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La percezione sociale

La percezione sociale si focalizza sulle modalità attraverso le quali i percettori/le percettrici sociali si formano delle impressioni su altri individui. Compiamo delle inferenze che ci portano a formulare dei giudizi, non necessariamente esatti – “Anna ritiene che Luca sia antipatico senza averlo mai visto, i due si conoscono a lezione e diventano amici” oppure “Mary ritiene che Anna sia antipatica nonostante non si siano mai incontrate; Mary conosce Anna in campeggio e cambia idea”. Consideriamo un altro esempio: “Mario ci viene descritto da amici e amiche come timido, da qui posso dedurre che sia anche riservato, chiuso, educato taciturno”, questo perché da un aggettivo ne derivano altri. Per le prime impressioni facciamo riferimento su categoria di appartenenza e dettagli: ad esempio “in aula ho visto una mia collega e da subito ho potuto dire che è di sesso femminile oppure se è giovane o vecchia”, quindi la sto già categorizzando, per poi attribuire delle caratteristiche. Talvolta possiamo contare su pochi indizi, gli elementi su cui basiamo le nostre prime impressioni sono aspetto fisico, comportamento non verbale e comportamento manifesto. Ad esempio, incrocio una persona per strada, io non so nulla di quella persona ma noto che porta gli occhiali e ha dei libri, posso descrivere quella persona come intelligente, studiosa/o. In questo caso il primo dato che viene colto è l’apparenza fisica poi individuiamo altri aspetti richiamati dall’ancoraggio iniziale.

Modello di Asch

Consideriamo questo esempio: “Divento amica con una persona perché all’inizio mi sembra simpatica/o, poi si rivela una persona bugiarda/o e calcolatrice.” All’inizio c’è qualcosa che ci colpisce di quella persona, la simpatia costituisce un tratto centrale, poi conoscendola/o bene le nostre aspettative vengono deluse, poiché all’inizio avevo già un’idea di quella persona che andava verso una certa direzione. L’effetto recency poi ci mette in condizione di modificare l’immagine che si ha avuto di una persona. Asch rimase colpito per la rapidità con cui noi percettrici/percettori sociali ci formiamo un’impressione.

Asch fece diversi esperimenti presentando a due gruppi due liste di aggettivi che variavano per la presenza nel primo gruppo oltre ad aggettivi come intelligente, abile, determinato/a dell’aggettivo caldo/a, che era sostituito nel secondo gruppo dall’aggettivo freddo/a. Il primo gruppo descriveva il target come una persona saggia/o, generosa/o, mentre il secondo come una persona calcolatrice, snob. Da qui Asch divise i tratti in tratti centrali che hanno un’influenza maggiore e tratti periferici che hanno effetti specifici e limitati. È importante anche la sequenza delle informazioni, l’informazione che arriva per prima diventa un tratto centrale più forte a cosa arriva dopo: effetto primacy. Mentre il giudizio finale su una persona è detto effetto recency.

Teorie implicite di personalità

Le teorie implicite di personalità vengono utilizzate dai/lle percettori/trici sociali per spiegare il comportamento degli/lle altri/e. Sono delle teorie ingenue poiché io definisco una persona intelligenze senza misurare quella caratteristica. Definisco una persona come buona/o o cattiva/o sulla base di impressioni personali e accostando aggettivi positivi e negativi come buono-onesto, cattivo-egoista. Sono teorie che si basano anche su esperienze personali e credenze culturali.

Ad esempio, “vedo un/a ragazzo/a con dei tatuaggi e concludo che quello/a sia un criminale”, questo perché in passato gli unici a portare dei tatuaggi oltre gli appartenenti a quelle culture che lo considerano una tradizione come i maori, erano i detenuti, i criminali, i marinai. Mentre posso definire una tipologia di persona che viene definita “buona” e associarla al bene potrebbe essere una suora. Entrambe le tipologie di persone, ragazzi/e con tatuaggi e suore non necessariamente sono persone “cattive” e “buone” ma l’esperienza, le credenze e la cultura ci portano a formulare questa tipologia di prime impressioni.

L’aspettarsi un determinato comportamento da un individuo può portare a quella che viene definita profezia che si autoavvera. Spieghiamo meglio, in tale effetto le persone tendono a conformarsi all’immagine e al giudizio che gli altri hanno su di loro, sia essa negativa che positiva. Nel caso di un alunno che pensa di essere antipatico all’insegnante o un calciatore all’allenatore si produrrà un effetto demotivante nel comportamento che andrà a confermare l’ipotesi (negativa) iniziale. Ecco perché ad esempio in ambito sportivo quando un atleta percepisce che l’allenatore crede in lui e ne elogia ed esalta le qualità scatta un impegno e una motivazione che hanno la finalità di confermare le aspettative dell’allenatore. Tali aspettative fanno “tirar fuori il meglio di Sé”. (ipotesi iniziale positiva)

Naturalmente tale effetto non è assoluto: esiste la possibilità di fare cambiare idea su di noi al nostro interlocutore, allenatore insegnate etc. ma se i tentativi non vanno a buon fine in un tempo ragionevole, scatta la reazione opposta e per l’effetto Pigmalione (perdita della motivazione, frustrazione e rabbia) finirò per produrre risultati che non esprimo le mie reali qualità e potenzialità. Consideriamo un altro esempio “Lucia è in macchina che torna da lavoro mentre un gatto nero le attraversa la strada, da quel momento Lucia si ritiene una persona colpita dalla sfortuna” questo perché attribuirà molto significato alle esperienze negative, tralasciando quelle positive.

Teoria dell’attribuzione causale

Consideriamo questo esempio “Lucia ha piantato dei fiori, ma sono morti”, fattori interni: Lucia non si è impegnata nella cura dei fiori, fattori esterni: il tempo, il terreno. Io arrivo alla conclusione che i fiori di lucia siano morti a causa della sua noncuranza”. La teoria dell’attribuzione causale si occupa di spiegare il nostro comportamento e quello degli altri, le cause vengono attribuite a fattori interni quindi alla persona che ha compiuto l’azione e a fattori esterni che possono essere altre persone, la situazione… i percettori/trici sono interessati alle disposizioni personali vogliono sapere cosa porti una persona a comportarsi in un determinato modo, si concentra su ciò che gli osservatori concludono e non sulle reali motivazioni.

Modello di Weiner

Alcuni degli eventi che siamo più motivati a spiegare sono i successi e i fallimenti. Secondo Weiner le nostre conclusioni influiscono poi su aspettative, emozioni future. Consideriamo questo esempio: “Giovanni ha giocato una partita di calcio e la sua squadra ha vinto, per loro è stato un grande successo;” le modalità di attribuzione si basano su tre dimensioni; Locus cioè se la causa è interna o esterna; la stabilità cioè se la causa è stabile oppure no, la controllabilità ovvero se l’esito è controllabile oppure no. I fattori più frequentemente utilizzati sono abilità, impegno, fortuna, difficoltà.

  • Abilità: è un fattore stabile, interno, non controllabile. In questo caso si potrebbe pensare che non ci sia nessun motivo per impegnarsi seriamente in futuro.
  • Impegno: interno, stabile, controllabile. In questo caso potrebbero concludere che per vincere le partite future è necessario rimanere motivati.
  • Difficoltà del compito: esterna, stabile, non controllabile. In questo caso potrebbero pensare di aver superato il compito solo perché semplice e non avere certezza sulle partite future in quanto potrebbero perderle perché più difficili rispetto a quella vinta, o comunque perché non dipende da loro ma da qualcun altro.
  • Fortuna: esterna, instabile, non controllabile. In questo caso attribuendo la vittoria alla fortuna, saranno incerti verso il futuro, perché nelle partite successive potrebbero non avere fortuna.

Esempio: Nadia deve comprare una casa, decide deliberatamente di comprare la casa A.

Teoria dell’inferenza corrispondente

Consideriamo questo esempio della teoria dell’inferenza corrispondente: “Casa A (casa scelta): parcheggio, due piani, due bagni, giardino; Casa B (casa non scelta): parcheggio, due piani, due bagni, NO giardino.” Le prime tre caratteristiche sono comuni e non c’è nessuna implicazione circa le intenzioni. L’ultima caratteristica non è in comune quindi possiamo concludere che Nadia vorrebbe abitare in una casa con il giardino.

In questo esempio io in quanto osservatrice ho cercato di comprendere le intenzioni dell’attrice considerando le varie opzioni che aveva a disposizione nel momento in cui la decisione è stata presa ed è proprio in questo che consiste la teoria dell’inferenza corrispondente. Più in generale possiamo dire che si cerca di capire che cosa renda una scelta preferibile a delle altre, questo processo e l’analisi degli effetti non comuni. Quindi risaliamo alle motivazioni di un individuo che ha deliberatamente eseguito un’azione.

Teoria della covariazione

Consideriamo questo esempio: Mario ha comprato un regalo a Luca per Natale, il comportamento di Mario secondo la teoria della covariazione si basa su tre principi:

  • Distintività: modalità per rilevare se l’effetto si manifesta in una certa condizione e quando è assente non si manifesta. Alta se Mario ha comprato un regalo solo a Luca, bassa se Mario ha comprato un regalo a altre persone.
  • Coerenza: ci permette di osservare se l’effetto si manifesta tutte le volte che è presente la condizione. Mario nel tempo compra sempre regali alta, bassa Mario non ha mai preso un regalo.
  • Consenso: quante persone si comportano allo stesso modo con Luca. Anche gli altri/e comprano regali a Luca alta, bassa gli altri non comprano regali a Luca.

Questa teoria può essere utilizzata in seguito a un alto numero di osservazioni e spiega il modo in cui le persone valutano le cause dell’azione.

Teoria dell’impotenza appresa

Consideriamo questo caso. Un operaio non ottiene il lavoro nell’azienda dove vorrebbe lavorare e non può far nulla per cambiare la propria situazione. Il modo in cui reagisce dipende da quelle che lui ritiene siano le cause del rifiuto. Il rifiuto può essere causato da qualcosa di esterno, instabile e specifico, ad esempio, l’azienda non ha bisogno di lui in questo momento. Le conseguenze non sono gravi poiché potrà avere maggior successo in futuro. Nel caso di un rifiuto causato da qualcosa di interno, stabile e globale il rifiuto è permanente, penserà poi che verrà rifiutato anche da altre aziende poiché non gli piacerà come dipendente neanche alle altre. Le cause globali sono applicabili a tutte le aree della vita, per questo aspettative negative rischierebbero di condurlo alla depressione. Secondo la teoria dell’impotenza appresa le persone indipendentemente dal proprio lavoro non ottengono risultati, la depressione deriva dall’apprendere che ogni propria azione è ininfluente rispetto all’esito finale. Come in questo caso l’operaio non ottiene il lavoro. Al modello di Weiner aggiungiamo cause globali applicabili a una vasta gamma di situazioni e cause specifiche.

Modulo 21

Consideriamo due esempi:

  • Ci sono tre amici, Luca, Lucia, Mattia, a Luca piace il calcio, Mattia lo detesta e Lucia è indifferente rispetto all’argomento.
  • Ci sono due amici, Luca e Mattia, a entrambi piace il calcio, Luca addirittura gioca in una squadra, mentre Mattia segue le partite.

Questi sono due esempi di atteggiamento, cioè valutazioni generali su un oggetto, date da informazioni cognitive, affettive e comportamentali. In questo caso sono degli esempi di apprezzamento/disprezzo, ma ne possiamo trovare anche a favore/sfavore o approvazione/disapprovazione. Nel primo esempio si esprime la valenza, in modo positivo a Luca piace il calcio e il modo negativo, Mattia lo detesta e infine in modo neutrale poiché Lucia non esprime pareri né positivi né negativi. Nel secondo esempio si esprime la forza ovvero Luca apprezza particolarmente il calcio poiché si impegna anche nelle partite. L’atteggiamento può quindi essere concepito come la valutazione di un oggetto, da qui ne derivano diversi modelli teorici tra cui il modello multicomponenziale.

Componente comportamentale

Consideriamo queste due valutazioni, una positiva e una negativa, “deve uscire una nuova stagione di una serie tv, Marta l’ha sempre seguita, in linea con la condotta passata, Marta guarda le nuove puntate.” “Deve uscire una nuova stagione di una serie tv, Lucia non ha seguito le precedenti stagioni; quindi, in linea con la condotta passata, Lucia non guarda le nuove puntate”. Questi sono esempi della componente comportamentale che fa riferimento alle condotte passate o future nei confronti di un oggetto di atteggiamento. Quest’idea deriva da Bem, secondo la sua teoria dell’autopercezione le persone non sempre hanno accesso a una loro valutazione su un oggetto, questo accade quando il loro carattere è debole o ambiguo.

Consideriamo ora un altro esempio, Festinger suggerì che le persone possono cambiare i propri atteggiamenti al fine di essere coerenti con i comportamenti messi in atto. Il comportamento contro-attitudinale induce una dissonanza cognitiva che deve essere ridotta. “Giorgia è un’ambientalista, a volte però le capita di buttare delle cartacce per strada, Giorgia essendo un’ambientalista decide di smettere di buttare le cartacce”, questo è un esempio di cambio del proprio atteggiamento, ma possiamo utilizzare come esempio anche chi smette di fumare poiché è consapevole delle conseguenze del fumo essendo ad esempio medico.

Componente cognitiva

Consideriamo il seguente esempio: “L’utilizzo della DAD”. Valutazione positiva: l’utilizzo della DAD in questi mesi è stato uno strumento utile al fine di prevenire i contagi da COVID-19, ha permesso di spendere meno denaro per trasporti e case in affitto per fuori sede. Valutazione negativa: la DAD non serve a nulla, il COVID non c’è, non è necessario stare a casa, stanno limitando i rapporti umani.” La componente cognitiva degli atteggiamenti fa riferimento a credenze, attributi e pensieri che associamo a un particolare oggetto. L’atteggiamento si può basare su una ponderazione degli attributi positivi e negativi.

Componente affettiva

La componente affettiva esprime emozioni o sentimenti nei confronti di un oggetto. L’associazione di informazioni affettive con un oggetto può dare origine a un atteggiamento positivo o negativo. “A Chiara piace l’attività fisica e pensa sia necessaria per tenersi in forma -> condizionamento valutativo affettivo positivo -> Chiara fa attività fisica” “Chiara odia l’attività fisica -> condizionamento valutativo affettivo negativo -> Chiara non fa attività fisica”.

Prospettiva unidimensionale degli atteggiamenti: gli elementi positivi e negativi sono organizzati in memoria ai poli opposti di una singola dimensione e le persone tendono a far riferimento a uno dei poli della dimensione oppure a un punto intermedio tra i due (Pratkanis e Greenwald, 1989). Prospettiva bidimensionale degli atteggiamenti: gli elementi positivi e negativi sono immagazzinati lungo due dimensioni indipendenti (Cacioppo, Gardner e Berntson, 1997). Una dimensione riflette se l’atteggiamento ha pochi o molti elementi positivi mentre l’altra dimensione riflette se l’atteggiamento ha molti o pochi elementi negativi. Gli atteggiamenti possono quindi assumere occasionalmente molti elementi positivi e molti elementi negativi dando luogo a un’ ambivalenza d’atteggiamento.

Esempi di scala di Likert

Consideriamo i seguenti esempi:

  • Credo che l’adozione da parte delle copie gay dovrebbe essere legale. Totale disaccordo 1, disaccordo 2, neutrale 3, d’accordo 4, Pieno accordo 5
  • Sosterrei un referendum. Totale disaccordo 1, 2, 3, 4, 5, Pieno accordo
  • Sono contro l’adozione in qualsiasi circostanza. Totale disaccordo 1, 2, 3, 4, 5, Pieno accordo

Oltre accordo è disaccordo possiamo valutare anche la soddisfazione/non soddisfazione, esempio: quanto sei soddisfatto/a del tuo lavoro? Molto insoddisfatto/ 1, 2, 3, 4, Molto soddisfatto/a 5, oppure l’importanza di un qualcosa: quanto è importante per te l’approvazione di una legge come il DDL Zan? Per niente importante 1, 2, 3, 4, Molto importante 5

Questi sono esempi della scala di Likert in cui vengono misurati gli atteggiamenti basandosi su una somma di risposte. Ai rispondenti nel primo esempio viene chiesto per ogni item di indicare il grado di disaccordo o accordo, così nel secondo esempio sul proprio lavoro viene chiesto di indicare il grado di soddisfazione/insoddisfazione e nel terzo il grado di importanza. A ogni risposta verrà attribuito un punteggio se le risposte saranno negative verrà attribuito un punteggio basso risposte a risposte positive.

Esempio: come giudichi i biscotti Mulino Bianco rispetto a altre marche di biscotti? Metti la x nello spazio che meglio rappresenta la tua opinione. Buoni ___ ___ ___ ___ ___ ___ Cattivi. Sani___ ___ ___ ___ ___ ___ Dannosi. Gradevoli ___ ___ ___ ___ ___ ___ Sgradevoli. Convenienti ___ ___ ___ ___ ___ ___ Costosi.

Questo è un esempio di un altro metodo, il differenziale semantico, per affrontare interrogativi riguardanti gli atteggiamenti che le persone hanno verso una varietà di oggetti. Per quanto riguarda questa tipologia di misure esplicite abbiamo diversi problemi, il principale è che le risposte possono essere influenzate dalla motivazione a fornire risposte socialmente desiderabili. Oppure le persone non sono consapevoli del proprio atteggiamento o differenze sottili negli item possono influenzare la risposta.

Teoria dell’azione ragionata

La teoria dell’azione ragionata si propone di predire il comportamento pianificato, quello che determina il comportamento degli individui è l’intenzione che è determinata da...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

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