Il caso del piccolo Hans
Il secondo caso clinico è la prima relazione scritta di un’analisi infantile: "Analisi di una fobia in un bambino di cinque anni" ed è conosciuta come "il caso del piccolo Hans". I genitori erano stati allievi di Freud: egli aveva curato la madre prima che si sposasse, ed il padre di Hans aveva seguito tutte le lezioni del Maestro. Fu appunto il padre, e non Freud, ad analizzare il bambino, ma durante il lavoro analitico le consultazioni furono frequenti.
Il caso tratta di una fobia che si era innestata su uno stato di angoscia manifestatasi verso i quattro anni e mezzo, dopo circa nove mesi dalla nascita della sorellina. Il bambino aveva la fobia di attraversare le porte, poiché temeva che una volta uscito potesse essere morso.
Il padre condusse l’analisi effettuando domande dirette al bambino, trovandosi anche nella condizione di dover tradurre ciò che al bambino risultava difficile esprimere. Freud dovette difendersi dall’attacco di coloro che affermarono che le conclusioni raggiunte fossero dovute solo ai suggerimenti del padre, ponendo però l’accento sul cambiamento di opinione che si era verificato nei riguardi della suggestione. Infatti, mentre negli anni tra il 1887 e il 1889, Freud, insistendo sull’importanza della suggestione, aveva incontrato l’opposizione della classe medica del tempo, ora paradossalmente quest’ultima attribuiva enormi potenzialità alla metodo suggestivo.
Freud ritenne allora opportuno effettuare un esperimento: non volle rivelare al padre alcune importanti associazioni che aveva colto nel materiale. Il padre si trovò a lavorare senza cognizione di causa, finché fu il bambino stesso a chiarirle. Freud rimase soddisfatto dai risultati dell’analisi, la fobia scomparse, e, a distanza di anni, ebbe la grande e gradita sorpresa di ricevere presso il suo studio un giovane di quattordici anni, alto e robusto, che presentandosi disse: "Ich bin der kleine Hans" (Sono il piccolo Hans).
Freud introdusse nel lavoro un’importante osservazione sulla paura di castrazione, che riprese nel 1923, avanzando l’ipotesi, più volte suffragata dai dati clinici, che questa potesse insorgere senza che vi fosse stata una minaccia reale.
Poco dopo la pubblicazione del suo lavoro sullo "Jahrbuch", rispondendo ad una lettera di Jones, gli scrisse: "Sono contento che Lei abbia capito l’importanza del kleiner Hans. Non ho mai guardato con maggiore perspicacia nell’anima di un bambino." 1
Malgrado il successo raggiunto con questa analisi, Freud fu molto prudente, tanto da non considerare che si era aperto un