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Capitolo 4

Percezione della giustizia a

scuola: studio

• Giustizia scolasticaè centrale perché è produttrice di motivazione e

apprendimento ed è importante per la costruzione dell’identità

dell’adolescente e per la maturazione del concetto stesso di giustizia

• Approccio psicosocialela scuola è importante perché è il luogo delle

relazioni più importanti,della cooperazione,solidarietà,condivisione di

valori,cultura e scopi che sono necessari per la promozione della salute

• Prospettiva della psicologia culturaleda cultura a cultura cambiano le varie

credenze e i concetti tra cui quello di giustizia

• Approccio ecologicola conoscenza di qualsiasi aspetto e concetto deve

essere avulsa non dal contesto,ma dai livelli in cui è diviso il contesto:

micro-,meso-,eso,-,macro-sistema

• Rappresentazioni sociali di giustiziala giustizia nel rapporto tra individuo/collettività e con quali

meccanismi si decide cosa è giusto e cosa è sbagliato => Doise e le rappresentazioni sociali

normative(essenziali per capire il senso comune e sono costituite da: contenuti più

condivisi(sono il cuore della rappresentazione e sono riferimento per la società a tal punto da

essere autonomi e con consistenza materiale),diverse prese di posizione di individui e gruppi

specifici(espressione di principi organizzatori della conoscenza),articolazione loro(in relazione

alle inserzioni sociali dei soggetti nel sistema dei rapporti sociali in quanto ricoprono ruoli specifici

e sono inclusi in specifiche categorie sociali) )

Giustizia nel contesto scolastico

di giustizia distributiva(circa la distribuzione di

presenza

voti risorse e soluzioni); giustizia procedurale(giustizia nelle

procedure dei prof nel fare tutte le cose);giustizia relazionale

(trattamento equo in classe)

e collaboratori hanno osservato che la

Chory-Assad

giustizia esercitata e percepita favorisce comportamenti

positivi e motiva gli alunni

nel rapporto insegnante/alunno e tra pari (+

importante

giustizia + rispetto e considerazione nelle relazioni)

Studio condotto in Campania

• Obiettivi: analizzare le componenti della giustizia,soprattutto come viene percepita

dagli alunni adolescenti; vedere se ci sono somiglianze e differenze in come prof e

studenti percepiscono la giustizia; approfondire le articolazioni tra le aree

contestuali distinte nello studio

• Ipotesi fatte: elaborazione complessa del concetto di giustizia; diversa percezione

di giustizia in base al ruolo dei partecipanti; salienza di alcuni aspetti in relazione

all’ambito contestuale privilegiato dai partecipanti: scuola e classe

• Campione: 110 persone tra studenti e prof di ruolo e precari; dati raccolti con

interviste semi-strutturate; analisi dei dati fatte: delle associazioni,della specificità e

delle corrispondenze; aree: contestuale,della g.distributiva,relazionale e

procedurale Area contestuale

• Figure responsabili (prof di più rispetto al preside che è poco

influente e la sua percezione è debole)

• Esperienza di ingiustizia(bassi livelli di giustizia

relazionale,poca fiducia nei prof che non sanno svolgere il

lavoro loro e che non trattano equamente gli alunni)

• Capacità di interventosfiducia dei ragazzi nella loro possibilità

di contribuire alla giustizia

• Valutazione dell’ingiustizia (prof e compagni)

• Ingiustizia/pregiudizioetichettamenti negativi da parte dei prof

• Percezione di giustiziadifficile da concettualizzare

Giustizia in generale

• Significato della giustizia (giusti quei prof che motivano i propri comportamenti e

stima e autorità guadagnata dai prof con le loro mani)

• Ostacoli degli adolescenti quando devono mettere in atto un comportamento

giusto (paura d essere puniti,di doversi scontrare coi prof,di avere ritorsioni

personali,preservazione personale). Altri invece non temono nulla,ma piuttosto

sono disposti ad assumersi le loro responsabilità per essere giusti

• Sanzioni seguite da comportamenti ingiusti(sono più severe quando riguardano

loro stessi rispetto a quando riguardano prof e pari)

Giustizia distributiva

• Valutazione dell’imparzialità dei prof

• Voti e preferenze

• Riconoscimento di meriti e premi

Giustizia procedurale

• Come vengono distribuiti i voti con criterio

• Strategie dei prof per far capire i criteri di

distribuzione dei voti e delle risorse

• Sostegno percepito da parte dei prof

Giustizia relazionale

• Come i prof si rapportano agli alunni(i prof sono attenti e interessati al vissuto scolastico dei

ragazzi e mostrano preoccupazione e sollecitudine)

• Interazione scuola-famiglia(solo ai colloqui.questo mostra come gli alunni mettano al corrente i

propri genitori dei proprio problemi e difficoltà)

• Relazioni tra studenti(non sempre sono piacevoli,molto spesso entrano in conflitto per questioni

scolastiche.i più piccoli hanno una coesione minore rispetto ai più grandi che stanno nella

stessa classe da più tempo. Se c’è buona coesione e rapporto col gruppo->benessere e

rivolgimenti positivi.un buon clima assicura sicurezza,fiducia per il futuro,relazioni migliori)

• Come vengono gestiti i conflitti(molti alunni non li sanno gestire,ma con l’età la situazione

cambia: i più piccoli non contraddicono i prof,ma i più grandi si o cercano di cavarsela da soli

con reazioni emotive quali rabbia e pianto e vanno ad affrontare’di faccia’ i prof)

• Benessere degli studentirendimento e relazioni soddisfacenti

Per i prof…

La giustizia è intesa con un approccio più collettivo con riferimenti al processo

educativo,al rispetto delle regole,all’equilibrio tra diritti e doveri,al coinvolgimento di

tutte le componenti. Viene sottolineata la differenza tra precari e di ruolo da:

personificazione dello studente,attenzione alla comunicazione e agli aspetti

relazionali della giustizia,consiglio di classe=gruppo di riferimento,essendo diventato

il precariato una condizione stabile,i precari sono più soggetti allo stress per il tipo di

vita che devono fare con l’aggiunta di due fattori: affrontare le emozioni,il

comportamento e la disciplina degli alunni e percepire relazioni insoddisfacenti e

mancanza di sostegno da parte di colleghi,preside e genitori degli alunni

Capitolo 5

A scuola

di giustizia

e

democrazia

La scuola è anche il posto per imparare a vivere democraticamente e

moralmente mediante l’esercizio della giustizia

- Kohlberg e la creazione dell’atmosfera scolastica

- Nussbamscuola come ambiente dove creare persone responsabili e

democratiche

- Deweyscuola come luogo dove si incontrano interessi e istanze diverse con il

riconoscimento che essi devono trovare un terreno comune per realizzarsi

- Just community approachcrea condizioni in cui gli allievi sperimentano

giustizia e democrazia per applicare ciò che imparano fuori le mura scolastiche

- Scuola di BarbianaDon Milani per istruire i meno fortunati e dare loro anche

possibilità di imparare ciò che i più fortunati imparano a scuola

- Scuola come luogo di apprendimento non solo conoscitivo,ma anche morale

(democr e responsabilità)

Just community apporoach

• Insegnamento moraleambiente migliorato e

giusto(confronto

collettivo,dibattito,ascolto,imparare a mettersi nei

panni degli altri,discussione socratica su

argomenti etici e morali) *

• **Si serve di alcuni elementi strutturali: incontri

dell’intera scuola,gruppi che mediano e risolvono i

conflitti,correggono e puniscono i colpevoli,piccoli

gruppi consultivi che hanno lo scopo di discutere i

problemi e cercare soluzioni,gruppi di

rappresentanza di ogni classe e docente)

• La sua applicazione ha avuto successo e

si sono proposti 3 metodi di insegnamento

della democrazia:

- Analitico (studio teorico delle istituzioni e di

cui operano)

- Formale (si insegna agli studenti come

operare praticamente)

- Mediante modifiche strutturali **

Comunicazione e linguaggio a scuola

• Mezzi di cui dispongono i prof per impartire insegnamenti morali e per far toccare con

mano ai ragazzi questioni etiche,democratiche ecc. si servono di: linguaggio

quotidiano,confronto e dibattito,rapporto maggioranza/minoranza,processi di presa di

decisione e problem solving

• Forme monologiche (un solo punto di vista valido e giusto) e dialogiche del discorso (vi

sono più punti di vista di cui discutere)

• Un professore può ostacolare o facilitare la partecipazione degli alunni. Ci sono però dei

momenti in cui deve fare prevalere il discorso monologico. L’alternanza dei due discorsi fa

sì che l’allievo acquisisca forme di partecipazione che lo fa sentire attivo nell’interazione.

Predisposizione alla negoziazione

• L’insegnante se vede disaccordo cerca di ascoltare gli

alunni e di andargli incontro dando importanza al loro

punto di vista

• La negoziazione del potere discorsivo si verifica

quando il potere non lo tiene più l’adulto. L’attacco al

potere può avvenire con qualsiasi prof e in varie

situazioni come ad esempio conflitti,sfida al potere del

prof,contributo originale se gli alunni hanno delle

alternative simili. All’attacco al potere il prof può

reagire o con immediata ripresa del potere o col

negoziare

Interazione insegnante-alllievi

• Avviene sulla base di due dimensioni: influenza del

prof sull’alunno e prossimità misurata sul continuum

fra cooperazione o opposizione; riguarda se il prof è

più predisposto al conflitto o alla cooperazione

• Avviene mediante stili interattivi misurati con il

QTI(questionaire of teacher interaction) che

comprende 8 stili interattivi che variano con

l’esperienza del prof:

- Direttività

- Amichevolezza 3 profili:

- Cooperativo: prof comprensivo,amichevole,propenso alla

- Comprensione prossimità cooperativa,vicino agli studenti per i quali si

prodiga con valutazioni più larghe e pronto ad ascoltare i

problemi dei ragazzi.Allo stesso tempo si fa rispettare e

- Lassismo instaura un clima di fiducia e serietà

- Oppositivo: irascibile,imprevedibile,opposizione e

- Insicurezza conflitto,sempre insoddisfatto,sospettoso e negativo nei

confronti degli allievi.Clima triste,squalifica e svalutazione

dei profitti degli allievi e della loro personalità

- Ammonizione - Sottomesso: insicurezza,non viene rispettato,non sa che

fare e come comportarsi in classe,lassismo,non

interviene,ma lascia correre,disimpegno da parte degli

- Severità alunni. Clima caotico e non controllabile

I ragazzi valorizzano un insegnante cooperativo e vicino

a loro; chiedono assenza di severità e più comprensione

e comportamenti amichevoli. GIUSTO è il docente che

non fa differenze e che sa riconoscere gli sforzi,gli

impegni e i bisogni degli allievi motivazione dei

ragazzi. INGIUSTO è chi si oppone sempre ai ragazzi ed

è insoddisfattonegatività e disimpegno. NON

CONSIDERATO è quello sottomesso,non viene

valorizzato perché lo si reputa incapacenon lascia

niente ai ragazzi

Sentimento di giustizia in classe

• Chory-assad e coll: giustizia per i ragazzi riguarda gli esiti e le

procedure del lavoro dei prof

• Berti,Molinari e Speltini: giustizia ideale e reale->concetti uguali

per prof e allievi; discrepanza tra le due->ingiustizia;

ingiustizia->impegno a scuola scarso. Per gli allievi prevale

l’uguaglianza,per i prof distr in base al bisogno

• Rutter: tutto il personale scolastico deve contribuire a creare

un’atmosfera di impegno e partecipazione

• Flanagan e colleghi: democrazia e partecipazione aiutano a

formare il costrutto di giustizia negli adolescenti che vengono

così stimolati ad impegnarsi nel futuro.

Partecipazione ed impegno non sono prodotti solo da

insegnanti collaborativi e democratici,è necessario

anche che gli allievi si assumano le loro responsabilità

nel lavoro scolastico e nell’interazione; e che i docenti

riconoscano ciò come un elemento evolutivo. Molto

spesso i prof sollevano dalle responsabilità i propri

alunni mettendoli da parte anche quando sono i

protagonisti della cosa,mentre i ragazzi rivendicano

ciò. Anche i prof devono essere responsabili


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fede motta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale della salute e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Petrillo Giovanna.

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