Cap. 1 – Dalle teorie alle ipotesi: la nascita di una ricerca
La nascita dell'argomento e l'analisi della letteratura
La ricerca nasce dalla curiosità e dal desiderio di conoscenza, uniti alla voglia di contribuire con qualcosa di nuovo e originale agli studi già messi in atto e presenti nel settore scientifico in cui il ricercatore stesso opera, o talvolta dal desiderio di rendere più precisi, criticare o apportare eventuali modifiche ai dati di studi già conclusi. Fondamentale è la scelta dell'argomento da prendere in analisi, che può non essere una scelta facile quanto ci si aspetterebbe. L'argomento, infatti, è la base da cui si svilupperanno in seguito tutti gli studi che comporranno la nostra ricerca. Per questo motivo, il ricercatore è tenuto a documentarsi con cura e precisione circa l'argomento che intende scegliere, gli studi a esso già associati e i ricercatori che se ne sono occupati.
Inizialmente siamo quindi tenuti a procedere a una ricerca bibliografica e allo studio delle teorie già esistenti circa l'argomento preso in considerazione, analizzandone i principi, i dati di verifica, gli approcci metodologici e riscontrandone eventuali lacune. La prima parte della presentazione della ricerca deve, infatti, consistere in una rassegna aggiornata della letteratura sulla teoria di riferimento, modelli derivati e ipotesi dedotte e verificate o disconfermate sull'argomento.
Dalla teoria al modello
Una volta individuata la teoria di riferimento, è opportuno che la ricerca proceda verso la formulazione delle ipotesi e la loro verifica, attraverso la mediazione di un modello. La differenza tra teoria e modello sta nel fatto che la teoria ha caratteristiche ideali da cui non si possono dedurre ipotesi empiriche da verificare, mentre il modello contiene tutte le condizioni considerate per la messa a punto della teoria, esposte in modo esplicito, chiaro e preciso, così da consentirne la verifica. Il modello rende note le variabili essenziali da considerare e consente così di operazionalizzare, ossia rendere verificabili, le ipotesi di ricerca.
Ipotesi diverse, contenute nello stesso modello, possono rilevare e prendere in esame variabili diverse, con conseguenti modalità e risultati empirici diversi. Ogni ipotesi può articolare il modello in modo diverso, estendendolo a situazioni e condizioni diverse per definirne un concreto raggio di applicazione e pertanto dalla stessa teoria possono derivare diversi modelli. La convalida del modello è garantita dal ripetersi degli stessi risultati ottenuti verificando le stesse ipotesi con diversi gruppi di analisi e, inoltre, è generalizzata e corroborata dal concretizzarsi delle ipotesi in diverse condizioni contestuali e spazio-temporali.
La definizione delle variabili e la formulazione del piano di ricerca
Il piano di ricerca è l'insieme di tutti i dati riguardanti la ricerca: la procedura per la verifica delle ipotesi, gli strumenti che s'intende utilizzare, i dati in possesso del ricercatore e quelli da rilevare, le variabili da prendere in considerazione e qualunque altro dettaglio riguardante la ricerca che s'intende portare avanti. La formulazione del piano di ricerca consiste appunto nell'operare tutte le scelte riguardanti modalità, procedura, strumentazione e dati da prendere in analisi.
Variabile è qualsiasi caratteristica che può assumere valori diversi, che possono essere misurati. In una ricerca esistono due tipi di variabili:
- Variabili indipendenti – tutte le variabili in grado di influenzare le condizioni della ricerca e le caratteristiche dell'oggetto preso in esame. Non dipendono da altre variabili e sono controllate e manipolate direttamente dallo sperimentatore.
- Variabili dipendenti – tutte le variabili che subiscono l'influenza delle variabili indipendenti e variano in funzione di queste. Lo sperimentatore si limita a osservarle e valutarle per verificare eventuali ipotesi.
Inoltre, esiste un terzo tipo di variabili dette variabili intervenienti, o di disturbo, che sono tutte quelle variabili che intervengono per disturbare il rapporto tra variabili indipendenti e variabili dipendenti e possono compromettere i risultati della verifica.
La ricerca studia l'interazione tra le variabili. L'ipotesi definisce i termini d'interazione, le procedure metodologiche controllano gli effetti spuri (=effetti di distorsione) delle variabili intervenienti, il disegno della ricerca coordina tra loro tutti gli elementi in un piano articolato e coerente che garantisce le corrette deduzioni riguardanti i dati e le ipotesi di ricerca.
- Piani di ricerca in cui è possibile manipolare le variabili indipendenti con un controllo preciso sulle variabili intervenienti:
- Studi di laboratorio
- Studi di psicofisiologia clinica
- Uso di test psicodiagnostici standardizzati
- Simulazioni su computer
- Piani di ricerca in cui non è possibile manipolare le variabili indipendenti:
- Sperimentazioni applicative
- Ricerche con gruppi precostituiti e non creati dallo sperimentatore (età, genere, ecc)
- Piani di ricerca in cui è possibile manipolare le variabili indipendenti, ma il grado di controllo delle variabili intervenienti è limitato:
- Ricerche demoscopiche (=indagini statistiche sull'opinione pubblica)
- Metodo osservativo stimolato (utilizzato da Piaget)
- Ricerche mediante role-playing
- Piani di ricerca in cui non è possibile alcuna manipolazione né controllo delle variabili:
- Ricerche di osservazione delle interazioni sociali
- Analisi di videoregistrazioni
- Ricerche etologiche
Cap. 2 – Il modello sperimentale
Le condizioni sperimentali
La scelta delle condizioni sperimentali è alla base di ogni esperimento e riguarda la scelta della qualità e della quantità dei livelli della variabile indipendente da prendere in considerazione. Ogni variazione nel livello della variabile indipendente crea una condizione sperimentale apportando modifiche alla condizione precedente. Una variazione alla condizione sperimentale di base crea due condizioni sperimentali e così via. Per poter trarre delle conclusioni è necessario avere almeno due condizioni sperimentali, ossia due diverse varianti della variabile indipendente. Quando si hanno troppe condizioni sperimentali, bisogna ridurle al minimo indispensabile per poter verificare l'ipotesi.
Manipolazione e controllo delle variabili
La presenza di variabili indipendenti è necessaria per la progettazione di un disegno, pertanto queste sono anche chiamate variabili di disegno. Queste variabili possono essere manipolate dallo sperimentatore, ma a tal fine devono essere operazionalizzate, ossia descritte con definizioni precise e concrete. Anche le variabili dipendenti devono essere operazionalizzate per poter verificare gli effetti su queste prodotti dalle variabili indipendenti.
In alcuni casi il ricercatore può operare una manipolazione diretta sulla variabile indipendente, ad esempio tramite la somministrazione ripetuta di uno stimolo. Anche in questo caso, però, il ricercatore non può operare del tutto arbitrariamente nella scelta dei valori da assegnare alla variabile, poiché deve tener conto del fatto che talvolta valori troppo elevati o troppo bassi possono operare variazioni sulla variabile che comportano la comparsa di variabili intervenienti. In altri casi, invece, non è possibile modificare direttamente i valori della variabile indipendente, ma è possibile modificarne il relativo livello. Si può in questi casi categorizzare i livelli della variabile, o mettere i valori della variabile stessa in relazione con quelli di altre variabili, o variare le istruzioni date all'oggetto preso in esame. In ogni caso, è sempre necessario munirsi di un indicatore che possa tenere sotto controllo l'affidabilità della manipolazione.
Cap. 3 – I disegni sperimentali e il controllo
Procedure di controllo
Le procedure di controllo sono tutte le procedure ritenute necessarie per tenere sotto controllo le possibili variabili intervenienti che potrebbero generare errori rispetto alle deduzioni tratte dai dati osservati, riducendo così la validità dell'esperimento. Rientrano in questa categoria due tipi di controllo basilari, strettamente legati tra loro:
- L'esperimento di controllo è un esperimento preso come punto di riferimento per i dati, le condizioni e le varianti della variabile indipendente presa in considerazione. Un vero e proprio punto di riferimento con cui confrontare tutti gli esperimenti successivi. In quest'ambito è possibile, ad esempio, effettuare un controllo between groups, ossia tra i gruppi assegnati alla stessa variante della variabile indipendente, o within group, ossia tra i membri dello stesso gruppo.
- Il controllo sperimentale è invece il limitare o controllare i possibili elementi di disturbo, così da poter attribuire gli effetti osservati sulla variabile dipendente solo e soltanto alla variabile indipendente.
Gli sperimentatori hanno, inoltre, a disposizione diverse strategie di controllo categorizzate in strategie generali e strategie specifiche di controllo. Tra le strategie generali di controllo troviamo:
- Situazione di ricerca come preparato – si riferisce al controllo esercitato dal ricercatore sull'organizzazione della situazione di ricerca, ossia sulla scelta del contesto, degli strumenti, della manipolazione e di tutto ciò che riguarda la preparazione alla sperimentazione.
- Controllo di laboratorio – si riferisce alla scelta del luogo più adatto a permettere di eliminare o controllare le possibili variabili intervenienti e a condurre la sperimentazione. Può essere definito laboratorio qualunque ambiente che consenta di controllare le variabili d'interesse di una particolare ricerca. Il luogo scelto deve anche consentire allo sperimentatore di controllare le caratteristiche di richiesta, ossia tutti gli indizi presenti nella situazione che potrebbero indurre il soggetto preso in esame a comprendere lo scopo dell'esperimento o la procedura.
- Scelta della strumentazione – si riferisce alla scelta degli strumenti che si utilizzeranno per rilevare le variabili prese in esame. Le caratteristiche indispensabili che lo strumento deve possedere sono:
- Oggettività rispetto al giudizio dello sperimentatore
- Affidabilità dei risultati a prescindere da variazioni momentanee
- Validità della misurazione rispetto alla variabile presa in esame
- Sensibilità rispetto alla variazione dei livelli della variabile
- Ripetizione della ricerca – si riferisce alla ripetizione dell'esperimento per verificare l'attendibilità e l'affidabilità dei dati ottenuti. La ripetizione può essere esatta, ossia fedele all'originale, o sistematica, ossia ripetuta apportando modifiche all'originale.
Tra le strategie specifiche di controllo troviamo invece:
- Selezione del campione – si riferisce alla scelta di un gruppo di lavoro con determinate caratteristiche, definito appunto campione. Il termine si riferisce in particolare a una parte della popolazione di riferimento della ricerca, ossia a tutti i soggetti potenzialmente reperibili per l'esperimento. La popolazione accessibile, quindi, è quella parte della popolazione bersaglio da cui si estrae il campione per la ricerca. Il campione deve essere necessariamente rappresentativo della popolazione di riferimento dell'esperimento, altrimenti i risultati non potranno essere estesi a questa. Esistono vari metodi di campionamento:
- Campionamenti probabilistici – ogni elemento della popolazione ha le stesse probabilità di essere scelto, si mira a campioni che rispecchino le caratteristiche essenziali della popolazione;
- Campionamenti non probabilistici – gli elementi della popolazione non hanno le stesse probabilità di essere scelti, si mira a campioni di specifiche categorie di variabili. In questo caso si rischia di incorrere in bias (errori sistematici) che possono distorcere i risultati;
- Campionamento casuale – gli elementi della popolazione sono scelti in modo del tutto casuale e con la stessa probabilità di estrazione;
- Campionamento casuale stratificato – la popolazione è suddivisa in sottopopolazioni e raggruppamenti in base ad una o più variabili rilevanti per la ricerca e in seguito gli elementi sono scelti tramite estrazione da tali raggruppamenti. Si ricorre a questo tipo di campionamento quando non è possibile avere di base un campione numeroso.
- Assegnazione dei soggetti alle condizioni sperimentali – si riferisce alla necessità di controllare il modo in cui i soggetti dell'esperimento sono assegnati ai gruppi sperimentali per poter meglio controllare le variabili di disturbo. Come per il campionamento, esistono diversi metodi anche per l'assegnazione:
- Assegnazione casuale, o randomizzata – i soggetti sono estratti casualmente per ogni condizione sperimentale;
- Pareggiamento – tutti i gruppi sono resi simili rispetto alla variabile presa in considerazione dallo sperimentatore;
- Appaiamento, o matching – in ogni gruppo è presente un ugual numero di soggetti con le stesse caratteristiche preesistenti, rendendo così tutti i gruppi perfettamente equivalenti;
- Controllo degli effetti di ordine e sequenza – si riferisce al fatto che durante la ripetizione consecutiva di uno stesso esperimento seppure in condizioni diverse, possa crearsi una situazione di apprendimento, in cui i soggetti imparano a gestire la prova o la comprendono meglio.
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