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Capitolo 1 definizione di "ideologia"

1.1 Origine del termine

Il filosofo francese Destutt de Tracy, nel 1796, coniò il termine "ideologia". Per lui l’ideologia era una "scienza delle idee" generale (lo studio di "come pensiamo, parliamo e ragioniamo"), qualcosa che oggi chiameremmo psicologia o addirittura "scienza cognitiva".

1.2 L’ideologia come sistema di credenze

Le ideologie hanno certamente a che fare con i sistemi di idee, in particolare con le idee sociali, politiche o religiose condivise da un gruppo sociale o da un movimento (comunismo, anticomunismo). Per questo useremo il termine impiegato in psicologia per riferirsi ai “pensieri” di ogni tipo: credenze.

1.3 L’ideologia come "falsa coscienza" o "credenze fuorviate"

Secondo l’interpretazione che Engels diede alle idee di Marx, le ideologie erano delle forme di "falsa coscienza", ovvero delle credenze popolari fuorviate, inculcate dalla classe al potere per legittimare lo status quo. Questo ha portato tale termine ad essere inteso come un sistema di credenze falso, fuorviato o fuorviante.

1.4 L’ideologia come concetto generale

Le ideologie "positive" sono intese come sistemi che sostengono e legittimano l’opposizione e la resistenza contro il dominio e la disuguaglianza sociale. Karl Mannheim denominò "utopie" questo tipo di ideologie positive di opposizione.

1.5 L’ideologia come fondamento delle pratiche sociali

Le ideologie non solo creano significati per la comprensione del mondo, ma servono anche da base per le pratiche sociali. Le ideologie sessiste o razziste sono infatti alla base della discriminazione (pratica sociale).

1.6 Il ruolo del discorso

Una delle pratiche sociali più importanti che viene influenzata dalle ideologie è l’uso del linguaggio e del discorso. Molti dei nostri discorsi, specialmente quando parliamo come membri di gruppi, esprimono delle opinioni a base ideologica.

Capitolo 2 le ideologie come cognizione sociale

2.1.1 Tipi di credenze

Il nostro primo passo è quello di riconoscere che le ideologie consistono in credenze socialmente condivise che vengono associate alle proprietà caratteristiche dei gruppi (identità, posizione sociale, interessi etc.). È questa una delle numerose ragioni per cui abbiamo provvisoriamente definito le ideologie in termini di credenze fondamentali di gruppo socialmente condivise.

2.1.2 Tipi di memoria e rappresentazioni

Memoria episodica quando le credenze sono più personali e si basano sulle esperienze, vengono spesso chiamate “episodiche”. Nel loro insieme definiscono ciò che viene chiamata “memoria episodica”. Si tratta di una memoria personale che registra le nostre esperienze personali. Data la moltitudine di esperienze, di attività e di incontri quotidiani, non sorprende che la maggior parte di queste memorie non risulti più accessibile dopo un po’ di tempo.

Poiché le ideologie sono fondamentali e socialmente condivise, di norma non ci mettiamo a cercarle nella memoria episodica, che è personale, eppure ciò non significa che le ideologie non influenzino le nostre credenze personali è forse l’esempio più importante di simili credenze.

Conoscenza socioculturale

Conoscenza socioculturale condivisa: non saremmo in grado di comprenderci a vicenda, né di parlare o interagire con gli altri, se non condividessimo una grande quantità di conoscenze circa tutti gli aspetti del mondo e della nostra vita quotidiana. La nostra ipotesi è che queste credenze socialmente condivise formino ciò che chiamiamo memoria sociale. La conoscenza è ciò che noi pensiamo essere vero e al cui riguardo possediamo delle ragioni (criteri) per crederlo tale, le altre persone potranno anche essere in disaccordo con noi.

Risulta quindi ovvio che il concetto di "conoscenza" è relativo e dipende dalle credenze del nostro gruppo, società o cultura.

Terreno comune (common ground)

Esiste un insieme enorme di conoscenze che nessuno mette in discussione e che è virtualmente accettato da tutti i membri competenti di una cultura. Questa conoscenza può essere più semplicemente chiamata il "terreno comune" di un gruppo o cultura. Si tratta del genere di credenze che le persone presuppongono essere conosciute nelle interazioni e nei discorsi quotidiani.

Opinioni e atteggiamenti

Esistono credenze di cui non siamo certi: credenze controverse al cui riguardo le persone hanno punti di vista differenti, e che in generale non possono essere date per scontate e tacitamente assunte come vere. Queste credenze possono essere personali (nostre opinioni) o socialmente condivise (atteggiamento verso aborto, immigrazione, etc.).

2.1.3 L’ideologia come rappresentazione sociale

La nostra ipotesi è che le ideologie siano alla base della memoria sociale condivisa dai gruppi. Le ideologie non sono socioculturali, e la loro accettazione generale non può essere presupposta. Al contrario, le ideologie fanno nascere differenze di opinioni, conflitti, lotte. Abbiamo chiamato le ideologie “sistemi fondamentali” di credenze in quanto vi sono altre credenze, più specifiche, che possono dipendere o essere organizzate da esse. Riassumendo, le ideologie costituiscono le rappresentazioni sociali fondamentali delle credenze condivise da un gruppo.

2.1.4 Le ideologie e i valori

Le norme e i valori organizzano le nostre azioni e valutazioni. Queste danno una definizione fondamentale del bene e del male. Mentre le ideologie sono tipiche dei gruppi, e possono determinare il conflitto e la lotta fra i gruppi, i valori svolgono una funzione culturale più generale e fondamentale, restando validi per la maggioranza dei membri competenti di una stessa cultura. Qualunque sia la nostra ideologia, pochi fra noi s’oppongono alla libertà o all’uguaglianza, e chi lo fa si pone esplicitamente fuori dai confini del socialmente accettabile.

In questo senso, dunque, il sistema di norme e valori socioculturali fa parte di ciò che abbiamo prima chiamato il "terreno comune". Anche se le norme e i valori possono essere molto generali e culturalmente accettati, possono venire applicati in aree differenti e in modi diversi che spesso generano controversie: credenze ideologiche. Così possiamo anche essere tutti d’accordo per la libertà, ma la libertà di stampa verrà difesa dall’ideologia professionale dei giornalisti.

2.2.1 Formato proposizionale delle credenze ideologiche

Ci limiteremo a ipotizzare che le credenze o le ideologie generali possono essere rappresentate da proposizioni come "gli uomini e le donne devono avere uguali diritti".

2.2.2 L’organizzazione delle ideologie

Ipotizzeremo che le ideologie formino in qualche modo dei "sistemi" di credenze. Le ideologie possono avere una natura simile agli "schemi", ovvero comprendere un numero di categorie convenzionali che permettono rapidamente agli attori sociali di capire o costruire, rifiutare o modificare un’ideologia. Le categorie che definiscono lo schema ideologico derivano probabilmente dalle proprietà fondamentali del gruppo sociale. Un ideologia è una delle forme fondamentali di cognizione sociale che al contempo definisce l’identità di un gruppo e i sentimenti soggettivi dell’identità sociale dei membri.

2.3 Dall’ideologia al discorso e viceversa

I discorsi esplicitamente ideologici, come quelli che insegnano o spiegano le ideologie ai neofiti di un gruppo o che difendono le ideologie dagli attacchi esterni, possono presentare delle formulazioni alquanto generali di ciò che "noi" sosteniamo, come avviene nella propaganda politica, negli insegnamenti religiosi o nei volantini.

2.3.1 Atteggiamenti ideologici

Gli atteggiamenti, pur essendo delle forme di cognizione sociale, possono incarnare delle proposizioni ideologiche, che vengono applicate a specifici domini sociali. Per esempio, possiamo "applicare" un’ideologia femminista all’area del mercato del lavoro.

2.3.2 Conoscenze ideologiche

Le ideologie di gruppo possono condizionare la conoscenza. Se degli psicologi razzisti affermano che i “neri” sono meno intelligenti dei “bianchi”, possono anche considerare questa una conoscenza, mentre altri la vedranno come una forma di pregiudizio razzista, basato su ragionamenti errati. Accettiamo l’idea che anche la conoscenza può essere influenzata dall’ideologia, in quanto coloro che possiedono tali credenze pensano che esse siano vere, e pertanto le considerano conoscenze. Ciò che una volta gli studiosi consideravano conoscenza scientifica, ora può venire rifiutata come credenza stereotipata o pregiudizio. D’altro canto, la conoscenza può essere controllata da principi ideologici più positivi. Molte conoscenze di cui oggi disponiamo a proposito dell’inquinamento vengono senza dubbio formulate sotto l’influenza delle ideologie ecologiche.

È importante sottolineare che non tutta la conoscenza o tutte le nostre credenze sono ideologiche. Per definizione, le credenze di una società o cultura che si basano su un terreno comune sono non ideologiche, proprio perché non v’è controversia su tali credenze, né opposizione o lotta. Naturalmente, quelle che adesso accettiamo come credenze comuni non ideologiche potrebbero in seguito, magari secondo il punto di vista di un’altra cultura divenire credenze ideologiche. Ciò che una volta era una credenza controversa, ad esempio la forma e la posizione della Terra, viene ora generalmente accettata come credenza radicata nel terreno comune.

2.4 I modelli mentali

Le rappresentazioni episodiche (memoria episodica personale) degli eventi quotidiani di cui siamo partecipi, testimoni o lettori si chiamano modelli.

2.4.1 I modelli mentali sono soggettivi

Il modo in cui percepiamo, comprendiamo o interpretiamo la realtà quotidiana avviene mediante la costruzione o ricostruzione di modelli autobiografici, che rappresentano il modo in cui vediamo e comprendiamo gli eventi. Una simile rappresentazione è spesso influenzata da esperienze precedenti. I modelli possono anche incarnare le opinioni circa gli eventi di cui siamo partecipi, testimoni, lettori o ascoltatori (come leggere su un giornale notizie sulla guerra civile associandoli a opinioni negative dei crimini di guerra).

2.4.2 La struttura dei modelli mentali

Possiamo ipotizzare che gli schemi dei modelli degli eventi presentano delle categorie quali per esempio il "setting" (tempo, luogo) e i "partecipanti" (oggetti e persone). Simili schemi permettono un’elaborazione veloce e strategica delle informazioni pertinenti a un’interpretazione provvisoria. La proprietà più interessante dei modelli mentali riguarda il fatto che presentano anche delle "specificazioni" di credenze più generali e astratte, incluse le cognizioni sociali.

Nell’interpretazione di un discorso circa un evento attuale, possiamo avere bisogno di attivare solo un piccolo frammento della nostra conoscenza, senza dovere attivare tutto ciò che sappiamo a loro riguardo. Così ipotizzeremo che i modelli presentano solo le esemplificazioni pertinenti della conoscenza generale.

2.4.3 Modelli personali e rappresentazioni sociali

Le persone sono capaci di "tradurre" ideologie generali in esperienze specifiche che a loro volta formano i modelli mentali. Le persone non dipendono (completamente) dalle loro ideologie, e possono naturalmente interpretare i loro modelli quotidiani sulla base di esperienze personali precedenti. Così, se anche posso condividere un atteggiamento antimmigrazione, le mie esperienze personali con gli immigrati africani possono essere positive, e ciò probabilmente influenzerà i miei futuri modelli di eventi in cui gli immigrati figurano come partecipanti.

2.4.4 Il conflitto ideologico

Nel mondo delle esperienze personali, gli individui devono fare i conti con il conflitto ideologico e la confusione. Possiamo identificarci contemporaneamente con più gruppi sociali o formazioni che sostengono posizioni ideologiche diverse. Ciò è tanto vero da indurre molti studiosi a concludere che non esistono degli atteggiamenti o delle ideologie stabili; anzi, le persone costruiscono le loro opinioni ad hoc, sul momento, in ogni contesto.

2.4.5 Le rappresentazioni sociali non possono ridursi a modelli mentali

Tuttavia, non v’è dubbio che attraverso situazioni diverse, non solo uno, ma anche più attori sociali possono avere, esprimere e usare opinioni identiche o molto simili. Questa somiglianza può essere spiegata con l’esistenza di strutture mentali permanenti, condivise con gli altri. Dobbiamo avere almeno una conoscenza del mondo condivisa, e degli atteggiamenti, norme e valori generali che guidino le nostre azioni e ci permettano di prevedere cosa gli altri si aspettino da noi. Questa è anche la ragione per cui nelle situazioni concrete facciamo o diciamo cose diverse da quello che vorremmo.

2.5 Dai modelli mentali al discorso

I modelli mentali rappresentati nella memoria episodica, sono la base della produzione e della comprensione dell’azione discorsiva. Parlare implica l’espressione di modelli mentali, e la comprensione implica la loro costruzione. Tuttavia i modelli contengono di norma molte più informazioni dei discorsi. Un modello può presentare un’informazione tipo "le armi servono per uccidere le persone", ma poiché la formulazione discorsiva può essere più limitata o specifica, non tutto viene necessariamente esplicitato.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Dariozzolo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Sarrica Mauro.
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