3 ott. 2018
LIBRO: PSICOLOGIA SOCIALE – TEORIE E APPLICAZIONI
CAPITOLO 1: CHE COS’È LA PSICOLOGIA SOCIALE?
La psicologia sociale è l’unione di due diverse visioni (sguardo sull’individuo -psicologia- e
sguardo sul contesto -sociale-)
La psicologia sociale si occupa dei problemi che attraversano una società e nasce collegata a
un grande bisogno di cambiamento. Alla psicologia sociale non interessa solo il motivo per cui
le persone fanno determinate cose, ma si occupa anche di capire come aiutarle a farle meglio.
La psicologia sociale è una delle discipline della psicologia che studia l’interazione
(interazione intesa come qualcosa che ha un impatto sull’individuo) tra le persone e ne studia
manifestazioni, cause, conseguenze e processi psicologici coinvolti (es: aggressività,
comunicazione, altruismo, aiuto reciproco, ecc.).
La psicologia sociale è la scienza del “dipende”.
Se le persone fano una cosa relativamente semplice o una cosa che sanno fare bene vicino a
qualcun altro che fa la stessa cosa la fanno meglio. Uno dei primi esperimenti della psicologia
Triplett
sociale su proprio di questo tipo: lo psicologo mise dei bambini ad arrotolare un
rocchetto della canna da pesca uno vicino all’altro e ne misurò i tempi. Si accorse che se lo
facevano da soli ci mettevano un certo tempo, mentre se lo facevano accanto ad un altro
bambino che faceva la stessa cosa ci mettevano di meno il solo fatto di stare vicino a
qualcuno che compie la medesima azione fa avere una prestazione migliore (effetto di
facilitazione sociale).
Alcuni anni dopo però altri psicologi sociali si resero conto che se un individuo svolge un
compito complesso o in cui non è particolarmente bravo in presenza di altri, tende a svolgerlo
peggio (effetto di inibizione sociale). dall’interagire, la sola presenza
indipendentemente
di altri ha un effetto sul nostro comportamento.
Allport:
Definizione di <<La psicologia sociale è l’indagine scientifica di come pensieri,
sentimenti e comportamenti degli individui siano influenzati dalla presenza oggettiva,
immaginata o implicita degli altri>>presenza di due triadi (1.pensieri-sentimenti-
comportamenti e 2.presenza oggettiva-immaginata-
implicita)
Pensieri, sentimenti e comportamenti sono legati tra di loro (ma non sono subordinati l’uno
all’altro) e mutano a seconda della presenza di altri individui (vedi citazione) e a seconda del
contesto.
•Presenza oggettiva: presenza fisica di altre persone (es: vedere una persona per strada)
•Presenza immaginata: immaginare di essere in presenza di altre persone (es: ricordare una
serata trascorsa con gli amici)
•Presenza implicita degli altri: si manifesta, è presente in noi nelle norme alle quali siamo
socializzati (sociali o morali), che sono indicazioni di comportamento (indicano ciò che è
giusto e ciò che è sbagliato). Nel processo di socializzazione che ciascuno di noi attraversa ci
vengono fornite norme, ovvero indicazioni di comportamento norme= presenza implicita
degli altri
Le norme definiscono l’appartenenza ad un gruppo e differenziano i gruppi tra di loro.
La psicologia sociale può essere definita anche una ‘psicologia culturale’ (=psicologia di
come i contesti diversi, che sono la cultura di un gruppo, di un popolo o di un sottogruppo,
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impattano sul modo in cui le persone si comportano) contesto= sistema di relazioni in cui
l’individuo è inserito
La psicologia sociale differisce dalle discipline affini o correlate (es: differisce dalla psicologia
generale, dalla sociologia, ecc.).
Tutti noi siamo capaci di avere interazioni con gli altri (es: costruire relazioni di amicizia,
costruire gruppi per raggiungere obiettivi, ecc.), di comprendere e prevedere i comportamenti
delle persone in linea di massima, ovvero siamo dotati di una competenza di base che ci
egocentralità
permette di conoscere gli altri. Tuttavia, in questa capacità siamo limitati dall’
(riteniamo i nostri pensieri e comportamenti migliori rispetto a quelli altrui), perciò spesso
tendiamo all’errore.
LIVELLI DI SPIEGAZIONE DELLA PSICOLOGIA SOCIALE
La psicologia sociale ragiona su quattro livelli di spiegazione (=tipologia di concetti, processi e
linguaggi usati per spiegare un fenomeno):
1) Intrapersonale= “dentro le persone”. Guarda i modi in cui funziona il nostro apparato
cognitivo per cercare di spiegare come ci formiamo delle idee su una persona.
2) Interpersonale e situazionale= collocazione dei processi individuali dentro un contesto.
Mi chiedo: succede qualcosa di diverso nei diversi contesti? A seconda del contesto, i vari
processi prendono una forma piuttosto che un’altra.
3) Posizionale= la posizione degli individui in un contesto ha un impatto sull’orientare un
certo fenomeno che sto cercando di comprendere (sistemi di status socio-economico e
culturale). Quando le persone hanno diversi status sociale si comportano in modo diverso tra
di loro.
4) Ideologico= sistemi di credenze impliciti che organizzano il mondo, che orientano i nostri
pensieri (alcuni in modo negativo, come fascismo e nazismo).
La psicologia sociale si occupa di capire quali sono i fattori che influenzano i comportamenti
sociali e relazionali tra gli individui. Si prendono quindi in considerazione: processi individuali,
contesto sociale, posizione sociale (status) e ideologie. Ciascun livello può essere indagato
singolarmente, ma alcune teorie tengono conto di più livelli per spiegare un dato
comportamento da punti di vista differenti.
riduzionismo
Per esempio, si parla di quando si considera un solo livello di spiegazione. Le
Riduzionismo=
spiegazioni semplici sono preferibili in quanto risolvono un problema.
spiegazione di un fenomeno attraverso il linguaggio e i concetti propri di un livello di analisi
inferiore, solitamente con una conseguente riduzione della capacità esplicativa. Spesso la
psicologia sociale è stata accusata di essere riduzionista, ovvero di spigare fenomeni
complessi in maniera semplice, di spiegare il comportamento sociale in termini che non sono
sociali, come quando rimanda ai processi cognitivi e motivazionali.
Doise
Lo psicologo sociale sostiene che siano buone teorie quelle in grado di integrare tra loro
diversi livelli di spiegazione. Si ha un buon livello sociale quando si riescono ad integrare tutti
e quattro i fattori per comprendere e indagare un comportamento. Bisogna mantenere un
senso critico e di conseguenza al variare del contesto varia la situazione.
CHE COSA STUDIA LA PSICOLOGIA SOCIALE?
Si occupa di molti problemi. Ciò che caratterizza la psicologia sociale è l’approccio, ovvero il
fatto che tiene costantemente insieme lo sguardo sull’uomo e quello sul contesto
2 4 ott. 2018
LA PSICOLOGIA SOCIALE COME SCIENZA
Una disciplina non si definisce solo per quello di cui si occupa, ma anche per come se ne
occupa. La psicologia sociale è considerata a tutti gli effetti una scienza.
Psicologia sociale e sociologia sono affini, ma ciò che fa la differenza è lo sguardo, la
prospettiva di queste due discipline. La sociologia ha lo sguardo specifico sul funzionamento
dei gruppi e degli individui, mentre la psicologia sociale osserva le modalità con cui i
fenomeni prendono forma nei contesti sociali di relazione tra gli individui.
La psicologia sociale è una scienza, dove per scienza intendiamo un metodo di studio (della
natura) che include la raccolta di dati per verificare ipotesi. La psicologia sociale è quindi una
scienza empirica, in quanto fa affermazioni basandosi su dati raccolti.
I dati servono per verificare IPOTESI (=previsioni verificabili empiricamente sui rapporti di
relazione e di causa-effetto), le quali vengono prese dalle TEORIE (=insieme di concetti e
principi correlati che spiegano un determinato fenomeno). ipotetico-deduttivo
percorso
(da una certa teoria deduco una certa ipotesi)
Da dove prendo le teorie? Da intuizioni, da osservazioni casuali del comportamento, da
riflessioni fatte su eventi che accadono.
Una delle tendenze fondamentali dell’essere umano è quella di mantenere coerenza tra
pensiero e azioni (le persone hanno bisogno di coerenza) quando vi è incoerenza ci si sente
a disagio. Visto che le persone vogliono coerenza, elimineranno l’elemento più debole (es: la
volpe e l’uva -non riesco a raggiungere l’uva, quindi dico che l’uva è acerba-), modificheranno
il loro atteggiamento iniziale
Se induco incoerenza in un individuo riesco a modificare il suo comportamento. Si può anche
provare a creare dissonanza per osservare il modo in cui l’individuo agisce per modificare il
proprio atteggiamento iniziale in modo da ristabilire equilibrio.
Noi percepiamo la realtà non per come essa è, ma per come noi la immaginiamo, ovvero
secondo le caratteristiche che le attribuiamo.
Il vantaggio del metodo scientifico è il fatto che io posso fare ipotesi e portare dati che
supportino le mie ipotesi, ma anche altri possono raccogliere altri dati e provare a sfidare le
mie ipotesi metodo aperto e democratico. La sfida è un elemento essenziale del processo
costitutivo della scienza.
L’esistenza di competizione all’interno di una comunità scientifica ci protegge dall’inganno. Un
bad science:
chiaro esempio di inganno è la cosiddetta alcuni studiosi si inventano dati; questi
vengono poi scoperti quando un altro scienziato prova a replicare l’esperimento utilizzando i
medesimi dati.
Cos’è un esperimento? L’esperimento è un modo per mettere alla prova le ipotesi; si fa
qualcosa per osservarne l’effetto su qualcos’altro; si manipola la variabile indipendente per
osservare cosa essa produce in un determinato contesto.
Esistono due tipologie differenti di metodi: il metodo non sperimentale e il metodo
sperimentale. Il metodo sperimentale richiede l’intervento di una o più variabili
indipendenti (variabili che io posso manipolare) e dipendenti (variabili che cambiano in
seguito a modifiche nella variabile indipendente).
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•variabile indipendente= variabile controllata dallo sperimentatore. Aspetti della situazione
che cambiano in modo spontaneo o che possono essere manipolati dallo sperimentatore per
avere effetti su una variabile dipendente.
•variabile dipendente= deriva dalla verifica o dalla smentita dell’ipotesi, che varia a
seconda dell’esito dell’esperimento. È una variabile che cambia in seguito a modifiche nella
variabile indipendente.
La variazione della variabile dipendente dipende dalla variazione delle variabili indipendenti.
La sperimentazione comunque non è semplice, perché bisogna essere sicuri che quando si
manipola una variabile non si manipoli inavvertitamente qualcos’altro che potrebbe essere
causa dell’effetto prodotto. Ciò può avvenire se nell’esperimento vengono introdotte una o più
delle seguenti situazioni:
•confusione= situazione di cui due o più variabili indipendenti covariano in modo tale che è
impossibile sapere quale è causa dell’effetto.
Un problema della sperimentazione è che è complicato costruire una situazione in cui si è
sicuri che si modifichi una sola variabile.
•caratteristiche della richiesta: elementi di esperimento che sembrano richiedere una
certa risposta. Le caratteristiche della richiesta sono tali da non poter rilevare nelle due
casistiche proposte se la variabile manipolata influenza il risultato.
Il vantaggio di condurre un esperimento in laboratorio è dato dalla possibilità di controllare la
situazione in modo che le manipolazioni risultino pure e non confuse. In laboratorio però non
si può fare tutto, alcune situazioni non possono essere riprin quanto comunque non si tratta
della vita reale, ma di una simulazione della realtà (situazione artificiale). Ci si chiede poi:
fuori dal laboratorio le persone si comporteranno nello stesso modo?
Correlazione: fenomeno per cui i cambiamenti in una variabile si combinano in modo
attendibile (al variare di un aspetto varia anche l’altrocresce uno e si abbassa l’altro, cresce
uno e cresce anche l’altro o decresce uno e decresce anche l’altro). Non è possibile stabilire
quale delle due variabili abbia causato il cambiamento (confronto tra due gruppi di persone
con caratteristiche differenti per osservare la correlazione senza però poter stabilire se quella
variabile sia effettivamente la causa del cambiamento).
Si possono costruire esperimenti per osservare fenomeni cercando di ottenere risultati più
vicini possibili alla verità. Per irrobustire il risultato posso aumentare i campioni da esaminare,
oppure posso ricreare situazioni simili per osservarne il risultato. La correlazione mi aiuta ad
irrobustire la certezza riguardo ad un determinato esperimento. Non posso quindi essere
sicuro di quale sia la variabile dipendente e indipendente e non posso in alcun modo
escludere che possa esistere una terza variabile che sia in grado di produrre tali effetti. Il
raggiungimento della certezza di un determinato fenomeno osservato si può avere solo
mediante lo svolgimento diun esperimento. Con l’esperimento posso però solo costruire un
ragionamento, non posso definire quale variabile comporti un dato effetto. Ci possono sempre
essere altre variabili e quindi la ricerca deve continuare.
ALTRI METODI DI RICERCA
•ricerca d’archivio: metodo non sperimentale utile per indagare fenomeni ampiamente
diffusi non riproducibili in laboratorio o per analizzare fenomeni in una prospettiva storica (es:
è impossibile ricreare il laboratorio l’esperienza di vita per anni in un campo di
concentramento a questo punto vengono utilizzati dati d’archivio). Tuttavia, la ricerca
d’archivio può rivelarsi inattendibile perché il ricercatore non ha il controllo pieno sulla
raccolta dei dati iniziali. 4
•studio di un caso: metodo non sperimentale attraverso cui conduco un’analisi approfondita
di un evento tramite interviste, raccolte di dati, questionari, ecc. I risultati non possono essere
facilmente estesi ad altri casi.
•analisi del discorso: metodologia che si focalizza sul modo in cui le persone utilizzano il
linguaggio per fare qualcosa. Le parole servono anche per costruire certe rappresentazioni
della realtà che vengono poi condivise con gli altri.
•ricerca basata sull’inchiesta: vengono poste domande a un campione di persone (in Italia
si utilizza un campione di circa 15000 persone).
•ricerca sul campo: vado a vedere cosa succede nei contesti reali. Ricerca di tipo
osservativo 5 ott. 2018
SCELTA DEL METODO
Esperimento= metodo per eccellenza della psicologia.
La scelta del metodo da utilizzare dipende dal problema di cui mi occupo, dalle risorse
disponibili per effettuare la ricerca.
Una variante allo studio di un caso è l’analisi de discorso= metodologia di costruzione di
analisi dei dati, modo in cui le persone usano il linguaggio per fare qualcosa (connotazioni e
significati). Se viene condotta in modo appropriato, può dimostrarsi molto efficiente per
rilevare sistemi di rappresentazione, atteggiamenti e sentimenti che le persone possono voler
nascondere.
Discorsive psychology: le parole servono per costruire rappresentazioni della realtà e
condividerle con altri per convincerli della bontà delle nostre rappresentazioni (linguaggio
usato come rappresentazione della realtà).
La psicologia è interessata a capire come intervenire su una determinata situazione. L’analisi
del discorso cerca di analizzare delle modalità di osservare un discorso. Cerca di fare ciò
attraverso due modalità di ricerca distinte:
•ricerca basata sull’inchiesta= domande (questionari per misurare gli atteggiamenti,
domande dirette, ecc.) sottoposte a un campione rappresentativo di persone. Esempio: un
campione rappresentativo della popolazione italiana è di 1500 persone (è fattibile,
analizzando un numero così ridotto di persone, determinare i comportamenti di un numero
significativo di persone). I risultati di questa ricerca sono molto attendibili (90%) ma non certi
al 100%.
•ricerca sul campo= mi reco direttamente sul campo e osservo. I dati vengono raccolti
direttamente nell’ambiente in cui il fenomeno si sviluppa (es: scuole, ospedali, ecc.).
Attraverso questo metodo è possibile analizzare i comportamenti in determinati contesti
dell’interazione tra quello che vorrei e il contesto nel quale trovo quello che vorrei. (es: voglio
comprare una cosa al supermercato ma non ho molti soldi quindi devo fare attenzione agli
sconti). Questa ricerca è di tipo osservativo in quanto osserva la relazione tra il contesto e i
processi individuali; è quindi molto più soggetta ad errori e a influenza da parte del ricercatore
(le persone modificano il proprio comportamento perché sono osservate da altri).
Quello che si può fare è fare delle previsioni su dei comportamenti generali (andamento
generale dei fenomeni), ma non prevedere i comportamenti più complessi (come i
cambiamenti improvvisi). L’umano ha infatti complessità che determinano il
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comportamento/pensiero/reazione che è diversa da quello dei fenomeni di cui si occupa la
natura.
Esiste un’interazione tra individuo e contesto ed è importante per la psicologia sociale la
scelta del metodo. La scelta di un metodo appropriato è influenzata da fattori che hanno a che
fare con:
•le caratteristiche del problema/fenomeno e la natura dell’ipotesi indagata (=la natura del
problema che mi pongo).
•le risorse disponibili per effettuare la ricerca (es. tempo, denaro, partecipanti, ecc.).
•le basi etiche del metodo (es: non si può far subire a una persona un crimine violento solo
per po
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