Lezione 9: Rapporti intergruppi
Cos'è un gruppo?
- Cos’è un gruppo?
- Cosa si intende per comportamento intergruppi?
- Gli studi dei campi estivi di Sherif e la teoria del conflitto realistico
- Gli esperimenti con i gruppi minimali di Tajfel e la teoria dell'identità sociale
Un gruppo è un insieme di individui definito da:
- Un Destino comune (Lewin, 1948)
- Una Struttura sociale (Sherif & Sherif, 1969)
- Un’Interazione faccia a faccia (Bales, 1950)
- Un gruppo esiste quando due o più individui si definiscono come membri della medesima categoria sociale (Tajfel, 1981).
- E quando la sua esistenza è riconosciuta da almeno un’altra persona (Brown, 2005).
Quindi, adottando la definizione di Turner e Tajfel, un gruppo psicologico è concettualizzato come:
- Psicologicamente significativo per i suoi membri;
- Con esso i membri si confrontano per valutare se stessi, le proprie abilità, prestazioni, opinioni, ecc.;
- Da esso derivano le regole, i criteri e le credenze relative a comportamenti e atteggiamenti appropriati;
- Al gruppo privatamente si accetta di appartenere;
- Il gruppo influenza atteggiamenti e comportamenti.
Il gruppo psicologico è un gruppo di riferimento (positivo), non semplicemente un gruppo di appartenenza, cioè un gruppo nel quale si è oggettivamente inclusi, ma un gruppo soggettivamente importante nel determinare il comportamento.
Cos'è il comportamento intergruppi?
Per studiare i processi di gruppo (intragruppo e intergruppi) è fondamentale distinguere il funzionamento psicologico degli individui come singoli, da una parte, e come membri di gruppo, dall’altra. Infatti, le percezioni, i modi di pensare, le motivazioni, le emozioni e i comportamenti possono cambiare quando le persone si percepiscono (si vedono/pensano a se stesse e agli altri) come individui singoli (“io”) rispetto a quando si percepiscono (sé e gli altri) come membri di un gruppo (“noi” vs. “loro”).
- Continuum interpersonale-intergruppi (Tajfel, 1981)
Es. due fidanzati a cena
Rapporti intergruppi: spiegazioni della discriminazione intergruppi
Il conflitto, la competizione e la discriminazione tra i gruppi, gli stereotipi negativi e il pregiudizio verso una categoria sociale sono fenomeni pervasivi nella vita sociale. Questi fenomeni riguardano non solo i rapporti tra gruppi avvantaggiati (dominanti; alto status) vs svantaggiati (subordinati; basso status) nella società (ad es., minoranze etniche, religiose, disabili, senzatetto) ma qualsiasi distinzione noi vs. loro.
Ingroup bias (o favoritismo per l’ingroup): la tendenza sistematica a favorire il gruppo di appartenenza, nelle percezioni, nei giudizi e valutazioni e nel comportamento.
N.B. Definizioni di Bias (o differenziazione) intergruppi
- Discriminazione: un comportamento ingiusto o ingiustificato nei confronti di una persona sulla base della sua appartenenza di gruppo, che quindi svantaggia o danneggia i membri di tale gruppo rispetto ad altri gruppi.
- Pregiudizio: corrisponde a una valutazione (atteggiamento)/orientamento generale negativo verso un gruppo e i suoi membri.
- Stereotipo: insieme di specifiche credenze e caratteristiche considerate tipiche e associate a un gruppo e ai suoi membri.
Perché si verificano fenomeni di discriminazione a favore del proprio gruppo e contro gruppi estranei?
Come si sviluppa l’aggressività verso l’outgroup? Da cosa nascono il pregiudizio e gli stereotipi negativi?
La Teoria del conflitto realistico e gli studi dei 'campi estivi' Sherif (1966)
La teoria del conflitto realistico - Sherif (1966)
Ambito teorico
- Come sorgono i conflitti
- Come essi si svolgono
- Come si risolvono
- Gruppi di uguale potere
- Risoluzione dei conflitti
Assunzione: La teoria è basata su una visione razionale del genere umano. Si assume che i conflitti tra i gruppi sorgano dalla competizione per scarse risorse. Il punto centrale della teoria di Sherif è che il conflitto tra i gruppi sorge quando c'è competizione per risorse limitate.