Metodologia della ricerca psicosociale
Il concetto di metodo
Metodo: dal greco 'strada con la quale', è il percorso per raggiungere un determinato fine. Dobbiamo concepirlo come una successione di passi per raggiungere un obiettivo e ottenere risultati legati agli obiettivi prefissati. Consideriamolo come una successione di passi che io posso muovere per partire da un punto e raggiungere il punto finale, rappresentante il mio obiettivo.
Significato del metodo
Facciamo due attribuzioni di significato al concetto di metodo:
- Successione di passi
- Visto come un’arte (intesa nel senso di abilità e capacità di saper scegliere le tecniche più adatte per poter muovere i miei passi che fanno parte del percorso).
I risultati di una ricerca sono influenzati dalle scelte metodologiche del ricercatore. La flessibilità di scegliere quale regola sia adatta tra tutte le regole disponibili. Il ricercatore deve essere sempre mosso dalla consapevolezza di ciò che fa.
Tecnica e metodologia
Tecnica: dal greco 'arte', sono le procedure operative di cui il ricercatore si serve per poter raggiungere gli obiettivi. Sono gli strumenti di cui si serve per poter muovere i passi all’interno del percorso metodologico (es. il martello per il falegname). In ambito metodologico, le tecniche, gli strumenti possono essere di varia natura: tecniche più specifiche o più generali.
Metodologia: dal greco 'ricerca/discorso', è la disciplina che studia il metodo. Si riferisce alle regole, ai principi metodici, alle condizioni formali che stanno alla base della ricerca scientifica e che consentono di ordinare, sistemare, accrescere le nostre conoscenze. La metodologia in un continuum si colloca in una posizione intermedia tra l’epistemologia (lo studio critico della natura e dei limiti della conoscenza scientifica) e la ricerca; tra i quali c’è una tensione e meditazione continua.
Conoscenza e conoscenza scientifica
Conoscenza: la capacità umana è infinita (attraverso il corpo, cioè attraverso l’esperienza sensoriale, e attraverso la mente, cioè facendo riferimento all’ambito cognitivo ed emotivo). La comprensione del mondo è sempre stato uno dei bisogni primari dell’uomo, che può aiutare a comprendere come funzionano le cose intorno a noi e cosa possiamo prevedere. "La conoscenza fa padroni". Quali sono tutti i modi attraverso i quali noi possiamo conoscere? Sul quale ci soffermiamo sarà la conoscenza scientifica. La conoscenza scientifica è una delle possibili forme di conoscenza sviluppate dell’uomo. Il mito, l’arte, la religione, il senso comune rappresentano altri modi irriducibili di generare conoscenza (leggi specifiche, il linguaggio proprio di quel determinato metodo non è traducibile nel linguaggio di un altro metodo).
Frase di Bateson, 1972: "Se potessi dire che cosa significano non avrei bisogno di danzarlo". Su diversi linguaggi sono presenti: uno è la danza e l’arte e l’altro è l’espressione verbale. Non è possibile attuare una traduzione su questi due linguaggi.
Conoscenza scientifica: Il metodo scientifico è connotato dall’obiettività (possibilità di esplicare le regole attraverso cui le cose vengono conosciute, in modo da renderle indipendenti da chi le studia). Le osservazioni sono obiettive quando persone diverse poste nello stesso luogo e nello stesso tempo giungerebbero agli stessi risultati. Questo concetto è legato alla replicabilità, ci devono essere tutti gli elementi che possono consentire a un ricercatore diverso da quello che ha compiuto la ricerca di svolgerla nuovamente con gli stessi metodi e strumenti per vedere se giunge a risultati uguali o diversi. Se io svolgo le mie osservazioni in maniera obiettiva, procedo in maniera tale da esplicitare in maniera precisa tutti i passi che io sto muovendo. "Ideali di scienza", perché le caratteristiche che hanno contraddistinto la conoscenza scientifica sono cambiate nel tempo.
Il percorso di sviluppo della conoscenza scientifica
La rivoluzione scientifica: periodo dal 1543 (De Revolutionibus, Cartesio) al 1687 (Principi Matematici della filosofia naturale). Due elementi connotano la nuova scienza:
- Empiricità: legato all’osservazione, dell’esperienza. Non si può conoscere al di fuori dei fatti concreti del mondo naturale.
- Oggettività: un dato può essere osservato solo se appartiene al mondo esterno (il fatto è ob-iectum: cioè l’oggetto della conoscenza è qualcosa che è al di fuori dell’oggetto conosciuto) ed è osservabile da chiunque allo stesso modo.
Materialismo: nessun carattere "essenziale".
Il rigore del suo metodo: principi e le regole che devono essere seguite per condurre uno studio osservativo mirato alla rilevazione della conoscenza (regole e procedure precise di indagine: osservazione empirica, formulazione di ipotesi esplicative, verifica delle ipotesi). L’ideale di scienza che si impose e che rimase intatto per circa tre secoli:
- Determinismo universale: per i pensatori del tempo l’obiettivo della conoscenza era quello di cercare delle leggi deterministiche: al presentare di una causa segue un effetto e universali: che vanno bene sempre. La scienza è ricerca di verità stabili e definitive; il compito della scienza è quello di ricercare l’ordine.
- Il fatto è ob-iectum; il soggetto viene espulso dal problema della conoscenza, in quanto fonte di deviazione.
Sviluppo del positivismo
La scienza è ritenuta la forma di sapere maggiormente valido e sicuro (seconda metà ‘800/inizi ‘900):
- La scienza è una forma di sapere inequivoco, collocato in una dimensione sovrastorica.
- Lo scienziato è protetto dalle sicure mura dell’oggettività, del rigore e della razionalità.
Crisi del positivismo
(Inizi del 900). Messi in discussione: i concetti di spazio e tempo assoluti (con la relatività di Einstein sono influenzate dal punto di osservazione dello sperimentatore); la rigida distinzione tra massa e energia.
Gli sviluppi della fisica sub-atomica evidenziano l’insufficienza del metodo osservativo e induttivo (partire dal particolare e vado al generale, si lega alla visione di quello che era il paradigma della scienza fino a quel momento, che voleva che il fatto fosse ob-iectum e che si caratterizzava con l’empiricità, si può studiare e osservare soltanto ciò che si può osservare). Con i progressi della scienza soprattutto nell’ambito della fisica subatomica, nel momento in cui ci si pone davanti alla sfida di fenomeni che non sono direttamente osservabili, la soluzione è quella di attuare un approccio ipotetico deduttivo (partendo da delle leggi, vado ad osservare e studiare degli eventi che sono teoricamente legati, nessi associativi, con ciò che voglio studiare ma non è direttamente osservabile).
Problemi circa la possibilità di misurazione oggettiva e precisa dei fenomeni: il fatto non è più ob-iectum (qualcosa che era estranea dal soggetto); bensì inter-iectum (nulla può essere osservato in maniera precisa senza determinare delle variazioni nella misurazione dell’oggetto che io sto osservando). È il risultato dell’interazione tra ciò che osservo e il soggetto conoscente, nonché le metodologie e gli strumenti di cui il soggetto conoscente si avvale per conoscere e fa riferimento al principio di indeterminazione di Heisenberg. Alcuni fenomeni fisici possono essere meglio spiegati da leggi probabilistiche che deterministiche. (Si superano le leggi deterministiche che davano una visione cristallizzata delle leggi del conoscere; ora si passa alle leggi probabilistiche, a una causa seguono effetti).
Neopositivismo
(Dagli anni ’30 agli anni ’60) - il rifiuto delle grandi questioni e di tutte le metafisiche; (è inutile che ci si ponga la questione di una visione metafisica es. l’esistenza di Dio). Attenzione ai problemi metodologici della scienza.
Principio di verificazione: legato al rifiuto delle grandi questioni metafisiche. Hanno senso solo le proposizioni che possono essere empiricamente verificate attraverso il ricorso ai fatti di esperienza. (es. tutti i libri di psicologia hanno la copertina gialla OK. Nel paradiso esistono gli angioletti, non sappiamo se è vero o no, perché non si può verificare).
Razionalismo critico
Popper: Criterio di falsificabilità (Popper, 1934): una proposizione generale non può essere confermata empiricamente ma solo falsificata o confutata. Affermare che “tutti i cigni sono bianchi” solo perché tutte le volte che vedo un cigno esso è bianco, non esclude che un giorno possa imbattermi in cigni neri! Da questa impostazione deriva un senso di provvisorietà di ogni ipotesi teorica, mai definitivamente valida. Crolla l’idolo della certezza. L’uomo non può conoscere, ma solo congetturare. Miliardi e miliardi di conferme non rendono certa una teoria (“tutti i libri di psicologia hanno la copertina di colore viola”), mentre un solo fatto negativo (“questo libro di psicologia non ha la copertina viola”) falsifica la teoria.
Post positivismo
Critica di Kuhn, Lakatos, Laudan e Feyerabend (dalla fine anni ’60): l’osservazione empirica non è una fotografia oggettiva, ma dipende dalla finestra mentale del ricercatore, influenza che ha l’osservatore sulla realtà studiata, (legata all’inter-iectum, interazione tra chi conosce e cosa viene conosciuto), dalla teoria, dai condizionamenti sociali e culturali. Viene meno anche l’ultima delle certezze positiviste: quella dell’oggettività del dato rilevato.
Orientamento epistemologico contemporaneo
L’ideale di scienza cui oggi si aderisce: la conoscenza scientifica è caratterizzata dalla modificabilità, perfezionabilità, non assolutezza dei risultati; il fatto è inter-iectum; lo scienziato è una tabula plena (influenza della ricca mente del ricercatore; interazione tra chi conosce e cosa viene conosciuto).
La ricerca scientifica
“La ricerca scientifica è un processo creativo di scoperta che si sviluppa secondo un itinerario prefissato e secondo procedure prestabilite che si sono consolidate all’interno della comunità scientifica” (Coberta, 1999). È evidente una contraddizione, dove all’interno della stessa prospettiva convivano due aspetti che sono distanti: uno è il processo creativo, (fare ricerca), legato al momento in cui il ricercatore deve stabilire su che cosa concentrare i suoi studi. Farsi venire un’idea tanto folle e geniale; a cui deve seguire il rigore metodologico, per raccogliere delle prove empiriche a supporto dell’idea iniziale che io ho avuto.
È possibile distinguere due fasi successive nella ricerca scientifica:
- Il contesto della scoperta;
- Il contesto della giustificazione (Applicazione delle ipotesi di partenza seguendo le leggi e le regole).
Obiettivi della scienza
Gli obiettivi della ricerca in psicologia sono:
- Descrizione: i ricercatori definiscono, classificano, catalogano o categorizzano eventi e relazioni per descrivere processi mentali e comportamentali;
- Spiegazione: i ricercatori comprendono un fenomeno quando riescono a identificare la causa (covariazione eventi, relazione temporale, eliminazione cause alternative); Individuo la causa.
- Predizione: quando i ricercatori identificano le correlazioni tra variabili, sono in grado di predire processi mentali e comportamentali;
- Produzione: gli psicologi applicano le loro conoscenze e i loro metodi di ricerca per migliorare la vita delle persone (o applicazione).
Posso arrivare a questo punto individuare 2 tipi di ricerca.
Gli obiettivi della scienza
È possibile distinguere due forme di ricerca sulla base della rilevanza attribuita alle ricadute pratiche dei risultati delle indagini:
- La ricerca di base: fa più riferimento agli studi che sono mirati ad aumentare le conoscenze teoriche nell’ambito di un determinato ambito di interesse.
- La ricerca applicata: si lega al momento della produzione. Mi sposto dal piano teorico a quello operativo o applicativo. Attinge alla ricerca di base.
Il percorso della ricerca
La ricerca scientifica progredisce in modo iterativo (si ripete, si chiude e ricomincia; si ottengono dei risultati ma non si pensa siano definitivi) e può autocorreggersi per approssimazione successive. Il processo di ricerca muove dalla teoria verso i dati e, da questi ritorna verso la teoria per corroborarla o modificarla in funzione delle evidenze emerse.
Approccio deduttivo
Teoria → Dati
Approccio induttivo
Approccio deduttivo: dal generale al particolare (lo troviamo nella prima parte del ciclo della ricerca, quando procediamo dalla teoria ai dati).
Approccio Induttivo: dal particolare al generale (particolare dei dati osservativi torno alla teoria).
Qual è l’approccio che devo usare? Sono entrambi presenti e utili e si collocano in due diversi momenti del ciclo della ricerca.
Domanda, ipotesi, conclusioni
Quando ho definito il problema della ricerca formulo le ipotesi (prime risposte temporaneamente vere, che do alla domanda che mi sono posta in partenza). Quando arrivo alle conclusioni ricomincio. Ciò che il ricercatore fa nel progettare e realizzare una ricerca è “far dialogare il cielo e la terra”, tradurre i concetti teorici astratti in fatti empirici osservabili e poi “ricondurre in cielo le riflessioni fatte sulla Terra”. Il Cielo è associato alla parte teorica e la Terra alla parte dei dati.
Il ciclo della ricerca
Non esistono regole cristallizzate per una buona ricerca, a causa dei molteplici fattori di influenza, ma è possibile fare riferimento a una serie di tappe ideali:
- Enunciato del problema: sottociclo preparatorio alla fase operativa del percorso della ricerca; cosa io voglio studiare, la domanda a cui voglio trovare una risposta. Come si fa:
- Ostacolo alla comprensione: parte dalla comprensione dall’osservazione che ci appare anomala e che ci fa porre qualche quesito, troviamo una barriera legata alla possibilità di fornire una previsione del fenomeno che io sto osservando.
- Teoria, modello teorico: l’enunciato del problema parte dalla teoria quando ho un bagaglio di conoscenze acquisite.
- Osservazione di riconoscimento: dove questa teoria non è disponibile, riconoscimento del fenomeno e del problema che io voglio studiare.
- Analisi della letteratura: corpus di ricerche già condotte e pubblicate su riviste scientifiche, a cui posso fare riferimento per un mio studio di ricerca.
- Scelta dei soggetti: decidere i partecipanti della ricerca in funzione dell’obiettivo che voglio perseguire.
- Piano di ricerca: (o disegno di ricerca) sottociclo preoperativo alla fase operativa del percorso della ricerca; decido qui come procedere. Fa riferimento agli aspetti procedurali della ricerca, tipo quali strumenti posso utilizzare. Definizione di tutto ciò che io operativamente devo fare, in dettaglio. Gli strumenti per esempio sono: i test, le osservazioni, le interviste, le misure neurofisiologiche.
- Scelta del metodo di acquisizione: ci sono diversi metodi di acquisizione, i principali 3 sono: ricerca sperimentale; quasi sperimentale e non sperimentale. La scelta del metodo dipende dagli obiettivi della ricerca e dalla tipologia dei dati che io voglio osservare e che rilevo.
- Verifica pertinenza e validità tecniche: valida quando ci fidiamo dei risultati che abbiamo ottenuto.
- Preparazione dei sistemi di osservazione e misurazione: preparazione degli strumenti che utilizzerò per rilevare i dati.
- Preparazione dei controlli.
- Grado di generalizzazione della ricerca.
- Operazionalizzazione dei concetti.
- Produzione delle osservazioni: i soggetti sono utili per fare queste ricerche, quindi bisogna definirli. Mi muovo con i miei strumenti vado nel luogo X e rilevo le mie informazioni sui soggetti che ho a disposizione per rilevare i miei studi. Chiudiamo il ciclo preoperatorio. Le prime 2 fasi in casa questa terza si scende sul campo.
- Sperimentazione: Ci muoviamo nell’ambito della ricerca sperimentale.
- Procedure di rilevazione: (apparecchio, osservazione, test, interviste).
- Analisi e interpretazione dei dati: torno nello studio e inserisco i dati che ho raccolto. Inserisco e li analizzo scegliendo le tecniche di elaborazione dei dati e interpreto i dati che ho ottenuto. SPSS = programma di elaborazione statistica dei dati.
- Traduzione delle osservazioni dei dati: dipende da come ho rilevato i dati. Se ho somministrato un questionario i dati già sono tradotti con le scale Likert ho già le risposte. Quando non ho utilizzato dei test dove non ho scale di risposta, con domande aperte, le risposte non sono dati perché si devono analizzare qualitativamente i dati, sono presenti anche dei software che analizzano nello specifico anche le singole parti.
- Descrizione semplice: quando si procede attraverso una semplice osservazione.
- Verifica delle ipotesi: dove rilevo dei dati che mettono in evidenza i risultati dell’analisi.
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