I gesti
Il gesto è qualche cosa che uno fa per far sì che l’altro capisca, è una comunicazione. Il gesto vuol dire che io penso che tu capisci che questa cosa che io sto facendo ha questo significato, quindi vuol dire che io ho una teoria della tua mente; lo faccio perché penso che tu capirai quello che ti voglio dire col mio gesto.
George Gervin Mead e la comunicazione attraverso i gesti
Un grande studioso, George Gervin Mead, filosofo e psicologo, scrive un libro molto bello intitolato “Mente, sé e società”, che in realtà non è un libro scritto da lui ma sono le sbobinature delle sue lezioni, perché c’era un ragazzo molto sveglio e il papà gli aveva messo vicino una stereografa, così abbiamo queste lezioni.
Mead parlando dei gesti dice: c’è un bambino molto piccolo nella culla, c’è un giocattolo molto colorato, molto affascinante che lui cerca di prendere ma è troppo distante; però vicino al bambino c’è un adulto, che si cura del bambino, che guarda la direzione degli occhi del bambino e capisce che il bimbo vuole il giocattolo (possiamo definirlo movimento appellativo) e allora gli prende il giocattolo e lo dà al bimbo.
C’è la deviazione coniugata degli occhi, ovvero io indico una cosa e poi guardo l’altro per vedere se tutti e due stiamo guardando la stessa cosa. Per fare questo devo avere una bella teoria della mente, guardando la persona devo interpretare questi movimenti.
Luigia Camaioni e l'importanza della direzione dello sguardo
C’è una studiosa importante italiana, Luigia Camaioni, che dice: se i bambini, a partire da una certa età, e se l’adulto gli indica una cosa e loro non guardano la stessa direzione che l’adulto gli indica, questo è il segnale di una malattia grave che è l’autismo, ovvero difficoltà nel guardare l’altro e senza neanche accorgersene fare alcune ipotesi sul fatto che alcuni dei comportamenti del suo corpo sono mossi da delle intenzioni.
Una intenzione molto interessante è l’intenzione comunicativa. Con quest’ultima si studia il fatto che a partire dal momento che il bambino inizia a riconoscersi come un essere separato comincia ad elaborare le teorie della mente.
Gesto deittico - Definizione
Gesto deittico vuol dire un gesto in cui si cerca di attirare l’attenzione dell’altro su qualche cosa che è nell’ambiente. Secondo Tomasello la comunicazione umana nasce dal gesto deittico, fatto per aiutare l’altro (l’altro è in difficoltà, non riesce a trovare una cosa che aveva usato fino a poco tempo prima, e il bambino gli fa un gesto come per dire: è là!). Oltre al gesto deittico altruistico c’è anche il gesto deittico imperativo ovvero: dammelo, dammi quello.