
per os nella diarrea post-operatoria. Ha tanti centri chirali, inibisce la
polimerizzazione del peptidoglicano dei Gram +. Nel meccanismo si lega a
precursori di glucopepetidi che termina con D-Ala D-Ala: se questa sequenza
diventa L-Ala allora l’energia di binding dell’antibiotico diminuisce, questo
1
significa che la vancomicina discrimina i due AA quando hanno una diversa
configurazione.
La vancomicina può discriminare fra un amminoacido D ed un
amminoacido L al terminale del dipeptide a causa di questa differenza di
energia di binding.
La costante di binding del modello con la stereochimica naturale è 50
volte più grande di quella del modello con la stereochimica non naturale.
Per un composto chirale posso avere due forme enantiomeriche le quali
possono avere diverse attività o attività uguale: ho questi 4 casi
1. solo uno degli enantiomeri è attivo, l’altro non è attivo;
2. entrambi gli enantiomeri sono attivi ma di differente potenza;
3. gli enantiomeri hanno attività uguale o simile;
4. gli enantiomeri sono entrambi attivi ma con attività diverse.
Il caso più frequente è il primo quindi, in questo caso, è bene non
somministrare il racemo e dare un solo enantiomero. Quello non attivo non va
dato perché può avere collaterali gravi; quello attivo deve avere comunque un
effetto benefico maggiore degli effetti collaterali.
Ad esempio, la warfarina (anticoagulanti) ha due enantiomeri: R è attivo, S dà
interazioni con altri farmaci. È un farmaco che prevede comunque un
monitoraggio.
Esempio: L metildopa, che è attiva solamente nell’enantiomero R, dà due
molecole con diversa attività darvon (analgesico) e novrad (antitussivo) quindi
appartiene al caso 4 P h
P h P h
P h P h
P h O C O E t N M e
N M e O C O E t 2
2
Darvon Novrad
Al fine di ottenere gli enantiomeri puri posso fare
- Risoluzione del racemo o di un intermedio della sintesi metodo molto
costoso e che deve consentire di avere un opportuno agente risolvente,
l’enantiomero non reagito di solito si perde
- Uso reagenti enantiomericamente puri devono essere agevolmente
disponibili, possedere la configurazione assoluta desiderata (sono
reagenti che si comprano, sono detti ausiliari chirali) e deve esserci un
metodo di sintesi pratico e conveniente.
Posso effettuare anche una semi sintesi: quando ho composto naturale (es
tassolo) è difficile mettere a punto una sintesi totale dati i numerosi centri
chirali quindi cerco nella pianta una parte del nucleo che abbia già la
2
stereochimica desiderata; vado quindi solamente a arricchire la molecola che di
base già c’è.
Anche per i polisaccaridi vale questo discorso.
Principi della sintesi asimmetrica
1. Per avere una sintesi asimmetrica almeno uno dei componenti della
reazione deve essere chirale e non racemico
2. Se nella reazione non vi è alcun componente asimmetrico, gli stati di
transizione che portano agli enantiomeri saranno anch’essi
enantiomerici, di uguale energia e si formerà un racemo.
3. Di regola l’uso di un substrato, di un reagente, di un solvente o di un
catalizzatore chirale dovrebbe dar luogo ad una sintesi asimmetrica
4. In generale, una qualsiasi caratteristica del sistema reagente che porta a
stati di transizione diastereomerici (laddove normalmente sono
enantiomerici) potrebbe portare alla formazione preferenziale di un
diastereoisomero o di un enantiomero.
5. Ciò è dovuto al fatto che stati di transizione diastereomerici non
necessariamente sono della stessa energia e come conseguenza uno dei
possibili prodotti può formarsi più rapidamente.
Se il substrato è chirale e non racemico, la creazione di un altro stereocentro
nella reazione porta alla formazione di prodotti diastereomerici. Se i prodotti
sono diastereomerici, gli stati di transizione che li precedono sono
diastereomerici e la reazione potrebbe essere diastereoselettiva.
Esempio di sintesi che usa ausiliario chirale (ossazolidinone): ci possono
essere due diverse di alchilazione. Ossazolidinone è stato legato un substrato
carbonilico che in alfa ha protoni che sono acidi quindi con ambiente basico
(LiN(Pr) cioè litio diisopropilammide) che strappa il protone acido, si forma un
2
enolato dove il controione va a formare un chelato rigido, bloccato. Adesso ho
bromuro (elettrofilo) e avviene un attacco dalla faccia superiore o inferiore;
ottengo i due diversi prodotti (rosso superiore, verde inferiore).
Il prodotto maggiore è il primo perché nel secondo il gruppo isopropilico è sotto
e quindi blocca l’attacco dell’elettrofilo: calcolo l’eccesso diastomerico.
O O
M e N O
Ph
Li M e
P hC H B r
O 2
O
O
M e O
M e M e
N i
L iN (P r ) N
2
O O O
M e M e O
M e
P hC H B r
M e N
2
M e O
Ph M e M e
3
Reagente chirale deve
Se si usa un reagente achirale, la reazione portare al miscuglio racemico
poiché i due stati di transizione sono enantiomerici e pertanto di uguale
energia: i due enantiomeri si devono formare in uguali quantità per il fatto che
le velocità di entrambe le reazioni sono le stesse.
Ho metil fenil chetone che è un substrato prochirale, ho litio alluminio idruro
(agente riducente) e questo attacca il chetone in due diverse facce: ottengo R
o S con la stessa probabilità quindi ho due stati di transizione a uguale energia
ovvero ottengo un racemo. M e
M e Ph
Ph -
- A lH
A lH 4
4 O
O
M e M e
H H
Ph Ph
S ta ti d i tra n s iz io n e e n a n tio m e ric i
O H O H
R S
Se faccio la stessa reazione con agente chirale come 1,3 ammino alcol
enantiomericamente puro (anche detto alcol di Darvon): questo reagisce con
l’agente riducente e ottengo i due diversi stati di transizione, a diversa energia.
Quello favorito è quello con l’energia più bassa, ovvero R.
4 M e
M e P h
P h - -
A l( L * ) H A l(L * ) H
2 2 2 2 O
O
M e M e
H H
P h P h
O H O H
S ta ti d i tra n s iz io n e d ia s te re o m e r ic i
M e
R S
P h
L * = Ph
O H
N M e 2
Se si usa un reagente riducente chirale non racemico, poiché esso è coinvolto
negli stati di transizione, questi saranno diastereomerici e non
necessariamente della stessa energia. Si avrà quindi la formazione in eccesso
dell’enantiomero che deriva dallo stato di transizione di energia più bassa.
per ottenere stati di transizione enantiomerici allora avrei dovuto usare
l’altro enantiomero dell’alcol.
Solvente chirale
In una reazione che avviene in soluzione i componenti sono solvatati.
L’uso di un solvente chirale e non racemico dovrebbe dare luogo ad una
• sintesi asimmetrica dal momento che è verosimile che il solvente sia
coinvolto negli stati di transizione.
Poiché siamo in presenza di un solo enantiomero del solvente gli stati di
• transizione, che sarebbero enantiomerici in un solvente achirale,
diventano diastereomerici e la sintesi può essere asimmetrica.
È però un approccio di uso poco generale perché il livello di stereoselettività
che viene indotto è basso e non prevedibile. Inoltre, ci sono solo pochi
composti enantiomericamente puri che sono disponibili in quantità sufficiente
ed aventi le proprietà di solvente utile.
Agenti che solvatano preferenzialmente un componente della reazione.
Di solito solvatano un componente della reazione: ho chetone e ottengo
enolato di stagno (TF= trifluoro metansolfonato, è un triflato) che con una
reazione aldolica mi da prodotto con EE del 75%.
5 O SnO Tf M e
Ph O O H
3
O S n (O T f) 2 M e
M e C H C H O
N -e tilp ip e rid in a 2 Ph
Ph Et (T f = -S O C F )
2 3 N M e M e
N 3
M e
Catalizzatori chirali
Ho substrato prochirale e uncatalizzatore chirale, si forma complesso ctz-
substrato avviene la reazione sotto controllo del catalizzatore, ottengo un
substrato modificato che poi si decomplessa e il ctz lo posso andare a
recuperare.
Esempio: aldeide e alchilzinco con catalizzatore, due molecole chirali.
Catalizzatore deriva da isoborneolo, ottengo reazione di riduzione e
alchilazione. Il complesso substrato modificato- catalizzatore si forma perché
una mole di dialchil Zn coordina l’ossigeno e un’altra mole si inserisce nell’altro
ossigeno: Nu si inserisce tra Zn A e B.
O O H
N M e Et
2
( C a ta liz z a to r e )
H H
O H
M e
E t Z n +
2
Gruppo R è al di fuori dallo stato di transizione, è una caratteristica che
troveremo anche in altre reazioni.
6 M e
M e M e O
M e R
N Zn A
O N uc H
Nuc
M e Zn B
N uc
Ausiliari chirali
Sono reagenti enantiomericamente puri, reagiscono con un substrato
prochirale, ottengo non un complesso ma un legame covalente in cui S si
aggancia all’ausiliario. Avviene la reazione che crea lo stereocentro, ottengo il
complesso substrato modificato-ausiliario e in seguito l’allontanamento
dell’ausiliario chirale.
Alla fine, non ottengo un unico prodotto ma quello che metto in evidenza è
quello che si forma in eccesso.
I due (o più) possibili prodotti sono pertanto diastereomerici ed uno di essi
dovrebbe formarsi in eccesso: il principale diastereomero può essere quindi
isolato e liberato da Aux per dare il prodotto chirale, non racemico.
Requisiti degli ausiliari chirali
Enantiomericamente puri
• Non costosi e disponibili in quantità
• Facilmente agganciabili al substrato
• Controllo della stereoselettività alto e prevedibile
• Facilità di purificazione del principale diastereomero
• Facilmente rimuovibile senza perdita di purezza enantiomerica e
• diastereomerica
Facilmente separabile dal prodotto e recuperabile.
•
7
Riprendo l’ossazolidinone con Butil-litio (che deve stare in contenitore anidro) e
aggiungo cloruro di acido, quindi ottengo un’ammide: uso un cloruro dell’acido
e non l’acido perché è più reattivo. Adesso si forma enolo e poi di un chelato
rigido e prevedo che, siccome il sostituente isopropilico sta sotto al piano,
allora ottengo un prevalente prodotto con il benzil bromuro sopra. Adesso devo
purificare, lo faccio con reazione di idrolisi per ottenere nuovamente l’acido
carbossilico con LiOH e ho le due molecole finali.
RISOLUZIONE CINETICA
Approccio alternativo alla sintesi asimmetrica in cui una risoluzione del
• substrato racemico avviene mediante una reazione asimmetrica.
Si basa sulla differenza della velocità di reazione dei singoli enantiomeri
• del racemo con un reagente enantiomericamente puro o un catalizzatore.
Nel caso ideale questa differenza di velocità è così grande che un
• enantiomero del racemo è praticamente inerte, mentre l’altro reagisce
rapidamente.
Una semplice separazione del prodotto e dell’enantiomero che non ha
• reagito fornisce entrambi in forme enantiomericamente pure.
Reazione di epossidazione asimmetrica di Sharper, è una reazione di
ossidazione che sfrutta la sintesi degli epossidi, specie molto reattiva nei
confronti dei Nu che portano all’apertura dell’anello e quindi ottengo etanol
amidi. Non tutti gli alcheni possono fare questa reazione ma solo quelli con
alcol allici, cioè dove il gruppo OH è adiacente al doppio legame; altrimenti non
avviene.
Ho agente ossidante cioè terbutossido di potassio e la fonte di chiralità cioè il D
(-) dietil tartrato: se uso il secondo il trasferimento di ossigeno avviene sopra al
piano, con il primo il trasferimento avviene sotto al piano quindi non trova
ingombro. I due enantiomeri reagiscono diversamente per questione di
ingombro sterico, il gruppo etilico sopra al piano del primo ostacola l’attacco
dell’ossigeno.
8 M e P hS i
2
M e P hS i
2 Q u e s to e n a n tio m e ro
l e n ta m e n te
r e a g i s c e c o n i l O H
re a g e n te d e l (-)-ta rtra to
O H Et
i t
T i ( O P r ) , B u O O H
4
Et D -(-)-d ie til ta rtra to M e P hS i
M e P h S i 2
2 Q u e s to e n a n tio m e ro O
v e l o c e m e n te
r e a g i s c e c o n O H
O H il re a g e n te d e l (- )-ta rtra to Et
Et
R a c e m a to
Caso della reazione aldolica
In una reazione in cui due componenti sono chirali è importante la
stereoselettività intrinseca di ognuno dei due. Nel caso più semplice la
stereoselettività intrinseca di uno dei componenti controlla la reazione.
In questo caso la configurazione assoluta del nuovo stereocentro (o dei nuovi
stereocentri) non dipende dalla chiralità dell’altro componente perchè la
stereoselettività dell’enolato sopravanza di molto la diastereoselettività
dell’aldeide.
gli enoli sono composti organici che possiedono un gruppo ossidrilico e un
gruppo alchenico.
O O H
O O
O
M e C H O
N R e a z io n e N
O O
a ld o lic a
M e M e
M e M e
M e M e
Il gruppo C=O reagisce con
l’idrogeno acido dell’enolato
M e
MATCHED PAIR (coppia concorde)
Nell’altro caso limite i due componenti chirali hanno diastereoselettività
intrinseche simili. In questo caso le diastereoselettività di una coppia di
componenti chirali saranno in genere complementari e daranno elevata
stereoselettività.
MISMATCHED PAIR (coppia discorde)
L’altra combinazione risulterà in una bassa stereoselettività.
Reazione di diels alder dove diene reagisce con dienofilo:
9
Ho diene chirale e dienofilo achirale: ottengo due composti con rapporto 4:1,
quindi resa bassa.
Ho diene achirale e dienofilo chirale: ottengo 8:1 quindi resa alta, quindi posso
pensare di fare reagire le due specie chirali che mi fanno ottenere 40:1 cioè
sono una coppia concorde. Per individuarle devo fare diversi tentavi e osservo
quello che ottengo. Con le due coppie achirali invece ottengo una resa
bassissima, quindi sono coppie discordi.
ADDIZIONE A COMPOSTI CARBONILICI
Consiste nell’addizione di Nu a C=O: prendo gruppo carbonilico generale
prochirale e aggiungo Nu, Nu attacca C e si crea intermedio che poi mi da alcol
terziario. In realtà otteniamo due diasteroisomeri, uno deriva dall’attacco di Nu
superiore mentre dall’attacco inferiore.
è da osservare la stereochimica del OH per capire l’attacco del Nu
Se invece addiziono un Nu chirale allora c’è l’attacco di Nu sulla faccia
inferiore/superiore e in questo caso si generano due centri stereocentri cioè
ottengo due coppe di diastereoisomeri. Questa situazione in una miscela di
reazione comporta la formazione di 4 prodotti di reazione e 2 che non vanno a
completezza: devo quindi separare molti composti in cromatografia e questo è
molto difficile.
Per poterlo risolvere razionalizzo il meccanismo usando un apposito ausiliario
chirale per predire quale prodotto sarà maggiormente prodotto: per passare da
4 prodotti a un prodotto posso usare ausiliare che blocchi una faccia, poi devo
vedere quale due prodotti rimasti viene prodotto in quantità maggiore.
O N uc O H
H O N uc
A A
A N uc R R
R B C B
B C
C 1 2
R' Z
H R O H
R H O O H R
H O R
A Z Z
A
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Quaderno laboratorio metodologie sintetiche - professoressa Cateni
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Metodologie sintetiche
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Metodologie biochimiche e cellulari
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