Nicola Salvadori
Psicologia sociale
Lezione 1 (06/03/2018)
Cos’è la psicologia sociale?
- La psicologia sociale è una psicologia che si applica a un contesto che prevede
l’interazione tra individui.
- Esistono svariate tipologie di relazione e il nostro comportamento risente sia
della presenza che dell’appartenenza degli altri.
- È lo studio scientifico, sistematico degli effetti dei processi sociali e cognitivi.
Gli psicologi sociali acquisiscono nuove conoscenze in maniera sistematica mediante
metodi scientifici., ciò serve a evitare errori derivanti dal senso comune.
aspetti sociali
Si prendono in considerazione sia [processi influenzati dalle relazioni con
altre persone (sia presenza reale che presenza immaginata –es. gruppi di
processi cognitivi.
appartenenza-)] sia
La psicologia sociale analizza tre grandi ambiti:
1) Come percepiamo gli altri e noi stessi;
2) L’influenza degli altri su di noi e vice versa;
3) Relazioni con altre persone.
Percezione sociale
- Pensiero sociale (prime impressioni);
- Attribuzioni causali.
Obiettivi della psicologia sociale: spiegare i processi dietro certi comportamenti e più
genericamente capire il comportamento umano.
Lo studio del comportamento avviene su 4 livelli diversi:
Livello intra individuale:
1) analisi del comportamento dettato da come l’individuo
percepisce l’ambiente circostante e il comportamento che ne può conseguire;
Livello intra gruppo:
2) comportamento dell’individuo dettato dalla sua
appartenenza ad un certo gruppo;
Livello inter gruppo:
3) come agisco con altre persone che appartengono a gruppi
diversi;
Livello collettivo:
4) dettato dall’appartenenza collettivale (Es. essere italiano).
Ci sono 2 tipi di spiegazione del comportamento sociale:
1) Spiegazioni causali: processi individuali, sociali e cognitivi (processi interni e
esterni) che possono portare a un certo comportamento.
2) Spiegazioni normative: comportamenti dettati dal bagaglio culturale che
l’individuo si porta dietro. Non è detto che le persone agiscano seguendo tali
norme. La spiegazione normativa agisce prendendo in considerazione le norme
che mette in atto l’individuo.
Esistono comportamenti /atteggiamenti che sono cultura specifici. Nicola Salvadori
Psicologia sociale
Le prime impressioni (social cognition)
Questo ambito di ricerca comprende l’insieme di teorie che prendono
in considerazione i processi cognitivi applicati ad un contesto di relazione sociale, in
una situazione in cui un individuo si relaziona con una o più persone. Come costruiamo
la realtà.
Ci sono due aspetti principale da considerare:
1) Formazione delle prime impressioni: come strutturiamo le informazioni di cui
disponiamo per valutare un certo individuo.
2) Come a partire dalle impressioni posso arrivare ad un processo di valutazione
più profondo (dare un significato al comportamento di un certo individuo e in
funzione di questo come possa essere influenzato anche il mio comportamento).
La formazione delle prime impressioni
È un processo che si attua quando varie informazioni relative a un certo individuo
vengono collegate tra di loro per formarci un’idea, una valutazione, un giudizio
complessivo riguardo un particolare individuo.
Quali sono i processi che guidano la valutazione di un individuo? A cosa prestiamo
impressione? Quanto certi indizi possono aiutarci a interpretare una certa situazione?
La selezione degli indizi, degli aspetti che attraggono maggiormente la nostra
attenzione. Sulla base della selezione degli indizi noi interpretiamo. Si valuta aspetto
fisico (come la persona si manifesta all’esterno, la comunicazione non verbale e il
comportamento manifesto).
- Aspetto fisico: conformazione del volto.
- Le informazioni sensoriali ci consentono di trarre delle inferenze circa
le caratteristiche degli individui. Queste informazioni ci consentono di
avere un’impressione degli altri in modo rapido e spontaneo. Nella
maggior parte dei casi questi processi sono automatici, tuttavia essere
consapevoli del fatto che tali processi sono automatici ci consente di
controllarli.
Quali indizi sono per noi importanti? L’elemento fondamentale è la salienza di un
particolare indizio: il fatto che un particolare indizio focalizzi la nostra attenzione su un
certo individuo.
salienza
La è la proprietà che distingue uno stimolo dagli altri in un contesto specifico.
Un indizio non è saliente nella sua natura, emerge quanto è saliente nel contesto in cui
è inserito.
Le persone sono salienti quando si distinguono dall’ambiente circostante.
Interpretare gli indizi
Contesto sociale:
1) è il primo elemento chiave per l’interpretazione di un indizio.
Determina sia quanto un indizio è saliente sia quale significato attribuirò a quel
particolare indizio.
Conoscenze:
2) tipo di baglio esperienziale che ci portiamo dietro.
a. Associazioni: conoscenze collegate all’indizio, quello che nella mia mente
associo a quel particolare indizio e attraverso il quale interpreto la realtà.
Nicola Salvadori
Legame tra più rappresentazioni cognitive (similarità di significato o
frequenza di associazione).
b. Conoscenze accessibili: conoscenze che in quel momento sono facilmente
accessibili, quelle che, in quel momento, occupano la nostra mente.
Facilità e rapidità con cui una certa rappresentazione viene alla mente ed
è utilizzata. È influenzata dalle aspettative, dall’umore, motivazione ecc.
che uno ha di una certa situazione.
Psicologia sociale
Formazioni di impressioni complesse
Da una serie di indizi relativi all’aspetto, il linguaggio del corpo, la comunicazione non
verbale, ecc. possiamo trarre delle inferenze sulle varie caratteristiche di una persona.
Le informazioni che posso aggiungere rispetto a un individuo possono essere integrate
all’interno di un’impressione più complessa.
In modo attivo riusciamo ad integrare queste diverse informazioni. Ciò avviene sulla
base delle proprie idee e di come certe caratteristiche possono essere associate tra di
loro.
Le teorie implicite di personalità sono teorie che prevedono associazioni successive ad
alcuni elementi.
Schneider ha evidenziato come quando conosciamo qualcuno, questa conoscenza è
strutturata a partire dalle aspettative su come certe caratteristiche sono associate tra
di loro. Vengono utilizzate quando sappiamo qualcosa di qualcuno e tentiamo di
colmare il vuoto di informazioni immaginando altri aspetti della sua personalità.
Queste teorie implicite sono largamente condivise all’interno della stessa cultura, ci
sono delle idee, delle associazioni che vanno al di là dell’esperienza personale.
Asch (1946)
Studia come ognuno di noi riesce a costruire un’immagine unificata della personalità
di un individuo a partire da diverse unità di informazione. Prende in considerazione
com’è che si formano queste impressioni complesse e come vengono quindi integrati
questi diversi elementi a partire da una serie di esperimenti.
Esperimento: formazione di due gruppi di soggetti e osservazione di quello che
succedeva alla presentazione di alcuni tratti assegnatogli.
-Prima fase: lettura aggettivi di un individuo (2 liste, 1 per gruppo).
-Seconda fase: espressione dell’opinione rispetto a quell’individuo.
-Terza fase: indicare quali erano i tratti che più avevano guidato l’impressione
generale che avevano avuto.
-Osservazioni: al variare di un singolo aggettivo cambiava notevolmente la
differenza nella descrizione di questo ipotetico individuo (caldo freddo).
La percezione di un’altra persona può essere considerata un processo costruttivi i cui
risultati sono mediati dalle strutture di interpretazione che si attivano nel nostro
cervello. Nicola Salvadori
Nel processo di formazione delle informazioni si manifestano delle forze unificanti che
agiscono per raccordare e integrare gli elementi di informazione dentro
un’impressione globale.
Ogni tratto possiede la proprietà di essere parte di un tutto, influenzando ed essendo
Visione Gestaltica della formazione
influenzato dall’organizzazione di cui fa parte.
delle impressioni. intelligenza”
Es: nell’esperimento precedente la caratteristica “ rimane invariata nelle
due liste, ma nella versione calda da un risultato completamente diverso rispetto alla
versione fredda.
Tutti i tratti hanno la stessa influenza? In un secondo esperimento furono modificati
altre due caratteristiche (educato-brusco). In questo caso il cambiamento non risultò
così netto come per la caratteristica del calore umano. Asch ipotizza che non tutti i
tratti hanno quindi la stessa importanza/rilevanza nella descrizione finale che darò di
quell’individuo, certe caratteristiche sembrano essere più influenti.
Asch distingue quindi i tratti in funzione della loro centralità, e altri che possono essere
considerati periferici, più secondari.
Le impressioni che una persona si forma tendono ad avere una struttura (centrale e
dominanti, altri come più periferici e dipendenti).
I tratti centrali sono quelli che hanno questa maggiore influenza.
Un tratto non è centrale di per sé, ma la sua centralità dipende dal contesto. (come
per gli indizi).
Importante è anche l’ordine dei tratti con cui vengono presentati. Questo ha un effetto
sull’impressione globale finale. Cambiando l’ordine delle informazioni si ottiene un
risultato diverso. (Fu dimostrato con un esperimento).
Effetto primacy: le informazioni presentate per prime tendono ad avere un maggiore
impatti rispetto a quelle presentate successivamente.
Anderson (1981)
Si contrappone ad Asch molti anni dopo. Prendendone in considerazione i risultati,
ripropone lo stesso studio dando un’interpretazione diversa rispetto ai risultati ottenuti
da Asch. Secondo Anderson ogni tratto possiede uno specifico e non modificabile
significato e la valutazione ad esso associata rimane costante.
L’impressione globale che mi faccio di una persona è frutto della somma delle diverse
(modello algebrico).
caratteristiche che l’individuo possiede
I tratti hanno una valutazione che rimane costante nel tempo. Anderson prende in
considerazione l’esperienza individuale per la valutazione dei punteggi dei tratti.
Riassumendo:
Modello configurazionale (Asch):
- Carattere olistico: importanza data alle relazioni tra le parti, caratteristiche
dell’insieme.
Modello algebrico (Anderson) Nicola Salvadori
- Radici elementaristiche: l’esperienza psicologica è il il risultato dell’analisi degli
elementi costituenti.
Fiske e Neuberg (1990)
Usano un modello che generalizza i risultati dei due modelli precedenti, il modello
configurazionale richiede meno risorse cognitive: si usa quando la motivazione è bassa
o le risorse limitate.
Quando la motivazione è più alta ci impegniamo nel processo algebrico.
Se motivati ad approfondire le nostre conoscenza è probabile che analizziamo la realtà
con maggiore accuratezza.
Se non ho l’interesse né le competenze per andare a fondo in una situazione è
probabile che agisca in modo automatico. (economizzatore cognitivo).
La difesa delle impressioni
Le impressioni che ci creiamo di un individuo non sono così secondarie rispetto a quelli
che sono i nostri rapporti con la persona. Le prime impressioni che si sono formate
rispetto a un individuo favoriscono il contesto in cui verranno elaborato in informazioni
successive, in funzione dell’idea iniziale.
Le discordanze apparenti stimolano la ricerca di una organizzazione che risolva la
contraddizione:
1) Modifica della prima impressione;
2) Resistenza alla confutazione.
La prima impressione non è così facilmente modificabile, solo contatti ripetuti e
parecchie informazioni discordanti possono portare a una modifica della prima
impressione, generalmente tendiamo a screditare o non considerare tali informazioni
(effetto persistenza).
Conservatorismo: quando ci siamo formati un’impressione su una persona, tale
impressione tende:
- A permanere;
- A influenzare l’interpretazione delle sue azioni;
- A influenzare le nostre relazioni con quella persona.
Il fatto che un’impressione possa modificare il comportamento che terrò con tale
individuo genera un loop infinito (profezia auto verificante) che consiste nell’attribuire
delle aspettative verso un certo individuo. Queste aspettative possono influenzare il
comportamento dell’individuo che si comporterà in modo coerente con quello che mi
aspetto, andando a confermare le mie aspettative (conferma comportamentale).
Es. Se X si comporta in modo simpatico, mi relaziono con lui in modo simpatico.
Questo porta X a comportarsi in maniera simpatica a sua volta verso di me. Questo
confermerà il mio giudizio.
Effetto Rosentheal (1985) Nicola Salvadori
Stessa cosa sopra ma in ambiente scolastico (rapporto insegnante-studente).
Limiti della profezia: gli effetti della profezia sono più deboli quando il target:
- Ha una visione più forte di sé stesso (sicuro di sé);
- È consapevole delle attese del percettore;
- È più motivato a trasmettere un’impressione accurata di sé stesso piuttosto che
a fare in modo che l’interazione si svolga in modo positivo (desiderio di
accettazione o di relazione sociale).
Perché le persone fanno quello che fanno?
Dall’analisi degli indizi, delle caratteristiche di un certo individuo, andremo a vedere
come si arriva ad interpretare e spiegare il comportamento di un individuo.
Attribuzioni causali: processi che le persone mettono in atto quando cercano di inferire
le cause che stanno dietro a determinati comportamenti o azioni.
Spiegare il comportamento degli altri serve a dare ordine al mondo sociale e di
controllarlo, serve a crearsi delle aspettative e regolarle, di conseguenza, il nostro
comportamento e infine serve anche a prevedere le conseguenze del comportamento
altrui:
- Ulteriori condotte dalla persona osservata. Nicola Salvadori
Psicologia sociale
Attribuzioni causali: perché gli individui si comportano in un determinato modo.
Fritz Heider (1958)
Heider porta avanti la sua analisi del ragionamento umano considerando come
l’individuo comune si approccia alla realtà. Secondo lui la psicologia sociale si occupa
di studiare il senso comune ovvero il senso che l’individuo dà al comportamento delle
altre persone e anche al proprio comportamento. psicologia ingenua.
Heider propone una visione della psicologia come Sostiene che
l’individuo comune, nella sua quotidianità, sviluppi una psicologia ingenua (che si basa
cioè sul senso comune). Questi sono processi automatici e non derivano da particolari
non si basano
riflessioni, o che derivano magari un’attenta visione della realtà ma che
su una visione scientifica della stessa .
Psicologia ingenua: l’individuo che sfrutta la conoscenza che ha maturato sulla base
della propria esperienza personale per spiegare le azioni degli altri, per costruire e
orientare le proprie azioni, per regolare le relazioni con gli individui e per dare una
spiegazione di quella che è la sua realtà e il suo contesto fatto di rapporti con le
persone.
L’individuo comune effettua un’analisi ingenua dei comportamenti degli altri individui.
Questo serve anche per interpretare le azioni degli altri, effettuare delle attribuzioni
causali al fine di prevedere come gli altri si comporteranno in una determinata
situazione. Quali sono i due aspetti che si possono inferire secondo Heider?
locus della
1) Causa che ha portato la persona ad agire in un determinato modo (
casualità = chi/cosa fa accadere un certo evento)
Attribuzioni disposizionali
a. (attribuire un comportamento o un determinato
evento alle disposizioni interne dell’attore, di chi ha agito in un
Locus interno.
determinato modo).
Attribuzioni situazionali
b. (causa del comportamento nelle situazioni in cui
l’individuo si è trovato in un determinato momento. Sono caratteristiche
all’attore). Locus esterno.
esterne
i. Esempio. Paolo ha preso 30/30, cosa può pensare Paolo?
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C’è una tendenza sistematica degli individui a privilegiare le cause interne (X ha agito
in un determinato modo perché ha certe caratteristiche e non per il contesto
situazionale). Questo perché più prevedibili e permettono quindi di padroneggiare
meglio il mondo sociale.
Responsabilità:
2) chi / cosa è responsabile del verificarsi di un particolare evento.
a. Per associazione
i. Prende in considerazione la possibilità che una persona si sia
ritenuta responsabile di un evento poiché presente in quel
momento e che non ha fatto niente per modificare l’evento stesso
(si è lasciato andare all’evento).
b. Causale
i. Colui che ha causato certe conseguenze in modo non intenzionale.
La persona è causa di quello che è successo, ma non c’è un
aspetto intenzionale.
c. Intenzionale
i. In questo caso c’è un’intenzionalità, è successa quella cosa perché
l’individuo voleva che l’evento succedesse.
d. Giustificabile
i. C’è la responsabilità di una persona che è causa di certe
conseguenza ma il suo comportamento può essere sul piano
sociale giustificabile in relazione alle circostanze sulle quali si è
verificato.
Le nostre impressioni su una persona possono cambiare notevolmente in funzione del
tipo di attribuzione che compiamo. Ad esempio se riteniamo che una persona abbia
agito in maniera negativa e gli attribuiamo come ca
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