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Psicometria

Modulo I: Principi della ricerca scientifica e sociale

Paradossi della ricerca scientifica e svolta epistemologica dell'inizio del XX secolo

  • Primo paradosso: riguarda la Teoria della relatività elaborata da Einstein nel 1905, il cui assunto assoluto afferma che la velocità della luce non dipende dal sistema di riferimento in cui viene misurata, ovvero non esiste un tempo assoluto ma anche il tempo è relativo rispetto al sistema di osservazione. In conseguenza a questa teoria nasce il principio secondo cui le leggi della fisica devono essere formulate in modo che, passando da un sistema di riferimento ad un altro, mantengano sempre la stessa forma.

  • Secondo paradosso: generato dalla formulazione del principio d'indeterminazione di Heisenberg del 1927, stipula che in micro-fisica è impossibile, in un istante dato, attribuire a una particella una posizione e una velocità determinate. Questa teoria della fisica quantistica, che altri definiscono probabilistica proprio per la natura non esatta dei risultati che essa fornisce, afferma che più la posizione è definita meno sarà conosciuta la velocità e viceversa, quindi l'impossibilità di conoscere nello stesso tempo la velocità e la posizione di una particella elementare. Il principio indica che a seconda delle scelte fatte dall'osservatore sarà determinata in maniera diversa la natura dell'informazione (es: se misuriamo prima la velocità della particella modificheremo la posizione e viceversa).

  • Terzo paradosso: riguarda la Teoria del Caos, elaborata negli anni '70, e le conseguenze che hanno destabilizzato i principi delle teorie scientifiche delle scienze fisico-naturali. I teorici del Caos sostengono che le leggi naturali costituiscano un'eccezione piuttosto che la regola (es: lo studio della formazione delle nuvole e del tracciato delle cascate mette in risalto la difficoltà del calcolo predittorio di questi fenomeni e dell'impossibilità della replica della rilevazione).

Teoria scientifica

La teoria scientifica è un insieme di asserti (sotto forma di ipotesi, generalizzazioni empiriche, assiomi, postulati e teoremi) organicamente connessi che si pongono ad un elevato livello di astrazione e generalizzazione rispetto alla realtà empirica. Essi derivano da regolarità empiriche e da questi possono derivare spiegazioni e previsioni empiriche (Corbetta, 1999). È riconosciuto dagli scienziati che una parte rilevante delle teorie primarie delle scienze empiriche mantengono la loro validità soltanto in condizioni sperimentali ideali non riscontrabili nel mondo reale.

Se la teoria del Caos con i due paradossi precedenti è corretta, la difficoltà nella scoperta di leggi generalizzabili nelle scienze sociali potrebbe non essere dovuta a concetti e teorie inadeguati e/o a metodologie e misurazioni insufficientemente precise. Raramente le scoperte scientifiche si verificano attraverso l'applicazione pedissequa di metodologie standardizzate. A tal proposito, Reichenbach introdusse la distinzione tra due concetti:

  • Contesto della scoperta: scoperta intesa come momento di intuizione di una possibile relazione tra eventi, o di illuminazione circa una struttura latente in grado di spiegare un problema in modo migliore rispetto al passato.

  • Contesto della giustificazione: momento della giustificazione logico-procedurale attraverso la disamina del fenomeno empirico e la conferma razionale.

Qualsiasi legge riuscissimo a rilevare potrebbe essere limitata nella sua applicabilità, ovvero circoscritta geograficamente, culturalmente, soggettivamente e temporalmente. La verità è observer dependent: ogni verità scientifica è “locale” e frutto della relazione che si instaura tra il ricercatore e l’oggetto indagato. Oggi la psicologia accetta liberamente anche dati di tipo mentalistico, purché inseriti in un costrutto teorico che sia fondato su dati osservativi (Luccio, 2005). In questa prospettiva si esclude l'equivoco della ricerca dell'oggettività focalizzandosi principalmente su due concetti:

  • Validità: capacità o meno degli strumenti di ricerca di dare conto esattamente del fenomeno studiato e della sua entità.

  • Attendibilità: si riferisce all'affidabilità (reliability) della misurazione del fenomeno, essa dipende dal contesto di rilevazione. Una tecnica, uno strumento, un indicatore può essere attendibile ma non valido. In altri termini, l'attendibilità consiste nella capacità di fornire risultati uguali durante diverse misurazioni dello stesso fenomeno sebbene la stabilità non derivi necessariamente dalla validità. Uno stesso valore di un indice di conservatorismo inadeguato (o non valido) può essere rilevato oggi, tra un mese o tra un anno. Se lo strumento è costruito correttamente non vi saranno errori di misurazione (alla variazione nel punteggio ottenuto dagli stessi individui sugli stessi strumenti o test). L'inferenza derivante sarà indicata come significativa perché affermerà qualcosa di rilevante sull’informazione (ad esempio il punteggio di un test) ottenuta attraverso l’uso di uno strumento.

Tipi di validità in metodologia

  • Validità legata al contenuto: procedura di convalida da parte del ricercatore, sulla base di giudizi, legata alla determinazione che il contenuto dello strumento sia un campione adeguato del dominio di contenuti che si suppone rappresenti.

  • Validità legata al criterio: è legata al confronto della performance su di uno strumento (quello da validare) rispetto ad un altro criterio indipendente (un indice enumerativo diverso da quello che si vuole convalidare).

  • Validità legata al costrutto: il ricercatore prova a raccogliere una varietà di differenti tipi di evidenze empiriche tali da permettere le inferenze desiderate; corrisponde all'applicazione del principio lazarsfeldiano dell'intercambiabilità degli indici nella relazione con un'altra variabile.

Classificazione delle diverse tipologie di ricerca

La classificazione delle diverse tipologie di ricerca si basa su tre principali criteri:

  1. Tipo di approccio di rilevazione dei dati: le ricerche si suddividono in
    • Dirette: ogni unità è osservata attraverso la richiesta di informazioni (es: questionario) o attraverso l'osservazione o la misurazione diretta (es: inchiesta).

    • Indirette: vengono utilizzati documenti raccolti in precedenza per scopi differenti (certificati, schede scolastiche, cartelle cliniche) o specifiche evidenze utilizzate come indicatori di determinati comportamenti, azioni, ecc. (es: atti vandalici come indicatori di disagio evolutivo o disagio sociale).

  2. Tipo di approccio di analisi dei dati: l'analisi dei dati può presentare un approccio di
    • Ricerca Qualitativa: i dati vengono gestiti utilizzando criteri non numerici, dipende essenzialmente dall'osservazione.

    • Ricerca Quantitativa: utilizzando un orientamento ai dati di tipo numerico, la misurazione e l'uso della statistica hanno un ruolo centrale mentre la tabulazione dei dati in matrice è il cardine.

  3. Livello di coinvolgimento della popolazione osservata:
    • Ricerche Totali: sono coinvolte tutte le unità che compongono la popolazione studiata (es: censimento).

    • Ricerche Parziali: interessano e coinvolgono soltanto un sottogruppo predefinito della popolazione.

    • Ricerche Campionarie: riguardano un sottogruppo della popolazione scelto attraverso criteri statistici di rappresentatività (rilevazioni campionarie che consentono di stimare determinati valori della popolazione totale).

Scopi delle indagini

  • Ricerca esplorativa: quando le ipotesi da verificare sono imprecise, o sviluppate solo parzialmente e definite in itinere sulla base di elementi non disponibili in fase progettuale; si posiziona nel contesto della scoperta.

  • Ricerca confermativa: si sviluppa al fine di convalidare ipotesi precise, appartiene dunque al contesto della giustificazione.

L’interpretazione statistica deve essere abbinata a una comprensione e una verifica ragionata dello psicologo/ricercatore che conosce la problematica dello studio. Soltanto in questa prospettiva l’analisi dei dati rappresenta uno strumento utile alla comprensione di un fenomeno e/o di una domanda di ricerca.

Impostazione della ricerca

Ricerca qualitativa Ricerca quantitativa
Aperta, interattiva, circolare, induzione e ipotesi deboli Strutturata, fasi sequenziali, deduzione e ipotesi forti
Ausiliaria Fondamentale per definire ipotesi e sull'oggetto della ricerca teoria
Orientativi ed aperti Operativizzati e chiusi
Coinvolgimento e relazione empatica Distaccata, fredda e neutrale
Attivo Passivo
Significati e conoscenze degli attori sociali Verifica di relazione tra variabili
Contesti spaziali precisi Statistica
Destrutturato, co-istituito nel corso della ricerca Strutturato, precedentemente operativizzato
Specificità Generalizzabilità

Psicometria: teorie, modelli e metodi per l’interpretazione di fenomeni psicologici

In psicologia è divenuta essenziale la conoscenza dei concetti e dei metodi statistici, sia per la pratica professionale che per la gestione delle ricerche. Inoltre, l'analisi dei dati e la loro presentazione attraverso criteri considerati universalmente validi è fondamentale per pubblicare i risultati di uno studio su riviste che eventualmente prevedano anche una peer review. Ordine naturale del processo di analisi dei dati:

  1. Individuazione della variabilità - Raccolta attenta dei dati
  2. La probabilità campionaria che supporta l'inferenza
  3. Descrizione della variabilità dei dati → Statistica descrittiva
  4. Stesura delle conclusioni in modo da distinguere la variabilità dei dati

Campionamento dell'oggetto e campionamento del contenuto

Dopo che un sistema di misurazione è stato sviluppato, è importante predisporre delle asserzioni circa gli oggetti (gli individui) e la predisposizione delle procedure di test. La misurazione è legata molto più strettamente al campionamento del contenuto (= concetti indagati attraverso items o indicatori), cioè al decidere quali test items includere. Parte della teoria della misurazione concerne la relazione statistica tra il punteggio reale e il punteggio ipotetico che potrebbe essere rilevato se tutti gli items dell’universo venissero somministrati. Da ciò deriva il duplice problema della psicologia che si occupa del campionamento degli oggetti da misurare e il campionamento del contenuto. Da un lato si trova la generalizzazione delle scoperte sugli oggetti e dall’altro la generalizzazione delle scoperte sui quesiti del test. Il campionamento del contenuto è più importante del campionamento degli oggetti nello sviluppo di una misura. Il risultato del test di affidabilità è direttamente collegato al numero di items del test e indipendente dal numero di oggetti.

Definizione di psicometria

La Psicometria è un sotto-settore disciplinare della psicologia che si è evoluto diventando la scienza della misurazione delle caratteristiche individuali non osservabili, le cui regole di misurazione non sono intuitivamente ovvie. Quindi affrontare tematiche della Psicologia attraverso l'applicazione della metodologia e tecnica della statistica. Ricomprende al suo interno in particolare:

  • La costruzione e l'analisi degli strumenti di misurazione;
  • Lo sviluppo di approcci teorici alla valutazione.

La Psicometria è spesso opposta alla clinimetria, che incoraggia l'uso di esperienza clinica invece che modelli statistici formalizzati, o anche alla biometria (de Vet et al., 2003). Qualsiasi sia il fenomeno studiato, lo psicologo si trova a fare delle misurazioni, ad esempio nella valutazione dell'efficacia di una terapia, per questo la statistica può offrire un supporto alla pratica lavorativa. I test psicometrici infatti forniscono misure quantitative di attributi psicologici che possono essere di interesse per uno psicologo ma necessitano di una preparazione in psicometria per assicurane un uso corretto.

Concetti e costrutti

  • Concetto: un’idea astratta e generale che ha origine nell’intelletto, sulla base dell’interazione dell’essere con il mondo e con gli altri soggetti appartenenti al suo gruppo di riferimento. I concetti si formano con l’esperienza ma non provengono dall’esperienza, dato che non sono caratteristiche delle “cose in sé” e non provengono da qualità intrinseche delle nostre sensazioni. (es: il profitto degli studenti universitari in Psicometria, la variabile in Psicometria)

  • Costrutto: un concetto astratto riferito ad un individuo non rilevabile direttamente ma solo attraverso le sue conseguenze osservazionali o sperimentali e sulla base di più di un indicatore.

  • Asserto (o proposizione): affermazione dotata di valore di verità (ossia può essere vera o falsa), che si riferisce ad un aspetto della realtà e che ha come caratteristica di avere un riscontro empirico immediato. Esempio: l’affermazione “gli studenti che studiano più ore ottengono un voto migliore nel test di matematica” è un asserto perché ha valore di verità (può essere vero o falso che gli studenti che studiano più ore ottengono un voto migliore al test) ed è empiricamente verificabile (è possibile chiedere a tutti gli studenti della classe quante ore hanno studiato e vedere se coloro che hanno studiato più ore hanno anche ottenuto risultati migliori).

  • Teoria: sistema di asserti in grado di spiegare il nesso causale tra due o più fenomeni.

  • Ipotesi: un asserto formulato dal ricercatore sulla realtà sotto esame, che riguarda lo stato assunto da un fattore o che esprime un legame o dipendenza tra due o più fattori. Più semplicemente, l’ipotesi è una previsione dei possibili risultati di uno studio.

Validità esterna e validità interna

Validità esterna: grado di generalizzabilità delle conclusioni tratte da uno studio, rappresenta l'esplicitazione di tutti i soggetti per cui sono valide le conclusioni della ricerca (es: se il profitto in matematica aumenta all'aumentare delle ore di studio, nel mio campione, il risultato vale per tutti gli studenti delle scuole italiane, ossia la popolazione). La generalizzabilità dei risultati di uno studio (validità esterna) può essere limitata da eventi di disturbo. Le principali minacce alla validità esterna provengono da carenze nella rappresentatività del campione su cui è stata condotta la ricerca, in relazione alla popolazione o all'ambiente al quale si vogliono applicarne i risultati. A queste distorsioni si rimedia con un campionamento accurato. Le minacce alla validità esterna vanno prese in considerazione solo dopo essersi assicurati che siano stati soddisfatti i requisiti di validità interna. Si può avere infatti validità interna senza validità esterna ma non viceversa.

Validità interna: misura quanto i risultati di uno studio sono corretti per il campione di individui che sono stati studiati. Viene detta interna perché si applica al campione e non necessariamente agli altri individui della popolazione. Il principio base di qualunque rilevazione è quello di riuscire ad escludere l’influsso di tutti i fattori di disturbo che agiscono sul fenomeno in esame, salvo quelli (fattori indipendenti) di cui si vogliono studiare esplicitamente gli effetti sul fattore considerato (fattore dipendente). Se si riesce ad ottenere questa condizione si ha un controllo di ipotesi perfettamente valido e il risultato della ricerca è dotato di validità interna.

  • Fattori che riducono la probabilità di individuare una relazione:
    • Metodi di intervento non testati adeguatamente
    • Membri del gruppo di controllo coscienti del trattamento
    • Compensazione dell'operatore per il gruppo di controllo
    • Campione non sufficientemente numeroso

La ricerca documentale

Attraverso la ricerca documentale:

  • Il ricercatore raccoglie le idee di alcuni studiosi interessati alla domanda di ricerca;
  • Il ricercatore si informa sui risultati di altre ricerche similari o collegata a quella progettata.

Tipi di fonti documentali di base

  1. General references → indici generali: indicano dove cercare per localizzare altre risorse (articoli, monografie, volumi e altri documenti) che trattano la domanda di ricerca;
  2. Fonte primaria: pubblicazioni nelle quali i ricercatori riportano i risultati dei loro studi direttamente ai lettori;
  3. Fonte secondaria: pubblicazioni in cui l’autore descrive gli studi e la produzione di altri ricercatori (es: ricerche sistematiche, annuari, enciclopedie).

Passi della ricerca nella ricerca documentale

  1. Definire il problema di ricerca nel modo più preciso possibile, consultare le fonti secondarie più rilevanti;
  2. Selezionare e leggere accuratamente uno o due testi con indici generali, formulare una ricerca dei termini (key words) pertinenti al problema di interesse;
  3. Ricercare gli indici generali per fonti primarie rilevanti, leggere fonti primarie rilevanti e annotare e riassumere i punti chiave delle fonti.

Rapporto sulla ricerca in letteratura

  • Introduzione: breve descrizione del problema di ricerca;
  • Il corpo del rapporto: breve disamina delle opinioni di altri ricercatori sul problema di ricerca;
  • Il sommario del rapporto: lega insieme i maggiori elementi della letteratura proponendo una visione composita di ciò che si conosce fino a un dato momento;
  • Conclusione: la ricerca dello studioso si giustifica sulla base delle risultanze dello stato dell’arte della conoscenza su quel problema.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/03 Psicometria

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vannasonoio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicometria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Niccolò Cusano di Roma o del prof Melchiori Francesco Maria.
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