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Capitolo 1

La giustizia nei contesti educativi: prospettive teoriche e ambiti di intervento

La giustizia è un concetto molto antico ed ha diverse facce:

  • Antica Grecia
  • Filosofia
  • Cristianesimo
  • Rappresentazioni iconografiche
  • Psicologia della giustizia

È un sentire diffuso nella popolazione ed esiste un senso di giustizia in ognuno di noi.

Tipi di giustizia

Procedurale  Imparzialità delle procedure impiegate per giungere al giudizio finale ed è fondamentale nella gestione dei contrasti e dei conflitti.

Distributiva  Imparzialità nella distribuzione delle risorse. I parametri suoi sono equità, uguaglianza e bisogno. Si manifesta con la teoria del confronto sociale (confronto con altre persone simili), modello del confronto di status (confronto con tutte le persone, anche con quelle con status superiore al proprio), teoria della deprivazione relativa (confronto tra ciò che si ha e ciò che hanno gli altri; ce ne sono due forme: egoistica e fraternalistica).

Relazionale/interattiva  Fa riferimento alle percezioni di lealtà ed onestà del trattamento interpersonale e all’importanza per le persone di far sentire la propria opinione e versione dei fatti; modello del valore del gruppo (le persone inferiscono il proprio status da come il gruppo lo tratta. In base al trattamento si possono sviluppare nelle persone punti di vista sul gruppo e sulla propria posizione).

Giustizia sociale

La giustizia è sociale perché comporta sempre una relazione e perché i suoi significati non possono essere compresi al di fuori dei contesti socio-culturali e normativi.

La convivenza

  • È il punto di partenza per formare un mondo giusto.
  • Condivisione esistenziale fondamentale per il benessere, la soddisfazione e gli altri esiti della vita (matrimonio, famiglia e lavoro).
  • Presente e necessaria nei contesti organizzativi, sociali e affettivi.
  • Avallone definisce 10 dimensioni per la convivenza nei contesti.
  • La convivenza è rilevante nell’ambito scolastico per la costruzione di un clima di classe (supporto degli insegnanti e dei compagni e promozione di comportamenti che aiutano la formazione della giustizia).
  • Kohlberg e ‘la comunità giusta’ (autogoverno, diversità nel corpo studentesco, piena ed egualitaria partecipazione di insegnanti e studenti, un buon clima di classe assicura la facilitazione dello sviluppo di norme collettive e dell’influenza delle condizioni democratiche sul ragionamento morale e sul comportamento nel gruppo)  l’apprendimento è frutto di uno scambio reciproco in cui i protagonisti sono attivi.

Senso di comunità

  • Percezione della similarità con altri.
  • Interdipendenza con altri.
  • Sentirsi parte di qualcosa in modo stabile e affidabile.
  • Importantissimo per gli adolescenti affinché stiano bene e vivano sempre meglio.

La giustizia in contesto

  • Ambito familiare (come i genitori si relazionano coi figli: riconoscendo l’importanza dei propri figli trasmettono loro il concetto di giustizia e li rispettano. In questo modo migliora il senso di appartenenza e i comportamenti cooperativi).
  • Ambito scolastico (gli alunni osservano se i prof sono giusti ed equi; in esso vi sono tutti e tre i tipi di giustizia mediante la modalità di attribuire voti e di distribuire le risorse. In un contesto giusto, gli alunni potranno trarre solo vantaggi e si sentiranno autoefficaci e soddisfatti. Essenziale è anche la credibilità dell’insegnante; il caring, cioè quanto i prof si fanno carico degli alunni con i loro problemi e il carattere dell’insegnante in termini di serietà).
  • Ambito socio-culturale.

Capitolo 2

La giustizia nelle relazioni familiari: la devianza minorile

Sviluppo della giustizia riparativa

Alternativa alla giustizia procedurale  il danno non deve essere punito, ma deve essere sanato e ricostruito mediante la responsabilizzazione del colpevole che ha un ruolo attivo nel conflitto e nella sua soluzione.

Attuazione di azioni devianti e protettive nei confronti della devianza

  • La famiglia è la prima responsabile della socializzazione e dello sviluppo morale. È qui che i conflitti sorgono e vengono risolti con attiva partecipazione del ragazzo o meno.
  • La dimensione emotiva prevede vergogna e senso di colpa. Quest’ultimo riguarda l’attenzione sul proprio sé in relazione al reato; l’adolescente tende a chiedere scusa e a fare ammenda. La vergogna, invece, in base alla RST (reintegrative shame theory) può essere fattore di protezione rispetto alla devianza ed elemento per ricostruire la giustizia in senso riparatore. La vergogna è correlata positivamente all’aggressività, ma alcuni studi smentiscono ciò ed inoltre essa si presenta difficilmente quando si compie un reato fuorché nei confronti della famiglia in termini di delusione per i genitori e perdita di fiducia degli stessi che credevano nell’adolescente. Si presenta difficilmente perché riguarda l’intero sé, non il sé nei confronti del reato a differenza del senso di colpa e implica evitamento e nascondimento.

Studio sulla devianza minorile

  • Vergogna  difficile da provare e riconoscere, e viene negata in senso forte. Quando si esperisce fa riferimento all’incontro tra sfera familiare e istituzionale.
  • Colpa  più facilmente si manifesta; la sua fonte non è la persona offesa, ma la famiglia (reato = tradimento fiducia della famiglia); quando si esperisce verso l’offeso induce assunzione di responsabilità e riconoscimento del proprio atto.
  • Delusione  per avere deluso i genitori; accompagnata da rabbia, dispiacere e delusione.

Giustizia e riparazione

  • Giustizia  non riconosciuta o insignificante perché sostituita dalla ‘legge della strada’ per la quale la giustizia viene adempiuta con vendetta e umiliazione personale.
  • Riparazione  impossibile o non pensabile perché l’errore non genera desiderio di riparazione, ma tende a fare accettare passivamente le conseguenze. Dove è pensabile, si attiva un desiderio di restituzione economica e di vendetta e violenza.

Relazioni familiari

Le relazioni possono essere positive ed intoccabili o assenti e fragili. La figura genitoriale è in relazione col ragazzo e quindi può avere una relazione anarchica (autodeterminazione dell’adolescente e impossibile per i genitori imporgli regole) o assente (privata della partecipazione del ragazzo). Se è presente  soddisfazione per l’adolescente di essere coinvolto nel conflitto gestito con dialogo e confronto.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fede motta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale della salute e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Petrillo Giovanna.
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