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può essere espressa con la seguente formula: rinnovare la teoria e la prassi clinica a partire da ciò che

concretamente pensa e prova il pz.

PARTE PRIMA. TEORIA GENERALE E TEORIA CLINICA La soluzione di Beck ed Ellis

CAP. 1 La realtà clinica è sempre in qualche misura, una costruzione reciproca tra T e pz dove facilmente si

STORIE, TEORIE E TECNICHE DELLA PSICOTERAPIA COGNITIVA (Semerari) instaurano circoli di mutua convalida.

Per cogliere l’esperienza concreta di un pz, un T ha comunque bisogno di una teoria e di un metodo con

CAP. 1 – L’ORIGINE E LO SVILUPPO DEL COGNITIVISMO CLINICO cui mettere ordine e stabilire gerarchie di rilevanza nell’insieme non organizzato delle informazioni che

Definizioni preliminari il pz comunica.

Il modo peculiare con cui Ellis e Beck ritennero di risolvere questo problema fu di indagare

I termini di terapia cognitiva rimandano ai contributi di Aaron Beck e Albert Ellis e alle loro scuole. sistematicamente sulle rappresentazioni coscienti o preconsce che precedono, accompagnano e seguono

Beck e Ellis vengono abitualmente riconosciuti come i fondatori dell’attuale cognitivismo clinico, immediatamente uno stato emotivo problematico.

mentre gli autori che prima di loro avevano proposto teorie analoghe viene riservato il ruolo dei Tali rappresentazioni consce permettono di comprendere con un minimo di inferenza, le ragioni di molte

precursori. sofferenze emotive e del loro perpetuarsi nel tempo. Beck chiamò queste rappresentazioni pensieri

Beck è stato, inoltre, colui che ha coniato la definizione di “psicoterapia cognitiva” favorendo, col automatici. Questo tipo di pensieri non sono solo di natura transferiale.

successo del nome, l’autocoscienza della propria identità culturale nei terapeuti che vi si riconoscevano. Alcune caratteristiche intrinseche dei pensieri automatici sembrano dare ragione delle loro condizione

L’approccio di Ellis e Beck viene da alcuni autori definito anche “approccio razionalista”. Tale termine preconscia e dello sforzo di attenzione necessario per renderli pienamente consapevoli. In primo luogo

è usato come antitetico a costruttivista. essi si presentano alle mente in modo automatico senza che l’esperienza soggettiva di uno sforzo di per

La scuola di Beck preferisce autodefinirsi terapia cognitiva standard (TCS). Questa definizione ha il sé. In secondo luogo essi hanno, per chi li produce, un contenuto di ovvia plausibilità senza distanza

vantaggio di essere abbastanza neutrale in quanto può riferirsi al semplice dato di fatto che si tratta critica.

dell’approccio più diffuso. Il termine standard si riferisce a dei dati di fatto storici e sociali e non Altra importante caratteristica dei pensieri automatici sta nel fatto che essi esprimono una modalità

esprime di per sé una supremazia teorica e meno che mai il modello di riferimento di un’ortodossia. costante di attribuzione di significato degli eventi caratteristici della persona che li produce.

Erroneamente si fa discendere la TCS dal Comportamentismo. Beck indica esplicitamente l ’ origine Perché è necessario istruire i pazienti a prestare attenzione ai pensieri che precedono e accompagnano il

della TCS nell’insoddisfazione per la pratica Psicoanalitica dalla quale egli proveniva. vissuto emotivo, se tale attività mentale sembra così facilmente accessibile alla coscienza? Perché i

L’origine della terapia cognitiva standard pensieri automatici negativi (NAT) sono:

La versione più diffusa della storia delle origini della terapia cognitiva vuole che essa si sia sviluppata •

Automatici no sforzo di riflessione

dalle terapie comportamentali riproducendo in campo clinico il passaggio che tra gli anni ’60 e ’70 •

Forma abbreviata e telegrafica tipica del dialogo con se stessi linguaggio soggettivo

aveva visto gli approcci cognitivi sostituire le teorie comportamentiste nell’ambito della psicologia di •

base.

Hanno, per chi li produce, un contenuto di ovvia plausibilità senza distanza critica non sono

Un aspetto sottovalutato è, nella storia della terapia cognitiva standard. Della formazione psicoanalitica vissuti come valutazioni soggettive

di Ellis e Beck e della crisi della psicoanalisi negli Stati Uniti che essi si trovarono a vivere. È Esprimono modalità costanti di attribuzione di significato caratteristiche del P

importante pensare il lavoro di Ellis e soprattutto quello di Beck come una reazione alla crisi della teoria Le ricorrenze tematiche individuabili nei NAT indicano secondo Beck l’esistenza di regole di inferenza

clinica psicoanalitica così come venne vissuta da molti giovani e brillanti analisti americani della loro e le strutture di significato stabili che sottendono i processi si pensiero e l’attività immaginativa ossia il

generazione. modello cognitivo schema cognitivo.

La crisi consisteva nel rapporto problematico che veniva percepito tra i due livelli della teoria Il concetto risale a Neisser (1967; 1976), al quale si deve anche l’aggettivo “cognitivista”. Percezione,

psicoanalitica individuati da Rapaport: la teoria clinica e la metapsicologia. immaginazione, memoria, problem solving e pensiero sono processi di costruzione che si basano sulla

La metapsicologia delle pulsioni cominciò a essere considerata un insieme mal definito di concetti conoscenza precedentemente accumulata in strutture cognitive. Neisser chiama queste strutture ponte tra

erronei, derivata da una neurobiologia ottocentesca ormai obsoleta. Ci si pose così il problema di quanto passato e presente SCHEMI.

la teoria e la prassi clinica fossero inficiate da assunti generali di tipo, metapsicologico ormai ritenuti Tali concetti rappresentano il principio di spiegazione dia del fatto che due persone concettualizzano la

inaccettabili. stessa situazione in modo diverso, sia del fatto che la stessa persona tende a essere coerente nelle sue

Gli autori animati da un prevalente interesse teorico e maggiormente influenzati dal lavoro di Rapaport interpretazioni e a concettualizzare situazioni diverse nello stesso modo.

si impegnarono nel tentativo di costruzione di una teoria clinica indipendente dalla metapsicologia. Altri Il concetto di schema viene a costituire il fondamento delle teorie cognitive della personalità poiché

si interessarono al rinnovamento della pratica clinica cercando modalità di trattamento più vicine risponde a due fondamentali questioni di ogni teoria della personalità: cosa rende due persone

all’esperienza realmente vissuta dal pz. psicologicamente diverse tra loro e cosa rende una persona psicologicamente simile a se stessa nel corso

Importante a questo proposito è la distinzione tra approccio euristico e approccio stereotipato. del tempo.

L’approccio euristico è per Peterfreund il metodo analitico che cerca di comprendere i disturbi del pz a Gli autori che fanno riferimento all’approccio standard quando parlano degli schemi dei loro pz sono

partire dai suoi significati personali. Al contrario l’approccio stereotipato consiste nell’interpretare i soliti definirli disfunzionali.

disturbi in base a concetti teorici generali per poi attendere che il lavoro analitico dischiuda al pz la Per l’approccio standard uno schema è considerato disfunzionale in diversi sensi: perché distorce la

verità già ipotizzata dall’analista in base al formulario metapsicologico. realtà, perché provoca sofferenza, perché conduce a interpretazioni pervasive e scarsamente

Comune era l’esigenza di un approccio euristico che permettesse una formulazione del problema che il differenziate degli eventi.

pz potesse condividere sulla base della propria esperienza personale. Bartlett in “Remembering” (1932) afferma che la memoria e i processi cognitivi sono funzioni attive

L’approccio cognitivo standard nasce in un contesto di idee e problemi largamente condivisi dagli organizzate da schemi e che gli schemi sono strutture “calde” che veicolano gli interessi e le tendenze

psicoanalisti americani in un determinato periodo storico. Tra queste esigenze una delle più importanti dell’agente connesse con motivazione e affettività.

In sintesi gli schemi:

1 2

• – Core belief: “Sono inferiore agli altri e mentalmente inetto… verrò

Sono modalità attive di organizzazione dei dati, basate su modelli mentali, astrazioni abbandonato o sbeffeggiato da tutti”

prototipiche di concetti o situazioni complessi

• – Belief intermedi:

Hanno una funzione valutativa e interpretativa •

• Attitudini: “È terribile essere incompetente”

Generano il significato degli eventi e le concomitanti reazioni affettive e motivazionali dal • Regole: “Devo sempre lavorare duramente al massimo delle mie possibilità”

momento che influenzano l’elaborazione e l’organizzazione di nuove informazioni •

• Assunzioni: “Se lavoro duramente al massimo delle mie possibilità posso fare alcune cose che le

Hanno origine dall’esperienza passata

• altre persone fanno con facilità”

Hanno una natura modulare (William et al., 1988) l’attivazione di una parte tende a produrre Come ha evidenziato Beck (Beck et al., 1976; Alford, Beck, 1997), le distorsioni cognitive sono

l’attivazione del tutto

• influenzate dall’umore ma, a loro volta, lo influenzano intensamente.

Spiegano come strutture mentali inconsce possano generali eventi mentali percepibili Una concezione leggermente diversa, che solitamente viene associata all’approccio standard, è quella di

coscientemente, come pensieri ed emozioni (Stein, 1992)

• Ellis e della sua scuola, ovvero quella che oggi viene denominata terapia relazionale emotiva

Sono alla base della teoria della personalità cognitivista e spiegano le differenze individuali e comportamentale, la quale sottolinea cin forza gli aspetti motivazionali e formali del comportamento.

l’uguaglianza della persona a se stessa nel corso del tempo e in diversi contesti e situazioni Secondo tale concezione, alla base dei processi di pensiero vi sarebbero convinzioni irrazionali relative

Young parla invece di Early Maladaptive Schema (EMS) cioè un tema o un modello generale e a uno scopo concepito in termini assolutistici e dogmatici.

pervasivo, composto da ricordi, emozioni, cognizioni e sensazioni fisiche e riferito a se stessi e alle Queste regole così assolute dovrebbero proprio per il loro carattere pervasivo, essere facilmente

proprie relazioni con gli altri sviluppato durante l’infanzia e l’adolescenza ed elaborato lungo la propria disconfermate dagli eventi della vita reale. Tali disconferme dovrebbero già di per sé ridimensionare il

storia di vita e significativamente disfunzionale. carattere ipervalente e pervasivo degli schemi disfunzionali.

l comportamento non è parte dello schema in sé ma i comportamenti disadattivi si sviluppano come Secondo Beck, Rush, Shaw e Emery a impedire la correzione delle convinzioni generate dagli schemi

risposta a uno schema. Ossia, il comportamento è guidato dallo schema ma non è parte di esso. disfunzionali sono gli errori procedurali sistematici nei processi di valutazione e di giudizio che

Gli EMS spesso hanno origine in esperienze traumatiche precoci abbandono, abuso, trascuratezza o abitualmente tali pz compiono.

rifiuto. In età adulta gli schemi vengono attivati da eventi di vita o da stati interni (ricordi, immagini, Gli errori sistematici sono:

sensazioni, stati d’animo) natura modulare. Non tutti gli EMS hanno origine in esperienze 1. la deduzione arbitraria: si riferisce al processo di trarre una determinata conclusione in assenza

traumatiche: di prove che la sostengano

- Iper-protezione da parte dei genitori schema di Dipendenze/Incompetenza 2. L’astrazione selettiva: consiste nel concentrarsi su un particolare estrapolato dal suo contesto

- Esperienze aversive ripetitive e costanti lungo tutto l’arco dell’infanzia e dell’adolescenza. concettualizzando l’intera esperienza sulla base di questo frammento

Uno schema è definito disfunzionale, quando: 3. La generalizzazione eccessiva: consiste nel trarre una regola generale sulla base di uno o più

• Distorce la realtà episodi isolati

• Provoca sofferenza 4. L’ingigantire e il minimizzare: si riflettono in errori nel valutare il significato o l’importanza di

È ipervalente interpretazioni pervasive e scarsamente differenziate degli eventi un evento

• lo

Dà luogo a falsi sillogismi, che regolano i NAT schema è descrivibile come una regola 5. La personalizzazione : si riferisce alla tendenza del pz a porre gli eventi esterni in relazione a se

inferenziale implicita stesso quando non vi sono elementi per operare tale associazione

Gli schemi tendono ad auto-perpetuarsi per effetto del bisogno di coerenza (tendenza all’assimilazione) 6. Il pensiero assolutistico, dicotomico: si manifesta nella tendenza a collocare tutte le esperienze

e come risultato di circoli viziosi. in due categorie opposte (perfetto-difettoso, immacolato-sporco, santo-peccatore). Nel

Tre meccanismi primari: descrivere se stesso il pz sceglie la categoria più negativa

- distorsioni cognitive

- temi di vita self-defeating es. introdursi in situazioni interpersonali che tendono ad attivare e Caratteristiche della terapia cognitiva standard

confermare lo schema, evitando, nel contempo, proprio le situazioni che lo potrebbero falsificare In base a questi concetti Beck elaborò un modello di intervento clinico attivo. Gli assunti fondamentali

- stile di coping nei confronti dello schema alla base di tale modello sono essenzialmente tre:

Da un punto di vista sociale, il soggetto può assumere degli atteggiamenti che possono facilmente 1) Una caratteristica centrale dei disturbi psicologici è costituita dalla presenza di un insieme di

produrre reazioni negative da parte degli altri e, per meccanismi circolari, si può così ulteriormente schemi o modelli cognitivi disadattivi che regolano l’elaborazione dell’informazione. La teoria

rinforzare lo schema. cognitiva assume che è possibile tracciare un profilo cognitivo diverso per le diverse principali

Possiamo osservare 3 stili di coping disadattivi: sindromi psichiatriche

1. Iper-compensazione fare di tutto per disconfermare la rappresentazione di fondo e/o per 2) Tali modelli si esprimono attraverso i pensieri automatici e l’immaginazione cosciente. La

evitare la minaccia in essa contenuta terapia cognitiva standard richiede un atteggiamento introspettivo e volto all’insight, intendendo

2. Evitamento tenersi lontano dalle situazioni che attivano lo schema (sofferenza) e/o che la presa di coscienza dei significati personali con cui l’individuo organizza le proprie esperienze

potrebbero far succeder quello che il soggetto teme di sé e del mondo

3. Resa ferma convinzione nella veridicità dello schema e rassegnazione al fatto che le cose 3) Gli schemi vengono espressi sotto forma di convinzioni e credenze e, come tali, vengono

andranno sempre in un certo modo. sottoposti ad analisi logica e verifica empirica. Tale processo parte da una presa di distanza

Le credenze centrali (core belief o schemi) influenzano lo sviluppo dei belief intermedi che possono critica e punta a una modifica degli assunti disadattivi che, a sua volta, comporta una correzione

essere classificati in: nel processo di elaborazione dell’informazione che allevia la sintomatologia clinica.

– Attitudini In questo quadro la metafora con cui i terapisti cognitivi cercano di descrivere la terapia standard e

– Regole quella di una ricerca con il T in veste di supervisore. Tale metafora è condivisa anche dall’approccio

– Assunzioni terapeutico proprio della psicologia dei costrutti personali. Tuttavia la comune terminologia cela

Esempio: 3 4

differenze tra i due approcci. Il costruttivismo proprio della psicologia dei costrutti personali rende comprensibili del pz. Il T deve usare il più possibile il linguaggio del pz ed evitare una

la ricerca molto più aperta di quanto previsto dall’approccio standard. terminologia specialistica, rendendo così il contenuto del colloquio facilmente assimilabile.. in

Nell’approccio cognitivo standard, il T ritiene, invece di possedere informazioni a priori molto secondo luogo attraverso il dialogo socratico si mantiene l’onere della prova sulle convinzioni

precise su ciò che vi è di disfunzionale e di distorto nei processi cognitivi del pz disadattive del pz. Naturalmente come ogni tecnica, se usata in modo stereotipato può rivelarsi

DALLE SLIDE Modello clinico attivo, focale e facilmente riproducibile. Tale riproducibilità controproducente.

permette verifiche di efficacia con studi controllati. Di conseguenza è possibile selezionare dei 3) La scoperta guidata: rappresenta in qualche modo l’anima della terapia cognitiva standard. Essa

profili cognitivi dei vari disturbi che derivano da: inizia fin dalla prima seduta e si modifica adattandosi continuamente alle esigenze specifiche del

- Insiemi di schemi disfunzionali caso e alle fasi della terapia. Dopo che il T e pz hanno concordato una definizione soddisfacente

- Errori procedurali che mantengono gli schemi e che sono da essi generati. del problema presentato, il T spiega nel modo più chiaro possibile i principi e i metodi della

Collaborazione tra clinico e P nell’individuazione degli schemi: terapia e consiglia al pz dei compiti sistematici di autosservazione. Nell’approccio standard tali

- Individuabili dai processi disadattivi espressi nei NAT compiti sono strutturati nel modo seguente. Il pz viene, in primo luogo, invitato ad appuntarsi

- Atteggiamento introspettivo (insight). quali sono le emozioni principali coinvolte nell’esperienza problematica. In secondo luogo si

Gli schemi vengono espressi sotto forma di convinzioni e credenze (anche se possono non essere chiede al pz di segnare le situazioni e le circostanze in cui è insorta l’esperienza problematica. In

proposizionali): terzo luogo, lo si invita a scrivere in quale modo ha valutato tali circostanze e più precisamente

- Distanziamento critico quali sono le rappresentazioni in termini di pensieri e/o immagini che hanno immediatamente

-

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher roxx86 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Interventi a sostegni dell'individuo e della famiglia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof De Caro Maria Fara.
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