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Aspetti strutturali dei gruppi

Dinamiche (o processi) di gruppo: Modello di socializzazione + Scambi interattivi nel gruppo

Struttura dei gruppi è la «cornice», relativamente stabile, all’interno della quale i processi di

gruppo avvengono

Per Sherif gruppo è “struttura in cui i membri sono legati da rapporti di e di status e in cui si

delineano norme e valori comuni”.

Struttura del gruppo (ruoli e status):

-Ruolo: Aspetto prescrittivo di una posizione sociale. Definisce norme e aspettative che regolano il

comportamento di chi si trova in ‘quella’ posizione

-Status: Aspetto allocativo di una posizione sociale. Indica in termini relativi la ‘situazione’

dell’individuo che occupa un determinato ruolo.

-Ruoli formali (prevalenti) ed informali:

“ambiguità di ruolo” associata a insoddisfazione, turnover, scarsa produttività (sorta di anonimato).

-Ruoli: funzione di regolazione delle responsabilità per raggiungere scopo.

-Emanazione delle norme di gruppo e, come norme, importanti nella fase di socializzazione

-Esperimenti di Sherif nel campo estivo: rapida strutturazione dei ruoli nei gruppi.

-Esperimenti di Slater con IPA: Specialista del compito + Specialista socio-emozionale

Ruolo socio-emozionale e strumentale: due dimensioni ortogonali

Ruoli in famiglia: Esperimenti Zelditch su ruoli in famiglia: quando le funzioni espressive e

strumentali sono chiaramente differenziate, le famiglie sono più efficienti. Famiglie con ruoli

differenziati sono meno solidali

Il ruolo è un insieme di aspettative condivise circa il modo in cui dovrebbe comportarsi una

persona che occupa una certa posizione nel gruppo.

Brofenbrenner: il concetto di ruolo non implica soltanto aspettative su come deve agire una

persona in una data posizione sociale nei confronti degli altri ma anche quelle relative a come gli

altri devono agire nei confronti della persona in questione.

Secondo Levine e Moreland in quasi tutti i gruppi possono essere rinvenuti alcuni ruoli, i più

comuni dei quali sono quelli del leader, del nuovo arrivato e del capro espiatorio.

Specialisti del compito e specialisti socioemozionali

Nei gruppi esiste talora un ruolo che può essere definito di "leader di opposizione" (bastian

contrario) cioè qualcuno che nelle interazioni presenta spesso un punto di vista oppositivo e

divergente.

A cosa servono i ruoli in un gruppo: facilitare il raggiungimento dello scopo + portare ordine e

prevedibilità nel gruppo + definire chi sia ciascuno all'interno del gruppo (autodefinizione)

Status associato a ruolo (in genere ne indica il valore). Strettamente legato ad influenza sociale e

alla competenza.

Indicatori principali che possono informarci sullo status dei membri del gruppo:

-Tendenza a promuovere iniziative

Whyte e la "street corner society" studio su un quartuere di Boston abitato da immigrati italiani.

Vita sociale dello slum, un sistema sociale fortemente organizzto e integrato.

La quantità di potere di iniziativa è diettamente proporzionale allo status dei membri di un gruppo.

Chi ha più potere di avviare azioni e prendere iniziative è colui che ha lostatus più elevato, chi ne

ha meno sono i membri di basso status, questi ultimi per essere propositivi all'interno del gruppo

devono seguire un iter obbligato per cui la loro proposta dovrà passare attraverso membri di status

più elevato fino a raggiungere il leader.

-Valutazione consensuale del prestigio connesso ad uno status.

Nel grupppo c'è maggiore consensualità, nel senso di accordo di giudizio, soprattutto per quanto

riguarda le posizioni estreme cioè quanto si considerino le posizioni elevate e quelle più basse.

I cambiamenti di status non sono spettacolari e imprevedibili ma seguono una logica posizionale

Identificazione ruolo: aspetti percettivi + aspettative

La differenziazione di status crea ordine e prevedibilità all'interno del gruppo, coordina le varie

forze in vista del raggiungimento degli obiettivi, è funzionale all'auto valutazione di ogni membro

che nel confronto della propria posizione con quella degli altri matura una valutazione di se.

Chi ha uno status più elevato ha più autostima di chi ne ha uno basso, a parità di prestazioni chi ha

uno status alto viene giudicato più positivamente di chi ha uno status basso.

Comunicare in gruppo

La comunicazione, come scambio di significati, è uno degli alementi costituitivi di un gruppo.

Moscovici e Doise insistono sul significato delle partecipazione sociale come motore di

innovazione e cambiamento e sul suo strumento più quotidiano ed indispensabile che è la

discussione, considerato non come un mero baratto di informazioni ma come un rito di

comunicazione che riunisce periodicamente i membri di un gruppo in un luogo idoneo secondo

regole prescritte. Partecipare ad una discussione significa sentirsi parte del rituale e membro del

gruppo che lo istituisce, ciò comporta un rafforzamento della coesione.

La discussione è un'istituzione che dà ad ognuno la possiblità di prendere parte alle vicende del

gruppo e su di essa si fonda il consenso.

- La rete di comunicazione è l'insieme di canali di comunicazione presenti in un gruppo, essendo i

canali l'insieme delle condizioni materiali che rendono possibile il passaggio di informazioni.

- La struttura di comunicazioni è invece l'insieme di comunicazioni che si sono effettivamente

scambiate all'interno di un gruppo.

Moscovici e Doise svolgono interessanti osservazioni sull'influenza che lo spazio esercita sugli

scambi comunicativi di gruppo.

Un esperimento di Moscovici e Lècuryer cerca di esplorare quale influenza abbia sul processo

decisionale di gruppo uno spazio caldo e uno freddo.

Individuo seduti uno di fronte all'altro => polarizzazione più forte, favoriti scambi

Individui seduti uno affianco all'altro => comunicazione meno attiva e spontanea

Il contesto della comunicazione spontanea senza limiti di durata porta il gruppo ad effetti di

polarizazione, mentre quando la discussione è regolamentata da preoccupazioni procedurali e dà

limiti temporali il gruppo giunge a posizioni di compromesso fra le varie posizioni.

- Partecipazione consensuale: tutti i membri del gruppo possono esprimere le proprie posizioni

senza preoccupazioni di ordine procedurale

- Partecipazione normalizzata: caratterizzata dal fatto che le possibilità di accedere alla discussione

sono regolamentate dalla gerarchia esistente nel gruppo.

Bales studia le strutture di comunicazione nei piccoli gruppi di discussione libera, con l'IPA

suddivise le interazioni dei gruppi in atti microscopici, segmenti di comportamento significativi e

percepibili da un osservatore esterno, quali espressioni verbali e non verbali, posture, espressioni

facciali, sguardi.

Questi atti vengono divisi in: Area socioemozionale positiva – Area del compito – Area

socioemozionale negativa.

Conoscere quante comunicazioni sono state emesse da ciascun membro, quante ne ha ricevute, con

quali membri il flusso comunicativo è stato più forte.

Festinger e Schachter si sono occupati di alcuni processi di comunicazione mettendoli in relazione

con altri fenomeni di gruppi quali la coesione e il rigetto delle posizioni devianti al fine di

mantenere la compattezza di gruppo. Nel gruppo le correnti di maggioranza avrebbero rivolto più

comunicazioni nei confronti della minoranza deviante nel tentativo di persuaderla e salvando così la

coesione del gruppo stesso.

Bavelas e Leavitt si attestano sullo studio delle reti di comunicazione con metodi sperimentali e

matematici.

Gruppo sperimentale di cinque persone seduto ad un tavolo pentagonale e separate da un dispositivo

costituito da pannelli che impedisce loro di vedersi munito di finestrelle attraverso le quali passarsi

messaggi. Ogni soggetto ha un cartoncino che riporta sei simboli e il gruppo deve scoprire quale

simbolo si trova su tutti i cartoncini.

I legami di comunicazione tra i membri possono essere controllati usando due indici: indice di

distanza + indice di centralità.

Le misure raccolte in questo tipo di esperimento sono: la rapidità temporale di soluzione + la

concisione + la precisione + il morale del gruppo + il livello di popolarità di ogni membro.

- La rete centralizzata risolve il problema più rapidamente, più concisamente, con maggior

precisione, il membro con maggior popolarità sociometrica rilevata è il soggetto in posizione

centrale e il morale del gruppo risulta più basso (tranne per quanto riguarda il leader).

- Nella rete a cerchio il tempo di soluzione è alto, il numero di messaggi passati è quasi doppio

rispetto alla rete centralizzata, ma il morale è più elevato e non mostra disuguaglianze tra i membri

(non emerge un leader).

I risultati appena evocati sono attendibili quando il compito è molto semplice ma quando il compito

diviene complesso la rete centralizzata è meno efficace di una rete decentralizzata.

Ragioni di tipo cognitivo (quando il problema è complesso il leader della rete centralizzata è

soggetto a sovraccarico cognitivo) + di tipo emozionale (morale basso porta a basso livello di

implicazione nel lavoro).

Secondo Flament è necessario studiare insieme la rete di comunicazione (insieme delle

comunicazioni dirette possibli) e il modello del compito (comunicazioni necessarie per giungere

alla soluzione)

I modelli del compito sono: modello centralizzato (un solo individuo centralizza le info iniziali e ne

deduce la soluzione che poi comunica ai suoi compagni) + modelllo omogeneo (ciascun membro

del gruppo centralizza per proprio conto le info iniziali e ne deduce la soluzione) + modelli

intermedi (ci sono almeno due centralizzatori e un non centralizzatore).

Può esistere un isomorfismo tra rete e modello o un eteromorfismo.

Nel caso di eccesso di canali i soggeti potranno produrre comunicazioni inutili e a volte nocive per

la soluzione del problema.

Leadership

Leadership: Funzione e attività di guida, [...] designa il potere d'influenza riconosciuto al membro

di un gruppo, capace di condizionare le decisioni degli appartenenti. [Enciclopedia]

Leader rappresentante del prototipo (come fullmember)

La leadership implica l'influenza di un membro del gruppo sugli altri (rispettivamente, leader e

seguaci) in vista del raggiungimento degli obiettivi del gruppo (Hollander).

La leadership è essenziale al funzionamento organizzato di tutte le società non solo umane ma

anche animali (gorilla).

Il potere implica aspetti di coercizione e controllo e produce compiacimento/acquiescenza.

Il leader colui che mostra più iniziativa nel dirigere, suggerire, consigliare, proporre idee rispetto

agli altri membri del gruppo; occupa una posizione elevata nella gerarchia di status e ricopre una

posizione centrale nella rete di comunicazione nel gruppo (Turner).

I tre principali processi d'influenza sociale sono: il potere che produce compiacenza + l'influenza

che produce persuasione + l'autorità definita come potere d'influenza che si basa su norme sociali,

tradizioni e valori ed è quindi legittimata.

La leadership rappresenta o un ruolo sociale formale o un esercizio di influenza da parte di uno o

più membri del gruppo, in entrambi i casi i leader possono usare uno o più dei tre processi di

influenza.

Il leader è una persona che ersercita più influenza nel gruppo degli altri membri, ma poichè i

processi di influenza sociale sono reciproci si può affermare che "il leader è la persona che può

influenzare gli altri membri del gruppo più di quanto sia essa stessa influenzata.

In un gruppo può esserci più di un leader (con ambiti di influenza differenziati) + il leader può

essere formale quando ha un incarico ufficiale o informale nei gruppi spontanei + il leader può

essere imposto o emergere spontaneamente + leader legittimo o illegittimo.

Il leader gioca il ruolo più importante nel dirigere le attività del gruppo, nel mantenimento delle sue

tradizioni e costumi e nell'assicurare il raggiungimento dei suoi obiettivi.

La leadership è un processo che coinvolge non solo il leader ma anche i seguaci che hanno un ruolo

attivo nell'attività di gruppo.

La leadership si trova all'intersezione di tre fattori: situazione + leader + membri

Potere = capacità di influenzare o di vincere le resistenze degli altri, assicurandosi comportamenti

di adesione e compiacimento/acquiesenza

Autorità = legittimità dell'esercizio del potere che si fonda su regole stabilite e rispetto a un certo

campo di attività.

Controllo = modalità in cui viene valutato il conseguimento degli obiettivi predefiniti e si assicura

il rispetto di un certo patto sociale che lega tra di loro gli attori sociali

Leadership = forma d'influenza aratterizzata dalla capacità di determinare un consenso volontario,

un'accettazione soggettiva e motivata nelle persone rispetto a certi obiettivi del gruppo

e dell'organizzazione

Modello dei tratti

Mettere in rilievo un set di tratti di personalità che costituiscono predittori o spiegazioni del

fenomeno dell'emergere di un leader.

Teorie individualiste intuitive (ricerca esempi di leader nella storia)

L’idea generale di tale approccio è che certi individui avrebbero delle caratteristiche o qualità

innate che li renderebbero dei leader e che li differenzierebbero dai non leader.

Almeno 75-400 caratteristiche della personalità correlabili con capacità di leadership

Studi con modelli sociali relazionali (SRM) indicano come il tratto sia il predittore più forte

dell’emergenza della leadership.

Tratto 39% , Relazione 19%, Osservatore 10% , Effetto del gruppo inconsistente .

Nuove teorie dei tratti:

- Predittori: estroversione (BF) e self Monitoring (intelligenza sociale)

- Esperimento di Zaccaro, Foti e Kenny

Persona con determinati tratti emerge sempre come leader anche in diverse situazioni

Secondo Moscovici la visibilità sociale costituisce la preoccupazione principale di ogni individuo,

il bisogno di sentire di contare agli occhi degli altri. Nel gruppo la visibilità sociale si conquista con

l

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AliceDP97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale dei gruppi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Livi Stefano.
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