Introduzione alla psicologia sociale
Maria Grazia Attili rappresentazioni collettive. Moscovici parlerà di rappresentazioni sociali.
Capitolo I
1.1 Le origini
Psicologia sociale e storia della psicologia: Agli inizi del ‘900 si stabilisce il dominio degli approcci teorici comportamentismo, inteso come base per una psicologia naturale. L’individuo è, alla nascita, tabula rasa (supposta condizione della mente umana anteriore all'acquisizione dei dati del mondo esterno, affine, per analogia, a un foglio bianco sul quale l'esperienza traccerà i suoi segni).
1897 Triplett e i bambini col rocchetto: fenomeno della facilitazione sociale. La psicologia sociale si occupa dello studio delle modalità attraverso le quali avviene l’articolazione tra il mondo psichico e quello sociale. L’ambito della psicologia sociale è il comportamento dell’individuo in rapporto alla società in cui vive. La psicologia generale studia il comportamento dell’individuo in sé.
1.2 Freud, la psicanalisi e la psicologia sociale
La psicanalisi, nata negli ultimi anni del secolo scorso, considera la comprensione della vita conscia dell’individuo subordinata alla comprensione del suo inconscio. Attraverso l’utilizzo delle libere associazioni Freud passa dall’ipnosi alla suggestione come tecnica terapeutica. Libido: forza pulsionale inconsapevole dovuta ad un accumulo di energia psichica; il comportamento dell’individuo è legato alla necessità di scaricarla. Esso è legato a due principi: del piacere, che spinge l’individuo al soddisfacimento dei propri bisogni, scaricare la libido anche là dove non esistono le condizioni per farlo (lapsus, superstizioni, sogni). Principio della realtà. L’individuo si confronta con la realtà: se non può soddisfare i propri bisogni ne differisce l’attuazione o vi rinuncia.
1.2.2 Struttura della personalità
Es: completamente inconscio, serbatoio di pulsione passione istinti. Super Io: parte conscio e parte inconscio. Si sviluppa dall’interiorizzazione dei divieti e delle punizioni. Io: media tra i primi due. Meccanismi di difesa inconsci che preservano l’integrità dell’Io: sublimazione delle pulsioni, es. sadico che diventa chirurgo.
1.2.3 Sviluppo psico sessuale
- Fase orale: 12/18 mesi. Le gratificazioni sessuali sono ottenute attraverso la bocca e le labbra.
- Fase anale: 18 mesi / terzo anno. Piacere legato alla ritenzione ed alla espulsione delle feci.
- Fase fallica: dai tre ai cinque anni. Complesso di Edipo. Il superamento avviene nel maschio attraverso la paura dell’evirazione, che porta ad un processo di identificazione col padre prima odiato.
- Fase di latenza: dai sei agli undici anni, la pulsione sessuale si rafforza ma non si esprime.
- Fase genitale: adolescenza.
1.2.4 Individuo e società
Eros e Thanatos: pulsione sessuale e pulsione aggressiva e distruttiva, tendenza a tornare allo stato inorganico.
1.4 L’introspezionismo
Kurt Lewin è considerato il fondatore della psicologia sociale così come è intesa al giorno d’oggi. Poi prolifererà in USA per tornare in Europa alla fine della II guerra mondiale. Dalle origini europee ereditò la lezione della Gestalt, dagli USA la lezione di pragmatismo del lavoro di ricerca, ma anche una visione della massa non eversiva e la fiducia nelle doti del progresso e dell’individuo. Di qui la nascita del comportamentismo che si oppone all’introspezionismo di Wundt. Quest’ultimo, alla fine dell’800, fondò una psicologia intesa come scienza naturale, basata sul lavoro di laboratorio attraverso l’introspezione si studiava la struttura della mente, intesa non come totalità, come faranno i gestaltisti, ma come chimica di singoli elementi. Psicologia dei popoli, sua opera principale: miti, costumi e linguaggio vengono intesi come frutto delle umane interazioni. Dall’altra i fatti psichici, indipendenti dal sociale. Il primo dei due concetti sarà ripreso da Durkeim, che parlerà di essere viste in forme diverse.
www.politologi.com – Portale studenti facoltà scienze politiche Anche il pregiudizio viene interpretato come una gestalt. Lo studioso ginevrino, partendo da una formazione biologica, analizza lo sviluppo intellettuale come processo di adattamento all’ambiente. L’intelligenza è vista in termini di adattamento mentale il quale ha come fine il mantenimento di un equilibrio progressivo fra le nuove conoscenze e quelle che già si possiedono. Si tratta di schemi mentali che, pur avendo una base innata, non sono statici. Essi sono organizzazioni di conoscenze.
1.5 Comportamentismo (behaviorismo) e psicologia sociale
Watson, autorevole esponente, afferma che la psicologia ha il compito di indagare sulle condizioni che determinano il comportamento, visto come risposta ad uno stimolo (modello S-R). Meccanismi di tipo associativo tra due stimoli che provocano una risposta (teoria della contiguità) e teoria del rinforzo.
1.5.1 Il condizionamento classico
Teorizzato da Pavlov: ad uno stimolo neutro (SN) può seguire una risposta condizionata (RC) originariamente elicitata da uno stimolo incondizionato (SI).
1.5.2 Il condizionamento operante
Meccanismo di rinforzo, teorizzato da Skinner per spiegare i meccanismi di apprendimento all’interno del paradigma del condizionamento operante. Una specifica risposta, prodotta in maniera casuale, viene ripetuta se ad essa è associato un stimolo positivo (rinforzo positivo). L’associazione ad uno stimolo negativo, sgradevole, produce l’estinzione del comportamento. Skinner box.
1.5.3 Allport
Le azioni del gruppo altro non sono che la somma delle azioni dei singoli individui. Solo l’individuo è reale. Il gruppo è considerato pura astrazione.
1.5.4 La social learning Theory e la psicologia sociale
Negli anni ‘40 nasce la scuola dell’apprendimento sociale, considera le variabili che possono intervenire fra lo stimolo e la risposta: dalla S-R alla S-O(organismo)-R. Bandura, ad es. sottolinea il meccanismo dell’imitazione come strumento fondamentale dell’apprendimento (modellamento).
1.6 La psicologia della Gestalt (forma) e la psicologia sociale
Nasce intorno agli anni ‘40. Importata negli USA da un gruppo di esuli tedeschi (K Lewin). La teoria della Gestalt, con un orientamento fenomenologico, rifiuta l’assunto che la mente sia una tabula rasa. Essa, al contrario, ha una capacità innata di strutturare la realtà, sulla base di categorie sue tipiche (Kant). Il principio, come in una melodia, è che il tutto è più della somma delle parti che lo compongono. Alla base del meccanismo che ci fa intuire la totalità ci sono due leggi:
- Legge della formazione non additiva della totalità: gli elementi singoli non solo ricevono un significato dal processo di strutturazione derivante dall’insieme, ma essi stessi hanno una funzione strutturante, in quanto concorrono a formare la struttura.
- Legge della pregnanza o della buona forma: in virtù della quale ogni linea contribuisce a formare quel tutto che le è più congeniale.
Isomorfismo: corrispondenza di forme o strutture tra il mondo fisico e quello psichico??? Tal predisposizioni, a base innata, sono ad es. la chiusura di strutture, la somiglianza, la continuità di direzione, la vicinanza, il destino comune. La tendenza a non analizzare le singole unità che costituiscono una configurazione è data dalla rigidità percettiva, quella ad es. che regola i rapporti figura-sfondo. La rigidità percettiva si pone come un’inerzia, come una resistenza delle gestalten ad essere viste in forme diverse.
1.6.1 Teoria della gestalt di Kurt Lewin
Allievo di Koeler, trasferisce i principi della gestalt allo studio dei gruppi, elaborando la teoria del campo, field theory. Per campo Lewin intende la totalità dei fatti coesistenti ad un dato momento nella loro interdipendenza. Esso può essere inteso come:
- Spazio di vita, una sorta di mappa che l’individuo si fa del reale.
- Spazio fisico e sociale.
- Spazio di confine.
Tale approccio può essere usato sia per descrivere le relazioni individuo ambiente che le relazioni di un gruppo, inteso come totalità dinamica. Lo studio della psicologia con Lewin riguarderà non l’individuo, ma i suoi rapporti con l’ambiente. Studi sulle leadership, democratica, autoritaria e disfattista.
1.6.1.2 La ricerca azione
Nel periodo a cavallo della seconda guerra mondiale Lewin elabora l’approccio metodologico della ricerca azione, capace contemporaneamente di fare ricerca ed intervenire sulla realtà sociale, problema cruciale per un paese in guerra. Esempio della soluzione del problema dei razionamenti.
1.6.2 Le mini-teorie
All’interno di una prospettiva gestaltiana gli allievi di Lewin producono una serie di mini teorie nelle quali è presente anche la prospettiva cognitivista. Di grande rilievo fra queste la teoria dell’equilibrio cognitivo di Heider e quella dissonanza cognitiva di Festinger.
1.7 Cognitivismo
Si afferma negli anni ‘60 come critica al comportamentismo. L’individuo è considerato come un elaboratore di informazioni che possono provenire sia dall’interno che dall’esterno.
1.7.1 La psicolinguistica di Noam Chomsky
Chomsky parte dalla constatazione di un errore che i bambini fanno sistematicamente: “ho aprito“ invece di “ho aperto”. Ciò indica, contrariamente a quanto afferma il comportamentismo, che vede il linguaggio appreso attraverso una serie di condizionamenti e rinforzi, o tramite imitazione, l’esistenza di regole, le regole della trasformazione, che a suo parere emanano da un dispositivo mentale a base innata (LAD, dispositivo di acquisizione linguistica). Nasce così la psicolinguistica, che ipotizza l’esistenza, fra i membri della specie “uomo” predisposizioni innate che consentono l’acquisizione della lingua propria della comunità in cui si nasce.
1.7.2 Il Modello TOTE
Miller, Galnter e Pribram si autodefiniscono comportamentisti soggettivi; nel 1960 pubblicano Piani e struttura del comportamento. Al vecchio schema S-R si sostituisce il TOTE, preso a prestito dalla cibernetica, che prevede che l’individuo, sempre considerato come elaboratore di informazioni. Il comportamento è il risultato di una programmazione che si basa su una verifica ed organizzazione delle informazioni in entrata o, in altri termini, della verifica continua della corrispondenza dell’ambiente alle condizioni programmate.
1.7.3 Neisser e la Psicologia cognitiva
Pubblicato negli anni ‘60, Psicologia cognitiva, individua i meccanismi attraverso i quali vengono immagazzinate le informazioni, per poi essere organizzate e trasformate.
1.7.4 Il costruttivismo
La mente viene vista come dotata di grande capacità di costruzione. Quando un individuo elabora una nuova informazione, non la immagazzina come una unità isolata, ma la assimila in una rete di conoscenze previe. Questo fa sì che spesso la nuova informazione sia alterata in modo coerente con le conoscenze già possedute. Viene in questo modo superata l’ottica gestaltista, che non prevede la possibilità di modificare conoscenze già possedute. Adesso gli psicologi sociali si occupano di capire come gli individui costruiscono le categorie iniziali e di come i dati siano inclusi in esse e quali i meccanismi capaci di modificarle.
1.7.5 Piaget e l’epistemologia genetica
Lo studioso ginevrino, partendo da una formazione biologica, analizza lo sviluppo intellettuale come processo di adattamento all’ambiente. L’intelligenza è vista in termini di adattamento mentale il quale ha come fine il mantenimento di un equilibrio progressivo fra le nuove conoscenze e quelle che già si possiedono. Si tratta di schemi mentali che, pur avendo una base innata, non sono statici. Essi sono organizzazioni di conoscenze.
1.7.6 Gli psicologi sociali cognitivisti
A partire dagli anni ‘70 la psicologia sociale europea trova una sua identità altra da quella degli psicologi sociali americani, e lo fa nell’enfasi con la quale considera la valenza della dimensione sociale sul comportamento umano.
1.8.1 Bruner
Bruner dà una particolare importanza all’influenza della cultura sullo sviluppo mentale. Concezione delle categorie mentali, viste come raggruppamento di due o più oggetti distinti, trattati allo stesso modo. L’appartenenza ad una categoria è determinata dagli attributi necessari e sufficienti di singoli oggetti. Tali categorie sono inoltre arbitrarie, basate sulla cultura.
1.8.2 Vygotskij, la scuola storico culturale ed il socio costruttivismo
Nasce negli anni ‘20 a Mosca ed affronta i rapporti tra psicologia e marxismo. Per Vygotskij i processi psichici superiori hanno un’origine sociale. Sono la cultura e la storia ad avere grande importanza per la psiche. Tale visione viene ereditata da Moscovici.
1.9 Evoluzionismo
Darwin pone una grande enfasi sulla capacità e necessità dell’uomo di adattarsi al suo ambiente, fisico e sociale. Di recente i suoi postulati sono tornati in auge, tanto che si può parlare di una psicologia evoluzionista (Attili). Determinante per la loro diffusione fu l’opera di Hinde, allievo di Timbergen. Idem per Bowlby e la sua teoria dell’attaccamento.
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