Psicologia della salute
Capitolo 1: La psicologia della salute: aree di ricerca ed intervento
1.1 Nascita e sviluppo della disciplina
- Origini molto antiche
- Storia vera e propria:
- Anni '50 e '60 → attenzione al rapporto incidenza della malattia/stress
- Anni '70 di rinnovamento e diffusione della disciplina → spostamento di accento dal bene individuale a quello collettivo; importanza del soggetto nella prevenzione e promozione per la propria salute.
Diffusione della disciplina
- Stati Uniti d’America:
- 1976 → gruppo di psicologi della salute nell’APA nasce la HEALTHPSYCOLOGY (1978)
- Matarazzo → definisce per la prima volta la psicologia della salute ed è il 1° presidente della sezione americana
- Europa:
- 1986 conferenza a Tilburg → prima opera della Società europea di psicologia della salute (ESHP) che ne organizza tante altre (Firenze '99, Leiden 2000)
- Italia:
- 1978 → Internazionale (diffusione Congresso della disciplina nell’ambiente universitario con definizione di dottorati e master post-laurea a Roma e Milano)
- 1997 → nasce la società italiana di psicologia della salute
- 1998 → nasce la rivista ''psicologia della salute''
Secondo Maes, la psicologia della salute si è sviluppata perché:
- Sono cambiate le cause di mortalità delle persone → la gente muore perché mette in atto comportamenti "poco sani"
- Per il fattore economico → le spese sanitarie sono troppo costose e quindi è meglio prevenirle
- Per lo sviluppo di nuovi ambiti in psicologia
Orientamento culturale
Vario e molteplice, ma l’obiettivo degli psicologi della salute è uno solo: promuovere la salute, intesa come benessere complessivo della persona nel suo contesto socioecologico.
Attualmente:
- Bisogna servirsi di altri ambiti, non solo quello psicologico
- Amerio afferma che questa disciplina ha 3 direzioni: autonomizzazione del modello; passaggio dall’ottica individuale a quella collettiva; attenzione all’intersezione tra l’operare dello psicologo e le politiche nel settore della salute e della prevenzione
- Aree studiate di più: assessment, stress e coping, valutazione psicologica in medicina e cardiologia, aree del ciclo di vita e del comportamento a rischio
- Aree studiate poco: riflessioni teoriche, modelli di prevenzione e promozione della salute, qualità dei servizi e tutto ciò che è collegato ad essi.
1.2 Il modello biopsicosociale
| Modello biomedico | Modello biopsicosociale |
|---|---|
| Malattia = deviazione dal normale funzionamento biologico | La malattia si previene mediante cambiamenti interiori della persona |
| La diagnosi non prende in considerazione gli elementi comportamentali e sociopsicologici | La diagnosi deve considerare fattori biologici, sociali e psicologici nel valutare lo stato di salute delle persone e nella terapia |
Si basa su:
|
Si basa sulla teoria dei sistemi i cui livelli sono tanti e interdipendenti |
| Ogni patologia è causata da causa biologica primaria, oggettivamente identificabile | Salute = promozione della stessa intesa come realizzazione di Sè |
Limiti del modello biopsicosociale:
- Mancanza di metodologie adeguate
- Poca chiarezza su come sono articolati i livelli
Bertini Romano Marks
È importante il concetto di "sociale":
- Engel (norme di comportamento, pressione degli altri, valore che viene dato alla salute, classe sociale, etnia e altri elementi socioanagrafici)
- Marks: "psicologia della salute nel contesto" (superamento bias individualistico per concentrarsi sui sistemi di health-care e sul problema della disuguaglianza nella salute tra gruppi sociali)
1.3 Salute e malattia
Difficili da definire:
- Coesistenza di più definizioni scientifiche e profane
- Molte definizioni nell’ambito scientifico
- Più prospettive all’interno di una stessa disciplina e professione
- Consapevolezza del fatto che si devono tener presente 3 cose: assenza di sintomi, sentimento di benessere, capacità di agire
- Più focus tematici:
- Se salute e malattia sono disposti su un continuum o sono una dicotomia
- Se la salute è solo assenza di sintomi o uno stato in sè positivo
- La validità relativa sia dell’approccio scientifico che di quello profano
L’esistenza simultanea di diversi sistemi di pratiche sanitarie
La ricerca presente e futura non vuol dare una definizione delle due, ma:
- Deve mettere a nudo quante e quali definizioni e culture di salute ci stanno in una popolazione
- Deve analizzare specificamente quali significati vengono attribuiti alla salute e vedere come tali significati sono costruiti socialmente, in che rapporto stanno con le rappresentazioni scientifiche professionali, e come queste differenze incidono su aspetti cruciali per la persona.
1.4 Psicologia della salute
Individuazione dei "comportamenti sani" e "degli stili di vita sani e dannosi".
Spiegazioni tecniche di come le abitudini sane influiscono sulla salute
Promozione di cambiamenti interiori
I comportamenti sani che sono?
GROCHMAN → sono comportamenti di salute sia azioni (fare qualcosa di salutare, astenersi dal fare cose dannose), sia eventi mentali o sensazioni.
I comportamenti ''sani'' sono anche influenzati da elementi cognitivi, della personalità e patterns comportamentali. Tali elementi sono a loro volta influenzati dagli elementi sociali, istituzionali e culturali della società di appartenenza.
Whitehead e Marks con LA STRUTTURA A CIPOLLA
- Condizioni generali socioeconomiche culturali e ambientali;
- Condizioni di vita e di lavoro;
- Influenza sociale e della comunità;
- Stili di vita individuali;
- Individui.
Perché le persone vogliono stare bene, ma mettono in atto comportamenti dannosi?
THE ALAMEDA STUDY:
- Obiettivo dello studio: coerenza tra concezioni di salute e messa in atto della stessa
- Campione di 5000 persone con rilevazioni e indagini di follow up
- 1° rilevazione: 1965 → risultato significativo a parte il fatto che lo stile di vita adottato nel presente influenza la salute futura
- Indagini di follow up → 1970 (meno numerose erano le 7 regole del viver sano seguite, maggiore era la possibilità di mortalità); persone che seguivano le 7 regole → 1974 (le avevano una possibilità inferiore 4 volte di morire). In quest’anno venne inserita l’analisi del benessere sociale mediante un indice che prevedeva: istruzione, stabilità lavorativa, soddisfazione coniugale, indice di socievolezza, grado di coinvolgimento nella comunità. (anche per gli anziani) → 1982
Nel 1974 Berkman e Syme misero a punto un nuovo indice: "social network" che si componeva di:
- Status coniugale
- Numero e frequenza di contatti con amici e parenti
- Essere membro di una chiesa
- Partecipazione a gruppi formali e informali
La presenza di uno di questi equilibra la mancanza di qualcos’altro.
1.5 Malattia
- Cosa è?
- Come la percepiscono le persone?
- Come la affrontano?
- Come vi si adattano?
3 quesiti:
- Chi diventa malato e perché?
- Chi guarisce e perché?
- Come si previene la malattia e promuove la guarigione?
Questi vengono spiegati con caratteristiche individuali e ambientali
Malattia → stress e coping
- STRESS → insieme di processi frutto di una transazione persona-ambiente (si diventa stressati quando l’ambiente richiede certe cose e la persona non si sente all’altezza)
- COPING → come le persone si adattano alle situazioni stressanti. Possono usare 3 stili:
- Stile centrato sul problema o strumentale (si cerca di cambiare la situazione)
- Stile centrato sulle emozioni o palliativo (ridurre le emozioni negative)
- Stile orientato all’evitamento (impegnarsi in altre cose)
Taylor e la "teoria dell’adattamento cognitivo"
Tale teoria si basa su 3 aspetti:
- Si cerca di capire il significato della malattia (perché è capitato? perché proprio a me?)
- Tentativo di controllare l’evento e la propria malattia (cosa posso fare per impedire che accada di nuovo?)
- Rafforzamento dell’autostima mediante il confronto con gli altri
Albanesi: come gestiscono i soggetti in modo positivo una situazione problematica?
CON UNA RIELABORAZIONE COGNITIVA di quello che gli è successo dove il sentirsi bene è legato a fattori sociocontestuali.
Malattia cronica
- 2 tendenze:
- A seconda della malattia i suoi tratti influenzano in maniera differenziata il soggetto dal punto di vista psicosociale
- Non vi è nessuna differenziazione
- Coping: cure mediche e sostegno sociale
Vi sono diverse dinamiche a seconda dell’età del paziente:
- Bimbi
- Con conseguenze sia sul piccolo (malattia=punizione perché è stato cattivo) sia sulla famiglia (cambiamenti nel nucleo: accentramento dell’attenzione sul malato a discapito del rapporto con gli altri componenti della famiglia)
- Giovani
- Adattamento psicosociale sorprendente (se la patologia insorge a 6-7 anni, quando le capacità cognitive si sviluppano, vengono accettati i limiti e le strategie di coping)
- Adulti
- Espressione appropriata dell’emozione; identificazione con persone che sono guarite.
2 Capitolo: Salute e malattia: spiegazioni scientifiche e senso comune
Modelli teorici
- Avanzano previsioni circa i comportamenti salutari
- Sono modelli generali di comportamento
- Vengono classificati nei MODULI ASPETTATIVA-VALORE che prevedono:
- Probabilità soggettiva che un’azione conduca a dei risultati previsti
- Valutazione dei risultati dell’azione
- I soggetti attueranno dei comportamenti ben ragionati che li porteranno a conseguenze positive o eviteranno quelli negativi
- Oltre alle variabili considerate nei M. A-V, ne vengono aggiunte altre (emotive, motivazionali, dimensione temporale come la divisione in stadi, importanza data alla relazione geni-ambiente)
1° modello → Modello delle credenze sulla salute
- 1974 → Rosenstock
- 1975 → modifica di Becker e Maiman
Minaccia percepita (percezione di vulnerabilità e di gravità)
Comportamento salutare
Benefici dell’azione salutare devono essere superiori ai costi.
Impieghi del modello
- Si è rivelato utile per prevedere aspetti come:
- Illness Behavior (come le persone malate percepiscono i propri sintomi)
- Compliance (obbedienza verso il medico)
- L’individuo è solo, distaccato dal contesto sociale
- La percezione di vulnerabilità è molto produttiva. Lo è di meno quella della gravità.
2° modello → Teoria della motivazione a proteggersi
(1983 Rogers)
Valutazione della minaccia
Valutazione della risposta di coping
Efficacia
Vantaggi estrinseci ed intrinseci della risposta
Costi della risposta adattiva
Gravità e vulnerabilità
Motivazione a proteggersi dalla malattia
Un individuo tende a proteggersi al massimo:
- Quando la minaccia per la salute è grave
- Quando si sente vulnerabile
- Quando la risposta adattiva è efficace per allontanare la minaccia
- Quando è fiducioso nella proprie capacità di realizzare la risposta adattiva
- Quando le ricompense del comportamento disadattivo sono limitate
- Quando i costi della risposta adattiva sono bassi
Aspetti problematici
- La vulnerabilità non sempre porta a comportamenti preventivi
- Il significato di rischio è influenzato dal vissuto personale
- La valutazione del rischio può essere distorta a causa dell’ottimismo irrealistico
- Predilezione di processi cognitivi individuali a discapito di quelli sociali e culturali
3° modello → Teoria del comportamento pianificato
- Inizialmente TEORIA DELL’AZIONE RAGIONATA, poi è diventata TCP
- 1975 → Fishbein e Ajzen. Per decidere riguardo l’adozione di alcuni comportamenti si fa una valutazione ragionata delle info disponibili
Atteggiamenti nei confronti del comportamento (si formano con credenze delle conseguenze del comportamento e valutazione di tali conseguenze)
Norme soggettive (sono credenze normative, cioè cosa si aspettano gli altri da me; e motivazione ad assecondare tali credenze)
Percezione del controllo sul comportamento
Aspetti problematici
- Integrare modello con comportamenti passati, ruolo di norme morali, identità personale, dati affettivi
- La varianza spiegata non è sufficiente
- Trascurati gli elementi che permettono il passaggio atteggiamento/intenzione/comportamento
- Legame tra percezione del controllo e controllo sul comportamento
4° modello → Modelli processuali del cambiamento del comportamento
Sono modelli che cercano di spiegare il passaggio all’azione salutare mediante fasi. Le variabili protagoniste non sono necessariamente predittive dell’attuazione del comportamento e variano da step a step. Si tratta di modelli dinamici dotati di prospettiva temporale.
I: Modello transteoretico (Di Clemente e Prochaska 1982)
- Fase 1 → Precontemplativa (i soggetti non sono interessati o consapevoli della nocività del comportamento. Non vi è intenzione di cambiamento)
- Fase 2 → Contemplativa (i soggetti hanno pensato di cambiare, ma non hanno ancora assunto impegni)
- Fase 3 → Di preparazione (intenzione di agire e tentativi di cambiamento effettuati)
- Fase 4 → Dell’azione (impegno a modificare il proprio comportamento attuando rivalutazioni)
- Fase 5 → Di mantenimento (mantenere il comportamento nel tempo)
II: Modello del "Processo di adozione di precauzioni" (Weinstein)
- Stadio 1 → persone non consapevoli del problema
- Stadio 2 → pensare a fondo al problema
- Stadio 3 → riflettere sul problema e iniziare a pensare a come rispondere
- Stadio 4 → decisione ad agire oppure a non agire
- Stadio 5 → intenzione ad agire
- Stadio 6 → inizio azione
- Stadio 7 → mantenimento dell’azione
III: HAPA model (Schwarzer)
Fase 1 → Motivazionale: scelta dell’azione da compiere e formazioni di intenzioni basate sulla valutazione delle minacce e delle capacità personali.
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