Metodi di analisi dei dati di gruppo
- Strumenti di misura
- Disegni di ricerca: Rotazionali + Round Robin data
- Sistemi di Rilevazione: Observer Video-Pro
Misure fisiologiche: Pressione arteriosa + Reazioni galvaniche
Metodologie di analisi
Modelli sequenziali: Theme analysis
Reti sociali
Analisi delle reti sociali individua i legami che intercorrono tra i membri del gruppo attraverso i
canali di comunicazione
Per Bavelas i legami prescindono da vicinanza.
Diversi indicatori sia del tipo di rete che individuali: Centralità + Prestigio + Centralizzazione
Gruppi centralizzati (ad Y) meno errori, soddisfatti solo i membri centrali
Morale e soddisfazione maggiore per “cerchio”
Con compiti più complicati “cerchi” più efficaci (carico cognitivo sul membro centrale)
Social Network Analysis
Modelli sistemici nei gruppi
Indicatori di centralità, prestigio e influenza
Modelli di analisi dei dati:
Modelli classici di analisi
- Correlazionali
- Predittivi
Modelli di analisi dei gruppi moderni
- Cogliere la natura relazionale dei gruppi
- Analisi Multilivello
G-APIM
Attore e Gruppi
Parteciazione attore (effetto attore) + Partecipazione membri (effetto partner) => Influenza attore
Quando gli attori sono poco positivi la positività degli altri membri la influenza
Consente di differenziare la varianza dei risultati tra quella dovuta all’effetto di gruppo e quella
dovuta all’effetto individuale del singolo membro
Le norme sociali
Le norme sociali costituiscono aspettative condivise rispetto al modo in cui dovrebbero
comportarsi i membri del gruppo (Levine e Moreland)
Sherif: Una norma definisce la gamma o latitudine delle differenze individuali che i membri del
gruppo ritengono accettabile nonchè il limite al di là del quale un certo comportamento può essere
biasimato tramite la disapprovazione o altre sanzioni a seconda della gravità della violazione.
Le norme sono un prodotto collettivo e non includono solo regole di comportamento ma anche
modalità espressive.
- Riguardano un set di comportamenti e opinioni cui ci si aspetta che i membri si uniformino.
Per questo si pretende che tutti i membri le conoscano
- Permettono di definire le coordinate entro le quali sono accettate le differenze comportamentali
tra i membri del gruppo.
- Ogni gruppo produce sistemi di norme specifiche che producono valori e atteggiamenti di
riferimento diversi per ciascun gruppo. Questi sistemi di norme caratterizzano qualsiasi tipologia
di gruppo, formale o informale.
- L’interesse della ricerca in psicologia si è focalizzato sui fattori coinvolti nell’acquisizione,
interiorizzazione e sviluppo delle norme da parte di un gruppo e di reazione alla devianza
Secondo Sherif l'essenza di un gruppo, intesa come una struttura sociale più o meno duratura, è data
dai due elementi centrali della struttura e delle norme e valori; le situazioni sociali che mancano di
tali proprietà non sono definibili come gruppi ma come aggregati.
Nei gruppi formali il processo normativo può seguire iter di lunga durata mentre nei gruppi
informali le norme hanno un carattere motivazionale ed emotivo.
Le norme di gruppo:
- Esplicite: (gruppi formali e nelle organizzazioni): regolamento scritto che sancisce ciò che è
permesso e ciò che è proibito
- Implicite: non espresse direttamente, ma ugualmente sanzionatorie (gruppi informali)
- Centrali: si riferiscono a questioni che comportano conseguenze per il gruppo; i casi di devianza
sono duramente sanzionati (discipline di partito, disobbedienza negli ambienti militari e religiosi).
Più il gruppo è coeso, più la reazione dei membri è unitaria in caso di devianza di un membro +
Più gli individui sono indentificati più forte la derogazione verso i devianti.
- Periferiche: riguardano questioni considerate dal gruppo come marginali al proprio schema di
comportamento (hobby privati dei membri, comportarsi in modo educato tra amici)
Opp distingue tre tipi di norme, che sottintendono origini diverse:
1. Norme istituzionali: sono imposte da autorità esterne o dal leader riconosciuti, leggi
2. Norme volontarie: nascono dalle negoziazioni tra i membri allo scopo di risolvere i conflitti
3. Norme evolutive (descrittivie): si producono quando i comportamenti che soddisfano un
membro vengono appresi anche dagli altri, che li diffondono nel resto del gruppo, fino a
diventare successivamente prescrizioni
Secondo Feldman nei gruppi succede spesso che i primi pattern di comportamento si stabilizzino in
norme. In altri casi le norme possono essere imposte da un leader o essere ispirate dall'ambiente
circostante o ancora generarsi in seguito ad episodi critici che interessino la storia del gruppo.
Bettenhausen e Murnighan sottolineano la matrice cognitiva delle norme. I membri portano in un
gruppo degli script che precisano i comportamenti adatti nelle varie situazioni, tali script sono
attivati ogniqualvolta qualcuno del gruppo categorizzi le situazioni nuove come simili ad altre già
incontrate o sperimentate.
Evoluzione delle norme: le norme prima si trasmettono tra i membri del gruppo, poi alcune di
queste selezionate evolutivamente si stabilizzano e rimangono cristallizzate nella cultura del gruppo
Gli script precisano i comportamenti adatti nelle varie situazioni (matrice cognitiva delle norme)
Ogni norma ha una sua ampiezza di accettazione (Sherif): la gamma di comportamenti accettabili
può essere più o meno ristretta a seconda della norma (più o meno saliente) e della posizione del
membro all'interno del gruppo (maggiore o minore status).
Dunque l'accettabilità dei comportamenti varia a seconda dell'importantza delle questioni a cui le
norme si riferiscono, la tolleranza è inversamente inversamente proporzionale all’importanza.
Norme e status:
Le norme di un gruppo non hanno lo stesso carattere di obbligatorietà per tutti i membri:
- Le persone di status elevato sono più vincolate alle norme centrali (prototipicità) e allo stesso
tempo sono gli unici che sono autorizzati a deviare dalle norme sociali
- I membri di status basso sono sanzionati con più frequenza rispetto ai “superiori” se violano le
norme periferiche
- I leader sono ancora più obbligati degli altri a seguire le norme centrali (in quanto da esse dipende
la sopravvivenza del gruppo e del loro potere al suo interno), mentre sono più liberi di non aderire
o addirittura cambiare le norme periferiche (ciò spesso non è concesso agli altri membri).
Ma i crediti del leader non sono infiniti Questo, però, non vale per le attività fondamentali del
gruppo e nelle relazioni con l’outgroup (si deve essere membri “modello”)
Funzioni delle norme nel gruppo:
La costruzione delle norme di gruppo assolve ad almeno quattro funzioni (Cartwright e Zander)
Avanzamento del gruppo: le norme sono necessarie affinché il gruppo raggiunga i suoi
• obiettivi. Pressioni verso l'uniformità e rigetto della devianza.
Mantenimento del gruppo: le norme preservano il gruppo dall’estinzione
• Costruzione della realtà sociale: sviluppo di una concezione comune della realtà che serve
• come riferimento, soprattutto nell’interpretazione di situazioni ambigue
Definizione delle relazioni con l’ambiente sociale: consenso sulle relazioni con gli altri
• gruppi che costituiscono l’ambiente esterno. La realtà sociale costrutita nel gruppo
permettere di giungere ad un consenso riguardo alle relazioni con gli altri gruppi, consenso
che porta a decidere quali gruppi possano essere considerati amici o nemici.
Studio di Coch e French sulla Harvood Manufacturing Corporation.
Funzioni che svolgono le norme a livello individuale:
Sono strutture di riferimento tramite le quali è possibile interpretare il mondo + Sono una serie di
costrutti a cui sono associati valori che servono per dare ordine e prevedibilità a quello che ci
circonda + Permettono di capire come possiamo comportarci in una situazione nuova o ambigua
Esperimento di Sherif sull’effetto autocinetico: dalla “norma individuale” alla “norma di gruppo”
Studi condotti in college americani sul modo in cui le norme vengono acquisite dai nuovi membri:
- Newcomb colege (1961): in un college dalle norme “progressiste” che accoglie studenti di
famiglie “conservatrici”, gli studenti agli ultimi anni preferiscono il candidato presidente
progressista in misura significativamente maggiore dei studenti dei primi anni
- Siegel (1975)
Confronto tra una casa dello studente gestita in maniera progressista ed una più tradizionale
Disegno longitudinale 2 rilevazioni: ad inizio anno, ossia all’entrata nell’alloggio e a fine anno
Misura entro i soggetti: grado di autoritarismo
Risultato: diminuzione significativa del grado di autoritarismo tra il pre e il post, ma solo negli
studenti inquilini dell’alloggio “progressista”, mentre gli altri restano invariati
Paradigma generazionale (trasmissine delle norme)
Norme evolutive vitali per esistenza e mantenimento del gruppo.
Vengono trasmesse anche quelle arbitrarie (Jacobs & Campbell, 1961)
3 persone, i primi due sono conferderati che influenzano il terzo, poi il primo confederato viene
sostituito con un altro membro e a seguire (dalla terza generazione sono ci sono più confederati).
Molte generazioni per superare norma iniziale.
Le persone con elevato bisogno di chiusura cognitiva attraverso la tendenza alla permanenza che
tale bisogno induce sono portate a resistere al cambimento interno indotto dalle diverse opinioni e
idee portate nel gruppo da nuovi membri e di conseguenza a rendere stabile, anche attraverso la
trasmissione generazionale delle norme, la realtà socialmente condivisa dal gruppo.
Rispondere a una domanda riguardo a un livello di reddito.
Rumore induce nei partecipanti del primo gruppo a un bisogno di chiusura cognitiva superiore
rispetto a quello del gruppo di controllo.(prova basata su disegno generazionale di Jacobs e
Campbell).
Studio replicato ma invece di rumore, usati due gruppi con differenze disposizionali di bisogno di
chiusura cognitiva. Gruppi con partecipanti con maggior livello di chiusura cognitiva disposizionale
mantengono una stabilità delle norme più elevata di quella riscontrata nei gruppi di partecipanti con
basso livello di chiusura cognitiva disposizionale.
Trasmissione delle norme e Chiusura Cognitiva
Bisogno di Chiusura Cognitiva: “Desiderio da parte dell'individuo di una risposta definitiva e
certa ad un quesito/problema e all'avversione per l'ambiguità” (Kruglanski e Webster).
Può essere una disposizione stabile oppure attivato da fattori esteri: ad es. pressione temporale,
fatica mentale, rumore. (accountability)
Le norme, una volta create, mostrano una rimarchevole resistenza al cambiamento.
Nei gruppi chiusi è stato osservato che un nuovo arrivato è spesso ignorato mentre nei gruppi aperti
egli è fatto oggetto di attenzione e ascolto.
Lewin sosteneva che il mutamento di comportamenti governati da norme di gruppo passa attraverso
tre fasi: disgelamento del campo di forze esistente + movimento verso un nuovo modello di
equilibrio + congelamento degli standard di gruppo sul nuovo livello.
Aspetti dinamici dei gruppi
La socializzazione di gruppo è un processo di apprendimenti successivi che si svolgono lungo il
tempo, un tempo che segna anche lo sviluppo del gruppo nel suo complesso. Socializzazione di
gruppo e sviluppo di gruppo sono due nozioni che vanno distinte e che provengono da tradizioni di
ricerca diverse.
Nella loro rassegna su queste due nozioni, Levine e Moreland osservano che gli studi sullo sviluppo
di gruppo risalgono all'inizio degli anni '50 ad opera di Bales e Bion .
Il limite di questi studi è da ascriversi al fatto che essi si incentrano in prevalenza su piccoli gruppi
particolari: gruppi terapeutici, training gruops, gruppi di autanalisi, ovvero gruppi formati da
individui intelligenti, fortemente motivati a lavorare insieme.
- Dinamiche (o processi) di gruppo:
Modello di socializzazione + Scambi interattivi nel gruppo
- Struttura del gruppo (ruolo e status)
Ruolo: Aspetto prescrittivo di una posizione sociale. Definisce norme e aspettative che regolano il
comportamento di chi si trova in ‘quella’ posizione
Status: Aspetto allocativo di una posizione sociale. Indica in termini relativi la ‘situazione’
dell’individuo che occupa un determinato ruolo.
Modelli di sviluppo
Come cambia il gruppo nel suo insieme
Modello di sviluppo di McMurrian e Gazda
Basato su un gruppo di otto psichiatri che si sono incontrati una volta alla settimana per due
semestri allo scopo di conseguire una certa esperienza di counseling.
1. Esplorativo: membri si comportano in modo esitante
2. Transizione: scambi su come devono svolgersi gli incontri che si conclude con un accordo
3. Azione: membri si sono centrati sull'effettivo lavoro da svolgere
4. Conclusione: si presenta nell'approssimarsi della chiusura dell'esperienza quando i
partecipanti hanno tentato di fronteggiare i loro sentimenti conflittuali di gioia per aver
creato un gruppo gratificante e di tristezza per doverlo sciogliere.
Modello di sviluppo di Tuckman (1965)
- Scambi socioemozionali: dipendenza – conflitto – coesione – roletaking
- Scambi di natura del compito e sui modi per svolgerlo: orientamento – emozionale – scambio –
problem solving
Stadi dello sviluppo del gruppo:
1. Formazione (dipendenza e orientamento): membri sono incerti
2. Turbolenza (conflitti e aspetti emozionali): membri
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Riassunto esame Psicologia Sociale dei Gruppi, prof. Livi, libro consigliato "Psicologia sociale dei gruppi", Brown
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Psicologia dei gruppi
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Riassunto esame Psicologia dei gruppi, prof. Matera, libro consigliato I gruppi sociali
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Psicologia sociale dei gruppi: Aspetti strutturali dei gruppi + Leadership + Bisogno di chiusura cognitiva + LEGO s…