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Radici della teoria dell'attaccamento

Il pensiero di Bowlby

Il pensiero di Bowlby si colloca in un modello relazionale della mente. Per Bowlby, in primo piano troviamo la qualità dell’accudimento, la disponibilità e la capacità di risposta materna. La relazione del bambino con il mondo è determinata da:

  • Fantasie inconsce
  • Modelli operativi interni che includono elementi affettivi, cognitivi e comportamentali legati all’esperienza

La qualità delle cure parentali che il bambino riceve nei suoi primi anni di vita è fondamentale per la sua futura salute mentale. Le prime osservazioni di questo tipo vennero fatte da Spitz, che studiò gli effetti sui bambini molto piccoli della separazione dai genitori, descrivendo la sindrome dell’ospedalismo. Studiò anche il fenomeno dei bambini lasciati nella nursery per il primo anno di vita, dando a tale fenomeno il nome di depressione anaclitica. Questi bambini apparivano chiusi in se stessi, depressi, e mostravano minore resistenza alle infezioni. Spitz attribuì a tali quadri clinici l’esperienza di perdita della madre, anche se riconduceva l’effetto di tale perdita al fatto che ciò interferisse con la possibilità di scaricare le proprie pulsioni libidiche e aggressive.

In collaborazione con Robertson, Bowlby distinse tre momenti nelle reazioni del bambino di fronte alla perdita della madre:

  • Fase di protesta: Dopo la separazione, in un primo momento, il bambino si angoscia e tenta di riavere la madre.
  • Fase di disperazione: Il bambino mostra un senso di impotenza, nulla sembra interessargli.
  • Fase di distacco: Miglioramento. Quando la madre torna, qualcosa non va, il bambino non mostra piacere nel rivederla, la ignora o la respinge.

Basi biologiche dell'attaccamento

Bowlby si rivolse a scoperte che venivano dall’etologia, interessandosi così alla comparazione con ciò che avveniva in altre specie animali. Egli si ricollegò agli esperimenti di Harrow (scimmie e mamme morbide o di ferro con biberon) e notò che il legame che si sviluppa fra il piccolo e la madre dura nel tempo e la sua rottura provoca disturbi psicologici. Il comportamento di attaccamento del piccolo si manifestava tramite i suoi tentativi di ricerca della vicinanza. Se la madre dà risposte adeguate, il piccolo sviluppa un forte senso di sicurezza. Se la madre non dà cure adeguate, provoca effetti drammatici.

Tramite Harrow, Bowlby formulò l’amore interessato alle relazioni oggettuali, secondo cui il bambino si attacca alla madre perché questa soddisfa alcuni suoi bisogni fisiologici. Fu così che la teoria dell’attaccamento integrò l’approccio etologico, la psicobiologia, la teoria dei sistemi di controllo e la teoria piagetiana.

La teoria dell'attaccamento

Bowlby teorizzò che il bambino possiede una predisposizione a sviluppare un legame di attaccamento nei confronti di una sola persona che si prende cura di lui: Monotropismo. Questa predisposizione è geneticamente determinata e trasmessa perché funzionale alla sopravvivenza. La separazione del piccolo dalla madre può portare a conseguenze fatali. Alla nascita e durante le prime fasi dello sviluppo, i cuccioli sono predisposti a mantenersi vicino agli adulti. Molti riflessi del neonato testimoniano questa funzione ereditaria.

L’attaccamento forma un sistema organizzato e per spiegarlo Bowlby si rifà alla teoria dei sistemi di controllo dell’ingegneria. L'attaccamento è visto come un sistema comportamentale di controllo orientato allo scopo, come un’organizzazione interna all’individuo in cui l’obiettivo primario è quello di mantenere/ricercare la vicinanza e il contatto con una persona considerata figura di attaccamento. I cuccioli umani devono essere forniti di un sistema comportamentale stabile che promuove la vicinanza al caregiver ed è sufficiente a facilitare la protezione genitoriale.

Questo sistema è bilanciato con un sistema comportamentale complementare dell’adulto che ha la stessa funzione. Questo sistema non è sempre attivo, rimane silente nelle situazioni sicure in cui il bambino percepisce l’ambiente come noto e la figura di attaccamento presente. Si attivano in questi momenti altri sistemi comportamentali.

Esistono molte cause che rappresentano una minaccia e determinano l’attivazione del sistema di attaccamento:

  • Fattori organici
  • Fattori ambientali
  • Assenza e allontanamento

La disattivazione del sistema avviene nel momento in cui il bambino raggiunge il suo scopo. L’organizzazione di questo sistema inizia nelle fasi precoci della vita del bambino e raggiunge la sua piena maturazione al termine del primo anno di vita.

Fasi nello sviluppo del sistema durante il primo anno

  • Fase iniziale: Pre-attaccamento, orientamento a segnali, senza discriminazione di figure. Comincia alla nascita e va avanti per qualche settimana. Il bambino è più responsivo agli stimoli che provengono dagli esseri umani. Si orienta verso la persona che gli viene vicino, dotato di una serie di sistemi di segnalazione finalizzati ad avvicinare le persone e favorirne vicinanza e contatto. Si comporta allo stesso modo verso tutte le persone che interagiscono con lui con modalità analoghe. Schemi mentali primitivi e limitati a esperienze interne. Tale fase termina quando il bambino è capace di discriminare le persone e di distinguere la madre dalle altre.
  • Fase della costruzione dell’attaccamento: Orientamento e segnali verso una o più figure discriminate. Il bambino impara a discriminare tra una figura e l’altra.
  • Fase dell’attaccamento ben delineato: Mantenimento della vicinanza a una figura discriminata per mezzo della locomozione e dei segnali. Il comportamento più importante è la locomozione, importante anche per lo sviluppo del sistema di attaccamento. Insorgenza di comportamenti adatti allo scopo coincide con l’acquisizione dell’abilità di distinguere fra il mezzo e il fine delle azioni. Il raggiungimento di un completo attaccamento si ha solo quando il bambino raggiunge la consapevolezza della permanenza dell’oggetto.
  • Fase attaccamento organizzato: Nascita della competenza relazionale come consapevolezza dei bisogni dell’altro. Riduzione della dimensione egocentrica. Bowlby sostiene che solo quando questo livello evolutivo è raggiunto, madre e figlio sviluppano un tipo di relazione più complessa: partnership. Il punto centrale della teoria bowlbiana è il fatto che l’attaccamento è una costruzione relazionale in cui la persona e il contesto sono considerati inseparabili.

La "strange situation" e le tipologie dell’attaccamento

È stata Mary Ainsworth ad aver messo a punto una procedura semi-sperimentale per la raccolta di dati chiamata "Strange Situation". Questa permette di esaminare il comportamento di attaccamento, il comportamento esplorativo e il comportamento affiliativo. Sul piano operativo, consiste in una seduta di 20 minuti divisa in otto episodi. L’intera procedura viene videoregistrata e classificata in base alle reazioni del bambino riguardo alla separazione e alla riunione con la madre.

I più recenti sviluppi della ricerca: Baby Watchers e la continuità/discontinuità dei pattern di attaccamento

La possibilità di misurare la qualità della relazione madre-bambino è stata incrementata dal lavoro dei "baby watchers". Negli studi condotti da Tronick e Gianino, viene espresso come anche le diadi che mostrano un pattern di attaccamento sicuro non riescano a funzionare bene nel 100% del tempo. Nei normali scambi interattivi, i bambini sono coinvolti in un tipo di interazione con il caregiver caratterizzato dalla fiduciosa speranza di essere capiti e, nel migliore dei casi, dalla possibilità di sapere quali meccanismi riparativi debbano essere messi in atto nel caso in cui questo non accada.

Il fatto che il bambino venga stimolato ad identificare una corretta strategia comportamentale può aiutarlo a conoscere cosa funziona e cosa no. Questo può rappresentare un elemento strutturante il sentimento di fiducia in se stesso, il senso di coesione interna e la sicurezza dell’attaccamento. All’interno di quelle diadi in cui i difetti di sintonizzazione sono troppo frequenti, i bambini subiscono frustrazioni troppo grandi che generano in loro un senso di sfiducia inducendoli a desistere da qualunque tentativo di ricercare una migliore armonia interattiva. I pattern precoci d’interazione madre-bambino contribuiscono alla costruzione del mondo interno del bambino.

Attaccamento e funzione riflessiva

Intenzionalità: Capacità di capire se stessi e gli altri in termini di stati mentali. Permette di dare significato e di anticipare le azioni degli altri. È inoltre la possibilità di attribuire uno stato emotivo e cognitivo agli altri che rende il loro comportamento prevedibile per l’individuo.

La funzione riflessiva riguarda l’acquisizione di quella capacità che permette al bambino di rispondere al comportamento degli altri e alla propria concezione dei loro pensieri. Permette di costruire una teoria della mente degli altri attraverso la capacità di attribuire agli altri degli stati mentali. La disponibilità di una figura di accudimento capace di riflessione aumenta la probabilità del bambino di sviluppare un attaccamento sicuro.

Mentre in una situazione di dissociazione vista come una perdita, il soggetto è consapevole della presenza dello stimolo ma non può essere consapevole della consapevolezza, perché l’impatto psicologico dello stimolo non viene concepito. Così, il significato dello stimolo viene perduto e il contesto associativo all’interno del quale può essere collocata l’esperienza non è disponibile per il soggetto. Quindi si ha un’esperienza non mentalizzata.

La mente del bambino è come un contenitore; si costruisce tramite un altro contenitore che è la mente della mamma. In questa, il bambino trova l’immagine di sé e di un contenuto; attribuzioni di significato che la mamma gli fornisce tramite il rispecchiamento delle sue espressioni facciali che rappresenta un’acquisizione evolutiva fondamentale in termini di capacità di controllo sulle emozioni. Se fallisce tale funzione riflessiva materna, il bambino cercherà altre modalità di contenimento dei propri pensieri; tali alternative possono dar luogo a molte soluzioni patologiche, come quella di prendere parti della mente dell’altro come proprio sé.

Se la madre non fallisce e riflette sul contenuto della propria mente e su quella del figlio, il bambino svilupperà una differenziazione tra la realtà esterna e quella interna. Quando la ricerca del bambino di essere rispecchiato fallisce, si verificherà un collasso delle strategie di attaccamento.

I modelli operativi interni

La continuità e la ripetizione delle relazioni implicano l’esistenza negli individui della capacità di interiorizzare e perpetuare modelli di relazione. Gli esseri umani possiedono due diversi tipi di modelli del mondo circostante che consentono loro predizioni corrette:

  • Modello ambientale: Informa sulle cose/aspetti del mondo.
  • Modello organismico: Riguarda l’individuo nei suoi rapporti con gli altri e con l’ambiente.

I modelli operativi interni sono ordinati gerarchicamente. Si basano sulle esperienze passate, sulle aspettative relative alla disponibilità di risposta nella figura di attaccamento e sulle anticipazioni relative al proprio comportamento e al proprio sé, in relazione con la figura di attaccamento in situazioni di sconforto.

The Adult Attachment Interview (AAI)

AAI: Tramite tale intervista si prova ad individuare le dinamiche attraverso cui i modelli operativi interni dei genitori influenzano lo stile di attaccamento del figlio e il suo modo di rappresentare se stesso e le persone significative. Si configura come un’intervista semistrutturata di un’ora circa volta a valutare lo stato mentale di un adulto rispetto all’attaccamento.

Le tipologie dell’attaccamento AAI

  • Categoria F: Individui sicuri/autonomi: Trovano facile ricordare ed esplorare attraverso il dialogo e il pensiero riflessivo la loro storia di attaccamento. La presentazione e la valutazione delle esperienze correlate all’attaccamento sono coerenti e pertinenti. Qui vengono denotati due sottogruppi: 1) individui cresciuti in un contesto familiare stabile e supportivo. 2) individui che hanno avuto esperienze difficili nell’infanzia ma che sono attualmente riflessivi mostrando elasticità di pensiero.
  • Categoria DS: Individui distanziati: Individui predisposti ad afferm
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Martab_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Tani Franca.
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