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Psicologia Sviluppo Socio Affettivo Appunti scolastici Premium

Appunti presi a lezione e rielaborazione personale basata sul materiale assegnato, sufficienti per l'esame. Libri di riferimento:
- La relazione genitore bambino tra adeguatezza e rischio, Riva Crugnola
- La teoria dell'attaccamento nel lavoro clinico con i bambini, Oppenheim
- Il bambino e le sue relazioni, Riva Crugnola

Esame di Psicologia dello sviluppo socio affettivo docente Prof. C. Riva Crugnola

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Famiglie Omogenitoriali

giovedì 26 ottobre 2017 15:41

Famiglie

Omogenit...

Caratteristiche delle famiglie tradizionali e delle famiglie contemporanee (Fruggeri, 2011):

FAMIGLIA TRADIZIONALE FAMIGLIA CONTEMPORANEA

Struttura della genitorialità Bi-genitoriale Mono/Bi/Pluri - genitoriale

Struttura della famiglia Nucleare Nucleare, pluri-nucleare

Appartenenza etnica Mono-culturale Mono/multi - culturale

Orientamento sessuale Eterosessuale Etero/omo - sessuale

Provenienza geografica Autoctone Autoctone/immigrazione.

Famiglie Contemporanee:

• Pluri-genitorialità: genitori affidatari, biologici, acquisiti con seconda unione.

• Pluri-nuclearità: membri della famiglia con pluri-appartenenza (famiglie ricomposte).

• Multi-Culturalità

• Coppia genitoriale --può non coincidere--> coppia coniugale.

• Ruoli di genere --non coincidere--> parentali classici.

• Genitorialità non biologica/scollegata dalla generatività.

Funzioni della Famiglia:

• Si può valutare le competenze in base alle funzioni di una famiglia/coppia che deve assolvere

nella relazione con i figli --> compiti funzioni che la famiglia dovrebbe assolvere per garantire

un adeguato sviluppo ai propri figli.

• Bisogna verificare se la coppia è in grado di assolvere le funzioni nell'allevamento di B.

• Valutazione delle capacità di parenting --> assolvere alle funzioni.

• sistema dinamico che assolve a diverse funzioni:

1. Garanzia di cura e protezione.

2. Senso del limite.

3. Senso di appartenenza.

4. Senso di autonomia.

5. Raggiungimento di tappe evolutive.

6. Negoziazione dei conflitti.

Codici Affettivi Familiari (Fornari, '80):

• Indipendenti dal genere di chi li utilizza.

• Necessità di continua oscillazione tra i codici.

• Codice paterno: autonomia e acquisizione di competenze.

• Codice materno: soddisfazione di bisogni e legami.

• Codice fraterno: condivisione paritetica.

• Codice del bambino: espressione di bisogni.

Lo stato della Ricerca su Famiglie Omogenitoriali:

• > ricerca di confronto con coppie lesbiche (fatherless).

• < ricerca di coppie gay.

• Studi prevalenti in: USA, UK, Olanda, Belgio --> pochi studi italiani.

• Confronto rispetto a:

○ Modalità di parenting: hyp di non differenz.

○ Specificità del parenting: differenze non sono qualitative, ci sono delle specificità.

Outcome rispetto allo sviluppo di B in relazione a:

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 53

○ Outcome rispetto allo sviluppo di B in relazione a:

▪ Adattamento socio-emotivo.

▪ Sviluppo cognitivo.

▪ Rischio psicopatologico

▪ Identità di genere + orientamento sessuale.

○ Minority stress --> stressi di una minoranza all'interno della cultura emergente --> ansia

depressione disagio al non essere omologato alle famiglie tradizionali --> Vissuto sia dai

genitori sia dai bambini.

○ Ipotesi del danno

Qualità del parenting: coppie etero vs lesbiche.

• Qualità di parenting soddisfecente.

• Differenze tra M sociali e biologiche lesbiche, padri sociali e madri biologiche non lesbiche.

○ M biologiche lesbiche vs sociali --> monitorano di più B, pongono più limiti.

○ M sociali vs lesbiche--> potenziano di più autonomia di B.

○ M biologiche lesbiche vs M biologiche non lesbiche --> potenziano emotional

egagement, - structuring.

○ Padri più assertivi di madri.

• Madri sociali lesbiche vs padri etero:

○ Livello più elevato di coinvolgimento emotivo e ollecitudine.

○ Livello minore di comportamento structuring, limitazione, power assertion.

○ Maggiore rispetto per autonomia.

○ Maggiore soddifazione nel co-parenting.

• Non differenze per:

○ Adattamento e sviluppo socio-emotivo.

○ Rischio psicopatologico.

○ Relazione con pari.

○ Sviluppo cognitivo, scolastico, apprendimento.

○ Abusi subiti.

• HYP del danno: maggiore omosessualità in B, maggiori casi di abuso <-- hyp non confermata.

• Adeguatezza dello sviluppo di B non dipende dall'orientamento sessuale ma dal

coinvolgimento emotivo + capacità di parenting.

• Non differenza rispetto a: modalità di parenting, concetto di sé, benessere psicologico.

• Coppie Lesbiche: maggiore soddisfazione nel co-parenting + maggiore equità nella

distribuzione dei compiti.

Outcome di B:

Identità e stereotipi di genere.

• Studi su B pre-scolari: non differenze a livello di conoscenza di stereotipi di genere e

preferenze rispetto a attività; maggiore flessibilità in attività future nei figli di coppie lesbiche

con lavoro equamente distribuito.

• Studi su Adolescenti: più flessibili nel rappresentarsi ruoli sessuali, meno stereotipi di

genere --> i maschi di coppie lesbiche hanno più caratteristiche femminili, ma uguali

caratteristiche maschili.

Outcome:

• Non differenze rispetto a identità di genere --> capacità di identificarsi come maschio o

femmina.

• Non trasmissione dell'orientamento sessuale.

• Non differenze nei figli adulti di padri gay rispetto a orientamento sessuale.

Identità di Genere:

• Capacità di differenziare maschi e femmine con preferenza di B per lo stesso sesso: 12 mesi.

• Stabilità di genere: 3-4 anni.

• Coerenza di genere, stabilità oltre il contesto: 4-5 anni.

• Conoscenza del ruolo di genere: 2 anni e mezzo.

○ Scelta dei giochi.

Compagni di gioco (fino pre-adolescenza stesso sesso).

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 54

○ Compagni di gioco (fino pre-adolescenza stesso sesso).

○ Stile relazionale: cooperativo vs coercitivo.

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 55

Maltrattamento Infantile

lunedì 30 ottobre 2017 11:47

Anni '60: accento era sul maltrattamento fisico --> sempre di più si parla di maltrattamento ed abuso

da una parte e dall’altra di esperienze infantili avverse, più ampie del singolo maltrattamento.

Anni 80/90: si identificano altre forme di maltrattamento.

• trascuratezza: nelle cure fisiche (neglect), molto rischiosa perché tende ad essere cronica

• maltrattamento fisico

• abuso sessuale

• abuso emozionale/maltrattamento psicologico: più difficile da indentificare, condizione

cronica di indisponibilità emotiva da parte del caregiver, dalla trascuratezza al rifiuto alla

denigrazione.

Anche assistere a violenza domestica o a eventi traumatici extrafamiliari (guerra, terremoti) sono

inclusi nelle esperienze infantili avverse.

Dati di Ricerca, Di Blasio: identikit dei bambini maltrattati in Italia, 2000.

• Combinazioni differenti di maltrattamenti.

• Padri: abuso sessuale + maltrattamento psicologico.

• Madri: trascuratezza.

• Fascia di età: 7-9 anni.

• Femmine: abusate sessualmente.

• Maschi: altri tipi di maltrattamento.

• Responsabilità della Violenza:

○ Entrambi i genitori: 35%:

○ Padre: 41 %.

○ Madre: 17%.

• Cronicità della vittimizzazione: da 4 anni.

Diversi tipi di maltrattamento si sovrappongono: trascuratezza fisica che si accompagna a

maltrattamento fisico o trascuratezza emotiva.

Padri maggiormente responsabili di abuso sessuale e rifiuto psicologico.

Madri responsabili del neglect e trascuratezza emotiva.

Contesto:

• Combinazioni frequenti di diversi tipi di maltrattamento.

• Cronicità del fenomeni.

• Genitori collusivi, frequente assenza del genitore non abusante come alleato.

• Conflitti coniugali accesi e violenti.

• Famigli multiproblematiche:

○ Rottura delle barriere generazionali.

○ Assenza di norme.

○ Psicopatologia dei genitori.

○ Modalità di relazioni problematiche.

○ Dipendenza da droga da parte dei genitori.

○ Famiglie multiproblematiche con: rottura delle barriere generazionali (famiglia che

mette in atto il role reversing), assenza di norme, psicopatologia dei genitori, modalità

relazionali problematiche, uso di droga.

Maltrattamento Psicologico:

Più le esperienze di maltrattamento sono precoci, più sono lesive sul successivo sviluppo del

bambino rispetto ad un’età successiva in cui il bambino può aver sviluppato resilienza oppure un

attaccamento sicuro, che il bambino piccolo non ha ancora sviluppato e che non gli consentono di

assorbire l’esperienza avversa.

• Essere molto poco responsivo verso i bisogni del bambino, svalutarlo, spaventarlo, isolarlo,

sfruttarlo o corromperlo.

Conseguenze: 70% attaccamento insicuro, ritardi nello sviluppo linguistico e cognitivo,

comportamenti impulsivi e disordini della condotta (esternalizzanti), ansie, disturbi del sonno

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 56

comportamenti impulsivi e disordini della condotta (esternalizzanti), ansie, disturbi del sonno

dentati suicidi e depressione (internalizzanti).

Esempio di maltrattamento psicologico: esposizione a maltrattamento in famiglia. Impotenza, non

strategie di coping. Il bambino potrebbe attribuirsi la responsabilità di questi litigi, con sentimenti di

colpa e vergogna.

Caratteristiche

• Disprezzare/svalutare.

• Terrorizzare.

• Isolare.

• Sfruttare/corrompere.

• Mancata responsività emozionale.

Conseguenze sullo sviluppo:

• 70% pattern insicuro.

• Ritardo nello sviluppo linguistico e cognitivo.

• Comportamenti impulsivi, disordini della condotta.

• Ansie, disturbi del sonno, suicidio, depressione.

Esempio: esposizione a conflitti coniugali violenti in bambini di età prescolare porta b ha reagire con

tentativi di spiegazione; impotenza (mancanza strategie di coping); attribuzione di responsabilità

rispetto a eventi (sentimenti colpa, vergogna); sentimenti di fallimento, disistima.

Trascuratezza:

Caratteristiche

• Assenza di cure materiali, educative, sanitarie --> può portare a morte.

• Accompagnata a trascuratezza emotiva, indifferenza emozionale, mancato riconoscimento di

b.

• E’ un vero e proprio stile di allevamento: cronicità. Può far scattare l’intervento dei servizi

sociali.

Conseguenze:

• Problemi scolastici, di apprendimento, ritardi cognitivi, distraibilità, difficoltà di

concentrazione.

• Attaccamento sicuro evitante con M non responsive.

• Condotte disadattive --> disturbi della condotta, aggressività, bassa stima del sé, delinquenza

giovanile.

• Confronto con B maltrattati --> passività, isolamento nell'interazione tra pari.

• Influenza importante se la trascuratezza è nei primi anni di vita.

Abuso Sessuale:

Caratteristiche:

• Associato ad altre forme di trascuratezza e maltrattamento.

• Frequentemente intra-familiare a carico di P.

Conseguenze:

• Conseguenze: rischio per la psicopatologia a lungo termine, anche in età adulta con patologia

di depressione e ansia se l’abuso non è stato rielaborato.

• Conseguenze a breve termine: comportamento sessualizzato rispetto all’età, giochi, disegni in

cui rappresenta l’abuso subito, masturbazione (utili per individuare l’abuso), disturbo post

traumatico da stress molto frequente, sentimenti accentuati di vergogna (non lo dice all’altro

genitore) e colpa, stati depressivi e condotte autolesioniste, ansia, paura e problemi di

concentrazioni.

• FDR per sviluppo di psicopatologia a breve e lungo termine.

• Comportamento sessualizzato rispetto a età, giochi, disegni, atti di masturbazione.

• DPTS.

• Sentimenti di colpa e vergogna.

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 57

• Sentimenti di colpa e vergogna.

• Stati depressivi e condotte autolesioniste.

• Ansia, paura.

• Problemi di concentrazione.

Maltrattamento fisico:

Caratteristiche:

• Kempe, 1962: prima forma di maltrattamento individuato.

• Compare spesso in condizioni a rischio per la genitorialità, monopaternalità, gravidanza in

adolescenza, svantaggio sociale --> Gli incidenti domestici spesso sono un indicatore di

trascuratezza

• Efficacia degli interventi di prevenzione longitudinale se coprono gli ultimi mesi di gravidanza e

i primi due anni di vita con riduzione di incidenti domestici, ricoveri in ospedale o pronto

soccorso.

Conseguenze:

• Analogie con abuso sessuale:

○ DPTS con memorie intrusive, ansia, comportamenti ripetitivi.

○ Compromissione di socialità, empatia, atti pro-sociali.

○ Lungo Termine: restringimento degli affetti, stati depressivi, DBP.

○ Legami di attaccamento insicuro, insicurezza, scarsa fiducia.

Disturbo Post-Traumatico da Stress:

• scoperto relativamente agli adulti reduci del Vitenam, soldati che avevano combattuto con

una sintomatologia particolare, che avevano anche bambini ed adulti con traumi intrafamiliari.

• Bambini abusati sessualmente: incidenze circa del 50%. Si può presentare subito dopo il

trauma e può persistere per circa un anno, sia in adulti che in bambini.

• Conseguenza traumatica della violenza --> 48% bambini.

• Conseguenze traumatiche del disturbo:

○ Flashback dell’evento traumatico, intrusione dei ricordi, giochi e disegni compulsivi

relativi all’evento (bambini abusati sessualmente)

○ Irritabilità, ipervigilanza, ansia, difficoltà di concentrazione.

○ Evitamento degli stimoli associati al trauma, estraneità, disinteresse, depressione,

riduzione dell’interesse per la realtà esterna.

○ Processi dissociativi: non ricordano nulla dell’abuso

○ Comportamenti regressivi, soprattutto per i bambini.

• Sintomatologia: ansia rispetto all’abuso, inibizione delle memorie legate al trauma per ridurre

l’ansia, ma le memorie traumatiche possono riemergere. Oscillazione tra l’emergenza delle

memorie e riduzione delle memorie con possibile riemergenza.

Processi emotivi a seguito di vittimizzazione:

1. Prima reazione: disorientamento, isolamento, senso di annichilimento, vulnerabilità.

2. Sentimenti di rabbia verso aggressore + sentimenti di vergogna coesistenti (negazione di

esperienze traumatiche).

○ Difficoltà a esprimere emozioni dirette.

○ Espressione delle esperienze attraverso il gioco/disegno.

3. Sentimenti del sé fallimentare, denigrato con rivolgimento su di sé della violenza subita.

4. Autosvalutazione e costruzione del sé come responsabile dell'abuso.

Legami di attaccamento:

• B maltrattati fisicamente --> ipervigilanza, compliance verso i genitori.

• Dopo il primo anno --> Att. Insicuro o disorganizzato.

Predice maggiore aggressività.

Empatia:

L’empatia viene compromessa: difficoltà a mettere in atto comportamenti prosociali, difficoltà ad

aiutare gli altri bambini in difficoltà, entra in crisi se vede un bambino che piange o prova rabbia, non

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 58

aiutare gli altri bambini in difficoltà, entra in crisi se vede un bambino che piange o prova rabbia, non

riesce a intervenire. Tendenza a vedere più emozioni negative in qualsiasi adulto rispetto a bambini

che non hanno subito abuso (iperrappresentazione della rabbia nel riconoscimento delle emozioni

altrui), deficit di competenze sociali, aspetti simili ai genitori maltrattanti.

Conseguenze della violenza a lungo termine

• Fattori di protezione: presenza di un genitore partecipe o protettivo, individuazione precoce

dell’abuso, altri contesti relazionali protettivi, cure adeguate nei primi anni, buon livello di

autostima, competenze sociali ed empatiche (lo aiutano a regolare l’emozione negativa),

legami di attaccamento sicuro, buona regolazione emotiva, buon livello intellettivo (reagire

all’abuso con consapevolezza).

• Fattori di rischio: genitori entrambi abusanti, cronicità dell’abuso anche in vari contesti,

compresenza di diverse forme di abuso, trascuratezza ne primi anni di vita, depressione e

autosvalutazione, sparse capacità empatiche e prosociali, attaccamento insicuro, non

regolazione delle emozioni.

Possibili interventi

• Nell’immediato: affido familiare o in comunità protette con valutazione, intervento e

monitoraggio della famiglia d’origine.

• Parallelamente, psicoterapia per elaborare le esperienze traumatiche dopo che il bambino sia

collocabile in un ambiente sicuro (vedere se è possibile recuperare la famiglia d’origine e

permettere al bambino di ritornarvi) --> In caso contrario, si dichiara lo stato di abbandono del

bambino e può essere adottato se la madre non è recuperabile.

• Uso del video feedback come tecnica di intervento.

Trauma e Psicoanalisi:

• Freud: studi sull'isteria (1892-95) --> abuso sessuale come origine dei sintomi isterici, scritti

successivi abbandona ipotesi dando più importanza alle fantasie inconsce di matrice edipica

rispetto a realtà traumatiche alla base dei sintomi nevrotici.

Cominciano a emergere così delle ipotesi sul fatto che sintomi psicologici nascessero da

esperienze traumatiche (in particolare Freud parla di abusi sessuali). Negli scritti successivi

abbandona l’ipotesi (toglie importanza all'esperienza reale) dando sempre più importanza alla

realtà interna del soggetto e alle fantasie inconscie di matrice edipica rispetto a realtà

traumatiche alla base dei sintomi nevrotici. Di fatto questa tesi, che attraversa grande parte

della psicoanalisi, è stata ribaltata dalle teorie recenti, che mostrano come molti sintomi

psicopatologici derivano da eventi reali tramatici avvenuti nell'infanzia.

• Janet (1925): trauma e processi dissociativi sono base dei sintomi isterici.

• Ferenczi: impatto decisivo delle disposizioni mentali del genitore sulla sopravvivenza psichica

di b --> f(x) organizzatrice vitalizzante svolta dal genitore.

1. Comunicazione violenta/erotizzata da parte del genitore --> G invade la mente di B con i

propri desideri ed emozioni.

▪ Processi difensivi precoci di B: identificazione con aggressore.

I bambini si sentono indifesi fisicamente e moralmente, la loro personalità è ancora

troppo lontana dall’essersi consolidata perché essi siano in grado di protestare sia pure

solo mentalmente; la forza prepotente e l’autorità degli adulti li ammutolisce, spesso

toglie loro la facoltà di pensare. Ma questa stessa paura, quando raggiunge un certo

livello, li costringe automaticamente a sottomettersi alla volontà dell’aggressore, a

indovinare tutti gli impulsi di desiderio e, dimentichi di sé, a seguire questi desideri,

identificandosi completamente con l’aggressore. Con l’identificazione, diciamo meglio

con l’introiezione dell’aggressore, quest’ultimo scompare come realtà esterna; l’evento

da extrapsichico diviene intrapsichico. (Ferenczi, 1932, p. 421) I bambini si sentono

indifesi fisicamente e moralmente, la loro personalità è ancora troppo lontana

dall’essersi consolidata perché essi siano in grado di protestare sia pure solo

mentalmente; la forza prepotente e l’autorità degli adulti li ammutolisce, spesso toglie

loro la facoltà di pensare. Ma questa stessa paura, quando raggiunge un certo livello, li

costringe automaticamente a sottomettersi alla volontà dell’aggressore, a indovinare

tutti gli impulsi di desiderio e, dimentichi di sé, a seguire questi desideri, identificandosi

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tutti gli impulsi di desiderio e, dimentichi di sé, a seguire questi desideri, identificandosi

completamente con l’aggressore. Con l’identificazione, diciamo meglio con l’introiezione

dell’aggressore, quest’ultimo scompare come realtà esterna; l’evento da extrapsichico

diviene intrapsichico. (Ferenczi, 1932, p. 421)

2. Trascuratezza emotiva di G --> G priva B di attribuzioni positive.

▪ Progressione traumatica delle capacità intellettuali ed emotive.

▪ Wise Baby: impressione di essere abbandonati, scissione della personalità.

Una pare delle persona inizia a sostenere il ruolo di M/P nei confronti dell'altra

parte --> abbandono diventa un fatto compiuto.

• Anna Freud: studio sui bambini in asili residenziali orfani, con M/P impossibilitati a

occuparsene durante la II WW.

○ Comportamenti: attivazione di legami di attaccamento se disponibile una figura

sostitutiva stabile; atteggiamenti empatici, prosociali, con altri bambini; amicizie precoci

con altri bambini; presenza di comportami autoconsolatori/autoaggressivi; fantasie

idealizzate della figura paterna.

• Bolwby: trauma --> ogni fenomeno che b sperimenta come interruzione dell'attaccamento.

○ Carenza/inadeguatezza cure materne con aspetti di rifiuto --> distacco emotivo -->

comportamenti delinquenziali, depressione, tendenza al suicidio.

• Spitz: separazione da M e assenza di figure sostitutive stabili --> depressione anaclitica.

1. Comportamenti

autoregolatori/autoaggressivi massivi.

2. Ritardo nello sviluppo cognitivo e

linguistico.

• Anni '60: Kempe&Kempe --> influenza dell'abuso fisico e trascuratezza su disagio di B, si

segnala l'importanza della prevenzione e intervento precoce --> individuano sindrome del

bambino picchiato.

• Anni '80: nuovo interesse per abuso sessuale.

• Ultimi Anni: focalizzazione su neglect (trascuratezza emotiva e fisica).

ADVERSE CHILDHOOD EXPERIENCES: esperienze avverse infantili, una visione più allargata di trauma

(non solo maltrattamento)

• Comprende: assistere a violenza intra/extra familiare; morte/separazione/divorzio dei

genitori.

• Sviluppo di un trauma cumulativo: trauma che si cronicizza, spesso con varie sfaccettature.

• Disturbo traumatico dello sviluppo, aggiunge ad abuso sessuale, indisponibilità psicologica

trascuratezza, anche assistere a violenza intra o extra familiare e divorzi/separazioni molto

conflittuali (Fellitti).

esperienze

• Lanius (2010) avverse nei primi anni di vita hanno un’influenza immediata sul

SNC, creano modificazioni precoci e durature sul SNC del bambino. Tendono ad attivare una

risposta dello stress con un aumento di cortisolo, il bambino è esposto cronicamente al trauma

e continua a produrre cortisolo, anche quando non è piu esposto al trauma rimane più

vulnerabile.

○ Attivazione cronica della risposta neuro-fisiologica allo stress con influenza sui sistemi

neuro-biologici --> attivazione dell'asse ipofisi-ipotalamo-surrene con aumento cronico

di cortisolo e aumento della vulnerabilità allo stress successivo.

○ Influenza su SNC --> 1. diminuita attivazione CPFm; 2. aumento f(x) amigdala, inferiore

volume dell'ippocampo.

Il concetto di child adverse experiences ha prodotto una proposta per parlare di un disturbo

traumatico dello sviluppo, Kolk e NCTSN

• In generale:

○ Disorganizzazione dell'attaccamento.

○ Ricorso a f(x) di auto-regolazione: comportamenti autolesivi, dissociazione, suicidarietà

per difficoltà di regolazione emozioni negative; maggiore rischio di nuovi traumi e abusi.

• ESPERIENZE AVVERSE, non per forza maltrattamento --> Più di 4 esperienze avverse fanno la

differenza. Rischio di sviluppare una serie di disagi sia sintomatologici sia viene intaccato il

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 60

differenza. Rischio di sviluppare una serie di disagi sia sintomatologici sia viene intaccato il

funzionamento di varie funzioni psicologiche (attaccamento disorganizzato, comportamenti

autolesivi in adolescenza, maggiore probabilità di suicidarietà, maggiore probabilità di subire

vittimizzazioni successive).

• Emozione: attribuzione di emozioni negative all’altro, difficoltà a regolar e le proprie emozioni

negative, difficoltà a fidarsi dell’altro. Il bambino traumatizzato diventerà un giovane adulto

con difficoltà specifica nella regolazione delle emozioni.

• Memoria: Bambini esposti precocemente a esperienze traumatiche possono avere

un’alterazione delle funzioni dell’ippocampo (memoria esplicita): il bambino può non ricordare

le esperienze di abuso, ma può avere una sensibilizzazione rispetto alla memoria implicita,

come se memorizzasse a livello implicito l’evento traumatico per cui situazioni che ricordano il

trauma possono attivare sintomi intrusivi.

○ Accentuata memoria emozionale.

○ Memoria esplicita auto-biografica danneggiata.

○ Sensibilizzazione in memoria implicita a stimoli minacciosi, aumentata risposta a traumi.

• Mentalizzazione e dissociazione: Alessitimia (difficolta a percepire, identificare, simbolizzare

stati emotivi); bambini con traumi che non sono stati aiutati a elaborarli, tendono ad avere

una difficoltà a mentalizzare in senso generale, di avere contatto con i propri stati mentali.

Povertà nell’esprimere emozioni: alessitimia. Il soggetto ha difficoltà ad esprimere gli stati

emotivi attraverso il linguaggio, distacco verso le proprie emozioni.

Criteri Disturbo Traumatico dello Sviluppo:

A1: esposizione diretta/testimonianza di episodi di violenza interpersonale.

- A2: rotture dell'accudimento protettivo.

- B: disregolazione psicologica ed emotiva.

- C: disregolazione comportamentale ed emotiva.

- D: disturbi della percezione del sé e relazioni interpersonali.

- E: sintomatologia del DPTS.

- F: durata di sei mesi DPTS.

- G: difficoltà funzionamento globale.

-

Disturbo post traumatico da stress non copre tutte le conseguenze, quindi è più importante parlare di

adverse childhood experiences (ACE)

Studio Retrospettivo di 1700 Adulti USA: Felliti.

• Pazienti che provenivano da una popolazione USA normale.

• Sottoposti ad interviste per mappare in modo retrospettivo quante esperienze avverse

avessero subito dall’infanzia a 16 anni.

• Classificazione con punteggi ACE rispetto a: abuso fisico, sessuale ed emozionale, trascuratezza

fisica ed emozionale, ambiente domestico disfunzionale (violenza intrafamiliare, genitori con

psicopatologia, divorzi)

Risultati:

• correlazione tra punteggi elevati ACE (più di 4 esperienze avverse) e sintomi sia psichici che

fisici in età adulta: malattie somatiche, gravidanza in adolescenza, abuso di sostanze (come

manovre di autoregolazione), depressione cronica e suicidio e aspetti dissociativi.

• Maggiore mortalità a causa di malattie organiche.

○ Hyp: l’esperienza avversa induce comportamenti compensatori e regolatori come abuso

di sostanze, che ha un grave impatto sulle malattie somatiche e sul disagio piscologico in

generale.

• Traiettoria evolutiva del trauma infantile, che influenza sia a breve termine (DPTS, DSA …) che

a lungo termine.

Rompere il ciclo intergenerazionale dell'abuso:

• Confronto fra: differenze?

○ Madri abusate, neglect nell'infanzia vs figli abusati.

○ Madri abusate, neglect vs figli non abusati.

Madri non abusate vs figli non abusati.

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 61

○ Madri non abusate vs figli non abusati.

Fattori di Continuità: 50% di M abusate, abusano sui figli.

• Svantaggio economico.

• Violenza del partner.

• Basso supporto sociale.

Fattori di Protezione:

• Vantaggio socio economico.

• Supporto sociale.

• Relazione buona e sicura con partner.

• Calore materno verso B.

• Madri che interrompono il ciclo, sono più depresse rispetto a un campione normativo.

Come prevenire? Lavoro su relazione M/B e relazione di coppia (relazione safe con partner).

Come elaborare il trauma? Interventi volti a finalizzare e promuovere in soggetti traumatizzati:

1. Accettazione delle emozioni con attenuazione delle oscillazioni iper-ipo aurosal (rabbia <=>

evitamento e ritiro).

2. Senso di trascuratezza e superamento transfert traumatico.

3. Narrazione autobiografica e aspetti auto-regolatori.

4. Riconoscimento emozioni: paura, colpa, vergogna --> croniche.

Van Der Kolk, 2014: approccio integrato.

• Top Down: parlare del trauma in ambiente sicuro e rispecchiante.

○ Rischio che la relazione tp riattivi la paura rispetto alla relazione traumatizzante.

• Bottom Up: partire dal corpo, esperienze di rilassamento e di neuro-feedback.

○ Aumentare la consapevolezza corporea e regolazione dell'ipervigilanza.

Fonagy: Elaborazione del Trauma.

Bambino Maltrattato:

• Scarso gioco/attività simbolica/empatica.

• Difficoltà a esprimere/parlare di stati emotivi e regolazione emozioni negative.

• Tendenza a sovrastimare emozioni negative degli altri.

• Deficit di B e G di mentalizzazione.

Elaborazione con mentalizzazione:

• Atteggiamento esplorativo della terapia basata sulla mentalizzazione rispetto a stati mentali

ed emotivi propri e altrui.

• Atteggiamento analitico mind-mindedness.

• Analisi come compagno sicuro per esplorazione che permette di elaborare eventuale fobia

rispetto all'attaccamento.

Modello psicoterapeutico rivolto ai bambini: Lieberman, 2005.

• Psicoterapia individuale con b:

○ Centralità del gioco “semplice”, cioè senza inizialmente nessuna interpretazione,

finalizzata a permettere al bambino una prima espressione delle proprie emozioni

○ Importanza della condivisione dell’attività ludica con il terapeuta con costruzione di

significati condivisi

○ Possibile funzione trasformativa del gioco rispetto alle aree traumatiche, con ripetizione

e attenuazione di tale esperienze in un contesto protetto e funzionale

○ Inizialmente il gioco può essere rigido e ripetitivo e con scarsa collaborazione con il

terapeuta possono essere presenti aspetti di disorganizzazione e temi aggressivi

accentuati

• Psicoterapia B/G:

○ Anche in caso di abuso extra-familiare.

○ Genitore vittima di abuso e violenza.

○ Genitore maltrattante in modo moderato.

Modalità di Intervento: osservazione dell'interazione B-G nella seduta, anche attraverso

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 62

○ Modalità di Intervento: osservazione dell'interazione B-G nella seduta, anche attraverso

il gioco.

▪ Interventi volti ad aumentare riflessività di G e la sua comprensione delle emozioni

di B.

Esempio: aggressività che il bambino rivolge al genitore o ai giochi nel corso della

seduta; punitività del genitore o alle sue denigrazioni verbali; aiutando il genitore

a partecipare al gioco del bambino

Attraverso il gioco si può elaborare simbolicamente l'esperienza traumatica, co-costruendo significati

(Tronick, 2007)

CECA: Childhood Experiences of Care and Abuse, Bifulco e Moran (1997).

Scale:

1. Neglect: trascuratezza genitoriale

2. Antipathy: continui rimproveri

3. Physical abuse: oltre un ragionevole castigo

4. Psychological abuse: ostaggio della sorte

5. Sexual abuse: condividere il segreto e la colpa

Regole di classificazione:

• Punteggio 1 marcato e 2 moderato --> presenza

• Punteggio 3 lieve e 4 poco/niente --> assenza

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 63

Genitorialità

mercoledì 8 novembre 2017 09:51

Registrazio

ne audio

Genitorialità:

• situazione che può essere di crisi, riorganizzazione delle proprie relazioni, per M è centrale

l'elaborazione della figura dello stesso sesso --> situazione in cui è in gioco la rielaborazione di

eventuali conflitti, per interiorizzare gli aspetti positivi, funzionali alla relazione con il bambino.

• Costruzione del partner come madre/padre.

• Rielaborazione delle relazioni affettive primarie in entrambi i partner.

• Da relazione diadica --a--> triadica.

Gravidanza e riorganizzazione del Sé: identità materna.

Teorie psicoanalitiche.

• Gravidanza come periodo cruciale di riorganizzazione della personalità della donna, identità

femminile + materna --> in questo periodo deve aver raggiunto e consolidato una figura di sé

come figlia e come adulta, ma anche come madri + rappresentazione realistica di B e dei suoi

bisogni

• Rappresentazione sé come madre: enfasi su come la donna tende a riattivare anche a come

aveva fantasticato sull'avere dei bambini, sessualità, nell'infanzia, avere dei bambini nel primo

periodo dello sviluppo --> fare un bambino significa riattivare la situazione edipica con il padre

+ appropriarsi dei contenuti positivi del rapporto con M, ma anche gli aspetti di conflittualità.

○ M deve far fronte a tutti gli aspetti identificatori precoci, recuperare la relazione con la

propria m (aspetti conflittuali di autonomia) + riattivazione della fantasia edipica --> m

deve identificarsi in modo positivo con la propria figura materna.

• Secondo la psicoanalisi M dovrebbe avere a disposizione una competenza affettiva di

responsività.

L'elaborazione del ruolo coincide con la fine della gravidanza/post-partum, la donna disporrà:

1. Rappresentazione del sé come madre.

2. Rappresentazione del bambino: soggetto separato dal sé ma bisognoso di cure e

attenzione.

• Klein, 1932 --> Avere un figlio: ripristinare numerosi oggetti e creare un mondo nuovo, aspetti

riparativi.

• Rank, 1924 --> Parto: seconda nascita della donna che si identifica con b che sta per nascere,

la donna elabora il distacco dalla madre costruendo sé stessa con madre.

• Movimenti regressivi: riemersione delle fantasie infantili su sessualità e avere bambini.

• Freud, 1931: fare un bambino da donare nel contesto dell'investimento edipico.

• Klein, 1932: fare un bambino con la fantasia di appropriarsi dei contenuti pregiati del corpo

materno, ma con la paura delle rappresaglie materne.

• Deutsch, 1944-45: Conflitto dipendenza/autonomia ed edipo: recupero e rielaborazione del

conflitto con la propria madre; conflitto con la madre rivale rispetto al padre, ostacolo

dell'identificazione femminile/materna.

• Fornari, 1981: sogni di identificazione plurima con tutti i personaggi della famiglia di origine e

bambino.

Elaborazione dell'identità materna:

Rielaborazione positiva di residui conflittuali della relazione con la propria madre + fantasie infantili

al servizio di una rappresentazione realistica del bambino.

Identificazione del ruolo materno:

• Winnicott: preoccupazione materna primaria, capacità di identificarsi con il bambino e i suoi

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 64

• Winnicott: preoccupazione materna primaria, capacità di identificarsi con il bambino e i suoi

bisogni.

• Bion: reverie, capacità di trasformare le emozioni primitive del bambino, accoglierle,

rielaborarle nella propria mente.

• Fonagy, capacità riflessiva di madre, hold the baby in mind.

Come la mamma si costruisce la rappresentazione del bambino durante la gravidanza?

• Primo trimestre: relazione fusionali, senza fantasia o rappresentazioni, specifiche rispetto al

bambino.

• Secondo trimestre: fantasie relative al bambino che deve nascere, psicoanalisti si costruisce

una rappresentazione del bambino che è legata al b dell'infanzia della madre (bambino

inconscio), come m si rappresentava avere b e il futuro bambino sulla base di desideri e ipotesi

attuali (bambino immaginario) --> confronto che può essere congruente o incongruente, m si

rappresenta un bambino troppo idealizzato, positivo, ma poi si scontra con il reale

temperamento del bambino (incontro come scontro), aspetto molto enfatizzato nella

psicoanalisi.

• Terzo trimestre: importanza delle rappresentazioni del bambino, che diventano realistiche con

l'avvicinarsi del parto, che si incontrano con la realtà del bambino; si differenziano le fantasie

materne con il bambino reale.

• Post-Partum: possono esserci congruenze e incongruenze, in quest'ultimo caso l'incontro non

è favorevole; dall'investimento narcisistico all'investimento oggettuale.

Teoria dell'attaccamento:

• HYP: M deve rielaborare il rapporto di attaccamento con la propria madre (non attenzione a

MOA di P).

• Processo facilitato in M con attaccamento sicuro --> caregiving che è funzionante -->

trasformazione matura del sistema di attaccamento sviluppato nell'infanzia.

• In relazione all'attaccamento di M con i genitori, si crea un sistema di caregiving; coinvolgono

tre dimensioni: bambino, sé, relazione.

○ Sicuro: sistema di caregiving flessibile, si valuta positivamente.

○ Insicuro-Distanziante: sistema di caregiving non funzionale, rigido, parziale svalutazione

del parenting.

○ Insicuro-Preoccupato: caregiving incerto, inconsistente.

○ Non risolto, disorganizzato: sistema cargiving non organizzato, rappresentazioni

caoriche.

• Gravidanza come momento di rielaborazione.

• Sottolinea la congiunzione tra sicurezza/insicurezza e capacità di parenting, nella prima

relazione M-B.

DANIEL STERN: la costellazione materna.

• Definizione: organizzazione psicologica e motivazionale specifica della madre durante la

gravidanza e dopo la nascita.

Sostiene che nella fase gravidanza e di post partum ha un organizzazione specifica che la differenzia

dalle fasi successive, momento particolare in cui è attivato il recupero e la riattivazione il recupero

della relazione materna, si forma la triade M, B + figura materna con cui avviene l'identificazione.

Si sviluppa interesse per le relazioni con altre donne; recupero di figure materne femminili positive

(nonna benevola); attivazione biologica di capacità empatiche e cooperative.

Rappresentazioni del bambino durante la gravidanza: Ammaniti, Fornari.

• Secondo semestre: percezione dei movimenti fetali, prime ecografie; ricchezza crescente di

fantasie e immagini di b --> psicoanalisi.

• Terzo trimestre: affievolirsi delle rappresentazioni intorno a b; emergono angosce specifiche

legate al parto:

○ Depressive: far del male al bambino.

○ Persecutorie: bambino danneggia madre.

○ Genetiche: malformazioni.

• Periodo Neonatale: incontro tra rappresentazioni e realtà; emerge preoccupazioni rispetto a

differenti temi: Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 65

differenti temi:

○ tema vita-crescita: m come in grado di garantire sopravvivenza.

○ tema della relazionalità primaria: impegnarsi emotivamente con b, garantirne lo

sviluppo.

○ Tema della riorganizzazione dell'identità: m in grado di trasformare la sua identità per

assumere le funzioni; spostamento del centro della sua identità da figlia a madre;

recupero di MOI materni e dei ricordi attivati nel contesto attuale.

Maternità: possibile crisi evolutiva.

• Periodo peri-natale: periodo di felicità ma di vulnearbilità; rielaborazione dei rapporti con

figure di attaccamento e partner.

• Crisi evolutiva: fondamentale nella vita della donna, nella maggior parte dei casi è superata,

occasione di trasformazione maturativa --se non superata--> quadri psicopatologici del

puerperio.

Interviste per indagare rappresentazioni materne in gravidanza:

Zeenah, WMCI, working model of the child interview.

Ammaniti, IRMAG, intervista per le rappresentazioni materne in gravidanza: intervista semi-

strutturata, 7 mese di gravidanza (rappresentazione del bambino dovrebbe essere già formata, M

NON è assorbita nelle angosce); 41 domande principali + domande di approfondimento; sono

indagate aree come: desiderio di maternità nelle storie di vita, reazioni emotive e comportamentali

della gravidanza, cambiamenti della gravidanza nella relazione di copia, prospettiva del parto,

bambino immaginato; obiettivo: valutare se M si è creata uno spazio mentale per il bambino futuro.

Sono indagare aspettative future riguardo a sé come madre e come essa si immagina il suo ruolo e le

sue capacità; convinzioni della madre su competenze e caratteristiche del bambino, soggetto con

un'individualità; prospettiva storica della madre riguardo alla percezione del proprio passato di figlia

in rapporto alla famiglia di origine; desiderio di identificarsi con la propria madre. Codifica in 3

categorie:

1. Rappresentazioni integrate-equilibrate: donne in grado di fornire un quadro chiaro delle

proprie rappresentazioni sia riguardo a se stesse come madri, sia riguardo al partner e al

bambino; gravidanza come un processo integrato nella propria storia personale.

2. Rappresentazioni ristrette-disinvestite: donne che vivono la gravidanza con poco

coinvolgimento emotivo, elevato controllo ed elevata razionalizzazione.

3. Rappresentazioni non integrate-ambivalenti: raccontano la propria gravidanza in modo

contraddittorio, confuso e poco organizzato. Investimento affettivo elevato, ma caratterizzato

da emozioni contrastanti e ambivalenti.

Esistono altre due versioni: IRPAG (rivolto ai padri); IRMAN (rappresentazioni dopo la nascita)

Cranley, MFAS, Maternal-Fetal Attachment Scale: 24 item, 1-5 (punteggio alto definisce un

attaccamento maggiore nei confronti del feto); somministrazione tra le 20-32 settimane; 5 scale che

caratterizzano diversi aspetti del possibile investimento genitoriale nei confronti del feto.

Condon, MAAS, Maternal Antenatal Attachment Scale, questionario self-report di attaccamento

materno al feto: amore della madre per il feto è il tema centrale del modello gerarchico

dell'attaccamento proposto dall'autore. Si considerano 5 caratteristiche dell'atteggiamento materno

(conoscere, essere con, evitare separazione, proteggere, soddisfare bisogni --> disposizioni che

svolgono funzione di mediazione tra esperienza materna di att.al feto e comportamenti); item si

riferiscono a pensieri ed emozioni rispetto al feto, non caregiving; 19 item, 1-5, valutazione di due

costrutti: qualità del legame emotivo e intensità della preoccupazione verso il feto; quattro stili di

attaccamento:

1. Positivamente preoccupata: + qualità, - intensità.

2. Positivamente disinteressata: - qualità, + intensità.

3. Negativamente preoccupata: - qualità, - intensità.

4. Negativamente disinteressata: + intensità, + qualità.

Importanza preventiva dell'attaccamento pre-natale.

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 66

Interventi funzionali alla prevenzione: importante la rete di supporto in cui recuoerare modelli

materni aleternativi dove non ci sono stati o sono stati disfunzioanli; circa il 10% della popolazione

non a rischio soffre di ansia e depressione --> elemento di rischio molto forte.

Quadri psicologici della crisi di maternità:

• Maternity blues (30-85%): stato depressivo molto lieve che può accompagnare la gravidanza,

che tende ad essere riassorbita, remissione spontanea; modalità di adattamento alla nuova

condizione; raramente evolve in depressione post-partum.

• DPTS (2-3%): parto vissuto in modo traumatico, implica la sintomatologia di stress pari a quello

di qualsiasi altro trauma; ipervigilanza, irritabilità, perdita di concentrazione e moemoria; può

subentrare depressione e difficoltà di relazione di coppia con b se non c'è intervento.

• Depressione post-partum(13%): sentimenti di disperazione, vergogna, fluttuazioni dell'umore,

autosvalutazione, agitazione, preoccupazioni eccessive per salute del bambino e sé stessa,

trascuratezza

• Ansia perinatale (gravidanza: 18-25%; post partum: 4,7%) comorbilità con depressione.

• Psicosi puerperale (0,1-0,2%) madri che vivono dei sintomi psicotici, de realizzazione,

immediatamente dopo il parto (trattamento farmacologico e di consultazione psicologicha)

intervento non prevenzione; predispone a disturbo affettivo bipolare.

• Depressione Materna Perinatale: umore depresso, instabilità, sentimenti di ansia, bassa

autostima, autosvalutazione, inaccessibilità psicologica, insonnia/ipersonnia, -

concentrazione, - energia, pensieri distruttivi sé/bambino; può insorgere durante la

gravidanza/post-partum/pregressa; comorbilità: ansia di tratto, di stato; diversa da maternity

blues, che si presenta solo nel post-partum; 15%.

Incidenza della depressione sul sistema di caregiving materno:

• Rappresentazioni ed emozioni: senso di incapacità nell'essere madre, rappresentazione del sé

inefficace.

• Interazione con bambino: scarsa espressione di emozioni (positive), espressione di emozioni

negative; danneggiamento di mutua regolazione affettiva; incapacità di adjust; interazioni

caratterizzate da: elevata intrusività, iperstimolazione, ostilità verso il bambino; ritiro,

disimpegno, sottostimolazione, tristezza nei confronti del bambino.

• Influenza sul bambino a breve termine: interesse limitato, sviluppo cognitivo rallentato,

patter di attaccamento insicuro a 12 mesi, trasporto dell'interazione materna in altre relazioni,

ipervigilanza per stimolazione materna; disturbi del sonno, alimentazione, comportamentali

(con difficoltà di gestione della rabbia); gioco poco articolato.

La depressione materna produce una regolazione emotiva nella coppia madre-bambino dove:

1. Madre è inadeguata a fungere da regolatore.

2. Madre inefficace nel riparare le interazioni problematiche.

Il bambino sperimenta un senso di inefficacia nei confronti della propria capacità di comunicazione

emotiva, sentimenti di rabbia, tristezza, solitudine; interiorizza modalità di interazioni inefficaci per lo

scambio emotivo, costruisce un nucleo pre-verbale del sé con emozioni negative.

• Influenza sul bambino a lungo termine:

○ Livello cognitivo: difficoltà di apprendimento; incertezza in compiti di problem-solving.

○ Ritiro nelle relazioni con pari e adulti.

○ Strategie di difesa delle emozioni.

○ Sintomi psicopatologici, depressione

○ Attaccamento: prevalenza dell'attaccamento insicuro (evitante -> madre intrusiva;

ambivalente -> madre trascurante).

Fattori di Protezione: influenza del padre.

• Diretta sulla relazione con b.

• Indiretta nella capacità di responsività e regolatoria nella madre.

• Possibile depressione nel padre --> presenza di reti di supporto e di usufruire di relazioni

significative con altri adulti. Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 67

Fattori di Predizione della depressione perinatale: disturbi d'ansia, disturbi depressivi, familiarità con

disturbo depressivo dell'umore, eventi di vita stressanti, scarso supporto sociale, mancanza supporto

nella coppia, contesti socio-culturali ed economici carenti.

Prevenzione e Intervento:

Prevenzione primaria: fornire assistenza empatica e sostegno alla donna durante la gravidanza, nel

post-partum, e accompagnamento nel primo anno.

Prevenzione secondaria: screening precoce di questionari self-report prima e dopo il parto con

intervento di consultazione. Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 68

Disponibilità Emotiva

martedì 14 novembre 2017 11:27

Concettualizzazione del Termine:

1. Emde, 1985: grado con cui ogni partner esprime le proprie emozioni ed è responsivo verso le

emozioni dell'altro, sia negative sia positive.

2. Bowlby, Ainsworth, Anni '70: enfasi su base sicura per comprendere e valutare il rapporto

adulto-bambino, sottolineando sensibilità --> capacità di percepire, rispondere ai bisogni di b.

Definizione: capacità del genitore di essere emotivamente aperto nei confronti dei segnali del

bambino e di comportarsi da base sicura per il figlio.

Disponibilità fondamentale per lo sviluppo perché consente:

• Internalizzazone delle esperienze.

• Promozione della formazione di strutture affettive e motivazionali che guidano

comportamento ed esperienza soggettiva

Scale di Valutazione: EAS.

Focus su emozioni --sottolineando--> disponibilità emotiva e sintonizzazione affettiva. Costituiscono

la base per la successiva acquisizione del bambino delle competenze emotive --> stati emotivi

possono essere tollerati e cambiati.

Caratteristiche:

• Utilizzate sia in clinica che in ricerca --> strumento di intervento.

• Base: teoria dell'attaccamento.

• Utilizzato per un ampio range di età (fino a 14 anni)

• Per qualsiasi figura di attaccamento.

• Valutano la connessione tra adulto e bambino, tenendo in considerazione la cultura di

appartenenza e le interazioni quotidiane.

• Tempo di video-registrazione: 15-30 minuti.

6 scale, punteggio da 0 a 7.

Adulto:

• Sensitivity: qualità dell'adulto che evidenziano la capacità di connettersi intimamente con b -->

importante: appropriatezza e autenticità dei sentimenti.

• Structuring: grado con cui l'adulto struttura in modo appropriato il gioco del bambino,

prendendosi cura e ponendo limiti.

• Non-intrisuveness: capacità di essere disponibile ma non intrusivo.

• Non-hostility: grado di ostilità nella relazione G-B.

Bambino:

• Reponsiveness: affetto positivo (piacere di b nel mettersi in relazione con g); responsività

(propensione di b a coinvolgersi nell'interazioni con g).

• Involvement: capacità di coinvolgere g nel gioco che si sta svolgendo.

Scale di Valutazione: CARE-INDEX (Crittenden, 1994).

• Valutazione della relazione adulto-bambino.

• La categorizzazione delle configurazioni di interazioni di M-B avviene dopo 3-5 minuti di

interazione di gioco semi-strutturato registrati su video-tape.

Item: serie di comportamenti molari, funzionalmente equivalenti per età, raggruppati sulla base dei

risultati interattivi --> esempi di comportamento.

1. Espressione del volt.

2. Espressione vocale.

3. Posizione e contatto corporeo.

4. Espressione di affetto.

5. Successione dei turni.

6. Controllo e scelta di attività.

Comportamento di M si attribuisce a diverse categorie:

• SENSIBILE (s): comportamenti rappresentativi di una buona responsività materna.

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 69

• SENSIBILE (s): comportamenti rappresentativi di una buona responsività materna.

• CONTROLLANTE (c): comportamenti non responsivi e direttivi, ostilità velata.

• NON RESPONSIVA (n): non responsività, distacco mimico, vocale, fisico.

Comportamento di B:

• COOPERATIVO (c): comportamenti associati all'espressione di piacere, intraprendere azioni e

accettare proposte di m.

• DIFFICILE (d): comportamenti esplicitamente resistenti al comportamento materno.

• PASSIVO (p): comportamenti che riducono il contatto con la madre.

• COMPIACENTE (cc): comportamenti forzati, approcci indiretti e compiacenti nei confronti del

comportamento materno.

Comportamenti M->B: M responsive M intrusive M non responsive

Espressioni comportamenti affettivo, evitamento/difficoltà non esprime affetto a b

di affetto contatto corporeo piacevole nell'interazione fisiche e

per b (carezze) visive iniziate da b

Controllo Alternanza di azioni e Controllo su scelta e B non fa nulla durante

vocalizzazione con B durata dell'attività, anche tutta l'interazione

se presenti segnali

negativi da b

Espressioni Tono di voce lento, gentile, Comandi e richieste Tono di voce

vocali ritmico appropriato a età/stato contraddittorie dal punto monotono, frequenti

di b di vista del silenzi

comportamento

Controllo Tiene b in modo confortevole, Manipolazione del corpo Goffa, posiziona b in

corpo e comodo sul pavimento, sia i di b, per compiere gesti modo scomodo, seduto

posizione giochi sia il volto di m sono che piacciono alla M da solo senza sostegno

accessibili

Scelta di Attività appropriate e adeguate Richieste oltre il livello di Stimolazioni al di sotto

attività sviluppo di b dello sviluppo e

interesse di b.

Comportamenti di B: B cooperativo B difficile B passivo B compiacente

Coinvolgimento Risposte cooperative Respinge M o Poco, nessun Attività da lui scelta,

in attività alle richieste di m oggetti contatto con soddisfacendo

presentati, oggetti o M contemporaneamen

ritraendosi, te scelte di M

girandosi,

spingendo via

Espressioni Segue con sguardo i Evita Annoiato, Evita sguardo

facciali giochi o m, poco attivamente il espressione adulto , monitraggio

frequenti sguardi di contatto vacua, sguardo periferico

avversione oculare con M, fisso, pochi cenni

gira lontano la di espressione

testa

Ritmicità Passaggi dolci tra le Cambiamento Movimento Bruschi cambiamenti

attività, quando brusco di letargico, lento, accettati senza

complete interesse comportamento lunghi intervalli disorganizzazione,

diminuisce prima , attività iniziate tra le attività spostano interesse in

dell'inizio di una e interrotte base all'adulto

nuova attività

Tono corporeo e Movimento dolce, Risposta a Coinvolgimento Asseconda

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 70

Tono corporeo e Movimento dolce, Risposta a Coinvolgimento Asseconda

coordinazione solo parti corporee stimolazioni con minimo delle eccessivamente le

necessarie, no rigidità e parti corporee, proposte di m

rigidità e apatia resistenza movimento,

postura, ipotonia

Reazione al Asseconda m quando Resiste alle Rimane Eccessivamente vigili

contatto fisico manipola o sistema il manipolazioni impassibile alle e fermi se M è

corpo materne con attenzioni o intrusiva

tutti il corpo vicinanza di m

Espressioni di Emozioni positive, Rabbia, Scarsa Responsivo alle

affetto responsività emozioni responsività, proposte di m, ma

negative poche emozioni, non esprime affetti

ignora l'adulto positivi, approccia m

in modo obliquo e

indiretto

Frequente:

B passivo -> M non responsiva

B passivo -> M intrusiva

B difficile -> M intrusiva

B cooperativo -> M responsiva

Discriminazione:

• Care-Index: nell'adulto aspetti di non responsività associati a atteggiamento di ritiro emotivo,

interazione e non coinvolgimento nell'attività e nei giochi di b; nel bambino consente di

differenziare specifiche modalità difensive di non cooperazione utilizzate nello scambio

diadico.

• EAS: nell'adulto aspetti relativi alla strutturazione del gioco (capacità di offrire guida, efficacia

delle risposte, stabilire regole e limiti)

Aree di Applicazione: screening, valutazione dell'intervento, ricerca.

Differenze: fascia di età (EAS: 4mesi-14anni; CI: 0-3anni); tempi di osservazione.

Utilità:

Alti livelli di EA --> attaccamento sicuro, bassi livelli di condotte aggressive, buoni indici di sviluppo.

Interventi clinici con EA --> efficaci, b diventano meno dipendenti dalla figura di attaccamento e più

emotivamente disponibili; anche le fig.att. Diventano meno distaccate, ostili, più supportive, meno

stressate.

EAS e SS: studio con M/B israeliani. Att. Insicuro/ambivalente e punteggi bassi di sensibilità materna,

coinvolgimento, responsività, punteggi bassi nella strutturazione di attività e non intrusività.

EAS e AAI: sensibilità e capacità di strutturare attività da parte di m e responsività sono correlate in

modo positivo a legame di att.sicuro con famiglia di origine, con scale di coerenza del racconto;

correlazione negativa con scale di disorganizzazione, confusione del racconto, perdita figure di

attaccamento e assenza di ricordi di esperienze con i genitori.

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 71

Modelli di Interventi

lunedì 13 novembre 2017 08:44

Registrazio

ne audio

Prevenzione nella prima infanzia:

Obiettivi:

• Rendere adeguata la relazione B-G

• Rendere adeguato lo sviluppo socio emotivo.

• Prevenire l'insorgenza di disturbi psico-patologici nel corso dello sviluppo.

La mancanza di intervento porta alla persistenza di disturbi nell'infanzia anche nell'età adulta.

Effetti Pragmatici:

Breve Termine: salute fisica e benessere di b; maggiore efficacia di G su parenting, sensibilità,

sostegno e uso dei servizi.

Lungo Termine: comportamenti meno a rischio; genitore con meno stress e maggiore benessere

psicologico.

Seligman, 2003

• Interventi preventivi universali: rivolti all'intera popolazione, indipendentemente dalla

presenza di rischio individuale.

• Interventi preventivi selettivi: individui, sotto-gruppi, caratterizzati da fattori di rischio

biologici, psicologici, sociali --> madri adolescenti.

• Interventi preventivi indicati: individui ad alto rischio con elevati indici predittivi di sviluppo di

un disturbo mentale --> depressione materna, tossicodipendenza.

Modelli di Intervento: prospettiva transazionale di Sameroff e Emde ('80), il target dell'intervento è

la relazione genitore-bambino, piuttosto che i problemi del singolo.

Vie di Ingresso:

Le vie di ingresso possono essere considerate parte di uno stesso sistema che comprende diversi

elementi (genitore, bambino, rappresentazioni reciproca delle relazioni) connessi tra loro in modo

inter-dipendente (Sameroff, 2004). L'intervento mira a modificare le rappresentazioni di M su B, che

modificherà il modo di accudirlo e la sua responsività; agendo sulla sensibilità materna si tende a

modificare le rappresentazioni materne sulla relazione con il bambino, ma anche sulle proprie

competenze genitoriali e il senso di efficacia.

4 tipologie:

1. Rappresentazioni del genitore: modello psicodinamico che presuppone che le

rappresentazioni materne (MOI) influenzano la modalità di caregiving e gli stili di interazione

con il figlio (Cramer, '90)

2. Interazione M-B: si ipotizza che l'interazione sia la base della relazione B-G.

3. Stili di Interazione del sistema familiare: influenza sulla relazione con il B, importante figura

paterna.

4. Comportamento del bambino: approccio pediatrico, mostrare al genitore le competenze

precoci del bambino per aumentarne la responsività (Brazleton, '70)

Approcci basati su differenti vie di ingresso portano a medesimi risultati a livello di efficacia -->non è

determinante la via di ingresso scelta, ma il fatto che siano presenti elementi essenziali comuni ai

modelli di intervento:

• Produzione di un contesto di holding che consenta la creazione di un campo intersoggettivo di

condivisione e comprensione reciproca tra genitore-operatore.

• Operatore come base sicura per il genitore --> sperimenta la relazione di fiducia che trasferirà

nella relazione con il figlio. Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 72

nella relazione con il figlio.

Differenze nei modelli di intervento --> metodologia, luogo in cui sono svolti, figure professionali

coinvolte.

Modelli di Prevenzione:

Si differiscono per il tipo di azione preventiva scelta --> Sameroff, tre tipologie di prevenzione ®

1. Riparazione: rivolto al bambino e alla sua interazione con il genitore.

○ Obiettivo: cambiare aspetti del bambino, aumentandone la competenza comunicativa

verso il genitore.

○ Sviluppo atipico.

○ Migliora l'adattamento del bambino a modalità di parenting del genitore.

○ Cambiamento nel bambino produce cambiamento adattivo nel genitore (parenting e

rappresentazioni).

2. Ridefinizione: rivolto al genitore e le sue rappresentazioni rispetto al bambino.

○ Facilitano l'adattamento del genitore a caratteristiche del bambino.

○ Interventi di tipo psicodinamico: elaborazione delle rappresentazioni non funzionali,

attribuzione da parte di G di caratteristiche legate alle proprie esperienze infantili.

3. Rieducazione: rivolto al genitore e alle modalità di caregiving.

○ Modificare con approccio psicopedagogico

○ le modalità concrete di essere genitore, accudire ed essere responsivo.

○ Obiettivo: aumentare le competenze dei genitori rispetto alla cura dei figli quando sono

carenti.

○ Rivolto a genitori con rischi psicosociali.

TECNICA DEL VIEDO-FEEDBACK:

videoregistrazione dell’interazione madre-bambino e la successiva revisione del filmato con il

caregiver da parte di un operatore

Finalità: migliorare nel genitore la comprensione dei segnali e delle comunicazioni del bambino;

aiutarlo a comprendere gli effetti sul bambino delle proprie modalità di interazione e di

comunicazione su di lui, incrementando la sua sensibilità --> osservare consente ai genitori di

scoprire discrepanze tra l’immagine che hanno di se stessi e dei loro bambini e l’immagine contenuta

nel filmato, imparando ad auto-osservarsi.

Tre Tipologie:

1. Basati su modello comportamentale --> favorisce la sensibilità del caregiver ai segnali del

bambino.

2. Prospettiva comportamentale + analisi delle rappresentazioni dell'attaccamento.

3. Combinazione con analisi psicodinamica.

Elemento comune: lavorare in modo privilegiato sui punti di forza rintracciabili nella relazione

genitore/bambino, cercando di potenziarli e consolidarli, segnalando gli elementi di rottura e di

adeguatezza in una fase più avanzata dell’intervento quando si è instaurata una relazione di fiducia

tra genitore ed operatore.

Video-Feedback e approccio psicodinamico:

Uso congiunto dell’analisi microanalitica delle interazioni faccia-a-faccia tra madre e bambino con

l’analisi delle rappresentazioni materne circa le proprie relazioni passate, nonché dei sentimenti e

pensieri attuali che concernono la relazione con il proprio figlio.

• 2/4 sedute.

• Diadi 5-9 mesi.

• Seduta follow-up nella SS per attaccamento.

Durante gli incontri alla madre viene chiesto cosa ha provato nei vari momenti di interazione

contenuti nel video e cosa pensa abbia provato il bambino con la finalità di aumentare la sua

capacità di osservare se stessa nell’interazione e a riconoscere ed essere più consapevole dei propri

stati mentali e di quelli del bambino. Spesso è la stessa madre a fare commenti che riguardano sue

esperienze relazionali passate, permettendo al terapeuta di connettere tali esperienze con la sua

relazione attuale con il bambino.

HOME VISITING: Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 73

HOME VISITING:

• Visite domiciliari con intervalli regolari.

Utilizzato sia negli stati uniti sia in Italia, è stato rivolto anche a famiglie problematiche, fa

riferimento al modello di Olds --> finalità: prevenzione del maltrattamento, abuso, trascuratezza

genitoriale e promozione di modalità di parenting adeguata alla formazione di legami di

attaccamento sicuro con b.

Monitorare la famiglia nei primi 2 anni di vita, parte dalla fine della gravidanza, monitoraggio

longitudinale della famiglia --> hyp: rispetto a famiglie di alto rischio, prevenzione che ad ampio

raggio cerca di prevenire maltrattamento, abuso, trascuratezza, fornendo sostegno longitudinale.

• Migliorare le competenze del genitore e limitare il rischio psico-patologico

• Lavoro di tipo psico-educativo, usa anche tecniche di video feed back.

USA sia operatori sia assistenti sociali, non solo psicologi --> operatori che usufruiscono di una

supervisione periodica della famiglia.

Possibilità di valutazione dell'efficacia sul LT --> valutazione dell'efficacia + interventi avvengono in

modo parallelo --> valutazione non è solo sulla capacità di parenting, ma su obiettivi più generali e

ampie, LT --> Consente di valutare anche il rischio psicopatologico e comportamenti devianti in

adolescenza.

Efficacia dell'intervento:

• migliorando le condizioni generali di vita delle madri e dei loro bambini

• riducendo le nascite pretermine

• determinando una maggior sensibilità materna nei confronti dei bambini

• la costituzione di un ambiente domestico più sicuro

• un minore uso di sostanze e di comportamenti devianti da parte dei figli in epoche successive

PROGRAMMI DI PREVENZIONE INTEGRATI:

Lavoro su diversi piani: sia home visiting, sia viedo feeedback -->combinazione di modalità di

intervento differenti, mira a una presa in carico globale, intensiva, dell'intero sistema familiare.

Doppio focus:

1. Comportamentali.

2. Rappresentazioni mentali dei genitori.

Ulteriore obiettivo: funzione riflessiva, capacità di comprendere stati mentali ed emotivi di B.

• Mentalizzazione e funzione riflessivo --> genitore come pensa il bambino e sé stesso in

funzione al bambino, insightfulness.

Minding the baby, slade: interventi attachment based, basati sull'attaccamento --> aumentare la

mentalizzazione da parte della mamma --> si sottolinea la presenza e l'utilizzo di video feed back e

oltre a focalizzarsi su cosa e come si sente il bambino, aiutando la mamma a tenere in mente il

bambino, e vedere le reazioni della mamma davanti a difficoltà specifiche della M.

• Progetto longitudinale.

In sintesi

• Attachment based: educatori come base sicura dei genitori a cui si riferiscono, il genitore deve

costruire un modello relaziona positivo con l'educatore, transfert del modello relazionale

positivo.

○ La relazione con operatore disattiva il modello di attaccamento del genitore che

interiorizza la nuova base sicura dell'educatore, generando G come base sicura per b.

○ Creare nuovi modelli relazionali.

○ Importante in situazioni critiche, genitori con difficoltà, aiutare ad attivare risorse che

non erano chiare.

• Modelli di prevenzione: si previene, ridirigono, le relazioni che non funzionano prevenendo

attaccamento insicuro e rischio psicopatologico successivo.

○ Interventi nei primi due anni di vita risultano più efficaci.

○ Prevenzione della salute mentale del bambino e della mamma.

• lavorare con i genitori allo scopo di attivare/riattivare risorse latenti o inibite partendo dai loro

punti di forza e solo in seconda istanza fronteggiando quelli più vulnerabili, ipotesi che negli

ultimi anni tende sempre più a guidare lo stesso lavoro clinico di tipo psicoterapico

Progetto mamme-adolescenti: supportare l'attaccamento G/B in condizioni a rischio.

Modello di prevenzione rivolto a madri giovani (<18-21).

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 74

Modello di prevenzione rivolto a madri giovani (<18-21).

Programma Attachment based: si pone come obiettivo principale di promuovere un attaccamento

sicuro nella relazione con i genitori (coinvolti sia M sia P) --> si garantisce una maggiore adeguatezza

socio-emotiva e si limita il rischio psicopatologico.

Doppio livello di intervento: sia interazione si attribuzioni del genitore a B.

Hyp: maternità in giovane età vi è un conflitto di interessi --> individualizzazione dai genitori +

costruzione dell'identità adulta e genitoriale che implica accudire bisogni fisici ed emotivi intensi.

• Conflittualità delle traiettorie.

• In adolescenza lo sviluppo cognitivo e neuropsicologico non sono del tutto formati e ci sono

rischi nella gestione del bambino, soprattutto in età adolescenziale.

• Madri adolescenti non sono M con contesti favorevoli, molto spesso la condizione della

maternità giovane si correla con altri fattori di rischio.

L'aspetto di depressione, senso di isolamento, sono molto accentuati in madri adolescenti.

Relazione M adolescenti -B:

Maggiore attaccamento insicuro, rischio a livello di difficoltà scolastiche, disturbo della condotta,

potrebbero avere bambini in età giovane.

Rischio dalla prima infanzia per tutta la traiettoria evolutiva.

Under 18: anche le mamme adolescenti hanno un rischio --> depressione nel post-partum, maggiore

percezione di stress, bassa autostima, alto tasso di abbandono oppure delega alla famiglia di origine.

• Disagio che si mantiene nel ciclo di vita.

• Prevenzione sia sul disagio di b sia sul disagio di M che può essere accentuato, i progetti si

muovo a doppio livello.

Obiettivi:

Prevenire:

• Ridurre depressione materna.

• Ridurre potenziali condizioni che potrebbero portare a maltrattamento e trascuratezza di B.

• Ridurre possibili problematiche psicopatologiche di b.

Favorire:

• Benessere emotivo e sviluppo socio-emotivo di b.

• Benessere emotivo di M: sono mamma adesso e per sempre, non solo accettazione della

gravidanza.

Per la mamma:

• Aumentare sensibilità, coinvolgimento positivo, efficacia --> tutela del disagio depressivo.

○ Lavoro sia su interazioni sia su riflessività (molto bassa sia su di sé per condizione

adolescenziale, sia nei confronti del bambino, si favorisce il tenere in mente il bambino).

• Counseling: aiutare a mantenere il processo identitario dello sviluppo --> colloquio con le

mamme per mantenere l'obiettivo dello sviluppo: mantenere studio, relazioni sociali, trovare

lavoro --> portare a termine entrambe le traiettorie evolutive.

Per il bambino:

• Attaccamento sicuro, evitare sia rischio psicopatologico sia maltrattamento.

○ Intervento di tipo psico-educativo.

Struttura dell'Intervento:

Dura due anni, si seguono sia durante la gravidanza sia dopo il parto --> accoglienza delle mamme

con interventi di psico-motricità che aiuta a rilassarsi sia a livello psichico sia psicologico.

Dopo il parto le linee guida sono tre:

1. Colloqui esplorativi e di sostegno alla m che partono dall'AAI --> mappatura delle

rappresentazioni della m.

2. Ogni tre settimane: incontri di video-feedback, si lavora con la mamma sulle sue interazioni

con b, per tutto il primo anno di vita.

3. Aspetto psico-educativo: guida alla mamma per scoprire le varie tappe dello sviluppo del

bambino, anche attraverso scale di valutazione del livello senso-motorio di b --> monitoraggio

dello sviluppo del bambino. Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 75

dello sviluppo del bambino.

Ultimamente si ha anche un attenzione nei confronti del rischio psicopatologico attraverso uno

screening.

Efficacia dell'intervento: SS per attaccamento sicuro + CBCL

La madri giovano tendono a rappresentare il bambino come già grande, anticipando le tappe

evolutive. Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 76

Strumenti di Valutazione

mercoledì 15 novembre 2017 08:51

Registrazio

ne audio

Valutare l'Attaccamento:

L'attaccamento può essere valutato secondo:

• Indici comportamentali.

○ A.Q-Sort: Non viene fornito uno stimolo di disagio, ma si osserva il bambino in diversi

contesti in modo da visualizzare in diverse situazioni di vita quotidiana come si comporta

il bambino --> non essendo presente la situazione stressante non si prende in

considerazione il comportamento del bambino in momento di difficoltà.

○ SS: si preferisce non creare disagi al bambino a livello emotivo, alcuni ricercatori

preferiscono il AQ-sort.

• Livelli di rappresentazione mentale:

○ AAI: indicatore di rappresentazione mentale più usato; stimolazione di schemi mentali

(MOI).

○ CAI: AAI riferito ai bambini, strumenti molto dispendiosi, implica una durata temporale

maggiore.

○ SAT.

Separation Anxiety Test:

Permette di misurare l'attaccamento all'interno del contesto di rappresentazione mentale.

Versione Originale: ideata per misurare attraverso risposte ipotetiche a risposte dei genitori, rischio

di tipo psicopatologico; età 4-7 anni; formato del test: foto tratte da film; valutazione riferita a

entrambi i genitori in momenti separati

Versione Recente: attaccamento; 4-19 anni, si può usare anche per gli adulti; vignette disegnate in

bianco e nero; solo attaccamento a M.

Finalità: elicitare delle risposte nel bambino davanti alla presentazione di vignette di separazione che

riflettano l'organizzazione mentale dell'attaccamaneto --> capacità del bambino di esprimere

emozioni coerenti con la vignetta presentata, e si analizzano le reazioni comportamentali.

Correlazione con:

Ipotesi alla base della costruzione del test:

• Bambini sicuri: sono in grado di etichettare in modo corretto le emozioni negative senza

esagerarle; riconoscono la difficoltà nell'affrontare la separazione e il ruolo della figura di

attaccamento davanti a…

• Bambini insicuri-evitanti: eccesso di fiducia in sé stesso, ottimismo realistico; negano la

separazione presentata, minimizzando le emozioni e lo stress.

• Bambini insicuri-ambivalenti: eccessiva espressione emozionalità negativi (ansia/paura non

controllato) attività di controllo e dipendenza dal caregiver.

• Bambini disorganizzati: esprimono emozioni in modo confusi, scenari ipotetici, pessimismo

catastrofico (temi: mosrte) emozioni non coerenti con la scena presentata.

Materiale:

2 set di vignette (6 per M, 6 per F) --> stessa storia, cambia il sesso del bambino; episodi di

separazione da 1/2 caregiver --> alternanza tra separazioni breve e lunghe.

Domande prestabilite e foglio di codifica: domande che vanno presentate e bisogna riscrivere parola

per parola --> Video/Audio registrazione.

Somministrazione:

Bambino non deve pensare che stia avvenendo una sommistrazione (ansia da prestazione); meglio

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 77

Bambino non deve pensare che stia avvenendo una sommistrazione (ansia da prestazione); meglio

usare un contesto molto informale, mettendosi al livello del bambino. Si pone una domanda per

introdurre il test, prestabilita dal manuale:

• Per i bambini: frase generica, che spiegano le emozioni che possono provare, ampliando il

range delle emozioni che possono provare, il bambino sa che c'è un ventaglio di emozioni a

fronte delle vignette presentate

• Per gli adulti:

Per ogni vignetta che si presenta, lo sperimentatore legge la descrizione della vignetta e si fanno

sempre 4 domande:

1. Cosa prova questo bambino?

2. Perché pensi che provi questo? Spiegazione del perché sente questa emozione.

3. Cosa pensi che faccia ora questo bambino? Codificare se b sa mettere in atto strategie di

coping adatte alla situazione.

4. --- ? Domanda che serve nella discriminazione se non si fosse in grado di codificare le risposte

alla vignetta, si codificano le prime 3.

Domande 1-4: si possono aiutare i bambini attraverso "suggerimenti" presenti sul foglio di codifica,

si forniscono input sia di emozioni positive sia di emozioni negative.

Alla fine si pongono le stesse domande, chiedendo come il bambino si comporterebbe se fosse lui

nella situazione del bambino disegnato nelle vignette --> risposte trascritte in un foglio di risposte

separate.

• Codifica: uso delle risposte al bambino ipotetico.

• Risposte del bambino reale sono utili a livello clinico per individuare eventuali discrepanze.

Tutte le risposte fornite si classificano in 17 categorie raggruppate in 7 classi, si attribuisce un

punteggio a ogni domanda; a ogni vignetta/categoria si attribuisce da -2 a +2.

Punteggio complessivo stabilisce la classe di attaccamento corrispondente.

Categorie di Risposta:

• ATTACCAMENTO: risposte che b fornisce in cui fa cenno a sensazione di solitudine e tristezza,

chiaro riferimento alla separazione dal genitore, il punteggio dipende dal tipo di separazione (S

+2; M +1)

• MANCANZA DI AUTOSTIMA: emozioni che rientrano nella negatività, ma che oltre alla

separazione emerge la sensazione di non essere amato, o rifiutato (-2)

• OSTILITA': risposte che indicano sentimenti negativi, punizione da infliggere ai genitori o altri

(-1)

• FIDUCIA: risposte con emozioni positivi e enfatizzano il piacere di stare da solo a casa e la

capacità di mettere in atto azioni appropriate con la situazione.

• EVITAMENTO: soppressione delle emozioni alla separazione, sentimenti di tristezza attribuiti a

8noia: tendenza a minimizzare la sensazione di stare da solo)

• ANSIA di BASE: normali livelli di ansia davanti alla separazione (sintomi somatici) oltre alla

tristezze c'è paura.

• ANSIA INCONTROLLATE: paura con scenari mostruosi per il bambino (ladri in casa o morte)

forti fattori di rischio, analisi e intervento su cosa induce le risposte (-2)

• CONFUSIONE: fornire emozioni alternative, fornire contesti ipotetici, diversi scenari in cui

diverse emozioni sono possibili

Codifica: somma dei punteggi.

I bambini che rientrano nella disorganizzazione sono poco frequenti in campioni non a rischio,

presenti in campioni clinici.

Security Scale:

Questionario di 15 item che valuta la relazione di attaccamento dalla media infanzia pre-

adolescenza --> legame di attaccamento per entrambi i genitori.

Scala graduale in cui si chiede se rappresenta il genitore o solo in parte --> valutazione della

responsività e disponibilità del caregiver; tendenza sull'affidamento in momento di stress; facilità e

interesse nella comunicazione.

Ogni item si valuta da 1 a 4 --> valutazione di tipo dimensionale, punteggio totale: media di tutti i

punteggi ai vari item --> più alto è il punteggio più sicuro è l'attaccamento.

Questionario rapido, consente di arrivare a un punteggio dimensionale del legame.

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 78

Questionario rapido, consente di arrivare a un punteggio dimensionale del legame.

AQS:

Usato per adulti e giovani adolescenti.

Autosomministrato.

Differenze nell'attaccamento dell'adulto.

Approccio dimensionale.

40 Item, punteggio da 1 a 6: scelta sull'essere in accordo, disaccordo con l'affermazione.

5 diverse scale:

1. Fiducia.

2. Disagio

3. Approvazione

4.

5.

Valuta lo stile di attaccamento.

Scoring: si tiene conto di ansia ed evitamento.

Vantaggi: no bias dell'osservatore, non interpetazione del codificatore, basso costo, breve.

Limiti: quto-somministrazione, non appropriato per ambito clinico

CBCL:

Oggetto di valutazione: indicatori di rischio psicopatologico, problemi internalizzati ed

esternalizzanti.

Fa parte di un sistema di valutazione su base empirica che coinvolge diversi strumenti a seconda

dell'età del bambino --> consentono di individuare il repertorio comportamentale del bambino nella

quotidianità, identificare probematiche nella sfera comportamentale e affettiva.

Tipologie: consentono di cogliere informazioni diverse.

• CBCL a due fasce: 18-5 anni, 6-18.

• Somministrata a genitori, educatori, insegnante.

• Ragazzi dai 11 anni la somministrano da soli.

Valutazione: ultimi 6 mesi nei genitori, insegnanti ultimi 2 mesi, consentono di cogliere le modalità di

comportamento del bambino negli ultimi periodo.

VERSIONE 6-18 ANNI:

113 item, punteggio: 0-2 (0=non vero; 2=molto vero).

Scoring su tre scale principale che sono suddivise.

8 scale sindromiche con approccio dimensionale: ansia/depressione; ritiro/depressione; lamentele

somatiche; problemi sociali; problematiche a livello di pensiero; problemi di attenzione;

trasgressione delle regole; comportamenti aggressivi.

3 sottoscale: problemi internalizzanti/esternalizzanti/altri problemi.

I problemi I/E cambiano nella modalità di espressione --> comorbilità

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 79

Gioco

mercoledì 8 novembre 2017 08:41

Gioco nello

Sviluppo ...

Livelli di Gioco nel Bambino:

Gioco Senso-Motorio, primi 18 mesi:

• Esplorazione degli oggetti a livello senso-motorio.

• Schemi generici: mette in bocca, agitare, battere, lanciare.

• Schemi specifici: uso funzionale dell'oggetto (dai 9 mesi).

Gioco di Costruzione, 2 anni: utilizzo degli oggetti per costruire.

Gioco Sociale con Adulto, fine 1 anno: struttura convenzionale, agevola acquisizione linguistica.

Gioco in Parallelo: bambini si imitano in modo speculare e contemporaneo, differito, non

comunicazione esplicita.

Gioco Condiviso: condivisione del tema, ruolo unico non complementare, comunicazione sociale

diretta, permanenza di imitazione speculare e differita.

Gioco Simbolico, Finzione, 2 anni: oggetti usati a livello simbolico, dai 12 mesi comparsa di schemi

"far finta di".

• Oggetti usati a livello simbolito.

• Implica diverse competenze: senso-motorie, cognitive, interattive, simbolico-affettive, meta-

comunicative.

Gioco Socio-Drammatico, 3/4 anni: gioco di finzione con diversificazione dei ruoli tra bambini.

Gioco con regole, primi anni di scolarizzazione.

Gioco collettivo con regole prefissate.

Interazione tra Bambini:

• 2 mesi, attivazione generale: sorriso, movimento delle braccia/bocca verso un altro bambino.

• 6 mesi: scambi interattivi diretti tra bambini familiarizzati tra loro, presenza di turni.

• 9 mesi: interazione mediata da scambi di oggetti, frequenti, turni.

Trevarthen, motivazione alla relazione con compagni è più ampia rispetto alla ricerca di una figura di

attaccamento.

Il gioco simbolico nelle teorie:

PIAGET: formazione del simbolo nel bambino, 1945.

Fine periodo senso-motorio, 18 mesi. Inizialmente è un gioco solitario, concomitanza con funzione

semiotica. Si accompagna a imitazione differita. L'oggetto e il geto sono usati per simbolizzare

oggetto o situazione assente. I processi di assimilazione della realtà dell'Io affettivi e cognitivi

prevalgono su processi di accomodamento. Egocentrismo nel gioco simbolico.

NICOLICH: evoluzione cognitiva nel gioco simbolico, 1977.

• Schemi di azione progressivamente decentrati: schemi autosimbolici (far fina di sul sé); schemi

simbolici decentrati (far finta di sull'oggetto); combinazione di più schemi e sequenze di gioco.

• Pianificazione del gioco prima dell'esecuzione.

• Uso dell'oggetto in modo de-contestualizzato, trasformazione simbolica degli oggetti:

prototipico, sostituto, immaginario --> rapporto di similarità tra simbolizzante e simbolizzato.

PROSPETTIVA COGNITIVA:

• Processi di decontestualizzazione: oggetto prototipico, sostituto, immaginario.

• Processi di decentramento dell'azione: ruolo, azione riferita a sé, assunzione di ruolo,

attribuzione di ruolo, reciprocità; oggetto agente, recipiente passivo, attivo, agente attivo,

partner.

• Processi di integrazione/coordinazione degli schemi utilizzati: script, schema singolo,

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 80

• Processi di integrazione/coordinazione degli schemi utilizzati: script, schema singolo,

combinazione singola, multipla; evento narrativo, semplice, complesso.

• Uso del linguaggio verbale integrato nel gioco solitario con funzione di controllo

dell'esecuzione: verbalizzazione egocentrata, sociale nel gioco, fuori dal gioco; competenza

sociale; gioco solitario, imitativo, cooperativo.

• Competenza affettiva: temi ed emozioni prevalenti.

Ruolo dell'Adulto: propositivo, condivisione, ampliamento, direttivo, limitativo, non sostegno, non

interazione.

Il gioco sociale di finzione:

Compare circa a 3 anni, progressiva diversificazione dei ruoli, pianificazione del gioco, trama con

competenza narrativa, gioco di meta-comunicazione e negoziazione --> facciamo finta di.

PROSPETTIVA SOCIO-COGNITIVA:

• Rappresentazione di funzioni: funzioni, ruoli reali, ruoli fantastici; assunzione simbolica di

ruolo, attribuzione di ruolo, attribuzione a un oggetto come ruolo attivo.

• Processi di socializzazione: cooperazione rispetto al gioco; condivisione dei significati simbolici;

role-taking --> da gioco simbolico solitario a collettivo.

• Meta-comunicazione: con i pari, fare finta di, con costruzione e negoziazione nel ruolo:

linguaggio del ruolo, intorno al ruolo --> story-telling, suggerimento, proposta esplicita di

finzione.

PROSPETTIVA PSICOANALITICA:

Similarità tra gioco simbolico-sogno-fantasie dell'adulto. Gioco simbolico rappresenta vicende

affettive legate al sé infantile e alle sue relazioni con i genitori/fratelli emotive sia positive sia

negative. Funzione di elaborazione.

Melanie Klein, psicologia dei bambini, 1932:

Introduce la psicoanalisi nei bambini, gioco come espressione degli affetti inconsci di amore e odio

verso figure parentali e fratelli. Ogni gioco è simbolico, rappresenta vicende legate al mondo e agli

oggetti interni del bambino. Interiorizzazione delle relazioni con gli oggetti familiari nei loro aspetti

buoni e cattivi, insieme alle valenze +/- attribuite dal soggetto. Giocando gli oggetti personificano gli

oggetti del mondo interno. Bambino -> gioco, Adulto -> sogno, strumento elettivo perla psicoanalisi

infantile.

• Gioco simbolico e processi di personificazione:

1. Identificazione proiettiva: b attribuisce a oggetti e giocattoli aspetti del sé e delle

proprie relazioni.

2. Identificazione introiettiva: b stesso si attribuisce ruoli affettivi nel gioco.

Gioco e Simbolizzazione: analisi dei processi di simbolizzazione come strumenti terapeutici.

Similarità gioco-> sogno. Gioco come elaborazione di vicende emotive di tipo relazionale.

Situazioni traumatiche, difficoltà emotiva: comparsa di giochi con temi ripetuti, spesso con finale

drammatico, personaggi con elevate valenze aggressive. Inibizione a simbolizzare, gioco che si

conclude con aggressività diretta.

Donald Winnicott, emersione del sé, oggetti e fenomeni transizionali, 1953.

Relazione fusionale.

Fase di indifferenziazione Sé/oggetto nei primi 4-5 mesi.

Madre che fornisce al bambino n ambiente facilitante per la crescita:

• Holding: madre che contiene emotivamente e fisicamente.

• Handling: madre che manipola il bambino, accudimento, contatto fisico.

• Object-Relating: madre che presenta oggetti al bambino.

Processo di personalizzazione, dai 4-5 mesi: emerge il sé infantile attraverso…

• Integrazione delle esperienze soggettive.

• Senso di continuità del sé.

• Integrazione psiche-corpo.

• Investimento degli oggetti non-me.

Oggetti e fenomeni transizionali: origini del gioco simbolico.

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 81

Oggetti e fenomeni transizionali: origini del gioco simbolico.

Secondo semestre: bambino emerge dalla relazione fusionale con la mdre, sentimenti di disillusione

e separazione.

• Costruzione degli oggetti transizionali --> area intermedia di esperienza, oggetti soggettivi che

rappresentano la madre e la relazione con lei a liv. protosimbolico.

Copertina e sua manipolazione servono a presentare la madre

assente, simbolizzante e simbolizzato sono confusi tra loro.

Sono usati dal bambino quando è sulla soglia del sonno o quando è da solo.

Accesso agli oggetti non me, costruzione della madre come separata.

TEORIA DELL'ATTACCAMENTO:

Matrice interattiva del gioco simbolico: appare dai 12 mesi nell'interazione con la madre, solo

successivamente come gioco solitario. Frequente nei bambini sicuri. Espressione delle prime forme

di conoscenza sociale del bambino codificate in copioni (script) relativi a ruoli familiari e a contenuti

riguardanti l'accudimento parentale e relazioni di attaccamento. Con la M il gioco è centrato su ruoli

complementari. Dai 3 anni compare il gioco con i pari: da condivisione del gioco di un unico ruolo,

poi come ruolo complementare.

In Sintesi:

Gioco simbolico come espressione di competenze sociali, cognitive, meta-cognitive, meta-

comunicative e di elaborazione emotiva. Complessità del gioco simbolico è indicatore di un buon

sviluppo emotivo e cognitivo.

• Aspetti congetturali: modalità di pensiero divergente, implicante libertà referenziale.

• Aspetti trasformazionali: a servizio dell'espressione di emozioni primarie.

• Simbolizzazione delle vicende affettive.

• Processi meta-cognitivi: consapevolezza dell'aspetto di finzione del gioco.

• Processi meta-comunicativi e di negoziazione, gioco di finzione sociale.

• Competenza narrativa.

Bambino solitario costruttivo, Hinde (1993), Corsano (1999):

Gioca da solo in modo costruttivo, parla tra sé e sé in età prescolare. È in grado di interagire con i

pari: capacità di stare da solo, regolazione e auto-organizzazione, costruzione di un tempo per la

solitudine (alone-time) fuori dalla relazione con i pari, di amicizia, di attaccamento.

• Coesistenza di motivazione all'attaccamento, condivisione intersoggettiva, solitudine, auto-

organizzazione.

Bambino che gioca da solo --> soprattutto in età scolare, non è un indicatore di rischio, il problema è

il bambino che mette in atto solo il gioco solitario, senza una collaborazione e una cooperatività.

• Alone time: gioco solitario ma con competenze cooperative e relazionali.

Solitudine positiva? Difficoltà di relazione? --> bisogna osservare e discernere quale delle due è

presente, si mette in atto un gioco solitario autonomo ma anche un gioco simbolico con i pari -->

capacità di auto regolazione sia intersoggettiva, porsi in relazione con l'altro (a partire da 3 anni).

Gioco nello SVILUPPO ATIPICO:

Bambini con deficit cognitivo: Il gioco in tutte le sue forme è rallentato, a causa del ritardo nelle

tappe evolutive --> supporto emotivo fondamentale soprattutto nelle fasi evolute del gioco

(simbolico) correlato a competenze emotive, sociali e di cooperazione.

Disturbo dello spettro-autistico: Difficoltà nell'elemento linguistico, relazione intersoggettiva,

comunicazione --> privilegiano il gioco di tipo esplorativo in modo stereotipato (ripetitivo e senza

modificazioni), solitario, scarso gioco simbolico, difficoltà di attribuzione di elementi della teoria

della mente. Difficoltà ad animare nel gioco simbolico. Osservando le mamme dei b autositici,

hanno capacità di scaffolding come le madri di un bambino con sviluppo tipico, è il bambino a

portare una difficoltà comunicativa.

Bambini istituzionalizzati o con madri clinicamente depresse: Gioco esplorativo più presente,

danneggiato il gioco simbolico, può essere utile un approccio al bambino, favorire il gioco

simbolico --> passare da un livello frammentato e povero a un livello più elaborato, importanza del

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 82

simbolico --> passare da un livello frammentato e povero a un livello più elaborato, importanza del

ruolo del genitore. Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 83

Relazioni Orizzontali: Fratelli e Amici

mercoledì 8 novembre 2017 08:56

Relazione

con i Frat...

Relazione tra Fratelli:

Due dimensioni che coesistono:

1. Relazione orizzontale e paritetica: aspetti di empatia, condivisione, conflitto.

2. Relazione verticale maggiore-minore: aspetto para-genitoriale, fratelli sono diversi e possono

esserci conflitti o cooperazione di diverso tipo --> è coinvolta anche la relazione con i genitore,

se conflittuale la relazione con F ne risente.

A cui si aggiunge un terzo tipo di relazione: fratelli-genitori.

Psicoanalisi: cosa succede nella mente di b quando nasce un fratello?

Prima fase di evitamento -> regressione -> possibili fantasie aggressive, con possibili comportamenti

ma anche possibile genitorializzazione, con negazione degli aspetti di gelosia.

Emerge immediatamente una situazione di gelosia, aggressività verso il nuovo venuto --> importanza

l'atteggiamento dei genitori, con la gestione dell'emozionalità del fratello.

• Relazione tra fratelli: aspetti di conflitto che possono essere presenti.

○ Gelosia, rivalità per l'amore dei genitori --> preferenza del genitore per un figlio.

○ Fratello minore che vive fratello maggiore con rivalità.

○ Fratello maggiore vive il minore come un'intrusione (Lacan)

○ Odio fraterno (Winnicott)

Aspetti identificatori: figlio unico non ha speculari con cui identificarsi, i fratelli possono vedere

nell'altro uno specchio/qualcosa di diverso da sé stessi, da cui possono uniformarsi o

differenziarsi --> processo importante, l'identificazione avviene per differenziamento o

rispecchiamento --> possibilità di odio, aggressività ma anche alleanza tra fratelli, possibilità di avere

il fratello come partner in alcune relazione (gemelli: alleanza e fusionalità molto forte +

complementarietà di distribuzione dei ruoli --> difficoltà di differenziazione: si affronta sia dai

genitori sia dal gemello stretto, se non è sostenuto dai genitori ci sono difficoltà di differenziazioni).

Aspetti progressivi: avere un fratello può essere una risorsa, ci si può alleare per conquistare

l'autonomia, attaccamento reciproco (uso l'altro come base sicura), solidarietà e complicità, alleanza

fraterna e codice fraterno --> se tutto funziona bene avere un fratello può essere una risorsa legata

alla maggiore empatia, alleanza e sintomi positivi; se non funziona bene, al rivalità e l'aggressività

può essere dannosa.

Aspetti di rischio: Rapporto eccessivamente fusionale, soprattutto nei gemelli, il fratello è parte di

sé. Delega genitoriale al fratello maggiore nella cura dei fratelli (role-reversing) fratello maggiore non

vive sé stesso come bambino, ma come genitore --> probabile in famiglie problematiche.

Psicologia dello sviluppo: avere un fratello consente di…

Capacità di empatia, emozioni, si può aumentare la capacità di gioco simbolico e comportamenti

pro-sociali

Diversa sperimentazione dei genitori, ambiente non condiviso --> ambiente relazionale diverso,

temperamento di b diverso --> similarità/diversità ambientali e relazionali

Aspetti conflittuali sono scatenati dal clima familiare negativo e dal disaccordo familiare --> può

segnare aspetti di disagio nella soggettività

Prospettiva Sistemica:

Formazione di un sottosistema fraterno che permette sodalizio intra-generazionale; aumento delle

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 84

Formazione di un sottosistema fraterno che permette sodalizio intra-generazionale; aumento delle

capacità di autonomia dalla coppia genitoriale; sottosistema fraterno protettivo rispetto a eventi

nella famiglia.

Relazione di Amicizia:

Amicizia: relazione interpersonali non governata da regole istituzionali (Hinde, 1981).

• Rapporti di mutualità e interdipendenza.

• Disvelamento del sé all'altro.

• Intimità psicologica e fisica.

• Valorizzazione reciproca.

Relazione molto importante per la strutturazione della personalità del bambino, che può avere sia

relazioni positive con i fratelli, sia relazioni con amici con cui differenziarsi.

Relazione di intimità tra bambini con caratteristiche specifiche --> interdipendenza stretta tra i due

amici, rapporto orizzontale, intimità psicologica e fisica (self-disclosure: svelare all'amico parti di me

intime e segrete, condivisione molto importante), valorizzazione reciproca: validazione della

valorizzazione reciproca.

Origini dell'amicizia: processo di familiarizzazione tra bambini che si conoscono appare in età

precoce (maggiore contatto fisico e imitazione rispetto a bambini che non si conoscono)

Dai 2 anni si cerca l'amicizia, dai 4 diventa più stabile, pre-adolescenza coppie di amici dello stesso

sesso, adolescenza non esiste più prevalenza di genere, ma gruppi misti --> amicizia come fattore di

protezione.

Consolidamento del senso di sé, valorizzazione del sé, aumenta l'autostima, si aumenta il senso di sé.

• Bambino privo di amicizie: bambino maggiormente a rischio rispetto alla capacità di

competenza sociale e di problemi socio-emotivi (att. insicuro con i genitori).

Tendenza evolutiva alla complessità, frequenza, intimità, coesione dell'amicizia. Implica la

condivisione di sentimenti e pensieri; permette il consolidamento del senso del sé e dell'identità

personale; agevola la valutazione positiva di sé e autostima; implica collaborazione con coetanei,

facilitazione per competenze cognitive, cooperazione.

Assenza di amicizia: bambini maggiormente a rischio, più egocentrici, meno competenti socialmente,

maggiori problemi emotivi.

Il compagno immaginario:

Tipo di amicizia di tipo immaginario, che fa riferimento al gioco simbolico --> 1/3 di b, va avanti fino

alla pre-adolescenza, implica un aspetto che attribuisce a un personaggio un aspetto di animazione

(simile al gioco simbolico, ma è stabile non momentaneo).

• Funzioni: continuità con oggetto transizionale, consolazione nei momenti di solitudine,

sicurezza, protezione, assolve le stesse funzioni di un amico reale (condivisione di esperienze

ed emozioni, antidoto alla solitudine); auto-consolatoria --> aspetto adattivo.

Può essere sia l'erede dell'oggetto transizionale, sia un compagno di gioco su cui contare nei

momenti di difficoltà, attività immaginativa funzionale nella regolazione delle emozioni -->

importanza del fenomeno circoscritta nel tempo, modera la capacità di etero-regolazione.

• Alter-ego del bambino: caratteristiche potenziate dello stesso bambino e alcune

caratteristiche che si vorrebbero avere.

In contesti clinici, gli psicoanalisti, hanno visto come il personaggio può rappresentare genitori

minacciosi --> non un compagno fidato e che fa compagnia, consola, ma qualcuno che può

spaventare il bambino.

Aspetti adattivi: differenze tra bambini che hanno avuto compagni immaginari vs non --> emerso che

il b con compagno immaginario ha maggiore creatività, ma non ci sono differenze sul piano di

compentenze cognitive e sociali; differenze di genere: i maschi tendono ad avere compagni

immaginatri maschi; mentre le femmine hanno compagni di entrambi i sessi --> differenza anche

nell'ambito dei sogni, i maschi tendono a sognare personaggi maschili.

Aspetto di rischio: personaggi non riassorbito, ma stabile, continua a rimanere presente, priva il

bambino di altre relazioni --> aspetto patologico, allucinatorio: b crede nella realtà del compagno -->

caso di normalità: b sa che fa finta che c'è.

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 85

Approccio Psicodinamico: la relazione bambino-genitore

lunedì 20 novembre 2017 08:44

Approccio

psicoanali...

Approccio

psicodina...

MELANIE KLEIN:

Sull'osservazione del comportamento dei bambini nel primo anno di vita, 1952.

Alcune conclusioni teoriche sulla vita emotiva del bambino nella prima infanzia, 1952.

Le origini della traslazione, 1952.

Il nostro mondo adulto e le sue origini nell'infanzia, 1959.

Sul senso e sulla solitudine, 1959.

Ipotesi sullo sviluppo intrapsichico ed emozionale del bambino.

Metodo clinico + osservazione diretta del bambino e delle sue relazioni.

Ultimi lavori si distinguono dall'idea originale della K. (relazioni di B guidate da fantasie inconsce e

processi proiettivi); sottolinea la predisposizione innata alla relazione presente fin dalla nascita +

caratteristiche realistiche del rapporto (materno e infantile).

Punto di Partenza:

1. collegamento con le notazioni "anti-narcisistiche" di Freud --> B appare primariamente

interessato a investire sul seno materno per soddisfare le proprie pulsioni di auto-

conservazione e successivamente si stacca dall'oggetto primario per investire in modo

narcisistico e auto-erotico sul sé corporeo.

2. Le pulsioni dell'Io autoerotiche in contrasto con quelle sessuali instaurano un precoce

rapporto con a realtà (Io-realtà), il cui sviluppo è ostacolato dalle cure parentali.

3. Io volto fin dal principio a un rapporto realistico con l'oggetto in funzione alla sopravvivenza,

contrastato da pulsioni libidiche e cure genitoriali.

K. evidenzia:

• Predisposizione alla relazione con la M presente in B e il potere fondante nelle relazioni

successive.

• Fin dalle prime settimane B appare in un "tenero colloquio con la madre" con M che sembra

indipendente dalla necessità di soddisfare bisogni pulsionali.

Madre "reale" e mondo interno infantile:

Tenero colloquio --> B ha una conoscenza inconscia del seno.

Tendenza alla relazione data da desiderio di ottenere amore e comprensione, non soddisfacimento

pulsionale --> si incontra con la M e le sue concrete modalità di accudimento + capacità di

contenimento (sensazione di sentirsi capito).

Relazione M-B instaurare il contatto sia emotivo sia fisico --autori successivi--> tendenza presente in

B ha instaurare forme di intersoggettività primaria centrate sullo scambio emotivo.

• Inconscio di M e B sono in stretta relazione tra loro.

• Fondamento del mondo interno di B --> processi di identificazione e proiezione.

SANDOR FERENCZI:

Adattamento della famiglia al bambino, 1927

Il bambino indesiderato e il suo istinto di morte, 1929

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 86

Il bambino indesiderato e il suo istinto di morte, 1929

Confusione delle lingue tra adulti e bambini, 1932

Primo autore nelle prime fasi della psicoanalisi a parlare dell'impatto reale del genitore nello

sviluppo e nella mente del bambino --> diverso da Freud che fa riferimento al mondo fantasmatico

del bambino rispetto alla realtà esterna.

Importante:

• Impatto decisivo delle disposizioni mentali del genitore (calore/freddezza) sulla sopravvivenza

psichica del bambino.

• Funzione organizzatrice vitalizzante del genitore. ≠

• Aspetti realistici (traumatici vs protettivi nell'ambiente familiare --> Freud: fantasie

inconsce, mondo interno) --> infante è vicino alla non-esiste individuale più dell'adulto,

facilmente può scivolare nell'inesistenza.

Funzione vitalizzante e organizzatrice:

Funzione vitalizzante e organizzatrice svolta dal genitore rispetto all'esistenza e sviluppo del

bambino soprattutto nelle prime fasi dello sviluppo; aspetti negativi dell'influenza --> funzione

disorganizzante, il bambino molto piccolo è in una situazione nascente dell'organizzazione del Sé,

individualità in emergenza (non esistenza individuale) e a seconda del comportamento del genitore

si sviluppa il sé.

Comunicazione:

La comunicazione tra G-B può essere distorta tra trascuratezza e invasività --> violenta, erotizzata da

parte del genitore che invade la mente del bambino con i propri desideri ed emozioni.

Due tipi di distorsione:

1. Abusiva sessuale; Violenza fisica.

Intrusività del genitore che invade il bambino con i suoi desideri ed emozioni aggressive.

○ Comunicazione inadeguata.

○ Aspetti difensivi primitivi del bambino (sessualizzazione -> identificazione con

aggressione, assumere il desiderio e l'aggressività del genitore, si identifica non si ribella,

mantiene la relazione con il genitore)

2. Trascuratezza genitore che non attribuisce al bambino, di attribuzioni positive --> wise baby,

bambino saggio come adulto e genitore di sé stesso, non si affida all'altro e non lavora sui suoi

bisogni --> progressione traumatica dello sviluppo emotivo e cognitivo del bambino, gestione

autarchica del proprio sviluppo.

Impressione che essere abbandonati comporti una scissione della personalità, una parte della

persona sostiene il ruolo di padre-madre nei confronti della parte rimanente --> abbandono

come fatto compiuto.

Bambino mette in atto processi difensivi precoci: identificazione con aggressore.

Si sentono indifesi fisicamente e moralmente, la personalità non è consolidata per consentirgli di

protestare anche solo mentalmente, a forza prepotente e l'autorità negli adulti li ammutolisce e

toglie loro la facoltà di pensare --> Ma questa stessa paura, quando raggiunge un certo livello, li

costringe automaticamente a sottomettersi alla volontà dell’aggressore, a indovinare tutti gli impulsi

di desiderio e, dimentichi di sé, a seguire questi desideri, identificandosi completamente con

l’aggressore.

• Identificazione: introiezione dell'aggressore, che scompare come realtà esterna --> evento da

extra-psichico a intra-psichico.

SIGMUND FREUD:

Introduzione al narcisismo, 1914

Il genitore attribuisce al bambino ogni sorta di perfezione --> tende a idealizzare il bambino.

Direzione di studio: come il genitore pensa il bambino in relazione a sé stesso --> le proprie

aspirazioni narcisistiche che sono state frustrate e che si riattualizzano nella relazione con il

bambino.

Figlio: immagine del sé e delle proprie aspirazioni --> identificazione proiettiva con il bambino:

proiezione sul bambino aspirazione, desideri, caratteristiche del sé e delle relazioni passate (M.

Klein, Fraiberg, Cramer)

• Identificazione proiettiva, Klein: si ipotizza che il genitore proietta attraverso la sua relazione

con il bambino, aspetti di sé.

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 87

con il bambino, aspetti di sé.

Il bambino diventa sua maestà il bambino, che deve pagare i sogni, desideri, non realizzati del

genitore --> bambino diventa la proiezione del narcisismo e sicurezza per il genitore. Si può

constatare in molte situazioni non funzionanti G-B, in cui il genitore si aspetta, aspetti e aspirazioni

che non sono caratteristiche evolutive del bambino/adolescente ma sono proprie aspirazioni

dell'adulto, che genera conflitto e eventuale disagio nel bambino o nel genitore.

Ferenczi & Freud: nuova direzione di ricerca.

Direzione di lavoro che va a vedere:

• Come il bambino viene accudito.

• Come il genitore attribuisce al bambino aspetti del sé --> il bambino molto piccolo fa proprie le

aspirazioni e progetti che sono proiettati.

Anticipazione dell'ipotesi relativa alla trasmissione trans-generazionale dei modelli di relazione

tramite identificazione proiettiva --> Cramer, '80

Due correnti opposte della psicoanalisi:

Ferenczi, Freud Genitore --PROIETTA--> sul bambino

Bion, Fonagy Bambino --PROIETTA--> sul genitore

ANNI '60-'70: direzione opposta a Freud e Ferenczi.

Come il bambino proietta sul genitore le proprie emozioni/ansie e come il genitore elabora queste

emozioni.

Bion: è il bambino che comunica emozioni intense e ansie al genitore, che deve elaborarle, in modo

da restituirle elaborate al bambino in modo che possa comprenderle.

Fonagy: mentalizzazione.

ANNI '80: due grandi autori si occupano di lavorare sia sul disagio del genitore sia sul bambino,

lavorando nella psicoterapia basata sulla relazione genitore bambino.

USA: Selma Fraiberg.

Scuola di Ginevra: Bertrand Cramer

Linee di ricerca e intervento ancora attuali: Tavistock-Clinic, Londra --> applica tale modalità di

intervento alla relazione G-B molto piccoli.

SELMA FRAIBERG:

Famiglie molto disagiate e problematiche --> incontro immediato su come il genitore influenza il

bambino attraverso trascuratezza, situazioni abusanti.

A partire dalle osservazioni formula delle ipotesi di lavoro formando poi un metodo di intervento -->

intervento su disagio del bambino o del genitore nei primi anni utilizzando sia l'osservazione

dell'interazione sia il approccio clinico (intervista alla mamma e colloquio clinico).

Ipotesi: Genitore (situazioni problematiche) trasferisce sul bambino il proprio passato infantile e

aspetti identitari di sé stesso (transfert di aspetti di sé e del genitore sul bambino) proiezioni che

fanno si che il genitore si rapporti con il bambino non per come è, ma come il genitore si rappresenta

il bambino, proiezione delle proprie relazioni del bambino con le proprie modalità di cura, le

caratteristiche del bambino sono nascoste dalle proiezioni; il genitore potrebbe entrare in conflitto o

si occupa in modo non adeguato del bambino perché proietta aspetti conflittuali delle proprie

relazioni sul bambino stesso.

Intervento psicoterapico rivolto alla coppia madre-bambino:

Innovazione nell'epoca, non si lavorava sulla relazione ma con il singolo.

Rivolto in modo elettivo ai disturbi funzionali del bambino nei primi anni di vita che riguardano

disturbi dell'alimentazione, sonno, pianto, attaccamento, interazione.

• Non si lavora SOLO con la mamma.

• Non si lavora SOLO con il bambino.

• SI LAVORA sulla relazione madre-bambino.

Modello di intervento che mette insieme un metodo clinico (analisi della mamma) ma si osserva

anche l'interazione reale M-B, non solo consultazione con i genitori ma osservazione diretta della

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 88

anche l'interazione reale M-B, non solo consultazione con i genitori ma osservazione diretta della

relazione.

• Ipotesi: Nelle situazioni di relazione inadeguata ci sono aspetti conflittuali del mondo interno

della mamma proiettati sia sul bambino sia della relazione con il bambino.

Intervento: osservazione della relazione, commentare l'osservazione e la relazione con la M ma

anche indagare con la M aspetti della propria storia infantile e delle proprie relazioni passate,

comprensione se le rappresentazioni e interazioni M-B siano legate a conflitti o non elaborazioni di

aspetti relazioni precoci di M.

• Si forniscono alla M strumenti per comprendere le sue modalità di interazioni con B.

• Importante riassorbire aspetti transferali insiti nelle interazioni.

• Si attenuano le difese sviluppate da B.

• Si permette alla madre di elaborare le esperienze infantili trasferite sul bambino.

Difese patologiche della prima infanzia:

Messe in atto davanti alla trascuratezza genitoriale nei primi 18 mesi di vita.

Difesa di Evitamento: evidente a 3-7 mesi in B con M depresse. Ribaltamento egli scopi biologici dei

comportamenti di segnalazione al fine di evitare M, registrazione selettivamente interrotta.

Difesa di Freezing: B che tendono a tratti a immobilizzare la postura, mimica facciale, emissione

vocale a fronte di genitori fortemente trascuranti --> Main esplora tale condizione rispetto a att.

disorganizzato.

Il riassorbimento delle difese precoci è uno degli obiettivi principali dell'interno della F, eliminando

conflittualità della M e la sua inadeguata responsività

Ghost in the nursery (1978-80): quando nasce un bambino, nella stanza non ci sono solo i genitori,

ma ci sono i fantasmi delle relazioni interiorizzate che i genitori hanno e che potrebbero attribuire al

bambino appena nato. Domanda chiave: quali sono i fantasmi che si trovano nella stanza del

bambino e che ne mettono in pericolo lo sviluppo?

Caso di Mary:

• Bambina di pochi mesi con madre trascurante che chiede una consultazione con lo psicologo.

• Interazione: M non consola bambina che piange, avoidant, assorta nei suoi pensieri che non le

permettono di entrare in contatto con la bambina.

Vignetta clinica: Nelle prime ore di trattamento è emersa la storia della signora March, in maniera

esitante, narrata con voce triste e distaccata (…). Mentre la mamma raccontava la propria storia

Mary, la nostra seconda paziente, stava seduta appoggiata allo schienale del divano, o distesa su una

coperta, e il volto triste e distaccato della madre si rispecchiava nel volto triste e distaccato della

figlia. Era una stanza affollata di fantasmi. La storia di abbandono e trascuratezza della madre veniva

ora psicologicamente fatta rivivere con la propria bambina. Mary inizia a piangere. E’ un pianto roco,

lugubre, preoccupante per un bambino (…). Vediamo la bambina piangere disperatamente tra le

braccia della madre; non si rivolge alla madre per essere consolata. La madre sembra distante,

assorta in se stessa. Compie un gesto assente per consolare la bambina, poi smette. Allontana lo

sguardo.

Modalità di Intervento: Iniziammo dalla domanda “Perché questa madre non può sentire le urla della

sua bambina? La risposta alla domanda clinica viene suggerita immediatamente dalla storia della

madre. Si tratta di una madre i cui pianti non sono stati mai ascoltati. Nel soggiorno, così pensammo,

c’erano due bambine che piangevano. Abbiamo udito la voce lontana della madre, abbiamo visto la

sua freddezza e la sua distanza come difese contro il dolore e l’intollerabile sofferenza. La storia ci

era stata raccontata inizialmente solo in maniera fattuale, senza visibile sofferenza, senza lacrime.

Tutto ciò che era visibile era lo sguardo triste, vuoto e disperato sul suo volto. Aveva chiuso la porta

alla bambina che piangeva dentro di sé come sicuramente aveva chiuso la porta alla sua bambina

che piangeva

Ipotesi sulla relazione: Trascuratezza ricevuta dalla madre quando era bambina che le impedisce di

riconoscere le emozioni negative della bambina avendole scisse e allontanate da sé. Non è in

contatto con gli aspetti di sé trascurati e rattristati e si indentifica con la madre trascurante e la

bambina diventa sé stessa trascurata --> proiezione della relazione con la madre da bambina.

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 89

Intervento: far emergere nella M le emozioni negative di trascuratezza vissute, rielaborate nella

relazione terapeutica, che potranno modificare la relazione con la bambina, consentendo alla madre

di consolare la bambina e non essere avoidant al pianto.

Il doppio focus (relazione e rappresentazioni dinamiche) si può modificare la relazione.

Transfert del passato (rimosso, non ricordato) sul presente --> aspetti scissi delle proprie esperienze

che sono proiettate, importante rendere consce.

• Cramer: usa identificazione proiettivo, non transfert.

L'intervento della F. collega l'interazione che non funziona alle rappresentazioni del mondo interno

della madre sulle relazioni non funzionali con i propri genitori.

Nascono diversi interventi: salute mentale nella fase 0-3 (0-5), anni di vita in cui non si interviene

singolarmente sugli elementi della coppia, ma si parla di intervento sulla relazione.

Altro possibile livello di intervento è di non lavorare sul conflitto ma sulla mentalizzazione

potenziando le capacità della madre di comprendere le emozioni del bambino.

Freiberg: nelle situazioni di disturbo della relazione G-B c'è un tranfert del mondo interno del

genitore sul bambino.

Cramer: parametro di normalità, in ogni caso il genitore proietta e vive il bambino anche in funzione

delle proprie rappresentazioni interiorizzate.

BERTRAND CRAMER:

Tende a seguire la linea della psicoterapia G-B (breve), in modo più elaborato rispetto alla F.

• Tentativo di trovare un modello ponte tra psicoanalisi e psicologia dello sviluppo non solo

teorico, ma con metodologia di indagine e di intervento.

• Messa a punto di un metodo congiunto per studiare la relazione B-C --punto di vista-->

interazionale, rappresentazionale, fantasmico.

• Intervento clinico sulla coppia M-B.

• Psicoterapia breve.

Pensiero:

Focus: disturbi nelle prime interazioni e primi anni di vita, intervento sulla relazione G-B.

Analisi dell'interazione: più dettagliata della F. e fa riferimento a diversi parametri proposti

dall'Infant Research; analisi nel dettaglio della relazione, si osserva sia l'interazione sia come queste

rappresentazioni sono analizzati dal genitore --> livello dinamico, fantasmatico, della relazione.

• Analisi sia delle interazioni, ma anche come queste interazioni siano rappresentate dalla

madre/genitore --> livello dinamico e fantasmatico della relazione.

Ipotesi: semantizzazione dell'interazione, ogni interazione può essere letta in doppio significato

(superficiale vs profondo)

C'è un doppio significato delle comunicazioni che il bambino mette in atto --> semantizzazione delle

interazioni (ogni relazione può essere letta da G sia con un significato più palese, sia in un significato

più conscio, lettura anche in funzione della propria esperienza relazionale soggettiva precoce)

• Condivisione di emozioni (positive e negative) dal bambino.

• Lettura delle emozioni trasmesse dal bambino, al genitore, in base alla sua storia infantile.

Introduce, a differenza della F., identificazione proiettiva nell'ambito dell'osservazione m-b --> in

tutte le interazioni genitore-bambino, il genitore tende a vivere la relazione con il bambino in base

alla propria esperienza relazionale --> investimento sul bambino, rende possibile il legame positivo

con il bambino.

Doppio livello:

1. Osservativo

2. Rappresentazionale inconscio: cosa significa l'identificazione proiettiva e l'interazione?

Gravidanza:

M inizia a fantasticare intorno al proprio bambino a un doppio livello:

1. Bambino fantasmatico: relativo al conflitto edipico risolto con l'identificazione con la madre e

fantasia di donare il bambino al padre., legato alle proprie relazioni con i genitori.

2. Bambino immaginario: risultato delle fantasie pre-consce della madre, relative alla storia

attuale e relazione con B. Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 90

attuale e relazione con B.

Quando il bambino nasce il processo di attribuzione inconscio continua attraverso modalità concrete

con cui la madre interagisce e risponde alle richieste di interazione di B.

• Importanza del livello fantasmatico e immaginario di investimento di B quando nasce: facilita

la formazione del legame libidico M-B.

Interazioni precoci vanno studiate a un doppio livello:

1. Osservativo-descrittivo.

2. Fantasmatico-immaginario.

Analisi dell'Interazione M-B:

Tenendo conto della fase evolutiva del bambino, se si osservano delle relazioni b-g nei primi anni di

vita si possono vedere tre tipi di risposta nell'interazione:

1. Risposta contingente ai bisogni: corrispondenza ai bisogni di B nella fase evolutiva.

2. Risposta non-contingente: M non responsiva ai bisogni, sembra indifferente o incapace di

rispondere, comprendere, farsi carico dei bisogni.

3. Risposta anti-contingente: M non vede i bisogni del bambino, ma attribuisce i bisogni e

caratteristiche della propria storia.

Identificazione Proiettiva e Introiettiva:

Identificazione proiettiva: il genitore proietta sul bambino aspetti del sé.

Proiezione positiva: proiezione sul bambino aspetti di me positivi, accuditi nelle relazioni, si

costruisce un legame familiare con il bambino che è considerato estraneo.

Proiezione negativa: proiezione di aspetti non risolti delle relazioni, situazione problematica su cui si

posiziona l'intervento di Cramer.

• Identità di B --> in parte risultato delle proiezioni dei genitori.

Identificazione introiettiva: il bambino interiorizza aspetti introiettati del genitore. La sua identità

non è solo chi è il bambino, il temperamento, ma anche ciò che gli viene attribuito dal genitore.

Casi Patologici:

Il passato infantile del genitore influenza massicciamente le sue modalità di cura del proprio

bambino. Il genitore nei casi patologici interagisce con l'immagine proiettata (l'immagine della

madre o del padre, etc.) sul bambino e non con il bambino reale. Genitore con esperienze di

maltrattamento e trascuratezza che non è in grado di riconoscere i bisogni di accudimento del

proprio bambino perchè ha scisso e rimosso i propri stessi bisogni infantili non accuditi; quindi tende

a identificarsi con il genitore trascurante piuttosto che con il proprio bambino

AULAGNIER, 1984:

In casi patologici il passato infantile si sovrappone alla bambino reale --> meccanismo di alienazione

(Aulagneir).

Modalità di interazione G-B: veicolo attraverso i processi di identificazione proiettiva della

trasmissione inter-generazionale delle modalità di relazione oggettuale.

Tema del lavoro clinico: bloccare la proiezione e liberare il bambino dalle proiezioni che lo alienano

dalla sua personalità.

OGDEN, 1982: identificazione proiettiva

Avviene dalle modalità di interazione concreta con il bambino --> come avviene l'identificazione

proiettiva e come il bambino la introietta.

• Proiezione nell'altro di parte di sé --> si comporta in modo tale che l'oggetto delle proiezioni la

assuma --> oggetto di proiezione si comporta come l'oggetto che viene proiettato.

Esempio: la madre proietta sul bambino aspetti intrusivi/tirannici della propria madre

interiorizzata; la proiezione avviene attraverso modalità di interazione che assecondano ogni

bisogno del bambino; il bambino inizia a diventare tirannico a fronte della pressione proiettiva

materna, ad es. dimostrandosi difficilmente soddisfacibile e continuamente richiedente; la

madre inizia a sentirsi inadeguata a fronte del bambino “tiranno” – role responsiveness.

Processo di identificazione proiettiva (3 fasi):

1. Soggetto proietta parti indesiderate del sé sull'altro.

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 91

1. Soggetto proietta parti indesiderate del sé sull'altro.

2. Soggetto esercita specifica pressione perché l'oggetto assuma tale proiezione.

3. Oggetto si comporta in modo coerente con la proiezione.

Tre tipi di identificazione proiettiva:

• Proiettiva Esternalizzante: tutti i genitori hanno delle fantasie del bambino e proiettano nel

bambino proiezioni del sé, ma sono proiezioni positive e facilitante la relazione, non oscurano

le caratteristiche reali del bambino, ma favoriscono la familiarizzazione con il bambino.

• Esternalizzante costrittiva: simile alla costruzione del bambino tirannico --> oscurato rispetto

a un bambino normalmente richiedente ma diventa massimamente richiedente, secondo un

processo di alienazione, viene trasformato dalle proiezioni materne (vedi esempio); chiedo al

bambino di essere l'ideale di me stesso, aspettative sul figlio di competenze e relazioni che

corrispondono ai desideri del genitore ma non del bambino, pressing sul bambino che crea

situazioni di conflitto e difficoltà nel bambino --> oppure proiezione di vulnerabilità e fragilità.

Bambino Rappresentato come particolarmente esigente nei suoi bisogni

Tirannico e richieste a partire dalla proiezione dei propri aspetti richiedenti e

vendicativi con i genitori.

Bambino Rappresentato come fragile a partire dall'inadeguatezza materna

Vulnerabile proiettata.

Bambino Aspetti di riparazione rispetto alla propria infanzia.

Idealizzato

• Identificazione proiettiva narcisistica: G proietta massicciamente sul bambino immagini del

proprio passato infantile. Le proiezioni riguardano immagini prevalentemente negative del sé

e delle figure genitoriali. Identità del bambino si costruisce prevalentemente sulle proiezioni e

NON riconoscono originarie caratteristiche dell'identità del bambino.

In Sintesi:

• Interpretazione dei contenuti fantasmici di G rispetto alle interazioni disfunzionali con B;

rappresentazioni di G di sé e di B.

• Osservazione e comprensione delle interazioni durante la seduta.

• Finalità:

1. Modificare le rappresentazioni di B.

2. Bonificare la relazione.

BOLLAS, '80-'90:

A partire da C. e le sue conclusioni sulla relazione G-B evidenzia la formazione del sé infantile.

Funzione strutturante svolta da M nei confronti dello sviluppo di B e del suo senso del sé.

• Primo rapporto di B con M --> M come oggetto trasformativo (M che attraverso le concrete

modalità di cura, influenza l'esperienza di sé da parte del bambino).

Esperienza che B fa del primo oggetto (M) -->

La vive come un processo di modificazione,

M si occupa di lui in modo da modificare il suo mondo

Interno ed esterno.

Stati dell'essere dipendono dall'esperienza con l'oggetto trasformativo --> sistema di cura è

interiorizzato da B e influenza le modalità con cui lui stesso si prenderà cura di sé + riproduzione

dell'esperienza in vita adulta.

Madre:

1. Madre reale: modo in cui la madre esprime le sue modalità di cura nei confronti di B.

2. Madre "oggetto interno": costruita successivamente da B in relazione a fantasie e mondo

interno.

Modalità di cura --sono--> aspetti costitutivi della personalità di B e del suo stesso essere,

informando anche i processi di transfert che si evidenziano nella situazione analitica, oltre che le

modalità con cui il soggetto gestisce e si prende cura del proprio sé.

In accordo con C. --> necessità di studiare la comunicazione G-B in termini di identificazione

proiettiva che G rivolge a B.

• Identificazione estrattiva: processo che sottende la relazione con risvolti inadeguati; G invade

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 92

• Identificazione estrattiva: processo che sottende la relazione con risvolti inadeguati; G invade

la mente di B appropriandosi in modo estrattivo delle caratteristiche della sua vita mentale.

Posizione rielaborata da Borgogno (1999): spoilt children --> bambini privati di aree della

propria esperienza psichica a fronte dell'invasività proiettiva dei desideri e delle aspirazioni

che i G nutrono nei loro confronti. Si sottolinea la relazione tra i processi estrattivi G sulla

mente di B e quelli proiettivi attraverso cui si attribuiscono tendenze a B estranee

(C+Ferenczi).

Modalità di Intervento Terapeutico:

L’intervento è rivolto in modo elettivo ai disturbi funzionali del bambino nei primi anni di vita che

riguardano:

• alimentazione

• sonno

• pianto

• problemi di attaccamento e di interazione

Difficoltà del genitore: ansia, depressione perinatali; difficoltà di interazione.

Osservazione congiunta dell'interazione M-B e individuazione di pattern di interazione tipici:

• individuazione attraverso interviste ai genitori dei processi di attribuzione inconscia messi in

atto da questi ultimi nei confronti del bambino

• messa in luce delle eventuali coincidenze\corrispondenze esistenti tra temi narrati dai genitori

relativi ad es. al loro passato infantile e le interazioni con i loro bambini

• semantizzazione dei comportamenti interattivi alla luce dei significati inconsci sottesi

Sulla base dei dati osservativi e narrativi raccolti interventi psicoterapici brevi finalizzati a:

1. modificare l'interazione patologica genitore\bambino attraverso l'analisi delle identificazioni

proiettive eccessive

2. permettere in questo modo il riassorbimento da parte dei genitori di tali identificazioni

promuovere processi di dis-identificazione da parte dei bambini dai loro genitori.

Scuola di Ginevra: Psicoterapia G-B centrata sulla genitorialità.

Rivolta anche a genitori con bambini più grandi, lavoro in parallelo alla terapia individuale.

SELIGMAN & LIBERMAN 1999, identificazione proiettiva nel campo intersoggettivo.

Metodo che coniuga metodologia clinica e Infant Research Obersvation --> MOI della M e fantasie

correlate guidano i processi di attribuzione attraverso i quali essa si rappresenta e interagisce con B.

• Riprendono la definizione di identificazione proiettiva di O.

Focus: processi che guidano lo stile interattivo che G adotta nei confronti di B.

Identificazione del bambino con aspetti dinamici, trasformativi, attributivi del genitore, non solo

qualità dell'oggetto.

• Le fantasie inconsce costituiscono aspetti tematici dell'esperienza relazionale di tipo

preverbale del soggetto, i cui aspetti strutturali sono rappresentati dai MOI. Nell'interazione G-

B, si proiettano le fantasie inconsce a livello di MOA che G ha costruito con le sue figure di

attaccamento.

Prospettiva: genitori sono guidati nelle modalità di cura e di interazione con B dai MOI --intesi-->

schematizzazione delle esperienze relazionali, stili adattivi e difensivi, fantasie e aspettative

relazionali inconsce relative a fig. di attaccamento.

Genitore che riconosce/rispecchia il polo intenzionale del bambino.

Contro-identificazioni proiettive del genitore: come il bambino elabora le identificazioni proiettive

del genitore.

Attribuzioni:

Insieme di credenze di chi è il bambino e chi diventerà che si sviluppa intorno al nucleo esistenziale

di B.

• Attribuzione come prima manifestazione cosciente dell'identificazione proiettiva che

manifesta la struttura affettivo/cognitiva dell'interazione M-B.

Due tipologie:

1. Attribuzione positiva: funzionale allo sviluppo di B, attribuzione in modo flessibile e

suscettibile di modificazioni di aspetti e temi propri dei MOI.

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 93

suscettibile di modificazioni di aspetti e temi propri dei MOI.

○ Base: identificazione proiettiva normale, base della comunicazione pre-verbale, con

processi di identificazione crociata, con scambi reciproci di proiezioni-introiezioni di

emozioni M-B.

2. Attribuzione negativa: processo che avviene in modo coercitivo, forza l'introiezione delle

proiezioni di B sul piano interattivo, privandolo dello spazio vitale per la formazione del sé.

○ Base: identificazione proiettiva patologica costringe in modo forzato il destinatario a

introiettare le proiezioni negative di G.

È possibile individuare i processi di attribuzione analizzando l'espressione della comunicazione

gestuale, mimica verbale, modalità di caregiving.

• Attribuzioni genitoriali hanno differente impatto a seconda dell'età.

Metodo Clinico:

Esempio:

• osservazione dell’interazione padre/bambino a tre giorni di vita

• colloquio contemporaneo con il padre

• lavoro congiunto osservazione e colloquio

Osservazione:

Il padre tiene in braccio goffamente il bambino premendo con violenza il proprio volto contro il suo,

successivamente mentre cerca di nutrirlo reiteratamente con un biberon, anche a fronte dei

tentativi disperati del bambino di manifestare la propria sazietà, non succhiando dalla bottiglia,

serrando le labbra e infine assumendo una postura flaccida. Il padre reagisce al rifiuto del bambino

ponendo intrusivamente il proprio volto contro quello del figlio e dicendogli con aggressività

“Stupido”, “Mi vuoi spiegare”. Infine lancia il bambino in aria, giocando con lui in modo brusco,

come se fosse un bambino più grande, fino a che quest’ultimo sembra afflosciarsi su se stesso,

assumendo un atteggiamento di ritiro.

Analisi dell'Osservazione:

• Padre che non riesce a riconoscere i bisogni del bambino, ad es. quello di sazietà

• Possibile vissuto del bambino di non poter essere aiutato (helplessness) e di inefficacia nel

segnalare i propri bisogni possibile stato di disorganizzazione rispetto ai propri stati corporei

(vedi postura flaccida)

Cosa emerge nel colloquio:

• esperienza di abuso da parte del proprio padre

• senso di inadeguatezza quando era picchiato dal padre

Spiegazione:

• padre identificato con il proprio padre

• aggressione del bambino (bambino, scosso, agitato e non accudito)

• bambino passivo con possibili reazioni di helplessness simili a quelle provate dal padre

nell’infanzia

• il bambino vive i sentimenti vissuti dal padre nell’infanzia proiettati su di lui attraverso le

modalità di cura del padre stesso

Angels in the nursery:

La possibilità di attingere alle memorie di segno positivo e di integrarle con quelle negative consente

a G di attingere da queste esperienze per godere di un ruolo protettivo, spezzando la trasmissione

trans-generazionale delle attribuzioni negative.

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 94

Disegno

lunedì 27 novembre 2017 08:45

Disegno come strumento proiettivo --> test percettivo che rivela aspetti inconsci della personalità.

• Espressione autentica della personalità del bambino

• rilevatore della dimensione emotiva infantile --> metodo di comunicazione con chi vedrà il

disegno.

Interpretazione di:

• Contenuto

• Grafico-formale: modalità con cui il bambino disegna.

• Produzioni grafiche spontanee

Test dell'albero:

Emil Jucker, Karl Koch. L'albero richiama la persona umana, e le disarmonie dell'albero indicano

disarmonie nella persona "disegna l'albero da frutto, quello che vuoi e hai a disposizione tutto il

foglio". L'albero è il simbolo dell'uomo perché indica uno slancio verso la vita ma anche le origini di

una persona.

1. Simbolismo spaziale: indice di come il soggetto si muove nello spazio fisico e affettivo, come si

sviluppa l'albero e le caratteristiche.

○ Zona inferiore del foglio: bisogno di stabilità e protezione.

○ Zona superiore del foglio: mancanza di fiducia in sé stesso e dalle figure genitoriali,

sospesi.

○ Zona sinistra: introversione, sguardo al passato.

○ Zona destra: guardo al futuro, estroversione.

○ Zona centrale: equilibrio adattamento.

2. Simbolismo delle parti:

○ Chioma: legami con ambiente circostanti --> analizzare presenza di foglie, fiori, frutti.

○ Rami: potenzialità, soddisfazioni dell'ambiente.

○ Fusto, tronco: io, parte consapevole e ragionevole che media tra istinto e ragione

(chioma vs radici).

○ Radici: rapporto con passato ed origini, parte più inconscia,

3. Comprensione intuitiva globale: rapida visione del disegno, prima impressione, come è stato

utilizzato il foglio, dimensione del disegno, rapporto nelle parti dell'albero.

4. Analisi grafica: tatto e come sono state disegnate le varie parti del disegno, si parte dal basso

verso l'alto.

Bisogna vedere se ci sono degli elementi di sfondo: nuvole --> non sono mai un elemento positivo,

bisogna vedere come le raffigurano, la presenza indica qualcosa da indagare.

Il disegno è uno strumento di partenza per poi condurre il colloquio clinico con il bambino.

L'età del bambino porta a una rappresentazione diversa dell'albero.

La chioma sferica indica grande chiusura, molto difficile da trovare nella rappresentazione di un

bambino, deve essere un campanello di allarme --> bambino che va a trovare il genitore (padre) in

carcere, il tronco che rappresenta l'io sembra essere abbastanza equilibrata, ma con grande chiusura

verso l'esterno, disegno al centro, indica una rappresentazione centrata, ci sono sia elementi positivi

che indicano equilibrio, ma ci sono elementi di chiusura.

della figura umana:

Si chiede di disegnare una persona, si fanno fare due disegni: uno spontaneo, e una figura del sesso

opposto rispetto a quello disegnato. La prima figura rappresentata di solito rappresenta le

caratteristiche di colui che disegna, si proietta di solito la propria immagine (ricerca in Etiopia:

bambine abusate rappresentavano fig.maschili come primi).

1949, Machover: figura umana confluiscono valutazione e immagine di io fisico-io psichico.

Simbolismo degli organi: cosa è rappresentato il bambino e il significato per il clinico.

• Testa: nucleo cosciente e razionale --> testa grande: io debole, molta fantasia; testa piccola:

difficili da trovare, più semplice negli adulti ossessivi-compulsivi.

• Bocca: aggressività legata all'oralità, repressione, desideri erotici che suscitano sensi di colpa e

autopunizione.

• Denti: aggressivo, possono raffigurare difficoltà di mediazione di confronto con altre figure,

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 95

• Denti: aggressivo, possono raffigurare difficoltà di mediazione di confronto con altre figure,

difficile dettaglio da trovare, se sono raffigurati hanno valenza aggressiva.

• Barba e capelli: esuberanza, fascino, creatività, attrattiva sociale.

• Naso: solo narici, elemento aggressivo ma meno rispetto ai denti; bambine etiopi: forma

fallica.

• Occhi: organo che evidenziano i rapporto del bambino con l'esterno.

• Collo: difficile che sia presente in bambini sotto gli 8 anni, sopra i 9 anni è indice di

regressione.

• Braccia: strumenti che portano ad esplorare l'ambiente, mondo delle relazioni del bambino,

assenti in bambini sotto i 6 anni, se assenti sopra i 6 anni sono indice di chiusura.

• Mani.

• Gambe.

• Piedi: capacità di muoversi e avanzare nell'ambiente, indicano la direzione del soggetto.

• Tronco: disegnato dopo i 4-5 anni, sede di affettività e istinti.

• Organi sessuali: porre attenzione e chiedere al bambino come mai sono stati rappresentati.

• Trasparenza nel disegno (chiaro-scuro, ombra): espressione di conflitto.

Codifica del Disegno: Koppitz (1968) 30 item, 5 macro categorie, punteggio 0 assenza item-1

presenza item.

1. Impulsività.

2. Insicurezza.

3. Ansia.

4. Timidezza.

5. Rabbia, aggressività.

della persona sotto la pioggia:

Variante della persona umana, va a vedere le difese del bambino per vedere come il bambino

affronta una situazione stressante; si vede come disegna l'ombrello, l'impermeabile, o se si disegna

sotto il temporale senza difese.

test del disegno della famiglia

Lasciare liberi i bambini nella scelta della famiglia da disegnare: disegna una famiglia.

In contesti a rischio si favorisce il disegno di una famiglia animale per abbassare le difese.

1. Livello grafico: dimensioni, orientamento, posizione, pressione del tratto.

2. Livello formale: adeguatezza e rispondenza della figura.

3. Livello di contenuto: composizione della famiglia disegnata vs famiglia di appartenenza;

collocazione del bambino rispetto ai famigliare, ruolo nel contesto familiare; valorizzazione vs

svalutazione. Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 96

Mentalizzazione

mercoledì 3 gennaio 2018 10:39

Definizione:

Mentalizzazione: attività mentale immaginativa che permette di cogliere e interpretare il

comportamento umano in termini di stai mentali (bisogni, desideri, emozioni, gredenze, intenzioni,

motivazioni)

• Competenza unicamente umana.

• Consente di predire velocemente le azioni altrui a partire dagli stati mentali in situazioni

competitive e cooperative.

Concetto multi-dimensionale:

• Componente autoriflessiva: riflessività sui propri stati mentali.

• Componente interpersonale: riflessività sugli stati mentali altrui.

• Componente implicita (non consapevole) vs esplicita (linguaggio, riflessività conscia).

• Componente affettiva (affettività mentalizzata) vs cognitiva.

Funzione riflessiva: operazionalizzazione del costrutto di mentalizzazione.

Riflessività e trasmissione inter-generazionale:

Trasmissione dei modelli di attaccamento sicuri/insicuri tra G-F: non spiegati solo dalla sensibilità e

della regolazione emotiva.

Ruolo centrale della riflessività del genitore, intesa come:

• Capacità di riflettere sui propri stati mentali e altrui nell'ambito della narrazione delle proprie

esperienze di attaccamento.

• Capacità di riflettere sugli stati mentali sia di sé come genitore sia del proprio figlio.

Condizione di rischio per la relazione G-B --> bassa riflessività del genitore.

Dati di ricerca recente:

Alla fine degli anni ’90 fino alle ricerche più recenti abbiamo assistito tuttavia a un cambio del modo

di concepire la relazione genitore/bambino da parte della psicologia evolutiva soprattutto sulla

scorta di quelle ricerche che hanno studiato le relazioni tra genitore e bambino quando le condizioni

per il suo sviluppo erano per diversi motivi a rischio (depressione post-partum, rischio psico-sociale,

etc,). Da queste ricerche è emerso un dato di particolare interesse: la trasmissione della qualità

dell’attaccamento (sicura o insicura) da genitore a figlio è spiegata solo parzialmente dalla

responsività del genitore e dalla coordinazione emotiva reciproca che si instaura tra genitore e

bambino. Un fattore fondamentale per tale trasmissione si è delineato invece la riflessività del

genitore. Dove tale riflessività è concepita sia come capacità di riflettere sui propri stati mentali e su

quelli altrui nell’ambito della narrazione delle proprie esperienze di attaccamento (AAI, Fonagy et al,

1998) sia come capacità di riflettere sui propri stati mentali sia di sè come genitore che del proprio

figlio (PDI, Slade, 2005).

Riflessività e Sicurezza:

Possibilità di trovare da parte del bambino "sé nell'altro". Madre che marca le emozioni e gli stati

mentali di B, rispecchiando --> proto-simbolizzazione.

• Senso di mastery: interiorizzazione della maneggiabilità degli stati mentali ed emotivi.

Sviluppo da parte del bambino della capacità di elaborare con sicurezza gli stati mentali propri e dei

genitori.

• Funzione riflessiva: capacità nel corso dell'intervista di monitorare i propri stati mentali passati

e presenti relativi a figure di attaccamento oltre a quelli dell'intervistatore.

Si trasmette attraverso modalità di parenting e responsività emotiva --> interiorizzazione dovuta sia

a capacità di contenimento delle emozioni, sia di pensare il bambino come soggetto pensante (hold

the baby in mind). Bambino interiorizza la rappresentazione di sé da parte della madre come essere

pensante. Internalizzazione del sé che pensa contenuto e pensato dall'oggetto.

Fonagy: MOI sicuro si forma nel bambino…

1. Se la M ha a sua volta un MOI sicuro in condizioni ambientali attuali favorevoli.

2. Se la M ha un'adeguata capacità riflessiva in condizioni ambientali sfavorevoli attuali.

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 97

Codifica della riflessività sull'AAI:

Punteggi da -1 a 9

1. citazione specifica di stati mentali – in quel periodo mi sentivo molto arrabbiato

2. sensibilità alle caratteristiche degli stati mentali – non potevo sapere che cosa avesse in mente

3. sensibilità per la complessità e la diversità degli stati mentali – riconoscere che altri hanno una

prospettiva diversa dalla propria

4. tentativi espliciti di collegare gli stati mentali ai comportamenti osservati – si comportava

male perché era molto preoccupato

5. comprensione della possibilità di cambiamento degli stati mentali – da bambino vedevo le

cose così, adesso in altro modo

Maternal Mirroring:

• Marked: madre imita le comunicazioni di B esagerandole e modificandole.

• Ostentive: segnali della madre con sguardo, verbalizzazione, mirroring rivolto al bambino).

Rispecchiamento diretto: caregiver rispecchia i segnali del bambino, senza modificarli.

Rispecchiamento intenzionale: corrisponde al mirroring marked & ostentive, capacità di mind-

reading.

• M sicure: usano molto di più il rispecchiamento intenzionale --> B: dirigono la loro attenzione

alla M in modo frequente.

Riflessività e Sviluppo Socio-emotivo:

Non adeguatezza della FR e capacità di mentalizzazione della madre --> fallimento del

rispecchiamento da parte del genitore.

• Esempio: mirroring troppo accurato e realistico --> M risponde alla paura del bambino con una

risposta di paura non modulata, oppure rispecchiando un altro sentimento rispetto a quello

del bambino.

Mancata rappresentazione degli affetti o loro fraintendimento, hanno effetti sullo sviluppo emotivo e

relazionale del bambino. Creazione di aree scisse, non valide, non riconosciute del sé.

MEINS: mind-mindedness.

Capacità del genitore di concepire il bambino come "soggetto dotato di una mente" e bisognoso di

cure; capacità di leggere i segnali del bambino nell'interazione con lui sulla base degli stati mentali

interni che li possono influenzare. Osservabile all'interno delle interazioni M-B sin dai primi mesi.

• Definizione: abilità del genitore di commentare verbalmente gli stati emotivi del figlio,

espressi o inferiti durante l'attività di gioco dei primi mesi di vita.

È valutata nel primo anno di vita:

• Si considerano i commenti verbali di M durante un'interazione di gioco libera con il proprio

bambino.

• Video-registrazione e trascrizione letterale delle verbalizzazioni materne --> analisi del

trascritto permette di identificare tutti i commenti che si riferiscono agli stati mentali di B.

È correlata--> sicurezza dell'attaccamento di B a 12 mesi e alla capacità di avere una teoria della

mente a 4 anni.

Differenza tra:

• Commenti mind-related attuned: commenti appropriati e coerenti con quello che fa B.

• Commenti mind-related non-attuned: commenti che fraintendono il comportamento di B.

Testimoniano online la capacità di G di comprendere, attribuire emozioni, pensieri e intenzionalità a

B.

Fallimenti della Mentalizzazione:

• Conflitto coniugale acceso.

• Eventi stressanti che occupano la mente del genitore.

• Psicopatologie di G.

• Famiglie Invischiate: mentalizzazione intrusiva/manipolatoria.

• Uso manipolatorio dei pensieri di B.

Mancata mentalizzazione dei genitori produce deficit nella mentalizzazione del bambino.

Mind-Blindness:

• Ipo-mentalizzazione: bambini e adolescenti dello spettro autistico, difficoltà di mentalizzazione

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 98

• Ipo-mentalizzazione: bambini e adolescenti dello spettro autistico, difficoltà di mentalizzazione

ed empatia.

• Bambini con problemi esternalizzanti: difficoltà nella comprensione delle emozioni.

• Iper-mentalizzazione: soggetti borderline/maltrattati, iperinterpretazione dei segnali sociali,

attribuzione negativa.

• Pseudo-mentalizzazione: b con disturbo esternalizzante accentuato, uso degli stati mentali

altrui a scopo manipolatorio (bullismo). Psicopatia: comprensione degli stati mentali/emotivi

dal punto di vista cognitivo, ma mancanza di empatia rispetto a tristezza e paura.

In Sintesi: che cosa favorisce la mentalizzazione?

• Genitore, educatore, mindfull.

• Mind-mindedness.

• Mirroring ostentive e marked.

• Conversazioni familiari mentalizzanti.

• Gioco di finzione.

Modelli terapeutici di prevenzione del rischio psico-patologico:

Interventi rivolti a condizioni di genitorialità a rischio nel primo anno di vita --> prevenzione di rischio

psico-patologico successivo.

• Focus: sensibilità del genitore + capacità mentalizzanti sia sul sé sia su B.

• Efficacia dell'intervento: sia sensibilità sia mentalizzazione.

Interventi psicoterapeutici:

• Focus: aumentare la competenza mentalizzante del pz relativa ai propri stati mentali e a quelli

altrui.

• DA analisi del conflitto --> A analisi e potenziamento dei processi di pensiero.

Modelli evolutivi e psicoterapia:

• Integrazione tra il primo e il secondo paradigma evolutivo.

Elemento chiave per far evolvere la relazione tra terapeuta/paziente, sembra essere non solo il

dialogo centrato su condivisione/validazione delle emozioni del paziente in cui la componente

procedurale implicita appare preponderante – come indicato dal primo paradigma evolutivo che

abbiamo considerato - ma anche il fornire al paziente un “ambiente mentalizzante”, in grado di

riconoscere in modo esplicito i suoi stati emotivi e mentali. La relazione terapeutica diventa in

quest’ottica un “incontro tra menti” e non solo un coinvolgimento relazionale reciproco. (Vedi a

questo riguardo il concetto di affettività mentalizzata di Fonagy e Jurist (2002, 2005)

Seguendo questo secondo paradigma evolutivo, centrale diventa per quanto riguarda il terapeuta

non solo la sua responsività verso il paziente, ma sopratutto la sua capacità di mentalizzazione,

quella che potremmo definire la sua mind-mindedness, in grado di istituire con il paziente una

connessione emotiva mentalizzante.

• Non solo incontro inter-soggettivo con condivisione/rispecchiamento/regolazione degli affetti

pz/tp a livello di conoscenza relazionale implicita --MA--> incontro tra menti con connessione

emotiva mentalizzante.

TP con MIND-MINDEDNESS: attività terapeutica mentalizzante con riconoscimento di stati

mentali/affettivi del pz. Importanza funzionamento mentale di TP e mentalizzazione esplicita,

affettività mentalizzata Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 99

Oppenheim: Insightfulness.

lunedì 4 dicembre 2017 08:44

Mentalizzaz

ione

Insightfulness: capacità del genitore di fornire una descrizione complessa, anche dal punto di vista

emotivo, del bambino e di modificare la rappresentazione con il procedere della vita del bambino.

È più centrato sul bambino che sul genitore --> differenza con mentalizzazione.

• Insight: corrisponde alla mentalizzazione, capacità del genitore di comprendere le motivazioni

del bambino.

• Openess: apertura verso cambiamenti evolutivi.

• Visione Complessiva: delle caratteristiche emotive di B sia di polo positivo sia negativo.

Capacità del genitore in terapia di riuscire a vedere il mondo dal punto di vista del bambino --

contemporaneamente--> riuscire a comprendere empaticamente le motivazioni implicite del

comportamento problematico dei figli.

• Si esprime --> modo in cui i G parlano di pensieri, sentimenti, dei figli e delle relazioni con loro.

Un genitore con un buon livello con IN riesce a identificarsi con il punto di vista del bambino.

Si indaga attraverso interviste in cui si chiede al genitore di parlare delle sue relazioni e interazioni

con il bambino. Maggior è il livello di IN maggiori capacità di interazioni ha con il bambino.

Predittore di un buon attaccamento. L'intervento in questo quadro e rendere più positiva la

relazione genitore bambino, si può aumentare questa funzione per favorire l'interazione.

Ruolo dell'IN:

• Favorisce lo sviluppo di caregiving sensibile, adeguato, ben regolato dal punto di vista emotivo

e sostiene lo sviluppo di un attaccamento sicuro.

• Accrescimento --> obiettivo terapeutico per relazioni a rischio.

Genitori con Insightfulness: significa che il mondo interno è visto come significativo, pensieri e

sentimenti sono valorizzati, compresi, accettati --> sentimenti come nucleo centrali delle

rappresentazioni che B sviluppa dei propri genitori come base sicura, da cui muoversi per esplorare

sia il mondo fisico sia il mondo emotivo.

Genitori non-insightfulness: non validazione delle emozioni e motivazioni del bambino, che non

vedendo validati i suoi sentimenti, sente confusione rispetto ai suoi stati mentali e sensi di vergogna

(soprattutto per quelli negativi), solitudine, colpa per la mancanza di empatia e identificazione;

impossibilità di fare affidamento sui genitori per la regolazione di emozioni negative --> sentimenti di

frustrazione, vergogna, colpa, solitudine.

Spostamento verso maggiore IN è indicativo sia di trasformazioni interne del genitore, sia di

cambiamenti nella comunicazione con il figlio.

Interventi volti ad incrementare la capacità --> migliore capacità di interagire e comunicare con il

bambino.

Insightfulness Assesment:

Video-feedback e videoregistrazione in 3 contesti interattivi, relazione B-G.

1. Compito di co-costruzione di una storia attraverso delle bambole, madre e padre partono per

un viaggio lasciando il bambino a casa con la babysitter e cosa succede quando tornano a casa.

2. Gioco competitivo: costruzione di torre di blocchi stabile.

3. Completamento di storie: intervistatore presenta una bambola che rappresenta un bambino, e

accidentalmente la bambola fa cadere un succo --> si completa la storia.

Intervista:

G visionano 3 brevi segmenti estratti dalle interazioni e sono intervistati rispetto a pensieri,

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 100

G visionano 3 brevi segmenti estratti dalle interazioni e sono intervistati rispetto a pensieri,

sentimenti che attribuiscono sia a sé stessi sia ai loro figli. Dopo ogni episodio si domanda a G se i

comportamenti visti nei filmati siano caratteristici dei figli e come si siano sentiti durante la visione

del filmato.

• Si chiede di motivare le proprie affermazioni con esempi tratti dalle osservazioni filmate e

dalla vita quotidiana.

Fine dell'intervista sono proposte due domande generali sulle principali caratteristiche dei bambini e

su cosa le colpisca principalmente del figlio "come persona". Si invita G a esprimere pensieri,

sentimenti, riflessioni, sia nei confronti del figlio sia del proprio ruolo genitoriale.

Valutazione dei tre aspetti:

• Insight: legge il comportamento del bambino a livello di stati mentali, relativo alle motivazioni

del comportamento del bambino. capacità del genitore di prendere in considerazione le

motivazioni da cui deriva il comportamento del bambino, che si basa sull’accettare il figlio

come persona separata, con intenzioni, bisogni, desideri propri. Il genitore dovrebbe

comprendere le motivazioni alla base del comportamento del bambino, e accettarle. Il

bambino impara così che le motivazioni e le intenzioni sono importanti tanto quanto il

comportamento osservato, che pensieri e sentimenti sono aspetti importanti da prendere in

considerazione.

• Visione complessa: comprensione di tutto il range di emozioni positive e negative. Che tenga

conto del punto di vista emotivo del bambino, visto come persona completa, con aspetti sia

positivi sia negativi. Le caratteristiche positive sono sostenute da esempi pertinenti tratti dalla

vita quotidiana. Le descrizioni negative sono fornite in modo non colpevolizzante e autentico,

all’interno di una cornice accogliente che tenti di spiegare il comportamento del bambino.

○ M sviluppa una visione realistica, equilibrata e multidimensionale del figlio che, a sua

volta, sviluppa la sensazione che siano stati accettati tutti i suoi comportamenti, non

solo quelli in linea con aspettative e desideri di G --> possibilità di sentirsi sicuri con G.

• Openess: disponibilità verso nuove e inaspettate informazioni rispetto al bambino.

○ In riferimento a B: capacità di cogliere sia gli aspetti conosciuti del proprio figlio, ma

anche quelli non familiari e inaspettati, aggiornando la visione di B mentre ne parlano

durante l'intervista.

○ In riferimento a sé stessi: assumere nuove prospettive della propria attività genitoriale.

Il genitore dovrebbe avere anche una visione multidimensionale del bambino in linea con ciò che il

bambino è.

Categorie dell'IA:

4 diverse tipologie di capacità che si possono attribuire a un genitore:

1. IN positiva: M sa assumere il punto di vista di B e comprendere le motivazioni del

comportamento; aperta a nuove osservazioni riguardo al bambino che emergono durante

l'intervista; discorso coerente; comprensione sia di aspetti negativi sia positivi su B e su f(x)

genitoriale.

2. Non IN - unilaterale --> tipo di intervista in cui il genitore tende a comprendere molto poco il

bambino, ma rimane centrato sul sé, anche con pregiudizi e attribuzioni al bambino che non

sono sue (spostamento del focus dal bambino a ciò che lei sente, poco attenta e focalizzata a

ciò che il bambino sente) = attaccamento preoccupato (autocentrata sulle relazioni di

attaccamento, vede poco il bambino e le sue caratteristiche, il coinvolgimento è finalizzato al

sé) --> in questo caso la mentalizzazione è presente ma focalizzata sul sé.

○ madri sembrano possedere pregiudizi, immagini pre-costituite dei propri figli.

○ Non riescono a mantenere il focus del discorso sul bambino, e spostano continuamente

l’attenzione sui propri sentimenti.

○ Sottolineano unicamente le qualità positive o negative del bambino, senza però essere

in grado di sostenere tali affermazioni con esempi concreti.

3. Non IN - disimpegnata --> intervista in cui la madre è disingaggiata dal bambino, poco

coinvolta emotivamente, linguaggio molto più focalizzata sul comportamento manifesto senza

attribuzione di stati mentali ed emozioni = attaccamento distanziante, tipo di non IS più

difficile su cui lavorare, bisogna attivare la capacità di mentalizzazione.

○ Madri caratterizzate da mancanza di coinvolgimento emotivo durante l’intervista.

Forniscono risposte brevi e limitate, non sanno utilizzare le osservazioni delle

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 101

○ Forniscono risposte brevi e limitate, non sanno utilizzare le osservazioni delle

videoregistrazioni come opportunità per riflettere sui figli e sul proprio comportamento.

○ Tendono a parlare poco delle emozioni del bambino, concentrandosi maggiormente sul

suo comportamento manifesto.

4. Non IN - mista --> potrebbe contenere sia aspetti disimpegnati sia aspetti autocentrati =

attaccamento non classificato.

○ Madri il cui discorso durante l’intervista non è classificabile all’interno di una delle

categorie precedenti.

○ Rispondono seguendo un determinato stile durante un segmento del video, e ne

adottano uno differente in un altro segmento.

○ Non emerge quindi uno stile dominante

I tre aspetti si focalizzano sul modo in cui le madri discorrono, non sulle descrizioni che forniscono.

Le modalità di analizzare le interviste si focalizza su coerenza, qualità, contenuti specifici -->

intervista che segue le linee dell'AAI.

• Tema: si va a individuare le capacità di rappresentazione che sono attivate da caratteristiche

del bambino

Si considera sia il lato materno della relazione ma anche il contesto relazionale --> IN può essere

influenzata dalle caratteristiche di B.

Obiettivi terapeutici: per ogni situazione bisogna comprendere e adattare l'intervento alla relazione

e alla coppia B-G che si ha davanti

Punti di Forza materni: bisogna andare anche a vedere se la madre è in grado di comprendere i

propri errori e pregiudizi, mettendosi in discussione nella relazione.

Intervento breve, poche numeri di sedute, centrate sul commento delle interazioni video-

registrate --> il tp deve essere in grado di ascoltare IN, essere in grado di assistere le M nel

trattamento di per sé difficile, ma pieni di soddisfazioni, verso la capacità di vedere le cose dal punto

di vista del bambino. Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 102

Capitolo 1: Come costruire una formulazione della

relazione M-B

giovedì 4 gennaio 2018 12:56

Impiego della WMCI in un setting Clinico:

• Comprensione di una particolare relazione M-B.

• Fornire importanti indicatori sul trattamento.

WMCI, Zeenah:

Intervista semi-strutturata che valuta le rappresentazioni genitoriali rispetto ai propri figli. Presenta

un sistema di codifica che si basa sulla qualità della narrazione.

Usato in clinica per la pianificazione del trattamento.

• Focus: relazione M-B.

Le indagini inizisdi della WMCI sono simili aì

DANIEL & MADRE

Madre: 35 anni, professionista in congedo lavorativo, premipara, relazione coniugale difficile e

scarso supporto familiare.

Bambino: 3 mesi, disturbo del sonno, alimentazione e facilmente irritabile.

Intervento:

Focus della valutazione: relazione M-B, comprendere il significato dei comportamenti di B messi in

atto con M.

Valutazione dell'Interazione:

Prima: colloquio clinico.

Dopo: paradigma della Still-Face --> 4 episodi, 2' per ognuno.

1. Giocare-parlare con B: M risulta iper-stimolante e intrusiva --> B rivolge lo sguardo in un'altra

direzione.

2. Parlare-giocare con B al meglio delle proprie capacità.

3. Still-Face: unico momento B rivolge lo sguardo alla M per la prima volta, manca l'iper-

stimolazione.

4. Giocare-parlare con B in modo abituale.

Interazione che rappresenta l'opposto di ciò che si evidenzia in un'interazione normale.

• Bambino, invece, sembrava in grado di «impegnarsi» meglio con la madre quando questa si

trovava nella condizione della stili-face e, quindi, non poteva travolgerlo, sopraffacendolo con

stimolazioni eccessive.

Temi emersi dall'intervista:

• Stile auto-denigratorio materno: penso sempre che sono io che non ho fatto la cosa giusta, che

non gli ho dato il giocattolo giusto o non ho giocato con lui nel modo giusto; E’ che io non sono

una persona normale. Il problema è mio. Ho dei terrori irrazionali.

• Sentimenti di rifiuto da parte del figlio: Lui si attacca solamente a un seno. Non vuole prendere

entrambi.

• Mancanza di sostegno coniugale e familiare: E poi durante la gravidanza, devo dire che mi ha

deluso. Non, non vedeva l’ora che nascesse il bambino, ma non era davvero coinvolto nella

gravidanza.

• Desiderio di essere una M perfetta: E poi un’altra volta lo stavo prendendo dall’altalena e gli

ho fatto sbattere la testa sulla parte alta dell’altalena e allora per ventiquattr’ore mi sono

assolutamente convinta di avergli procurato un danno al cervello perché non piangeva più

dopo la botta; mi sono sentita come se gli avessi fatto venir fuori un disturbo o qualcosa del

genere…

• Ansia e preoccupazione:

• Rappresentazioni attuali della M delle proprie fig. di attaccamento: So che, come ho detto

prima, so che mia madre era molto arrabbiata. E’ cresciuta arrabbiata, ma anche lei quando è

felice, è felice. Suppongo che potrei dire che Daniel è come lei, questo è probabilmente vero

• Idealizzazione di B: Immagino che mi aspettassi un bambino tipo quelli delle pubblicità, sa. A

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 103

• Idealizzazione di B: Immagino che mi aspettassi un bambino tipo quelli delle pubblicità, sa. A

essere onesti, credevo che dormissero nelle tue braccia per circa 6-8 mesi

Valutazione:

Relazione M-B disturbata, le qualità adattive del legame sono offuscate dai problemi.

Entrambi i partner sperimentano una significativa sofferenza al trascorrere del tempo insieme.

Trattamento:

Psicoterapia G-B per 18 mesi.

Incoraggiamento dell'esplorazione attenta ai bisogni di B.

Chiarire e riaffermare i nodi problematici identificati durante la valutazione.

Identificare ed eliminare pattern di relazione ripetitivi con l'obiettivo di liberare il bambino dal

passato di M.

Esplorare e rivisitare i timori di M rispetto al futuro.

Conclusioni:

La WMCI è un'intervista sulle percezioni di G. può essere usata clinicamente come parte di un

approccio completo nella valutazione delle relazioni G-B.

• Strumento che aiuta a formulare una comprensione della problematica della diade, a

identificare i temi principali da affrontare nel corso del trattamento.

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 104

Capitolo 2: Tenere nella mente il mondo interno del

bambino

sabato 6 gennaio 2018 11:00

Valutazione dell'Insightfulness in madri e bambini in un programma terapeutico per età pre-

scolare.

Introduzione:

Definizione: IN è la capacità del genitore di fornire una fotografia emotivamente complessa e

accogliente del figlio, che includa un ampio spettro delle motivazioni appropriate al contesto, unita

alla capacità di aggiornare le rappresentazioni che si hanno.

• Insight: capacità di prendere in considerazioni le motivazioni da cui deriva il comportamento di

B.

• Visione complessiva del figlio: capacità di G di vedere il figlio come una persona completa, con

aspetti sia positivi sia negativi.

• Openess: disponibilità di G a essere aperto a nuove informazioni relative a B.

Aumento di IN di M verso il mondo interno di B è associato a una riduzione dei problemi

comportamentali del figlio.

• Favorisce lo sviluppo di caregiving sensibile, adeguato, ben regolato.

• Elemento significativo per lo sviluppo emotivo di B.

Mancanza di IN di M verso il mondo interno di B è correlata ad un aumento delle difficoltà

comportamentali del figlio --> fattore di rischio: riduce il senso di sicurezza, autostima, competenza e

adeguatezza dei bambini.

Insightfulness Assessment: metodo basato sulla ricerca per la valutazione dell'IN genitoriale.

• G e B sono videoregistrati in 3 contesti interattivi:

1. Compito di co-costruzione sul tema di separazione-unione.

2. Compito competitivo.

3. Compito del completamento delle storie.

• G visiona 3 brevi segmenti dell'interazioni video-registrati.

• G intervistati rispetto a pensieri e sentimenti che attribuiscono ai loro stessi figli.

• Fine intervista: 2 domande generali sulle principali caratteristiche di B e su cosa lo colpisce di B

come persona --> G deve motivare le proprie risposte con esempi concreti.

Classificazione in 4 gruppi:

1. IN positiva.

2. Non-IN unilaterale.

3. Non-IN disimpegnata.

4. Non-IN mista.

IN è inserita nello specifico contesto relazionale, influenzata da caratteristiche di B.

Programma terapeutico Children's Center, Utah:

Pre-scuola terapeutico per bambini accompagnato da un intervento con i genitori rispetto alle

difficoltà dei figli. I bambini partecipano al pre-scuola terapeutico in gruppi guidati da due terapeuti

infantili per tre ore al giorno, cinque giorni la settimana. Le madri seguono, separatamente dai figli,

sedute due volte la settimana, durante le quali sono affrontati i due volte la settimana, durante le

quali sono affrontati i problemi legati alle difficoltà dei bambini.

ANNA & TOM

• Anna, 38 anni, 7 figli.

• Tom, 5 anni, comportamenti aggressivi, disobbedienti, senza controllo.

Valutazione pre-trattamento

Anna è valutata come Non-IN unilaterale, le risposte erano incoerenti, unidimensionali, invase da

storie irrilevanti e spostamento dal focus richiesto a pensieri e sentimenti personali. Non riusciva a

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 105

storie irrilevanti e spostamento dal focus richiesto a pensieri e sentimenti personali. Non riusciva a

ottenere un'immagine di chi fosse Tom e perché si comportasse così. La maggior parte delle

osservazioni riguardo al bambino erano negative e nel descrivere le caratteristiche di Tom, Anna

comunicava rabbia, ostilità, preoccupazione, angoscia.

• Compito di co-costruzione: alla richiesta di sentimenti e pensieri di Tom durante lo

svolgimento del compito, traspare una difficoltà nel discutere del mondo interno del figlio.

Anna mostra una rappresentazione rigida di Tom e non lascia spazio per cogliere i comportamenti

positivi e inattesi di B, che non sono in linea con le sue aspettative negative.

• Tom: difficile sviluppare una rappresentazione di sé come degno di valore e capace di

raggiungere risultati positivi.

IN è una base essenziale per i comportamenti genitoriali sensibili, si può ipotizzare che la mancanza

di tale capacità emerge dall'interazione M-B.

Anna e Tom sono stati osservati durante una discussione riguardo le esperienze emotive di Tom. Fu

chiesto di co-costruire quattro storie autobiografiche relative a specifici eventi in cui il bambino si

era sentito felice, arrabbiato, spaventato e triste. Anche in questo compito, così come nelle risposte

alle domande dell’IA, gli aspetti centrali dell’interazione erano le attribuzioni negative materne,

l’ostilità verso il bambino, e la tendenza di Anna a concentrarsi sui propri sentimenti.

Obiettivi Terapeutici:

• Aiutare la madre a concentrarsi sui pensieri e sui sentimenti del figlio

• Esplorare le ragioni che sottendono il comportamento del bambino

• Sviluppare una visione più equilibrata di Tom come portatore sia di caratteristiche positive sia

negative

• Considerare il contesto in cui si manifestano i problemi comportamentali

• Imparare a rispondere ai comportamenti sfidanti di Tom con comprensione e accettazione

Punti di forza materni:

• Elevato coinvolgimento emotivo anche in presenza di ostilità e mancanza di accettazione.

• Openess verso Sé: capacità di auto-riflessione.

Valutazione Post-trattamento:

Nella valutazione post-trattamento le risposte di Anna alle domande IA erano molto diverse, e il suo

trascritto venne classificato Insightful.

• Descriveva Tom utilizzando un’ampia gamma di aggettivi, molti dei quali positivi, sostenendo

tali descrizioni con esempi vivi e credibili, tratti dalla vita quotidiana

• Riusciva ad assumere il punto di vista di Tom, andando oltre il comportamento problematico e

tentando di coglierne le ragioni sottostanti, inserendolo all’interno di un contesto preciso

• Se pensava al futuro di Tom, si concentrava sui suoi miglioramenti ed esprimeva felicità per le

nuove abilità del bambino, nonché fiducia nella capacità di quest’ultimo di farne un uso

positivo

• Era migliorata non solo la rappresentazione che aveva del bambino, ma anche l’accettazione

del suo comportamento.

Cambiamento positivo nella capacità di Anna di considerare il mondo interno del bambino. Grazie al

trattamento, è riuscita a caratterizzare il figlio in modo completo, aperto, e insightful. Il

cambiamento è chiaro non solo a livello rappresentativo, ma anche nelle interazioni con Tom.

DORIS & DEBRA:

• Doris.

• Debra: 5 anni, testarda, non collaborativa, manipolativa.

Valutazione pre-trattamento:

Doris valutata come non-IN unilaterale ostile. Marcata tendenza a concentrarsi solo su sé stessa

emergeva sia nell'intervista sia nelle interazioni con Debra. Alla richiesta di esempi sul

comportamento della bambina, emerge il ritiro dal conflitto con la figlia in quando non si sente in

grado di sostenerlo.

Doris attribuiva il comportamento di Debra al bisogno di controllo, alla testardaggine e al cattivo

temperamento, e come unica spiegazione delle problematiche della figlia trovava la sua stessa

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 106

temperamento, e come unica spiegazione delle problematiche della figlia trovava la sua stessa

personalità. Questo attribuire le difficoltà ad un’entità innata e precostituita ha limitato

l’opportunità d esplorare in modo più flessibile le fonti di disagio di Debra. Anche parlando dei suoi

sentimenti guardando i video, Doris si è mostrata incapace di prendere in considerazione la figlia e si

è concentrata su di sé

Punti di Forza Materni: complessità nel pensare a Debra, si accorge di aspetti positivi nella

testardaggine e iperattività della bambina.

Valutazione post-trattamento:

Le risposte di Doris durante l’intervista post-trattamento furono molto diverse da quelle che aveva

dato prima, e alla seconda intervista le fu attribuita una classificazione di insightfulness positiva. La

madre era diventata capace di cogliere la personalità multi-sfaccettata della bambina. La capacità di

fornire descrizioni complesse ha sicuramente aiutato.

• si nota come la descrizione di Debra non sia cambiata nel contenuto, viene descritta sempre

come una bambina energica e determinata a vincere, cambia però la spiegazione che la madre

dà di questo comportamento

Contrariamente ad Anna e Tom: cambiamenti dell'IN non hanno portato alle modifiche nelle

modalità di interagire con la bambina. Possibili spiegazioni:

• Cambiamenti nell'interazione si verificheranno in futuro.

• Intervista valuta solo il contributo materno --> interazione è tra i partner.

• Competenza di Doris potrebbe non essere sufficiente a portare cambiamenti sul piano

relazionale.

Conclusioni:

Si è visto che nei due casi riportati ci sono stati miglioramenti nella capacità di Insightfulness delle

madri.Nel suo campione Oppenheim ha notato che madri classificate come non-insightfulness

unilaterale riportavano miglioramenti maggiori post trattamento di madri non-insightfulness

disimpegnato.

• Si può concludere che il coinvolgimento e l’interesse verso i propri figli siano le basi per la

motivazione a collaborare con il terapeuta.

È importante:

• aiutare M a pensare alle motivazioni alla base dei comportamenti dei propri figli in modo

insightful.

• Prestare attenzione sia al contenuto delle descrizioni dei genitori riguardo loro stessi e i figli,

ma anche il modo in cui descrivono.

È probabile un miglioramento nelle madri unilaterali piuttosto che disimpegnate --> no

coinvolgimento emotivo, interesse, curiosità.

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 107

Capitolo 3: Intervento con bambini maltrattati e famiglie

adottive

sabato 6 gennaio 2018 12:40

Background del progetto di intervento:

Teoria dell'attaccamento: 4 assunti principali

1. Ruolo primario e funzione biologica dei legami emotivi e intimi tra individui.

2. Modalità di caregiving influenzano lo sviluppo della personalità del bambino.

3. Formazione di MOI che guidano aspettativa e pianificazione.

4. Attaccamento: aspetti sia di continuità sia essere soggetto a possibili trasformazioni (avversità,

situazioni favorevoli).

Trasmissione trans-generazionale delle diadi non correlate biologicamente: tutti i bambini

mostrano un aumento nei temi positivi dell'attaccamento dall'inizio del collocamento fino a dopo

uno /due anni dall'adozione + riduzione di temi negativi con il trascorrere del tempo nelle famiglie

adottive --> b traumatizzati: è più facile assumere nuove rappresentazioni positive, piuttosto che

migliorare quelle negative che continuano a esercitare la loro influenza.

Bambini adottati sono quelli con le storie più difficili: età, abuso, trascuratezza, situazioni altamente

problematiche, molteplici collocamenti.

Necessità di disporre servizi specializzati che possano aiutare i genitori e professionisti a rivolgersi a

particolari bisogni dei bambini.

The Adoption Intervention Study:

Si rivolge a G adottivi e ai loro B difficili da collocare.

Analizza i pattern inter-generazionali di attaccamento in G-B non legati biologicamente, importanza

su qualità dell'interazione come caratteristica centrale nella relazione di attaccamento.

Adozione: opportunità di osservare come si sviluppano nuove relazioni in b grande

precedentemente maltrattato.

Disegno di ricerca longitudinale.

Rappresentazioni genitoriali e infantili in interazione con nuove relazioni in via di sviluppo.

Primo incontro: G/B partecipano a un compito di co-costruzione; B partecipa allo story stem

assessment profile; G compila questionari (parenting stress index).

• Trascrizione delle narrazioni del completamento di storie; codifica dei dati del compito di co-

costruzione; codifica del questionario.

Valutazione del compito di Co-costruzione:

• Valutazione videoregistrata dell’interazione g/b in cui entrambi sono seduti intorno a una

tavolo e dispongono di blocchi di legno per costruzione.

• Consegna: “costruire qualcosa con il maggior numero di blocchi possibili” (tempo 5 minuti).

• Obiettivo: osservazione della diade nell’interazione in tempo reale à come stanno l’uno con

l’altro.

• Schema di codifica: vengono presi in considerazione frammenti di 10 secondi dell’interazione à

così è possibile dare spiegazione di cambiamenti sottili nel comportamento a livello implicito

non verbale e procedurale.

Approccio microanalitico: espressioni facciali, cambiamenti di sguardo, pattern di contatto.

Secondo incontro (dopo un mese):

Prima seduta di restituzione: focus sui temi predominanti emersi, in particolare sui contenuti

considerati più preoccupanti.

Terzo incontro (dopo due mesi):

Seconda restituzione: seguita dalla somministrazione dei questionari a G.

• I mesi trascorsi tra valutazione-restituzione-somministrazione consentivano di vedere se le

Sviluppo Socio-Affettivo Pagina 108


PAGINE

126

PESO

2.28 MB

AUTORE

nym.95

PUBBLICATO

9 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia dello sviluppo e dei processi educativi (Facoltà di Psicologia e di Scienze della Formazione)
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nym.95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo socio affettivo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Riva Crugnola Cristina.

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