Gli atteggiamenti
Il termine atteggiamento in inglese “attitudine” è frequentemente usato nel parlato comune. Tale termine è usato per “riferirsi al modo in cui le persone si presentano pubblicamente”. Oggi il significato che prevale di più è: una disposizione individuale, positiva o negativa, nei confronti di qualcosa o di qualcuno.
Definizione nelle scienze sociali
Nelle scienze sociali il termine viene usato con una forte connotazione individualistica: l’atteggiamento è una proprietà dell’individuo, un modo di considerare gli oggetti con cui entra in relazione. Il termine comparve la prima volta con gli studi di Thomas e Znaniecki (1918), i quali cercarono di capire le differenze di comportamento degli immigrati polacchi negli USA, rispetto a quelli rimasti in Polonia. Arrivarono alla conclusione “l’atteggiamento è un processo mentale individuale che determina le risposte, sia affettive che potenziali, di ogni individuo al suo mondo sociale. Poiché un atteggiamento è sempre rivolto a un oggetto, esso può essere sempre definito come uno stato della mente dell’individuo verso un valore”.
Per valore s’intende qualsiasi realtà che abbia un contenuto empirico accessibile ai membri di un dato gruppo sociale. Tale definizione è stata per lungo tempo condivisa da altri autori come Allport, che ridefinì l’atteggiamento “uno stato mentale o neurologico di prontezza, organizzata per mezzo dell’esperienza, che esercita l’influenza di controllo o dinamica sulle risposte dell’individuo nei confronti di ogni oggetto o situazione con cui entra in rapporto”.
Evoluzione del concetto di atteggiamento
Nei primi anni '60 si ha l’avvento del cognitivismo, e la concezione di atteggiamento cambia nel senso che viene messa in primo piano la componente valutativa: per atteggiamento s’intende “una valutazione sommaria di un oggetto psicologico sulla base di credenze, ossia di informazioni, opinioni e pensieri che la persona possiede sull’oggetto stesso”.
Un profondo cambiamento si ebbe negli anni '80 quando si sviluppano concezioni costruzioniste per cui l’atteggiamento è più una cosa, una disposizione più o meno permanente che sta dentro le persone (proprietà individuale) ma una “costruzione situata, dipendente dal contesto”.
Filoni di ricerca
- Scienze cognitive: puntano l’attenzione sulle situazioni quotidiane, il contesto sociale, l’interazione della mente con l’ambiente. Gli atteggiamenti sono costruzioni situate che derivano dalle interazioni dell’attore con l’ambiente esterno.
- Rinnovata psicologia culturale: punta l’attenzione sulle comunità e le attività di produzione di significato; gli artefici come strumenti di mediazione; il linguaggio come modalità pratica di agire nella realtà quotidiana. Le persone sono viste come membri di una comunità all’interno della quale costruiscono e condividono il senso delle azioni. L’atteggiamento è una produzione di significato, derivante da processi di mediazione e negoziazione tra i membri della comunità.
- Psicologia discorsiva: punta l’attenzione sull’analisi del discorso come unico strumento di indagine. Il discorso è lo spazio in cui si costruisce la relazione dotata di senso tra le persone e il loro ambiente.