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Il padre gli suggerisce il pipino e il sederino più grande come li ha il papà, hans aggiunge anche i

peli e i baffi.

SI MODIFICA L’INTERPRETAZIONE DELLA PRIMA FANTASIA: la vasca è il sederino

e il giravite sempre il pipino. La paura della vasca grande è perché il suo sederino è troppo

e il pipino grandi come il padre, L’ANGOSCIA NASCEVA DAL

piccolo, vorrebbe il popò

FATTO CHE LI AVEVA PICCOLI.

PER FREUD HANS E’ GUARITO PERCHE’ HA SUPERATO L’ANGOSCIA DI

E’ VENUTO E GLI HA PORTATO

CASTRAZIONE: IL MEDICO-IDRAULICO VIA IL

PENE MA PER DARGLIENE UNO PIU’ GRANDE. (RICORDA CHE LA MADRE GLI

AVEVA DETTO CHE AVREBBE CHIAMATO IL DOTTORE CHE GLI AVREBBE

PORTATO VIA IL PIPINO).

Dopo la madre ringrazia Freud: era passata la fobia dei cavalli e anche quella della vasca.

I resoconti del padre si concludono che dei chiarimenti:

1. dopo avergli rivelato che le donne non hanno il pipino non si era avuta una vera remissione dei

sintomi della fobia in quanto era stato costretto ad uscire in quanto angosciato

2. Lo sciroppo di lamponi è dato ad Hans perché stitico e confonde sparare con defecare

3. la sua camera: è andato in camera sua quando aveva 4 anni

4. c’è ancora un residuo di sintomi come il fare domande sugli oggetti (tram, macchine)

5. Hans non capisce cosa c’entra il padre con il fare i bambini e dice “io sono anche tuo?” perché

per lui ancora li fa la mamma.

DISCUSSIONE DI FREUD SUL CASO

Freud analizza le sue osservazioni sul caso da tre punti di vista:

1. queste osservazioni sono in grado di dare ragione a quanto scritto nei Tre saggi sulla

sessualità del 1905?

Secondo Freud concorda con i tre Saggi che sono fatti a seguito di osservazioni su adulti. Ma

per Freud vanno fatte due osservazioni: la prima riguarda il fatto che Hans era predisposto alla

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nevrosi, un piccolo degenerato , per cui le conclusioni nei suoi riguardi non possono essere

applicati ai bambini normali; la seconda riguarda il fatto che le osservazioni di Freud sono state

fatte sui racconti del padre. Alcuni possono pensare che si tratta di suggestioni perché i bambini

sono facilmente suggestionabili e per questo le affermazioni dei bambini non sono attendibili. I

bambini per Freud sono più sinceri degli adulti e se le loro affermazioni non sono attendibili è

perché predomina l’immaginazione mentre negli adulti il pregiudizio. Per quanto riguarda hans

produceva tutto con grande naturalezza e solo dopo la fobia era divergente tra quello che

pensava e quello che diceva ma questo si riscontra anche negli adulti. E’ vero che i genitori

hanno stimolato ad Hans alcuni pensieri ma questo accade in tutte le analisi anche con gli adulti.

Comunque Hans dimostra una certa indipendenza che lo libera dall’accusa di suggestione. Una

fase di oscurità nell’analisi si è avuta perché Freud non aveva chiarito al padre che il problema

della nascita era collegato con la funzione escretoria e questo è importante perché Hans

cominciò senza condizionamento alcuno a parlare di cacca. Anche il complesso di castrazione

non può essere imputabile alle sollecitazioni paterne, esso era stato stimolato diverso tempo

prima.

La prima caratteristica di Hans era il suo interesse per il pipino da cui partì lo spirito di ricerca:

distinguere oggetti animati e inanimati e ricavò che tutti dovevano gli esseri animati dovevano

1 Controlla, anche la madre aveva sofferto di disturbi nervosi, e forse era stata in cura da Freud. 11

averlo. Sarebbe stato traumatico pensare che alcuni potevano non averlo, come se qualcuno

glielo potesse strappare dal suo corpo. La minaccia della madre davanti ad una normale pratica

masturbatoria gli deve aver evocato questo timore.

Il piacere di toccare il pipino è collegato alla scopofilia, ovvero il piacere sessuale di guardare e

così comincia a guardare il pipino degli altri. Infatti all’inizio della fase di rimozione Hans in un

sogno esprime il desidero che una sua amichetta lo aiutasse a fare pipì. Ma la sua scopofilia non

era soddisfatta perchè i genitori non gli facevano vedere il loro pipino e il suo metro furono gli

animali: più grandi erano più il pipino era grande ed allora pensa che la madre deve avere un

pipino grosso come quello di un cavallo e che crescendo anche lui avrebbe avuto un pipino

grande.

Il primario piacere proveniente dalla regione genitale si lega al piacere connesso agli orifizi per

la minzione e per l’evacuazione degli sfinteri. : nella sua fantasticheria immaginava di avere dei

bambini e di portarli al gabinetto di fargli fare pipi e cacca e di pulirli perché erano azioni per

lui fonte di piacere, zone erogene che poteva in una fase più precoce aver autostimolato

trattenendo i suoi bisogni e poi provando piacere nell’evacuazione e poi successivamente erano

procurate anche dal fatto che era la madre ad accudirlo. A questo piacere si collega lo scalciare

delle gambe. Comunque hans era diventato presto un bambino pulito e mai aveva giocato con

gli escrementi. pipino e il piacere dell’evacuazione, due componenti

Nel corso della fobia il piacere di toccare il

essenziali della sua attività sessuale, furono rimosse: si vergognava di fare pipi davanti agli altri

e provava disgusto per la cacca e la pipi. Con la fantasia di portare i suoi bambini al

gabinetto supera questa rimozione.

Comunque in Hans questo primario piacere proveniente dalla regione genitale non portò a

perversioni future, non divenne omosessuale. Negli isterici e nei pervertiti la regione genitale è

meno stimolata di altre zone e meno stimolata dei normali. Ma, tra i normali che invece vivono

con preponderanza il piacere verso i propri genitali, esiste una aberrazione sessuale

rappresentata da coloro che diventeranno omosessuali. Questi hanno una particolare

predilezione per l’organo genitale maschile e una volta adolescenti rimangono delusi dal fatto

che le donne non l’hanno e si fissano ad un punto tra la fase autoerotica e la fase dell’amore

oggettuale. Quindi l’omosessualità va definita nella scelta dell’oggetto e non in una carica

è comune a tutti come in Hans che dimostra nell’infanzia affetto sia per i maschi

istintiva che

che per le femmine (Fritzl è per lui la bambina cui voleva più bene). Ma Hans era un

omosessuale come tutti i bambini e anche in quanto conosceva solo il suo organo genitale.

Ma Hans non divenne un omosessuale e si dimostrava mascolinità verso le bambine, una volta

tenero e un’altra passionale e sapeva anche spostare il suo amore per la madre verso le altre

bambine voleva “andare a letto con loro”. Quando non era con loro il suo amore si riversava

tutto sulla madre e qui inizia la nevrosi desiderando fortemente di andare a letto con la madre.

L’atteggiamento di Hans verso il padre e la madre conferma quanto esposto nei Tre Saggi e

nell’interpretazione dei sogni: era un piccolo Edipo che voleva eliminare il padre per unirsi con

la madre. Il desiderio di eliminare il padre era sorto quando erano in vacanza estiva e il

padre si assentava e solo quando non c’era poteva godere dell’intimità con la madre.

Questo desiderio di andare a letto con la madre si era fissato in questo momento.

Poi la paura di essere morso da un cavallo bianco era nata quando una persona era dovuta

partire: Lizzi. Ma qui il desiderio era ancora quello di vedere il padre partire e non di eliminarlo.

Quando era tornato a Vienna non poteva più fare affidamento sulle assenze del padre il

desiderio era quello di vedere il padre andarsene per sempre. Questa paura per lui terrificante

bloccava l’analisi e solo dopo l’incontro con Freud fu eliminata (lo sciroppo di –

lampone legato

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era rosso come il sangue) e il fucile per ammazzare erano legate all’odio verso

alla stitichezza-

il padre.

Hans era buono, dolce ed affettuoso, rifiutava la violenza e prima della fobia piangeva se

vedeva battere un cavallo.

Ma il suo sadismo era rimosso ed era necessario che si rivelasse e si manifestò con il desiderio

di molestare i cavalli. Hans viveva un conflitto interno tra l’amore per il padre e l’odio nei suoi

confronti e quando percuoteva il padre subito dopo lo baciava: una contraddizione ma la vita

emotiva di un uomo si compone di opposti. Senza opposti non vi sarebbe rimozione e

nevrosi e negli adulti i contrasti affettivi non sono mai coscienti lo sono solo nella passione.

uno non prevale sull’altro. Nei

Gli opposti continuano a reprimersi a vicenda finchè

bambini invece coesistono.

Un altro momento importante fu la nascita di Hanna quando Hans aveva tre anni e mezzo:

si inasprì verso i genitori e cominciarono problemi su cui riflettere:

a. sempre quando nasce un fratello aumenta il desiderio sessuale sollecitato dai ricordi

delle prime esperienze piacevoli

Il comportamento di Hans concorda con quanto Freud ha scritto nell’Interpretazione dei

b. sogni: non gli piaceva questa sorella e la sua ostilità che era rimossa si manifestava con

vasca da bagno. Con l’analisi si liberò questo desiderio di eliminare la sorella

la

come voleva eliminare il padre in quanto i due ostacolavano il rapporto con la

L’affetto per la sorella venne più tardi (vedi i progetti con la sorella quando

madre.

sarebbe sta grande e in grado di parlare)

c. la nascita della sorella lo portò anche a fare la sua ultima trionfale fantasia: sposarsi

con la madre ed avere da lei tanti figli che poteva accudire come voleva

2. Contributi di queste osservazioni alla patologia,la fobia.

Un giorno mentre era in strada Hans fu colto da angoscia, non sapeva perché, ma dimostrò

subito il vantaggio secondario che ne ricava: stare con la madre a casa e ricevere le sue “moine”.

A scatenare questa paura poteva essere stata la separazione che hans aveva vissuto dalla madre

quando era nata la sorella. Ma il suo desiderio di stare con la madre era tanto forte che era stato

rimosso e si era trasformato in angoscia e quando un desiderio è rimosso non trova più

soddisfazione anche se si è in presenza dell’oggetto di questo desiderio. Infatti l’angoscia non

passava anche quando usciva solo con la madre. La sua libido, repressa e rimossa, si era fissata

su un cavallo bianco che poteva morderlo.

Questi disturbi furono fobie e Hans soffriva di agorafobia, paura di spazi aperti che però

non è totalizzante in quando permette di uscire se accompagnati da una persona di

gradimento. In Hans la paura di uscire si legò ai cavalli. Freud ha capito la condizione fobica

di Hans quando dice che teme che un cavallo possa entrare nella sua camera.

Le fobie non hanno ancora trovato una sistemazione classificatoria entro le nevrosi e Freud

quella di Hans. Queste fobie somigliano all’isteria ma

propone di chiamare isteria di angoscia

non in un punto che si presta a diagnosi differenziale: nell’isteria d’angoscia la libido liberata

non subisce conversione, non prende il canale somatico, ma rimane come angoscia. Nel caso di

Hans l’isteria di angoscia si mescola coni sintomi della conversione. Le isterie di angoscia

compaiono presto nella vita, sono nevrosi dell’infanzia e di esse si sa poco, non è chiaro se sono

costituzionali o esperienziali. Per Freud non è costituzionale. (contraddizione prima dice che

Hans è degenerato, è predisposto e quindi questo vuol dire che è costituzionale). L’isteria di

angoscia comporta fobie e il trattamento è delicatissimo e difficilmente può essere svolto in

quanto il soggetto mette in atto limitazioni e divieti per timore delle sue paure, si attiva una

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struttura difensiva molto forte. Per cui occorre aspettare e non forzare per eliminare le difese,

questo potrebbe essere molto pericolo perché si esporrebbe il paziente a vissuti angosciosi

insopportabili. I fobici poi sono presi in giro per la loro codardia. Non si devono quindi imporre

costrizioni ma far in modo che i desideri rimossi emergano grazie alla psicoanalisi ed è quello

che hanno fatto i genitori di Hans.

L’ansia non era insorta in modo improvviso. Qualche giorno prima si era

Analisi di Hans.

svegliato in preda dal sogno angoscioso che la madre era andata via. Questo sogno ci dice di un

processo di rimozione intenso: aveva probabilmente sognato di scambiare tenerezze con la

madre ma le rappresentazioni oniriche erano il loro contrario e il sogno divenne angoscia. Ma

questo meccanismo risale all’estate precedente quando aumentava il desiderio verso la madre ed

era preso nel letto con lei, Hans era eccitato sessualmente e trovava soddisfazione nella

masturbazione che divenne una via di sfogo di questo desiderio. Comunque sia ad un tratto la

sua eccitazione sessuale si trasformò in angoscia.

Il primo intervento terapeutico adottato dai genitori fu quello di proibirgli la masturbazione.

proposto da Freud fu quello di insistere sull’affetto della

Il primo intervento terapeutico

madre perché con la paura dei cavalli cercava di sostituire l’amore per lei. Si ebbero dei

miglioramenti ma la malattia fisica li fece perdere.

Poi Hans fece risalire l’origine della paura di essere morso dal cavallo dal fatto che l’estate

a Gmunden un uomo che stava partendo aveva detto alla figlia “non mettere il dito sul

ti morde”

cavallo bianco altrimenti . Il dito era quello incriminato nella masturbazione e

questo dava ragione al primo intervento terapeutico dei genitori.

Freud pensa allora: forse i problemi di Hans stanno nella curiosità di vedere i genitali della

madre visto anche quello che dice alla nuova domestica, di spogliarsi per vedere il pipino. Qui

Hans fa la fantasia che la madre gli mostrava il pipino e Freud collega a questa fantasia

anche il fatto che Hans aveva detto che il suo pipino era ben attaccato avendo una prima

In realtà si faceva sentire in modo ritardato l’effetto

intuizione sui processi inconsci di Hans.

della minaccia di castrazione della madre e i genitori avevano isolato l’interesse per il pipino dal

materiale patogeno (fobia dei cavalli) e Hans vi si adeguò rallentando il processo analitico in

quanto si allontanò dalla questione dei cavalli e portandolo s a preoccuparsi, sapendo che le

donne non hanno il pipino, di perdere il suo.

Lo scopo di una analisi per Freud non è quello di un successo terapeutico ma di far

emergere i desideri inconsci e far aprire un varco nella coscienza. Questo era stato

comunque fatto e Hans, una volta parzialmente superato il complesso di castrazione, era in

grado di manifestare i suoi desideri verso la madre e lo fece con LA FANTASIA DELLE DUE

GIRAFFE con cui prende possesso della madre sedendocisi sopra. Le giraffe perché era stato al

parco e perché l’aveva disegnata. Per le dimensioni la giraffa poteva anche essere un

concorrente del cavallo.

Con le fantasie in cui era complice il padre di introdursi in una zona proibita dello zoo e di

rompere il finestrino alla stazione egli manifesta l’idea della punizione. Ma il padre non

comprese le fantasie e non le interpretò per cui il materiale non compreso in qualche modo

tende a ricomparire. Freud ora interpreta le fantasie come un pensiero proibito di impadronirsi

della madre, di consumare, di avere un rapporto sessuale. Il padre era complice e questo è

importante perché significa che quello che lui vuole fare con la madre il padre lo fa. La fantasia

delle giraffe gli fa pensare a quella che il cavallo entra in camera. E allora Freud interpreta ad

Hans i suoi conflitti inconsci intorno al padre proponendogli l’associazione dei cavalli con il

padre (baffi-nero alla bocca, occhiali-mascherina dei cavalli). Con questa interpretazione

cadono le resistente e preso coraggio Hans divenne attivo nell’analisi. A questo punto si

cominciarono a comprendere le paure di Hans che non erano solo che i cavalli lo mordessero ma

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anche che: di cavalli che cominciavano a muoversi, di furgoni, di omnibus, di cavali grossi e

pesanti. Le fobie prendevano spunto da quello che osservava come ad esempio al dazio davanti

casa sua. Il significato era non che lo mordessero ma che cadessero collegato alla causa

scatenante di quando con la madre aveva visto cadere il cavallo di un omnibus che cadeva e

pensò che fosse morto. Il padre glielo interpreta come se voleva lui morto e Hans accetta e dopo

qualche giorno morde la mano del padre. Da questo punto il rapporto con il padre si scioglie,

diventa anche provocatorio e scherzoso ma la paura dei cavalli non passa.

Riassumiamo: dalla paura di essere morso alla paura che i cavalli possano cadere, nei due

casi i cavalli sono il padre che doveva punirlo per il suo desiderio ostile verso di lui.

QUESTA È L’INTERPRETAZIONE DI FREUD A QUESTO PUNTO

Il problema della madre era ormai lontano ma Hans comincia a parlare della cacca e del

disgusto verso la defecazione: è Hans e non il padre che ora conduce l’analisi passo.

Veniamo a sapere che andava con la madre al bagno e poi accompagnava anche Berta. Provava

piacere a guardare una persona amata mentre faceva i bisogni. Il padre comprende il simbolismo

delle feci (che escono dal corpo che rendono il corpo stracarico come il carro). Poi sempre

PRIMA FANTASIA DELL’IDRAULICO

naturalmente fa la che staccava la vasca dove era

Hans e gli ficcava il cacciavite nella pancia: non subito fu chiaro il significato e solo

successivamente fu possibile interpretare che era UNA FANTASIA DI PROCREAZIONE

distorta dall’angoscia: la vasca era il grembo della madre e il giravite aveva un rapporto con il

fatto di essere nato, nel senso che con il pene il padre lo aveva generato mettendolo nel grembo

della madre.

Da questa fantasia che sfuggiva all’interpretazione Hans produce altro materiale: paura di fare il

bagno collegata al fare il bagno della sorella desiderando che cadesse nell’acqua e morisse, un

desiderio malvagio che gli comportava la punizione di essere lui a cadere nella vasca.

Dall’angoscia di cadere in acqua si passa alla sorella e fa un parallelo: tutti i bambini erano

pezzi di cacca ed erano messi al mondo come escrementi. Ora l’interpretazione è chiara: i

furgoni, i carri da trasporto, gli omnibus erano casse della cicogna che rappresentavano

simbolicamente la gravidanza. Un cavallo pesante (con un grosso carico) che cade gli fa pensare

alla nascita ed allora il cavallo caduto è il padre (per il vissuto di ostilità epidico) ed anche la

madre che partorisce.

Hans a questo punto sorprende: rivela di aver collegato a livello inconscio tutti gli elementi

relativi alla nascita della sorellina e quindi sapeva in modo inconsapevole della

generazione e della nascita dei bambini e dove sono prima della nascita e quindi comincia a

sfottere il padre sulla storia della cicogna: Hanna era stata con loro a Gmunden e su questo

lasciava andare la fantasia in modo stravagante e strafottente: per cui se il padre era bugiardo lo

poteva essere anche lui. Si stava vendicando ed esprime questo sentimento di vendetta verso il

padre con la fantasia di infastidire i cavalli.

Fantasia di infastidire i cavalli. Esprimeva la vendetta verso il padre ma anche sadismo verso

la madre ammettendo anche che desiderava picchiarla. Poi la fantasia che il padre perde il

treno (andavano a Lainz con la nonna) anticipa quella trionfante che il padre gli lascia la

moglie e si sposa con la nonna. Anche la fantasia del ragazzo che doveva pagare 50mila

fiorini per andare sul carrello è collegata al fatto che voleva acquistare la madre. Il processo

evolutivo di Hans si manifestava senza remore, nella sua perfetta chiarezza. Hans poi conferma

queste interpretazioni con un’azione sintomatica che rivelava come lui si raffigurava la

nascita di un bambino : piantò un temperino nella bambola di gomma e poi allargandole le

gambe lo faceva uscire. Quando i genitori gli spiegarono come nasceva i bambini era

troppo tardi perché in effetti lui sapeva tutto. 15

Dopo Hans con un’altra azione sintomatica, scaglio un soldato, manifestò il desiderio di morte

del padre e rivelò che i carri rappresentavano simbolicamente la mamma gonfia di gravidanza e

la caduta del cavallo la nascita. La prova viene anche dal fatto che da alla bambina immaginaria

il nome di Lodi, salciccia o cacchetta.

Le due ultime fantasie ci dicono della sua guarigione: l’idraulico gli dava il nuovo pipino era la

fantasia di un desiderio trionfante che ci dice del superamento del complesso di castrazione ed

era collegata alla prima della vasca da bagno. Anche la fantasia di sposare la madre e di avere

tanti bambini da lei è espressione del superamento del complesso di edipo in quanto non fa

morire il padre ma lo mette da parte facendolo sposare con la nonna. Con questa fantasia

conclude l’analisi di Hans. Ancora un riassunto del caso.

Per analizzare la fobia di hans è stato necessario un processo di sintesi riferito anche ai fatti che

hanno preparato la fobia e che sono collegabili alla nascita della sorella e al fatto che era stato

mandato a dormire nella sua stanza:

1. Con la nascita della sorella dovete farei conti con tante privazioni insopportabili

anche perché con questa nascita era tornato un desiderio dei piaceri di quando era

piccolissimo al vedere le cure che la madre faceva alla sorella. Quindi aumentavano i

bisogni erotici e corrispondentemente diminuiva la possibilità di soddisfarli. E allora pre

compensare queste carenze si mise a fare figli propri cui prestare le cure che lui

avrebbe desiderato.

Finche stava a Gmunden con gli altri bambini poteva manifestare le sue pressioni

libidiche ma tornato a Vienna rivolse di nuovo suoi affetti solo verso la madre.

2. Inoltre aveva vissuto la restrizione di non dormire più nel letto dei genitori da

quando aveva 4 anni e nella sua stanza dava libero sfogo alle fantasie in cui

rievocava i suoi compagni estivi e soddisfaceva i suoi bisogni libidici con la

masturbazione.

di per sé inoltre gli pose tanti interrogativi sull’origine dei bambini sviluppando le

La nascita

sue capacità intellettive: rifiuta la cicogna perché aveva visto la pancia della madre grossa e

dopo si era alzata di nuovo magra e quindi aveva capito che Hanna era nella pancia. Inoltre la

nascita doveva essere piacevole per la madre collegandola al piacere dell’evacuazione: Hanna

era uscita come un pezzo di cacca. Allora anche lui desidera avere dei bambini. E questo era in

lui chiarissimo. in quanto

Hans coglie anche che con la nascita il padre doveva entrarci in qualche modo

lui e Hanna erano i suoi bambini non solo della madre e questo aggiunto al fatto che

quando stava solo con la madre stava bene gli nasce il desiderio della sua eliminazione.

Desiderio rinforzato dal fatto che il padre gli impediva di andare al letto con la madre al

mattino e un padre ambiguo perché gli raccontava la balla della cicogna non

soddisfacendo il desiderio di conoscenza di cui era assetato. Quindi un padre che

metteva Hans in una posizione di svantaggio per il suo tornaconto personale. Un padre

da odiare ma che era anche tanto amato, suo compagno di giochi che si era anche preso

cura di lui quando era nato. Questo lo portava a far prevalere l’amore all’odio

mantenendo la rimozione del secondo che aumentava per i desideri verso la madre.

Hans dovrebbe aver pensato anche che il pipino del padre doveva essere penetrato con

forza nella madre attraverso un varco chiuso, come rompere un finestrino. Pertanto

avrebbe dovuto avere già una idea di vagina, qualcosa che doveva adattarsi al pene ma non

capiva perché pensava che la madre avesse il pipino. Poiché questo non si capiva Hans rimosse

questi pensieri. 16

I suoi impulsi, ostili verso il padre e sadicamente teneri verso la madre, non potevano

essere manifestati in quanto:

l’impulso ostile per l’odio che accompagnava l’amore

- l’impulso sadico e tenero perché non

- aveva capito il rapporto sessuale non sapendo dei

genitali femminili per cui rimaneva con le convinzioni ambigue infantili.

La paura del cavallo che scalcia poteva essere un aiuto a comprendere molte cose: collegata a

quando doveva smettere id giocare per fare la cacca era collegato al fatto che la madre potesse

avere altri figli. Inoltre forse Hans doveva aver visto la scena primaria quando dormiva con loro.

Non è facile dire quale era il fattore che aveva portato Hans a trasformare i desideri libidici in

rimozione ed angoscia. Non sappiano se l’angoscia si è instaurata

- per una carenza intellettiva sulla nascita dei bambini.

- per una difficoltà somatica a reggere la soddisfazione onanistica che si procurava.

Sappiamo solo che l’angoscia ad un certo punto trovò un oggetto casuale questa è la causa

scatenante la malattia: il cavallo anche se già prima aveva visto cavalli cadere. Il cavallo

perchè aveva un buon rapporto con loro e ci giocava spesso anche con Fritzl che cadde e che

rappresentava il padre. A questo si aggiunge il complesso del parto che Hans rivela grazie a

catene associative: ad un certo punto l’inconscio trova la strada del ritorno riversando il

materiale patologico sul cavallo e gli affetti in angoscia. La nevrosi origina dalla rimozione di

affetti libidici sessuali ed Hans in quel periodo cominciò a reprimere la masturbazione e a vivere

con disgusto l’evacuazione e il vedere evacuare. Ma queste sono rimozioni successive non sono

quelle scatenanti la patologia.

I sintomi erano dovuti ad affetti già precedentemente rimossi che non erano mai stati

espressi: i sentimenti di ostilità verso il padre e gli impulsi sadico teneri verso la madre,

collegati alla intuizione del coito avendo visto probabilmente la scena primaria. Rimozione

di vecchia data che aveva dato vita alla malattia: le eccitazioni sessuali premevano per

venire alla luce con grande energia, determinando un grande conflitto o una grande

battaglia entro Hans che emerse alla coscienza in forma distorta e costituendosi come il

contenuto della fobia. La malattia di Hans dipendeva in tutto e per tutto dalle componenti

istintuali respinte e rimosse.

QUINDI FREUD COSTRUISCE LA PATOLOGIA E LA GUARIGIONE SU QUESTO

MECCANISMO PULSIONALE INCONSCIO. LA FOBIA TROVA LA SUA

CHE SI OPPONEVA ALLA SESSUALITA’ E AL

REALIZZAZIONE NELLE FORZE

MOVIMENTO.

Un aspetto interessante della fobia era che il suo scopo era quello di limitarlo nella libertà

di movimento e i cavali per Hans rappresentavano il movimento, diceva infatti di essere un

qua e là. Ma il movimento di Hans aveva come contenuto l’istinto

cavallino che saltellava

sessuale verso la madre e quindi venne represso e il cavallo con il suo movimento divenne

simbolo di terrore. Ma la fobia aveva anche un beneficio secondario perché sempre gli

istinti rimossi cercano di ottenere qualche cosa : la caratteristica del disturbo nevrotico è

che raggiunge sempre due risultati e in Hans il fatto di non uscire da casa diventava lo

stare in casa con la madre: l’amante stava con l’oggetto d’amore e la rimozione impediva

di nuocere.

3. La fobia di Hans contribuisce alla conoscenza dello sviluppo del bambino? Freud ritorna ala

affermazione che Hans era un piccolo degenerato, anche la madre aveva sofferto di isteria per

un conflitto in terno ed era stata da Freud, per cui si potrebbe obiettare che non era un bambino

normale. Freud però fa notare alcuni aspetti a favore di Hans. Non appariva come un bambino

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degenerato era sano e vivace era però precoce sessualmente ma in America aveva provato che i

all’età di Hans e la precocità sessuale di accompagna a quella

desideri sessuali si hanno

intellettiva. Inoltre tanti bambini si ammalano di fobia ma non vivendo in un ambiente libero il

disturbo rimane nascosto, poi alcuni guariscono e non hanno sintomi altri invece diventano

adulti nevrotici. Quando un adulto nevrotico va in terapia si scopre che la nevrosi ha sempre

origine da una angoscia infantile come quella di Hans.

Pertanto, possiamo affermare che la vita psichica si forma in periodi infantile in soggetti

dipende dall’educazione il fatto che si riveli o meno. Non è possibile

non degenerati e

tracciare una linea di demarcazione tra ciò che è normale e ciò che è malato,. Il concetto di

malattia è solo pratico ed è quantitativo, una somma di sintomi che a seconda delle vicende

della vita evolvono in forme patologiche. E l’educazione svolge un ruolo fondamentale

sull’insorgere della malattia. (allora si interessa delle relazioni oggettuali?)

Analizzare il caso di hans o di altre nevrosi comporta avere a che fare con gli istinti

pulsionali e non si può avere timore di guardarci dentro come fanno altri che per

timore cercano sempre di soffocarli (cita Molto rumore per nulla quando il giullare

dice che bisogna tenersi lontano dai ladri). Invece Hans guarì grazie proprio al fatto

Con l’analisi gli effetti che erano

che il materiale pulsionale inconscio venne a galla.

stati rimossi rimangono vivi ma non sono più oggetto di rimozione, subiscono solo un

giudizio di riprovazione perché la coscienza svolge una funzione biologica di questo tipo.

MOMENTO IMPORTANTE pagina 177 : se avessi avuto carta bianca avrei detto

tutto al bambino sulla vagina e sul coito e hans non avrebbe perso l’amore per la madre e

nemmeno la sua natura infantile, ma gli avrebbe tolto tante preoccupazioni. Ma questo

non è stato fatto

L’analisi di Hans avendo portato alla guarigione è degna id particolare attenzione ma a

Freud ha confermato quello che aveva scoperto nelle analisi con adulti nevrotici non gli ha

detto niente di nuovo. Ma l’analisi di Hans diventa un modello di come la nevrosi si basi

sulla rimozione del mondo pulsionale interno.

POSCRITTO DEL 1922

– –

Qualche mese fa primavera del 1922 mi si presentò un giovanotto dichiarando di essere il

“piccolo Hans”, sulla cui fobia infantile avevo pubblicato un rapporto nel 1909. Fui molto lieto di

rivederlo, poiché circa due anni dopo la conclusione dell’analisi l’avevo perso di vista e per oltre un

decennio non avevo saputo piú nulla di lui. La pubblicazione di quella prima analisi di un bambino

aveva suscitato molto rumore e ancor maggiore indignazione; tutte le sventure erano state profetate

al povero ragazzo, violato nella sua innocenza e vittima di una psicoanalisi in tenera età.

Ma nessuna di queste profezie si era verificata. Hans adesso era un prestante giovane di diciannove

anni. Mi disse che stava perfettamente bene e che non soffriva di disturbi o inibizioni di alcun

genere. Non soltanto aveva attraversato indenne la pubertà, ma aveva sopportato senza conseguenze

una delle piú dure prove della sua vita emotiva: i genitori avevano divorziato passando ambedue a

nuove nozze. Perciò egli viveva solo, pur mantenendo buone relazioni con tutt’e due i genitori: gli

rincresceva soltanto che, scioltasi la famiglia fosse rimasto separato dalla giovane sorella che gli era

molto cara.

Particolarmente notevole mi apparve una delle cose che mi disse il piccolo Hans, e di cui non

tenterò neppure di dare una spiegazione. Dichiarò che, quando aveva letto il suo caso clinico, tutto

gli era parso estraneo, non si riconosceva, non si ricordava di nulla, solo leggendo del viaggio a

Gmunden gli era balenata l’idea, quasi un barlume di ricordo, di poter essere stato lui. L’analisi

dunque, lungi dall’aver preservato gli avvenimenti dall’amnesia, vi era essa stessa soggiaciuta.

Succede talvolta in modo simile nel sonno a chi ha familiarità con la psicoanalisi: costui è destato

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche per l'analisi dei processi psichici nello sviluppo e nella salute
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di psicopatologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Cecchini Marco.

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