Psicologia sociale
I concetti della psicologia sociale
La psicologia sociale è lo studio scientifico del pensiero sociale, di come le persone e i gruppi percepiscono gli altri, li influenzano e si pongono in relazione con loro. La psicologia sociale è lo studio scientifico del pensiero sociale, cioè come funziona la nostra mente in relazione alla realtà sociale.
Pensiero sociale
Il pensiero sociale riguarda le impressioni, ossia come ci si creano percezioni e idee relative agli altri e alla realtà sociale. È il modo in cui funziona la nostra mente, i nostri ricordi, le nostre motivazioni, i nostri pensieri e le nostre emozioni e il modo in cui questi influenzano come percepiamo gli altri, cioè influenzano il pensiero sociale. L’evento però può essere vissuto in maniera differente a seconda della persona. L’evento oggettivo viene ricostruito e interpretato dalla persona stessa, ma anche dagli altri (testimoni) e vengono interpretate in maniera differente le azioni (attore e osservatore). Quello che succede è importante per come lo viviamo, non per l’evento in sé. Noi siamo influenzati da come abbiamo interpretato l’evento.
L’impressione che ci formiamo di una persona è immediata, è incredibilmente rapida, ma incredibilmente lenta a cambiare. Quindi il pensiero sociale è lento a cambiare. Il risparmio di energia mentale avviene quando non abbiamo tempo e voglia di approfondire, usando quindi schemi mentali. Tutti noi abbiamo anche un’immagine di noi stessi, chi più, chi meno. Chi si conosce bene riesce ad esprimersi meglio e a dare il meglio di sé tramite la comunicazione. Conoscersi significa accettarsi e migliorarsi.
Influenza sociale
Influenza sociale: pensieri, sentimenti ed azioni influenzate dagli altri. La semplice presenza di altre persone cambia la nostra percezione di realtà. Si hanno delle reazioni differenti a seconda della presenza di persone diverse. Il pensiero solitario risente della società e degli altri. Effetto terza persona: io non sono influenzato, tutti gli altri sì, da me e dalla società.
Relazioni sociali
Relazioni sociali: processi cognitivi e sociali sono strettamente legati tra loro. Il rapporto tra l’individuo e la realtà sociale è bidirezionale, perché azioni, pensieri ed emozioni sono influenzati dagli altri, ma grazie a queste azioni, pensieri ed emozioni noi modifichiamo la realtà sociale. Anche attraverso azioni inconsapevoli influenzo la realtà sociale e molta della nostra comunicazione non verbale (tono, gesti) è automatica e inconsapevole.
Rapporto psicologia sociale e comunicazione
La psicologia sociale dona la conoscenza delle persone (con motivazioni, emozioni e scopi) e il modo in cui le conoscenze orientano sia noi stessi, cioè chi comunica, sia chi le riceve. La comunicazione avviene sempre tra persone. Se noi conosciamo gli utenti saremo più capaci di formulare il nostro messaggio e avrà più successo la nostra comunicazione. La comunicazione non è sempre diretta (presenza corporea, come l’impiegato e il cliente), ma può anche essere mediata, come ad esempio il sito web di una banca, ma diventa sempre più realistica, perché si avvicina sempre di più ad una comunicazione diretta.
L’esperienza diretta è imparagonabile a ciò che ad esempio avviene in rete. Ad esempio il flashmob nasce in rete, ma ha molto più impatto se realizzato fisicamente. Un altro aspetto è la dimensione etica della nostra comunicazione, perché il messaggio implica delle inferenze, cioè delle ipotesi sul nostro target, cioè il ricevente della comunicazione. Perché se conosco le caratteristiche di questo target riuscirò a comunicare meglio ed a essere più persuasivo. Le emozioni vengono suscitate in modo automatico ed intuitivo maggiormente è conosciuta la psicologia del target (canali razionali e canali inconsapevoli).
La conoscenza che avrò del mio target verrà utilizzata in modo etico, cioè riuscire a fare dei messaggi coerenti con i valori che ho, cioè con quello in cui credo. Le ricerche devono essere confermate eticamente per garantire che non manipolino il target (pubblico). Conoscere bene se stessi e gli altri è essenziale affinché la comunicazione raggiunga i suoi due scopi principali:
- Scopo informativo: difficilmente riusciamo a creare nuove conoscenze se non ci leghiamo a cose che noi già sappiamo. Raggiungere il messaggio informativo vuol dire conoscere il mio target per conoscenze e motivazioni, cioè per scopi. Informare non basta.
- Scopo relazionale: stabilire una relazione tra parlanti ed utenti. Qualunque scambio indica una definizione della relazione tra le persone che comunicano: la definizione di sé, dell’altro e della relazione (rapporto di amicizia, di fiducia, di complicità) che c’è tra noi e due. Quando ti comunico qualcosa definisco me stesso.
Processi psicosociali di base
La diversità e l’eterogeneità del comportamento sociale si può riassumere in processi psicosociali di base:
- Due assiomi fondamentali regolano il rapporto tra la persona e il mondo sociale, quindi la realtà. Essi sono la persona e il mondo sociale.
- Assioma: costruzione della realtà, ogni persona si costruisce la propria immagine della realtà sociale, quindi le informazioni acquisite formano un'impressione (processi bottom-up - induttivo)
- Assioma: pervasività dell’influenza sociale, la realtà sociale ‘entra’ in tutti gli aspetti della nostra vita (processi bottom-down - deduttivo)
- Tre principi motivazionali, la motivazione è uno scopo (obiettivo futuro) o bisogno (nato dentro di noi) che ci orienta nelle nostre scelte, è una spinta interiore automatica. Queste spinte sono:
- L’acquisizione della padronanza della realtà, necessità di controllare la realtà per sapere cosa ci aspetta
- Ricerca dell’affiliazione, ognuno di noi cerca di creare e mantenere delle relazioni di sostegno, di empatia e di accettazione reciproca con coloro che amiamo e stimiamo, esistono infatti differenti livelli di affiliazione.
- Valorizzazione di ‘me’ e il ‘mio’, mettere in una luce positiva noi stessi e tutte le persone a cui tengo, tutto ciò che a noi appartiene. Se però valorizzo troppo me stesso danneggio l’affiliazione con gli altri; se sono una persona narcisista e troppo sicura di sé nascondo anche delle insicurezze.
- Tre principi di elaborazione delle informazioni: sono i principi che regolano il funzionamento della nostra mente e l’elaborazione delle informazioni.
- Accessibilità delle informazioni: oggi la maggioranza delle informazioni sono accessibili, ma è la probabilità che io richiami un concetto dalla memoria a lungo termine nella memoria a breve termine per codificare, cioè per comprendere le nuove informazioni, quindi per conoscere e apprendere. Noi comprendiamo le cose se abbiamo nella nostra mente degli agganci, quindi dei vecchi concetti, che ci consentono di comprendere un nuovo concetto. Noi non codifichiamo tutto, ma ricordiamo maggiormente alcuni aspetti piuttosto che altri e solitamente sono quelli che a noi interessano maggiormente. L’accessibilità delle informazioni dipende:
- Dalla recenza, ovvero l’ultimo concetto che è stato attivato nella MBT ha maggiore probabilità di essere richiamato
- Dalla frequenza, se un concetto viene richiamato spesso allora la sua accessibilità è cronicamente alta. L’effetto frequenza supera l’effetto recenza.
- Scopo, influenza quali informazioni attiverò, l’attivazione di uno scopo rende le informazioni correlate a quello scopo più accessibili di altre
- Conservatorismo della nostra mente o effetto di conferma: quando elaboriamo nuove informazioni siamo conservatori, quindi manteniamo a lungo termine la prima impressione e siamo restii a modificarla. Questo concetto è legato all’acquisizione della padronanza. È la tendenza a cercare, interpretare e ricordare le informazioni in un modo che conferma le nostre aspettative o ipotesi e può comparire in tutte e tre le fasi del processo di elaborazione delle informazioni.
- Superficialità o profondità (sistematica): due diverse modalità di elaborazione delle informazioni. Nel primo caso investiamo poca energia mentale e applichiamo i concetti già noti (conservatorismo). Tutti noi abbiamo la possibilità di utilizzare l’approfondimento per un argomento e questa possibilità è data dalla volontà di conoscenza, mentre se mossi dall’insicurezza, dalla paura e dal tempo a disposizione la conoscenza sarà superficiale.
Un processo di elaborazione delle informazioni sociali
La nostra mente funziona tramite un processo di elaborazione delle informazioni sociali che attraversa diverse fasi fondamentali e l’effetto di conferma riguarda tutte le fasi del processo di elaborazione delle informazioni, ad eccezione dell’attenzione:
Attenzione
- La pre-fase: il processo avviene prima della codifica, se un’informazione non attira la mia attenzione non parte il processo di codifica. Ci sono degli stimoli che di per sé tendono ad attirare la nostra attenzione, come i rumori, i colori, le novità, le espressioni umane, il volto delle persone, ciò che è in movimento, quindi ci sono delle informazioni che sono salienti, la salienza è una proprietà che distingue uno stimolo dagli altri e gli permette di attirare l’attenzione. Le informazioni salienti sono:
- Informazioni vivide in movimento
- Informazioni che spiccano in un contesto monotono, nuove o eccezionali (fenomeno figura-sfondo)
Noi codifichiamo le informazioni che richiamano degli schemi mentali già nostri, quindi riusciamo a capire cosa è quella informazione legandoci ad un concetto già nostro.
- Lo stimolo deve attirare la mia attenzione
- Lo stimolo deve essere codificato
Codifica
La nuova informazione viene confrontata con le informazioni, divenute concetti, presenti nella MLT. La codifica è il processo tramite il quale uno stimolo esterno viene trasformato in una rappresentazione interna della nostra mente. Es. vedo una lampadina e so che è una lampadina perché nella mia mente è classificata come lampadina.
Effetto di conferma: fase di codifica delle informazioni
Elaborazione selettiva delle informazioni:
- Effetto primacy: se ti vengono date due informazioni, la prima è quella che pesa di più nel formare il nostro giudizio sulla persona. La prima informazione ha maggiore incidenza sull’impressione generale rispetto alla seconda
- Effetto visione tunnel: una volta che mi sono fatta un’idea coglierò solo quelle informazioni coerenti con la prima. Colgo solo le prove a favore e non contro.
Organizzazione
Il modo in cui funziona la nostra mente, il modo in cui le informazioni vengono depositate nella nostra memoria. I concetti sono depositati nel magazzino della memoria come nodi che sono collegati ad altri nodi, cioè ad altri concetti, attraverso dei legami, cioè le relazioni tra i concetti, ovvero i links. La nostra mente raggruppa le informazioni in concetti. La memoria funziona come una rete di associazioni: idee specifiche o elementi della memoria detti nodi sono collegati, associati, tra loro da legami.
Le informazioni sono organizzate nella nostra mente sotto forma di:
- Schemi, cioè collezioni di conoscenze, depositate nella memoria, che forniscono informazioni circa caratteristiche e comportamenti ‘tipici’ di persone. Diventa tipico un concetto attivato più volte o visto frequentemente. Lo schema però si può trasformare in stereotipo o pregiudizio, quindi tendiamo ad essere rigidi. L’inferenza sociale è quindi un processo guidato dallo schema, cioè traiamo conclusioni a sostegno di schemi di cui già disponiamo.
- Script, cioè una forma di schema, ma che non riguarda oggetti o persone, ma eventi intesi come una sequenza di azioni o situazioni collegate tra loro da nessi di tempo e/o di causa. Gli script sono le prime informazioni che i bambini assimilano.
Effetto di conferma: fase di organizzazione delle informazioni
Mi accorgo che ci sono delle informazioni incoerenti con l’immagine di partenza che ho, decido di ignorarle oppure le affronto e cerco delle controargomentazioni per verificare che le mie informazioni sono corrette.
Ricordo
Il ricordo dipende da come ho codificato le informazioni nella mia mente e da come le ho organizzate. Il ricordo è selettivo e dipende dagli stimoli che ricevo nel momento in cui devo ricordare qualcosa. Se io richiamo alla memoria un evento è possibile che questo riattivi una serie di informazioni.
Effetto conferma bias: fase di ricordo delle informazioni
Vengono ricordate meglio le informazioni coerenti con le ipotesi.
L’elaborazione delle informazioni
Avviene attraverso due sistemi alternativi tra loro secondo Kahneman:
- Sistema 1: euristico, corrisponde all’elaborazione superficiale. Svolge la maggior parte dei compiti semplici, comuni e ripetitivi, in modo da risparmiare energie cognitive per altri compiti (veloce, basso impegno cognitivo, automatico, concreto, contestuale, basato su analogie, intuitivo). Funziona utilizzando scorciatoie di pensiero che ci consentono di arrivare ad una certa decisione senza raccogliere tutte le informazioni necessarie per fare una scelta ponderata, è un ragionamento abbreviato. L’uomo ha la capacità di usare entrambi i sistemi a seconda dell’occasione. Il ricorso a questo primo sistema è inconsapevole, ma solitamente si utilizza quando voglio impiegare e ho poco spazio mentale oppure quando ho poco tempo. Questo primo sistema mi può portare a risultati paragonabili o migliori rispetto al sistema 2 anche nella soluzione di problemi complessi, ma devo essere davvero un esperto.
- Sistema 2: sistematico (lento, elevato impegno cognitivo, volontario, astratto, generalizzabile, basato su regole, logico). Quindi esamina tutte le informazioni prima di attuare la scelta.
Il ricordo
Fa parte della memoria a lungo termine, la quale si differenzia tra memoria esplicita/dichiarativa e implicita/non dichiarativa.
- Memoria esplicita: della memoria fa parte la memoria episodica legata alla routine e la memoria semantica legata all’aspetto lessicale del linguaggio.
- Memoria implicita: della memoria fa parte la memoria procedurale, di cui fanno parte un insieme di procedure sulle quali all’inizio si ragiona, man mano che l’evento diventa routinario, parte di questa procedura diventa implicita, quindi sono azioni che vengono attivate in maniera automatica e implicita, come sapere guidare la macchina.
Abbiamo due memorie
- Breve termine (o d’uso), che ha una capacità limitata, noi tendiamo a ricordare sette unità informative contemporaneamente (‘magico numero sette’) e le informazioni rimangono per poco tempo e per poterle conservare nella memoria a lungo termine dobbiamo cioè continuare a ripeterle per tenerle sempre attive. Possono essere maggiori di sette, se raggruppo le informazioni affini nella stessa unità.
- Lungo termine, ha capacità illimitate, quindi posso imparare sempre nuove cose. Le informazioni sono raggruppate se caratterizzate da concetti correlati e possono rimanere per sempre, avendo durata illimitata.
Metodi di ricerca
Il metodo di ricerca sperimentale
La psicologia sociale si avvale di un metodo scientifico di ricerca. Gli psicologi sociali sviluppano delle ipotesi, o previsioni, basate sulle teorie o osservazioni precedenti, poi raccolgono i dati e li analizzano per verificare se le ipotesi sono corrette.
- Definire le variabili, che sono i fattori e gli elementi, che confronto. Per fare una ricerca studio la relazione tra variabili.
- Teorie del comportamento sociale. È un modo per organizzare una serie di fatti in un singolo sistema di spiegazioni. Più una teoria copre un maggiore numero di fatti più è buona. Esempio: ‘Teoria emozionale della persuasione’. Le persone tristi si fanno convincere maggiormente di quelle allegre su messaggi minacciosi (se non mangi di meno ingrasserai e ti ammalerai). Una teoria scientifica è valida se soddisfa tre requisiti principali:
- È una formulazione che riguarda i costrutti, cioè i concetti astratti (tristezza e minaccia) e generali che vengono usati nelle teorie e non sono direttamente osservabili.
- Descrive rapporti causali tra i concetti, rapporto causa ed effetto. Questo rapporto afferma che il cambiamento in un costrutto (causa/tristezza o minaccia) determinerà un cambiamento corrispondente in un altro costrutto (effetto/persuasività). Al variare dell’uno dovrebbe variare l’altro.
- La teoria è di portata generale.
- Le ipotesi sono delle frasi, delle asserzioni. Io affermo che qualcosa esiste, ma non è detto sia vero, perché devo confermarla. Per dimostrare che è vero devo fare la ricerca su più ipotesi, ne sono almeno necessarie due. Sono quindi presenti due introduzioni ipotetiche nella frase 2. Se A è vero, allora ne consegue B.
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