Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

2.5 Dai modelli mentali al discorso

I modelli mentali rappresentati nella memoria episodica, sono la base della produzione e della

comprensione dell’azione discorsiva. Parlare implica l’espressione di modelli mentali, e la

comprensione implica la loro costruzione.

Tuttavia i modelli contengono di norma molte più informazioni dei discorsi. Un modello può

presentare un’informazione tipo “le armi servono per uccidere le persone”, ma poiché ciò è

generalmente risaputo, non abbiamo bisogno di esprimere questa informazione; essa può essere

lasciata implicita nella produzione del discorso, creando ciò che chiamiamo presupposizioni.

In questo senso, i discorsi assomigliano a degli iceberg, di cui solo una piccola quantità di

significati ( preposizioni ) vengono di fatto espressi

2.6 Le credenze sulle credenze reciproche

È ovvio che i parlanti devono avere delle credenze circa le credenze dei riceventi. Un articolo di

sia la Seconda Guerra Mondiale o l’Olocausto: si tratta di

giornale non deve spiegare ai lettori cosa

informazioni che possono essere date per presupposte.

Dobbiamo pertanto concludere che l’anello mancante fra cognizione sociale e discorso è ciò che

possiamo semplicemente chiamare un modello della situazione comunicativa. Questi modelli di

rappresentano l’evento comunicativo attuale in cui ci troviamo coinvolti come

contesto

partecipanti.

2.6.2 La relazione fra i modelli mentali di contesto e le situazioni sociali

Il concetto di “contesto” qui definito è cognitivo, più precisamente è inteso come un modello

mentale.

Visto che parlare e scrivere sono delle attività in svolgimento, i modelli di contesto devono essere

dinamici: essi evolvono e cambiano con ogni parola che viene detta o scritta, in modo tale che il

testo o la conversazione precedentemente enunciati o compresi diventino parte del contesto (

conosciuto ).

Anche le relazioni sociali tra i partecipanti, la presenza di determinati oggetti, il tempo e altri

elementi della situazione comunicativa possono cambiare, creando cosi dei modelli di contesto in

continuo aggiornamento. Secondo questa definizione, essi operano come una sorta di generale

meccanismo di controllo nell’elaborazione del discorso.

Queste altre categorie del modello di contesto sono necessarie per adeguare un discorso a una

situazione particolare. Possiamo pertanto ipotizzare che esse siano degli elementi standard dello

schema che definisce i modelli di contesto. come parte della categoria “ ruolo

Ma non tutte le categorie possono essere sempre pertinenti. Così,

sociale”, può a volte essere pertinente rappresentare noi o gli altri come uomo o donna ad esempio,

mentre in altre situazioni tali rappresentazioni risultano irrilevanti.

Senza questo genere di contestualizzazione, saremmo incapaci di adattare i modelli degli eventi o la

cognizione sociale ai requisiti dell’interazione.

2.6.4 I modelli di contesto ideologici

I modelli possono essere condizionati ideologicamente; anche quelli di contesto hanno tale

caratteristica. Quando parlo, posso categorizzare me stesso e gli altri partecipanti come membri di

vari gruppi sociali. Ciò influenzerà non solo le cose di cui parlo, ma anche le credenze e le opinioni

che posso avere circa la situazione presente.

In altre parole, le ideologie possono non solo controllare ciò di cui parliamo o scriviamo, ma anche

come lo facciamo.

CAPITOLO 3 LE IDEOLOGIE NELLA SOCIETà

3.1 L’ideologia e l’interazione sociale nella descrizione e nell’analisi degli

In sociologia è normale parlare di Macro e Microlivello

eventi. di solito si descrivono gli attori sociali e l’interazione sociale tra essi e le situazioni

Al micro livello

sociali.

Al macro livello si descrivono gruppi di attori sociali, istituzioni, organizzazioni, stati o società e

delle loro relazioni.

Poiché le ideologie vengono condivise da un gruppo, appartengono a un macrolivello; le opinioni

individuali di un attore sociale appartengono al micro livello

3.2 Gli aspetti sociali delle ideologie

Le ideologie si manifestano nelle pratiche sociali della vita quotidiana, ovvero tra attori sociali che

partecipano a varie forme di interazione. Una forma dell’interazione quotidiana è il discorso.

Non appena le persone agiscono come membri di gruppi sociali, manifestano le loro ideologie nelle

azioni ed interazioni. attività “paraverbali” che accompagnano

Le ideologie possono esprimersi anche nelle numerose

la conversazione, ad esempio nei gesti, nelle espressioni facciali, nella postura del corpo, nella

distanza e cosi via: anche in questi modi, per quanto molto sottili, possiamo mostrare se

consideriamo qualcuno come uguale, superiore o inferiore a noi.

3.3 I gruppi sociali formi un gruppo che possa sviluppare un’ideologia, abbiamo

Perché una collettività di attori

probabilmente bisogno di alcuni criteri, come ad esempio la permanenza dei membri nel gruppo, e

di alcuni scopi comuni che vadano oltre una sola situazione o evento.

Anche i gruppi sono strutturati: possono avere membri ordinari, ma anche individui o sottogruppi

che ricoprono posizioni specifiche o possiedono ruoli particolari.

Questo genere di organizzazione del gruppo risulta vitale per l’acquisizione, la diffusione, la difesa

o la trasmissione di ideologie.

La “vita di un gruppo può basarsi su una complessa organizzazione di funzioni,

ideologica”

organizzazioni, istituzioni e pratiche quotidiane, come risulta ovvio dalle Chiese, dai partiti politici.

3.5 Ideologia e potere

sociale più importante per una teoria dell’ideologia è in primo luogo

La questione perché le persone

formano delle ideologie. Come abbiamo visto, le ideologie possono svilupparsi perché organizzano

le rappresentazioni sociali. le pratiche sociali, l’ulteriore, ovvia funzione sociale

Poiché le ideologie indirettamente controllano

delle ideologie è permettere o facilitare l’azione congiunta, l’interazione e la cooperazione dei

membri del proprio gruppo.

Sarebbero queste le funzioni di micro livello sociale delle ideologie.

Al macrolivello, le ideologie il più delle volte vengono descritte in termini di relazioni di gruppo,

quali quelle di potere e dominio.

Il potere è definito in termini del controllo che un gruppo ha sulle azioni dei membri di un altro

gruppo, le ideologie sono la base delle pratiche dei membri del gruppo dominante. Esse forniscono i

principi mediante cui queste forme di abuso di potere possono essere giustificate, legittimate o

accettate.

L’espressione “ideologie dominanti” viene usata per riferirsi a ideologie impiegate da gruppi

dominanti nella riproduzione o legittimazione del loro dominio.

3.6 Ideologia, società e cultura

Le ideologie si sviluppano come forme mentali di identificazione di gruppo. Questo significa che,

se non esistono conflitti di interesse, nessuna lotta, nessuna competizione per le risorse limitate o

quelle simboliche, allora le ideologie non hanno senso. In altre parole, è solo all’interno e fra gruppi

che le ideologie hanno senso, e non al livello di società, perché questo funzionerebbe solo se

un’intera società si relazionasse con un’altra, come potrebbe accadere quando fra due nazioni in

guerra entrano in gioco le ideologie nazionaliste. ma non un’ideologia

Le culture possono avere un terreno comune, norme e valori condivisi,

condivisa a livello generale. Esempi tipici possono essere la cultura occidentale e quella orientale.

CAPITOLO 4 IL RAZZISMO

4.1 Il razzismo come sistema di disuguaglianza sociale

Come avviene per la disuguaglianza di classe e di genere, anche il razzismo è un sistema complesso

di ineguaglianze sociali, in cui alcuni gruppi hanno più potere di altri.

L’ineguaglianza sociale a base razziale o etnica non sempre è particolarmente esplicita, evidente o

aperta, anche se la violenza razzista è un fenomeno quotidiano e molto più diffuso di quanto non

pensi la maggior parte delle persone, anche nell’Europa attuale.

Il razzismo quotidiano può essere sottile e indiretto e apparire a volte in forme minori di interazioni

quotidiane: i membri della maggioranza europea trattano quelli delle minoranze non-europee nel

modo in cui non tratterebbero un altro europeo.

4.2 Il razzismo quotidiano

La discriminazione come trattamento disuguale si può giustificare soggettivamente quando gli attori

del gruppo dominante credono che un simile trattamento sia normale o legittimo. Per esempio un

datore di lavoro europeo può non dare un lavoro a un immigrato marocchino perché pensa che

questo nuovo arrivato sia meno intelligente.

Le pratiche sociali quotidiane della discriminazione presuppongono un fondamento cognitivo delle

credenze negative verso gli altri: gli stereotipi, i pregiudizi, gli atteggiamenti razzisti o altre opinioni

negative sono condivise socialmente e organizzano le ideologie razziste.

Dunque, le ideologie razziste, sono credenze che storicamente, socialmente e culturalmente sono

radicate nella mente sociale di molti europei, e che più o meno subdolamente controllano le loro

credenze circa gli altri non-europei

Le ideologie razziste sono i fondamenti socialmente condivisi delle credenze etnico-razziali che

permettono la discriminazione quotidiana definita come razzismo quotidiano.

Riassumendo, il razzismo è un sistema di disuguaglianza etnico-razziale, riprodotto da pratiche

sociali discriminatorie.

CAPITOLO 5 LE STRUTTURE DEL DISCORSO

IDEOLOGICO

5.1 Quali strutture?

Il discorso è molto complesso, e comporta più livelli di strutture, ciascuno con le proprie categorie

ed elementi.

Le ideologie possono essere espresse esplicitamente e allora sono facili da individuare, ma ciò può

accadere anche molto indirettamente, implicitamente, nascosto in strutture più o meno ovvie di

discorso, come l’intonazione, l’esitazione o in un pronome

e generale dell’analisi ideologica

5.2 Una strategia pratica

Le ideologie sono state rappresentate come un qualche tipo di schema fondamentale di un gruppo,

in quale figurano le informazioni fondamentali con cui i membri del gruppo si identificano e si

categorizzano. Queste categorie generalmente organizzano le seguenti informazioni:

 Appartenenza: chi siamo noi?

 Attività: che cosa stiamo facendo?

 Scopi: che cosa vogliamo raggiungere?

 Relazioni: chi sono i nostri amici o nemici?

 Risorse: che cosa abbiamo noi che gli altri non hanno?

Queste domande sono tipicamente associate con l’identità di gruppo e quindi anche con le

ideologie; molte delle informazioni che danno riguardano il Noi vs Loro.

La strategia del discorso ideologico è molto generale e si può riassumere cosi:

 Parlare di Noi in maniera positiva;

 Parlare di Loro in maniera negativa;

Questa strategia generale che si applica al significato o contenuto, è piuttosto limitata e bisogna

ampliarla per poter includere altre forme di discorso. Bisogna introdurre i suoi significati opposti:

 Non dire cose negative riguardo a Noi;

 Non dire cose positive riguardo a Loro;

Ma cosi com’è formulata, la strategia è troppo assoluta e generale. Al fine di permettere un’analisi

nell’espressione dell’ideologia,

ideologica più precisa, che si applichi anche ad altre strutture

modifichiamo i quattro principi come segue:

 Enfatizzare le cose positive riguardo a Noi;

 Enfatizzare le cose negative riguardo a Loro;

 De-enfatizzare le cose negative riguardo a Noi;

 De-enfatizzare le cose positive riguardo a Loro;

Queste quattro possibilità formano il “quadrato lo si può applicare all’analisi di tutti i

ideologico”;

livelli delle strutture di discorso.

5.3 Il significato

Abbiamo sostenuto che l’ideologia può in principio mostrarsi ovunque nel discorso. Tuttavia, il

“contenuto” ideologico è espresso più direttamente nel significato del discorso. Dedicheremo

particolare attenzione alla semantica del discorso ideologico.

5.3.1 I temi ( TOPICS )

Il discorso ha anche dei significati più “globali”, ovvero topics o temi. Essi rappresentano il nucleo

o l’informazione più importante di un discorso, poiché ci dicono di “cosa tratta” un discorso. Questi

argomenti si possono esprimere mediante proposizioni ( complete ) come “i vicini hanno attaccato i

marocchini”, o da singole parole, come “immigrazione”, “discriminazione” o “educazione”.

Se vogliamo enfatizzare le Nostre azioni positive o le Loro negative, la prima cosa che facciamo è

rendere rilevante le informazioni. Al contrario, se vogliamo de-enfatizzare le Nostre azioni negative

e le Loro azioni positive, allora tenderemo a nascondere queste informazioni.

5.3.2 Livello di descrizione. Grado di dettaglio

Una volta che è stato scelto un tema, le persone possono dare molti o pochi particolari circa un

evento, oppure lo possono descrivere a un livello piuttosto astratto e generale, o a un livello più

specifico.

5.3.3 Implicazioni e presupposizioni

Quando è necessario, le informazioni mancanti possono essere inferite dai riceventi, specialmente

dai loro modelli o dalle loro conoscenze socioculturali generali.

Nell’analisi del discorso ideologico è molto importante rendere espliciti i significati impliciti in una

frase o in un frammento di testo. La scelta di esprimere le informazioni o lasciarle implicite non è

un’operazione ideologicamente neutra.

Le persone tendono a lasciare implicite le informazioni che non sono coerenti con l’immagine

positiva di sé. D’altro lato, qualsiasi informazione che si riferisce alle azioni negative dei nostri

nemici o dell’outgroup tenderà a essere esplicitamente espressa nel testo e nella conversazione.

Per esempio se la polizia dichiara di “preoccuparsi per l’alto tasso di criminalità fra i giovani

immigrati maschi”, allora una simile dichiarazione tacitamente presuppone che i giovani immigrati

maschi realmente hanno un alto tasso di criminalità. Ciò potrebbe essere non vero, o potrebbe

essere vero per tutti i giovani ragazzi senza lavoro, sicchè la presupposizione è fuorviante, e

dovrebbe invece riguardare i disoccupati.

5.3.4 Coerenza locale

Una delle caratteristiche tipiche del significato del discorso è la coerenza. I significati delle frasi di

un discorso devono essere in qualche modo collegati.

Questa coerenza può essere globale o locale. La coerenza globale può essere semplicemente

definita nei termini degli argomenti prima discussi: un discorso ( o frammento di discorso ) è

globalmente coerente se ha un tema.

Una coerenza locale è una sequenza di proposizioni che riguarda una sequenza di azioni, eventi o

situazioni che sono collegate reciprocamente, ad esempio con relazioni di causalità.

Ciò significa che possiamo chiamare un discorso coerente se possiamo immaginare una situazione

in cui esso è o potrebbe essere vero.

Poiché questo genere di coerenza viene definito nei termini dei “fatti” a cui si riferisce, possiamo

chiamarla coerenza referenziale. Esiste anche una coerenza che viene definita dalle relazione tra le

stesse proposizioni: si tratta cioè di coerenza locale funzionale.

Quali sono le scelte ideologiche di cui le persone dispongono nella gestione della coerenza del

discorso? Ovviamente non molte, perché la coerenza è una condizione molto generale del discorso,

e se uno è di sinistra o di destra, uomo o donna, razzista o antirazzista ha bisogno di rispettare

alcune condizioni fondamentali di coerenza per poter ottenere un discorso che abbia significato.

5.3.5 Sinonimia, parafrasi

Poiché queste relazioni non sono definite in maniera diversa in funzione dei diversi contesti, non

sono influenzate dall’ideologia: un sinonimo è sempre quello. Occorre però tenere presente che la

rigida sinonimia non esiste, e le parafrasi sono tipicamente espressioni che hanno più o meno lo

stesso significato, anche se non esattamente lo stesso. In generale esse sono formulate con parole

diverse che implicano una variazione lessicale e stilistica, che dipende dal contesto

5.3.6 Contrasto

Le ideologie spesso emergono quando due o più gruppi hanno degli interessi in conflitto, quando

esiste una lotta sociale o una competizione, o in una situazione di dominio. Dal punto di vista

cognitivo e discorsivo, questa opposizione può realizzarsi mediante diverse forme di polarizzazione,

come mostra la ben nota coppia di pronomi Noi-Loro.

5.3.7 Esempi e illustrazioni

Il discorso generale su Noi e Loro, e quindi anche il discorso razzista, è caratterizzato da esempi ed

illustrazioni, spesso sotto forma di storie, circa le Nostre azioni positive e il Loro comportamento

funzionale, queste preposizioni servono a sostenere un’altra

negativo. Dal punto di vista

proposizione. In altre parole, le storie possono servire da premesse per un’argomentazione. Nel

discorso razzista, possiamo trovare un’opinione generale, ad esempio riguardo a come Loro

infrangono le regole, per prevenire una valutazione negativa da parte di chi ascolta. Una storia

molto credibile fornisce allora la “prova” esperienziale per l’affermazione generale.

5.3.8 Negazioni

Tipica di qualsiasi genere di discorso pregiudiziale è la mossa semantica della negazione, la più

“Non ho nulla contro X, ma…”

nota delle quali è la negazione apparente:

In un caso simile, la negazione serve come forma di autopresentazione positiva e per mantenere le

abbia un’opinione negativa di sé.

apparenze: chi parla vuole evitare che chi ascolta

Oltre alla negazione apparente, esistono:

 “Possono anche essere molto intelligenti, ma…”;

Concessione apparente:

 “Possono anche avere avuto dei problemi, ma…”;

Empatia apparente:

 “Scusami, ma…”;

Scusa apparente:

 “Facciamo tutto quel che possiamo, ma…”;

Sforzo apparente:

 “Io non ho problemi con loro, ma i miei clienti…”;

Transfer:

 la vittima viene incolpata: “Loro non sono discriminati, noi si!”;

Rovesciamento,

5.4 Le strutture proposizionale

Il significato locale del discorso è organizzato in proposizioni: una frase esprime una o più

proposizioni, che possono essere vere o falsi o, parlando intuitivamente, esprimono un “pensiero”

completo.

5.4.1 Attori

Gli argomenti di una proposizione parlano degli attori secondo molti ruoli, precisamente come

agenti, pazienti, o beneficiare di un’azione.

Gli attori possono apparire secondo molte immagini, collettivamente o individualmente, come

membri dell’ingroup o dell’outgroup, in maniera specifica o generale, identificati dal nome, dal

gruppo, dalla professione o funzione, in ruoli personali o impersonali, e cosi via.

5.4.2 Modalità

Le proposizioni possono essere modificate da modalità come “è necessario che”, “è possibile che” o

“si sa che”, le quali danno vita a nuove proposizioni.

Queste modalità hanno a che fare con il modo in cui rappresentiamo il mondo e i suoi eventi.

Rappresentare la brutalità della polizia come “necessaria” può implicare qualche genere di

legittimazione per un simile atto.

5.4.3 Evidenza

Chi parla è responsabile di ciò che dice e se esprime una credenza, spesso ci si aspetta che fornisca

delle “prove” e intraprenda una discussione con colore che la negano. Naturalmente, ciascun

una “prova”

genere, contesto e cultura ha i propri criteri di valutazione per ciò che costituisce

buona, accettabile o cattiva.

Nella società contemporanea, i media costituiscono un importante criterio di validità: “l’ho visto

alla televisione”.

Le informazioni pertanto formano una parte importante della strategia di evidenza usata dalle

persone per portare prove ai fatti.

5.4.4 Ambiguità e vaghezza

Possiamo essere ambigui o vaghi quando non sappiamo la risposta precisa a una domanda e tuttavia

non vogliamo apparire ignoranti. Ma è possibile rendere ambiguo un discorso per ragioni politiche.

Un politico o un giornalista possono essere contrari all’immigrazione, ma possono camuffare una

simile opinione per paura di essere accusati di razzismo.

5.4.5 Topoi

Topoi ( “luoghi” in greco ), simili ai temi ( topics ) divenuti standardizzati e pubblicizzati, sì da

essere di norma usati come “già pronti” nell’argomentazione.

Per esempio, si raccomanda ai rifugiati e ad altri immigrati di restare nel loro paese per aiutare a

ricostruirlo; o, ancor più cinicamente, a restare nel loro paese, a causa della diffusa discriminazione

e pregiudizio nel paese di accoglienza.

Un elemento standard è il topos dei numeri, che caratterizza molte notizie sull’immigrazione: solo il

flusso in entrata viene quantificato ed enfatizzato; i media raramente riportano quante persone se ne

siano andate.

I topoi non solo definiscono il discorso razzista scritto e orale, ma anche quello antirazzista. Una

delle implicazioni discorsive dell’uso dei topoi è che non richiedono di essere difesi: servono come

criteri di base per l’argomentazione.

5.5 Le strutture formali

L’analisi ideologica non deve limitarsi alla semantica. Al contrario, sebbene più indirettamente, ma

quindi anche più sottilmente, le ideologie possono influenzare le varie strutture formali del testo e

della conversazione; la forma di un periodo o di una frase, un argomento, l’ordine di una storia

giornalistica, le dimensioni di un titolo e cosi via.

5.6 La sintassi della frase

che permettono almeno delle variazioni, come l’ordine delle parole, le frasi attive

Vi sono strutture

e passive, e la nominalizzazione.

Ad esempio: “la polizia ha arrestato i dimostranti”. Ma possiamo valorizzare l’azione della polizia

in questo esempio, spostando l’espressione “la polizia” verso la fine della frase, ad esempio

servendoci di una costruzione passiva: “i dimostranti sono stati arrestati dalla polizia”, o utilizzando

una relativa che topicalizza i dimostranti: “…i dimostranti che la polizia ha arrestato”. In realtà,


ACQUISTATO

16 volte

PAGINE

17

PESO

203.85 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione pubblica e d'impresa
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Dariozzolo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Sarrica Mauro.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Psicologia sociale e della comunicazione

Riassunto esame Psicologia Sociale e della Comunicazione, prof. Sarrica, libro consigliato La Psicologia Sociale, Mazzara, Sarrica
Appunto
Appunti di Psicologia Sociale
Appunto
Riassunto esame Psicologia Sociale e della Comunicazione, prof. Sarrica, libro consigliato Fare Ricerca in Psicologia Sociale, Leone
Appunto
Riassunto esame Psicologia sociale, prof. Sarrica, libro consigliato Prima lezione di psicologia della comunicazione, Anolli
Appunto