Modulo 1 rappresentazioni del mondo sociale
Capitolo 1 — La cognizione sociale
La cognizione sociale (social cognition): è una corrente teorica che si occupa dello studio scien co dei processi a raverso cui le persone:
- Acquisiscono informazioni dall'ambiente,
- Le interpretano (gli diamo un signi cato),
- Le immagazzinano in memoria e le recuperano da essa,
- La u lizzano per fare inferenze,
al ne di comprendere il proprio mondo sociale ed organizzare di conseguenza i propri comportamen .
Definizione
—> De nizione:
- Cognizione: insieme di a vità a raverso le quali gli individui elaborano le informazioni che provengono dalla realtà sociale.
- Sociale:
a) si occupa dei pensieri rivol a ogge sociali.
b) ha origine sociale: si crea e si ra orza nell'interazione (es:gossip).
c) è socialmente condivisa da membri della società o di un gruppo (es:reputazione).
Quindi: come le persone pensano se stesse e il mondo sociale.
Fattori cognitivi e fattori sociali nella cognizione sociale
—> Fa ori cogni vi e fa ori sociali nella cognizione sociale:
La cognizione sociale
- È sociale: perché ha un cara ere interpersonale, intersogge vo (interazione in cui entrambi i sogge vengono in uenza reciprocamente) e ri essivo; è densamente popolata dalla presenza degli altri: si conosce il mondo sociale nel mondo sociale.
- È cogni va: perché enfa zza il livello cogni vo di analisi in psicologia sociale.
A che cosa serve la conoscenza sociale?
—> A che cosa serve la conoscenza sociale?
Mo vazione e cognizione lavorano in interazione per orientare l'a vità umana.
1) James (1890): il ragionamento umano è sele vo in funzione dei nostri scopi —> Esempio: per uscire ci ves amo bene perché vogliamo fare una buona impressione.
2) Asch (1952): le persone si formano impressioni di personalità coeren al ne di orientare le proprie relazioni sociali —> Esempio: vogliamo sapere se X sia una persona simpa ca per capire se farci amicizia.
3) Bruner (1957): determina tra di personalità vengono a va dagli scopi possedu dalla persona —> Esempio: con gli amici faccio festa ma a lavoro sono seria.
4) Fiske (1992): esiste un legame imprescindibile fra pensiero e azione —> "Thinking is for doing" - pensare è per agire.
La concezione della persona come individuo a vo: l’individuo a vo è in grado di elaborare le informazioni provenien dall'ambiente, in base al rapporto tra fa ori cogni vi e mo vazionali. Con queste informazioni egli costruisce una rappresentazione del proprio mondo, in modo da orientare il proprio comportamento.
Le prime teorie davano molta importanza ad entrambi gli aspe , poi si sono so erma sopra u o su quelli cogni vi, ma facendo così ci si è resi conto del fa o che a volte le persone comme ono errori madornali e quindi la mo vazione è stata richiamata in causa perché in alcuni ambi siamo pessimi mentre in altri no.
Come sono gli esseri umani per la social cognition?
—> Come sono gli esseri umani per la social cogni on?
La persona viene considerata come un individuo a vo in grado di elaborare le informazioni provenien dall'ambiente per orientare in modo ada vo il proprio comportamento.
Tale elaborazione avviene sulla base del rapporto tra elemen cogni vi (reali) e mo vazionali.
Il rapporto e l’alternanza tra ques hanno fa o assumere alla prospe va cogni va forme diverse in vari momen storici:
1) Ricercatore di coerenza (Anni '50 - '60): sono a disagio quando i loro pensieri e azioni sono contraddi ori. L’incoerenza fra ciò che si crede e ciò che si fa è u le per far ripris nare al sogge o la coerenza tramite un cambiamento dell'a eggiamento. Es: Modelli della coerenza cogni va di Fes nger (1957) e Heider (1958).
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2) Scienziato ingenuo (anni '70): come uno scienziato, l'individuo, dotato di capacità logico-razionali raccoglie i da necessari alla conoscenza di un certo ogge o e giunge a conclusioni logiche.
L’individuo vuole spiegare le cause di un evento sociale per prevedere e controllare la realtà, valuta con cura l'evidenza derivante da fa ori situazionali (derivan da una situazione) e da fa ori disposizionali (derivan da una cara eris ca propria).
Esempio: la persona X si è comportata in modo aggressivi perché la situazione induceva questo po di comportamento perché "è" una persona aggressiva?
3) Economizzatore di risorse (Taylor, 1981): nei processi di elaborazione delle informazioni, le persone non tengono in considerazione tu i fa ori ma u lizzano "scorciatoie di pensiero" (es. euris che).
Queste strategie di pensiero perme ono loro di risparmiare tempo ed energie cogni ve ma portano a distorsioni ed errori nel giudizio sociale ma le mo vazioni non sono prese in considerazione.
4) Ta co mo vato (Fiske e Taylor, 1991): l'individuo possiede molte strategie cogni ve a cui fa ricorso in base a scopi e bisogni salien in una determinata situazione: è in grado sia di pensare e agire rapidamente, sia di soppesare con cura le informazioni che raccoglie nella realtà.
La mo vazione ha un ruolo fondamentale: Mo vazioni epistemologiche = mo vazioni che hanno per ogge o la conoscenza stessa:
- Bisogno di cognizione (Pe y e Cacioppo, 1986): bisogno di elaborare con cura il contenuto di messaggi persuasivi.
- Bisogno di chiusura cogni va (Kruglanski, 1989): bisogno di o enere una risposta chiara e non ambigua rispe o a un ogge o di conoscenza.
5) A ore a vato (Fiske 2008): le ricerche più recen mostrano che le persone non sono sempre così consapevoli dei propri scopi, le persone vengono a vate dalle situazioni sociali in cui vivono a u lizzare cognizioni pregresse senza che ne siano pienamente consapevoli.
A raverso i metodi forni dalle neuroscienze, la ricerca si orienta a individuare le fasi precoci che organizza no la percezione sociale e i comportamen nelle diverse situazioni.
Quindi a cosa serve la realtà sociale?
—> Quindi a cosa serve la realtà sociale?
Mo vazione e cognizione lavorano insieme per orientare l’a vità umana, quindi ogni pensiero è sempre nalizzato ad uno scopo pra co —> pensare è per agire.
- James (1890): il ragionamento umano è sele vo in funzione dei nostri scopi.
- Asch (1952): le persone creano impressioni di personalità al ne di orientare le proprie relazioni sociali.
- Fiske (1992): esiste un legame imprescindibile fra pensiero e azione —> “Thinking is for doing”.
Individua 5 mo vazioni che sono i motori del comportamento a raverso cui le persone si rapportano la situazione, elaborano informazioni, comunicano e si rapportano agli altri:
1) Appartenenza: appartenere ad un gruppo è funzionale al soddisfacimento dei nostri bisogni, infa è necessario alla sopravvivenza psicologica e sica.
2) Comprensione della realtà sociale: le persone sono mo vate a ridurre l’incertezza e a conoscere la realtà che li circonda.
3) Controllo: abbiamo bisogno di sen re che siamo in grado di ges re la realtà che ci circonda, nonostante spesso questa sia un’illusione, ci fa sen re meglio: se siamo padroni del nostro des no siamo più felici e realizza .
4) Valorizzazione del sé: la mo vazione spinge a vedere se stessi in termini posi vi per proteggere la nostra immagine e autos ma ma allo stesso tempo ci spinge a migliorarci sempre di più.
5) Fiducia: abbiamo bisogno di credere che il mondo sociale sia un luogo posi vo cara erizzato da a eggiamen e sen men benevoli. Abbiamo bisogno di stabilire relazioni basate sulla ducia a par re dal partner no al compagno di lavoro.
Social cognition: 2 assunti di base
—> Social cogni on: 2 assun di base
Approccio olis co (Vs Elementaris co): la persona acquisisce conoscenza della realtà non per semplice registrazione dei da a raverso i processi sensoriali, ma percependo immediatamente le connessioni tra i vari elemen dell'ogge o di conoscenza. Ciò perme e l'a ribuzione di senso all'ogge o percepito.
—> Gli psicologi che colgono gli aspe olis ci dei processi di pensiero non analizzano le singole componen della percezione o della sensazione, ma colgono il fenomeno nella sua interezza accedendo in maniera immediata all'esperienza per come appare e per come viene interpretata.
L’esempio più famoso è lo studio dell’Università di Cambridge in cui se si fa leggere ad un sogge o una frase con le le ere delle singole parole poste in un ordine di erente, questo sarà in grado di leggerlo senza di coltà.
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Siamo sempre consapevoli della nostra attività cognitiva?
—> Siamo sempre consapevoli della nostra a vità cogni va?
Gran parte della nostra a vità di conoscenza si svolge senza la nostra consapevolezza, in modo automa co.
Esempio: l’azione dell’alzare un braccio per prendere ciò che mi serve.
Un processo cogni vo automa co è: non intenzionale, inconsapevole e non controllabile (Johnson e Hasher, ‘87).
Le persone spesso u lizzano simultaneamente processi sia automa ci sia controlla (Bargh 1984).
Esempio: Gli uomini possono pensare che le donne vadano peggio degli uomini in matema ca:
1) a causa dell'a vazione automa ca degli stereo pi sociali.
2) intenzionalmente, per mantenere alta la propria autos ma.
L’organizzazione della conoscenza
— L’organizzazione della conoscenza:
Le strutture cognitive
—> Le stru ure cogni ve
2 fon di informazione:
- La realtà ogge va (contributo sovras mato)
- Il nostro modo di percepirla (contributo so s mato)
Invece la percezione umana non "riproduce" semplicemente la realtà esterna, ma la "ricostruisce" e la organizza in stru ure cogni ve.
Gli individui hanno limitate capacità di elaborazione: è necessario selezionare le informazioni in ingresso e sinte zzarle in stru ure che perme ano di considerare la massima quan tà di informazioni con il minimo sforzo.
Le categorie
—> Le categorie:
Categoria: raggruppamento di due o più ogge dis n che sono tra a allo stesso modo. Insieme sfuoca di cara eris che organizza intorno ad un proto po.
Categorizzazione = cerchiamo criteri di classi cazione che iden chino le somiglianze tra gli elemen della stessa categoria e le di erenze tra gli elemen di categorie diverse.
La categorizzazione perme e di:
- Ordinare il mondo sociale
- Prevedere l'ambiente
- Tra are gli s moli non come novità ma in relazione alla loro categoria di appartenenza
C’è la tendenza universale a categorizzare ma il modo in cui lo si fa dipende dalla cultura e dal linguaggio di appartenenza.
Esempio: tu u lizziamo delle scale di misurazione ma che variano in base al paese di riferimento.
Nel mondo migliore che possiamo immaginare, un ogge o rientra in una e una sola categoria ma questo nella realtà non è così, sopra u o quando parliamo di categorie sociali in quanto ognuno di noi rientra in tante categorie sociali, per questo:
- Hanno con ni sfuoca , non sono de nibili in base a criteri ssi;
- I sogge occupano posizioni diverse (in base ai proto pi della determinata categoria);
- Sono organizzate secondo una stru ura gerarchica: diversi livelli di speci cità.
Gli schemi
—> Gli schemi:
Schemi: stru ure cogni ve che rappresentano un ogge o di conoscenza, includendo i suoi a ribu e i suoi legami.
Sarebbero delle conoscenze che abbiamo stru urato sui vari ogge e che in uenzano il nostro modo di fare.
Esempio: so il comportamento che si deve tenere in aula e quindi lo mantengo perché so cosa devo aspe armi.
Esistono diverse pologie di schemi:
- Schemi di persona: Contengono le informazioni u lizzate per descrivere le persone in base a tra di personalità (simpa co, aggressivo) o altre cara eris che che le contraddis nguono (studente di psicologia). Inducono aspe a ve che in uenzano il ricordo di azioni e la comprensione di nuove informazioni.
- Schemi di sé: Contengono le informazioni rela ve a se stessi. La descrizione di sé è organizzata intorno ad alcuni tra centrali; le informazioni rela ve a ques tra sono elaborate più velocemente rispe o alle informazioni rela ve a dimensioni meno importan (Markus, 1977).
- Schemi di ruolo: Organizzano le conoscenze rela ve ai comportamen a esi da una persona che occupa una determinata posizione nella stru ura sociale. Esistono ruoli acquisi tramite l'impegno (ad es., medico, professore) e ruoli ascri , come il genere sessuale o l'appartenenza etnica.
- Schemi di even (script): Includono conoscenze rela ve alle sequenze di azioni appropriate in un determinato contesto, comprese le aspe a ve sul modo in cui si comporteranno gli altri. —> Esempio: le persone conoscono il "copione" di comportamento da seguire al ristorante, ed hanno aspe a ve precise rispe o al comportamento del cameriere ed alle regole da seguire.
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Una classificazione dei processi cognitivi
Una classi cazione dei processi cogni vi:
1) Processi di conoscenza top-down (o schema-driven): si basano sulla applicazione di conoscenze e teorie già presen in memoria, che perme ono di interpretare s moli nuovi facendo riferimento a informazioni già possedute. Accorciano il lavoro cogni vo, ma possono indurre a errori, poiché basandosi su conoscenze già possedute, talvolta per conservare le proprie credenze si nega l'evidenza della realtà.
2) Processi bo om-up (o data-driven): si basano sui da della situazione in a o raccol tramite la percezione. Sono più accura ma dispendiosi sul piano temporale, in quanto si centrano su ogni singolo elemento di informazione.
Euristiche
EURISTICHE
Dato il bisogno di risparmiare risorse cogni ve, u lizziamo le = strategie o "scorciatoie" di pensiero sempli cate che perme ono alle persone di giungere rapidamente a giudizi sociali.
Sono regole di decisione che mirano ad una soluzione acce abile e non necessariamente o male.
Il ricorso alle euris che è più probabile in situazioni in cui le persone devono impegnarsi nell'elaborazione di giudizi complessi:
- In presenza di fa ori che diminuiscono l'accuratezza dei processi cogni vi (ad esempio: stanchezza o mancanza di tempo)
- Quando la mo vazione a considerare tu gli elemen è bassa.
Tipologie di euristiche
— TIPOLOGIE DI EURISTICHE
1) L'euris ca della rappresenta vità:
E' u lizzata per decidere se un certo esemplare appar ene a una determinata categoria.
L'elemento chiave che guida i giudizi è semplicemente la rilevanza o la somiglianza con il caso pico, senza la considerazione di quanto questo caso pico sia e e vamente di uso, cioè viene trascurata la probabilità di base.
Esempio: Stefano persona è descri a come ri essiva, mida, riservata. Qual è la sua professione: bibliotecario, bagnino, a ore? La risposta più probabile sarà bibliotecario, in quanto le cara eris che di personalità di questa persona rappresentano gli a ribu che associamo a questa categoria.
Esempio Linda's problem
—> ESEMPIO Linda's problem: L'incapacità di tener in considerazione la probabilità di base è dimostrata dal o errore di co-occorenza.
Esempio: Linda ha 32 anni, single, indipendente. Ha una laurea in loso a ed ha svolto una tesi in loso a poli ca. E' molto sensibile ai temi della gius zia sociale ed ha partecipato a manifestazioni contro il nucleare.
Quale delle due opzioni è più probabile?
- Linda è un'impiegata di banca.
- Linda è un'impiegata di banca ed è a va nel movimento per le pari opportunità tra i sessi.
Dal punto di vista sta s co, la prima è la più probabile e la più indicata ma nonostante ciò nel 90% dei casi i partecipan hanno indicato la seconda opzione perché sembra più a ne alla descrizione —> Violazione di una regola fondamentale del calcolo probabilis co: la co-occorenza tra due even è meno probabile di ciascuno dei due even presi singolarmente.
2) L'euris ca della disponibilità:
È u lizzata per valutare la frequenza o probabilità di un determinato evento: si basa sulla facilità e rapidità con cui vengono in mente esempi che fanno riferimento alla categoria in ques one.
La facilità con cui si ricordano esempi —> la s ma di frequenza di un evento può essere in uenzata da:
1) Par colare immaginabilità di un evento —> Esempio: le persone valutano come cause di morte più frequen even dramma ci o accidentali come omicidi o a terroris ci rispe o a mala e cardiovascolari.
2) Bias u lizza nella ricerca di informazioni —> Esempio: esposizione sele va se il percepente appar ene alla categoria.
3) Riferimento al sé —> Esempio: entrambi i coniugi sovras mano il proprio contributo personale alle a vità domes che, in quanto ricordano con più facilità esempi posi vi del proprio comportamento.
Esempio studio di Schwarz
ESEMPIO Studio di Schwarz—> : (1991):
Variabile indipendente manipolata: facilità/difficoltà con cui le persone ricordano esempi —> 4 condizioni:
- Pensa a 6 occasioni in cui sei riuscito ad impor
- Pensa a 12 occasioni in cui sei riuscito ad impor
- Pensa a 6 occasioni in cui non sei riuscito ad impor
- Pensa a 12 occasioni in cui non sei riuscito ad impor
Quindi le persone danno una valutazione di sé diversa in base al numero che viene richiesto —> più ci vengono in mente esempi di imposizione e più mi re
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