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PSICOLOGIA SOCIALE DELLA COMUNICAZIONE Lezione 1 - 18 febbraio

Gli usi della psicologia: - questo modo di presentare la psicologia consiste nel presentare una

Uso illusorio della psicologia

visione distorta della psicologia, come se si trattare di una scienza che conosce i segreti della mente,

capace di eliminare le so erenze umane, in realtà promuove solo illusioni di benessere. L’uso illusorio è

responsabile di una concezione onnipotente e onnisciente della psicologia e del ruolo dello psicologo e

di un’aspettativa magica nei loro confronti. Non è un modo scienti co e la presenta come un rimedio per

tutti i mali, come fosse magica e potesse eliminare qualsiasi problema della vita;

- uso inutile, super ciale e generico. Assomiglia a parole di confronto,

Uso consolatorio della psicologia

buon senso e non ad una disciplina scienti ca. Comporta la di usione di consigli su qualsiasi

argomento e un uso sfrenato di test psicologici su qualsiasi argomento. È molto di uso sopratutto nei

periodici femminili di largo uso. Banalizza molto la disciplina e la presenta in maniera dozzinale, in

particolare modo si usano impropriamente i test che consentono di conoscerci meglio ma hanno avuto

un processo di standardizzazione;

- è un uso pro cuo come modulazione dell’ansia, della so erenza,

Uso trasformativa della psicologia

della depressione mostrando però i limiti di questa scienza e la sua impotenza di fronte a determinati

poteri. Invece di negare i problemi con soluzioni miracolose o rassicurazioni ne riconosce il signi cato e

l’inevitabilità aiutando la persona a ri ettere. Un uso interrogativo, nalizzato ad aiutare, osservare,

osservarsi meglio ed acquisire maggiore consapevolezza della realtà mentale e sociale. Senza premesse

di evitare dolore, guida la persona a tollerare e gestire meglio la so erenza, di coltà e problemi

relazionali.

I primi due tendono a proporre un modello di psicologia in modo assoluto e incondizionato. Modelli teorici

e tecniche di intervento vengono presentati come se fossero gli unici, ignorando e non riconoscendo

(spesso intenzionalmente) la varietà di modelli psicologici che tutti insieme costituiscono la psicologia.

Questi usi sono all’origine di una immagine di psicologia banale, che facilita gli attichi da parte delle

persone che sono pregiudizialmente mal disposte nei suoi confronti.

L’uso della psicologia trasformativa promuove la ri essione e la chiarezza, per evitare le confusioni e

cercare di distinguere e di erenziare. L’uso della psicologia come strumento per pensare tende a ricevere

ri uti, perché faticoso e impegnativo, non promette facili soluzioni ma pone di fronte a problemi e anche al

fatto che in molti casi non sa né può o rire risposte. Il rischio che corre è di essere con nato nelle pagine

culturali dei giornali letti da pochi o nelle fasce orarie di minimo ascolto delle radio e delle televisioni.

Un’altra importante caratteristica è che non assume un punto di vista come fosse l’unico ma mette a

conforto pareri diversi con la consapevolezza che in psicologia i modelli e le teorie sono molti.

La parola “psicologia” deriva dal greco antico: “psyché” (anima) e “logos” (discorso), quindi letteralmente

signi ca il discorso sull’anima. Sembra che sia stata usata per la prima volta nel 1520 dal losofo Filippo

Melantone. Ha utilizzato il termine psiche per riferirsi allo studio più loso co e meno religioso, lasciando il

termine anima al discorso più prettamente religioso. In realtà ha compiuto un operazione ingenua perché

ha usato una parola di una lingua straniera per indicare un concetto diverso ma il termine è lo stesso. Il

suo intento era suddividere il discorso scienti co sulla psiche da un discorso più religioso. I loso si sono

sempre occupati della mente, del pensiero e dell’animo umano, ed è solo nel 1879 che Wilhelm Wundt

fonda a Lipsia il primo laboratorio di psicologia sperimentale. È considerato l’anno di nascita della

psicologia, nella sua accezione moderna e sperimentale perché esisteva già prima.

Ogni epoca ha avuto i suoi ideali di scienti cità, in ogni epoca viene de nito in modo diverso ciò che è

scienza e ciò che non lo è. Pensando al medioevo e all’età moderna, la scienza coincideva con la loso a

ed era una verità assoluta fondata sulla mente umana e tralasciava invece l’esperienza. In questo lungo

periodo, dal mondo antico all’età Moderna, la psicologia era un settore della loso a e consisteva in

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speculazioni astratte. Poi, in un lungo periodo tra ‘500 e ‘700, avviene la rivoluzione scienti ca (Galileo,

Copernico, Newton). A partire da questo periodo la conoscenza non viene più dedotta a partire dai principi

teorici astratti come in passato, ma a partire dai fatti attraverso il metodo sperimentale (osservazione

deduzioni veri ca). I nuovi caratteri che distinguono la scienza da altre forme come la loso a sono:

L’empiricità (si fonda su ciò che vedo, sull’esperienza);

L’oggettività (studiare in modo oggettivo e neutrale);

Il (si occupa di oggetti concreti - massa ed energia);

materialismo

La (i risultati degli esperimenti possono essere veri cati da tutti e i risultati sono

pubblicità dei risultati

pubblici).

Nell’800 abbiamo un fenomeno curioso: il movimento loso co più importante dell’epoca è il positivismo

che trasforma la scienza in un sistema loso co e a erma che la scienza è l’unico strumento di

conoscenza certo e valido che ha l’uomo. Esalta il metodo sperimentale nato con la rivoluzione scienti ca

nata nei secoli precedenti. Tuttavia, questo ideale basato sul rigore del metodo sperimentale entra in crisi

nel corso del ‘900 a causa dei progressi delle scienze naturali e delle a ermazioni fatte dai loso

dell’epoca. Questo periodo coincide con quello in cui nasce la psicologia sperimentale.

La psicologia è la disciplina scienti ca che studia mente e comportamento umano utilizzando il metodo

sperimentale, de nito secondo i criteri di scienti cità dell’800. Con il ‘900 abbiamo:

• La (Einstein): mette in discussione i concetti assoluti di spazio e tempo. Con lui

teoria della relatività

vengono considerati dimensioni relative, non assolute che dipendono dal sistema di riferimento in cui è

collocato l’osservatore;

• L’equivalenza (Einstein): viene ride nito l’oggetto delle scienze naturali. Einstein

tra massa ed energia

dimostra che c’è un equivalenza tra massa ed energia, gli oggetti della sica non sono più due come si

era pensato ma uno solo perché convertibili nell’altra;

• Il non è ne materia ne energia. I biologici iniziano a parlare di informazioni che

concetto di informazione:

portano le cellule e il DNA;

• Il di Heisenberg: scopre che i fenomeni piccoli (atomi, cellule) non possono

principio di indeterminazione

essere misurati in modo oggettivo e preciso perché con gli strumenti in qualche modo lo scienziato

induce una trasformazione in quello che va a misurare;

• La che Einstein de niva disubbidienti. Viene scoperto che questi

scoperta dei fenomeni subatomici

fenomeni non sottostanno alle leggi terministe della sica classica.

La nascita della psicologia viene in uenzata dalla rivoluzione del ‘900 che mette in crisi gli ideali di scienza

che aveva costruire il positivismo. Gli psicologi da una parte tendono a dimostrare che la loro disciplina è

scienti ca, dall’altra la messa in crisi dei principi del positivismo consente di entrare alla psicologia nelle

scienze. Lezione 2 - 19 febbraio

Le teorie psicologiche

I fenomeni psicologici, compresi i comportamenti sociali, non parlano da soli. Hanno bisogno di un teorico

che dia loro una struttura e un signi cato. Una è un’insieme di a ermazioni interconnesse

teoria psicologia

in modo logico destinate a descrivere e talvolta spiegare un fenomeno psicologico. Una teoria dà

signi cato ai fatti, fornisce ai fatto un quadro di riferimento, attribuisce più importanza a certi fatti piuttosto

che ad altri e integra le descrizioni e spiegazioni esistenti.

“La scienza si costruisce coi fatti, come una casa si costruisce con le pietre; ma un accumulo di fatti non è

scienza più di quanto un mucchio di pietre non sia una casa.”

Le teorie possono essere costituite da:

ovvero a ermazioni che sono accettate senza una dimostrazione (ad esempio i cinque

Assiomi/postulati

assiomi della comunicazione umana di Watzlawick, Beavin e Jackson);

ossia a ermazioni che fanno riferimento a qualcosa di non osservabile ma riferibile a

Costrutti ipotetici →

comportamenti osservabili (ad esempio i costrutti di “schema mentale” o “inconscio” ipotesi

necessaria per spiegare alcuni fatti che non si spiegherebbero, ma Freud non ha osservato l’inconscio, è

stata un’ipotesi di lavoro che poi ha avuto una serie di conferme attraverso la pratica clinica);

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ovvero a ermazioni su cientemente comprovate dalle ricerche (ad esempio è stato

Dati sperimentali

dimostrato che la motivazione allo studio predice il successo universitario).

Le osservazioni empiriche possono dare un forte supporto ad una teoria ma non possono mai provare

completamente che è vera perché nuove osservazioni future potrebbero dimostrare il contrario.

Oltre a organizzare e dare signi cato ai fatti osservati, una teoria è anche uno strumento che guida

l’osservazione e genera nuove ipotesi. Le teorie generano previsioni sottoponibili ad un controllo di tipo

sperimentale. La procede muovendosi continuamente tra vecchie teorie, nuove

scienza psicologica

osservazioni, nuove ipotesi che poi generano nuove teorie.

Le teorie e le ricerche degli psicologi non sono libere da di tipo culturale e sessista. Le teorie

in uenza

femministe hanno messo in luce come la psicologia, così come le altre discipline accademiche, sarebbe

dominata e controllata dagli uomini eterosessuali e di etnia caustica e ne ri etterebbe gli interessi e le

preoccupazioni.

Ci sono diversi tipi di teorie:

• Le o che sono una sorta di scuole di pensiero e spiegano una

grandi teorie approcci/orientamenti teorici

vasta gamma di fenomeno psicologici (come la psicoanalisi, il comportamentismo e il cognitivismo);

• Le o che all’interno di questi grandi quadri spiegano alcuni classi di

teorie generali a medio raggio

fenomeno e inglobano delle teorie speci che o mini-teorie (es. la teoria dell’identità sociale di Tajfel e

Turner);

• Le o che spiegano fenomeni speci ci (es. modello Shannon e Weaver sulla

mini teorie modelli

comunicazione).

Come vengono veri cate le teorie?

Esiste un’ampio ventaglio di metodi di ricerca, con due grandi raggruppamenti:

• basati sul metodo sperimentale o quasi-sperimentale e sulle analisi

Metodi di ricerca quantitativi:

statistiche. Vengono fatte ricerche dove non vengono necessariamente controllate tutte le variabili

perché la situazione che ci permette di controllare tutte le variabili di uno studio è il laboratorio. Non è

possibile tenere sotto controllo ogni variabile perché sono troppe e quindi si parla di quasi-sperimentale.

Entrambi hanno vantaggi e svantaggi per cui hanno uguali dignità a livello scienti co oggi. Per quanto

riguarda l’analisi statistica, c’è una misurazione delle variabili che entrano in gioco e una volta che sono

state misurate vengono analizzate attraverso delle tecniche statistiche, di solito molto complesse;

• sono lo studio di un singolo caso o studi che usano l’osservazione (l’esperto

Metodi di ricerca qualitativi:

segna su una scheda ciò che osserva), l’analisi di interviste, questionari con risposte a domande aperte,

focus group (discussione di gruppo che avviene con un numero ridotto di partecipanti, circa 8/10 e i

facilitatori dicono di cosa devono parlare e fanno in modo di facilitare una discussione più ampia

possibile rispetto l’argomento). Pur non essendo basati sulla quanti cazione, i procedimenti di analisi

sono comunque rigorosi;

• quando ai metodi qualitativi si inserisce anche una parte

Metodi misti o ricerca quanti-qualitativa:

quantitativa di analisi statistica. Orientamenti teorici della psicologia

La psicologia scienti ca non si riconosce in un unico paradigma, ma esistono diversi approcci alla mente

e al comportamento che nascono da visioni diverse sulla natura umana in base alle “scoperte” da parte di

psicologi che hanno dato vita anche a delle “teorie”.

Secondo Imbasciati (1994) queste teorie sono nate da alcune scoperte che rimangono ma le teorie

possono cambiare nel tempo.

Tra i principali approcci teorici (grandi scuole di pensiero) della psicologia ci sono:

• La psicoanalisi

• La gestalt o psicologia della forma

• La scuola storico-culturale

• Il comportamentismo

• Il cognitivismo

• L’approccio sistemico-relazionale

fi fi ff fi ffi fi fi fl fi fl fi

La psicoanalisi

È una vera propria “rivoluzione copernicana” rispetto alla psicologia precedente che spiegava lo psichico

umano facendo riferimento a variabili essenzialmente biologiche, siche e neuro- siologiche. Freud può

essere considerato il fondatore della moderna psicologia clinica e della psicoterapia in quanto per primo

attribuì una grande importanza all’incontro interpersonale e all’aspetto verbale della terapia dei disturbi

psichici. Prima di questo momento era il medico a curare disturbi psicologici come si trattasse di disturbi

sici e si occupavano principalmente di cancellare quelli che sono i sintomi. Egli si occupò anche di

tematiche sociali nei suoi libri “Totem e Tabù” (1913), “Psicologia delle masse e dell’analisi dell’Io" (1921) e

“Il disagio della civiltà” (1929). Freud infatti si può anche de nire come uno psicologo sociale. Freud

stesso ha ripreso dei temi trattati dagli psicologi sociali a lui contemporanei o anche precedenti che si

erano occupati delle masse o folle.

Gli presero le distanze da alcuni capisaldi della teoria del Maestro e fondarono delle scuole

allievi di Freud

psicoanalitiche diverse dalla psicoanalisi classici. Tra i più noti neo-freudiani troviamo: Carl Gustav Jung

(psicologia analitica), Alfred Adler (psicologia individuale), Otto Rank, Sandor Ferenczi, Melanie Klein

(psicologia infantile) e gli esponenti della psicologia dell’Io (Anna Freud, Karen Horney, Heinz Hartmann).

La psicoanalisi è oggi una disciplina vastissima che comprende approcci e orientamenti molto di erenti tra

loro (psicologia ortodossa, psicologia analitica, psicologia individuale, psicoanalisi lacaniana…).

La psicoanalisi, secondo la de nizione data da Freud nel 1922: “è il nome 1) di un procedimento per

l’indagine dei processi psichici cui altrimenti sarebbe impossibile accedere; 2) di un metodo terapeutico

per il trattamento dei disturbi nevrotici; 3) una serie di conoscenze psicologiche acquisite per questa via

che gradualmente si assolano e convergono in una nuova disciplina scienti ca”.

La è determinante per comprendere la sua teoria che è una teoria ad personam ossia

biogra a di Freud

interamente costruita da Freud sulla base delle sue conoscenze, esperienze, incontri ed esperienze

relazionali con gli altri. Oggi sappiamo quasi tutto dalle lettere che lui inviava al suo amico in cui parlava

anche delle sue teorie.

Sigmund Freud nasce a Freiburg, in Moravia, nel 1856. Quando aveva quattro anni la sua famiglia si

trasferì a Vienna, dove visse n quasi a ottant’anni. Era il più vecchio di otto gli. Suo padre era un

mercante di lane. Freud aveva la convinzione di essere il glio preferito e che da lui si aspettassero grandi

cose. Sosteneva che: “un uomo che è stato il bambino preferito indiscusso di sua madre mantiene per

tutta la vita la sensazione di conquistatore, quella ducia nel successo che spesso porta al successo

reale”.

La situazione economica ed il fatto di essere ebreo gli rendeva di cile l’ingresso nel mondo accademico,

fu quindi costretto a scegliere la pratica privata. Lui studiò medicina e si specializzò in neurologia e come

studioso di neurologia si occupò del trattamento dei disturbi nervosi, un ramo della medicina ancora poco

studiato all’epoca. Freud si recò a studiare a Parigi, presso Jean Charcot, che riusciva a ridurre i sintomi di

isteria nelle persone per mezzo della suggestione ipnotica. L’isteria era un disturbo mentale che colpiva le

giovani donne che iniziavano a manifestare disturbi somatici senza che ci fossero cause biologiche,

mediche sottostanti. Comincio così a usare l’ipnosi con i suoi pazienti di Vienna e restò colpito dal fatto

che sotto ipnosi non sono i sintomi diminuivano ma essi potessero ricordare importanti incidenti e

sensazioni di solito inaccessibili, parlando anche di argomenti che da coscienti non avrebbero trattato.

Quindi Freud continuò le sue ricerche con Josef Breuer e i due si resero conto che non sempre l’ipnosi

trattava i sintomi dell’isteria. Freud allora sperimentò quella che Breuer chiamava “cura del parlare”

(metodo catartico) e iniziò a ottenere importanti risultati con il caso clinica di Anna O. Lei fu la prima

paziente di Freud e con lei notò che facendo parlare le persone le si poteva aiutare.

In una lettera del 1895 che scrisse all’amico Fliess descrive come la psicologia si era impadronita di lui:

“un uomo come me non può vivere senza un cavallo di battaglia, una passione divorante, un tiranno. Io ho

trovato il mio tiranno e non conosco limiti nel servirlo. Il mio tiranno è la psicologia”.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gaiacataldi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Bozzati Paolo.
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