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Cap.1 Bellezza, attrazione e strategie riproduttive

I maschi hanno un potenziale riproduttivo illimitato poiché producono piccoli gameti a costo bassissimo. Le femmine, invece, investono maggiormente nella riproduzione, producendo gameti biologicamente più costosi, prendendosi cura della prole e non riproducendosi in continuazione come i maschi. Queste ragioni le spingono a cercare il maschio migliore con cui accoppiarsi. I maschi, da parte loro, possono mostrare la volontà di investire offrendo doni nuziali (tipico di molti insetti). Vi sono, però, casi in cui i maschi non offrono niente alle femmine in termini di cibo, risorse o cura della prole. Ne è un esempio il pavone. In questa specie il maschio, essendo dotato di ornamenti (piumaggio) migliori rispetto alla femmina, li sfrutta per influenzare la scelta della femmina.

È da stabilire se le femmine ripongono la loro scelta nella qualità genetica del maschio, nel suo essere sano o se la scelta viene effettuata sulla base di ciò che le altre femmine scelgono.

Teorie sulla selezione

Hp dell'handicap  molte delle caratteristiche maschili esagerate (coda pavone) sono, in realtà, un handicap per il maschio che le eredita. Ne consegue che solo i maschi con una buona qualità genetica riuscirebbero a sopravvivere nonostante l'handicap che portano, giustificando così la preferenza femminile per il tratto maschile esagerato. (hp non sempre confermata)

Hp della selezione rapidissima  gli ornamenti si evolvono rapidamente nei maschi solo a causa del fatto che le femmine li scelgono. Infatti, se un maschio possedesse un ornamento gradito alle femmine, sarebbe un maschio di successo e tale ornamento verrebbe trasmesso alla prole maschile, mentre alla prole femminile verrebbe trasmessa la preferenza per esso.

La bellezza negli esseri umani

La corteccia orbito-frontale è coinvolta nella percezione di stimoli belli e brutti. Il viso è un mezzo di comunicazione non verbale fondamentale per la relazione. Chiaramente vi sono differenze o piccole variazioni nei criteri di bellezza nella misura in cui i volti di diverse popolazioni mostrano diversità sistematiche (percezione del bello come prodotto della selezione naturale).

Hp dei valori medi (o della mediocrità)  la bellezza sarebbe incarnata dalla media delle caratteristiche di una popolazione. Il senso estetico sarebbe orientato verso le persone con caratteristiche più comuni, perché sono per definizione quelle più facilmente reperibili. Tuttavia la media pare non essere l'unico criterio di bellezza favorito dall'evoluzione. A essere preferite potrebbero essere caratteristiche di bellezza amplificate al massimo (superstimoli o caratteristiche estreme) interpretate come indici di salute e di buoni geni.

Simmetria  rappresenterebbe un indice di salute. Non è ancora chiaro se nel discriminare la bellezza sia maggiormente incisiva la media o la simmetria, certo è, invece, che ogni faccia media è per definizione anche simmetrica.

Bellezza del corpo  indicatore affidabile di salute fisica.

  • Scegliere un partner bello significa avere un potenziale genitore sano che farà figli sani. Proporzioni del corpo slanciate e simmetriche sono indicatori di uno sviluppo corretto e armonico che potrebbe sottostare a buoni geni che lo consentono.
  • È possibile sostenere che la bellezza indica fecondità. Sulla base di ciò i maschi dovrebbero scegliere donne giovani (20/35 anni), con forme adeguate alla gravidanza e all'allattamento, pelle idratata, seno sodo, capelli lucidi, denti bianchi, occhi luminosi. C'è un tratto universale nelle preferenze estetiche di tutte le culture studiate: i maschi preferiscono le femmine dal corpo con la “forma a clessidra”, ovvero un rapporto tra fianchi e vita (WHR) di circa 0,7. Sembra che il WHR rifletta sia lo stato di salute che quello di fecondità delle femmine. In qualche misura riflette anche i livelli di ormoni steroidei sessuali nell'individuo. Un predittore di attrattività ancora più efficiente del WHR sarebbe l'indice di massa corporea (IMC), ovvero il rapporto tra peso e statura.
  • È probabile, infine, che la bellezza non sia altro che l'evoluzione rapida di caratteristiche che piacciono alla massa, la cui scelta implica la loro trasmissione alla prole. È tuttavia difficile credere che tutte le energie spese dall'evoluzione nello sviluppo di strategie estetiche e di attrazione siano riconducibili così semplicemente alle mode del momento.

L'attrattività nel maschio  le femmine preferiscono volti di maschi dolci e femminilizzati nella fase non fertile, mentre in quella fertile apprezzano di più volti mascolini, con mascelle larghe e tratti marcati. Nei maschi della nostra specie, tuttavia, l'attrazione si misura anche con la capacità o la potenzialità di acquisire risorse. Per l'essere umano, allevare i piccoli è assai costoso  la capacità di produrre denaro, quindi, nella nostra società è lo strumento attraverso cui la femmina può misurare il potenziale partner. In questo caso la giovane età può divenire uno svantaggio poiché il maschio potrebbe non essere ancora in grado di dimostrare adeguatamente la propria capacità di acquisire risorse.

Le femmine, scegliendo maschi che hanno dimostrato abilità nel produrre e procurarsi risorse, hanno un doppio beneficio: si garantiscono una maggiore sicurezza durante l'investimento parentale (inclusa la garanzia di offrire ai propri piccoli risorse e istruzione adeguate), e si assicurano di trasmettere tali caratteristiche genetiche alla propria prole maschile.

Le femmine della nostra specie si dividono in 2 grandi classi: quelle che valorizzano nel partner la capacità di acquisire risorse  qualità postriproduttive (femmine DAD); e quelle che sono sensibili alla seduzione dei buoni geni con cui fare figli sani e prestanti  qualità preriproduttive (femmine CAD). Queste 2 strategie inducono i maschi, intenti a offrirsi sul mercato nuziale, a specializzarsi nell'uno o nell'altro senso  potrebbe, dunque, diventare sempre più difficile per le femmine trovare caratteristiche DAD e CAD in uno stesso uomo.

Cap.2 Evoluzione dei comportamenti sessuali

L'evoluzione dei comportamenti sessuali comincia con la comparsa della riproduzione sessuata. In molte specie il comportamento sessuale si limita tuttora alla sua funzione originaria, cioè assicurare l'incontro dei gameti maschili e femminili, ma in altrettante specie (uomo compreso) si sono evoluti comportamenti che vanno oltre lo stretto necessario per la fecondazione.

Evoluzione della riproduzione sessuata

Nelle popolazioni asessuate l'unità riproduttiva è l'individuo, mentre nelle specie sessuate l'unità riproduttiva è la coppia maschio-femmina. Alle specie sessuate occorre, quindi, il doppio delle risorse per creare un'opportunità riproduttiva  costo del sesso. Ma allora perché la riproduzione sessuata è così comune?  perché i benefici superano i costi.

Vantaggi a lungo termine: il sesso permette, per mezzo della ricombinazione genetica, di unire in uno stesso genoma mutazioni vantaggiose originatesi in linee genealogiche diverse.

Vantaggi a breve termine: possibilità di riparare il DNA danneggiato (poiché se ne possiedono 2 copie), di mascherare mutazioni svantaggiose a carattere recessivo e di acquisire materiale genetico vantaggioso da altri individui.

Isogamia: assenza di evidenti differenze morfologiche o di comportamento tra i 2 sessi; in particolar modo, assenza di differenze tra i loro gameti. Ragione, questa, per cui si parla di tipi riproduttivi piuttosto che di sessi.

Anisogamia: i gameti di un tipo riproduttivo sono sistematicamente diversi da quelli dell'altro. Si parla di maschio e femmina.

Conflitto intra e intersessuale

I gameti maschili sono più economici e possono essere generati in quantità esponenziali. Diverso è per la produzione di gameti femminili, il cui numero è limitato  non tutti gli spermatozoi possono fecondare un ovulo, mentre le femmine sono quasi certe di realizzare il proprio potenziale riproduttivo. Ogni ovulo può essere potenzialmente fecondato da diversi maschi. La prima conseguenza di questo stato di cose è una forte competizione tra maschi per l'accesso alle possibilità di fecondazione. Nel sesso maschile esiste quindi un conflitto intrasessuale. Le differenze tra maschi e femmine, invece, innescano un conflitto intersessuale.

L'incertezza della paternità spesso porta i maschi ad investire più nel corteggiamento e nell'accoppiamento con più femmine che nella cura della prole di una sola femmina.

Comportamenti maschili e femminili

I tipi di conflitto appena descritti hanno portato all'evoluzione di numerose strategie di comportamento:

  • Comportamenti di “guardia” al fine di diminuire la probabilità che la femmina possa accoppiarsi con altri maschi.
  • Combattimenti.
  • Adattamenti maschili più sottili al combattimento (in molte specie di insetti, per esempio, il pene è modificato in modo da rimuovere lo sperma di maschi con cui la femmina potrebbe essersi precedentemente accoppiata. Inoltre, è frequente che i maschi depositino nell'apparato riproduttivo femminile materiale supplementare che non ha funzione riproduttiva ma rende più difficile che lo sperma di altri maschi raggiunga le uova).

In generale, alle strategie maschili corrispondono spesso strategie femminili di uguale complessità. Nei colombi, per esempio, il maschio deve corteggiare la femmina assiduamente per alcuni giorni prima che la fisiologia della femmina risponda, entrando nella fase fertile del ciclo riproduttivo. Questo ritarda l'inizio della riproduzione, ma rende la femmina più sicura che il maschio non sia già accoppiato. Un maschio già accoppiato, infatti, non potrebbe lasciare il proprio nido per i giorni necessari al corteggiamento, pena la morte dei pulcini.

Corteggiamento e comunicazione tra maschio e femmina

Corteggiamento = processo di ritualizzazione  trasformazione di un comportamento secondo uno schema preciso. Per illustrare il concetto: la funzione originaria del beccare (nei polli) è connessa all'alimentazione. Il movimento del beccare è un richiamo per gli altri polli che deducono ci sia cibo in quel posto. I galli sfruttano questo fatto facendo finta di beccare del cibo inesistente per indurre le galline ad avvicinarsi e poi iniziare il corteggiamento. La finta beccata diventa l'inizio del corteggiamento.

Altro elemento del processo di ritualizzazione è l'emancipazione, cioè il passaggio del controllo di un comportamento da un sistema motivazionale ad un altro. Esempio: il bacio (negli esseri umani) potrebbe essere frutto del passaggio dal bisogno di sfamarsi (in molte popolazioni, infatti, è usato dalle madri per nutrire i bambini con cibo premasticato) alla motivazione sessuale. Il passaggio da un sistema di motivazione ad un altro può avvenire non soltanto verso la motivazione sessuale.

Cap.4 Sessualità infantile, adolescenziale ed educazione sessuale

Concetto di sessualità

Prende le mosse da:

  • Sesso biologico: alla nascita si è definiti maschi o femmine in relazione agli organi genitali.
  • Sesso anagrafico: ogni documento identificherà come maschio o femmina.
  • Sesso culturale: ruoli e comportamenti che il processo educativo rinforzerà nel soggetto.

Per costruire i ruoli sarà fondamentale la famiglia d'origine, quella allargata, l'ambiente di riferimento, la nazione in cui si vive con le sue leggi. Il punto d'arrivo dello sviluppo sessuale è:

  • Sesso psicologico: vivere la femminilità/mascolinità in modo positivo; stare bene col proprio corpo.

La sessualità viene definita anche da:

  • Funzione ludica: riguarda le sensazioni e le emozioni, la capacità (a partire dalla prima infanzia) di scoprire ciò che piace e ciò che non piace, di saper esprimere bisogni e desideri.
  • Funzione relazionale: relazione con se stessi, con la propria identità, con il corpo, con gli altri. La relazione può essere occasionale o approfondita.
  • Funzione riproduttiva: va inserita in un progetto esistenziale in cui siano presenti le possibilità e le competenze per essere genitori.

Ruolo dei genitori nella crescita dei figli

L'età pediatrica è caratterizzata dai “perché”. I genitori sembrano tentennare nel rispondere a quesiti di natura sessuale. In realtà quando i bambini fanno domande precise è perché sono già informati, anche se in modo parziale. La costruzione dell'identità è un processo continuo e accompagnare i bambini e gli adolescenti nel processo di sviluppo sessuale è indispensabile per garantire loro una crescita corretta. Educare alla sessualità significa guidare i bambini a riconoscere le proprie emozioni, a scegliere alcune esperienze rifiutandone altre, abituarli al concetto di pubblico e privato.

Quando i bambini sono piccoli la sessualità è rappresentata dalla curiosità, dal desiderio di toccare ed essere toccati, dal piacere che la cura della madre o gli adulti di riferimento dedicano loro. In età preadolescenziale e adolescenziale, il rispetto o la violazione del corpo (anche da parte delle figure genitoriali), il modello d'intimità e di accudimento possono rivelarsi aspetti problematici dello sviluppo sessuale. Inizia un forte processo di identificazione con il proprio sesso biologico.

Parlare di sessualità al tempo della scuola elementare

Le scuole elementari rappresentano un momento importante rispetto all'educazione sessuale poiché bambine e bambini vengono ufficialmente inseriti in un percorso che prevede una loro progressiva competenza sociale e relazionale. Genitori ed insegnanti devono parlare loro della sessualità altrimenti impareranno tutto, in modo incompleto e inesatto, dai coetanei e dai mass media. Nella dimensione familiare, caratterizzata da coabitazione e quindi vicinanza fisica, il comportamento diventa un messaggio importante. Insegnare al bambino che ci sono momenti privati e momenti sociali, che deve imparare a riconoscere e rispettare i propri bisogni e quelli degli altri, è atto di educazione alla sessualità.

Regole per comunicare

I genitori dovrebbero:

  • Creare uno spazio mentale e fisico per l'ascolto. Se il bambino/a fa una domanda sulla sessualità è importante rispondere anche se ci si sente in imbarazzo.
  • Qualora non sapessero dare immediatamente una risposta, non dovrebbero rimandare a tempo indeterminato, ma creare una nuova occasione per rispondere.
  • Dovrebbero essere i più chiari possibile nelle risposte che forniscono.
  • Dovrebbero utilizzare immagini, giochi, strumenti adatti al linguaggio del bambino affinché si crei l'occasione per parlare di sessualità.
  • Dovrebbero fornire informazioni più dettagliate via via che i bambini acquisiscono nuove conoscenze.
  • Verificare la correttezza delle informazioni che i bambini ricevono dall'esterno.

Non sono solo le domande dei bambini a creare imbarazzo negli adulti, ma anche alcuni comportamenti. Ne sono un esempio la masturbazione, l'eccessiva curiosità o dipendenza dal corpo del padre o della madre, l'utilizzo di espressioni volgari, gli atteggiamenti che si ritengono più adatti per l'altro sesso. Molti di questi comportamenti fanno parte del normale processo di crescita, solo gli aspetti eccessivi o esclusivi possono costituire un problema al quale porre attenzione.

Il cammino dell'adolescenza

Obiettivo fondamentale dell'educazione sessuale è l'educazione al rapporto. Nelle ultime classi delle elementari, il bisogno di appartenenza e il desiderio di essere rinforzati nella propria identità sono molto forti per cui è importante fare gruppo con le persone dello stesso sesso, prima ancora di relazionarsi con l'altro sesso.

Parole per dire e per chiedere

È importante dire tutto con le parole che si ritengono adatte all'età, senza ipocrisie o mezze verità. Per lo sviluppo maschile è importante parlare dell'eiaculazione e del piacere che essa comporta. Per lo sviluppo femminile è importante parlare del menarca e quindi della fertilità. Ai bambini deve essere chiaro che, se nel corso dell'infanzia sono cambiati per quanto riguarda peso e altezza, nella pubertà cambierà il loro aspetto esterno  comparsa dei caratteri sessuali secondari, oltre che interno  produzione di ormoni sessuali. La consapevolezza che da questo momento in poi è possibile avere rapporti sessuali completi, rende questo periodo molto delicato. La pratica della seduzione si scontra con timidezze, paure e sensazioni di incapacità; ma è giusto imbattersi in tutto ciò ed è prezioso l'appoggio di figure adulte.

Metodologia

Un buon apprendimento deriva dall'utilizzo dei canali: visivo, uditivo, cenestesico (o di movimento). Nel linguaggio è bene evitare tecnicismi e metafore. Prediligere un'esposizione semplice, con frasi brevi.

Cap.5 Sessualità nella terza età

La terza età rappresenta per l'uomo un momento in cui la sensibilità agli eventi stressanti si acuisce. Il fatto di non avere più obblighi di lavoro, le restrizioni economiche della pensione, il senso di inutilità che nasce dall'avere tanto tempo a disposizione e così poco da fare sono terreno fertile per lo stress. La sessualità dell'anziano tende ad essere trascurata. È sbagliato. È vero che la frequenza dei rapporti si riduce si

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/02 Psicobiologia e psicologia fisiologica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federicamegaro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicopatologia del comportamento sessuale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di L'Aquila o del prof Jannini Emanuele.
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