Psicoterapia 2° modulo appunti
26/02/15
La teoria freudiana
La teoria Freudiana si basa sullo “sviluppo psicosessuale” che si basa sul processo pulsionale della “libido” che è presente fin dalla nascita. Freud descrive il bambino come “perverso polimorfo”:
- Perverso: ricerca il piacere senza una finalità riproduttiva;
- Polimorfo:
Tutta la sua teoria è centrata sui processi intrapsichici e sui concetti di inconscio e i meccanismi di rimozione. Si deve a Freud la scoperta dell’esistenza di una “sessualità infantile” il caso del piccolo Hans. Per Freud, inoltre, il bambino è in una sorta di narcisismo primario.
Le fasi della sessualità secondo Freud
- Fase orale: 0-18 mesi. In questa fase predomina l’Es. Se il bambino stava troppo attaccato al seno materno potrebbe sviluppare un’inclinazione al vittimismo, alla regressione;
- Fase anale: 18-36 mesi. In questa fase avviene nel bambino la capacità del controllo degli sfinteri. Il bambino mostra spesso interessi verso i propri escrementi. Inoltre, l’espulsione è spesso accompagnata dalla paura di perdita e da un senso di incompletezza. Secondo Freud l’espulsione può generare nel bambino eccitazione (gratificazione anale). La capacità di controllo degli sfinteri aumenta l’autostima del bambino per la sua maggior autonomia. Se la gratificazione è associata alla facilità di espulsione si potrà avere un “carattere anale espulsivo” (crudele, distruttivo, manipolatorio), se al trattenere le feci si avrà il “carattere anale ritentivo” (meticoloso, ostinato, ossessionato dall’igiene e ordine);
- Fase fallica: 3-6 anni. L’energia libidica si sposta dall’ano ai genitali. In questa fase iniziano ad esplorare i loro genitali e a vedere che li danno piacere e scopre anche la differenza dei sessi. Comportamento esibizionista. È in questa fase che si sviluppa il “Super-Io” che è dovuto all’elaborazione del complesso di Edipo. Il complesso di Edipo: ciò insieme al senso di eccitamento per la madre. Per risolvere il senso di colpa e di angoscia per la castrazione il bambino si identifica con il padre.
Anna Freud (1895-1982) è considerata la fondatrice della psicanalisi infantile. Ha iniziato i suoi studi sui bambini orfani di guerra.
Melania Klein (1882-1960) inizia a spostare l’attenzione sulla relazione madre-bambino (che si instaura dalle primissime esperienze del bambino). La Klein afferma che il bambino fino ai 2 mesi è rappresentato dalle sue percezioni interne e dai suoi bisogni. Afferma anche che l’alternarsi di situazioni gratificanti e frustranti con la madre provoca ambivalenza nel bambino. A partire dai 3 mesi il bambino inizia a percepire l’oggetto madre nella sua interezza.
Winnicott era pediatra e psicanalista inglese (1896-1971), diviene centrale la relazione madre-bambino e l’attenzione si sposta sulla simbiosi madre-bambino partendo dalla gravidanza, mentre prima era focalizzata unicamente sul bambino. “L’identificazione primaria” permette alla madre di riconoscere i bisogni del bambino, ponendosi come protezione da stimoli eccessivi. La “costruzione del sé” avviene attraverso un processo di continuum di separazione-individuazione che permette lo sviluppo del sé che si compie in circa 30 mesi. Winnicott afferma che, soprattutto nei primi mesi di vita, il contatto fisico è molto importante.
“Contenimento” della Holding: è il prendersi cura del bambino permettendogli gradualmente di affrontare la realtà esterna, integrando anche le esperienze dolorose ponendosi come base. “L’ossitocina” è l’ormone del piacere e ci permette l’orgasmo.
5/03/15
La ricerca sull'infanzia e il contributo di Sander
Sander ha iniziato la stagione dell’infant research a Boston. Lui è psicanalista e ricercatore nel campo dello sviluppo. Lui ha rivoluzionato la concezione del neonato. La “conoscenza relazionale implicita” è la bussola con cui il bambino si orienta. La conoscenza implicita è subsimbolica, non verbale ed inconscia e non direzionata. La “conoscenza esplicita” è quella che viene valutata attraverso l’espressione verbale. Ciò che dà il maggior cambiamento è il momento di incontro che si produce attraverso i processi interattivi ed intersoggettivi tra paziente e terapeuta. Il momento di incontro viene percepito soggettivamente da paziente e terapeuta come improvviso grande cambiamento qualitativo della coscienza relazionale implicita. Il momento di incontro è preceduto da una serie di “momenti presenti” che diventa rilevante quando assume una forte valenza affettiva. La regolazione degli stati diadici implica un’influenza bidirezionale tra i soggetti.
Quando si lavora con i minori bisogna fare attenzione soprattutto al 1° incontro. Nel senso che dobbiamo avere il consenso di entrambi i genitori per fare la valutazione, anche nel caso in cui c’è anche solo 1 genitore che è favorevole possiamo essere denunciati. È meglio affiancarsi ad un pediatra. Il pediatra in questi casi può visitare il bambino e, esclusi problemi organici/fisici, può refertare “è richiesta una valutazione psicologica”. Come protocollo si dovrebbe utilizzare in 1° visita: colloquio con i genitori e poi colloquio con il minore.
“Dobbiamo essere pronti ad accettare qualsiasi cosa dai pazienti”. La “restituzione condivisa” può essere un momento molto importante nel creare un rapporto. I “test” ti danno dati quantitativi (età mentale, Q.I.) e sono molto utili per la ricerca, nel parlare con i colleghi e sono molto importanti anche per inquadrare il bambino. Il “setting” è molto importante e deve essere protetto e privato.
Anamnesi: si fa con entrambi i genitori. Si raccoglie tutta la storia del paziente ed anche i dati anagrafici (utili a scopi di ricerca). Inoltre, è molto importante avere a mente le tappe dello sviluppo e le pregresse diagnosi e terapie. Se è presente ritardo dello sviluppo del linguaggio è molto importante accertarsi se qualcun altro in famiglia ha avuto lo stesso problema perché è una condizione che può essere scatenata dalla famiglia. Ci dobbiamo sempre preoccupare quando c’è un ritardo nella deambulazione autonoma.
12/03/15
Diagnosi e valutazione clinica
Per fare diagnosi non possiamo farla solo con i test psicometrici! Dobbiamo sempre affiancare questo tipo di valutazione al colloquio clinico. Per il setting per l’età dello sviluppo dobbiamo avere: arredo, giochi (anche strutturati).
-
Psicoterapia dell'età adulta, appunti
-
Psicoterapia infantile
-
Psichiatria - psicoterapia
-
Psichiatria – Psicoterapia