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Psicologia sociale

La psicologia sociale è una disciplina poco definita rispetto alla psicologia dello sviluppo o alla psicologia clinica. Studia le interazioni tra le persone, come le persone interagiscono tra loro, quali sono le aspettative che le persone portano con sé stesse prima di interagire con una persona, soprattutto appartenente a un contesto o una realtà diversa, come si manifestano le interazioni e quali sono le conseguenze di queste interazioni. Attraverso l’interazione sociale si creano delle influenze specifiche tra le persone che determinano delle conseguenze.

Temi della psicologia sociale

  • Influenza sociale: come ad esempio la maggioranza riesce a influenzare la minoranza o il singolo.
  • Come le persone percepiscono gli altri.
  • Comportamenti aggressivi focalizzandosi sul contesto sociale che influenza quel comportamento e non sull’individuo.
  • Pregiudizio: focalizzandosi anche qui non sull’individuo ma sul contesto.
  • Strategie di riduzione del pregiudizio.

“No man is an island” (John Donne, 1624): Nello stesso atto di riconoscersi e definirsi esseri umani, abbiamo bisogno dell’interazione con gli altri. Senza di essa non possiamo apprendere della nostra esistenza in quanto tali. Attraverso interazione, linguaggio e confronto con gli altri, noi capiamo di essere degli esseri umani. Senza l’interazione con gli altri non potremo esistere in termini di identità. Interazione sociale: aspetto principale per la definizione stessa di esseri umani.

Differenze tra discipline psicologiche

Psicologia generale: studio scientifico sull’individuo in termini dei suoi processi cognitivi e mentali. Focus sull’individuo.

Psicologia dello sviluppo: studio scientifico dell’individuo in una prospettiva temporale, studia i cambiamenti che si verificano nei comportamenti dell’individuo e nelle funzioni psicologiche durante il tempo e le fasi dello sviluppo.

Psicologia sociale: studia le interazioni tra gli individui: come si manifestano, quali sono i fattori che le determinano, le loro conseguenze e i processi psicologici coinvolti. L’oggetto di studio è il comportamento sociale degli individui, cioè come le persone si comportano verso l’ambiente sociale ovvero l’ambiente costituito da altre persone.

Processi nella psicologia sociale

Questo tipo di studio si compone di due processi:

  1. Processi individuali cognitivi: modi in cui ricordi, percezioni, pensieri, emozioni e motivazioni guidano la nostra comprensione del mondo e le nostre azioni.
  2. Effetto dell’ambiente sociale: tutte le influenze e dinamiche sociali che provengono dall’esterno a noi e che potenzialmente ci influenzano.

L’uomo influenza l’ambiente sociale ma anche l’ambiente sociale influenza il nostro modo di comportarci: rapporto di influenza reciproca.

Definizione di psicologia sociale

Gordon Allport: la psicologia sociale è l’indagine scientifica di come pensieri, sentimenti e comportamenti degli individui siano influenzati dalla presenza oggettiva, immaginata o implicita degli altri. L’influenza degli altri secondo Allport quindi può avvenire in 3 modi diversi:

  1. Oggettiva: Noi siamo influenzati dall’oggettiva presenza, fisica di altre persone. Ad esempio: uscendo la sera con amici, la presenza di queste persone influenza il nostro comportamento.
  2. Immaginata: Il comportamento è influenzato dall’immaginare una persona significativa per l’individuo che potrebbe essere presente in una determinata situazione. Ad esempio: uscire la sera, bere e pensare ai genitori e a quale potrebbe essere il loro giudizio.
  3. Implicita: Influenza che nasce e deriva dal significato che attribuiamo alle cose attraverso l’interazione umana. Ad esempio: uscire per buttare la spazzatura nell’apposito contenitore è un comportamento che noi facciamo in modo totalmente automatico ma che in realtà implica qualcosa che abbiamo precedentemente interiorizzato.

Le norme sociali si costruiscono attraverso l’interazione sociale, influenzano i nostri comportamenti e soprattutto ci indicano quali sono gli atteggiamenti e i comportamenti socialmente giusti (non necessariamente moralmente e oggettivamente giusti). Con socialmente giusta si intende una norma creata ed accettata all’interno del gruppo di riferimento.

Differenza tra sociologia e psicologia sociale

Spesso i confini tra queste due discipline sono un po’ sfumati; in molti casi queste due discipline studiano fenomeni molto simili come ad esempio gli stereotipi di genere, la differenza principale però è il punto di partenza: la sociologia parte da un livello macro, la sua analisi parte dall’analisi della società, di un gruppo di riferimento, una comunità. La psicologia sociale parte da un livello di analisi più basso (micro), quindi parte da tutto ciò che riguarda l’individuo: processi cognitivi, emozioni, fisiologia, biologia ma ovviamente con uno sguardo rivolto sempre all’ambiente sociale.

Possiamo dire che psicologia sociale e sociologia sono due discipline con processi inversi: una parte dall’individuo per analizzare la società mentre l’altra parte dalla società per poi passare ad una dimensione micro.

Fare ricerca in psicologia sociale

La psicologia sociale è una disciplina scientifica anche se su questo vi è ancora un aperto dibattito. Questo avviene perché le discipline cosiddette scientifiche (biologia, chimica, medicina) si occupano principalmente di fenomeni biologici, non organici che hanno una certa stabilità e prevedibilità. L’oggetto di studio della psicologia invece è più complicato perché riguarda l’individuo, la psicologia sociale studia il comportamento sociale degli uomini che porta dentro di sé un’estrema soggettività e variabilità nel tempo e nei contesti ed è proprio questo lo svantaggio della psicologia: non si possono generalizzare i fenomeni in quanto soggettivi e variabili.

Per definirsi scientifica però una disciplina non è importante l’oggetto di studio ma il metodo di studio. La psicologia sociale (e la psicologia in generale) utilizza il metodo sperimentale o metodo scientifico -> metodo che permette di verificare che le relazioni tra determinati oggetti di studio sono potenzialmente generalizzabili anche in altri contesti e in altri individui.

Metodo sperimentale

Consiste nella manipolazione di una o più variabili indipendenti per verificare gli effetti su una o più variabili dipendenti. Esempio: metodo sperimentale sul campo:

Esempio di sperimentazione sul campo in psicologia sociale

  1. Problema di ricerca: Stigmatizzazione ed emarginazione dell’etnia ROM in Italia
  2. Obiettivo della ricerca: individuare una strategia che porti ad una riduzione del pregiudizio o stigmatizzazione di questo specifico gruppo o etnia.
  3. Ipotesi della ricerca: incentivare un contatto positivo e frequente tra italiani e ROM dovrebbe portare ad una riduzione del pregiudizio.

Variabile dipendente: quella variabile che dovrebbe cambiare a seconda di ciò che noi manipoliamo, in questo caso il pregiudizio.

Variabile indipendente: È l’interazione, il livello di contatto.

Esempio 2

  1. Ipotesi: La visione di film violenti è causa di un aumento di aggressività nei bambini.
  2. Individuare le variabili:

Variabile dipendente: (quella che dipende dalla manipolazione della variabile indipendente) aggressività del bambino.

Variabile indipendente: (Quella che noi manipoliamo) la visione dei film.

Metodo sperimentale:

  • Manipolata la visione del film, variabile indipendente, dobbiamo innanzitutto creare due gruppi.
  • Gruppo sperimentale: visione del film violento.
  • Gruppo di controllo: visione di un film dai contenuti neutri.
  • Variabile dipendente: misurare l’aggressività del bambino dopo la manipolazione della variabile indipendente. La nostra ipotesi è verificata se i bambini assegnati al gruppo sperimentale mostrano livelli di aggressività più alti rispetto a quelli del gruppo di controllo.
  • Se nel gruppo sperimentale c’è un aumento dell’aggressività rispetto alla condizione di controllo, allora possiamo empiricamente affermare che x influenza y.

La variabile indipendente è quella che il ricercatore manipola mentre la variabile dipendente è quella che muta a seguito della manipolazione della variabile indipendente: si creano due gruppi (in questo caso i bambini): gruppo sperimentale (qui esponiamo i bambini alla visione di contenuti multimediali aggressivi e violenti) e gruppo di controllo (visione di un film dai contenuti neutri) => QUESTA È LA VARIABILE INDIPENDENTE. Il comportamento aggressivo del bambino È LA VARIABILE DIPENDENTE.

L’ipotesi iniziale è verificata se i bambini assegnati al gruppo sperimentale, manifestano comportamenti aggressivi nella vita reale rispetto al gruppo di controllo, se fosse il contrario, l’ipotesi non potrebbe essere verificata.

Come possiamo però verificare questa ipotesi senza tenere conto di altre variabili come ad esempio della soggettività del bambino? (background famigliare, sesso del bambino). Una variabile importante è proprio il sesso del bambino, i maschi sembrerebbero essere più aggressivi rispetto alle bambine secondo alcuni studi. (VARIABILI DI CONFUSIONE).

Per trovare una soluzione bisogna tenere conto di:

  • Assegnazione casuale nei due gruppi.
  • Numerosità delle persone coinvolte nello studio (circa 60 persone): il campione di individui deve essere relativamente alto perché più persone si considerano, più le differenze individuali, si plasmano all’interno dei due gruppi.

La psicologia sociale tende a studiare dei processi psicologici generali che appartengono alla popolazione oggetto di indagine. La soggettività dell’individuo quindi, deve essere tenuta sotto controllo all’interno del metodo sperimentale (attraverso assegnazione casuale e numerosità del gruppo).

Il metodo sperimentale è il metodo più utilizzato in psicologia sociale poiché permette di stabilire il rapporto causa-effetto tra due variabili (nell’esempio dei bambini e i film violenti, la visione di film aggressivi può essere una delle cause di aggressività anche se ovviamente non significa che tale variabile sia l’unica a causare aggressività nel bambino).

Metodi di studio alternativi al metodo sperimentale

  1. Ricerca correlazionale: vi è sempre un rapporto tra due o più variabili ma qui la variabile indipendente non si manipola. Si verifica, si misura se al variare di una variabile indipendente, variano anche le variabili dipendenti.

Vantaggi: ricerca più facile da implementare e meno dispendiosa, semplicemente misuriamo la variabile indipendente.

Svantaggi: Talvolta non si può stabilire la relazione causa-effetto del cambiamento (es: i bambini che sono esposti a mass media violenti sembrano essere più aggressivi, attraverso questo tipo di ricerca non abbiamo la sicurezza della relazione inversa, cioè i bambini già predisposti ad essere aggressivi di per sé, prediligono giochi o contenuti multimediali violenti e aggressivi).

  1. Ricerca sul campo: Ricerca condotta in ambienti di vita reale, in cui il ricercatore non effettua alcun tipo di manipolazione, si limita semplicemente a osservare e misurare i comportamenti spontanei delle persone in quell’ambiente di vita reale.

Vantaggi: Spontaneità delle persone.

Svantaggi: Ambiente non controllato, possono subentrare molte variabili di confusione.

  1. Ricerca di archivio: Metodo non sperimentale basato sulla collezione di dati raccolti da altri, prevalentemente nel passato. Ci si affida a dei documenti raccolti quindi da qualcun altro.

Esempio: Hovland e Sears (1940): Pensavano ci potesse essere una percezione di crisi economica nel sud degli Stati Uniti in relazione all’aumento dei comportamenti aggressivi a sfondo razziale degli afroamericani.

Vantaggi: Possiamo studiare fenomeni passati su cui non si può effettuare alcuna sperimentazione.

Svantaggi: Lo studioso si basa su dei dati che potrebbero non essere particolarmente attendibili. Lo studioso deve quindi fidarsi o cercare altre fonti perché non può raccogliere in prima persona altri dati, trattandosi di fenomeni passati.

La cognizione sociale

Le persone tendono a categorizzare, etichettare una persona a seconda dei dettagli visivi che gli si presentano. Sulla base di queste informazioni, noi recuperiamo le conoscenze che abbiamo acquisito culturalmente e categorizziamo in un gruppo sociale la persona. Il processo di categorizzazione è un tipo di processo che ha sempre un’accezione negativa, in realtà questo processo (includere un determinato individuo entro un gruppo o categoria sociale) è un’esigenza umana, ogni individuo ne ha bisogno. È un processo di base, generale di tipo cognitivo.

La cognizione sociale è il modo in cui tutto ciò che riguarda la nostra attività cognitiva (percezione, attenzione e memoria) interagisce con il contesto sociale. Studia il modo attraverso cui noi selezioniamo, organizziamo e utilizziamo le informazioni sociali provenienti dall’esterno e come ciò influenza i nostri giudizi verso gli altri e i nostri comportamenti.

Pensiero: atto intenzionale dell’individuo mentre la cognizione consiste in attività non consapevoli, che automaticamente mettiamo in atto. Questi processi sono altamente influenzati dal contesto sociale all’interno del quale noi ci troviamo.

L’uomo è una macchina inevitabilmente imperfetta: le nostre capacità cognitive sono limitate e inferiori rispetto al numero di stimoli che ci si presentano davanti agli occhi in ogni momento -> Assunto di base del concetto di cognizione sociale.

La cognizione sociale studia

  • Strategie che mettiamo in atto in un ambiente così complesso e colmo di stimoli.
  • Quali sono le informazioni esterne che decidiamo di cogliere e quali invece decidiamo di trascurare.
  • Come riorganizziamo le informazioni accumulate in memoria per interpretare comportamenti di altri e esprimere dei giudizi sociali.
  • La cognizione sociale permette di studiare e spiegare un’ampia gamma di fenomeni sociali.
  • Ci permette di rispondere ad alcune domande che noi stessi spesso ci poniamo (perché il mio vicino di casa cinese, in realtà è una persona molto socievole?).

Modelli di cognizione sociale

  1. Taylor (1981) individuo come economizzatore cognitivo: gli individui hanno risorse cognitive limitate e per questo non possono tenere conto di tutti gli stimoli sociali circostanti, il numero e complessità degli stimoli è superiore rispetto alle risorse cognitive individuali perciò gli individui economizzano le loro risorse trovando delle “scorciatoie cognitive”.

Si utilizzano quindi delle strategie comuni che sono inevitabili perché permettono all’individuo di far fronte al mondo sociale circostante, tuttavia possono produrre errori e distorsioni nel ragionamento e giudizio sociale. Le scorciatoie cognitive conducono l’individuo alla categorizzazione sociale. Altri tipi di scorciatoie sono le euristiche che permettono di elaborare gli stimoli che abbiamo davanti con poco sforzo. Tuttavia queste scorciatoie possono condurre l’individuo ad errori e distorsioni nel ragionamento e giudizio sociale.

  1. Modello tattico motivato (Fiske e Taylor): Qui l’aspetto motivazionale è un aspetto cruciale che conduce l’individuo all’uso di molte o poche risorse cognitive nell’elaborazione delle informazioni esterne. Se motivata, la persona adotta strategie accurate, altrimenti adotta scorciatoie cognitive (Es: se con una persona dovrò intraprendere una relazione di lavoro, amorosa, mentre se con l’individuo non avrò nulla a che fare è più probabile intraprendere scorciatoie cognitive).

L’individuo è un tattico motivato => Decide di utilizzare diverse strategie a seconda della propria motivazione.

Strategie nella cognizione sociale

Gli individui possono utilizzare strategie diverse per la conoscenza del mondo sociale:

  1. Bottom-up: dal basso verso l’alto: processo che richiede l’impiego di molte risorse cognitive, la motivazione è alta.
  2. Top-down: dall’alto verso il basso: se la motivazione è bassa e le risorse cognitive non adeguate. Ci permette di utilizzare poche risorse cognitive in poco tempo e può portarci a giudizi e considerazioni che però possono essere fuorvianti.

Il processo bottom-up parte da un’analisi approfondita e accurata dello stimolo come identità a sé stante, ovviamente più dispendiosa in termini di tempo e risorse cognitive. Il processo top-down non parte dallo stimolo ma da concetti, rappresentazioni che noi abbiamo immagazzinato in memoria di quello stimolo, di particolari categorie. Strategia molto utile perché fa andare oltre la realtà visibile. L’individuo comprende i potenziali comportamenti dell’altro.

Partendo da concetti che possiedo già, tratto nuovi stimoli sociali.

Categorizzazione

È un processo che implica la classificazione, l’inclusione di stimoli (persone, animali, oggetti) all’interno di una particolare categoria. La funzione principale è quella di semplificare il mondo circostante in quanto lo stimolo, potenzialmente nuovo, non viene più esaminato come identità a sé stante ma come esemplare di una categoria. Il processo di categorizzazione è utilizzato da noi quotidianamente.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Naomi1995 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Andrighetto Luca.
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