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Sistema intersoggettivo

Lunedì 2 ottobre 2017 08:32

Comunicazione affettiva nella prima infanzia

  • La comunicazione affettiva del bambino, nel primo anno di vita, è funzionale a ottenere regolazione emotiva. Il bambino guarda la madre e vocalizza, in modo da connettersi, condividendo stati mentali ed emotivi.
  • M modula l'intensità dell'emozione di B → sicurezza emotiva e fisica.
  • Sistemi che possono intrecciarsi e avere diverse finalità → attaccamento + sistema intersoggettivo.
  • Schemi che si generano (legami di attaccamento + regolazione emotiva) → salienti per tutto il ciclo di vita.

La regolazione emotiva

  • Adeguata regolazione emotiva → fondamentale per:
    • Strutturazione della personalità.
    • Influenza su competenze sociali ed emotive.
    • Fattore di protezione per disagi psichici → problematiche di dis-regolazione precoce.
  • Nasce dall'interazione di:
    • Caratteristiche neurobiologiche e temperamentali.
    • Relazione con le figure di attaccamento + qualità di caregiving.
    • Pattern di attaccamento → forme di regolazione emotiva diadica sperimentata da B.

Trevarthen: intersoggettività

Primo anno: strutturazione e creazione del sistema intersoggettivo.

  • Intersoggettività primaria: condivisione + rispecchiamento + co-regolazione.
    • Competenza interattiva, socio-emotiva, del neonato fondata sul pre-adattamento alle relazioni con partner umano.
    • Competenza relazionale nei primi mesi di vita (imitazione) → competenza emotiva e socio-affettiva.
    • Preadattamento alle relazioni con il partner. La responsività della madre è legata alla capacità di riconoscere l'espressione di B e restituirla imitandola.
    • Elemento centrale per la costruzione del sé.

B comunica → M imita → B sta attento se M imita

Sistema comunicativo sulla condivisione di stati emotivi simili tra M e B.

  • Imitazione precoce: si struttura dai primi giorni ai primi mesi di vita, imitazione reciproca nella relazione tra B-G → relazione rispecchiante anche dalla M.
    • Responsività di M legata al riconoscimento e imitazione → aspetto centrale nella costruzione del sé.

Sviluppo socio-affettivo

  • Costruzione del sé.
    • Imitazione reciproca delle espressioni mimiche di B e apprezzamento di B dell'imitazione materna.
    • Mancanza di coordinazione e coinvolgimento con l'oggetto.
    • Comunicazione faccia-a-faccia: coregolazione dell'attenzione b-m.

Cicli di attenzione b/oggetto animato con orientamento reciproco, contatto attraverso il sorriso, sguardo, distoglimento. Alternanza dei turni del tipo di attività/pausa nelle situazioni di allattamento, scambio di vocalizzazione e sorrisi.

Struttura precoce conversazionale che si ripropone per tutto l'arco di vita. Proto-conversazioni: movimento delle labbra e della lingua, vocalizzazioni, movimenti delle mani, braccia, rotazione capo. B già a 10 settimane è in grado di imitare emozioni di base → gioia, collera, ecc.

Attenzione di B → cicli di attenzione e chiusura. Importanza dell'inserimento del C nella relazione, gestendo la ciclicità dei turni. Struttura precoce conversazionale.

Creazione di connessione emotiva → capacità di percepire ed essere consapevole di stati emotivi semplici propri ed altrui (affective self-counsciousness) con rispecchiamento materno → neonato consapevole del proprio sé in funzione dell'attenzione intenzionale dell'altro, del sentirsi oggetto dell'attenzione dell'altro.

Enfasi su rispecchiamento materno → B diventa "consapevole" a livello emotivo dei propri stati affettivi.

G deve avere attenzione a questi stati di B → mentalizzazione (genitore che riferisce a B stati emotivi).

  • Funzionalità:
    • Condivisione e coordinazione di stati emotivi con espansione di emozioni condivise e creazione dei primi nuclei affettivi del sé.
    • Essere connessi con: caregiver con funzione organizzante → mancanza di connessione genera disorganizzazione.
    • Schemi di essere con → guideranno le relazioni successive, base dei legami di attaccamento.

Creazione di schemi di essere, sperimentazione della condivisione di emozioni, → STERN, schema di essere con, schemi di aspettative legate alla relazione di Sé-altro.

  • Schemi importanti per la costruzione del modello di attaccamento.
    • Genitore → funzione organizzante.

SCHEMI DI ESSERE CON:

  • RIG, Stern: rappresentazioni delle interazioni che B ha con i suoi C, che riguardano diversi aspetti della relazione (nutrimento, accudimento, gioco).
  • Schematizzazione, tipizzazione delle diverse esperienze interattive precoci e degli affetti correlati attraverso strutture cognitive (script) intesi come sequenze di eventi vissuti in interazione.
  • Rappresentazioni Sé/altro: episodi prototipici di interazioni intense come reti di schemi di essere con, con diverse codifiche multipli.
  • La strutturazione precoce sono predittori dell'attaccamento (Stern → Beebe).

RIG → MOA (modelli operativi di attaccamento).

Schemi precoci della relazione sé-oggetto:

  • Creazione di modelli di interazione ricorrenti e prevedibili.
  • Base dei MOI di attaccamento.
  • Gli schemi interattivi valutati a 4 mesi → predicono attaccamento a 12 mesi.

CONOSCENZA RELAZIONALE IMPLICITA:

  • Non memoria consapevole ma struttura aspettative rispetto ad altro.
  • Rifiutante → riduzione delle espressioni proprie delle emozioni positive.

Secondo semestre

  • Intersoggettività secondaria: comunicazione referenziale + condivisione attività + oggetti.
    • 5-6 mesi → 9 mesi.
    • Condivisione di intenzioni + relazione a due → condivisione di significati preverbali tra B/C → si presuppone la capacità di B di costituire l'altro come soggetto di stati mentali (Tomasello).
    • Centrale figura dell'adulto e dell'attenzione. Interesse dell'oggetto → comunicazione su oggetti e attività → da relazione primaria a due, a relazione secondaria a tre.
      • Co-orientazione visiva.
      • Giochi sociali convenzionali.
      • Modalità comunicative di richiesta e dichiarazione.
  • Faccia a faccia → esplorazione visiva dell'ambiente → coordinamento e relazione con oggetti e partner umano.
  • Condivisione delle emozioni:
    • Social Referencing: B utilizza l'espressione del volto di M per interpretare stimoli ambientali non conosciuti.
    • Sintonizzazione affettiva: M imita in modo trans-modale utilizzando un canale espressivo e sensoriale diverso da quello di B.
  • Condivisione di Attività:
    • 5-6 mesi: rottura del rapporto FtoF → prevale esplorazione ambiente. Diminuzione sguardi verso M → aumento esplorazione visiva ambiente.
    • 9 mesi: inizio coordinamento relazione con oggetti/relazione con partner umano con condivisione dell'attenzione verso l'oggetto.
  • Stern, Sintonizzazione affettiva → M imita e cambia canale espressivo.
  • Differenze di relazione tra MADRE-BAMBINO e PADRE-BAMBINO.
  • Intersoggettività secondaria in correlazione con la coordinazione visiva → tema centrale. Da co-regolazione a coordinazione, B attira l'attenzione di M non su di sé ma sull'oggetto. M-C condividono attenzione sullo stesso oggetto, sia condivisione di significati sia di emozioni e affetti.
  • Caregiver segue visivamente l'attività di B. Capacità di framing di C. Base della comunicazione verbale. Modalità di comunicazione pre-linguistica → B già attribuisce delle intenzioni all'adulto, e sono intenzioni in cui si ha l'idea della condivisione dell'attenzione e dell'intenzione per la coordinazione con un oggetto.
  • RICHIESTA: comunicazione triangolare, adulto deve intervenire nella relazione tra B e O → mostrare, indicare, stabilire un contatto visivo in relazione all'oggetto per farlo funzionare (8 mesi).
  • DICHIARATIVA: adulto deve condividere l'attenzione, non l'intervento nella relazione → mostrare, porgere, indicare, stabilire contatto visivo in relazione a un oggetto per condividere con l'adulto l'attenzione sull'oggetto.
  • Giochi sociali convenzionali → format con dei ruoli. Condivisione di un'attività complessa con adulto. Costruzione condivisa di significati pre-linguistici. Azione congiunta → regole come argomento. Facilitazione della comunicazione linguistica e scambio verbale. M con funzione di tutoring/scaffolding → sostegno orientamento verso esplorazione, uso, oggetti.
  • Differenze tra M-B e P-B → il livello di intensità di emozioni è maggiore nella relazione con P, anche se sembra essere meno in grado di mettere in atto comportamenti di framing. Rispetto alle interazioni con M, P favorisce la stimolazione fisica, e B ha delle risposte più "ampie".
  • Emergere della comunicazione linguistica, modulazione dell'intersoggettività. Condivisione si rinforza dal dialogo. Nomina delle emozioni come elemento fondamentale per l'espressione e utilizzo del linguaggio delle emozioni.

Condivisione emotiva e sistema intersoggettivo

  • Dopo i 3 anni → condivisione attraverso la narrazione degli stati emotivi a partner significativi.
  • Adulti:
    • Condivisione sociale primaria → social sharing, di episodi emotivi salienti +/- con un interlocutore.
    • Condivisione sociale secondaria → espansione a raggiera della condivisione dal primo a nuovi interlocutori.

In sintesi

  • Competenza relazionale emergente fin dai primi mesi di vita.
  • Schemi precoci di interazioni con l'altro: essere con.
  • Importanza delle prime esperienze interattive e relazionali per la formazione del sé, legami di attaccamento.
  • Conoscenza relazionale implicita che guida le esperienze successive.

Siegler, 1999: forme di memoria

Memoria implicita procedurale

  • Implicata nella creazione di RIG, MOI, schemi sé-altro.
  • Modelli mentali che possono influenzare l'esperienza relazionale a livello inconsapevole.
  • Sapere relazionale implicito.
  • Non richiede attenzione conscia.
  • Amigdala, corteccia percettiva, motoria, nuclei della base.
  • Presente alla nascita.
  • Non verbale.
  • Prima di consapevolezza.
  • Comprende: memoria comportamentale, somato-sensoriale, emotiva, percettiva.
  • Struttura: schemi comportamentali e di interazione.

Memoria esplicita dichiarativa

  • Sviluppa dal secondo anno.
  • Associata all'esperienza di ricordo.
  • Memoria semantica + autobiografica/episodica. Associate a senso di sé e del tempo.
  • Attenzione conscia.
  • Ippocampo, CPF.

Emde: affetti e sviluppo

  • Regolatori delle relazioni interpersonali attraverso la comunicazione.
  • Strutture motivazionali interiorizzate che guidano il comportamento → garantiscono continuità di esistenza.
  • Nucleo affettivo pre-verbale del sé: schematizzazione/internalizzazione delle esperienze interattive precoci centrate sulla condivisione di affetti e significati.
  • Importanza: emozioni positive condivise per sorgere in B empatia, comportamenti riparativi, competenze sociali legate a reciprocità.

Daniel Stern: come conciliare bambino clinico e bambino osservato?

  • Senso del sé preverbale:
    • Organizza sviluppo infantile.
    • Correlazione con dati di ricerca.
    • Principio di organizzazione dell'esperienza soggettiva del soggetto precedente alla coscienza auto-riflessiva.
    • Garanzia di continuità dell'esistenza.
  • Senso del sé emergente, 0-2 mesi:
    • Primi nuclei del sé infantile fondato sulle competenze percettive, motorie, dialogiche di B.
    • Interesse per stimoli esterni → preferenze per determinati stimoli.
    • Schemi di oggetti: 3-4 mesi.
    • Percezione intermodale → accoppiamento → esperienze tattili, visive, auditive.
    • Capacità relazionale emergente → pianto, sorriso, espressione/riconoscimento emozioni, imitazione.
  • Senso del sé nucleare, 2-7 mesi:
    • Coincide con intersoggettività primaria → interazioni FtoF tra B-M.
    • Esperienza di sé-con-altro → altro come regolatore del sé.
  • Senso del sé intersoggettivo, 7-15 mesi:
    • Intersoggettività secondaria.
    • Condivisione di intenzioni, significati pre-verbali tra B e C.
    • Co-orientazione visiva.
    • Giochi sociali convenzionali.
    • Modalità comunicative richiestive e dichiarative.
  • Senso del sé verbale:
    • Sorgere auto-consapevolezza del sé + acquisizione gioco simbolico e linguaggio.
    • Nuovo modo di essere con l'altro attraverso la condivisione del linguaggio.
    • Frattura tra esperienza verbale e pre-verbale del sé.
    • Difficoltà a tradurre a livello linguistico precedenti esperienze relative a sé nucleare e intersoggettivo.

RIG: formazione di schemi di interazione che si depositano in memoria procedurale e che guidano le successive aspettative cognitive ed emotive rispetto all'interazione.

Regolazione emotiva

Mercoledì 4 ottobre 2017 08:45

Secondo livello di comunicazione: regolazione delle emozioni

Strutturazione della regolazione emotiva con il C nel primo anno di vita: DIADICO → TRIADICO → AUTOREGOLAZIONE.

3/4 mesi → regolazione emotiva nella still face, comunicazione molto precoce.

Definizione: capacità di mantenere l'organizzazione comportamentale a fronte di elevati livelli di tensione mobilitati da emozioni positive e negative; competenze precoci di regolazione del bambino presenti fin dai primi mesi (etero-auto/regolatorie).

  • Bambino come sistema auto-organizzato con competenze precoci a livello percettivo, cognitivo, comunicazione affettiva.
  • Sia per bambini sia per adulti → capacità adattiva, la gestione di stati di arousal molto intensi sono di difficile gestione in tutte le situazioni di vita.
  • L'osservazione di bambini di 2/3 mesi, hanno delle piccole capacità di autoregolazione (Tronick).
    • Competenze di regolazione precoce: autoregolazione (distogliere lo sguardo) e etero-regolazione (pianto, attivazione dell'intervento del caregiver).

Tronik, Still Face

  1. Episodio: interazione baseline con il bambino, interazione normale.
    1. Comunicazione normale.
  2. Episodio: mantenimento dell'espressione immobile, né espressione negativa né positiva, anche se B sollecita l'interazione.
    1. B tende a intensificare la sua comunicazione → vocalizzazione e gestualità, mette in atto condotte di etero-comunicazione.
    2. B inizia manovre di autoregolazione → mano, dita in bocca, se più grande, manipolazione del seggiolone.
    3. Possibilità di pianto.
  3. Episodio: ritorno alla baseline.
    1. B inizialmente piagnucola, ma torna interattivo, esprimendo espressioni affettive, ma mantiene una natura ambivalente → memoria dell'evento.

B a 3/4 mesi è in grado di codificare le espressioni materne e, al momento del bisogno, è in grado di regolarsi (anche se per poco tempo) → si sfocia comunque in disorganizzazione. ETERO REGOLAZIONE → AUTO REGOLAZIONE → DISORGANIZZAZIONE.

Necessità di intervento e responsività del caregiver. Madri con depressioni non sono responsive, si possono andare ad analizzare gli effetti. Se la M non risponde, il bambino diventa inespresso, disorganizzato, nei casi di mancanza di risposta → mancanza di regolazione emotiva, importanza per la formazione del sé corporeo, comportamento.

IMPORTANZA FONDAMENTALE DELLA COMUNICAZIONE:

  1. ESSERE INSIEME CON.
  2. OTTENERE SICUREZZA EMOTIVA, ATTRAVERSO LA CONDOTTA DI ETERO REGOLAZIONE.

Neonato come:

  • Sistema che tende all'autoregolazione e organizzazione.
  • Tende alla connessione con l'altro → stati intersoggettivi con i partner con condivisione di emozioni e significati, con condotte eteroregolatorie funzionali all'attaccamento.

Comportamenti regolatori autodiretti

  • Esperienze emotive stressanti: positive (ipereccitazione) negative (inespressione) → bambino ricorre a comportamenti autoregolatori: auto-consolatorio, auto-stimolatorio.
    • Succhiare il pollice.
    • Distogliere lo sguardo.
    • Dondolarsi, stringersi con braccia.
    • Toccarsi parti del viso.
  • Se reiterati → difese di tipo patologico che riducono interesse per ambiente e madre.

Comportamenti regolatori eterodiretti

  • Manifestazioni di affetti (+/-) che sollecitano in M funzioni regolatorie.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nym.95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo socio affettivo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Riva Crugnola Cristina.
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