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Il tormentato percorso di individuazione della colpa organizzativa della pubblica amministrazione

L'eredità di Cass. SS.UU. n. 500 del 1999

Nonostante siano trascorsi parecchi anni e si siano succeduti numerosi interventi giurisprudenziali dalla Cassazione n. 500/1999, non si è ancora giunti a una conclusione in merito al tema della responsabilità della pubblica amministrazione per attività illegittima.

Sembra ormai superato l'orientamento tradizionale che ravvisava una culpa in re ipsa (automatica) nell'atto amministrativo illegittimo. Secondo tale orientamento, non era necessario ricercare un elemento psicologico nella pubblica amministrazione per affermare la sua colpa in presenza di un atto amministrativo illegittimo, perché la colpa era oggettiva in presenza dell'illecito. Ciò però finiva per creare una disparità di trattamento a danno della pubblica amministrazione rispetto agli altri soggetti privati, che invece potevano invocare l'art. 2043 c.c. e la relativa disciplina.

La Cass. 500/1999 ammette il risarcimento del danno da lesione di interesse legittimo ed esclude altresì la coincidenza fra atto illegittimo e condotta illecita della pubblica amministrazione, cosicché ai fini del risarcimento è necessario:

  • Verificare il rispetto o meno della normativa applicabile all'atto.
  • Accertare l'illiceità della condotta della pubblica amministrazione.

Secondo la Cassazione, la colpa dell'ente pubblico deve essere intesa come colpa "dell'apparato" e non colpa del singolo funzionario agente. Pertanto, per esserci colpa della pubblica amministrazione in presenza di un atto illegittimo, è necessario che risultino essere state violate le regole costituzionali di imparzialità, correttezza e buona amministrazione ai quali l'esercizio della pubblica amministrazione deve ispirarsi secondo la Costituzione.

La giurisprudenza successiva alla Cass. 500/1999 non è però riuscita a dare un'agevole applicazione del principio espresso dalle Sezioni Unite.

Profili problematici di un'autonoma rimproverabilità dell'ente collettivo

Preso atto che l'illegittimità dell'atto non significa colpa della pubblica amministrazione ed illiceità della sua condotta, il problema maggiore che la giurisprudenza successiva al 1999 ha dovuto affrontare è stato quello di stabilire se concretamente alla pubblica amministrazione è possibile muovere "un rimprovero", soprattutto per la difficoltà di riferire la colpevolezza, e quindi un elemento di natura psicologica, ad un ente anziché ad un individuo.

Tuttavia, sulle orme della Cass. 500/1999 sembra ormai potersi affermare la...

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Scienze giuridiche IUS/10 Diritto amministrativo

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