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PSICOLOGIA SOCIALE

CAPITOLO 1

1. INTRODUZIONE ALLA PSICOLOGIA SOCIALE

2. LINEAMENTI TEORICI

CAPITOLO 2

1. LA RICERCA IN PSICOLOGIA SOCIALE

2. CARATTERISTICHE DELL’INDAGINE SCIENTIFICA

3. PROBLEMI DI VALIDITA’

4. STRATEGIE DI RICERCA

CAPITOLO 3

1. PERCEZIONE E COGNIZIONE SOCIALE

2. IL PROCESSO DI FORMAZIONE DELLE IMPRESSIONI DI

PERSONALITA’

3. GLI SCHEMI

4. I PROCESSI DI ATTRIBUZIONE CAUSALE

CAPITOLO 4

1. LE DIMENSIONI SOCIALI DEL SE’

2. LE DIMENSIONI DEL SE’

3. GLI SCHEMI DI SE’

4. I MOTIVI DEL SE’

CAPITOLO 5

1. GLI ATTEGGIAMENTI SOCIALI

2. LA FORMAZIONE DEGLI ATTEGGIAMENTI

3. LA MISURA DEGLI ATTEGGIAMENTI

4. L’ORGANIZZAZIONE DEGLI ATTEGGIAMENTI

5. IL RAPPORTO FRA ATTEGGIAMENTO E COMPORTAMENTO

6. IL CAMBIAMENTO DEGLI ATTEGGIAMENTI

7. LE FUNZIONI DELL’ATTEGGIAMENTO

CAPITOLO 6

1. ATTRAZIONE INTERPERSONALE E RELAZIONI SOCIALI

2. LA PROSPETTIVA FENOMENOLOGICA E LA TEORIA DELLA

FORMA

3. LA PROSPETTIVA COMPORTAMENTISTA

4. LE TEORIE DELLO SCAMBIO E LA TEORIA

DELL’INTERDIPENDENZA

5. LA PROSPETTIVA COGNITIVISTA

6. LA PROSPETTIVA INTERAZIONISTA E IL MOVIMENTO

COSTRUZIONISTA

7. LA PROSPETTIVA DIALETTICA

8. METODI DI STUDIO

9. PROCESSI PSICOSOCIALI E RELAZIONI INTERPERSONALI

CAPITOLO 7

1. L’INTERAZIONE NEI GRUPPI

2. LO STUDIO DEI FENOMENI DI GRUPPO IN PSICOLOGIA SOCIALE

3. I TEMI DELLA DINAMICA DI GRUPPO

4. I PROCESSI DI PRESA DI DECISIONE NEI GRUPPI

CAPITOLO 8

1. PERSUASIONE E INFLUENZA SOCIALE

2. IL MODELLO DELLA PROBABILITA’ DI ELABORAZIONE

3. L’INFLUENZA SOCIALE

Bibliografia

Test di valutazione CAPITOLO 1

1. INTRODUZIONE ALLA PSICOLOGIA SOCIALE

La psicologia sociale studia l’articolazione tra mondo psichico e mondo

sociale. Fondamentale per l’uomo è la conoscenza.

La psicologia sociale si caratterizza per avere un approccio triadico i cui

termini sono: ⇒

individuo oggetto di conoscenza

⇓ ⇓

relazioni sociali degli individui

2. LINEAMENTI TEORICI

Approccio comportamentista:

approccio scientifico obiettivo allo studio del comportamento umano, il

presupposto del comportamentismo è che la mente umana è una scatola nera

entro la quale non è possibile entrare. La mente umana risponde secondo

una sequenza di stimoli e risposte (S-R).

Wundt e il problema della conoscenza:

c’è un tentativo di costruire una scienza dell’esperienza diretta puntando

l’attenzione sulle componenti sensoriali e su come da queste si arriva a

costruire delle rappresentazioni generali del mondo. Questo approccio ha il

limite di focalizzare l’attenzione sull’oggetto e sull’individuo tralasciando le

relazioni sociali.

Durkheim e le rappresentazioni collettive:

ricerca del passaggio dall’approccio scientifico al senso comune.

Le rappresentazioni collettive hanno vita propria, al di là degli individui, sono

statiche, immutabili, si trasmettono da una generazione all’altra senza

cambiare.

Il limite di questo approccio è che tralascia il rapporto che lega oggetto di

conoscenza e relazioni sociali ai processi individuali.

Brentano e la psicologia dell’atto:

prende in considerazione le azioni sociali compiute dagli individui.

Tarde e Lebon e la psicologia delle folle:

in questo periodo iniziano ad affollarsi le città, si cerca di capire il

comportamento delle persone che nelle città si accalcano. L’individuo che

partecipa alla folla perde il controllo su di sé e sulla sua razionalità, imitando il

comportamento della folla nella quale spariscono le differenze sociali perché

c’è l’imitazione attraverso il principio di suggestione, si è dunque alienati dal

controllo. Nella folla emergono le forze ancestrali dell’uomo primitivo.

La psicologia sociale negli USA:

in America le correnti sono di natura pragmatica e funzionalista, vi sono

culture molto diverse e lo scopo è quello di costruire la nazione.

Approccio funzionalista:

ha lo scopo di far sì che i gruppi si adattino al sistema.

Mead:

la rappresentazione di noi stessi è funzione del rapporto che abbiamo con gli

altri; la base di conoscenza è determinata dal rapporto con gli altri e l’io è la

parte creativa, l’unicità della persona.

Lewin e la teoria del campo:

le motivazioni intrinseche dell’individuo sono fondamentali per riuscire.

La teoria del campo (Field Theory): il campo è la totalità dei fattori coesistenti

ad un momento dato nella loro interdipendenza. Per spiegare il qui ed ora

bisogna considerare tutto quanto c’è: persone, ambiente, azioni, motivazioni,

etc.

Le costanti del campo:

Spazio di vita: la persona e l’ambiente da essa concepito;

Fatti di natura fisica e sociale: che al momento dato non influiscono sullo

spazio di vita;

Spazio di confine tra soggettivo e oggettivo: che ricorda i due elementi

precedenti.

Approccio cognitivista:

gli esseri umani sono degli elaboratori attivi. Tramite gli esperimenti si ricerca

coerenza fra comportamento e atteggiamento umani. Si ricercano fattori di

stabilità per predire o controllare l’ambiente sociale e il comportamento

individuale. CAPITOLO 2

1. LA RICERCA IN PSICOLOGIA SOCIALE

Lo scopo di una ricerca sociale è la definizione di una teoria, cioè di un

insieme interrelato di concetti, definizioni, proposizioni che consentono una

visione sistematica dei fenomeni specificando le relazioni tra variabili al fine di

vedere e spiegare i fenomeni stessi.

Per giungere alla formulazione di una teoria si usano due metodi: ipotetico –

deduttivo e induttivo – analitico.

Esistono vari livelli a cui si può porre una ricerca, dipendono dall’interrogativo

che ci si pone:

Livello base: descrittivo di un fenomeno;

Livello intermedio: livello correlazionale per capire i legami associativi tra certe

variabili, finora ci troviamo a livello di ricerca empirica;

Livello sofisticato: livello sperimentale, vedere se si può allargare quanto

osservato in termini più generali, per individuare una legge alla base del

comportamento sociale (rapporto causa - effetto). La conclusione cui si

giunge è comunque circostanziata: è vera cioè se vengono affermate alcune

condizioni (se…..allora…..).

2. CARATTERISTICHE DELL’INDAGINE SCIENTIFICA

La ricerca mira a trovare conferme empiriche e metodologie adeguate allo

studio del comportamento umano.

Per fare una ricerca:

1. circoscrivere il campo di indagine

2. consultare la letteratura scientifica precedente

3. formulare l’ipotesi: deve essere un’ipotesi che nessuno ha mai considerato

4. metodo: operazionalizzare la variabile indipendente e individuare la

variabile dipendente più pertinente per misurare ciò che vogliamo sapere; fare

analisi statistiche usando il test più adeguato; trovare il legame tra variabili e

vedere se c’è una differenza significativa.

5. analisi e confronto tra risultati ottenuti e letteratura precedente per trarre

conclusioni e aprire una nuova pista.

3. PROBLEMI DI VALIDITA’

La qualità di una ricerca viene valutata in termini di validità delle conclusioni

alle quali perviene. Nel valutare la validità delle conclusioni di un’indagine si

deve rispondere a quattro domande, ognuna riferita a un tipo particolare di

validità.

1_ poter affermare che esiste o meno una relazione tra variabile dipendente e

indipendente

2_ poter affermare che la relazione è di tipo causale

3_ poter affermare che la manipolazione delle variabili si riferisce ai costrutti

sotto indagine

4_ poter affermare che la relazione causale è generalizzabile

Validità delle conclusioni statistiche:

riguarda la probabilità che la relazione tra le variabili sia effettiva e non dovuta

al caso. C’è la possibilità di commettere due tipi di errore:

errori del primo tipo: concludere che esiste una correlazione tra due variabili

quando in realtà non esiste. È aumentata dall’uso di campioni molto piccoli,

dalla scarsa fedeltà dello strumento di misura, dalla violazione delle condizioni

di applicazione dei test e dall’intervento di fattori che aumentano la variabilità

di errore.

errori del secondo tipo: concludere che non c’è correlazione tra due variabili

quando in realtà c’è.

Validità interna:

mira a vedere se c’è una relazione di causa – effetto tra le due variabili (x e y)

e se l’influenza causale va da x a y o viceversa da y a x.

Inoltre la validità interna mira ad esaminare le interpretazioni alternative della

relazione tra x e y che invocano l’intervento di una terza variabile chiamata c.

I fattori che assumono il ruolo di c sono:

fattore storia: eventi accaduti ai soggetti osservati nell’intervallo di tempo tra

l’osservazione che precede e quella che segue la supposta causa;

Fattore maturazione dei soggetti;

Fattore pre – test: possibilità che le procedure di osservazione prima del

trattamento producano cambiamenti diretti o indiretti nel supposto fattore;

deterioramento dello strumento di misura;

differenze tra i soggetti che compongono un gruppo sotto esperimento: fattore

selezione e fattore mortalità;

caratteristiche dell’individuo come essere intenzionale e capace di elaborare

significati e reagire a conclusioni, può dar luogo a diffusione.

Validità della variabile indipendente:

la validità della variabile indipendente può essere minacciata da variabili

parassite ad essa, queste possono essere legate alle operazioni di

manipolazione, alla condizione sperimentale in senso lato, producendo così

artefatti dovuti all’influenza dei soggetti e/o dello sperimentatore. Per quanto

riguarda quest’ultimo si parla di “profezia autoverificantesi”: il ricercatore

riesce inconsapevolmente a stimolare nei soggetti il tipo di risposta che egli si

aspetta.

Per ovviare al problema è necessario usare srtategie e strumenti non intrusivi,

motivare i soggetti a non tentare di indovinare l’ipotesi, usare appositi disegni

di ricerca.

Validità della variabile dipendente:

la variabile dipendente è lo strumento di raccolta dei dati, esistono tre

dimensioni di tecniche di raccolta delle informazioni:

1_ fonte dell’osservazione – registrazione:

- fatte dal soggetto studiato sotto forma di resoconto soggettivo

(soggetto consapevole, risposte date ad un questionario) o

traccia (soggetto non consapevole)

- fatte dal ricercatore: osservazione visibile (soggetto

consapevole) o nascosta (soggetto non consapevole)

- fatte da terzi: registrazioni di archivio (registrazioni di

comportamenti pubblici o di archivio vere e proprie)

2_ consapevolezza dei soggetti di essere osservati: problema della

desiderabilità sociale

3_ livelli di misurazione della variabile:

- scala nominale: evento o comportamento registrato in categorie

nominali (sesso, area di residenza,…)

- scala ordinale: evento o comportamento registrato in categorie

tra le quali c’è una relazione ordinale di rango (reddito diviso per

fasce)

- scala a intervallo: evento o comportamento collocato su una

scala a intervalli equivalenti

- scala a rapporto: evento o comportamento collocato su una

scala con uno zero assoluto (reddito)

Le fonti di invalidità

attore:

consapevolezza di essere osservato: desiderabilità sociale e effetto reattivo

della misura

possibilità che l’operazione di misura provochi una modificazione di ciò che

viene misurato

tendenza a rispondere con uno stile sistematico

ricercatore:

variabilità nelle risposte dovuta a caratteristiche dell’intervistatore

cambiamenti che si verificano nel ricercatore quale strumento di misura

Validità delle misure

validità di contenuto: se lo strumento contiene un campione rappresentativo

del comportamento che si vuole studiare

validità concorrente: grado di correlazione di strumenti che misurano la

variabile concettuale

validità predittiva: possibilità di prevedere il comportamento futuro dei soggetti

in altre aree

validità concettuale: relazione con un insieme di concetti in relazione fra loro

(letteratura scientifica precedente)

Validità esterna:

possibilità di generalizzare i risultati di una determinata indagine ad attori,

contesti, occasioni diverse da quella dell’indagine stessa.

Si può trattare di generalizzabilità a popolazioni bersaglio, cioè ad una

particolare popolazione, o di generalizzabilità, cioè possibilità di sostenere

che le conclusioni sono valide malgrado le possibili variazioni nel tipo di

soggetti utilizzati.

4. STRATEGIE DI RICERCA

Studi sul campo

Sono poco intrusivi ed hanno il massimo realismo dei fenomeni e dai dati

raccolti, danno elevata significatività sociale dei fenomeni studiati.

Svantaggi: hanno elevata variabilità intersoggettiva che aumenta la probabilità

di errori del secondo tipo e scarsa precisione delle misure.

Gli studi sul campo si basano su due modalità di osservazione:

osservazione partecipante (field work):

l’osservatore ha lo scopo di scoprire a cosa assomiglia la vita delle persone

oggetto di indagine tramite osservazioni della vita quotidiana dei soggetti

minimizzando le interferenze e deve riconoscere i modelli di comportamento

di riferimento. A fine giornata deve scrivere delle annotazioni (field notes);

l’osservatore non partecipa agli eventi che osserva ma osserva solo gli

specifici comportamenti ritenuti importanti per l’indagine.

CAPITOLO 3

1. PERCEZIONE E COGNIZIONE SOCIALE

Per far sì che si formino le impressioni di personalità bisogna rendere attivi gli

schemi mentali che permettono di interpretare i comportamenti degli altri e di

produrre possibili inferenze.

2. IL PROCESSO DI FORMAZIONE DELLE IMPRESSIONI DI

PERSONALITA’

Secondo Asch (1946) la percezione è un processo costruttivo i cui risultati

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiaras1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Rubini Monica.
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