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Puskin - Letteratura russa

Appunti di letteratura russa I su Puskin che sono basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Salvatore dell’università degli Studi di Messina - Unime, facoltà di Lettere e filosofia, Corso di laurea in lingue e letterature straniere e tecniche della mediazione linguistica . Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura russa I docente Prof. R. Salvatore

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‘primo storiografo’- perché l’opera aveva prodotto una reale conoscenza

‘ultimo cronachista’ - perché l’impostazione di Karamzin era moraleggiante: egli metteva in

evidenza la necessità della nascita di uno stato russo e dell’autocrazia.

Puskin ha una visione realistica della storia, ma resta affascinato dal racconto di Karamzin e dalla

sua lingua. Quando Puskin scrive Boris Godunov non fa solo una innovazione nella propria

scrittura, ma modifica l’idea di opera teatrale che esisteva fino ad allora.

Il teatro russo era nato nel 1600 come genere di intrattenimento di tipo occidentale legato alla corte,

che per molto tempo ha avuto carattere episodico. Alla metà del 1700 era stato fondato il primo

teatro russo stabile. Ad inizio 1800 la produzione teatrale prende una veste sentimentale, ma il

teatro è in crisi. La tragedia è un genere alto, scritta con un linguaggio arcaicizzante. Ad inizio 800

si impone il sentimentalismo, con la scuola di Karamzin, ma è una scuola che per le caratteristiche

linguistiche si adattava poco a scrivere opere di genere alto.

Ad inizio 1800 c’era una tragedia basata sullo stile elevato e sulla declamazione (grandi monologhi)

: era una tragedia di stile classico, con personaggi positive e negativi, conflitti ben definiti. anche

quando c’erano dialoghi, questi erano caratterizzati da repliche.

Puskin cambia questa struttura e introduce una serie di novità.

Il riferimento di Puskin di questo periodo è Shakespeare. Alcuni pezzi sono scritti in prosa, altri in

versi. L’idea è quella di fare una riflessione del potere, tema ripreso da Shakespeare. Una novità di

Puskin è la mancanza di unità di tempo e azione per la tragedia classica. La tragedia di Puskin si

svolge dal 1598 al 1605. l’organizzazione interna è labile: ci sono molte scene, serie di quadri,

ambientati in diversi luoghi e periodi. Ci sono moltissimi personaggi, tra cui il Popolo (con la p

maiuscola). Puskin mette in scena la complessità: un periodo storico lungo, personaggi importanti e

non. Di solito, nella tragedia classica, ci sono personaggi buoni e cattivi e quello buono perisce per

via del cattivo. Nel Boris Godunov di Puskin questo non c’è. Boris Godunov è un personaggio

tragico, non è contro il falso Dimitrij. Quest’ultimo è la personificazione della malevolenza che

circonda Boris. Boris Godunov è un buon governante, ma si rende conto che tutto quello che fa è

inutile.

Il falso Dmitrij viene raccontato come un novizio che ha abbandonato il monastero e con l’appoggio

dei polacchi si finge il ‘falso Dmitrij’. È un personaggio multiforme, pronto a diventare una

personalità diversa da quella che ha. Non vuole il male di Boris Godunov, sta interpretando un

ruolo.

L’altro personaggio che emerge è quello del vecchio cronachista, che rappresenta la voce della

saggezza. La tragedia si chiude con l’annuncio dell’uccisione di moglie e figlio di Boris Godunov e

la salita al trono del ‘falso Dmitrij’. Il popolo tace.

Si è discusso molto sul vero protagonista del Boris Godunov: secondo la critica sovietica il vero

protagonista è il popolo, a cui viene data l’ultima parola. Nella visione puskiniana vediamo una

riflessione profonda su cos’è il potere. Puskin sceglie un momento di crisi politica: egli ha una

visione della storia come un processo determinato da fattori specifici. Nel Boris Godunov viene

messa in scena la storia di un uomo che prende il potere, ma il cui potere non viene legittimato.

Secondo Puskin, in un paese in cui il potere è autocratico, non ha limitazione in altri organi, in

momenti di crisi l’unica risposta è la tirannia o la rivolta. Non ci sono istituzioni che permettono la

legittimazione del potere di tipo diverso. Puskin rifiuta l’unilateralismo che era proprio sia del

romanticismo (perché ritiene che Byron abbia una visione unilaterale della vita, egli mette in scena

solo se stesso) che dell’illuminismo (visione astratta tanto da essere falsa, eccessiva

generalizzazione che non tiene conto della realtà storica).

Il problema del potere rimarrà al centro della sua riflessione, svincolandosi dalla politica.

Nel 1830 scrive le piccole tragedie: trattano tutte il tema del potere, declinato in modo diverso:

1) Скупой рыцарь – Il Cavaliere avaro : una riflessione sul potere dei soldi intesa come

passione per il potere.

2) Моцарт и Сальери – Mozart e Salieri : riprende la leggenda per cui Mozart sarebbe stato

ucciso da Salieri. Riflette sul potere dell’arte.

3) Каменный гость – Il convitato di pietra : ispirato a Don Juan (Don Giovanni) , riflette

sul potere dell’amore. Giovanni alla fine si innamora, sfida il proprio destino e ne esce

perdente.

4) Пир во время гумы – Il festino in tempo di peste : riflessione sul potere della morte.

Nella prima metà dell’800 vengono scritte due opere teatrali che resteranno due pietre miliari nella

lett. russa: una è il Boris Godunov di Puskin e l’altra è Gore ot uma di Griboedov.

Griboedov è famoso solo per questa opera. Egli era una persone più colte dell’epoca, studiò

all’università di Mosca (filologia classica, estetica, poesia russa, filosofia, storia dell’arte, mitologia

e scienze politiche, per prepararsi alla carriera di diplomatico). Era anche musicista e compositore.

Conosceva inglese, francese e tedesco. Nasce nel 1795 (prima di Puskin) e si arruola come

volontario nella guerra contro Napoleone e torna in Russia solo nel 1816, quando si trasferisce a

San Pietroburgo dove lavoro come funzionario.

Egli si avvicina agli arcaisti. Conosce Turgenev, Puskin. La permanenza a Pietroburgo è breve: nel

1818 viene mandato in Persia: è una punizione per aver partecipato ad un duello a quattro.

Griboedov, tra il primo e secondo duello, fu accusato di volersi tirare indietro e tale accusa

influenzerà Gore ot uma.

Prima di trasferirsi in Persia, G. va a Mosca.

Gore ot uma descrive la società moscovita: Mosca è una città provinciale, chiusa, conservatrice,

che dava importanza all’apparenza. Dopo il soggiorno a Mosca, G. si sposta in Persia e si cimenta

nella sua commedia dal 1822. il testo viene scritto in 2 anni, nel 1824 è completo. La commedia

viene rifiutata dalla censura e nel 1825 usciranno solo singoli brani. Solo nel 1831 sarà pubblicata,

anche se con tagli. La versione integrale si avrà negli anni ’60.

Nel 1825 è di nuovo in Persia. Quando scoppia la rivolta dei decabristi è in Persia, ma dati i suoi

stretti legami con i decabristi, viene chiamato a San Pietroburgo e incarcerato per 5 mesi, sottoposto

ad indagine. Dopo essere stato scarcerato, torna a Teeran. Sarà ucciso durante una rivolta dai suoi

avversari in Persia nel 1829.

Gore ot uma (definito ‘’il Vangelo laico degli intellettuali russi’’) viene diffusa sotto forma di

manoscritto ed alcune sue frasi sono diventate fraseologismi della lingua russa. Trama (riassunto).

I motivi del successo dell’opera:

1. Gore ot uma si svolge in un solo giorno (dalla mattina di un giorno a quella del successivo),

tutto si svolge nella casa di Famusov e Cackij è il personaggio principale. Unità di tempo,

luogo e azione. In Gore ot uma, c’è una netta contrapposizione tra personaggi positivi e

negativi. Molti personaggi hanno nomi parlanti: il padre di Sofija si chiama Famusov (da

fama), il segretario si chiama Molcalin (da molcat’ = tacere).

2. il verso: le tragedie di solito venivano scritte con verso alessandrino, esapodia giambica

(ripreso dal francese). Griboedov usa il giambo libero: una misura che ha come misura di

base il giambo, ha la rima baciata, ma non ha un numero fisso di sillabe. Ciò permette di

caratterizzare i personaggi in base alla misura: Cackij si esprime con l’esapodia giambica,

Famusov con la pentapodia.

3. la lingua: si allontana da quella poetica, per avvicinarsi alla lingua colloquiale (dell’alta

società di Mosca). L’opera riprende molto bene il modo in cui parlava la nobiltà del periodo.

4. legame con la contemporaneità: l’ideologia decabrista è ormai fuori tempo. Il futuro non è

più delle persone che si sacrificano per il paese, ma per gli opportunisti che si approfittano

dello status quo per adeguarsi a esso e fare carriera. L’utopismo di Cackij e dei decabristi

non può trovare realizzazione in questo tipo di società.

Cackij permette la fusione di due linee: quella amorosa e quella della satira politico-sociale. In lui

queste due linee si uniscono: da una parte è il protagonista della storia d’amore, dall’altra è

l’oggetto dello scherno degli altri e viene descritto in una situazione comica (è l’unico a non

rendersi conto di quello che sta succedendo). È la prima volta che abbiamo la mistione tra tragico e

comico. Cackij è il primo degli ‘uomini superflui’: è una persona dotata di qualità, slanci, progetti

che in Russia non si possono realizzare e restano ‘ideali’.

Torniamo a Puskin.

Il tema del mito di Pietroburgo: associazione tra la città e una serie di temi che iniziano ad essere

tipici della rappresentazione della capitale.

L’immagine di Pietroburgo nasce con il poema di Puskin ‘Il cavaliere di bronzo’ del 1833.

Testo:

il proemio è diviso in 4 parti. Nell’introduzione si racconta la fondazione di San Pietroburgo

(flashback). Pietro il Grande viene chiamato da Puskin come ‘Lui’, figura che incarna il percorso

storico della Russia. Viene rappresentata la situazione prima di Pietro: il bosco, rive paludose e

coperte di muschio, una singola barchetta, ed il tema dell’oscurità (il sole è nascosto nella nebbia).

Pietro viene rappresentato come colui che realizza un progetto che non è solo suo, colui che apre la

finestra per il contatto con l’Europa, tutte le flotte straniere saranno ospiti in Russia.

In seguito, sono passati 100 anni. Dall’oscurità dei boschi si è elevata una superba e maestosa.

L’opposizione prima-dopo continua: adesso gli edifici dei palazzi sono affollati, le navi arrivano al

porto di San Pietroburgo. Di fronte alla giovane capitale si è oscurata Mosca, entra a far parte del

mondo che ormai è superato.

A San Pietroburgo nulla è lasciato al caso, tutto è calcolato. Il tema di San Pietroburgo è quello

della luce, della razionalità e dell’armonia.

All’interno del proemio, dopo aver rappresentato la vittoria di Pietro e aver celebrato San

Pietroburgo come vittoria sulla natura, abbiamo nel proemio l’idea di quello che di terribile che in

questa città succederà. Compare il tema dell’oscurità, viene introdotto il personaggio di Evgenij.

Viene introdotta la contrapposizione tra la figura di Pietro e quella di Evgenij, cioè tra la forza della

storia e quella del singolo individuo.

Il tema di Evgenij è quello di una persona che il sogno della quotidianità. Da qui comincia il tema

dell’inondazione, durante la quale muore la promessa sposa di Evgenij. Dopo la sua morte, Evgenij

sogna di vedere il cavaliere di bronzo, statua che scende dal piedistallo e lo insegue. Evgenij

impazzisce e muore.

San Pietroburgo è apparentemente una città bellissima e solida, ma in realtà è una città in cui la vita

può essere terrificante, è una città in cui tutto è fatto per lo stato e niente è fatto per l’individuo.

Con il cavaliere di bronzo nasce il tema del piccolo uomo, che vien schiacciato da

un’organizzazione sociale e statale.

Евгений Онегин è un romanzo in versi. La stesura dell’opera inizia nel 1823 e termina nel 1830.

Sono 7 anni importanti. Nel 1823 Puskin è nella Russia Meridionale. Tra il 1825 ed il 1830: sale al

trono Nicola II (dopo la riv. Decabrista) e Puskin che era in esilio viene richiamato con urgenza a

San Pietroburgo. Nicola I vuole rendersi conto della lealtà di Puskin: avranno un lungo colloquio.

Se Puskin fosse stato a Pietroburgo avrebbe preso parte alla rivolta decabrista. A fine colloquio, lo

zar perdona Puskin, gli permette di tornare a vivere a Pietroburgo, e diventa il suo censore: le opere

dovranno passare sotto la censura dello zar. All’inizio Puskin nutre la speranza di poter influire sullo

zar, ma presto i rapporti si guastano e Puskin si sente come imprigionato.

Nel 1830 Puskin si sposa con Natal’ja Goncarova: la bellezza di lei fa sì che lo zar voglia averla a

corte e così da una carica di corte a Puskin. Puskin è obbligato a partecipare alle cerimonie di corte i

uniforme. La sua corrispondenza privata è sottoposta a censura. La vicenda di Puskin si conclude

con un duello per la difesa della moglie, sulla quale giravano voci secondo cui avrebbe avuto una

relazione con D’Antes (ufficiale francese, marito della sorella delle Goncarova). Puskin viene

colpito a morte e muore poco dopo a casa.

Puskin ha già abbandonato il romanticismo e la maschera dell’eroe romantico e la visione di stampo

illuministico ed approda ad una visione storicistica.

Евгений Онегин sarà pubblicato a puntate (cosa strana per un’opera poetica. I letterati di impronta

decabrista ritengono l’Onegin un passo indietro rispetto ai poemi meridionali.

L’Onegin racconta la storia di un giovane nobile che dopo la morte dello zio si trova ad ereditare dei

possedimenti nella campagna russsa. Pertanto per ereditarli si trasferisce per u periodo in questa

zona di campagna. Fa amicizia con un giovane poeta Lenskij e con lui comincia a frequentare la

famiglia dei vicini, dove conosce due sorelle: Olga e Tatiana. Tatiana si innamora di Onegin e gli

scrive una lettera in cui dichiara il suo amore, ma Onegin deve rispondere ce lui è stanco della vita:

se fosse pronto per l’amore potrebbe innamorarsi di Tatiana perché lei ha tante qualità, ma l’amore

non è quello che c’è nel suo futuro. Durante una festa, Onegin in preda alla noia per svagarsi fa un

po’ la corte ad Olga e Lenskij (innamorato di Olga) sfida Onegin a duello. Onegin va via per alcuni

anni. Tatiana cerca di conoscerlo attraverso i suoi libri. Quando Onegin torna nella capitale,incontra

Tatiana, che si è sposata. Oneri se ne innamora follemente e le scrive una lettera a cui non riceve

risposta. Un giorno riesce ad incontrarla, ma Tatiana gli confessa che lo ama ancora, ma vuole

restare fedele al marito.

Critiche dei letterati decabristi:

1) l’opera è un passo indietro rispetto ai poemi meridionali perché mancava la figura

eroica, c’era solo un dandy, e mancava una satira di tipo morale o politico. Cioè mancava la

funzione didattica della letteratura: la letteratura deve servire a dare l’esempio (tramite

l’eroe) o ad ammaestrarci (mostrandoci i vizi).

2) Un poeta vicino agli arcaisti dirà che l’Onegin non è un poema nazionale

Il fine dell’Onegin è quello di presentare un quadro della vita russa dell’alta società del suo tempo.

Perché questo quadro sia veritiero è necessario che somigli alla vita, contenendo le sue

contraddizioni. Puskin ogni volta aggiunge un capitolo e se ci sono contraddizioni le mantiene,

perché rispecchiano la complessità della vita, e ne fa anche un elemento strutturale del poema.

Puskin sfrutta la struttura poetica per sottolineare il contrasto tra vita e clichè, facendo scontrare il

disordine con l’ordine. Il testo non è più monologico, non c’è più una prospettiva unitaria. Puskin

presenta una stessa vicenda in modi diversi: su un personaggio prima dà un giudizio e poi un altro e

non c’è un giudizio che prevale. Descrive un evento in modo oggettivo e poi ne dà un giudizio

ironico: l’ironia crea sempre un altro modo di vedere la stessa cosa. Nel poema a volte l’autore

interviene per commentare.

Un altro metodo con cui Puskin rende complessa la struttura è il modo in cui inserisce le voci: la

voce del singolo personaggio può essere caratterizzata in senso stilistico (chi parla con frasi fatte,

chi facendo riferimento alla letteratura). In alcuni casi possiamo avere all’interno dello stesso brano

voci diverse: a volte vengono sottolineate con il corsivo. Il passaggio dalla descrizione al discorso

diretto viene dato (a volte) tramite il corsivo. A volte Puskin usa epigrafi (commento al testo fatto

dall’esterno).

Un’altra tecnica usata da Puskin è lo scontro di punti di vista diversi nella descrizione di un

personaggio, ad esempio facendo una commistione di voci diverse nella sua descrizione.


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AUTORE

glr06

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5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature straniere e tecniche della mediazione linguistica
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher glr06 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura russa I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Salvatore Roberta.

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