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funzione che viene conosciuta dal bambino, dunque il disgusto può essere una reazione

possibile alla sessualità. E’ tuttavia una reazione possibile e non necessaria.

STORIA: Non fu facile portare l’attenzione di Dora sul signor K. Le associazioni la portano

invece a parlare sempre del padre. Dora non ha dubbio sulla natura amorosa della relazione di

suo padre con la signora K. che risale all’epoca in cui questa le faceva da infermiera e la madre

di Dora era praticamente esclusa dalla camera del malato. Inoltre tutta una serie di circostanze

rendevano evidente il fatto che i due si vedessero di nascosto., si vedessero regolarmente e

cercassero di rimanere soli. Probabilmente il padre di Dora donava anche del denaro e regali

bellissimi alla signora K. Quando poi erano andati via da B. spesso il padre lamentava

problemi di salute come scusa per tornare lì a curarsi. Dopo il trasferimento a Vienna anche i K

vennero ad abitare nella città. Il padre si vedeva con la signora K. e spesso il signor K. girava

intorno a Dora. Le mandava inoltre fiori e regali costosi In questo periodo la critica di Dora a

suo padre si fa più forte. Freud non ha dubbi sulle percezioni della ragazza e si fa l’idea che i

due uomini siano tacitamente d’accordo nel portare avanti le proprie manovre. Il padre di

Dora finge di credere all’innocenza del signor K. affinché questo tolleri la sua relazione con la

signora K.

TEORIA: Prendendo spunto dagli argomenti posti da Dora, accade spesso che nell’analisi si

pongano questioni inattaccabili allo scopo di coprirne altre. E d’altronde una serie di

rimproveri ad altre persone ci fa sospettare una serie di auto-rimproveri con lo stesso

contenuto. In questo caso è sufficiente rivolgere i rimproveri contro chi li ha posti. Questo

spostare sugli altri i rimproveri si vede nelle risposte dei bambini (“anche tu”) ai rimproveri

degli adulti, o nella paranoia.

INTERPRETAZIONE/STORIA: rivolgendo contro Dora i rimproveri che lei muove al padre,

Dora può rimproverarsi di essere stata complice della relazione del padre con la signora K.

Prima che l’avventura al lago le aprisse gli occhi, ella si era resa complice dei due : inizialmente

aveva favorito la relazione tra il padre e la signora K. non andandola a trovare quando sapeva

che i due erano soli; non aveva voluto ascoltare la sua ultima istitutrice che metteva in guardia

lei e la madre sulla situazione che si stava creando. Ella rimaneva affezionata alla signora K. e

credeva che l’istitutrice fosse invece innamorata e gelosa di suo padre (l’istitutrice, prima che

della signora K. era stata gelosa della madre di Dora, e quando il padre non c’era le sue

attenzioni per Dora scomparivano). D’altronde ciò suggerisce un interessante somiglianza tra

ciò che faceva l’istitutrrice e ciò che faceva Dora in casa dei K., occupandosi dei figli

nascondendo altre motivazioni.

Freud suggerisce a Dora che tale comportamento potrebbe significare che è innamorata del

signor K. ma lei nega. Ammise che altre persone le avevano suggerito la stessa cosa. Infine

ammise che era stata innamorata del signor K. ma che dopo la scena del lago era tutto finito.

Un altro rimprovero di Dora al padre è quello di utilizzare la sua malattia per perseguire i

propri scopi. Anche Dora aveva imparato quanto fosse utile la malattia, avendo osservato che

la signora K. si ammalava tutte le volte che il marito rientrava (evidentemente per evitare i

“doveri coniugali”). Freud confronta anche gli attacchi di tosse e la perdita della voce che Dora

aveva durante il soggiorno a B. e Dora si rende conto che essi duravano dalle tre alle sei

settimane, esattamente come i periodi di assenza del signor K. dalla città. Dora e la signora K.

si ammalavano per motivi opposti, per amore e per mancanza d’amore (una quando il signor

K. andava via e l’altra quando lui rientrava). Inoltre Dora, quando il signor K. non c’era,

perdeva anche la voce (ossia la parola, che simbolicamente perdeva il suo valore perché non

poteva essere utilizzata con l’uomo amato) e scriveva lunghe lettere al signor K., che a sua

volta le scriveva lettere e le mandava cartoline mentre era in viaggio.

TEORIA: Freud ricorda una questione posta spesso: i sintomi dell’isteria sono di origine

psichica o somatica? Oppure possono essere tutti ricondotti tutti ad un’origine psichica?

Secondo Freud la questione è mal posta. Invece si può dire che ogni sintomo isterico comporta

la partecipazione di entrambi i versanti: da una parte un sintomo si sviluppa grazie ad un certo

“accordo somatico” offerto da alcuni processi normali o patologici in connessione con alcuni

organi del corpo e dall’altra può ripetersi solo in quanto ha una certa portata psichica. Il

sintomo non ha a priori un significato, ma gliene viene attribuito (“saldato”) uno che deriva

dalla natura dei pensieri rimossi che cercano di essere espressi.

Questo concetto dell’accordo somatico rappresenta il nucleo dell’isteria, che la distingue da

tutte le altre psiconevrosi per il fatto che i problemi psichici trovano la strada per esprimersi

sul piano fisico. Se ciò non avvenisse non avremmo un sintomo isterico ma un sintomo

psichico, come una fobia, o una stato ossessivo.

INTERPRETAZIONE: Tornando al rimprovero di Dora al padre di utilizzare strumentalmente

la sua malattia, Freud le restituisce il fatto che lei usa la propria per allontanare il padre dalla

signora K. Freud le dice anche di augurarsi che ciò non accada, perché sancirebbe il successo di

una simile strategia. D’altro canto se ciò non accade non sarà facile per Dora sbarazzarsi della

malattia. Freud si propone dunque di cercare i fattori organici che in Dora rappresentano la

fonte dell’accordo somatico che le consente di esprimere attraverso il corpo l’assenza

dell’uomo amato.

TEORIA: Secondo Freud i motivi ad ammalarsi non hanno parte nel processo di formazione

del sintomo e non sono presenti all’inizio. Appaiono solo successivamente, quando il disturbo

si è costituito. Il sintomo compare nella vita mentale di un paziente come un “ospite

indesiderato” e non trova inizialmente inserimento nell’organizzazione della mente, ma può

accadere che poi vi trovi una “collocazione di second’ordine”, nel senso che esso può essere

utilizzato in qualche modo ed ottiene così una “funzione secondaria”, si àncora alla vita

mentale del paziente. A questo punto non accade più che il paziente voglia liberarsi del

sintomo (esempio dell’operaio che diventato invalido per un incidente comincia a vivere di

elemosina e dopo molti anni difficilmente rinuncerebbe alla sua invalidità; esempio della

bambina che da piccola impara ad ottenere le attenzioni degli altri attraverso lo stare male e da

adulta continua ad utilizzare in perfetta buona fede questo stesso mezzo all’interno del suo

matrimonio). Naturalmente ciò è inconsapevole e solo la psicoanalisi può far comprendere al

paziente che c’è una intenzione dietro il sintomo.

Se le motivazioni di una malattia sono esterne, a volte può succedere che il mutare delle

circostanze determini una “guarigione spontanea”. Ma altre volte le motivazioni sono interne

(desiderio di punirsi, penitenza, rimorso) e in questo caso l’azione terapeutica può essere

facilitata.

STORIA: Freud è perplesso per l’amarezza che Dora prova alla spiegazione del padre che la

scena del lago è frutto della sua fantasia. Evidentemente c’è sotto qualcosa. Tuttavia crede alla

versione di Dora: al lago quando la ragazza capisce le intenzioni del signor K. gli dà uno

schiaffo e fugge, lasciandolo perplesso visto che aveva avuto segni dell’affetto di Dora nei suoi

confronti (si rimanda al secondo sogno di Dora).

TEORIA: uno dei significati di un sintomo è la rappresentazione di una fantasia sessuale.

D’altronde il sintomo può espreimere anche contenuti diversi. Solitamente la sua funzione è di

rappresentare più processi mentali contemporaneamente. D’altronde un solo processo mentale

(o una sola fantasia) è insufficiente a produrre un sintomo.

INTERPRETAZIONE: Freud intuisce un legame tra il tossire (sintomo) di Dora ed il suo

lamentarsi della condotta del padre. Dora sostiene che la signora K. è innamorata del padre

perché è un uomo con dei mezzi (potente), ma Freud fa notare che egli è anche senza mezzi

(impotente) e che forse è difficile immaginare che così essi possano essere amanti. Ma Dora si

dichiara a conoscenza di altri modi di soddisfare sessualmente un uomo e probabilmente la

sua tosse spasmodica riconduceva simbolicamente al tipo di attività sessuale che Dora

immaginava in riferimento al padre e alla signora K.

GENERALE: Freud ritorna sulla necessità di parlare senza mezzi termini di questioni sessuali,

soprattutto in un caso di isteria. Che è possibile e necessario farlo trovando il modo giusto, né

più né meno di ciò che fa un ginecologo che deve necessariamente esplorare il corpo per fare il

suo lavoro. Non c’è compiacimento ma schiettezza. E forse c’è invidia da parte di chi critica un

simile procedere. Per una ragazza poi non c’è il rischio di essere “corrotta” da questo, dal

momento che se ci sono sintomi isterici, allora non c’è già più innocenza, ma ci sono già

nozioni inconsce sulla sessualità. Chi si occupa di scienza poi dovrebbe occuparsi con il

dovuto distacco e senza giudizi di fronte agli oggetti di indagine (in questo caso la sessualità).

TEORIA: Le perversioni sessuali sono esempi in cui la funzione sessuale ha esteso i propri

limiti nelle zone corporee interessate oppure nell’oggetto sessuale scelto. Le perversioni sono

uno sviluppo possibile della indifferenziata disposizione sessuale del bambino. Mentre il

pervertito agisce le proprie tendenze, nello psiconevrotico pur essendo forti, esse sono state

rimosse, sono divenute inconsce e si rivelano attraverso le sue fantasie inconsce. Le

psiconevrosi sono in sostanza il negativo della perversione.

SINTOMI: nel caso di Dora un prerequisito somatico per la creazione della fantasia sessuale

(che coincide con una pratica pervertita) era il fatto che lei si succhiasse il pollice nell’infanzia.

Il padre dice che questo durò fino ai quattro o cinque anni.

TEORIA: Se consideriamo che le labbra e la bocca sono la prima zona erogena non occorre

grande sforzo perché il capezzolo (che è l’oggetto sessuale originario) venga sostituito dal

pollice o, successivamente, dal pene, messo in una posizione analoga a quella che consentiva

originariamente la soddisfazione sessuale.

Abbiamo visto che in un sintomo possono affluire più significati simultaneamente. Ma ciò

può avvenire anche per più significati in successione nel tempo. Può cambiare il suo significato

principale, o questo può passare in secondo piano rispetto ad un nuovo significato. Ciò

dipende da una certa persistenza del sintomo. E’ più facile dare nuovo significato ad un

sintomo esistente che crearne uno nuovo. Dell’elemento somatico e di quello psichico, il primo

è più stabile ed il secondo più mobile.

SINTOMI: Nel caso di Dora siamo di fronte a quello che Wernicke definisce pensiero iper-

valente (eccessivamente intenso). Dora non riesce a pensare ad altro che al comportamento

deprecabile del padre che lei condanna senza riserve.

TEORIA: Secondo Freud un simile pensiero, che non può essere fermato da alcuno sforzo

consapevole, attinge la sua forza da materiale inconscio, oppure un pensiero inconscio si cela

sotto di esso (solitamente opposto a quello cosciente che possiamo definire “pensiero reattivo”,

e questo processo “rafforzamento reattivo”). L’unico modo di procedere è quello di portare a

livello conscio il pensiero inconscio.

INTERPRETAZIONE: Una prima ipotesi è che Dora sia innamorata di suo padre. Si comporta

come una moglie gelosa. Si ribella come dovrebbe fare in realtà sua madre. Il sintomo della

tosse tradisce inoltre il desiderio di essere al posto della signora K. nel soddisfare suo padre. Si

identifica cioè con entrambe le donne di suo padre. Il passato del loro rapporto (predilezione

per il padre, tempo speso ad assisterlo durante la malattia) avrebbe favorito il legame affettivo

verso il padre e la signora K. veniva adesso ad estromettere lei più che sua madre. Dora

risponde a questa interpretazione con il ricordo di una sua cugina: ella fantasticava di sposare

il papà dopo la morte della madre (conferma all’interpretazione di Freud). Se però Dora non

aveva espresso questa passione per il padre ed era in buoni rapporti con la signora K. perché

adesso si risvegliava? Probabilmente ciò accadeva per rimuovere l’amore per il signor K. cui si

opponeva a partire dalla scena del lago (per far questo ha sostituito il signor K. con suo padre).

Dora rifiuta questa interpretazione e Freud pensa che questa sia la conferma della forza della

rimozione. Alcuni dettagli confermano l’ipotesi che ella abbia ancora sentimenti forti per il

signor K. (impallidisce ad un incontro casuale con lui. e al proprio compleanno si rammarica

perché tra i regali manca quello del signor K.) ma verrà poi conferma definitiva.

PROBLEMI: a questo punto Freud introduce un elemento che complica la comprensione del

caso più che aiutarla. Fa questo per amore della scienza, diversamente da come farebbe un

romanziere che occulterebbe materiale poco utile alla riuscita del lavoro. Tuttavia accogliere

questo altro elemento significa sovrapporre nuovi motivi e attività mentali, significa illustrare

il principio di “sovradeterminazione”.

INTERPRETAZIONE: dietro il pensiero iper-valente di Dora può nascondersi, tuttavia, anche

una gelosia verso la signora K. cioè verso una persona del suo stesso sesso. E’ naturale che in

seguito ad una delusione verso l’uomo, la libido della donna possa orientarsi verso persone

dello stesso sesso (tutti hanno una certa tendenza omosessuale e per di più nei nevrotici è più

forte una predisposizione all’omosessualità). Purtroppo l’analisi termina prima che questo

aspetto possa essere approfondito. Freud comunque sottolinea ancora il comportamento

affettuoso verso la governante di Dora e la delusione quando Dora scopre che le attenzioni

verso di lei erano in realtà un modo per compiacere suo padre. Si era raffreddato anche

l’affetto per una sua cugina che, dopo l’episodio del lago, era andata con il padre di Dora

(poiché quest’ultima si rifiutava) a B. Freud indaga meglio i rapporti con la signora K. e scopre

che le due erano molto intime, spesso condividevano una sola camera a B. e la signora K. le

faceva ogni confidenza sulla sua vita coniugale. Dora parlò una volta del “corpo bianco e

adorabile” di lei e non ebbe mai parole di astio nei suoi confronti (nonostante le avesse

“rubato” il padre).

Ma come si era comportata la signora K. con lei? L’aveva tradita. Dopo le accuse al signor

K., questi passò dalla volontà di chiarire tutto e dalla stima per Dora a (poche settimane dopo,

a B., quando avvenne il chiarimento col padre di Dora) disprezzo per una ragazza che leggeva

“certi libri”, cosa che poteva sapere solo grazie alla signora K. Come con la governante, Dora

aveva avuto attenzioni da una donna solo per interesse nei confronti di suo padre ed era stata

poi tradita (ha detto dei libri che Dora leggeva, per sostenere la tesi che la scena al lago era una

fantasia e continuare tranquillamente la relazione col padre di Dora, non costituendo la

vicinanza del signor K. alcun pericolo per lei). La conclusione è che i pensieri di Dora riguardo

alla relazione extraconiugale del padre nascondano sia l’amore per il signor K. (che era

consapevole) che il suo amore per la signora K. (ad un livello più profondo).

STORIA: PRIMO SOGNO DI DORA: La casa è in fiamme, il padre accanto al suo letto le dice

di alzarsi, la madre voleva mettere in salvo il cofanetto dei gioielli ma il padre dice “mi rifiuto

di lasciarmi bruciare, io e i miei due figli, per la salvezza del tuo cofanetto dei gioielli”. Tutti

corrono giù e una volta fuori finisce il sogno. Questo sogno era stato sognato per tre notti di

seguito da Dora durante il soggiorno presso il lago ove era avvenuto l’episodio con K. e poche

notti prima, lì a Vienna.

INTERPRETAZIONE: Freud fa associare a Dora partendo dal sogno, e lei lo collega ad un

recente litigio dei genitori. Il padre aveva litigato con la madre di Dora per aver chiuso la porta

della sala da pranzo, che collega la camera del fratello di Dora al resto della casa; il fratello non

si sarebbe potuto allontanare dalla camera in caso di bisogno.

STORIA: Ma il sogno si riferisce anche al soggiorno della famiglia di Dora a L. con la famiglia

K. e alla paura di Dora di non sentirsi al sicuro in casa del signor K. dopo l’episodio al lago.

Nel pomeriggio di quel giorno Dora trovò il signor K. accanto al divano dove lei stava

riposando, in piedi come il padre nel sogno. Poi, la sera, decise di chiudersi a chiave nella

camera da letto per non essere sorpresa dal signor K. mentre al mattino si rivestiva (erano soli

in casa, la signora usciva presto). Chiese la chiave alla signora K. ma al mattino dopo essa era

sparita. A quel punto Dora lascio la casa non sentendosi al sicuro.

TEORIA: segue una digressione sull’analisi dei sogni. I sogni sono essenzialmente la

soddisfazione di desideri. Soltanto i desideri inconsci hanno la forza necessaria a dare origine

ad un sogno. Apparentemente il sogno di Dora sembra più il proseguimento di un’intenzione

(andare via da quella casa) che l’appagamento di un desiderio, ma in realtà non è così.

INTERPRETAZIONE: c’è infatti ancora molto materiale da interpretare. Il cofanetto dei

gioielli: Dora associa ai gioielli un litigio tra i genitori (la madre si arrabbia perché desiderava

orecchini di perle a goccia e il padre che non li ama le regala un braccialetto) e la scatola dei

gioielli ad un regalo che il signor K. le aveva effettivamente fatto e che metteva Dora nella

posizione di doversi sdebitare concedendo il suo portagioie (il cofanetto portagioie richiama i

genitali femminili). Il sogno esprime l’opposto del suo contenuto: “se mi succede qualcosa sarà

colpa di papà” diventa “papà mi salva da un pericolo”. Il ricordo del bracciale esprime la

rivalità tra Dora e la madre: Dora sarebbe stata felice di accettare in dono il bracciale che la

madre invece rifiuta. Nel sogno il padre sostituisce il signor K. e la madre la signora K.:

dunque Dora è pronta a dare al signor K. ciò che la moglie gli nega (ciò conferma l’ipotesi del

suo innamoramento fatta precedentemente).

TEORIA: ogni sogno sta “su due gambe” (la sua causa nel presente ed eventi significativi

dell’infanzia) e cerca di piegare il presente sul modello del passato.

INTERPRETAZIONE: il fuoco del sogno si ricollega all’acqua, al giocare col fuoco

(masturbarsi) e al fatto che chi gioca con l’acqua finisce col bagnare il letto (enuresi). Il fuoco si

collega inoltre all’amore, come anche il bagnarsi. Per evitare di bagnare il letto si svegliano i

bambini (come nel sogno) e li si manda al bagno. Dora ammette che sia il fratello che lei hanno

sofferto di enuresi (il fratello fino ai setto-otto anni). Inoltre Dora ricorda che dopo l’enuresi

sentiva odore di fumo, e ciò è successo anche dopo i tre sogni a L. ma non a Vienna. Collega

inoltre il fumo ad un modo di dire di Freud (non c’è fumo senza fuoco) e al fatto che il padre, il

signor K., e Freud sono fumatori. Freud attribuisce la sensazione di sentire odore di fumo alla

speranza di un bacio (da parte di un fumatore, come poteva essere successo per il bacio di due

anni prima con il signor K.) e il fatto che lo colleghi anche a Freud, al voler essere baciata da lui

(come frutto del transfert).

Andando avanti nel lavoro interpretativo Freud si rende conto che Dora è a conoscenza

della malattia del padre (sifilide) e che è convinta che il padre abbia trasmesso la malattia alla

moglie. Dice inoltre di soffrire di una forma di leucorrea. Dunque c’è un nuovo rimprovero al

padre che nasconde un auto-rimprovero, dal momento che Freud ritiene la Leucorrea una

conseguenza della masturbazione. Dunque Freud suggerisce che Dora conosca già i motivi

della sua malattia (la masturbazione), ma Dora nega. In un incontro successivo Freud vede

l’ammissione della sua colpa in un “atto sintomatico”: Dora ha al collo un ciondolo a forma di

borsetta con cui gioca facendo entrare e uscire un anello (mimando la masturbazione). Dunque

anche l’avversione ai medici era dovuta alla paura che, esaminandola, costoro potessero

scoprire le origini della sua malattia (il “catarro”, cioè l’enuresi infantile dovuta alla

masturbazione, causa anche dei dolori addominali di cui aveva sofferto talvolta).

TEORIA: i sintomi isterici spesso compaiono non durante i periodi di masturbazione ma dopo,

durante quelli di astinenza. Costituirebbero un sostituto dell’appagamento della

masturbazione, almeno fino a quando non sia possibile una più normale soddisfazione

sessuale. Ma se anche in questo caso non c’è soddisfazione (coitus interruptus, lontananza

psicologica) si ripropongono i sintomi isterici.

STORIA/INTERPRETAZIONE: secondo la ricostruzione frammentaria di Freud l’enuresi di

Dora si fermò quando comparve la dispnea. In quel periodo il padre fu lontano da casa per la

prima volta. Probabilmente Dora, che dormiva accanto alla stanza dei genitori aveva sentito il

padre “respirare affannosamente” e, durante la sua assenza, deve aver riprodotto sotto forma

di attacco d’asma quel suo modo di respirare. Inoltre Freud rileva una inclinazione

all’angoscia. Infatti la prima volta che Dora presenta la dispnea è durante uno sforzo fisico in

montagna; al padre era proibito affaticarsi in montagna e lei poteva aver collegato quest’idea

al fatto che lui si “affaticasse” con la madre e che probabilmente lei stessa si “affaticasse”

quando si masturbava (e ciò potesse fargli male).

Dora aveva imparato a chiamare “catarro” la sua leucorrea collegandola al disturbo della

madre (naturalmente diverso) e creando un’associazione con la malattia del padre (genitale,

ma anche la debolezza dei polmoni) e con la tosse e il catarro propriamente detto. Dunque la

tosse di Dora si crea attorno ad un problema organico e lì si fissa in quanto quella parte del

corpo di Dora aveva mantenuto il significato erogeno primitivo. Questa irritazione finisce

quindi col dare espressione all’eccitazione della libido: prima imitazione del padre, poi auto-

rimproveri per il proprio “catarro”. Poi i propri rapporti con il signor K. ed infine i rapporti tra

il padre e la signora K. (con cui Dora si identificherebbe).

Anche il disgusto seguìto all’abbraccio (bacio) con il signor K. discende da una serie di

catene associative (tutti gli uomini sono bugiardi, diceva la sua governante, bugiardi come il

padre, malati e pericolosi perché contagiano con disturbi venerei che procurano una

secrezione disgustosa) che riconducevano alla sua stessa leucorrea.

Del sogno di Dora abbiamo già detto, ma si può aggiungere altro. Emerge del materiale

infantile. Probabilmente la catena di pensieri riguardante il controllo dell’enuresi (e quindi

della sessualità) era l’unica in grado di controllare quella opposta di cedere al signor K. Il

sogno inoltre può avere vita perché la situazione attuale (il voler fuggire dai sentimenti che

prova attualmente per un uomo rifugiandosi dal padre) riattiva ma fantasia infantile e

inconscia di stare con il padre (sufficientemente forte per creare il sogno).

TEORIA: osservazioni sulle relazioni che intercorrono tra il pensiero diurno che continua nel

sonno ed il desiderio inconscio che dà vita al sogno. Il pensiero diurno fa “la parte

dell’impresario”, ha l’idea ispiratrice, ma ha bisogno dei capitali, forniti invariabilmente da un

desiderio inconscio.

INTERPRETAZIONE: nel caso di Dora il pensiero inconscio è quello di sostituire Il signor K.

con suo padre. Questo porta ad una serie di reminiscenze infantili (enuresi, catarro, disgusto,

tutti dovuti al suo prematuro eccitamento sessuale) che spiegano infine il perché si rifiuta di

cedere al suo desiderio. Naturalmente non sono solo queste a dissuaderla, ma anche motivi di

rispettabilità e buon senso, i pensieri ostili verso gli uomini suggeriti dalla governante. Per

poter concepire di farsi proteggere da suo padre doveva essere rimosso anche il pensiero che


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche per l'analisi dei processi psichici nello sviluppo e nella salute
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di psicopatologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Cecchini Marco.

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