Estratto del documento

Puskin e il sistema di diglossia

Puskin metterà fine al sistema di diglossia tra russo e slavo-ecclesiastico. Egli guarda alla lingua non dal punto di vista della sua composizione (se è russa o francese), ma dal punto di vista della sua funzione. Con lui tutti i problemi letterari avranno una soluzione linguistica e gli strumenti linguistici diventeranno mezzi espressivi.

Uso della lingua da parte di Puskin

Puskin si basa sulla lingua del suo tempo, sulla sua esperienza linguistica. Essendo abituato ad usare il francese fin dalla nascita, per lui l'elemento straniero, del gallicismo è un elemento neutro. Lo slavo-ecclesiastico può diventare strumento espressivo. Puskin vede lo slavo-ecclesiastico come uno strumento esotico e viene da lui usato non solo per descrivere temi e vicende legati all’antica Rus’, ma legato a tutto quello che non è abituale e contemporaneo.

Puskin fa dello slavo-ecclesiastico uno strumento che indica distanza temporale e contenutistica: è un sistema per straniare in senso culturale e temporale il testo. Puskin può riferire lo slavo-ecclesiastico per connotare in senso esotico l’ambiente che sta descrivendo. Lo slavo-ecclesiastico diventa uno strumento per dare maggiore profondità al testo e in tal modo Puskin riesce a recuperare il patrimonio russo, slavo-ecclesiastico, francese.

Contributi di Puskin alla letteratura russa

  • Puskin ha dato una fisionomia definitiva alla lingua letteraria russa.
  • Ha creato la prosa letteraria russa moderna.
  • Crea la figura dello scrittore che scrive per mestiere: Puskin sarà il primo intellettuale a decidere di mantenersi con il suo lavoro letterario.

Puskin produce una serie di temi che poi saranno sviluppati in tutta la letteratura russa, come quello dell’uomo superfluo e quello del piccolo uomo (di estrazione umile). Puskin crea anche una particolare immagine di San Pietroburgo, che poi sarà alla base del mito di San Pietroburgo.

Influenze e studi di Puskin

La madre andava di cognome Gannibal: discendeva da un principe abissino che a Costantinopoli venne riscattato da un nobile russo che lo portò alla corte di Pietro I, diventando uno dei suoi uomini di fiducia. Scrisse il romanzo ‘Il Nero di Pietro il Grande’ dedicato al suo antenato.

Puskin studia a Carskoe Celo (‘Villaggio dello zar’). Puskin termina gli studi nel 1817, quindi studia negli anni della guerra contro Napoleone. La partecipazione alle vicende belliche era forte. In ‘Guerra e Pace’, Napoleone era simbolo di come una singola persona di talento poteva costruire il proprio destino e quello del mondo.

Puskin comincia a scrivere a 13 anni e ottiene i primi riconoscimenti. La prima produzione di Puskin è ricca di pathos civile: dal punto di vista formale è ancora arcaizzante, i cui temi sono quelli della libertà, della condizione delle campagne. Gli accenti iniziali non sono di tipo rivoluzionario: si vuole spingere lo zar a una riforma della società.

Società segrete e periodo pietroburghese

Le società segrete nascono nel 1816, ed il loro programma era quello di cercare di influire sull’alta società russa per avvicinare i nobili a un’idea di riforma dello stato, in modo che essi possano influire sullo zar e indurlo a realizzare il progetto. Le società segrete avranno fine con la svolta conservatrice dello zar. Si sciolgono nel 1820, ma poi vengono fondate in maniera ancora più segreta a nord e sud.

1818-1820: periodo pietroburghese. Nel 1820 Puskin viene trasferito a lavorare nelle terre meridionali dello stato: rimarrà qui fino al 1824.

Il poema "Ruslan e Ljudmila"

La prima opera con cui Puskin propone questa nuova lingua letteraria è il poema Ruslan e Ljudmila. È un poema cavalleresco: l’argomento è quello della storia russa, il modello è l’Orlando Furioso di Ariosto. Il poema nasce da due impulsi:

  • Polemica intorno a Žukovskij: egli è un poeta romantico, che nel 1808 scrive la versione russa di una ballata che chiama Ljudmila. La ballata era scritta con la lingua tipica delle novelle sentimentali. Nel 1818 Chotenin (arcaista), in polemica con Žukovskij, scrive la sua versione dell’opera, versione che differisce non solo per il titolo (Olga), ma anche per la lingua: è una lingua improntata sull’alternanza di slavo-ecclesiastico e russo con connotazioni popolari molto forti.

Puskin, sostenitore degli innovatori, resta colpito dalla possibilità di mettere insieme lingue diverse, così costruisce il suo poema cavalleresco prendendo come base per la lingua il modello di Chotenin e dal punto di vista del materiale prende come base la storia dello stato russo di Karamzin. La lingua non è più uniforme e si alternano slavo-ecclesiastico e lingua russa colloquiale.

Rivoluzione linguistica e strutturale

Ruslan e Ljudmila fu una rivoluzione linguistica e strutturale. A livello di genere mette insieme un argomento nazionale con un modello occidentale, dal punto di vista della costruzione del testo questo è molto variegato perché si alternano stili diversi e di tanto in tanto interviene il narratore, commentando in maniera ironica. Oppure il narratore inserisce digressioni: a volte sono personali (si rivolge al lettore), a volte racconta di vicende sue personali. Un altro modo in cui avvengono queste digressioni sono i paragoni ‘omerici’: paragoni che vivono di vita propria, sono scenette a parte. Puskin, a 21 anni, dopo Ruslan e Ljudmila viene riconosciuto come poeta.

Esilio meridionale e influenze

Nel periodo dell’esilio meridionale (1820-1824) Puskin si avvicina ai rappresentanti delle società segrete, in particolare quella del Sud. Si sposta su posizioni più radicali. Legge molte storiografie sulla rivoluzione francese, opere di illuministi e risente dell’influenza di Byron. I panorami esotici nel Caucaso entreranno nella poesia di Puskin e quindi in quella russa. Questo soggiorno meridionale è importante perché costituisce la fase del romanticismo di Puskin (che dura poco). Puskin subisce la forte influenza di Byron, influenza che viene assimilata e poi rigettata. I poemi romantici ebbero enorme successo, ma la maggior parte dei proventi andarono all’editore e non a Puskin.

Poemi meridionali di Puskin

  • Кавказский пленник - Il prigioniero del Caucaso (1822)
  • Бахчисарайский фонтан (1823)
  • Цыганы (1824)

I poemi meridionali di Puskin sono importanti perché diedero vita ad una poesia di tipo romantico in Russia, che si modellava sul tipo di eroe descritto da Puskin, anche se ciò avvenne quando Puskin aveva superato il romanticismo.

Nella metà dell’Ottocento si passa da un razionalismo illuministico astratto a una visione molto più calata nella concretezza storica, passaggio che in Russia è stato reso inevitabile dalla rivolta decabrista, che ha spinto alla riflessione sulla differenza tra l’evoluzione della Russia e quella dei paesi occidentali. Puskin evolve verso una visione critica della tradizione byroniana. L’eroe di Puskin peregrina per il mondo perché non riesce ad adattarsi alla società, quindi si allontana. È una sorta di maschera romantica che Puskin riprende da Byron.

Il prigioniero del Caucaso

Кавказский пленник - Il prigioniero del Caucaso (1822): racconta la storia di un giovane che ha abbandonato San Pietroburgo, ha deciso di viaggiare e viene fatto prigioniero da circassi nel Caucaso. Qui si instaura il doppio tema della libertà: libertà come liberazione perché questo prigioniero è in catene e anela a liberarsi, l’altro è la sua ricerca di libertà, che lo ha portato fino a lì. La libertà è dunque intesa sia come evasione sia come liberazione fisica dalla prigionia. Una giovane circassa per liberare il prigioniero va incontro alla morte.

L’elemento nuovo è l’introduzione del paesaggio del Caucaso e dell’idea del contatto con una popolazione che vive in un mondo non civilizzato. Il Caucaso è visto come propaggine dell’Oriente. Altro tema è quello dell’amore: l’amore è un modo per l’individuo di accedere a una realtà superiore, è un modo per realizzare la spiritualità dell’individuo nella maniera più piena. Il fallimento amoroso era una sorta di dimostrazione della imperfezione della vita umana. Il poema lascia aperta la conclusione: il prigioniero viene liberato, ma non ci dice cosa farà dopo.

Interesse di Puskin per il mondo orientale

In questo periodo Puskin si interessa al mondo orientale, scrive le ‘imitazioni del Corano’ in cui riprende temi ed immagini dei testi Coranici e che scrive in slavo ecclesiastico (per rendere l’idea della distanza). Ci sono influssi di tipo romantico che Puskin elabora, ma anche una riflessione del poeta sull’illuminismo.

Il poeta entra in contatto con i decabristi. Puskin si interra alla lettura di Rousseau, uno dei capisaldi del movimento decabrista. Nei poemi meridionali Puskin mette in scena il contatto tra un uomo che proviene da un mondo civilizzato con un mondo che non lo è.

Цыганы (1824)

Цыганы (1824): il protagonista è un giovane che decide di abbandonare la vita del mondo civile e andare a vivere tra gli zingari. Abbiamo un confronto tra il mondo del protagonista e quello degli zingari. Gli zingari sono un popolo nomade, che vive una vita di sentimenti molto intensi. L’immagine è quella del ‘buon selvaggio’. Il tema resterà fondamentale nella letteratura russa e sarà ripreso da Tolstoj che scriverà ‘Prigioniero del Caucaso’ e ‘Cosacchi’.

Il popolo zingaro è libero, non ha costrizioni, legami sociali istituzionalizzati (non esiste il matrimonio, né la gelosia). Se qualcuno viola le regole viene semplicemente allontanato, non punito. Questa immagine idilliaca degli zingari entra in contrasto col protagonista, che decide di uccidere la donna amata quando questa decide di lasciarlo. Puskin in questi anni riflette sulla possibilità dell’uomo di influire sul corso della propria vita e di quella degli altri. Inizia a sviluppare un’idea meno astratta dell’illuminismo. La società non è più qualcosa di astratto, ma una dinamica di gruppi sociali e inizia a vedere lo scontro che c’è tra di essi.

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 10
Puskin - Letteratura russa Pag. 1 Puskin - Letteratura russa Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 10.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Puskin - Letteratura russa Pag. 6
1 su 10
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/21 Slavistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher glr06 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura russa I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Salvatore Roberta.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community