Sviluppo
Lo sviluppo è un insieme di processi grazie ai quali gli organismi crescono e cambiano nel corso della loro vita. È un processo di cambiamento che continua per tutta la vita e non è un processo lineare. È costituito da processi di maturazione, che includono mutamenti biologici del nostro corpo, e di apprendimento, come i bambini che giocano a calcio e, dopo molta pratica, diventano professionisti.
Psicologia dello sviluppo
La psicologia dello sviluppo è lo studio scientifico dei mutamenti che gli individui subiscono nel corso dell'esistenza.
Comportamentismo
Comportamentismo: secondo Watson, la psicologia deve avere come oggetto di studio il comportamento, e le informazioni devono essere riportate in modo oggettivo. Il comportamento umano è influenzato dall'ambiente e l'apprendimento si basa su due tipi di condizionamento:
- Condizionamento classico: presentando ad un cane il cibo, seguito da un suono, la sua salivazione può essere attivata anche solo all’udire il suono.
- Condizionamento operante: un ratto viene messo in una gabbia nella quale c’è una leva che, se toccata, fa sì che arrivi cibo. Dopo numerose prove, il topo impara. Si modifica l’ambiente ai fini di raggiungere uno scopo.
Rinforzo e punizione
Rinforzo positivo: ricevere qualcosa di gratificante che aumenta la frequenza del comportamento desiderato.
Rinforzo negativo: ricevere la sospensione di una condizione negativa a seguito del comportamento desiderato (es. punizione perché non si ha voglia di studiare, riduco punizione, invoglio a studiare).
Punizione: ricevere qualcosa di sgradevole/spiacevole a seguito del comportamento che si vuole estinguere.
Problem solving (psicologia cognitiva)
Studiando come gli individui risolvono i problemi, riusciamo a capire come ragionano e quindi come funziona il pensiero. Bruner dedicò molti scritti ad esso.
Metodi di ricerca
La psicologia dello sviluppo studia i cambiamenti che avvengono in funzione dell’età. È possibile fare ciò tramite due differenti disegni di ricerca:
- Disegni di ricerca longitudinali: lo stesso gruppo di bambini viene studiato per un periodo attraverso osservazioni e valutazioni ripetute nel tempo (possono durare anche 10 anni).
- Disegni di ricerca trasversali: confrontano gruppi di bambini di età diverse (ricerca più rapida).
Disegni longitudinali-sequenziali: gruppi di soggetti di età diversa seguiti longitudinalmente finché l’età di ciascun gruppo non si sovrappone parzialmente all’età che i gruppi d’età successivi avevano all’inizio della ricerca.
Quasi esperimenti
Un esempio di quasi esperimenti è sapere se gli alunni che studiano nel primo pomeriggio apprendono meglio. La variabile indipendente è l’orario di studio, mentre la variabile dipendente è il rendimento. Per essere sicuri che è la variabile indipendente a causare un effetto, gli sperimentatori creano due gruppi: gruppo sperimentale e di controllo. Al primo è permesso di modificare la variabile, al secondo no. Se si manifestano cambiamenti nella variabile dipendente solo nel primo gruppo, l’ipotesi è verificata; se si verificano in entrambi, i cambiamenti non sono dovuti alle manipolazioni della variabile indipendente. Questi vengono chiamati quasi esperimenti perché:
- I due gruppi non sono perfettamente equivalenti.
- Le situazioni sono create ad hoc, non si possono generalizzare i risultati nella vita quotidiana.
Osservazione
Permette di cogliere il massimo delle informazioni di un dato fenomeno:
- Osservazione naturalistica: condotta in modo da non influenzare il comportamento del soggetto (metodo dispendioso).
- Osservazione controllata: in cui lo sperimentatore fornisce stimoli per evocare i comportamenti che vuole studiare. (I suoi interventi possono modificare la situazione.)
Questionari e interviste
Possono essere utilizzati per analizzare idee, esperienze, motivazioni o per chiedere agli adulti informazioni. L’intervista richiede che il bambino possieda un’adeguata produzione e comprensione linguistica (no meno 3-4 anni). Il questionario richiede adeguate capacità di lettura e scrittura.
Il colloquio clinico e/o critico di tipo piagiato
Secondo lui bisogna partire da domande spontanee del bambino per poi iniziare il colloquio:
- Risposta purchessia: la domanda annoia il fanciullo, risposta data tanto per accontentare.
- Fabulazione: stimola il bambino a raccontare una storia.
- Suggerita: già nella domanda viene suggerita la risposta.
- Provocata: risponde con riflessione, senza suggerimenti.
- Spontanea: il bambino non ha bisogno di ragionare per rispondere. La conoscenza è già acquisita.
Sensazione e percezione
Sensazione: avviene quando gli stimoli esterni vengono a contatto con i nostri recettori sensoriali (presenti negli occhi, orecchie, naso, pelle, lingua).
Percezione: interpretazione di ciò che viene sentito (le onde sonore possono essere interpretate come melodia o rumore, un sapore come dolce o amaro).
Controversie sullo sviluppo percettivo
Arricchimento: la stimolazione sensoriale è vaga e confusa. Per interpretare gli input bisogna utilizzare gli schemi cognitivi posseduti (Piaget).
Differenziazione: gli organi di senso mandano informazioni precise al cervello che rivela i tratti più salienti (Gibson e teoria della Gestalt).
Le conoscenze riguardo allo sviluppo percettivo sono recenti (50 anni) perché:
- Non è facile condurre esperimenti con neonati.
- Non è possibile somministrare loro compiti che richiedono istruzioni verbali, ci si deve basare solo sulle risposte agli stimoli emesse spontaneamente.
- I loro tempi di attenzione sono molto brevi.
- Hanno una grande varietà neuro-comportamentale. Passano dalla veglia al sonno, al pianto. Gli indici comportamentali usati dagli studiosi sono: il movimento degli occhi, della testa, delle mani/piedi, il succhiare.
Metodi di valutazione delle capacità percettive nei neonati
Ci sono diversi metodi:
- Metodo della preferenza: i bambini vengono osservati quando gli vengono presentati simultaneamente due stimoli per vedere quale stimolo guardano e per quanto tempo. Il bambino può preferirne uno piuttosto che un altro solo se riesce a notarne le differenze (es. se gli metto davanti due palle, una verde e una rossa, e il bambino fissa di più quella rossa, vuol dire che preferisce un colore e che quindi percepisce i colori).
- Metodo dell’abituazione: gli viene presentato uno stimolo (un oggetto, un suono) per un determinato numero di volte. All’inizio, risponde allo stimolo (o fissa l’oggetto e volge la testa verso il suono), poi riduce la risposta mostrando meno interesse. Gli viene presentato allora uno stimolo nuovo. Se lo percepisce come diverso dal primo, torna a mettere in atto la sua risposta comportamentale nei suoi confronti. Capiamo quindi se percepisce o no le forme, ad esempio.
- Metodo del condizionamento: si insegna al bambino a rispondere in un determinato modo ad uno stimolo. Gli si presenta poi un nuovo stimolo, si valuta se risponde in maniera condizionata o se lo discrimina differenziando la risposta.
- Metodo del potenziale evocato: vengono presentati stimoli e registrate le onde cerebrali prodotte. Se il bambino avverte gli stimoli, ci sarà un mutamento nella forma delle onde.
- Metodo del succhiotto: speciale succhiotto che ha all’interno un elettrodo il quale registra mutamenti nella velocità di suzione.
Queste tecniche, insieme ad altre, hanno dimostrato che non solo il neonato, ma anche il feto nella pancia, ha notevoli abilità percettive.
La percezione visiva
Gli occhi di un bambino sono sensibili alla luce quando ancora si trova all’interno del grembo. Alla nascita, il suo apparato visivo è immaturo:
- Reagisce alla luce, ma la sua acuità visiva è circa 40 volte inferiore a quella di un adulto.
- Riesce a mettere a fuoco oggetti che si trovano a circa 25 cm da lui (distanza del volto della mamma quando viene allattato).
- È in grado di compiere movimenti oculari (di seguire uno stimolo che si sposta, anche se per pochi secondi).
- A pochi giorni dalla nascita è in grado di distinguere il volto della mamma.
Dopo pochi giorni:
- Preferisce oggetti grandi, in movimento, curvilinei, complessi.
- Si concentra sui contorni e gli angoli (non le parti interne).
Primi mesi:
- Fin dal primo mese sono in grado di percepire i colori; a 3 mesi riescono a differenziare tra rosso, verde e blu. A quattro mesi la percezione dei colori è simile a quella di un adulto.
- Le capacità percettive, l’esplorazione visiva, l’acuità e la messa a fuoco migliorano.
- Riescono a mettere a fuoco oggetti a 150 cm da loro (2/3 mesi).
- Non si concentrano più solo sull’esterno (2 mesi).
- Riconoscono che un oggetto è sempre lo stesso anche se non si trova alla stessa distanza (percezione della costanza della forma e della dimensione) (2 mesi).
- Hanno la percezione della distanza, tridimensionalità e profondità (5/6 mesi): esperimento del precipizio visivo di Walk e Gibson (1960): i bambini vennero messi sopra una lastra di vetro al di sotto della quale era stata disposta una tappezzeria a quadri che a un certo punto finiva. A terra, sotto il vetro, venne posta una tappezzeria identica in modo da creare l’impressione di un precipizio. I bambini non passano il punto del precipizio.
- Migliora l’acuità visiva, è simile a quella dell’adulto (4/8 mesi).
Percezione uditiva
La configurazione anatomica dell’orecchio non consente la trasmissione efficace delle vibrazioni sonore. Il feto negli ultimi due mesi di gravidanza è in grado di udire i suoni. Infatti, nel primo giorno di vita, avendo udito la voce della mamma, sono in grado di discriminarla da quella di altre persone. Un altro suono percepito dal feto è il battito cardiaco della mamma e tendono a succhiare al ritmo che permette loro di sentirlo. Se prima della nascita gli viene letto un racconto, per almeno 6 settimane, dopo la nascita lo preferiscono ad un altro racconto.
Primi giorni:
- Discrimina i suoni: distingue i suoni umani da altri tipi di suoni, la voce della mamma.
Sei mesi:
- Capace di percepire suoni a bassa frequenza.
- Migliora l’abilità di localizzazione di un suono.
Percezione gustativa e olfattiva
Buone fin dal primo giorno di vita: preferiscono il gusto dolce a quello amaro (gustativa). È particolarmente sensibile all’odore del latte materno. Sa distinguerlo da quello di altre donne (olfattiva).
A 4 mesi: cominciano a preferire i gusti salati.
Il sincretismo percettivo infantile
Fenomeno per cui la percezione della struttura d'insieme ostacola l'individuazione delle singole parti. Il bambino ha difficoltà nell’analizzare strutture unitarie.
Esperimento di Heiss e Sander (1948): si chiedeva ad alcuni partecipanti (3-19 anni) di sostituire un elemento inserito in una certa struttura con un altro elemento della stessa forma presente in un altro insieme. Furono divisi in due gruppi: quelli del primo dovevano trovare l’elemento in un insieme non organizzato, quelli del secondo in un insieme organizzato. Fu più facile trovare l’elemento per quelli del primo gruppo (soprattutto per i bambini sotto i 7 anni). Ci impiegarono circa la metà del tempo.
Memoria
La memoria è un insieme delle abilità che permettono a un individuo di immagazzinare, mantenere nel tempo e rievocare informazioni ed esperienze. La memoria agisce attraverso 3 processi fondamentali:
- Codifica: attraverso questo processo lo stimolo viene acquisito e tradotto in una rappresentazione interna.
- Immagazzinamento: le rappresentazioni (informazioni) vengono collocate in modo da essere recuperate per un determinato periodo di tempo (anche attraverso strategie).
- Recupero delle informazioni: è possibile accedere alle informazioni immagazzinate.
Ci possono essere delle carenze a ciascun livello: un evento può essere codificato solo parzialmente, oppure non risulta possibile recuperarlo anche se immagazzinato. Sulla base del tempo di permanenza delle informazioni nel magazzino, possiamo parlare di memoria a lungo termine e memoria a breve termine.
Memoria a breve termine
È un sistema di memoria con una limitata capacità temporale di ritenzione delle informazioni (circa 15-30 secondi), che può aumentare se vengono utilizzate delle strategie. La capienza di questo magazzino è molto ridotta.
Memoria a lungo termine
Permette di ricordare una quantità molto ampia di informazioni per un periodo illimitato:
- Memoria esplicita: memoria consapevole di fatti.
- Memoria semantica: contiene la conoscenza su parole, significati, regole.
- Memoria episodica: si riferisce a ricordi di episodi specifici.
- Memoria implicita: è priva di ricostruzione consapevole e consiste nel ricordo di capacità e procedimenti routinari che vengono eseguiti automaticamente (es. andare in bici).
Memoria di lavoro
La memoria di lavoro è composta da 4 componenti:
- L’esecutivo centrale
- Il loop fonologico
- Il taccuino visuo-spaziale
- Il buffer episodico
Il loop fonologico e il taccuino visuo-spaziale sono come due magazzini a breve termine specializzati nel processare e manipolare quantità limitate di informazioni di carattere fonologico verbale.
Paradigmi utilizzati per lo studio della memoria nei primi anni di vita
È necessario elaborare alcuni paradigmi sperimentali per lo studio della memoria nei primi anni di vita perché il bambino è in grado di compiere una gamma limitata di azioni e non può ancora parlare.
Paradigma della giostrina
Utilizzato per studiare la memoria nei bambini tra 2 e 6 mesi: il bambino viene messo sdraiato in una culla con una giostrina mobile sopra di lui. Viene collegata al suo piede tramite un nastro (fase di training). Dopo un po’, il bambino impara che muovendo il piede, è in grado di riprodurre il movimento della giostra. Il bambino memorizza questo schema di azione e lo ripete anche quando il piede non è più collegato (fase di test). Per studiare la memoria, tra le due fasi viene fatto passare un po’ di tempo. Se il bambino, rivedendo la giostra, scalcia, vuol dire che ricorda l’esperienza.
Imitazione differita
In un compito di imitazione differita viene valutata la capacità di riprodurre un’azione o una sequenza, prodotta dallo sperimentatore dopo un certo intervallo di tempo. Gli studi hanno dimostrato che:
- I neonati di 6 settimane sono in grado di imitare certe espressioni facciali anche 24 ore dopo.
- A 6 mesi sono in grado di imitare una sequenza di suoni.
Lo sviluppo della memoria nei primi anni di vita
I bambini più grandi:
- Hanno bisogno di meno tempo per immagazzinare le informazioni.
- Ricordano più a lungo.
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