Estratto del documento

Psicologia sociale (Andrighetto, Riva)

Introduzione alla psicologia sociale

Il compito principale della psicologia sociale è cercare di predire come si sentiranno (Affect, emozioni), come si comporteranno (Behavior, comportamento), e cosa penseranno (Cognition, cognizione) gli esseri umani in un dato contesto sociale. L’interesse è focalizzato sull’intersezione tra la dimensione individuale e quella sociale.

Psicologia sociale = indagine scientifica del modo in cui emozioni, pensieri e comportamenti degli individui sono influenzati dalla presenza - o assenza - fisica, immaginata o implicita (norme sociali) o virtuale di altri esseri umani.

Uno degli elementi di maggiore complessità riguarda la sovrapposizione tra oggetto e soggetto di studio (l’essere umano). Ciò che definisce una disciplina in quanto scienza non dipende da quello che si ricerca (oggetto di studio) ma come lo si studia (metodo), la psicologia sociale utilizza un metodo sperimentale.

Uno dei focus principali riguarda lo scarto tra realtà oggettiva e percezione soggettiva; per esempio, le illusioni ottiche (il triangolo di Gaetano Kanizsa) testimoniano come la mente umana non si limiti a recepire fedelmente la realtà ma che la rielabori attivamente per produrre rappresentazioni dotate di significato che possono essere anche molto distanti dalla realtà oggettiva stessa.

  • Effetto Dunning-Kruger: effetto generale che prende il nome dagli stessi ricercatori; meno sappiamo di una data materia e più saremo convinti delle nostre opinioni. È una distorsione cognitiva a causa della quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità autovalutandosi erroneamente esperti; al contrario, persone davvero competenti hanno la tendenza a sottostimare la propria reale competenza.

La psicologia sociale è caratterizzata da costanti intersezioni e influenze con altre discipline.

  • Psicologia sociale VS sociologia: i punti in comune tra le discipline sono diversi, sono entrambe scienze sociali che studiano gli individui all’interno di gruppi e società; si occupano degli stessi fenomeni sociali; la principale differenza riguarda il focus di analisi: la psicologia sociale (livello micro, livello dell’individuo, indaga come pensieri, emozioni e comportamenti influenzano e sono influenzati dai gruppi sociali o dalla società) VS la sociologia (analisi più generale, livello macro, indaga sulla formazione di gruppi e possibili cambiamenti).
  • Psicologia sociale VS altre psicologie: l’importante contributo fornito dalla psicologia della personalità, le caratteristiche di personalità e le differenze individuali vengono associate come variabili moderatrici (fattori che possono amplificare o diminuire gli effetti dei processi psicologici generali indagati).

Origine, evoluzione e futuro della psicologia sociale

  • 1864: il filosofo Carlo Cattaneo pubblicò un articolo nella rivista Il Politecnico, in cui espose la teoria delle menti associate (secondo cui le nuove idee determinanti per il progresso di una società emergono soltanto attraverso l’interazione tra le menti individuali).
  • 1867: Norman Triplett (professore presso Indiana University) condusse uno studio empirico considerato da molti come il primo esperimento di psicologia sociale (registrazione dei tempi di gara di ogni ciclista osservando la differenza tra le prestazioni tra ciclisti o quelle registrate dal cronometro), l’effetto di coazione, l’esperimento rappresenta una prima dimostrazione indiretta dell’effetto di facilitazione sociale.
  • Anni '20/'30: la psicologia sociale si afferma come vera e propria disciplina nel contesto statunitense (studio degli atteggiamenti, formazione delle norme sociali, influenza sociale).
  • Influenza della Seconda Guerra Mondiale, ricerche sul conformismo di Solomon Asch e sull’obbedienza all’autorità di Stanley Milgram.
  • Anni '60/'70: la psicologia sociale si afferma in Europa (Moscovici e lo studio sull'influenza sociale delle minoranze; Tajfel e lo studio sulla categorizzazione sociale e sui gruppi minimi).

Direzioni future: la disciplina vive attualmente una profonda crisi legata a dibattiti tra i ricercatori, alla crisi della replicabilità, ci si interroga circa l’attendibilità dei campioni dei partecipanti (campione WEIRD, campione privilegiato) e il problema della validità esterna.

Fare ricerca in psicologia sociale

Le teorie scientifiche si propongono di spiegare e prevedere dei fenomeni in modo sistematico, proponendo una serie di affermazioni che specificano le relazioni tra concetti e variabili relative al fenomeno di interesse. Una teoria è:

  • Insieme di proposizioni organizzate sulla base di regole logiche;
  • Collocata a un elevato livello di astrazione e generalità;
  • Deriva da una serie di osservazioni empiriche.

L’ipotesi è un’affermazione che mette in relazione due o più concetti (ipotesi è un tipo di proposizione). Le ipotesi concettuali, caratterizzate però da un livello troppo astratto per poter essere sottoposte al vaglio empirico, richiedono l'operazionalizzazione, cioè la trasformazione dell’ipotesi concettuale in operativa.

Quando un concetto viene operazionalizzato, si trasforma in una variabile (entità empiricamente rilevabile che può assumere diversi valori). Quando l’ipotesi prevede un nesso causa-effetto: il ruolo di causa è assegnato alla variabile indipendente e la variabile su cui si vuole verificare l’effetto è chiamata variabile dipendente.

In base allo scopo della ricerca, esistono 3 opzioni:

  • Indagine descrittiva: svolte attraverso l’osservazione, i questionari e le ricerche d’archivio. Possono consistere in rilevazioni molto approfondite su pochi casi o rivolgendo poche domande ad un campione più ampio e rappresentativo possibile. Rappresenta il primo approccio ad un’area di ricerca e possono aiutare ad arrivare a definizioni operative più precise.
  • Indagine correlazionale: un tipo di ricerca che ha lo scopo di studiare come ciò che accade a livello comportamentale (cognitivo/emotivo) è in relazione con altri fattori e condizioni (dimensioni/variabili). Vengono utilizzate delle tecniche statistiche, è un tipo di ricerca pratico e flessibile, possono essere indagate contemporaneamente le correlazioni tra molte variabili rilevate attraverso misure diverse. È possibile coinvolgere un ampio numero di partecipanti. Contro: la correlazione non determina una prova sull’esistenza e sulla direzione di un nesso causa-effetto tra le variabili; il problema della terza variabile, la variabile interveniente, la relazione tra le variabili X e Y può essere dovuta ad una terza variabile K che le determini entrambe.
  • Indagine sperimentale: tipo di ricerca per testare una relazione causa-effetto; caratterizzata dalla presenza di una manipolazione sperimentale (creazione di due o più condizioni sperimentali che riflettono i diversi livelli della variabile indipendente). Si avrà la condizione sperimentale e il gruppo di controllo; Alto controllo del ricercatore sulla condizione sperimentale; Assegnazione casuale dei partecipanti alle condizioni o randomizzazione (che ogni partecipante abbia le stesse probabilità degli altri di essere assegnato alle diverse condizioni sperimentali).

Metodi di raccolta dati: (fonte di registrazione o osservazione e il grado di intrusività di una misura, limitando la consapevolezza del partecipante di essere oggetto di indagine dei ricercatori).

  • Self-report: misure basate sulla testimonianza diretta del partecipante tramite questionario cartaceo o telematico, sono misure semplici ed economiche che permettono di indagare i processi psicologici che sottendono a un certo comportamento. Limiti: metodiche molto intrusive e distanti dall’effettivo comportamento; impossibilità di indagare temi delicati.
  • Archivio e tracce: le ricerche d’archivio si basano su dati raccolti precedentemente per scopi indipendenti da quelli dell’attuale ricerca. Le tracce sono una tecnica di raccolta dati affine alla ricerca d’archivio (osservazione tracce fisiche dei comportamenti attuati) sono misure poco intrusive, permettono un confronto nel cambiamento di comportamento su un arco temporale lungo.
  • Osservazione
  • Misure psicofisiologiche (centrate sull’attività del sistema nervoso autonomo e periferico e misure dirette dell’attività cerebrale).
  • Misure implicite: valutano i pensieri e i sentimenti della persona senza chiederglielo in modo diretto, si basano sui tempi di risposta delle persone a determinati stimoli e sugli effetti di facilitazione e interferenza cognitiva (Implicit Association test). I partecipanti sono consapevoli di essere oggetto di studio.

La cognizione sociale

La cognizione sociale analizza l’individuo immerso nel contesto sociale alle prese con la raccolta, l’elaborazione e l’interpretazione di informazioni. Studia le strutture e i processi che permettono alle persone di pensare e dare un senso a sé stesse, agli altri e alle situazioni sociali. I processi analizzati indagano la percezione e l’elaborazione del giudizio in merito ad altri agenti sociali; sono profondamente influenzati dal contesto sociale e forgiano il nostro comportamento nei confronti di altri esseri umani; la cognizione sociale si occupa anche di fattori motivazionali, di risposte emotive e comportamentali e della loro interazione. (non è un argomento ma un approccio, una cornice teorica entro cui indagare diversi processi). È una tematica in relazione con ambiti di applicabilità molto vari (comprensione dell’individuo in un’ottica relazionale, come l’individuo elabora ed interpreta le informazioni).

Il primo principio che regola i nostri processi cognitivi è:

  • Accessibilità: più le informazioni sono accessibili e più esercitano un’influenza sulla nostra vita mentale, sul modo di percepire gli altri e di interpretare la realtà sociale; un’informazione è accessibile perché è in grado di attirare la nostra attenzione in virtù della salienza o rarità.
  • Profondità di elaborazione: il secondo principio riguarda la profondità di elaborazione delle informazioni (gli individui tendono a risparmiare energie cognitive e ad affidarsi ad un’elaborazione superficiale).
  • Conservatorismo: gli individui inoltre tendono al conservatorismo (sono propensi a conservare le proprie idee, le proprie ipotesi sociali e le prime impressioni).

I principi motivazionali possono essere suddivisi in:

  • Principi direzionali: quelli che interagiscono con i processi cognitivi per portare l’esito del percorso verso una conclusione desiderata (spinta e propensione degli esseri umani a valorizzare se stessi, cose e persone connesse al proprio Sé).
  • Principi non direzionali: propensione degli esseri umani verso il raggiungimento di un senso di padronanza del proprio mondo, non è rivolto ad una conclusione specifica ma al tentativo più generale di comprendere gli eventi, fornire una spiegazione e di fare previsioni attendibili.

La cognizione sociale può essere spiegata facendo riferimento a due classi di processi:

  • Processi controllati: attivati e terminati consapevolmente, richiedono una quantità considerevole di risorse cognitive e svolgono la loro funzione sotto il controllo volontario dell’individuo.
  • Processi automatici: si attivano in modo non intenzionale, non sono consapevoli e richiedono una quantità ridotta di risorse cognitive. Generano le cosiddette impressioni intuitive (es. priming).

Altri processi includono:

  • Bottom-up: processi dal basso verso l’alto, dall’osservazione e analisi della situazione sociale (utili quando la persona si trova in un contesto nuovo).
  • Top-down: quando la percezione è guidata da schemi e conoscenze già presenti in memoria (permettono di processare i dati in ingresso con maggiore efficienza, es. stereotipi).

Giungere a giudizi sociali senza eccessivi sforzi cognitivi: mediante le euristiche.

  • Rappresentatività
  • Disponibilità
  • Legge dei piccoli numeri (gli individui non riescono a tener presente grandi numeri nel corso di un ragionamento probabilistico)
  • Correlazione illusoria (tendenza a percepire o sovrastimare la relazione tra due variabili anche quando queste due non sono legate tra loro)

La percezione del sé e la percezione degli altri è stretta e bidirezionale (capire come vediamo noi stessi, ci aiuta a comprendere come ci comportiamo nel nostro contesto sociale, come percepiamo gli altri).

  • Schemi di sé: insieme di tutte le rappresentazioni che la persona ha di se stesso, strutture di conoscenza, generalizzazioni cognitive derivate da esperienze passate, che organizzano in memoria e ordinano tutte le rappresentazioni che la persona ha dei propri attributi, ruoli ed episodi sociali. (caratterizzati da conservatorismo = l’individuo tende a mantenere e conservare questi schemi del sé). Lo schema di sé guida la propria auto percezione (schemi relativi a diverse dimensioni e flessibili in modo da rispondere a specificità contestuali). Questi schemi:
    • Facilitano l’elaborazione delle informazioni riguardo al sé in domini specifici.
    • Favoriscono il ricordo di informazioni/episodi che hanno coinvolto l’individuo.
    • Guidano il comportamento futuro (mantenere una visione di sé coerente).
  • La relazione tra la percezione del sé e la percezione di persone con le quali si ha una relazione intima: sovrapporre la loro rappresentazione alla rappresentazione del nostro sé in un processo di integrazione. Questo può comportare l’utilizzo dello schema del sé come punto di riferimento egocentrico per definire gli altri (e effetto del falso consenso).

Bias che porta gli individui a credere erroneamente che gli altri individui la pensino e si comportino come noi, abbiano gli stessi valori e le stesse aspirazioni.

In questa dinamica bidirezionale, le persone tendono a proiettare le caratteristiche del sé sul proprio gruppo di appartenenza (ingroup) più che su un gruppo diverso (outgroup). Questi processi sono definiti social projection o self-anchoring (l’immagine dell’ingroup viene ancorata alla rappresentazione del sé fino a diventarne una copia).

  • Le persone tendono a rappresentarsi in modo favorevole, questa protezione al gruppo di caratteristiche positive fa sì che l’ingroup assuma connotazioni positive; processo che ha conseguenze rilevanti nella percezione delle categorie sociali e nella risposta comportamentale nei confronti dei loro membri.
  • Attraverso il processo di autostereotipizzazione gli individui si identificano con una categoria sociale e attribuiscono a sé stessi le caratteristiche tipiche di quel gruppo.

Autoreferenziale (dal sé al gruppo), l’individuo tenta di inserirsi in una dinamica di gruppo più affine possibile all’individuo, consona alle proprie rappresentazioni. Questo mi spinge ad avere una convenzione degli altri simile alla mia. Fase iniziale di socializzazione (permette di comprendere i valori di un gruppo e cercare di adattarsi) deindividuazione (metto da parte i miei schemi per convergere verso le rappresentazioni del gruppo = autostereotipizzazione).

La formazione delle impressioni

Si occupa di comprendere come le persone sviluppino un giudizio sociale sugli altri partendo dai primi millisecondi della percezione e come viene perfezionato attraverso dei meccanismi più controllati ed elaborati e come questo può essere aggiornato e modificato. La formazione di un’impressione è un processo di organizzazione in una struttura coerente di conoscenze delle informazioni relative ad un individuo derivate da un’esperienza diretta (processo top down).

  • Alto valore adattivo (comprensione delle intenzioni)
  • Determina una categorizzazione e modula la nostra risposta comportamentale

Effetto alone: studio degli effetti dell’aspetto degli elementi superficiali osservabili immediatamente (comunicazione non verbale, aspetto fisico, postura). Si attribuiscono caratteristiche positive a partire da bellezza o avvenenza delle persone in assenza di altre informazioni rilevanti. Il volto rappresenta la fonte primaria di informazione per identificare le persone e comprendere stati mentali ed emozioni.

  • Modello configurazionale di Asch (1946): la formazione dell’impressione è guidata da un nucleo interpretativo e le diverse informazioni sono organizzate e unificate all’interno di configurazioni dotate di senso compiuto. Il processo è di tipo costruttivo non riconducibile alla somma dei singoli tratti (Gestalt). Influenza dell’effetto primacy (effetto dell’ordine per cui i primi e gli ultimi item di un elenco vengono ricordati meglio e sono più salienti).
  • Modello algebrico di Anderson (1981): l’integrazione di nuove informazioni nel nostro sistema di conoscenze avviene attraverso un processo sequenziale e in continuo aggiornamento; a ogni tratto l’individuo associa una valenza e peso cognitivo quindi la creazione dell’impressione è la risultante della somma di tutte le variabili. L’impressione è un aspetto molto personale e soggettivo (diversa valenza per le diverse variabili e diversa salienza all’interno del modello).

Quando le informazioni a disposizione sono limitate per la creazione di un’impressione, vengono effettuate delle inferenze (deduzione a partire dalle poche informazioni disponibili) in base a conoscenze pregresse e schemi (per questo nella maggior parte dei casi le inferenze sono errate). (Teorie implicite di personalità = culturalmente determinate).

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 26
Riassunto esame Psicologia sociale, prof. Panno, libro consigliato: Psicologia sociale, Andrighetto e riva Pag. 1 Riassunto esame Psicologia sociale, prof. Panno, libro consigliato: Psicologia sociale, Andrighetto e riva Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia sociale, prof. Panno, libro consigliato: Psicologia sociale, Andrighetto e riva Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia sociale, prof. Panno, libro consigliato: Psicologia sociale, Andrighetto e riva Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia sociale, prof. Panno, libro consigliato: Psicologia sociale, Andrighetto e riva Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia sociale, prof. Panno, libro consigliato: Psicologia sociale, Andrighetto e riva Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia sociale, prof. Panno, libro consigliato: Psicologia sociale, Andrighetto e riva Pag. 26
1 su 26
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher psico_28 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Europea di Roma o del prof Panno Angelo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community