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Riassunto esame Metodologia della ricerca psicologica, libro consigliato Metodologia della ricerca psicosociale, Boca, Ruggieri, Ingoglia, (2007)

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Esame di Psicologia della ricerca psicosociale docente Prof. P. Faraci

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IPOTESI

Sono asserzioni considerate temporaneamente vere, che

esplicitano la relazione tra due eventi osservabili e che

possono dirsi scientificamente solo se passibili di verifica

empirica.

TEORIE ------------------- SPERIMENTAZIONE

|

IPOTESI

LE IPOTESI ESEMPI:

-Prendiamo a titolo di esempio l’ipotesi seguente:

esiste la vita extraterrestre e “piccoli omini verdi”, prima di

distruggerci completamente, stanno inviandoci onde

elettromagnetiche per comunicare con noi.

Essa è certamente un’ipotesi, ma non è una buona ipotesi

scientifica dato che, allo stato attuale delle cose, non esiste

uno strumento adatto alla ricezione e decodifica di

messaggi da vite extraterrestri. Potrà essere “vera” o

“falsa” ma non è, in ogni caso, verificabile in questo

momento storico-scientifico.

LE IPOTESI: TIPOLOGIE

IPOTESI GENERALE (TEORICA O DI ALTO LIVELLO) : non

 direttamente verificabile perché ad un livello elevato di

elevato livello di

astrazione; (si collocano al più

astrazione, qui abbiamo i concetti ampi, generali e

astratti, variabili latenti. Fase preopreazionale, non è

avvenuta l’operazionalità.

IPOTESI DI RICERCA (EMPIRICA O DI BASSO LIVELLO):

 più circoscritte e aderenti alle finalità della ricerca,

indicano variabili osservabili e specifiche relazioni tra

variabile

queste; (ai concetti vengono sostituite le

direttamente osservabili, si pongono come il risultato

della traduzione della teoria in operazioni concrete).

IPOTESI STATISTICHE: determinano se i fatti

 empiricamente osservati confermano o respingono

l’ipotesi di ricerca; (ipotesi di lavoro, statistiche perché

sono quelle in cui vengono chiamate in gioco le analisi

statistiche utili per verificare i dati per verificare o

confutare le ipotesi di partenza; sono ipotesi ancora più

specifiche):

-ipotesi nulla: postula che la relazione tra variabili

osservabili sia accidentale, quindi attribuita al caso;

(relazione accidentale)

-ipotesi alternativa: presuppone che la relazione sia

(caratteristica

veritiera, immagine identica della realtà.

della realtà) (direzionabilità: nesso causale).

IPOTESI “AD HOC”: “fatte a posta”, riformulazione delle

 ipotesi eventualmente formulate dal ricercatore a

conclusione dello studio di ricerca, parziale destinata a

render conto dei risultati inattesi, quando le ipotesi non

trovano conferma nei dati ottenuti: (danno delle

spiegazioni alternative ai risultati ottenuti)

-ammissibili: ampliano i concetti sviluppando aspetti

(contenuti poco analizzabili)

poco analizzati

-inammissibili: difesa ad oltranza di un approccio

(difesa di un approccio teorico)

teorico

TIPOLOGIE DI IPOTESI (ESEMPI)

IPOTESI TEORICA: “Se le persone subiscono una

 frustrazione, allora divengono aggressive”.

IPOTESI EMPIRICHE: “Se un telefono pubblico non

 restituisce la moneta all’utente, allora metterà in atto

dei comportamenti distruttivi nei confronti del telefono

stesso”.

IPOTESI STATISTICA:

 -ipotesi nulla (H0): “La frustrazione non ha effetto

sull’aggressività: le due variabili sono indipendenti”.

-ipotesi alternativa (H1): “La frustrazione ha effetti

sull’aggressività: all’aumentare del livello di

frustrazione, aumenta il livello di aggressività”.

H0: afferma la mancanza dell’effetto ipotizzato.

H1 : afferma la presenza di tale effetto.

Le 2 ipotesi si escludono a vicenda.

CAPITOLO 3: LA VALIDITA’ DELLA RICERCA E LE MODALITA’ DI

CONTROLLO

Una ricerca può dirsi valido quando i risultati a cui perviene

sono un’autentica rappresentazione della realtà. La validità

di un’indagine consiste nell’esattezza delle conclusioni cui

la ricerca perviene. Questo accade quando il ricercatore ha

la possibilità di controllare tutti i fattori intervenienti, i

fattori di disturbo che rendono meno autentiche le

conclusioni della ricerca.

Obiettivo: ottenere risultati sufficientemente validi.

Attenzione: tenere sotto controllo TUTTI i fattori di disturbo

è impossibile. all’ideale di controllo completo,

Si può solo tendere in

conclusioni

maniera tale da fare in modo che le di ricerca

realtà.

rispecchino il più possibile la

1) La necessità di giungere a inferenze valide:

l’obiettivo di ogni indagine è quello di giungere a

conclusioni valide. Il compito del ricercatore consiste nel

mettere in atto una serie di strategie di controllo sui vari

fattori di disturbo. Più il ricercatore ha la possibilità di

tenere sotto controllo le variabili intervenienti,

diminuiscono i fattori di disturbo e un aumento di validità

della ricerca.

Relazione di tipo causale: Causa ed effetto, legame reale.

Intervenire per annullare

La validità nella ricerca scientifica può essere definita come

la migliore approssimazione alla realtà, perché il ricercatore

non tiene sotto controllo in maniera totale le variabili

intervenienti.

Possiamo identificare 5 tipi di validità di una ricerca,

ognuno dei quali analizza problemi differenti che possono

intervenire nella realizzazione empirica di qualsiasi

indagine. Presentate da Cook e Campbell (definizione delle

varie validità, minacce, strategie per contrastare le

minacce):

1. Validità interna: eliminare gli errori e i disturbi. (La più

importante fra tutte, la validità interna e esterna

stanno in un rapporto complementare

DOMANDE: i risultati rispecchiano realmente il

fenomeno studiato, oppure dipendono da variabili

interveniente a mascherare o alterare la realtà dei

fatti? (quanto i risultati della ricerca rispecchiano la

realtà? Valida quando il ricercatore conclude che la

variabile che ha individuato come causa di un fenomeno

sia effettivamente quella, e si tiene sotto controllo le

variabili intervenienti o parassite).

Concerne il grado di coerenza tra i risultati della ricerca

ed i suoi obiettivi di partenza. La forma più importante

di validità di una ricerca: solo se ha la ricerca rende

un’immagine autentica del problema studiato ha senso

valutarne gli altri tipi di validità. I risultati rispecchiano

realmente il fenomeno studiato, oppure dipendono da

variabili intervenute a mascherare o alterare la realtà

dei fatti?

MINACCE ALLA VALIDITA’ INTERNA:

Le fluttuazioni degli strumenti usati per valutare i

 comportamenti: determinato dalla tipologia degli

strumenti che in psicologia usiamo per misurare i

nostri costrutti (es. test). Tentare di utilizzare

sempre gli stessi strumenti.

La somministrazione ripetuta di misure agli stessi

 soggetti: effetto “memorizzazione”, i soggetti

possono ricordarsi le risposte date alla prima

somministrazione e ripetere le stesse risposte.

“Metodo delle forme parallele” simile

somministrazione, ma le domande non sono

espresse in maniera uguale. “Effetto

addestramento”, risultato dell’esercizio.

I procedimenti di selezione dei soggetti: maniera

 in cui scelgo i soggetti che fanno parte della

ricerca.

La regressione statistica delle misure ottenute:

 fenomeno che si risolve, i soggetti che ottengono

punteggi alti o bassi a una prova, nelle misurazioni

successive si stabilizzano verso la media del

punteggio del gruppo. Studiato nell’ambito della

psicologia dell’educazione. Si prende un gruppo di

controllo da associare a un gruppo sperimentale e

si fanno dei confronti.

I fattori storici: eventi che possono accadono al di

 fuori della ricerca che riguardano la vita

quotidiana e possono andare ad interferire sulla

variabile interveniente della ricerca che si

individua come causa del fenomeno.

I fattori maturazionali (biologici: fame, fatica;

 psicologici: stanchezza, motivazione, noia,

interesse)

La perdita differenziale dei soggetti (mortalità

 sperimentale): fa riferimento che durante la

raccolta dati perdiamo dei soggetti perché non

hanno più voglia di partecipare alla ricerca. Si

possono accorciare i tempi della ricerca. Si può

scegliere di prendere un numero di soggetti più

numerosi in partenza, così se perdo qualcuno chi

rimane è sufficiente per condurre la ricerca.

2. Validità esterna: il problema della generalizzazione.

(Capacità che i risultati che io ottengo in una ricerca

siano estendibili).

DOMANDE: le deduzioni tratte dai dati possono essere

generalizzate al di là del contesto e degli individui su

cui sono state condotte le osservazioni? (es. fenomeni

aggregativi degli adolescenti, i risultati che ottengono

saranno diversi in base a dove prendo in considerazione

i gruppi adolescenziali). Ci chiediamo se la relazione

funzionale osservata tra variabili si ripresenterà nella

stessa forma in altri contesti, su altri soggetti e in altre

situazioni, se i nostri risultati sono generalizzabili. Tale

processo di generalizzazione fa riferimento a soggetti,

tempi e circostanza diversi da quelli specificamente

studiati nell’indagine:

-Validità della popolazione: generalizzare i risultati

che io ottengo sul mio campione di partecipanti alla

popolazione da cui il campione è stato estratto.

-Validità temporale: studio in un determinato tempo

e ho la possibilità di dire che quelli studi sono

generalizzabile in un tempo.

-Validità ambientale: fa riferimento alla possibilità di

estendere la mia ricerca ad altre situazioni e contesti.

ESEMPIO: fenomeni aggregativi adolescenti.

MINACCE ALLA VALIDITA’ ESTERNA:

 Minacce alla validità della popolazione: (indagine

su ratti bianchi, studenti universitari, volontari:

perché spesso non ci sono soldi per condurre una

ricerca, la caratteristica che fa la differenza è il

livello di motivazione).

 Minacce alla validità temporale: (variazioni

stagionali: -a tempo fisso: (che si presentano

sempre alla stessa maniera e io posso prevedere),

-a tempo variabile, -variazione cicliche: (fanno

riferimento ai cambiamenti che possono avvenire

all’interno dell’individuo stesso, a livello organico e

fisiologico), -variazioni personologiche:

(caratteristiche che possono cambiare, che fanno

riferimento a tratti di personalità).

 Minacce legate alle caratteristiche della

valutazione: (la reattività della valutazione (il fatto

che il soggetto si sente osservato durante la

ricerca può comportare diverse risposte), la

sensibilizzazione al test (fa riferimento al pre-test),

il momento della misurazione).

 Minacce legate alla situazione di raccolta dati:

(artificialità del luogo, stranezze delle richieste,

rapporto ricercatore-soggetto).

ESEMPIO: relazione aggressività e violenza in

televisione (ripreso Miller).

IPOTESI: “La fruizione di programmi televisivi violenti

da parte di bambini aumenta i loro comportamenti

aggressivi” (Liebert e Baron, 1972). (La stranezza di far

osservare a un bambino cose violenze e il bambino

pensa che si possa osservare qualcosa di violento

perché gli è stato detto da un adulto e poi l’ambiente

dove vede questo film è un laboratorio e no casa,

questo è strano, l’aggressività può essere studiata in

questo modo è un po' assurdo).

3. Validità di costrutto: dalla teoria ai dati e dai dati alla

teoria. (Generalizzare alla teoria di riferimento, fa

riferimento all’operazionalizzazione dei concetti quindi

delle teorie in variabili empiriche, comportamentali

direttamente osservabili).

DOMANDA: Le operazioni di manipolazione ed

osservazione dei fenomeni si riferiscono effettivamente

ai costrutti teorici cui la ricerca da riferimento?

La validità di costrutto riguarda l’interpretazione delle

relazioni causali osservate, in termini di estendibilità

delle conclusioni alla teoria di riferimento. Quanto è

stata corretta l’opreazionalizzazione del costrutto ad

opera del ricercatore? L’operazionalizzazione

inadeguata della variabile concettuale.

4. Validità statistica: la valutazione quantitativa dei dati.

Si ottiene attraverso l’applicazione delle tecniche

statistiche che ci permettono di ottenere i risultati.

DOMANDA: esiste una relazione tra le variabili oggetto

di studio? Questi risultati sono stabili o dipendono da

fluttuazioni casuali dei dati (es. lotto e giornali).

La validità statistica consente di escludere che la

relazione funzionale osservata tra due variabili sia

dovuta al caso. Che si tratti di una relazione accidentale

o causale lo si scoprirà sottoponendo i dati ad

test psicometrici

opportuni test statistici. I sono quelli

che vengono somministrati per raccogliere

test statistici

informazioni. I sono le tecniche

dell’analisi dei dati che si utilizzano per ottenere i

risultati. La validità statistica è quella che si verifica

quando attraverso l’utilizzo degli opportuni test

specifici il ricercatore ha la possibilità di verificare che

il risultato della propria ricerca rispecchiano il

fenomeno osservato e non sono attribuiti al caso. Il

calcolo delle probabilità e l’inferenza statistica sono le

vie che consentono di accertare la validità statistica

sono le vie che consentono di accertare la validità

statistica di una ricerca.

ESEMPIO: lotto e giornali.

Minacce alla validità statistica:

-bassa potenza statistica: la potenza statistica è legata

alla numerosità campionaria. Bassa potenza statistica

quando ho un numero esiguo di soggetti.

-violazione degli assunti di base:

-variabilità d’errore: presenza per esempio dell’errore

casuale.

5. Validità ecologica: quanto dista la ricerca dalla

“realtà”. È legata alla validità esterna.

DOMANDA: i risultati della ricerca mostrano ciò che

succede nella realtà o sono invece il frutto degli

artefatti creati al fine di rendere il fenomeno oggetto di

studio indagine in una situazione controllata?

La validità ecologica riguarda la corrispondenza fra le

condizioni della ricerca e la realtà alla quale estendere i

risultati ottenuti. Potrebbe essere intesa come un

aspetto particolare della validità esterna, ovvero quello

relativo all’ambiente. La validità ecologica è stata

proposta da Brunswik, litigarono con gli altri autori. Il

punto che fa riferimento a quello che è un problema che

si pone quando un soggetto vuole tentare di

generalizzare i dati che ha riscontrato in esperimenti di

laboratori come ciò che si osserva nella realtà.

Brunswik: artificilità degli esperimenti.

Lewin: spazio di vita

Brinfenbrenner: il laboratorio come oggetto di studio

centrale.

Minacce alla validità ecologica:

-Brunswik: tutti gli artefatti dal laboratorio;

-Lewin e Bronfenbrenner: ciò che impedisce di

conoscere il modo in cui il soggetto vive la situazione di

indagine.

NOTA: difficoltà di rispondere a tutte le domande

contemporaneamente. Necessità di compromessi.

2) Il controllo nella ricerca empirica: IL CONCETTO DI

CONTROLLO

La validità di una ricerca aumenta quando aumenta il

controllo della ricerca e viceversa. Il controllo è l’insieme

delle strategie e delle tecniche di cui il ricercatore si può

servire per poter contrastare l’errore sperimentale, ovvero

tutto l’insieme delle variabili di disturbo o parassite, che

possono andare a mascherare l’effetto della variabile

indipendente. Il controllo rappresenta l’altra faccia della

medaglia della validità; è il mezzo attraverso cui il

ricercatore tenta di neutralizzare le possibili minacce alla

validità della ricerca. L’obiettivo del controllo è quello di

annullare la possibile influenza di variabili “parassite”, in

modo che l’effetto della VI possa essere isolato o che non

sia mascherato dall’effetto di altre variabili. Le minacce alla

validità di un esperimento: quali sono le minacce alla

validità di una ricerca che sta per iniziare? Quali sono i

mezzi disponibili per neutralizzare tali minacce o, almeno,

per ridurre l’incidenza?

MINACCE ALLA VALIDITA’ INTERNA: UN ESEMPIO DI ERRORE

SPERIMENTALE:

Gabriele vuole studiare la relazione tra metodo di

insegnamento e apprendimento della Statistica in studenti

del primo anno di psicologia. Per un semestre verranno

organizzati due Corsi di Statistica:

-CORSO A: ispirato alla didattica tradizionale (tardo

pomeriggio);

-CORSO B: ispirato a una didattica innovativa (metà

mattinata).

L’efficacia del metodo verrà stimata attraverso un test di

profitto.

RISULTATI: il corso B (quello innovativo) sembra avere inciso

positivamente sull’apprendimento della statistica.

ERRORE: l’orario potrebbe aver fatto la differenza. Il fattore

“orario” si è confuso con la variabile indipendente (metodo

di insegnamento).

RIMEDIO: tenere i corsi nella stessa fascia oraria.

Per controllare una variabile che potrebbe mascherare

l’effetto della variabile indipendente è sufficiente tenerla

fissa (una variabile che non muta non può produrre effetti).

Solo in questo modo saremo sicuri che i comportamenti che

osserveremo saranno stati determinati unicamente dalla VI.

Bastava fare in modo che entrambi i corsi venissero tenuti

nella stessa fascia oraria.

ESEMPIO DI ERRORE SPERIMENTALE:

Giulio vuole verificare l’ipotesi che il sovraffollamento

determini comportamenti aggressivi nei ratti. Vengono

utilizzati due gruppi di 30 ratti:

-GRUPPO 1 (prelevato dal settore A): posto in condizione di

sovraffollamento (30 ratti in una gabbia adatta a

contenerne 10);

-GRUPPO 2 (prelevato dal settore B): non posto in

condizione di sovraffollamento.

UNA STRATEGIA DI CONTROLLO DELL’ERRORE:

RANDOMIZZAZIONE: caratteristica che contraddistingue la

ricerca sperimentale. L’assegnazione casuale dei oggetti alle

condizioni sperimentali. Assegnazione casuale dei soggetti

alle diverse condizioni sperimentali. Serve per garantire

l’omogenità tra i gruppi. Se Giulio avesse proceduto ad una

scelta casuale dei soggetti, il peso della variabile

“deprivazione di cibo” sarebbe stato praticamente

annullato.

ALTRE MINACCE ALLA VALIDITA’ DELL’ESPERIMENTO:

il soggetto di un esperimento è sensibile ad una vasta

gamma di fattori che ne possono condizionare il

comportamento.

-Volontari: caratteristiche diverse dagli altri soggetti.

-Soggetti compiacenti:

-Soggetti che remano contro!

METODO DEL SINGOLO CIECO: procedura di controllo in cui i

soggetti ignorano quegli aspetti della ricerca che

potrebbero condizionare le loro risposte. Il soggetto viene

“reso cieco” circa le procedure e questo garantisce un

itinerario di ricerca corretto ed elegante. Es. Effetto placebo

sulla sperimentazione su un nuovo farmaco contro

l’insonnia.

EFFETTO ROSENTHAL (O EFFETTO SPERIMENTATORE): Anche

gli sperimentatori costituiscono un problema: le loro

aspettative possono influenzare i comportamenti dei

soggetti della ricerca. Es. il cavallo Hans, studio sui ratti

“stupidi” e “intelligenti”. Per annullare l’effetto Rosenthal è

possibile “rendere cieco” lo sperimentatore circa gli scopi

della ricerca.

METODO DEL DOPPIO CIECO: situazione in cui sia i soggetti

che lo sperimentatore ignorano le finalità dello studio:

-il soggetto non potrà collaborare o contrastare le ipotesi;

-lo sperimentatore non potrà suggerirgliele.

CAPITOLO 4: GLI ESPERIMENTI E I DISEGNI DI RICERCA

SPERIMENTALE

La ricerca sperimentale:

Metodi di conoscenza di uno scienziato:

ESEMPI:

-Un ricercatore accerta che una sostanza chimica migliora

l’apprendimento nei ratti. -Uno psichiatra osserva l’efficacia

di un nuovo antidepressivo.

-Uno psicologo nota che i neonati manifestano preferenze

per alcuno stimoli visivi.

RISULTATI:

-hanno dimostrato una relazione di causa-effetto.

-altri ricercatori ripetendo gli studi hanno ottenuto risultati

analoghi.

Metodi di conoscenza della gente comune:

ESEMPIO:

-Monica, impiegata, è convinta che assestare un vigoroso

pugno al pc sia un buon modo avviarlo.

-Lella, studentessa universitaria, indossa sempre un

pullover rosso per sostenere i suoi esami.

-Pietro, fattorino, è convinto che un collega porti sfortuna, e

dopo averlo incontrato, danneggia la sua auto.

RISULTATI:

-tre amici dei protagonisti hanno adottato le stesse

strategie ma non sono riusciti ad ottenere gli stessi

risultati.

-relazione di causa-effetto o semplici coincidenze?

Come si procede per studiare un fenomeno

scientificamente?

METODO SCIENTIFICO: un insieme di regole, principi a cui si

fa riferimento per poter giungere a certi obiettivi.

Applicando tali regole è possibile stabilire relazioni di

causalità. Si comincia con la formulazione di un’ipotesi e si

procede con la verifica della stessa. Si parte dalla

definizione di un problema, si fanno delle ipotesi sulla base

della letteratura cioè teoria di riferimento e poi conduciamo

il nostro studio su regole dichiarate per giungere ai risultati.

Il metodo scientifico si fonda su due concetti chiave:

-OGGETTIVITA’: si lega a quello di replicabilità. Attiene alla

possibilità che persone diverse poste in una medesima

circostanza, facciano le stesse osservazioni. Ricreando le

stesse condizioni, si dovrebbe ritrovare la stessa relazione

funzionale tra VI (variabile indipendente) e VD (variabile

dipendente).

-CONTROLLO: si riferisce alla capacità di eliminare le

minacce alla validità dell’esperimento, vale a dire

all’esattezza, alla corrispondenza alla realtà, delle

conclusioni. Possibilità del ricercatore di servirsi di

strumenti per poter elevare il livello di validità di una

ricerca rendendo il più possibile minimo il livello delle

variabili di disturbo. ES. Problem solving:

L’esperimento di laboratorio:

il metodo sperimentale ha la caratteristica essenziale di

rendere possibile lo stabilire di causalità tra gli eventi. Le VI

sono rappresentate da stimoli; le VD da comportamenti.

Metodo scientifico in miniatura, rappresentazione in scala

del metodo scientifico. Contiene tutte le regole del metodo

scientifico.

VARIABILE INDIPENDENTE E VARIABILE DIPENDENTE:

Variabile indipendente: manipolata dallo sperimentatore. I

valori attribuiti da parte dello sperimentatore sono detti

livelli. I livelli corrispondono alle diverse condizioni

sperimentali.

Variabile dipendente:

Situazione tratta dalla vita quotidiana:

-la vostra auto non si mette in moto;

-scoprite che uno dei cavi della batteria si è allentato;

-stringete il morsetto;

-la macchina si mette in moto.

VI l’intervento sul morsetto

VD l’effetto che l’intervento ha prodotto.

ESEMPIO PER COMPRENDERE COS’E’ UN ESPERIMENTO:

Cesare tesi di laurea sul condizionamento operante per

studiare gli effetti di due specifici schemi di rinforzo sul

comportamento di un campione di ratti.

IPOTESI DI CESARE: Il comportamento dei ratti si osserverà

più di frequente nei soggetti ai quali sarà stato applicato

uno schema di rinforzo a rapporto variabile.

VI  Schema di rinforzo (condizione sperimentale)

VD  Il numero di volte che il soggetto agisce sulla leva.

I risultati supportano l’ipotesi.

Rinforzo l’effetto che accompagna una risposta e che

influenza la probabilità che quella risposta venga emessa

(premio: consolidamento della risposta; punizione:

abbandono del comportamento).

DISEGNI FATTORIALI: è un disegno di ricerca nel quale

vengono manipolate più variabili indipendenti i cui livelli

vengono incrociati tra loro. Un disegno fattoriale 2*2

prevede due variabili indipendenti a due livelli ciascuna.

Essa origina quattro combinazioni possibili. Il numero delle

combinazioni possibili si ottiene moltiplicando i livelli delle

variabili tra loro. Fattoriale perché le variabili indipendenti

si possono chiamare anche fattori. (il primo 2 corrisponde a

una variabile indipendente di secondo livello, fisso e

variabile; e il secondo 2 corrisponde ad un’altra variabile

indipendente di secondo livello, 2*2= 4, il 4corrisponde alle

combinazioni fra i livelli delle variabili indipendenti).

Quante combinazioni origina un disegno 2*2*2?

Quante combinazioni origina un disegno 3*2?

ESEMPIO DI DISEGNO FATTORIALE 2*3

Tommaso studia i processi automatici nella percezione e il

loro effetto di interferenza sui processi strategici (effetto

Stroop).

Presentazione di parole stampate in colori diversi con la

richiesta di dire, quanto più velocemente possibile, il colore

con cui la parola è scritta. I soggetti impiegavano molto più

tempo quando la parola era un colore diverso da quello

dell’inchiostro con cui era stampata. I soggetti non possono

fare a meno di leggere la parola e questo interferisce con il

riconoscimento del colore.

IPOTESI DI TOMMASO: maggiore è la familiarità con il

significato di alcune parole, più forte è l’effetto Stroop.

PARTECIPANTI: 60 soggetti assegnati casualmente a due

differenti gruppi. Nessun partecipante conosce il francese.

CONDIZIONI SPERIMENTALI: la metà dei partecipanti viene

sottoposta ad un corso intensivo di francese.

Ai partecipanti vengono proposte 3 liste di termini:

-La prima lista è composta da sostantivi italiani (ad es. auto,

scarpe, casa).

-la seconda è formata da nomi di colori, in italiano, scritti

con inchiostro di tinta diversa dal colore cui si fa

riferimento;

-la terza contiene nomi di colori, in francese, scritti con

inchiostro di tinta diversa dal colore cui si fa riferimento.

VARIABILE DIPENDENTE: il tempo che i soggetti impiegano

per denominare i colori nelle tre diverse prove.

VARIABILE INDIPENDENTI:

-training (training sì/training no);

-tipo di prova (sostantivi generici in italiano; nomi di colori

in italiano; nomi di colori in francese).

RISULTATI: nella prima e nella seconda prova le performace

dei gruppi sono sovrapponibili (tempo di lettura della prima

lista più rapido e tempo di lettura della seconda lista

rallentato per l’effetto Stroop), mentre nella terza prova

l’effetto Stroop si è osservato solo nei soggetti sottoposti al

training di lingua francese.

MANIPOLAZIONI DELLA VI: between subjects

-Quando un fattore viene manipolato il

ricercatore crea tanti gruppi di partecipanti quanti sono i

livelli della VI, in modo che a ogni gruppo venga presentato

un solo livello del fattore. within subjects

-Quando un fattore viene manipolato (entro,

all’interno) ogni elemento del campione è sottoposto a tutte

le condizioni sperimentali.

DISEGNO FATTORIALE:

-Disegno entro i soggetti: nel nostro caso, la variabile

indipendente “tipo di compito” viene denominata fattore

within subjects.

-Disegno fra i soggetti: nel nostro caso, la variabile

indipendente “trattamento” viene denominata fattore

between subjects.

-Disegno misto: caratterizzato da un fattore within (tipo di

prova a tre livelli) e un fattore between (trattamento a due

livelli).

DISEGNO A SINGOLO FATTORE:

-disegno “one shot”;

-disegno “prima-dopo”;

-disegno “solo dopo” a 2 o più gruppi;

-disegno “prima-dopo” a 2 o più gruppi;

-disegno di Solomon

DISEGNO A PIU’ FATTORI CONTEMPORANEI

DISEGNO “ONE SHOT ”: disegno del singolo colpo. È quello

più semplice. Presenza di un gruppo di partecipanti; il

trattamento e una rilevazione dei dati effettuata dopo il

trattamento quindi un post test. Disegno pre-sperimentale:

perché presentano dei limiti forti.

Limite di questo disegno: non c’è un pre-test, una

rilevazione dei dati prima del trattamento, per tanto non si

può mettere a confronto un prima e un dopo del

trattamento.

Uno dei casi in cui avviene: obiettivo della ricerca per

esempio per calcolare le conseguenze sul piano psicologico

di delle vittime di una catastrofe; si vuole calcolare l’ansia e

la depressione sulla popolazione: faccio riferimento ai dati

di archivio, rispetto a quello che è l’incidenza del fenomeno

psicopatologico sulla popolazione. Si calcola quindi

attraverso: i dati che sto rilevando e i dati di cui già

dispongo.

Simbologia: trattamento X: presenza del trattamento; le

rilevazioni: O (es. O1 perché c’è solo un’osservazione);

gruppo: G1 (un gruppo); GS: gruppo sperimentale; GC:

gruppo di controllo.

DISEGNO “PRIMA-DOPO”: una sola variabile indipendente.

Disegno pre-sperimentale: perché presentano dei limiti

forti. Abbiamo un valore aggiunto; rilevazione prima, quindi

il pre-test. Le rilevazioni vengono effettuate prima e dopo il

trattamento; valuto l’effetto causale, ciò se il trattamento

ha determinato delle differenze tra le misurazioni effettuate

prima e dopo. Se le rilevazioni sono diverse vuol dire che il

trattamento ha avuto effetto. Disegno pre-sperimentale:

anche qui c’è un problema importante; non c’è il gruppo di

controllo, e quindi non avendo un termine di paragone con

cui poter confrontare i miei risultati ho un dubbio quando

ottengo i risultati.

DISEGNO “SOLO DOPO” A 2 O PIU’ GRUPPI: c’è il gruppo

sperimentale e quello di controllo. Nel gruppo sperimentale

c’è la presenza del trattamento e nel gruppo di controllo

non c’è il trattamento. Le rilevazioni avvengono dopo il

trattamento, post-trattamento.

Importante che le due osservazioni avvengano nello stesso

momento, nelle stesse situazioni e stesse condizioni, perché

ci aiuta a tenere sotto controllo l’intervento degli eventi

storici, per il discorso dell’oggettività.

Manca il pre-test: in un disegno in due gruppi mi devo

affidare alla randomizzazione, per poter concludere che i

due gruppi siano omogenei tra loro; ovvero che non ci siano

differenze tra i due gruppi.

DISEGNO “PRIMA-DOPO” A 2 O PIU’ GRUPPI: abbiamo 2

gruppi; c’è il pre-test; osservazioni sia al pre-test che al

post-test; nel gruppo sperimentale c’è la presenza del

trattamento.

Assunto di invarianza: (O3-O4): devono essere uguali; se

non c’è differenza verifico l’assunto di invarianza. La

variabile non è soggetta a cambiamenti naturali e spontanei

nel corso del tempo.

Assunto di equivalenza: (O1-O3): prova che i gruppi non

sono differenti tra loro. Omogenità tra i gruppi.

Effetto causale: (O2-O4): le misure devono essere diverse;

ciò significa che il trattamento è efficace.

Noto la variazione indotta: avviene per effetto causale della

presenza del trattamento, che determina dei cambiamenti

nella variabile dipendente.

Variazione spontanea: potrebbe manifestare un avariabile

variabile che dimostra di cambiare nel tempo

indipendentemente da qualunque tipo di trattamento.

DISEGNO DI SOLOMON o di ricerca ideale : è il risultato di

tutti i disegni visti precedentemente. Ideale: perché quello a

cui i ricercatori ambiscono, nonostante la difficoltà nel

realizzarlo, nella pratica della ricerca, dovuto ad un

dispendio di costi e fatica di partecipanti. Abbiamo 4 gruppi

di soggetti: 2 sperimentali e 2 di controllo; tutti

randomizzati, assegnazione causale dei soggetti ai diversi

gruppi. Le osservazioni ce l’abbiamo per il pre-test

un’osservazione per il primo gruppo sperimentale e per il

primo di controllo. Osservazione dopo il trattamento è

rilevata sempre. L’effetto di disturbo: presenza stessa del

pre-test, quando è fondamentale la presenza, i problemi:

esempi- “effetto addestramento”; “allontanare nel tempo le

prove”. Faccio confronti fra le osservazioni, cioè metto una

volta il pre-test e poi non lo metto; vedendo che ruolo ha

esercitato il pre-test.

3 confronti per vedere se si sono manifestati degli effetti di

disturbo:

Effetti di disturbo del pre-test sul post-test: O4-O6

Effetti di interazione pre-

Influenza sul trattamento stesso:

test e trattamento:

O2-O4 e O5-O6.

Disegno fattoriale o (a più fattori contemporanei): a più

variabili indipendenti.

Variabile 1 indipendente: effetto di riempimento delle

lettere con cui vengono composte le parole

Variabile 2 indipendente: la grandezza con cui vengono

presentate le lettere.

Ipotesi: cambiando l’effetto di riempimento delle lettere e la

grandezza delle lettere queste due variabili hanno

un’influenza sulla velocità di lettura.

Attraverso una combinazione dei livelli delle variabili

presenti, si crea il numero di condizioni sperimentali, che

coincide con il numero di celle presenti in una tabella a

doppia entrata dove mettiamo le variabili indipendenti in

colonna e in riga.

Disegno fattoriale: 2*3. Il risultato del prodotto è un numero

che rappresenta le condizioni sperimentali.

Aggiunta della terza variabile indipendente: con due livelli

con significato delle parole e senza significato.

Disegno fattoriale: 2*3*2. Le condizioni sperimentali sono

più numerosi e sono 12.

-Fino a quante variabili indipendenti posso prendere?

dipende dall’indagine. Più variabili aggiungo più

moltiplicazioni devo fare e più c’è un gruppo di soggetti.

Non c’è nessuna definizione teorica, potrei prendere un

numero infinito. Una strategia per inserire più variabili

indipendenti è quella della diversa possibilità di manipolare

le variabili indipendenti (between subject e within). Se la

manipolo within è meglio.

Il numero dei gruppi presenti in un disegno fattoriali non

coincide sempre con il numero delle condizioni sperimentali

perché il numero dei gruppi è dato dal prodotto cartesiano

dei livelli delle variabili indipendenti manipolate between

subject; quelle within per sapere il numero dei gruppi non si

devono prendere in considerazione.

EFFETTI PRINCIPALI: Un fattore sperimentale produce un

effetto principale quando, al variare dei suoi livelli, si

osservano modifiche nei valori assunti dalla VD.

Esempio: se i caratteri alti 3cm sono letti meglio di quelli

alti 1 o 2 cm, l’altezza del carattere ha un effetto principale

sulla velocità di lettura.

EFFETTI COMBINATI: come agiscono le variabili indipendenti.

I fattori sperimentali possono combinare i loro effetti in due

modi distinti: -possono sommare i loro effetti (es. il fattore

riempimento somma il proprio impatto a quello della

dimensione del carattere); -possono interagire tra loro,

quando gli effetti di un fattore mutano in funzione dei livelli

dell’altro (es. gli effetti del riempimento mutano in funzione

del fatto che lo stimolo sia una parola o una non-parola).

EFFETTO ADDITTIVO: Si fa riferimento al caso in cui l’effetto

di una variabile si va a sommare all’effetto dell’altra

variabile. Grafico a barre: sull’asse delle x, grandezza della

lettera; sulla y, tempo di lettura. Più grandi sono le lettere

dove c’è il riempimento retinato.

EFFETTI DI INTERAZIONE: come si può modificare l’effetto

della variabile indipendente in funzione dei livelli assunti di

un’altra variabile indipendente.

CAPITOLO 5: I DISEGNI DI RICERCA QUASI SPERIMENTALI

METODI DI RICERCA IN PSICOLOGIA:

Metodo di ricerca: la specifica procedura che consente di

acquisire le conoscenze sul probelma indagato. La loro

grado di controllo

distinzione si fonda sul (ovvero

manipolazione delle variabili e assegnazione dei soggetti

alle condizioni) esercitato dallo studioso sul concetto di

ricerca e sui fenomeni in esso sviluppati.

Il massimo controllo avviene nella ricerca sperimentale e ci

sono massimi livelli di validità.

Il grado di controllo dipende: dalla possibilità di manipolare

le variabili e la possibilità di randomizzare.

I metodi di ricerca in psicologia: LA RICERCA QUASI-

SPERIMENTALE

-le VI non possono essere manipolate a piacimento dal

ricercatore;

-l’assegnazione dei soggetti alle condizioni di

sperimentazione è forzata dalla situazione in cui lo studio si

svolge.

-aumenta la validità esterna, quando lavoro su gruppi

naturali o pre costruiti.

-non c’è nesso causale tra le variabili; solo covarianza tra

diversi aspetti del reale.

1) Alternative ai disegni sperimentali

Impedimenti alla manipolazione delle VI:

-l’assegnazione casuale dei soggetti ai diversi gruppi è

impossibile;

-l’assegnazione casuale dei soggetti ai diversi gruppi è

sconsigliabile.

ATTENZIONE : l’indagine quasi-sperimentale comporta

l’abbandono della verifica di un legame causale tra variabili.

DISEGNI DI RICERCA QUASI-SPERIMENTALI: A differenza di

quelli a singolo fattore non esiste una lista completa di tutti

i disegni, perché vengono costruiti “ad hoc” per far fronte

alle diverse situazioni di ricerca.

DISEGNO QUASI SPERIMENTALE A UNA CONDIZIONE POST-

TEST: sono presenti due gruppi: uno sperimentale,

sottoposto a trattamento e uno di controllo, termine di

confronto e paragone. Post-test perché le rilevazioni

vengono fatte dopo il trattamento. Fare le misurazioni nello

stesso tempo per evitare problemi storici. Non c’è una

rilevazione pre-test.

Effetto rilevato: (O1-O2) se ci sono differenze il trattamento

ha avuto la sua efficacia.

DISEGNO QUASI-SPERIMENTALE PRIMA-DOPO: Un solo

gruppo. Un pre-test e un post-test. X- quando il trattamento

prima lo metto e poi lo tolgo, (controllo aggiuntivo).

DISEGNO QUASI-SPERIMENTALE A GRUPPO DI CONTROLLO

NON EQUIVALENTE:

non equivalente se ne parla solo nella ricerca sperimentale.

Non equivalente perché non c’è omogeneità. Quando ho un

gruppo di controllo e non sto randomizzando, si chiamerà

non equivalente. Abbiamo due gruppi. Quello sperimentale

ha il trattamento. 2 rilevazioni pre-test e 2 post-test.

Comporta questo che se metto a confronto O3-O4, verifico la

presenza dell’efficacia del trattamento ovvero l’effetto

rilevato. Lo posso fare tra i gruppi, ma anche all’interno del

gruppo, come O1 e O3. Se O1 e O4 non cambia verifico

l’assunto di equivalenza. Il problema principale è l’assenza

della randomizzazione, ma ho il pre-test in entrambi i gruppi

e tra O1-O2 vedo a monte già l’uguaglianza con l’assunto di

equivalenza.


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4 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Scienze e tecniche psicologiche
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chicca0308 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della ricerca psicosociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Kore Enna - Unikore o del prof Faraci Palmira.

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