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La pubblicità inizia a diffondersi agli inizi del 900 insieme all’evoluzione verso la modernità

(evoluzione dell’architettura). Le aziende ingaggiano degli autori, scrittori, intellettuali per fare

pubblicità. Gli autori vengono utilizzati come testimonial per veicolare la pubblicità. C’è un

movimento letterario di inizio secolo che accetta i nuovi moduli della pubblicità e della

comunicazione: IL FUTURISMO

Il futurismo riguarda l’arte in tutte le sue forme (architettura, scrittura, pittura). Questo movimento

accetta il movimento della pubblicità. 1912: manifesto tecnico della letteratura futurista(Marinetti):

vogliono creare una frattura con quello che c’era stato prima. Non vogliono più essere legati alla

‘’pagina’’, occupano le pagine con maggiore libertà. Impiegano la pagina come se fosse un

manifesto pubblicitario. Si predica lo scioglimento della sintassi, della grammatica, della letteratura.

‘’noi Commentato [5]:

Filippo Tommaso Marinetti (punto 5): canteremo.’ con l’uso di questo verbo si discosta dai

termini più noti della letteratura. Molte onomatopee nel linguaggio della letteratura futurista.

Vogliono parlare della velocità, esaltare la velocità. La velocità è innovazione. Le città si colorano,

la pubblicità porta innovazione nelle città con i manifesti pubblicitari. La luna diventa un elemento

artificiale. 30/10/15 Commentato [6]:

Emilio Cecchi (punto 7): raccoglie le sue osservazioni sulla modernità in America e su New York.

Ci sono due posizioni rispetto alla modernità, ai grattacieli: da una parte rappresentano la novità,

l’uomo che supera i limiti, dall’altra c’è chi sostiene la decadenza umana. La posizione di Emilio

Cecchi è variegata, egli osserva New York come la nuova Babele, innanzitutto dal punto di vista

linguistico, ma poi per la sfida al limite che la città andava ad incarnare. Nelle prime righe si nota la

rappresentazione infernale della città, c’è una sovraesposizione al colore a cui gli intellettuali non

erano abituati, la città si colora come se fosse una rivista illustrata a causa delle pubblicità affisse.

“tricromie

Parla di della pubblicità” a quei tempi la stampa si basava su tre colori. La città ogni

giorno è nuova, è esagerata nella ricerca di colore e di messaggi a cui l’occhio a quel tempo non era

ancora abituata. Commentato [7]:

Punto 8: Emilio Cecchi 1939c’è un’altra visione di New York, di notte. La visione della città è

spettrale, c’è una grande differenza tra ciò che si vede di giorno a ciò che si vede di notte, la città

“stelle

non sembra più la stessa. Neppure la notte è una vera notte, a cause delle luci che sembrano

filanti”. L’uomo interviene modificando la dimensione naturale. Agli incroci delle strade ci sono le

“mitologie

pubblicità chiamate commerciali”, enormi cartelloni pubblicitari che sembrano

controllare quello che è il movimento nelle strade. Questa luce senza sosta richiama alla mente una

dimensione infernale, la città si trasforma tra il giorno e la notte e l’autore sembra non riconoscersi.

Punto 10: vittorio sereni rilascia l’opera per la Pirelli. Nel 1958 Sereni riflette sul ruolo degli scrittori

impiegati nella pubblicità. Sereni riflette su un ruolo preciso, cioè di colui che valuta il gradimento

del pubblico dopo una pubblicità, il researcher. La pubblicità è un’esca secondo Sereni. La scrittura

dovrebbe essere libera, ma in realtà si trasforma quando viene usata come strumento per la

comunicazione, per la pubblicità. La scrittura cerca di muovere il lettore verso un’azione, per esempio

3

quella dell’acquisto. Ciò che fa un researcher è capire quanto un messaggio pubblicitario ci tocchi

nel profondo. Sereni dice che il researcher valuta quanto un messaggio possa essere nuovo,

innovativo. La novità non è una novità di valori, è una novità piegata a una finalità commerciale, e

secondo questo tipo di sensibilità non ha senso secondo Sereni. Pian piano le macchine prenderanno

il posto dell’uomo, all’uomo resterà solo la soddisfazione di imprimere il primo movimento. Gli

scrittori non producono più solo testi derivati dell’atto gratuito, i loro testi hanno finalità commerciali.

06/11/15

Punto 11: la necessità del consumismo di avere nuovi prodotti aumenta, aumenta anche la necessità

di produrre qualcosa di nuovo. La tecnologia prenderà il posto dell’uomo.

Punto 9: Sinisgalli si chiede se esiste ancora la separazione tra conoscenza scientifica e letteraria.

Sinisgalli riunisce questi due ambiti. Le osservazioni di Sinisglalli sono inserite nella rivista Pirelli:

rivista interna alle aziende. La Pirelli produce una rivista di diffusione esterna per portare avanti il

rapporto tra elemento scientifico e produzione letteraria. Sinisgalli parla di una nuova era, ci parla

del nuovo secolo come un momento in cui tutto quello che era stato prima, gli ideali cominciano a

cambiare. Il nuovo secolo ha bisogno di nuovi strumenti di interpretazione. C’è un metodo nuovo,

una nuova realtà. Sinisgalli afferma che nel momento in cui le fondamenta salde dell’uomo

cambiano, l’uomo sembra perdere terreno, ha dunque bisogno di trovare nuovi strumenti per

interpretare il presente. La conoscenza scientifica e artistica devono andare di pari passo per

interpretare il presente. Sinisgalli ci dice che il progresso scientifico ha fatto in modo che l’uomo si

concentrasse sul modo in cui erano fatte le cose. L’uomo moderno ha talmente tanti strumenti di

analisi, ma questo progresso scientifico ci porta alla scomposizione degli oggetti, questa

scomposizione secondo Sinisgalli ci porta alla perdita di una visione d’insieme. La scienza ci ha

dato dei vantaggi per analizzare la realtà, ma ci ha fatto perdere l’attenzione alla bellezza e

all’armonia. L’arte per Sinisgalli ci permette di riuscire a percepire l’unità, a non farci perdere la

bellezza delle cose. L’arte può essere lo strumento che ci consente di scegliere la via da seguire. Il

progresso è inevitabile, ma l’uomo deve capire qual è la strada da seguire, e questi elementi ci sono

forniti dall’arte, Ed è per questo che deve andare di pari asso con la scienza. Abbiamo bisogno di

pensare in modo nuovo. Laddove un poeta riesce a coniugare gli elementi letterari con la scienza, la

sua arte ne viene fuori più forte (es. Leonardo Da vini che coniugava arte e conoscenza fisica molto

forte).

Punto 12: Edmondo De Amicis: è un giornalista, viaggia tantissimo, ha un occhio di scrittore molto

calato nel suo secolo, riesce a comprendere i cambiamenti antropologici che la società porta con sé.

Riesce a cogliere le variazioni sociali che solitamente possono sfuggire. In quest’opera De Amicis

parla dei tipi umani che incontra viaggiando sul tram di Torino. Il tram diventa qualcosa che

permette a tutti di muoversi nella città liberamente. Il tram è un luogo in cui la pubblicità prende il

sopravvento. La pubblicità prende il sopravvento anche all’interno del mezzo, non solo più

all’esterno, ne ricopre le pareti. L’uomo di fine 800 è sorpreso da queste pubblicità. La pubblicità

colora una città che fino a quel momento era grigia. la pubblicità colorava, ma anche stonava con

quello con cui l’uomo era abituato a vedere.

Punto 13: resoconto di un viaggio a Parigi. Parigi è la prima città europea che vive la pubblicità in

“galéries”.

maniera molto forte. Nascono le C’è un’invasione della pubblicità. L’autore cerca di 4

allontanarsi dalla realtà, ma poi viene sempre riportato da questa forma di comunicazione così forte.

Subito gli scrittori hanno una visione molto critica riguardo alla pubblicità. 13/11/15

Punto 14: Edmondo de Amicis è un giornalista, una figura che viaggia molto. Ci mostra come De

Amicis, che all’inizio è ossessionato dalla pubblicità, pian piano ci si abitua. Ci permette di capire il

passaggio che pian piano porta dall’ossessione all’abitudine. E la accoglie come elemento di

modernità. Inizialmente è rassegnato a subire l’eccesso di sovraesposizione alla pubblicità. La

pubblicità non è una scelta. È una forma di comunicazione che ci opprime. L’esposizione a cui

siamo abituati crea indifferenza di fronte a un messaggio che ci è continuamente esposto. La

pubblicità è caratterizzata da molti colori. Questi cartelloni rallegrano l’autore, che li accettava

completamente. C’è un disordine nella città a causa della pubblicità. L’autore non riesce ancora a

comprendere a pieno il mezzo comunicativo, non ha ancora tutti i mezzi per interpretare la

pubblicità, la paragona alla stanza di un folle. C’è la dimensione di leggerezza non solo fisica dei

cartelloni, ma anche una leggerezza di significati e di valori. La pubblicità sembra essere qualcosa

“gabbioni

di effimero ce non è destinato a durare. umani”: la pubblicità ingabbia l’uomo, ci sono

uomini che invitano altri uomini a fare qualcosa, l’uomo è dunque privato della sua libertà. L’autore

non era abituato a vivere in questo modo la comunicazione. Ma queste immagini sono le

rappresentazioni della città futurista, una città caratterizzata dalla velocità, dal progresso. La

pubblicità è rappresentazione di un cambiamento sociale, urbano e della storia dell’uomo. Un uomo

che è sempre proiettato verso il progresso. De Amicis anticipa quello che poi sarà il futurismo,

capisce la direzione nella quale il secolo nuovo sta andando.

Punto 15: poesia di Aldo Palazzeschi. Aderisce al pensiero futurista. Il futurismo accoglie lo spirito

della pubblicità per distaccarsi completamente dal passato. Il futurismo in realtà ha dei debiti con la

poesia simbolista francese tra 1900 e 1920. La poesia iconica francese interpreta la realtà come

simbolo. Ogni cosa presente nella realtà è simbolo di qualcos’altro. C’è l’uso di anestesie, che cerca

“bianca

di abbinare piani sensoriali differenti (es. freschezza”). La poesia diventa arte (Apollinaire).

La poesia è un elenco di pubblicità. È una passeggiata dell’autore che registra tutto ciò a cui

l’occhio è sottoposto, tutte le pubblicità. Ci sono delle anestesie. Vi è anche un modo diverso di

interpretare i numeri. I numeri potrebbero anche non rappresentare niente. Il futurismo vuole

distaccarsi dalle certezze dell’interpretazione poetica di quel periodo. Il poeta si sta interrogando se

si possa fare poesia in un modo diverso rispetto a come si era fatta fino a quel momento. Il poeta

riflette u come si possa interpretare la realtà. Il poeta passeggia per meditare, sta meditando sulla

poesia. Si sta interrogando sulla presenza dell’autore nella poesia. In questa poesia c’è un rivolgersi

verso l’esterno, verso l’altro (andiamo!).

20/11/15

Punto 17 à la scrittura di Calvino è finalizzata a pubblicizzare il contenuto del libro. Si sofferma a

pensare se la scrittura finalizzata alla pubblicità possa essere comunicativa. Calvino ritiene la

letteratura un mezzo che possa aiutarci ad interpretare la realtà. Calvino ritiene la letteratura come

uno strumento di cui il lettore può servirsi per interpretare il mondo. La realtà per Calvino è una

sorta di labirinto, perché è multiforme, è qualcosa che cambia sempre. I valori cambiano nel 900, e 5


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sese07

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in linguaggi dei media (Facoltà di Lettere e Filosofia e di Sociologia) (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sese07 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Italiano per la comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof D'Alessandro Francesca.

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