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Psicologia sociale

Appunti di psicologia sociale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Alparone dell’università degli Studi di Gabriele D'Annunzio - Unich, facoltà di psicologia, Corso di laurea magistrale in psicologia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicologia sociale docente Prof. F. Alparone

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Secondo tale modello,ciò che può cambiare radicalmente la nostra percezione ed

impressione è il TRATTO CENTRALE. Un altro modello è detto modello dell’algebra

cognitiva: sommo tutte le info e traggo la media ossia la parola che descriverà le

persone. Bottom – up:dal basso verso l’alto.

Asch però fece esperimenti su una lista di aggettivi (come in chat)ma cosa accade di

persona?qui abbiamo due situazioni molto diverse:

1) Faccia a faccia la nostra percezione sensazione è più forte: vedere fisicamente e

come cammina.

2) Quando conosciamo una persona,adattiamo il nostro comportamento a ciò che

pensiamo e di conseguenza giudico la persona: se la persona ci è

simpatica,siamo socievoli e così l’altro e viciversa se ci è antipatica. Quindi

siamo noi che creiamo delle aspettative sull’altra persona che definiamo

PROFEZIE CHE SI AUTOAVVERANO: sono previsioni che si possono realmente o

meno e che le nostre impressioni ci portano ad avere se tali aspettative non si

avverano possiamo aggiustare le nostre impressioni iniziali.

Gli ANNI DELLA CRISI E SUPERAMENTO.

Prima della guerra: psicologia sociale non aveva istituzioni e studiosi (per esempio:

Barret in Inghilterra,Piaget in Svizzera).

Dopo la guerra: (’45): nacquero primi istituti e centri ma non erano messi in

comunicazione tra loro.

Dopo anni ’50: psicologi americani riunirono ad Oslo Psicologi e Sociologi di sette

Paesi. Tra il ’60 – ’70 ,nacque la crisi. Tutto ebbe inizio con la pubblicazione di due

articoli:

Primo articolo: ’64: dura critica contro K.Lewin ed il suo approccio criticato perché

troppo giocoso per risolvere problemi seri e reali.

Secondo articolo: ’73: dura critica alla ricerca scientifica nella psicologia sociale.

Quest’ultima critica fa parte proprio nel periodo in cui avevamo due critiche gravi:

1) Attacco al rapporto tra atteggiamenti e comportamenti: si mise in dubbio il fatto

che gli atteggiamenti potessero predire i comportamenti.

2) Attacco al metodo sperimentale: critica alle aspettative del ricercatore che

potevano influenzare i partecipanti anche indirettamente. L’influenza ha

accentuato della desiderabilità sociale ossia il desiderio da parte dei

partecipanti di compiacere anche mentendo: so che si aspettano da noi, e pur di

far contenti,si mente e si cambia comportamento.

Questa crisi fu superata ed anche questi due attacchi furono risolti:

1) Ajzene e Fischbein: dimostrano che atteggiamenti e comportamenti sono

correlati, i primi predicono i secondi e ciò è possibile se entrambi sono mirati

con strumenti affidabili (più item) e compatibili(stesso livello di specificità). Per

esempio: vogliamo predire il comportamento di una persona nei confronti di

attività fisica per migliorare la salute: nel caso dell’affidabilità,misureremo più

item ossia più attività finite (correre,nuotare,etc) e nel secondo

caso,invece,vedremo in modo più specifico come si comporterà nei confronti di

specifica attività fisica,per esempio correre.

2) Si evitò che i ricercatori potessero influenzare con le proprie aspettative

attraverso studi correlati tramite PC. Ma non sono sempre gli esperimenti

vanno a buon fine.

In questo periodo si da importanza alla mente ed alle sue funzioni. Social cognition

(cognizione sociale). La cognizione nacque in USA in anni ’70. Essa nacque e si

sviluppò in quanto si passò del comportamentismo al cognitivismo: i processi cognitivi

più mente legati a fattori motivazionali :l’uomo non agisce più perché è in base di

stimoli e ricompense bensì usa la mente. L’uomo ragiona,prende decisioni in base ad

intenzioni e scopre e si prende la responsabilità delle sue azioni: l’uomo percepisce

informazioni, li elabora(ragiona),immagazzina informazioni e le custodisce in

memorie,dopo le nuove informazioni entrando in relazione con quelli in memorie:

l’uomo va è motivato ed agisce con la ragione anche commettendo errori(bias):

l’uomo fa esperienza delle informazioni che riceve ed immagazzina ma sono talmente

tante le info che spesso per semplificare e trarre conclusioni velocemente ultima

‘’scorciatoie mentali – euristiche ‘’ diventando un economizzatore di risorse utilizzando

processi cognitivi semplificati: l’uomo di venuta un ‘’elaboratore’’ di informazione :

Neisser.

Paradigma HIP(Human info Processing): l’uomo è come un processo che elabora info,le

immagazzina e tali info permettono l’elaborazione di programmi :così fa la mente

umana: percezione,elaborazione (ragionamento),immagina in memoria e correlazione

con informazioni nuove richiamo di informazioni da memoria.

La cognizione sociale.

La cognizione sociale rappresenta un attività mentale grazie alla quale conosciamo le

persone. Essa studia i processi mentali, costituiti da una serie di passaggi

(selezionare,immagazzinare,elaborare, ricordare ed utilizzare le informazioni sociali),e

tali processi sono alla base dei comportamenti.

L’elaborazione porta a delle conclusioni che ci portano a conoscere gli altri e

formuliamo dei pensieri sociali in base all’informazioni che percepiamo ed elaboriamo.

Il tempo più importante è la distinzione tra i due pensieri sociali:

1) Pensiero veloce/incontrabile (in conscia – irrazionale) nasce dal processo

automatico. Accettiamo inizialmente info poi le elaboriamo :verificare veridicità

o rifiutare.

2) Pensiero misurato/controllabile(conscio- razionale) nasce da processo

controllato.

Processo automatico: spontaneo,senza sforzo e consapevolezza,non deve interagire

con altri processi. Tale processo è costituito da una serie di passaggi che porta a

conclusioni,giudizi su altre persone: pensiero sociale veloce/incontrollabile. Il più

comune.

Processo veloce (spontaneo).. passaggi.

l’esempio è di un ragazzo che doveva indovinare la nazionalità delle persone

basandosi su stereotipi: regola rigida che avviene in modo e rendono più facili le

percezioni delle persone in quanto possono fungere da EURISTICA: regole utilizzate dal

processo cognitivo e semplificare i problemi. Lo stereotipo è l’euristica sono strategie

cognitive (scorciatoie)usate dalle persone che utilizzano in modo semplificando le

informazioni: l’uomo è un economizzatore di risorse. Il processo automatico è diviso in

tre passaggi:

1) Passaggio: categorizzazione: suddivide in categorie (gruppi o classi)persone,

oggetti,animali in base alle caratteristiche che hanno in comune. La

categorizzazione può essere:

Positive: può semplificava una moltitudine d’informazione che percepiamo e

 far associazioni semplificate.

Negative: alle categorie possono essere associati gli stereotipi con

 conseguenze spiacevoli: per esempio: bambino con problemi di ritardi

mentale fu etichettato come persona appartenente a categorie di malati ‘’

ritardi ed inutili. Da grande divenne grande scrittore.

Automatico: tale processo avviene in modo automatico ed avviene anche

 l’attivazione automatica di ogni stereotipi ad essa associato.

Devine: lo dimostrò tramite il paradigma del priming: ‘’il priming’’(innesto) è

l’attivazione di costrutti che sono richiamati alla memoria sotto l’influenza di stimoli

detti PRIMES una volta che un contenuto è attivato,vengono innescati anche altri

concetti associati ad esso e sono temporaneamente accessibili. Anche stimoli sono

innescati l’uno diverso dall’altro partendo da un info stimolo e tale processo è dovuto

attivazione dello stereotipo (razziale) dimostrando che è un processo automatico e che

tale stereotipo è culturalmente condivisa anche da chi non ha pregiudizi. L’attivazione

dello stereotipo razziale avviene in modo automatico e ciò dimostra che,anche chi non

condivide tale stereotipo,è sottoposto a tale attivazione.

Primo esperimento: furono presentati gli stimoli(primes)sotto forma di parole collegate

a persone di colore:neri,negri,povero,pigro. Prima fu mostrato livello di pregiudizio:

metà dei partecipanti era alta,l’altra metà era bassa. Avviene fase del priming tra

stimoli ed associa parola persone di colore.

Secondo esperimento: i partecipanti dovevano descrivere una persona con breve

racconto e dar un impressione di una persona ‘’ostile’’(tale caratteristica,nel pre

test,fu associata a persona di colore. Entrambi i partecipanti e si aveva alto pregiudizio

o basso,attraverso racconto associando ostilità a persone di colore).

Devine dimostrò con i suoi primi due studi che l’attivazione di stereotipi è automatica

e conosciuta da tutti,sia da chi ha un livello alto di pregiudizio e di basso. Ma egli,come

altri,fecero un altro studio(terzo esperimento) in cui dimostrò che,nonostante

l’attivazione di stereotipi forse influenzata principalmente da obiettivi/scopi impliciti

dei partecipanti che orientano l’elaborazione cognitive,ci sono anche fattori che

possono bloccare gli stereotipi :chi ha tempo sufficiente e buoni motivi, può correggere

e modificare i primi pensieri stereopici e bloccare gli stereotipi. I motivi sono in

generale: convinzioni individuali sul pregiudizio visione egalitario del mondo ed

ambiente.

Terzo esperimento: due gruppi di bianchi,uno con alto pregiudizio e l’altro con basso

pregiudizio. Prime si chiede di elencare tutte le parole,aggettivi inerenti a persone di

colore per innescare rappresentazioni cognitive,di colore. Le persone con basso livello

di pregiudizio sebbene più tempo sufficiente descrisse le persone di colore in modo

non stereopatico categorico. Quindi ciò dimostra che non solo possiamo bloccare gli

stereotipi ma,avendo tempo a sufficienza per andare oltre le prime

impressioni,possiamo anche correggere. Per esempio: vedo informatico alla festa e

dalle prime impressioni associo l’informatico allo stereotipo di persone pesanti, non

socievoli. Ma mi sbaglio! Invece egli si mostra,durante la

festa,socievole,festaiolo,simpatico. Quindi se fosse andata oltre la prima

impressione,non avrei sbagliato facendo un passo in più(dopo i tre passaggi del

processo).

Possiamo bloccare e correggere considerando il tempo ed i motivi elencati prima. Ma

cosa accade se non possiamo evitare l’attivazione degli stereotipi specie se

avvengono contro la nostra volontà? Studi hanno dimostrato che si possono adottare

strategie per poter annullare gli stereotipi se abbiamo tali criteri:

1) Consapevoli: di stereotipi e della loro influenza

2) Controllo: di stereotipi e della loro influenza.

3) Motivati: come prima: convinzioni individuali su stereotipi visione ed adesione

egalitaria di stereotipi.

Modello del ‘’continuum -FISKE.

FISKE e Neuberg costruirono tale modello per approfondire i processi detti

prime,specie processo controllato e per chiarire un grande dubbio: info utilizziamo per

formare le nostre IMPRESSIONI?ci sono due tipi di info:

- Info categoriale: relative a categorie(donna,anziana)

- Info personali: relative a tratti di personalità(questo smemorato)

Fiske evidenzia che in tale modello, tutte le info ,percezioni e valutazioni ,ricordano nel

‘’continuum’’ della formazione delle impressioni. Ai poli di tale modello abbiamo le due

info (categoriali :hanno la priorità; da qui impressione automatica attraverso processo

automatico).; poi si cammina lungo la linea del continuum per arrivare alle info

individuali (da qui info controllato attraverso processo controllato). L’impressione che

si forma in modo spontaneo attiverà anche ‘’stereotipi’’(processo automatico) e quest

ultimi saranno annullati se si va oltre con processo controllato.

Le info categoriali sono quelle che creano un impressione spontanea e si va oltre fino

ai tratti personali solo se sono presenti tre fattori:

1) Motivazionali – obiettivi e scopi – preoccupazioni

2) Attentivi (cognitivi)

3) Interpretativi

Esempio: se mancano le motivazioni o mancanza di tempo,ci si ferma ad un

impressione che si fanno sulla base di info categoriali ma pensate chi cammina per

strada:scarso interesse e non si va oltre;se invece dobbiamo fare un colloquio di lavoro

con enti statali,abbiamo dei motivi per approfondire i suoi tratti personali e creandoci

un impressione individualistica: motivo è far bella impressione e preoccuparsi di non

farcela. Quindi mettiamo più attenzione per interpretare chi è come persona.

Gli obiettivi e scopi più importanti che ci portano ad impressioni più individualmente

sono: partecipanti daranno allo:

1) Scopo: conoscere la persona target (avere impressione individuale) perché

sappiamo che il nostro risultato a lavoro dipenderà da lei perché credo che

possa incontrarla a lavorare con lui.

2) Scopo: giustificare avanti ad un pubblico le loro impressioni perché sanno

ritenuti responsabili.

3) Scopo: essere più accurati possibili

La caratteristica del modello: quando uno è motivato dedica maggiore attenzione ad

elaborare le info per fare un impressione. Quindi fattore ottenuto legato a motivazioni:

gli obiettivi portano ad essere molto motivati e ciò implica maggiore attenzione,se le

nostre risorse attentive si esauriscono abbiamo più difficoltà ad elaborare le info

relative ad altri e quello formare impressioni.

Modello dissociato degli stereotipi. Devine.

Devine, oltre a specificare con studi precedenti,che il processo di attivazione degli

stereotipi è automatico,egli cercò questo modello secondo il quale l’attivazione

automatica di stereotipi non porta sempre a risposte stereotipiche ossia se io,senza

realmente conto ho espresso giudizi stereotipici, dopo me lo tengono presente

possono dar anche risposte non stereotipiche: per esempio: io ho un livello di

pregiudizio bassa sui gay esprimono dissenso ma solo se mi indicano che

prima,invece,senza volere sono state pregiudizievoli: sostituire pensieri stereotipi con

risposte egolitaria. Quindi posso regolare e modificare le mie risposte stereotipiche in

tre casi:

1) Siamo consapevoli di influenza di pregiudizio in inconscio.

2) Se siamo motivati (per esempio in tale caso e non sembrare pregiudizievole)

3) Abbiamo il tempo sufficiente

Supposizione di stereotipi :

Wegner: processo operativo intenzionale(processo controllato) ; processo

 ironico di monitoraggio ( processo automatico).

Ash: effetto rimbalzo.

Wegner: quando tentiamo sopprimere i nostri pensieri stereotipici, avvengono due

processi:

1) processo operativo intenzionale: è un processo controllato in quanto

intenzionale in cui si utilizzano risorse cognitive: cerchiamo di distrarci da idee

spiacevoli pensando ad altro, con pensieri fantasie per esempio: invece di

pensare all’ex fidanzato, pensiamo ad una festa.

2) Processo ironico di monitoraggio: è un processo automatico in cui noi

monitoriamo la situazione e cerchiamo di identificare i pensieri indesiderati (l’ex

,i suoi regali indesiderati,viaggi fatti insieme). È un processo in cui le risorse

cognitive vengono meno. Quindi si attivano grupalmente tutti i momenti con

l’ex. Ora cosa accade: si attivano pensieri tramite il priming e più si attivano i

pensieri,più diventano accessibili e più i pensieri indesiderati si ripetono di più :

qui ci riferiamo ad Ash ed effetto rimbalzo.

Ash:

l’effetto rimbalzo: più tenteremo di sopprimere i nostri pensieri,più saranno

iperaccessibili dopo. Studi fatti con skinhead. Abbiamo visto come è possibile

rimediare,controllare o esprimere gli stereotipi se ci sono il tempo e

motivazioni(siamo consapevoli di influenze stereotipo,si siamo motivati con

obiettivi e non attivarlo se abbiamo risorse cognitive sufficienti.

Secondo passaggio: attivazione schemi: (strutture che organizzano le info su un

oggetto di conoscenze: permettono di collegare le nuove info a quelle già in

memoria): lo schema è una struttura mentale costituito da un insieme di pacchetti

contenenti info diverse ma collegate tra loro in relazione a varie categorie. Le info

sono ben organizzate. Quando schema si attiva,può permetterci di fare le nove

concezioni in modo molto veloce perché percepiamo ed interpretiamo subito,ma

potrebbe avere anche un lato negativo: l’attivazione di uno schema potrebbe

provocare una distorsione nell’interpretazione di un comportamento. Per esempio:

se vediamo skinhead correre verso una persona,subito si teme che lo voglia

aggredire. Invece lo spinge prima che una macchina lo investa : avviene il processo

spontaneo di codifica ossia subito si attiva lo schema relativo alle categorie

skinhead (violento)e si arriva alla conclusione sbagliata che si comporta in modo

aggressivo. Noi traduciamo (codifichiamo) quello che vediamo e ciò sarà pronto per

essere in memoria. L’attivazione di schemi collegati al priming sono correlati anche

al comportamento: le risposte comportamentali possono essere date

automaticamente in seguito all’attivazione di tratti personali ---- stereotipi.

Attraverso studi di sé si dimostrano che il comportamento è sotto l’influenza di

stimoli presenti in ambiente e può avvenire senza la nostra consapevolezza.

Esperimento :partecipanti soggetti e due tipi di primes: uno che richiede lo

stereotipo di anziano ossia erano elencate parole che caratterizzano

anziani,rughe,grigio ma non fu nominato lento; ad altri partecipanti invece un

prime neutro per esempio età. Conclusioni: quelli partecipanti anziano ,che era

stato soggetto a primes collegati a stereotipi camminavano più lentamente rispetto

a chi era stato soltanto a prime neutro(età).

Terzo passaggio: euristiche: ( indispensabili nella vita quotidiana e fanno fronte a

stimoli e problemi): scorciatoie mentali semplificate che permettono alle persone di

giungere rapidamente a giudizi sociale e senza problemi. Le euristiche sono

scorciatoie mentali(strategie cognitive) utilizzate per risolvere i problemi, prevede

attenzioni e dar giudizi. Quindi servono per confermare gli stereotipi---- euristiche

cognitive. Tipi:

euristiche di rappresentatività: serve per decidere se un certo stereotipo di

 persone appartiene o meno ad una categoria; serve per stimare probabilità

che un evento accade. È basato su un certo tipo di persone e ci aiuta ad

attribuire rapidamente un giudizio di valutazione ad una moltitudine di info

tale euristica sarà utilizzata,quindi,per dare un giudizio o associare

stereotipo domandando serie di info: per esempio: vediamo un tipo

abbronzato con macchina sportiva e tavola da serf. Subito associamo a

stereotipo di un surfista. Magri non lo è,anche perché non analizziamo mai le

info relative al tasso base ossia frequenze di certe persone in una data

popolazione,per esempio al nostro caso di studi. Lo vediamo li e crediamo sia

nostro collega. Da info di tasso base,la frequenza di tali persone a psicologia

è basso. E scelta per comodità, semplicità ,ci comportiamo come

condizionatore di risorse.

Euristica di disponibilità: si basa su rapidità con cui certi esempio,in

 riferimento alle categorie in questione,tornano in mente. Tale euristica ci

consente di avere un giudizio sulla base di info facilmente disponibili: per

esempio: se dovevamo dire quante attrici siamo ricorse in vent anni a

chirurgia plastica di certo non guardiamo i casi ad uno ad uno ma ricorriamo

alle mille foto che conosciamo perché viste su riviste. Più ci vengono in

mente,più diciamo che in ultimi anni molte si sono rifatte. E scelta per la

facilità di recupero.

Euristica di ancoraggio/aggiustamento: ancorarsi ad una conoscenza nota ed

 aggiustare il giudizio sulla base delle info pertinenti. Tale euristica ci

consente di utilizzare dei giudizi,opinioni precedenti come punti di

ancoraggio ed utilizzare solo dei piccoli aggiustamenti rispetto ad esso.

L’euristica quindi è strategia mentale utile da una parte per risolvere problemi(per

esempio problema complesso: usiamo disegno) ma spesso tali strategie,scoriciatoie

possono portare a errori di giudizio: sono il risvolto di errori sistematici BIASES.

Strategie sofisticate :adattate se la persone o situazione per me è importante

mostrando più profondità adotto tali strategie.

Psicologia sociale in Europa.

Come accenato prima: gino alla seconda guerra mondiale,la psicologia sociale non

aveva istituzioni ed era confinata in USA;poi dopo ’45 nacquero istituzioni che si

svilupparono anche in Europa. Ciò continuò fino ad anni 50 – 60 ma non esisteva una

psicologia sociale europea in quanto i ricercatori ed istituzioni non interagivano tra

loro. Per questo ci fu ad Oslo una riunione di psicologi americani con altri di sette

paesi. Successivamente nacque l’Associazione Europea di Psicologia sociale

sperimentale(EAESP e poi John Lamzetta decise di far una conferenza Europea di

psicologia sociale sperimentale che si tenne a Sorrento).

In Europa abbiamo lo sviluppo di tre tipi di psicologie :

1) Psicologia sociale: influenza sociale su individui

2) Psicologia sociale della cognezione :come l’influenza sociale si ripercuote su

sentimenti,pensieri e comportamenti.

3) Psicologia tropolare:

 Altro: è la cultura: strumento per conoscere certe persone(linguaggio

 collettivo)

Oggetto

Differenza tra psicologia sociale :

Americana: più individualista,ricerche basate su social cognition,studi in

 laboratorio e etnocentrico.

Europa: analizza più l’influenza sociale: fenomeni di gruppi ed intergruppi.

Tipi di ricerca,metodi descrittivi di ricerca ed obiettivo di ricerca psicosociale.

- Tipi di ricerca:

Pura: elaborazione di teorie per un futuro ma non saranno applicate per

 risolvere problemi concreti.

Applicata: elaborazione di teorie e risultati per risolvere problemi immediati.

- Metodi descrittivi: la psicologia sociale utilizza tre metodi:

1) Osservativa

2) Sperimentale

3) Correlazionale

- Obiettivi di ricerca:

1) Descrizione

2) Specializzazione modello monologico – deduttivo.

3) Previsione data realtà

Altri tre riferimenti utili per la psicologia sociale europea:

Popper: ‘’la ricerca nasce dai problemi non da osservazioni ‘’

Fasi problema:

- Interesse personale del ricercatore

- Risultati altri ricerche

- Fatti paradossali /caso o fortuna

- Tentativi di risolvere problemi pratici

Variabili e validità.

- Variabili: ‘’concetti che possono assumere più di un valore’’. Sono :

1) Variabili continue e discrete( misurabili)

2) Variabili indipendenti e dipendente (ricerche manipolate)

3) Variabili comportamentali

- Validità : indica socialità ed attendibilità di un immagine ossia legame tra

mondo reale e risultati indagine. Tipi di validità :

1) Esterna / interna

2) Di costrutto

3) Statistico

4) Ecologica

i due ricercatori europei più importanti che hanno influenzato la psicologia sociale

americana sono:

1) TAJFEL :

- Paradigma dei gruppi minimi

- Teoria identità sociale(vedi dopo).

Egli evidenziò due fattori:

- Come individui e gruppi(intergruppi),con le loro presenze,potrebbero essere

cancellati dalla società e come essa potesse influenzare.

- Influenza della minoranza: minoranze influenzate da maggioranze

Tajfel studi intergruppi e stereotipi – contraristico che si crea.

2) Moscovici :egli fece diversi studi sull’influenza della minoranza :minoranze prive

di potere e non riescono ad influenzare maggioranze più potenti(per esempio

movimento per diritto delle donne – femminismo e cristianesimo ). La maggior

parte si riferisce non solo al numero di persone ma ad loro status elevato.

Esercitazione in aula data da prof.

1) Come si definisce l’argomento di studio della psicologia sociale ?

2) Qual è primo esperimento sociale riconosciuto come tale? Triplet

3) Da chi fu scritto primo manuale di psicologia sociale? Allport

4) Quali studiosi emigranti durante la guerra ha maggiormente influenzato lo

sviluppo di psicologia sociale in USA? Lewin – Asch

5) Quali teorie fanno capo ad Heide? Teoria coerenza/ attribuzione

6) A chi si deve sviluppo psicosociale delle Folle? Le Bon

7) Qual è il concetto fondamentale di psicologia delle Folle? Unità mentale di Folle.

Psicologia sociale oggi.

Le teorie di Heider (coerenza ed attribuzione) furono sostituite da nuove teorie:

1) Cognizione sociale

2) Psicologia sociale evoluzionistica

3) Neuroscienze sociali

ATTEGGIAMENTI.

Definizioni:

1918: ‘’ processi basati su una conoscenza sociale che porta l’individuo ad

 attivare azioni.

Aspetto:

- Positivo: innovativo all’epoca perché si negano che stato psicologico potesse

originare comportamento

- Negativo: definizione ‘’aspecifica’’: troppo soggettiva e generale.

Anni’20 – ’30: si inizia ad ipotizzare relazione tra atteggiamenti e

 comportamenti: atteggiamenti predittivi dei comportamenti. Critiche.

1935 : ALLPORT: ‘’stato mentale,organizzato sull’esperienza, che spinge un

 individuo ad attivare certi comportamenti nei confronti di persone o

situazioni con cui entra in contatto. Lo stato mentale non è direttamente

osservabile ma è capace di dare varie spiegazioni quando un soggetto è

sottoposto a stimolo. L’atteggiamento rappresenta una ‘’variabile’’

interattiva tra stimolo e risposta.

1986: IAZIO: ‘’struttura cognitiva costituita tra associazioni in memoria tra

 l’oggetto e la sua valutazione. Il legame tra oggetto e la sua valutazione può

essere:

1) Legame forte: porta ad attivazioni automatiche della struttura cognitiva

2) Legame debole : l’attivazione di struttura non avviene.

2010: MAIO – HADDOCK: ‘’L’atteggiamento è una valutazione generale di un

 oggetto – stimolo ed è basato su info cognitive, affettive e comportamentali.

L’atteggiamento esprime un giudizio valutativo di un soggetto( piace,non

piace;approvazione ,disapprovazione,….) che implica successivamente un

prendere una decisione. L’oggetto – stimolo degli atteggiamenti possono

essere tutti gli stimoli che possono essere soggetti ad una valutazione,che

siano persone,oggetti,etc.

Atteggiamento si forma:

- Osservazione di esperienza

- Esperienza diretta

- Comunicazione

Per avere un atteggiamento nei confronti di un ‘’oggetto’’: è necessario che entri in

relazione e dimostra con tale oggetto e che esprime valutazioni cognitive,emozioni,

comportamenti nei suoi confronti che può essere manifestato non,automaticamente e

non implicite ed esplicite.

Atteggiamenti si differenziano:

Forza : (intensità): dipende da varie proprietà :

- Resistenza: al cambiamento più sono resistenti.

- Accessibilità: atteggiamenti più sono resistenti al cambiamento.

- Coerenza: stabilità (persistenti),sicurezza(certezza).

L’accessibilità: deriva da un esperienza diretta e ripetuta con l’oggetto di

atteggiamento. La coerenza: intra-attitudinale e inter-attitudinale . Incoerenza :

1) e 2).

1) Riguarda: credenze, sentimenti, credenze più sentimenti. Credenze: animali

domestici sono un ottima compagnia; sentimenti: i cavalli mi piacciano tanto

ma animali grandi mi spaventano; credenze + sentimenti: il fumo provoca

problemi ma mi piace fumare mi rilassa.

Conseguenze: incoerenza ed ambivalenza rendono gli atteggiamenti meno

stabili e sicuri. Se però riconosciamo di possedere credenze, sentimenti

,incoerenti,possiamo variare perché motivati a ragionare.

2) Si ri fa a teoria di Heider ‘’ T. eq cognitivo: essere coerenti è fondamentale e

quindi tra sistema cognitivo ed atteggiamenti ci deve essere equilibrio.

Direzione: (valenza): alcuni atteggiamenti possono essere positivi(mi piace

 gelato);negativi(non mi piace gelato),altri neutri(non mi interessa).

Componenti Atteggiamenti :

- C.cognitiva

- Affettiva modello multicomponenziale (tripartito)

---modello unidimensionale

- Comportamentale sentimento positivo e negativo.

Le componenti formano atteggiamenti e può verificare che anche più di uno o uno

solo siano /sia prevedente.

1) Componente cognitiva: risposte cognitive (conoscenze). Le componenti

cognitive: pensieri,credeze(stereotipi su specifico gruppo),attributi(positivi e

negativi).

Tutte appartengono alle persone la quale le associa all’oggetto di

atteggiamento. Esempio: acquistare auto nuova--- diamo importanza agli

attributi positivi e negativi,a stereotipi per scegliere un auto. Tipo consumo di

benzina,sicurezza,etc. Cicli atteggiamenti verso le varie auto seno il risultato di

una considerazione cosciente di carattere positive e negative poi opteremo la

scelta.

Fischbein -Ajzen: approccio aspettativa - _valore.

‘’ l’atteggiamento finale verso un oggetto è la somma dei modelli ‘’aspettativa per

valore’’ di ciascuna credenze e valore. Esempio: atteggiamento di una persona verso il

golf. Specifichiamo cosa sono le aspettative e valori:

- Aspettative: credenze o probabilità soggettive che un oggetto possiedono un

certo attributo. Varia da zero a uno.

- Valore: valutazione o stime degli attributi. Da meno tre a più tre. Vediamo la

persone che atteggiamento ha verso il golf:

Ella ha altri pensieri:

1) Il golf è un buon esercizio fisico

2) Un modo per vedere amici.

Entrambe sono dotate di aspettative e valori. La prima ha un alta

aspettativa(0.9) e valutazione positiva(+3). La seconda ha un aspettativa di

(0.7) e valutazioni abbastanza positiva (+ 2). Si fanno i prodotti tra aspettative e

valori di ciascun pensiero e si sommano : (0.9 + 3) + (0.7+2) = 3.2

atteggiamento complessivo delle persone verso il golf.

2)componente affettiva: risposte affettive : affetti. Le componenti affettive:

sentimenti ,emozioni. Tali componenti sono reazioni emotive verso l’oggetto ed

influenza molto gli atteggiamenti. La componente emotive è l’unica che indica la

natura valutativa di atteggiamenti. Esempio :ho paura dei ragni: risposta emotiva

negativa: atteggiamento negativo.

Krojnick: condizionamento valutativo: egli dimostrò come le emozioni negative o

positive possono dar origine ad un atteggiamento negativo o positivo. Ricerca basata

sull’influenza di immagini subliminali sulla percezione di individui.

Esperimento: partecipanti dovevano valutare delle foto di persone sconosciute e dare

un giudizio esprimendo un atteggiamento nei loro confronti. Prima di mostrare foto,si

facevano vedere delle immagini subliminali (ossia mostrate veloci)belle o brutte per

scatenare una reazione emotiva: squalo insanguinato,costo di gettoni. Poi si mostrano

foto. Partecipanti che avevano visto squalo,considerando l’individuo in foto no

piacevole,chi aveva visto gattini,invece, dava opinioni piacevole: immagine positiva:

relazione emotiva positiva (atteggiamento positivo). Immagine negativa: relazione

emozione negativa(atteggiamento negativo).

Zajonc: meraesposizione (ripetuta): egli dimostrò che un soggetto, sottoposto ad una

ripetuta esposizione a stimoli,possa essere influenzato nell’atteggiamento. Quindi più

lo stimolo è ripetuto e conosciuto,tanto più il nostro atteggiamento sarà positivo

rispetto a stimoli nuovi. Gli stimoli nuovi saranno più apprezzati se saranno simili a

quelli ripetuti di continuo.

Stimoli ripetuti più volte : atteggiamento positivo stimoli nuovi: atteggiamento

positivo ,se assomiglia a, allora atteggiamento più

positivo.

Esperimento: ideogrammi(nuovi e ripetuti). Tutto dimostra che apprezziamo delle

lezioni dopo esserle ascoltate tante volte.

3) Componente comportamentale:risposte comportamentali. Componente

comportamentale:

- Comportamenti passati

- Comportamenti futuri

Insieme di comportamenti nei confronti di oggetto. Da studi fatti si è dimostrato come

i comportamenti possono influenzare gli atteggiamenti ossia sono antecedenti ad essi:

esempio: se ricordano di aver avuto un comportamento tale da finire contro la centrale

nucleare,il mio atteggiamento sarà negativo nei confronti di essa.

Vediamo studi e risultati.

1) Bem : teoria dell’autopercezione: gli atteggiamenti di individui sono influenzati

dai comportamenti antecedenti in particolar modo quando gli atteggiamenti

sono deboli ed ambigui. Esempio: partecipanti: questi studio su raccogliere la

spazzatura. Se in tale questione vi erano item tali da suggerire ai partecipanti di

aver messo ind atto prima i comportamenti verso il raccogliemento, dopo i

partecipanti avevano atteggiamenti favorevole verso tematiche ambientali. Lo

stesso vale se c’è la convinzione di aver attivato un comportamento

antecedente,gli atteggiamenti erano favorevoli.

2) Festinger: teoria della dissonanza cognitiva: secondo tale teoria,quando c’è

discrepanza tra atteggiamenti e comportamenti, si genere un disagio interiore

detto dissonanza cognitiva.

Per ridurre la dissonanza ,si tende a cambiare atteggiamento al fine di essere coerenti

con comportamenti: per esempio: se accetto denaro per dire che quel compito è

divertente mentre penso sia noioso,mi convinco che dopotutto non è così noioso.

Altri studi dimostravano l’influenza di comportamenti verso atteggiamenti:

1) Modo diretto (ascoltare musica,muovere capo su giri --- positività destra sinistra

--- negatività : il contenuto manca erano persuasivi,positività e viciversa;

2) Allontanamento – avvicinamento del braccio verso corpo.

Struttura di atteggiamenti.

Indica come positività e negatività (valutazioni) siano organizzati in relazione alle tre

componenti:

1) Prospettiva unidimensionale x .

. Molto negativo né

negativo molto Né

positivo positivo

Elementi positivi e negativi sono immagazzinati in memoria a i poli opposti di una

singola dimensione: le persone ricollocano a uno dei due poi o in mezzo --- posizione

intermedia vs posizione positiva e negativa. Io posso avere un atteggiamento positivo

che esclude uno negativo e viceversa. Esempio :ho atteggiamento positivo verso il

Napoli,quindi escludo atteggiamenti negativi. La prospettiva unidimensionale esclude

l’ambivalenza.

2) Prospettiva bidirezionale molto negativo

Né + e né - molto

positivo

Gli elementi positivi e negativi sono posti in due dimensioni e può accadere: o che

assumino atteggiamenti positivi o negativi : le persone o entrambi in questo ultimo

caso si parla di ambivalenza di atteggiamenti. Esempio: mi piace moltissimo il

cioccolato ma porta il suo effetto sulla linea. Dal grafico y assume atteggiamenti molto

positivi e molto negativi. Esempio: ambivalenza cognitiva – affettiva nel caso del

femminismo : cognitiva --- ciò che la persona pensa ossia donne hanno coraggio;

emotiva --- ciò che la persona sente ossia donne sono dimenticate perché esagerate.

Funzioni degli atteggiamenti.

- Funzioni di valutazione oggetto

- Funzioni utilitaristica

- Funzioni di adattamento sociale

- Funzioni di autodifesa del sé

- Funzioni di espressione dei valori

Funzione di valutazione oggetto ---- capacità di :

- Classifiche oggetti : carattere positivo e negativo

- Avvinarsi alle cose: che portano benefici

- Allontanarsi dalle cose: che sono dannose

Gli atteggiamenti sono ‘’dispositivi di risparmio di energia ossia rendono le valutazioni

(giudizi) più veloci:

atteggiamenti forti (accessibili)--- guidano giudizi e comportamenti rivelanti più

velocemente.

Esempio: atteggiamento accessibile in revisione a quadro assoluto permetterà giudizio

più veloce quando bisognerà paragonare lo stesso quadro ad un altro.

Atteggiamenti deboli(non accessibili): giudizio più lento. Gli atteggiamenti aiutano le

persone a prendere delle decisioni emotive che spinge a formare atteggiamenti è un

elevato ‘’bisogno di chiusura’’ : necessità di trovare risposte chiare, definitive e non

ambigue.

Funzione utilitaristica :atteggiamenti strumentali; capacità di massimizzare le

ricompense e minimizzare i costi. Classificano oggetti in base alla loro utilità: per

interesse personale si scelgono oggetti più utili. Per esempio: condizionatore e

macchine di caffè. Gli atteggiamenti utilitaristici sono diversi da atteggiamenti valoriali

(simbolici): capacità di scegliere oggetti con valori sociali e simbolo del sé; per

esempio: cartoline / bandiere .

Esiste un’associazione tra FUNZIONE – MESSAGGIO: se il msg combacia con la

funzione ed ha argomenti convincenti,è più persuasivo di un msg che non combacia.

Per esempio: pubblicità strumentali sono più persuasive di quelle simboliche se

abbiamo un atteggiamento di tipo strumentale (utile) verso alcuni prodotti. Qui è

legato il concetto di AUTOMONITORAGGIO: ‘’modo in cui le persone cambiano il loro

comportamento nelle diverse situazioni sociali’’.

ALTOMONITORAGGIO: persone sono attente agli stimoli ambientali e cambiano

comportamenti in base alle situazioni (immagini).

BASSOMONITORAGGIO: si comportano in modo coerente e non cambiano il loro

comportamento(qualità).

Esempio di pubblicità: marca di Whisky: se la pubblicità presenta un immagine, tale

pubblicità attrae più le persone con alto monitoraggio che sono disposte a seguire di

più; se invece la pubblicità presenta la qualità,tale pubblicità _________ più persone con

basso monitoraggio e __________ a pagare di più.

Conclusioni: altomonitoraggio: persone che sono sicure di sé,osservano situazioni

sociali sulle quali cambiano comportamento; basso monitoraggio : persone convinte

delle loro qualità,sentimenti ,pensieri e non cambiano,sono coerenti.

Funzione di adattamento sociale: ci si adatta con gli atteggiamenti a persone piacevoli

e ci si allontana da quelle spiacevoli; per esempio: compriamo bibita perché

pubblicizzata da Mina.

Funzione di autodifesa del sé: tipica di atteggiamento che difendono il sé; per

esempio: se non si gioca a golf ho un atteggiamento negativo perché non sono capace

di giocarci e rischierei la mia autostima.

Funzione di espressione dei valori: tipica di atteggiamenti che danno importanza a

concetti e valori fondamentali per una persona; per esempio: vado in bicicletta a

lavoro perché considero la salute importante e non voglio inquinare ambiente.

Atteggiamenti :

- Forti: persistenti (stabili) nel tempo; resistenti al cambiamento:di fronte ad un

cambiamento,riescono a resistere.

- Deboli: persistenti e resistenti

- Forti: maggiore probabilità di porre attenzione ad info rilevanti;maggiore

probabilità di guidare i comportamenti.

Forza: è cruciale per compensare quanto atteggiamenti fossero predittivi e

comportamenti e viceversa:

- Atteggiamenti -comportamento: gli atteggiamenti sono predittivi di

comportamenti quando atteggiamenti sono forti.

- Comportamento – atteggiamenti: lo abbiamo accennato prima ossia i

comportamenti antecedenti predicano atteggiamenti se atteggiamenti sono

deboli.

Atteggiamenti predittivi dei comportamenti.

Realzione atteggiamento – comportamento

‘’ Il potere preattivo di atteggiamenti aumenta all’aumentare di tale relazione’’.

Tale relazione dipende da vari fattori:

- Forza di atteggiamenti: più gli atteggiamenti sono forti,più predicano i

comportamenti; più sono deboli,più avviene il contrario ossia comportamenti

predicano atteggiamenti.

- Tipo di comportamenti: più il comportamento è impegnativo,più tale reazoine è

debole(donare sangue; più il comportamento impegnativo,più la relazione è

forte(esprimere un vuoto).

- Tipologie partecipanti nelle ricerche: più le persone rendono un atteggiamento

rigido,immutabile,più tale relazione e debole e viceversa( studenti più rigidi di

azioni).

- Automonitoraggio :si chiama comportamento in base a circostanze: alto e basso

monitoraggio.

Ajzen e Fishbein : TEORIA DELLA CORRISPONDENZA PRINCIPALE.

La corrispondenza tra atteggiamento e comportamento è in relazione a queste

caratteristiche:

1) Azione : comportamento innato (per esempio riciclare vetro)

2) Bersaglio: target del comportamento (per esempio candidato politico)

3) Contesto: ambiente in cui il comportamento nel quale ci comportiamo è innato

(da soli o in gruppo)

4) Tempo: arco di tempo nel quale comportamento è innato

Maggiore è la corrispondenza tra loro,maggiore sarà la relazione atteggiamento

– comportamento.

Misure di atteggiamenti e produzione.

Misure atteggiamenti:

- Esplicite(dirette): questionari / cosciente

- Implicite( indirette) : comportamenti non verbale non cosciente

Misure esplicite: predicano comportamenti intenzionali

Misure implicite: predicano comportamenti automatici,spontanei.

Esempi: questionario ad afroamericani (misure esplicite) e risposte latenti(implicite).

MODELLI RELAZIONE ATTEGGIAMENTI – COMPORTAMENTO.

Servono a spiegare come gli atteggiamenti siano predittivi dei comportamenti: teoria

dell’azione ragionata;modello mode e rim.

1) Teoria dell’azione ragionata(Ajzen e Fishbein)

Atteggiamento verso comportamento :

- Credenze su conseguenze al comportamento

- Valutazione conseguenze credenze

comportamentali INTENZIONE

COMPORTAMENTALE

COMPORTAMENTO

Norme soggettive :

- Credenze su ciò altri pensano credenze normative

- Motivazione a compiacere tali aspettative

Intenzione comportamento: predittore diretto o dominante del comportamento ---

intenzione di fare una cosa e quindi agire: per esempio: riciclare bottiglie.

Tali fattore è determinato da altri due fattori:

1) Atteggiamento verso comportamento: atteggiamento verso

comportamenti(riciclare vetro) è in futuro dell’aspettative (credenze

comportamento produce conseguenze desiderata( preservare ambiente e del

valore legato a tale conseguenza(è bene riciclare il vetro). Atteggiamento

individuale = alle somme ‘’ aspettativa – valutazione per ogni conseguenza

prevista.

Norme soggettive: è in funzione di credenze individuali ossia e dalle credenze

normative ossia credenze che altri hanno e si aspettano che uno agisce associate

alle motivazioni a compiacere tali aspetti di tale aspettativa. Infatti le norme

soggettive è maggiore quando saranno maggiori le aspettative positivi di

altri(famiglie,amici).

Tale teoria fu rivista in quanto individui attivano i comportamenti anche in base

alle percezioni individuali circa il poter svolgere o meno un’azione, ossia

possedere le capacità per poter svolgere un comportamento.

Per esempio: se una persona ha intenzione di iniziare una dieta, non bastano

atteggiamenti e norme soggettive positive se tale persona non possiede la

capacità di controllarli ma non mangiare dolci, cioccolata.

Ecco che subentra l’autoefficacia : convinzioni individuali circo la propria

capacità di svolgere comportamenti.

Nasce così la teoria del comportamento pianificato: l’intenzione

comportamentale è determinata non solo da atteggiamenti, norme ma anche

dal controllo comportamentale percepito: indurre le percezioni che uno ha circa

le sue capacità di mettere in atto un comportamento e può agire su: intenzione

comportamentale: esso è influenzato dalla percezione che uno ha come proprie

capacità e fiducia nel compiere azioni; comportamento : effettivo controllo sulla

realtà ossia se è possibile agire.

Atteggiamento intenzione comportamentale

comportamento

Norme soggettive

Controllo comportamento percepito

Credenze sul controllo: credenze di una persona di questo sia facile o difficile

che un comportamento si attivi.

Implementazione delle intenzioni: servono per chi dice come le intenzioni siano

tradotte in comportamenti ---- sono piani di azioni sottoforma di stati mentali( tipo

quando – allora) che l’individuo si forma che indicano quando attiva un

comportamento ed in quel luogo. Per esempio: quando incontro una data persona in

un dato contesto, allora agirò con tale comportamento.

Comportamenti abituali( automatici): sono quelli attivati in modo spontaneo e si

riescono a predire maggiormente. Il comportamento può essere attivato da stimoli

ambientali senza che l’individuo ne sia consapevole.

2) MODELLO MODE – FAZIO.

Motivazioni Comportamento spontaneo

Opportunità

Motivazione ed opportunità determinano il comportamento nella base di un analisi

meditata (ragionata) delle info disponibili sono bassi,solo atteggiamenti molto

accessibili saranno predittivi dei comportamenti ‘’spontanei ‘’. Se tali fattori sono alti,

possono superare le possibili distinzioni dell’atteggiamento di un soggetto.

Atteggiamenti sono guidare comportamenti senza che l’individuo consideri gli

atteggiamenti e senza che abbia consapevolezza che influenzano comportamenti. Più

un atteggiamento è accessibile,più predirrà comportamento. Accessibilità = la forza di

associazione tra oggetto e la valutazione di esso: tanto più tale associazione sarà

forte,tanto più l’atteggiamento è richiamato velocemente e facilmente alla memoria.

3) Modello RIM --- MODELLO RIFLESSIVO - IMPULSIVO.

Sistema riflessivo Comportamento

Sistema impulsivo

Sistema riflessivo comportamento intenzionale

( atteggiamenti espliciti)

Guida comportamenti in base a ragionamento di info disponibili

Sistema impulsivo comportamento spontaneo

(atteggiamenti impliciti)

Guida comportamento in base ad associazioni automatiche.

Misure di atteggiamenti.

Gli atteggiamenti non sono direttamente osservabili: non possono ‘’vedere’’

l’atteggiamento positivo di una persona verso le macchine rosse ma possono inferire

gli atteggiamenti delle sue risposte alle domande su tali veicoli. Diversi tipi di misure:

- Esplicita( diretta)

- Implicita ( indiretta)

Misure esplicite: richiedono attenzione del soggetto su ciò che si deve analizzare ---

quindi soggetti pensano e rispondono verbalmente tali misure consistono in:

- Questionari :soggetto risponde alle domande direttamente su ciò che pensa per

esempio di aborto.

- Scale di atteggiamenti:--- scale di tipo Likert.

Atteggiamento verso eutanasia: i partecipanti devono dare delle risposte che

indicano il grado di favoritismo uno in relazione ad eutanasia: vi sono diversi

item e dei punteggi da uno a cinque: più si dà un punteggio basso più

l’atteggiamento è negativo e viceversa. Alla fine si sommano risposte.

Differenziale semantico: scala di atteggiamenti.

Permette di esprimere i propri atteggiamenti (opinioni) su una varietà di oggetto. Preso

un oggetto,eutanasia, la scala di differenziale semantico mostra una serie di coppie di

risposte opposte,cattiva,buona,negativa,positiva,spiacevole e piacevole tra ogni

coppia vi sono caselle in cui mettere una X(le caselle sono 8).

Tali misure fanno apprezzate e poi criticate per diversi motivi:

1) Spesso la persona non è consapevole del proprio atteggiamento

2) Gli item possono influenzare risposte

3) Risposte socialmente desiderabili: individui danno risposte falsate per

presentarsi in modo favorevole ad essere accettati. Quindi gli atteggiamenti non

sono veritieri.

Misure implicite: le risposte indirette, non verbali ma comportamentali: reazioni

fisiologiche, espressioni facciali. Quindi tali misure non richiedono attenzione e

quindi nessun resultato verbale. Misure più comuni:

- Priming valutativo

- IAT( Implicit Association Test)

Priming valutativo: Fazio: l’atteggiamento, secondo lui ,è un associazione in memoria

tra soggetto e la sua valutazione. Tale associazione ha forza variabile e determina

l’accessibilità degli atteggiamenti: tanto più l’associazione oggetto - valutazione è

forte,tanto più l’atteggiamento è accessibile ( più veloce,immediato). Per esempio:

individuo non sopporta cavoletti di Bruxelle tanto che perfino l’odore provoca un

atteggiamento immediato--- associazione forte,atteggiamento molto accessibile.

Anche le carote non piacciono ma non quanto cavoletti,quindi associazione meno

forte.

Studio su pregiudizi – Fazio: partecipanti erano soggetti ad una foto di una persona

bianca o di colore in modo veloce e dopo dovevano associare aggettivi positivi e

negativi: associavano oggetti negativi quando si presentava foto di persone di colore

in modo più veloce rispetto a quando associavano aggettivi positivi a persone

bianche(più lenti). Tali atteggiamento negativo comportava anche un comportamento

negativo verso lo sperimentatore di colore.

Implicit associativo test (IAT).

Il test sui pregiudizi razziali indica atteggiamenti razziali ed è costituito da 5 blocchi:

Primo blocco: si mostrano a partecipanti foto di persone bianche e di colore:

 se vedevano foto persone bianche,cliccare tasto S,nel caso contrario cioè

quelli di colore cliccare il tasto K. Il tutto il più velocemente possibile.

Secondo blocco: si mostravano :aggettivi positivi,preme tasto S,quelli

 negativi tasto K.

Terzo blocco: persona bianca o aggettivo positivo: preme tasto S,persone di

 colore o aggettivo negativo tasto K.

Quarto blocco: aggettivi positivi,premere tasto K,quelli negativi (contrario del

 blocco due) tasto S.

Quinto blocco: persone bianche o aggettivo negativo ,premere tasto S;

 quello di colore o aggettivo negativo (contrario del blocco tre) premere tasto

K.

In base alle risposte veloci vediamo se l’individuo ha atteggiamenti pregiudizievoli o

no: risposte veloci, legame tra oggetto( categorie) la valutazione è congruente.

Tali misure,a differenza di quelli espliciti non necessitano di porre attenzione e sono

meno influenzabili (desiderabilità sociale). Le misure sono in relazione a due fattori:

- Attendibilità

- Validità

Attendibilità:

- Coerenza interna: item tra loro sono correlati positivamente perché valutano lo

stesso argomento.

- Attendibilità test retest: punteggi coerenti nel tempo ossia danno punteggi simili

Misure esplicite: elevata attendibilità:

- Coerenza

- Test-retest

Misure implicite: poche ricerche ma mostrano attendibilità elevata.

Validità: grado di precisione con cui una misura dichiara il costrutto per cui è stata

costruita.

Misure esplicite: valide

Per esempio: atteggiamento verso omossessuale è predittivo di un comportamento

omofabo.

Misure implicite: valide.

STRATEGIE DI CAMBIAMENTO DI ATTEGGIAMENTI E COMPORTAMENTI.

Quando i comportamenti /atteggiamenti sono dannosi(fumare, bere,rapporti

sessuali non protetti ) ,si adottano strategie:

- Persuadere

- Uso di incentivi e/o sanzioni.

L’uso di incentivi e sanzioni è una strategia più efficace rispetto alla persuasione: le

istituzioni hanno provveduto a norme che contro l’uso di alcolici,

sigarette,droghe,etc.

Problema: un cambiamento di comportamento non implica un cambiamento

sempre di atteggiamenti. Esempio: l’atteggiamento verso un comportamento

riflette le conseguenze che tale comportamento comporta. Se ad esempio si

aumentano i prezzi degli alcolici,ciò influenza l’atteggiamento nell’acquisto di

alcool ma ciò non influenza l’atteggiamento del bere in quanto le persone

continuerebbero a bere alle feste dove alcolici sono gratuiti o se il prezzo di alcolici

cambia di nuovo( si abbassa). Per cui è preferibile che vi sia un cambio di

comportamento corrisponde ad un cambio di atteggiamento:

quando un comportamento varia a causa di sanzioni o incentivi è un

comportamento contro attitudinale : uso delle cinture per evitare morte,adottiamo

un comportamento contro le nostre abitudini e l’atteggiamento è negativo. Quando

poi avviene il cambio di atteggiamento : quando il comportamento diventa

abitudinale( spontaneo, automatico),ecco che ci rendiamo conto che

l’atteggiamento negativo non era giustificato,per cui cambio atteggiamento da

negativo a positivo: il comportamento diventa spontaneo se: non è troppo

impegnativo e se non ha effetti negativi. Se invece è complicato cambiare

comportamento, allora le due teorie sottostanti dimostrano come si varia

l’atteggiamento per diventare coerente con atteggiamento:

1) Teoria della dissonanza cognitiva – Festinger: quando c’à discrepanza tra

atteggiamento (credenze – cognizioni) e comportamento,si crea la dissonanza

cognitiva (disagio interiore).

Atteggiamento diverso comportamento ----dissonanza ---dissonanza ---desiderio

di ristabilire coerenza --- strategie cambiamento (atteggiamento e

comportamento)

Esempio casco : credenza atteggiamento --- credo che il casco sia utile

,comportamento: a volte non lo uso(dissonanza).

Strategie per rinforzare dissonanza : cambiamento comportamento --- uso il

casco, cambiamento atteggiamento : ricordo info che criticano utilità casco.

Esempio dollari: esperimento Festinger. Soggetti partecipano ad un esperimento

noioso e devnon dire una menzogna ad altri partecipanti ossia compito è

divertente: si offre un dollaro --- ricompensa insufficiente per mentire --- la

persona è soggetta a dissonanza ( credenze sia noioso ma deve dire che è

divertente) --- per ridurre dissonanza cambia atteggiamento – però il compito

non è così noioso! Ossia si valuta positivamente compito. Si offre venti dollari ---

ricompensa sufficiente per mentire --- la persona non è soggetta a dissonanza :

la persona pensa che è noioso, dice che è divertente ma pensa sempre che sia

noioso! Quindi non c’è alcun cambiamento nell’atteggiamento.

2) Teoria dell’autopercezione -Bem. Secondo lui spesso le persone non sono a

conoscenza dei propri atteggiamenti,per cui tendono ad essere influenzati dai

comportamenti passati che inducano gli atteggiamenti (vedi prima).

Conclusioni: quando l’uso di incentivi o sanzioni è particolarmente severo è

difficile che si crei una dissonanza cognitiva. Essa può generare in circostanze in

cui c’è l’incentivo del risparmio sulle sigarette ma gli individui continuerebbero a

fumare risparmiando su altro, per cui continuano a fumare. Pe cui si riduce la

dissonanza solo se si convincano a cambiare atteggiamento o comportamento.

Se il comportamento diventa abitudine: cambio atteggiamento; se il

comportamento è troppo impegnativo: nessun cambio.

Effetti negativi dell’uso di incentivi.

Uso di incentivi e reazioni può aver effetti contrari in quanto rendono più attraenti i

comportamenti ed atteggiamenti che dovrebbero invece essere cambiati:

a) Teoria della reattanza : ‘’ la perdita della libertà porta all’effetto della reattanza

ossia uno stato motivazionale che tende ad intensificare comportamento e lo

rende più attraente aumentando così il desiderio e metto atto ‘’: sanzione contro il

fumo rischia di far fumare di più.

b) Motivazione intrinseca: ‘’una motivazione intrinseca è quella che ci appartiene ed è

tale solo per il piacere di esserlo. I comportamenti motivati intrinsicamente sono

messi in atto senza interessi esterni ma il solo piacere di farlo. Studi dimostrano

che sia il piacere di compiere azioni che le prestazioni stesse decrescono se alle

persone è data una ricompensa per mettere in atto il comportamento.

Disegno di bambini: i bambini che avevano già il piacere di disegnare fu proposto

di disegnare in tre condizioni:

- Senza ricompensa

- Ricompensa attesa

- Ricompensa inaspettata

Successivamente si notò che i bambini a cui era stata una ricompensa inattesa o

senza ricompense, continuavano a disegnare con lo stesso piacere; quelli invece a

cui era data una ricompensa cominciarono a mostrare meno interesse nel

disegnare.

Avvenne l’effetto della sovragiustificazione: secondo il quale la motivazione

intrinseca diminuisce perché associata alla ricompensa. Ciò accade a persone che

inizialmente disegnavano per il solo piacere di farlo poi ,una volta data loro una

ricompensa,l’interesse verso la motivazione intrinseca diminuiva e davano più

importanza alla ricompensa. Quando quest’ultima diventava saltuaria, diventa

ancora meno piacevole.

Conclusioni: le istituzioni usano sia la persuasione che incentivi come strategie che

non si escludono a vicenda, anzi l’uso di incentivi tende a persuadere le persone a

cambiare comportamenti. Spesso si tende a cambiare più il comportamento che

l’atteggiamento ma tali strategie sono riuscite a cambiare comportamenti ed

atteggiamenti.

Per esempio: uso cinture di sicurezza.

Ma ci sono limitazioni anche per lo stato:

- Potere: solo chi ha potere come i governi possono emettere leggi ed essi si

affidano anche alla persuasione oltre che ad incentivi.

- Monitoraggio: uso incentivi e persuasione sono applicabili solo a comportamenti

che possono essere monitorati quindi più efficaci in casi individuali che genere

come popolazioni , gruppi ,ecc.

- Accettazione leggi :tali strategie e cambi di comportamento sono efficaci solo se

la gente li accetta ed è persuasa da essi: per esempio uso di cinture è stato

accettato perché la gente ha capito la sua importanza.

Il sé. Conoscenza del sé.

Il nostro ‘’ sé ‘’_: ‘’costrutto sociale prodotto dalle nostre interazioni

sociali( esperimenti con altri,giudizi di altri,confronto con altri) e si sviluppa a seconda

del contesto in cui ci troviamo (società e cultura) in cui vivo,caratteristica

fondamentale. Il sé si manifesta con più espressioni a seconda del contesto sociale e

spesso costruiamo noi stessi decidendo come ‘’apparire’’ scegliendo con chi

interagire, i comportamenti da tenere.

Conosciamo noi stessi attraverso le interazioni sociali.

Sé unitario coerente: è possibile sperimentarlo attraverso pensieri e sentimenti privati,

specie attraverso :

a ) ricordi auto biografici: fasi della vita in sequenza,in particolari momenti (scuola,

famiglia…) che collegano il nostro passato con il presente generando la continuità. Tali

ricordi definiscono ‘’chi siamo’’. I ricordi possono essere ‘’vividi e sbiaditi ‘: primi :

difficili da dimenticare ,sono spesso i più positivi e tipi di persone con alta autostima;

secondi: più facili da dimenticare e spesso sono quelli più tristi,tipi di persone con

bassa autostima. Per le persone depresse vale il contrario.

I ricordi fotografici fanno rivivere anche il luogo oltre agli eventi e sensazioni (le

memorie auto biografiche: accurate o distorte ( ricordi oggettivi che ricostruiamo

male)).

b)narrazione: ricordi uniti come narrazione che rappresentano la vista di un individuo.

Narrazioni soggettive e selettive, poiché ogni persona attribuisce diversi significati in

modo soggettivo. Caratteristiche: ambientazione, personaggi,trama,temi dominanti

ma copione e finale non è scritto poiché varia nel tempo.

William James: definì sé costitutivo da :

- Io : detto ‘’agente: parte attiva del sé che determina le nostre azioni e vita

( soggetto consapevole incinto di conoscere e pensare decisioni)

- Me : il suo ‘’essere: parte oggettiva del sé costituita da nostre convenzioni,

valori,sentimenti,obiettivi :tutte caratteristiche che elencheranno se avessimo

descriverci ( come io mi vedo e rappresenta la mia autostima) ; componente

materiale (me corporeo/ le cose che possiedo) ; componente sociale( me in

rappresentazione con altri);componente spirituale(me capace di riflettere su se

stesso,valori, affetti e credenze).

Io + me : inscindibili

Fonti di conoscenza del sé.

Ci permettono di conoscere noi stessi:

Fonti: Fonte personale:

- Introspezione

- Autoriflessione

+ teoria autopercezione ( Bem)

Fonte sociale:

- P. attaccamento e valutazione sociale

- Confronto sociale

- Sé in relazioni inter personali

- Identità sociale

Fonte personale.

Introspezione / autoriflessione: riflessione su noi stessi ; stati inferiori mentali ed

emotivi: migliore modo per conoscere sé stessi ma abbiamo inconvenienti / limiti:

1) Migliaia di info che immagazziniamo ed elaboriamo con processi automatici

( inconsci) ,per cui spesso siamo inconsapevoli dei nostri pensieri e

comportamenti che attiviamo in modo istintivo,risposte che non corrispondono

a stati interiori.

2) Riflettiamo ed analizziamo ,più c’è discrepanza tra atteggiamenti e

comportamenti specie in situazioni complesse: comprare una macchina,

affittare una casa: chi ragiona troppo, arriverà a soluzioni che senza sentirsi

soddisfatto realmente perché la ragione non ci fa accedere alla parte inconscia

in cui ci sono desideri e necessità; chi ragiona di meno, accede più facilmente a

desideri e necessità.

3) Individui tendono a sopprimere gli aspetti interiori,per cui l’introspezione ha

sempre la meglio: MACRAE E SOPPRESSIONE STEREOTIPI --- SKINHEALD : foto

più sedie dimostrano come più sopprimiamo pensieri ,aspetti interiori,più cmq

influenziamo noi stessi.

4) Individui si sentono superiori, con qualità eccellenti: da una parte è buono per il

benessere psicologico, dall’altra è illusorio ed è ostacolo per conoscere

realmente noi stessi.

Bem – teoria di autopercezione ed effetto sovragiustificazione.

Dà contributo per conoscere noi stessi: ‘’risaliamo a nostri stati interiori difficili ed

ambigui ad interpretare osservando i comportamenti. Esempio: all’improvviso

decido di svolgere attività ---- giocare a tennis : quando precedentemente non

volevo sapere. Ecco risalgo al mio stato interiore: mi rendo conto che invece il

tennis mi piace, prima pensavo di no.

Attività :

- Estrinseca (denaro, rassettare la stanza) : prevedono ricompensa

- Intrinseca ( interesse, desideri ): non prevedono ricompensa ma lo faccio solo

per il mio piacere personale motivazione intrinseca.

Effetto sovragiusficazione.

‘’motivazioni interiori calano se associano ad attività fatte con piacere

ricompensa. Avere motivazioni interiori è fondamentale e non cala: ricompensa

è improvvisa o se rappresenta solo un ‘’bonus’’ , in quella circostanza. Anche

tale teoria come introspezione presenta limiti che portano ad errori per migliaia

di info che percepiamo automatici.

Fonti sociali.

Il contributo di altri,le loro opinioni e reazioni come le nostre nei loro confronti ci

aiutano a capire molto su noi stessi:

a ) P. di attaccamento e valutazione sociale.

Processo di attaccamento: relazione madre – figlio durante il quale si creano, durante

l’infanzia mira all’ autoconsapevolezza,questi precoci modelli operativi: un sé positivo

se la madre accudisce bambino;sé negativo se la madre lo maltratta ; da qui poca o

molta autostima. Più avanti evolviamo il nostro sé attraverso le valutazioni sociali.

Valutazione sociale: giudizi di altri su di noi che poi internalizziamo nel concetto di sé

attraverso processi cognitivi più sofisticati. Le valutazioni riflesse sono giudizi di altri

che guidano il nostro futuro.

Secondo Cooley: le reazioni di altri funzionano da specchio che ci permettono di

vedere le immagini di noi stessi ---- sé rispecchiato attraverso gli altri,noi abbiamo un

immagine di noi stessi positiva o negativa. Ciò permette a noi di convincerci come gli

altri ci vedono ma non sempre c’è corrispondenza tra tale immagine e le effettive

valutazioni di altri: l’immagine che abbiamo noi stessi è spesso è diversa da

quell’immagine che hanno altri visto che gli altri spesso reagiscono in maniera non

chiara per non ferire celando i giudizi negativi per non urtare i nostri sentimenti ;anche

noi reagiamo più spesso al feedback di altri in modo diverso: quando gli altri hanno

giudizi positivi, accettiamo; se danno giudizi negativi , li ignoriamo perché nessuno

accetta critiche. Per esempio: essere definito imbranato: le info anche del feedback

non è mai integrato al 100 % perché elaboriamo molte info modificandole perché non

accettiamo.

B)confronto sociale.

Teoria del confronto sociale – Festinger.

Quando le persone non sono certe delle loro abilità o opinioni,tendono,in ‘’ mancanza

di standard oggettivi,a paragonarci ad altri abilità di individui simili a noi.

Paragonandoci ad altri possiamo anche info sul nostro sé. Spesso utilizziamo confronto

sociale anche quando abbiamo oggettivi (scopi motivazionali) : ci paragoniamo a

persone abili di noi se siamo con morale ‘’su ‘’ per migliorare le nostre abilità, essere

stimolati; ci paragoniamo a persone meno abili di noi quando stiamo con morale giù

per sentirci meglio.

c)sé nelle relazioni interpersonali.

Interazioni :

- persona presente fisicamente

- persona non presente fisicamente: in tale caso si cerca nella nostra testa un

uditorio privato in cui litighiamo con la persona per convincerla.

- Figure significative declassato? (1)

- Nuove conoscenze (2)

1) Quando conosciamo nuove persone che assomiglia ad una figura significativa

delle nostra vita, per esempio un padre,si attivano degli schemi relazionali ossia

modelli mentali di scambi emozionali o di pensieri tipici di una relazione. Per cui

in tale caso attiverà tale m

2) odello che farà suscitare emozioni positive o negative a seconda della relazione

con tale figura del padre.

3) Avanti a conoscere nuove, individui espandono il proprio sé includendo

caratteristiche nuove tanto che alla fine non capiscono se fanno parte di loro o

dell’altra persona ( per esempio partner) : studenti che elencano caratteristiche

che lo farebbero innamorare del partener ,tali caratteristiche restano nel tempo

tanto da confondere.

D)identità sociale.

Oltre ad interazioni con altri ‘’significativi’’ nel nostro sé includiamo anche l’identità

sociale: l’appartenenza ad un gruppo, alle professioni religiose con cui ci

identifichiamo. Ci identifichiamo in base ai nostri aspetti simili al gruppo a cui

apparteniamo.

Teoria dell’identità sociale – Tajfel.

Spiega come l’individuo si relazioni con un gruppo e come attinge info sul proprio

sé da tale relazione. Le persone tendono ad aver un identità sociale positiva con

due conseguenze:

1) Sono fortemente motivati oppure il proprio gruppo( ingroup) ad un gruppo

esterno (outgroup) aumentando le discriminazioni e conflitti intergruppi.

2) Sono fortemente motivati a difendere le discriminazioni verso persone con stato

più basso.

Teoria della categorizzazione del sé.

Rappresenta uno sviluppo della teoria dell’identità sociale: infatti con centro la sua

attenzione sull’interazione tra identità personale e sociale:

identità personale: caratteristiche del sé di individuo che rappresentano la sua

unicità nel gruppo. Per esempio: sono generoso.

Identità sociale: caratteristiche del sé di individui che rappresenta la sua similarità

nel gruppo ( per esempio: noi psicologi copiamo le persone più dei fisici). In base a

tale teoria,tra le due identità ed più importante è quella sociale :la nostra identità

personale è messa in secondo piano,subissero una ‘’depersonalizzazione’’ che

porta individuo ad avere caratteri simili e intercambiali con il futuro, diventa

tutt’uno con esso: per esempio diventa una manifestazione agiamo con identità

sociale non personale se tipi di identità primaria dipenderà dal contesto sociale e

dai valori che individuo attribuisce ad ogni immagine del proprio sé.

COMPOSIZIONE ED ORGANIZZAZIONE DEL SE’ ED AUTOSTIMA.

COMPOSIZIONE ED ORGANIZZAZIONE DEL SE’ : rappresentazione cognitiva di chi

siamo.

Il sé si sviluppa in ambito sociale ed il suo materiale è rappresentato ed organizzato

nella nostra mente:

concetto di sé: insieme di elementi (pensieri e sentimenti ) e condizioni che ci

rappresentano,che useremmo se dovessimo descriverci: valori, obiettivi,ruoli sociali

che rivestiamo,paure. Questi elementi costituiscono gli schemi di sé : strutture

mentali che organizzazione le esperienza passate ed aiutano ad elaborare le nuove

info importanti! Tale concetto fu introdotto da Hazel Markus: ella dimostrò come tali

schemi possono influenzare nostro modo di elaborare le info ; fece un esperimento

i risultati sono spiegati alla base dell’effetto dell’autoreattanza : ‘’individui

elaborano più rapidamente info rilevanti per il proprio concetto di sé e tendono a

ricordarle meglio.

Esempio: se mi reputo una persona socievole,elaboro più rapidamente ‘’l’uscita con

gli amici’’ anziché ‘’restare a casa a leggere un libro’’. Il primo comportamento

rappresenta caratteri del mio sé più ricorderò meglio comportamenti passati che

riflettono il mio modo di essere. Individui ,quindi partano dal proprio sé per

elaborare info rapidamente e ricordare meglio. Ciò vale anche quando dobbiamo

giudicare gli altri: partiamo dalle nostre caratteristiche individuali e comportamenti

e ci comportiamo con altri osservando similitudini e differenze: per esempio se

devono difendere un uomo studioso,confronto il suo studio con il mio nel tempo

quindi tendo a confronto e giudico.

Esperimento Markus: partecipanti dovevano definire sé stessi scegliendo se la lista

di aggettivi inerenti a dipendenza. Indipendenza appartenesse al proprio sé:

partecipanti schematici: avevano giudicato importanti tali aggettivi perché sono

congruenti con i propri schemi e negano nuove info in contraddizione con il proprio

schema. Ma può contare che pur negando un aggettivo,possa essere ricordato in

futuro.

Partecipanti non schematici: contrario.

Tali schemi di sé saranno attivati e guideranno il comportamento.

Schemi di sé:

1 )schemi immagazzinati : concetto di sé generale

2)schemi attivi: concetto di sé operativo.

1)sono quelli fino ad ora ossia schemi costituiti da elementi del concetto di sé ossia

mentali che organizzano esperienze passate ed elaborano nuove info.

2) sono schemi costituti da elementi del concetto di sé attivo ossia una parte di info

che verrà attivata e guiderà dei comportamenti in base a situazioni.

Per esempio: se sono ad una festa si attiverà il lato più socievole, se sto in ufficio si

attiverà il mio lato più serio.

Il concetto di sé operativo attiva e guida comportamenti in base a situazioni

contestuale ed individuali. Quest’ultimo dimostra che,se siamo soggetti a stimoli,

attiviamo un tratto importante al nostro concetto di sé in una situazione e non in

un'altra.

Per esempio: durante esperimento un mio collega se ne va : al cui __________ che

abbiamo altro da fare,in me invece si attiva un tratto del concetto di sé ossia il timore

che sia colpa mia. Ciò accade se non mi è chiaro del perché se ne vada, non da

spiegazioni; se la da una spiegazione non accade.

Concetti di sé:

1) Sé attuale

2) Sé ideale

3) Sé imperativo sé possibili

1) Chi crediamo di essere nel presente

2) Chi vorremmo essere nel futuro( pensieri,obiettivi,speranze,ideali) ci motivano a

lavorare per realizzare i nostri obiettivi. Ma in caso di fallimento,restiamo delusi

e depressi( bocciato ad esame)

3) Chi dobbiamo essere ed implica obblighi e criteri da soddisfare evita di incorrere

in errori ma fa venire ansia e ciò porrebbe non svolgere obblighi.

Aspetti del concetto sé:

1) Espliciti fanno parte di un unico sé ed

2) Impliciti agiscono insieme per guidare comportamenti emozionali,

pensieri.

1) Rappresentano aspetti del concetto di sé che sono consci,derivano da

ragionamenti : processi intenzionali controllabili.

2) Rappresentano aspetti del concetto di sé che sono inconsci,processi automatici:

processi non intenzionali ,non controllabili.

Autostima: valutazione del sé.

Il sé attuale,ideale, imperativo più componenti esplicite / implicite agiscono insieme

per influenzare la valutazione del sé ossia sull’autostima.

Autostima: valutazione (giudizio) globale di noi stessi, delle nostre qualità e valori.

Tramite essa diamo un giudizio su noi stessi. L’autostima può essere più forte in

alcuni campi rispetto ad altri : c’è chi dà più importanza all’aspetto fisico,chi

caratteriale, chi accademico ,religione e così via.

Per potenziare la nostra autostima:

1) Cercare di eccellere nei campi che preferiamo cosicchè la nostra autostima

possa aumentare.

2) Modificare l’importanza che diamo alle nostre contingenze : contingenze

estreme(aspetto fisico) siamo associate a più disagio rispetto alle contingenze

interiori( virtù).

3) Evitare di basare la nostra autostima su un unico campo: più sono i campi più la

nostra autostima affronterà le difficoltà che si presentano.

Tipi di autostima:

1) Positiva / negativa

2) A. di tratto e di stato

3) A. implicita / esplicita

1) Alta autostima: opinioni su noi stesse positive,sicuri di noi stessi, delle

qualità,intelligenza; negativa: bassa autostima,opinioni su noi stessi negative.

2) Insieme di opinioni generali di una persona. Resta stabile nella vita ma può

subire modifiche durante lo sviluppo: elevata infanzia,crolla nell’adolescenza;

risale in fase adulta; crolla di nuovo in anziani – nonostante la sua stabilità è

soggetta a cambiamenti dovuti a contesti / situazioni.

Autostima di stato: insieme di valutazioni ‘’variabili ‘’ in risposta ad esperienze

temporanee: successi , insuccessi,critiche,ecc. I giudizi di certi rendono la

nostra autostima bassa che al contesto. L’autostima instabile è fragile: tale

fragilità incide molto sulla persona sensibile che potrebbe reagire con

depressione,rabbia ed aggressività di fronte a persone o situazioni.

3 ) autostima esplicita: giudizi positivi / negativi su noi stessi sono consci.

Autostima implicita : giudizi positivi / negativi su noi stessi sono inconsci.

In alcuni individui ci può essere:

coerenza tra le autostime: sono persone che si sentono più sicure e non

assumono atteggiamenti di difesa.

Incoerenza tre l autostime: sono persone insicure e quindi assumono

atteggiamenti difensive per ridurre impatto sul sé da parte di feedback

negativi. Le misure per conoscere autostime implicite ossia opinioni che non

conosciamo:

1) Effetto nome -lettera : se associamo le lettere che preferiamo al nostro

nome, abbiamo un autostima implicita più elevata.

2) Test di associazioni implicita.

Cultura,genere ed aspetto neutrale.

Cultura: l’influenza culturale ha un impatto sul sé che esprime sé sociali differenziati e

questi a loro volta influenzano la percezione del mondo,le reazioni

emotive,motivazioni.

Sé indipendente: diffuso in Nord America ed Europa. Caratterizzato da: autonomie,

unicità,individualismo. Quindi individui enfatizzano tratti personali ( brillante). In

situazioni sociali,gli elementi di tali sé sono più coerenti. Tali individui con questo sé si

ritengono migliori della media e vivano illusioni di successo.

Sé interdipendenti: diffuso in paesi asiatici- Giapponesi. Caratterizzato da: armonia

relazionale, appartenenza di gruppi. Quindi essi si basano su relazioni sociali. Identità

di gruppo si descrivono se stessi. Gli elementi sono più incoerenti ma stabili in

situazioni sociali specifiche. Tali individui apprezzano più la modestia ed autocritiche.

Per esempio: Giapponesi ed Americani: nei primi c’è un sé interdipendente per cui

nella descrizione di sé stessi nei diversi contesti sociali sono più incoerenti ma più

stabili in situazioni sociali specifiche relazionandosi (relazioni madre- figlio) ; americani

invece più coerenti.

Genere.

Donna: sviluppano sé interdipendente più autostima legato ad esso ; alle donne si

insegna ad attribuire le qualità agli altri.

Uomini: sviluppano sé indipendente più autostima legato ad esso; a uomini si insegna

distinguersi da altri.

In cultura e genere ci sono comunque variabilità individuali e variabilità contestuali:

non esiste unicamente un sé interdipendente o dipendente: studi dimostrano che in

base a situazioni contestuali esistono individui che possono appartenere anche a due

culture diverse ( inglese ed italiano) ---- diventano esperti in entrambi ed alterano le

due culture per adattarsi alle esigenze situazionali: alteranza delle cornici culturali---

adattamento del sé alle situazioni.

Aspetto neurale.

Non esiste un'unica area neurale – cerebrale riservata al sé in cui si sviluppano

processi attraverso i quali le persone contengono rappresentazione di se stessi ed in

cui si sviluppa un sé unitario. Ma vi sono più processi indipendenti che si correlano tra

loro e si produce il sé. Le tecniche utilizzate per avere info sul sé ossia quelli aree del

cervello sviluppano il sé sono:

1) Neuroimmaging

2) Immaging :

- Soggetti malati con lesioni

- Soggetti sani

Studi inizialmente dimostrano che un area cerebrale detta corteccia prefrontale

mediale fosse è l’area del cervello del sé in cui creano elaborati.

Informazioni autoriferenziali

Informazioni autodescrittive

Successivamente fu dimostrato che tale area non era l’unica. Il sé poteva essere il

prodotto tra due processi:

processo motorio( proprie azioni)__conseguenze sensoriali (effetti che

sperimentiamo nel mondo sociale ciò fu dimostrato considerando il SENSO DI

AGENCY: capacità di intervenire nella realtà quindi agire è,dalle nostre azioni,avere

effetti conseguenze. William James introdusse tale concetto per dimostrare come

due processi indipendenti correlati tra loro potessero generare il sé.

Motivazioni per conoscere noi stessi.

In genere le persone sono motivate e desiderano conoscere le info del proprio sé

ossia conoscere sé stessi. Ma è sicuro che desiderano conoscere tutta la verità ?

lati positivi e negativi?

Alcuni studi dimostrano che desideriamo conoscere lati e qualità positivi e negativi

di noi; altri studi dimostrano che accettiamo di conoscere lati positivi ma neghiamo

quelli negativi.

Autoaccrescimento e strategie.

Autoaccrescimento: processo mentale che rappresenta il desiderio di conoscere lati

postivi e negare quelli negativi. In questo modo proteggiamo la nostra autostima

che nasce da esigenza di individui di vedersi in una luce positiva ed evitare eventi

sfavorevoli( autostima).

Strategie di autoaccrescimento.

1) Illusioni di superiorità: rappresentano immagini irrealisticamente positive del sé

che noi attribuiamo quando ci riteniamo superiori alla media( tipico delle

persone) e poi utilizziamo aspetti negativi ed altri.

Per esempio: attraverso un programma detto Morphing,sperimentatori resero

più attraenti i volti di persone fotografate. Si notò che le persone identificarono

velocemente il proprio volto ‘’modificato’’ rispetto a quello reale. Le illusioni

riguardano anche : ottimismo irrealistico, aspettative eccessivamente positive

sul nostro futuro e che le opinioni di altre persone siano simili alla nostra più di

quanto non lo siamo nella realtà quest’utimo punto è detto effetto del falso

consenso.

2) Illusioni di oggettività : rappresentano illusioni che si creano quando elaboriamo

info e le selezioniamo combinando tra loro info che confermano i nostri desideri

e favoriscono l’immagine del nostro sé : consideriamo le info favorevoli e le

selezioniamo rispetto a quelle negative; accettiamo i feedback positivi che

riceviamo e più rapidamente riconosciamo eventi in cui tali info

positive( estroversione) si sono manifestate; viceversa per i feedback negativi:

tendiamo al bias al servizio del sé che è l’errore che si commette quando

attribuiamo i successi a noi stessi ed insuccessi ad altri a cause esterne ( cattiva

sorte). Alla fine cambiamo tutte le info raccolte in un resoconto coerente.

3) Autopresentazione :il processo di auto accrescimento non è solo un processo

che avviene nella nostra mente ( come abbiamo visto) ma anche nel ambito

sociale. Nelle interazioni con altre persone nella vita quotidiana adattiamo una

strategia detta ‘’ autopresentazione ‘’ : trasmettere ad altri immagini del sé

positivo sono :

lusinga: per ingraziare gli altri

supplica: apparire inermi per avere aiuto

mostrare doti: vestirsi bene, sorridere sempre, raccontare successi : modi più

espliciti e diretti.

Coprire difetti: per nascondere le nostre incapacità troviamo scuse.

Un'altra strategia in ambito sociale:

- Self – handicapping: creiamo noi stessi un impedimento per sabotare la nostra

prestazione e garantire un interpretazione positiva a precisare ad esito. Forme

di self handicapping sono : alcol / droghe; ansia da prestazione; tendenza a

procrastinare. Tale stati impediscono di scoprire davvero le nostre qualità e

successi. Non sempre in ambito sociale il nostro auto elogiarsi è

positivo,porebbe indispettire: adottiamo tattiche per nascondere le nostre

intenzioni ma salvaguardare la nostra autostima: la strategia più comune è

detta BIRGLING: consolidare legami con persone di successo, indossare ad

esempio la maglietta del nostro attore preferito, etc. Ma dobbiamo stare attenti

ad amici con i quali interagiremo anche in futuro e potranno essere presenti

quando rivendicheremo noi stessi.

Autoaccrescimento:

1) Implicito : siamo spesso inconsapevoli che il nostro pensiero sia soggetto a

strategie di auto accrescimento in quanto esse sono guidate da motivazioni

inconsce, specie affettive; il feedback affettivo geniale strategie spesso in

modo inconsapevole. Per esempio: errore imbarazzante porta ad una

reazione emotiva di abbattimento; esso stimola la strategia di auto

accrescimento ricercando giustificazioni per avviare al nostro sbaglio.

Egostimo implicito: tendenza a guardare verso persone ,come luoghi che

somigliano al nostro sé ; vediamo più positivamente oggetti utili nel

quotidiano ( fame,bicchieri) ; persone che condividono il compleanno etc.

2) Si riferisce alle due culture diverse in relazione ai diversi sé ed all’auto

accrescimento:

cultura occidentale: enfatizza valori individuali (espressione di sé, libertà

personale); sviluppa un sé indipendente; auto accrescimento più elevato

grazie ad auto descrizioni maggiori. Tale cultura ‘’gonfia’’. I tratti individuali

che denotano indipendenza, unicità,ecc. autostima più elevata : sé positivo

come considerazioni.

Cultura orientale: enfatizza valori collettivisti ( relazioni in gruppi,

intergruppi) ; sviluppano un sé interdipendente ; auto accrescimento meno

elevato dovuto ad autodescrizioni meno accentuate dovute alla modestia.

Tale cultura ‘’ gonfia’’ i tratti collettivi in termini di relazioni sociali( rispetto,

lealtà, conformità) autostima meno elevata: sé negativo; autocritica che può

portare gli asiatici a sviluppare paradossalmente più immagini positive verso

il sé anche se hanno commentato negativamente il sé.

La maggioranza di persone ha visioni positive del proprio sé ed una minoranza hanno

visione negativa. La stabilità del sé è correlata alla percezione del mondo che abbiamo

come coerente e significativo: il desiderio di stabilità e coerenza da origine

all’autoconferma: motivazioni che ci incoraggia a verificare le nostre comunicazioni

anche quelle più nascoste. Tali motivazione è legato anche all’automotivazioni: auto

accrescimento.

L’autoconferma guida le persone a mantenere visioni stabili nel proprio sé anche

quando esse sono negative e dannose: partecipanti scelgono il partener che ha

espresso valutazioni positive verso di loro ma qualcuno sceglie partner che ha

espresso valutazioni negative: accogliamo con sofferenza tale feedback negativo

perché anche a loro fa piacere essere apprezzati ma i partecipanti con visione di sé

negativo si sentono più compresi dal partener che ha espresso valutazione sfavorevole

anzicché chi ha espresso pareri favorevoli. Ma ciò accade quando: persone hanno il

tempo per riflettere sulle loro decisioni altrimenti a tutti fa più piacere il feedback

positivo. Chi ha visione di sé negativo è più propenso ad auto accrescimento ma fanno

più sforzo di autoconferma.

Pro e contro dell’autostima.

L’auto accrescimento alimenta l’autostima ma abbiamo pro e contro per un elevata

autostima:

pro : elevata autostima.

- Conseguenze positive: soggetti a critiche, pregiudizi, ___________ reagiscono con

comportamenti rabbiosi ed incontrollati.

Esempio: narcisista: mostra immagine di sé in modo esagerato; ama

glorificarsi,sentirsi ammirato,grandiosità ma entra in competizione con altri

sminuendo ( mancanza di empatia) . il narcisista è patologico . autostima fragile

e non patologico. Inizialmente in un gruppo è ammirato come un leader. Ma

dopo si scopre chi sia ed è criticato. Studi dimostrano: alla base di autostima vi

sono sentimenti di inadeguatezza e svalutazione, per cui anche se mostrano

immagine grandiosa, dentro in profondità soffrano e reagisce se è minacciato.

Contro : modesta autostima.

Presenta vantaggi ma se è eccessivamente modeste è negativa come essere tali ad un

colloqui di lavoro o denotare motivi quando un collega è bocciato all’esame.

L’autostima giusta deve essere un elevata autostima ma genuina (autentica) ossia

deve derivare da soddisfazioni personali e non dipendere da fatti esterni e non deve

applicarsi solo su se stesso ma entrare in relazione personali ed autonomia.

Teorie:

1) Del sociometro: secondo la teoria i sentimento di autostima agiscono come in

sociometro ossia una sorta di barometro sociale che ci aiuta a tenere nel

gruppo, i sentimenti di autostima sono positivi e manteniamo status sociale; se

ci sentiamo rifiutati,la nostra autostima crolla e cercheremo di recuperare il

nostro status sociale attraverso comportamenti per l’auto accrescimento del sé.

Studi dimostrano che l’esclusione sociale non ha un impatto negativo

sull’autostima ma su due fattori:

- Autoregolazione

- Riduzione comportamento prosociale.

2) Della gestione del terrore: secondo tale teoria individui tendono all’auto

accrescimento per tenere sotto controllo le nostre paure più profonde. Avere

quindi un ‘immagine di sé positiva porta a tali conseguenze:

- Rafforzare il proprio sé in modo positivo riduce l’ansia della morte e ci aiuta ad

eliminare tali pensiero della nostra mente.

- Incoraggiare il pensiero delle morte incrementa l’auto accrescimento : ricordare

agli individui la morte porta a conseguenze:

1) Aumenta la preoccupazione esistenziale ed incoraggia i rischi come la guida

2) Aumenta il pensiero di beni materiali ( status symbol)

3) Negare al di là porta ad una salienza della mortalità quando si ricorda la

morte e viceversa.

Funzioni del sé.

Il sé è un agente attivo e la riflessione su di esso ha varie funzioni:

incoraggia a meditare su:

Obiettivi

 Aspirazioni

Guida e pianifica il nostro comportamento efficacemente.

Teoria dell’autoconsapevolezza.

Autoconsapevolezza privata: focalizza su aspetti interni e privati del sé

Autoconsapevolezza pubblica: focalizza su aspetti pubblichi del sé.

La focalizzazione sul sé motiva gli individui a valutare se il proprio comportamento sia

in linea con le norme di condotta. Se non lo è , individui operano modifiche quando

focalizzano il sé, monitoriamo più da vicino i nostri comportamenti.

La focalizzazione del sé è guardare la propria immagine nello specchio; ascoltare la

propria voce; sentire il proprio nome. Aumenta in situazioni pubbliche.

Induce le persone ad impegnarsi in compiti più difficili specie se pongono attenzione

alle proprie prestazioni (incremento abilità). Incoraggia a presta assistenza a chi

chiede aiuto ed a sopprimere stereotipi se è necessario(incremento stati affettivi), più

aderenza a standard personali di comportamento.

La focalizzazione è correlata all’autoefficacia: convenzioni relazioni alle proprie

capacità di agire in certe circostanze per ottenere certi obiettivi se autoefficacia è alta,

ci sentiamo di poter essere capaci di prendere voti in matematica ;se autoefficacia è

bassa: ci sentiremo incapaci e dedicheremo meno tempo a tale materia.

Conseguenza di autoefficacia pubblica: aderenza standard sociali di comportamenti.

Preoccupazioni e valutazioni di perdite temporali di autostima.

Teoria dell’autoregolazione.

Autoregolazione: ‘’controllo del sé esercitato dal sé. È strettamente legato al focus

attentivo. È un processo che avviene attraverso il monitoraggio dei comportamenti e

ci aiuta per seguire obiettivi e da guidare i comportamenti rispettando le norme e, nel

caso, fare cambiamento se si trasgredisce.

Modello TOTE( TEXT OPERATE TEXT EXIT) : sistema cibermetico che aiuta a

comprendere l’autoregolazione ; un tipico sistema cib. È il termostato: regola la

temperatura ad un certo orario in cui sia acceso e si spegne automaticamente specie

se la temperatura della stanza si allontana dal valore prefissato.

Il tote è spiegato così:

1) Text: confronti i comportamenti ad uno standard per esempio generosità : mi

domanda se sono stato generoso con amici. Se non è così subentra :

2) Operate: prendo provvedimenti per esempio organizzo feste per amici

3) Text: ulteriore test per verificare se lo standard generosità è stato raggiunto. Se

non fosse così perché non bastano materiali per essere generosi, di nuovo

‘’operate’’ per provvedimenti a questo punto dedico più tempo ad amici ma una

volta che stend è raggiunto avviene ultima fase

4) Exit: il sistema esce dal circuito tote.

Si nuotano i due fattori fondamentali per l’autoregolazione :

- Standard

- Monitoraggio

- Potenza

Adottare STANDARD rappresentano i nostri obiettivi personali, norme sociali,

aspettative altri a cui ci rifacciamo per fare un confronto con comportamenti. Gli

standard operano su 4 livelli dal più alto al più basso:

1) Livello CONCETTI: caratteristiche personali che vorrebbero avere per esempio:

generosi,responsabili etc.

2) Livello PRINCIPI: aspirazioni comportamentali per diventare chi desidero ossia

comportamenti che devo avere per esempio generosi, ad esempio condividere ciò

che ho con altri. Sono generali,globali.

3) Livello PROGRAMMI: comportamenti più specifici per esempio per essere generosi

faccio una donazione o mancia a cameriere.

4) Livello SEQUENZE: sequenze motorie automatiche che portano ad un

comportamento: per esempio per lasciare mancia,apro portafoglio,caccio i soldi,do

i soldi ecc.

Obiettivi astratti più comportamento: pensiamo ai nostri traguardi futuri

posticipando una gratificazione immediata per avere un di più dopo---tali individui

hanno alta autoregolazione.

Obiettivi concreti più comportamenti: pensiamo a traguardi immediati e

concreti,bassa autoregolazione.

5) Monitoraggio: monitorare la relazione comportamento più standard: per

valutare come il sé sia rispetto allo standard utilizziamo l’autoconsapevolezza:

più si ha attenzione sul sé più si tende a monitorare la relazione

comportamentale e standard.

Potenza dell’autoregolazione.

L’autoregolazione è analoga ad un muscolo che dispone di risorse di energia limitate;

un uso prolungato può esibire tali risorse. Capita quando si è sottoposti a compiti

pesanti: se sono a dieta e devo esaurire tali mie espressioni facciali davanti un film,

l’autoregolazione cala. Ci sono due ipotesi dimostrativi per spiegare ciò che

compromette l’autoregolazione:

1) Indebolimento dell’IO: molti asseriscono che quanto più gli individui monitorano

le loro azioni, tanto più la capacità di autoregolazione aumenta.

2) Processo di adattamento: altri asseriscono, invece, che quanto più il compito è

difficile e dura di più nel tempo, tanto più l’autoregolazione può aumentare. Ciò

è possibile solo se riusciamo ad adattarci alla situazione; in caso contrario

l’autoregolazione è compromessa: se sono a dieta ed offrono snack, se la prima

volta resisto, poi mi adatto a autoregolazione aumenta.

Da qui si evincono i due lati dell’autoregolazione:

1) Lato positivo: per seguire obiettivi: risultati scolastici, diminuzione di alcol

-droghe ecc.

2) Lato negativo: svantaggi possiamo avere: autoregolazione è negativa quando si

è sottoposti a pressioni eccessive che ostacolano compiti che normalmente

saremo in grado di eseguire. Per esempio calciatori: capaci di rigore, le

prestazioni diminuiscano perché la focalizzazione del sé è proprio elevata,c’è un

controllo grande sui comportamenti e ciò compromette la procedura dei calci di

rigore la cui sequenza è veloce.

Autoregolazione è negativa quando suscita e mantiene emozioni negative in caso

di fallimenti visto che ci si concentra troppo sui propri limiti. Per evitare ciò bisogna

evitare obiettivi che sembrerebbero irrealistici per evitare fallimenti ecc.

Gli svantaggi inducano le persone ad evitare stati di autoconsapevolezza e ridurla

adattando comportamenti come: abuso di alcol, comportamenti

autodistruttivi,alimentazione corretta (mangiare sbafo durante la dieta),suicidio.

Teoria dell’autoderminazione.

Secondo tale teoria, per avviare agli svantaggi dell’autoregolazione, si adatta

un’autoregolazione autonoma ossia obiettivi intrinseci (crescita personale – relazioni

interpersonali). Se l’autoregolazione autonoma è scelta liberamente, essa mantiene ed

aumenta le energie di individui; se invece l’autoregolazione è motivata da pressione

esterna come di altre persone, si rischi che le risorse energetiche di individui siano

esaurite perché i desideri di certi individui entrano in contraddizione con le nostre e

creano conflitti psicologici. Per esempio fine settimana siamo liberi per cui ricarichiamo

le energie come giocare e videogiocare.

Sé stabile e cambiamenti.

Il sé normalmente è stabile ma può subire dei cambiamenti :gli aggiustamenti del se

quando interagiamo con gli altri che ci influenzano e noi influenziamo loro con le

nostre azioni: il sé è quindi anche un prodotto sociale; il nostro sé incontra altri sé e

nasce un nuovo sé che avrà una nuova immagine che dobbiamo accettare.

Juann e la negazione identitaria.

Interazione con altri porta ad un complesso negoziato e tale compromesso permette

gli aggiustamenti del nostro sé. I processi attraverso cui avvengono aggiustamenti:

1) Dobbiamo modificare il nostro cambiamento

2) Anche altri si devono comportare in modo diverso

3) Dobbiamo accettare la nostra nuova immagina del sé

L’ambiente sociale comporta un cambiamento del sé ed anche del comportamento

rispetto ad un ambiente privato: partecipanti devono descriversi come estroversi o

introversi pubblicamente e privatamente; chi si è descritto davanti ad un pubblico lo

farà in modo convinto anche dopo che si arriverà con lista di aggettivi: coerenza tra

autopresentazione (estroverso – introverso)e descrizioni successive ( lista aggettivi)

;chi lo ha fatto privatamente è di meno. Lo stesso vale per comportamento: chi si è

descritto come estroverso sarà più tendente a sedersi vicino ad uno sconosciuto,

continuare per l’individuo oltre tali processi abbiamo i processi internalizzazione :

osserviamo il nostro comportamento e ci accertiamo che rifletterà l’immagine del sé.

Ci immedisiamo totalmente nel ruolo che interprendiamo e ci immaginiamo ad essere

coerenti con comportamenti futuri uguali al presente. Se ci sarà discrepanza tra diversi

comportamenti o atteggiamenti comportamentali: discrepanza cognitiva. Tale

processo fa diventare permanente il nuovo sé perché lo accettiamo e dopo lo

integriamo nella nostra storia; ciò dimostra che il sé è :

- Costruito

- Mantenuto ( stabilità)

- Modificato( cambiamento – società)

(SCHEMA) 1.

Persuasione ( strategie cambiamento atteggiamenti – comportamenti).

Persuasione: strategie che utilizza come mezzo la ‘’ comunicazione di un messaggio

da emittente a ricevente per apportare cambiamenti in comportamenti, atteggiamenti

e credenze.

Università di Yale: gruppo di persone, organizzate da Carl Hovland, organizzò studi

sulla persuasione : come persone erano influenzate e come reagivano alla

persuasione. Tale gruppo si organizzò dopo la seconda guerra mondiale ma già

durante la guerra quando esercito americano adattò nuove strategie contro il nemico.

Programma di studi università di Yale:analizza:(chi dice cosa a chi):

chi: rappresenta caratteristiche della fonte del messaggio

cosa: rappresenta caratteristiche del messaggio

a chi: rappresenta caratteristiche del ricevente( natura del problema)

secondo l’università di Yale ed il programma ,la comunicazione persuasiva avviene in

tre fasi:

emittente ----- messaggio ------- ricevente (ruolo passivo)

ruolo attivo.

Prima fase: attenzione

Seconda fase: comprensione

Terza fase: accettazione della conlcusione( accordo) ---- apprendimento del msg ----

persuasione

Teoria dell’elaborazione sistematica.

La teoria della persuasione consideravano l’elaborazione sistematica, degli argomenti

contenuti nella comunicazione persuasiva, da parte del ricevente affinché poteva

avvenire un cambiamento negli atteggiamenti.

Teorie più importanti:

1) Modello dell’elaborazione dell’influenza

2) Modello della risposta cognitiva

1)secondo McGuire,il processo persuasivo(innato) è prodotto in 5 fasi:

Attenzione

 Comprensione contenuti

 Accettazione

 Memorizzazione (ritenzione)

 Comportamenti

Affinchè la comunicazione persuasiva sia efficacia, è necessario che tutte devono

essere valide: nessuna disatenzione,mancata comprensione,accettazione,

memorizzazione e comportamenti. Per semplificare,tale modello si riduce solo a due

passaggi:

1) Primo passaggio: attenzione più comprensione

2) Secondo passaggio: accettazione più ritenzione

Secondo McGuire ,il cambiamento poteva avvenire tramite la reazione del messaggio

che il ricevente comprende e ricorda i contenuti del messaggio. Ma in realtà non vi è

una correlazione tra i ricordi di argomentazione persuasiva e cambiamento di

atteggiamento,comportamenti ecco che subentra il secondo modello:

università di oblio: secondo ricercatori non sono le argomentazioni persuasive

contente del messaggio ad apportare ad un cambiamento ma i pensieri – risposte

cognitive del ricevente quando ricevere il messaggio. Il ricevente qui non ha più un

ruolo passivo come per McGuire. Il ricevente attivamente anticipa,riceve e riflette sul

argomentazioni ed in base alle sue conoscenze formula pensieri auto- prodotti:

- Pensieri favorevoli: verso argomenti del messaggio, se messaggio riesce ad

essere persuasivo

- Pensieri non favorevoli: verso argomenti del messaggio ,se esso non è

persuasivo

- Pensieri favorevoli: determinano la direzione di atteggiamenti verso la direzione

auspicata.

- Pensieri non favorevoli: determinano la direzione contraria ed punteggio sarà

immutato.

Messaggio persuasivo Risposte cognitive Atteggiamento

Argomenti forti Pensieri principalmente a Cambiamento( direzione

favore auspicata)

Argomenti deboli Pensieri, principalmente Assenza di

centrali cambiamento(direzione

contraria).

Impatto della distrazione: su cambi di atteggiamenti:

1) La distrazione,durante l’ascolto di una comunicazione,danneggia la ricezione

quindi danneggia la persuasione.

2) La distrazione diminuisce la capacità di formare pensieri(risposta conferita)

quindi aumenta la depressione.

3) La distrazione:

- Aumenta: persuasione se pensieri dominanti sono favorevoli all’argomentazione

- Diminuisce: persuasione se pensieri dominanti sono contrari

all’argomentazione.

4)più la distrazione cresce più aumenta la persuasione di messaggi con argomenti

deboli e diminuisce la persuasione di messaggi con argomenti forti.

Modello della probabilità di elaborazione Cacioppo -Petty.

Quando le persone sono soggette ad una comunicazione di un messaggio persuasivo

devono decidere se accettare o meno le argomentazioni insieme contenuto. Si parla di

ELABORAZIONE : grado in cui una persona riflette su argomenti nel messaggio’’. La

valutazione è raggiunta attraverso due vie :

1) Via centra della persuasione

2) Via periferica della persuasione

1)via centrale (elaborazione sistematica) : seguiremo tale via se abbiamo tali fattori:

- motivazione

-Abilità di elaborazione alta

Se persone sono motivate ossia argomenti del messaggio sono importanti e se hanno

l’abilità di elaborare ossia conoscenze di base e/o relative al problema e tempo

sufficiente,avremo cambiamenti di atteggiamenti tramite un elaborazione sistematica.

Motivazione più abilità------modalità elaborazione ---- argomenti msg ---- risposte

convinte--- atteggiamento

Alta --------------------------------via centrale : argomenti forti(pensieri principi positivi)----

cambiamento ,argomenti deboli(pensieri principi negativi)---nessun cambiamento.

2)via periferica ( elaborazione euristica,condizionamento classico, semplice

esposizione) ---- seguiremo tale via se abbiamo:

- motivazione e abilità bassa

L’elaborazione euristica è un processo cognitivo alla cui base abbiamo delle regole

apprese da esperienze precedenti: per esempio: mi posso fidare degli esperti -----

precedentemente ho appreso che esperti ne sanno più di noi. In questo caso se la

motivazione è bassa,cos’ come l’abilità ,elaboro attraverso un processo periferico

(posso fidarmi esperti) allora avremo un cambiamento di atteggiamenti; se indizi sono

negativi(non posso fidarmi di esperti ),allora non avverrà alcun cambiamento.

Via centrale: porta a formazione o cambiamenti di atteggiamenti forti---- persuasione

nel tempo, resistenti a contro argomentazioni, generando comportamento.

Via periferica: porta a formazione o cambiamenti di atteggiamenti deboli--- non

persuasivo.

Valutazione elaborazione:

1) Lista dei pensieri

2) Qualità di argomenti (forti e deboli)

Sono tecniche servono per capire quanto individui si impegnano ad elaborare.

1) Tecnica che suddivide pensieri positivi e negativi: facendo rapporto tra pensieri

favorevoli e numero totale di pensieri rilevanti, tale elenco dovrebbe essere

significativo in un processo di elaborazione sistematica(via centrale) ma non in

quello periferico.

In via centrale: pensieri positivi(cambiamento) e negativi(assenza

cambiamento)

2) Argomenti forti: pensieri forti( cambiamento) e deboli ( assenza cambiamento).

Variabili che influenzano:

- Abilità di elaborazione( 1)

- Motivazione(2)

1) Sono la distrazione e la ripetizione del messaggio. La prima riduce abilità e le

capacità di elaborazione. La seconda invece dipende da quanto siano ripetuti i

messaggi:

- Ripetizioni moderate: favoriscono l’abilità ed il cambiamento di atteggiamento

quando argomentazioni del msg sono forti e riducono cambiamenti se gli

argomenti sono deboli.

- Ripetizioni continue: diventano noiosi --- riducono cambiamenti.

2) E la rilevanza personale delle comunicazione: se percepiamo la comunicazione

ricevente, siamo più motivati a valutare argomenti in essa contenuti.

Elaborazione.

Grado con cui individui analizzano argomenti di un messaggio.

È influenzato da:

1) Differenze individuali: in relazione alla motivazione delle persone a riflettere

sulle comunicazioni: abbiamo due variabili:

- Bisogno di cognizione: predilezione di persone nel valutare argomenti dal punto

di vista cognitiva specie compiti impegnativi e quindi cambieranno

atteggiamenti sulla base di argomenti contenuti in messaggio. Il bisogno di

cognizione è quindi la tendenza di individui ad apprezzare prove cognitive

impegnative. Chi ha alto bisogno di cognizione quando affrontano messaggio, le

persone si cimentano più in riflessione sui contenuti.

- Bisogno di chiusura cognitiva: esigenza di ottenere una risposta cognitiva

definita riguardo una questione, così si elimina confusione ed ambiguità. Una

volta ottenuta tale risposta le persone saranno più predisposte a resistere al

cambiamento e quindi non si applicano più ad elaborare info.

2) Ruolo delle variabili nell’influenza la persuasione.

Le variabili periferiche : credibilità mittente e umore. Abbiamo tre livelli di

elaborazione:

- Basso livello: variabile influenzerà la persuasione attraverso processi euristici

- Medio livello: variabile influenzerà la persuasione estendendo l’elaborazione

- Alto livello: variabile non ha impatto o distorcere l’elaborazione

Umore.

INFLUENZA SOCIALE.

- Fonte

- Bersaglio

Possono verificarsi :

1) Bersaglio cambia il suo cambiamento i suo pensieri e sentimenti per essere

vicina a fonte

2) Influenza ottiene effetto boomerang ossia ottiene risposte al contrario, bersaglio

porta info

3) Bersaglio influenza funge da freno: bersaglio è un mito e non riesce ad essere

sé stesso.

È presente in ogni ambito della vita sociale: ‘’ essa comporta una modifica dei

pensieri,comportamenti ed emozioni di individui o gruppi ponendo sotto l’influenza

(presenza) ‘’effettiva o simbolica’’ di certi individui o gruppi.

Tipi di influenza.

Influenza della maggioranza.

‘’ Fenomeno che avviene quando l’individui è sotto l’influenza delle maggioranza e

deve ‘’conformarsi ‘’ ad essa per non essere giudicata negativamente ‘’. Essa genera il

conformismo. Quando individui sono ingruppo, possono accadere due cose:

1) Le idee sono concordi

2) Le idee sono diverse e maggioranza vince

Nel secondo caso l’individuo o si conforma e perde la sua ‘’unicità’’ oppure resta delle

sue idee affrontando.

Studi su influenza sociale delle maggioranze.

i ricercatori che fecero esperimenti:

1) Asch: conformismo---- conformità delle parole.

L’esperimento famoso: Asticelle ---il tipo di conformità è basato su ‘’giudizi’’ dati ad

alta voce.

2) Scherif: conformismo---- formazione norme--- effetto autocinetico.

Voleva studiare la vita sociale nei momenti di ‘’ambiguità’’,instabilità e come gli

individui si comportano dinanzi a tali situazioni ambigue. In tali situazioni ambigue è

necessario che si formino delle norme sociale condivise alle quali gli individui si

‘’conformano’’ per avere un comportamento di tutti allo stesso modo.

Scherif per poter spiegare il comportamento individuale e di gruppo di fronte a

situazioni instabili e la successiva formazione di norma sociale per regolare il

comportamento fa un esperimento basato su un effetto detto effetto autocinetico:

effetto che viene prodotto nelle situazioni ambigue in cui l’individuo si trova e che può

spiegare i comportamenti di individui.

Nell’esperimento crea una condizione ambigua percettiva: ponendo individui in stanza

buia,si fa vedere loro un puntino luminoso su schermo bianco e lo devono guardare.

Ad un certo punto si ha l’impressione che si muova ed tale movimento è suggestivo.

La percezione visiva è ambigua,non vi è alcun punto di riferimento a cui riferirsi.

Quando le persone si trovano in tali situazioni ambigue, tendono a ‘’conformarsi’’ agli

altri, adottano stessi comportamenti o si adeguano in modo inconsapevole. Il tipo di

influenza che si crea tra persone è l’influenza informativa ( vedi dopo), in quanto

ognuno tende ad altri come fonte d’info per giungere a delle risposte insieme ad altre

persone --- conformismo più influenza informativa- ecco che qui si forma la ‘’ norme

percettive di gruppo ‘’ ossia quando le persone non sono solo ma in gruppo; se fossero

sole si formerebbe la norma specifica.

Nell’esperimento abbiamo tre condizioni :

1) Situazioni individuale: individuono da solo in situazione ambigue fissa un campo

di variazione percettiva e norme specifica.

2) Situazione individuale seguita da situazioni di gruppo: ogni individuo , che ha

fissato i campi di variazione,tende ad appoggiare a gruppo facendo convergere

tali campi verso una situazioni di gruppo (norma di gruppo: è la norma più

fattibile che indica due che abbiamo trattato).

3) Situazioni di gruppo: seguito da situazione individuale: la norma di gruppo

dell’interazione tra le persone: quando le persone si riuniscono in gruppo, hanno

tutti i pensieri di versi e cercano di accordarsi e trova una posizione intermedia:

rappresentano un ‘’ comportamento’’ tra le posizioni intenzioni delle persone.

Tale posizioni è moderata è si basa vari fattori:

1) Fattore motivazionale: il motivo è quello di salvaguardare la relazione tra loro e

quindi reciprocamente collaboriamo per trovare un compromesso.

2) Fattore cognitivo :gli altri avevano delle opinioni che rappresentano per noi

punti di ferimento.

Polarizzazione: di Moscovici; consiste nella propensione di un gruppo verso una

determinata ‘’posizione’’ decisione ,identità più estrema dopo aver discusso tra loro.

Le opinioni private.

I motivati sono:

confronto sociale: confronto tra persone che vogliamo sentirsi migliori e supere gli altri

---- effetto primus inter partes se ognuno nel gruppo è motivato a essere migliori,il

risultato sarà quello di porre l’attenzione a chi avrà successo e consensi.

Argomentazione persuasiva: è un argomentazione a favore della posizione che un

membro assume è tale argomentazione emergerà dal gruppo e rafforzerà le persone

che ha assunto la posizione, gli farà sentire di aver ragione e ciò rafforzerà se stessa.

La posizione che assume la persona sarà assunta quando egli prenderà una decisione

influenzato da info di altre persone( influenza informativa).

Norme specifica: impatto norme sociali: sono ‘’regole standard’’ sistemi di credenze

che tutti comprendono,guidano come comportamenti in modo legittimo; riducono

incertezze; coordinano i comportamenti individuali.

3) MILGRAM:CONFORMISMO: ‘’CONFORMITA’ DELLE AZIONI’’.

Fece esperimento che dimostrò che individui si conformano ad altri anche con le

azioni, comportamenti specie violenti.

Esperimento: un individuo infliggeva scosse sempre più forti quando un gruppo

(complici sperimentatore) richiedeva di aumentare le scosse.

4) R.Crtuhfield: conformismo --- ‘’tecnica diversa’’.

Studiò conformismo in modo diverso da altri in quanto permise non solo di non

utilizzare più collaboratori ma esamina anche più di un partecipante alla volta. Tali

partecipanti erano sottoposti ad influenza della maggioranza in tale modo: posti in

cabine separate,non potevano parlare ma dar un giudizio su segnale luminoso inviato

su schermo con bastoncini numerati. Potevano vedere tra di loro le risposte delle

maggioranze di giudizi erronei i quali erano inviati da sperimentatore stesso ed uguali

per tutti.

ASPETTI DELL’INFLUENZA DELLA MAGGIORANZA.

Deutch e Gerard distinguono due aspetti:

1) Influenza normativa: ha luogo quando le persone si conformano alle aspettative

positive di altri e quindi evitare di comportarsi in modo da avere punizioni.

Scopo: condurre a mantenere relazioni soddisfacenti con altri,essere accettate

ed evitare punizioni.

Agisce in seguito ad un pressione sociale da parte di altri individui del gruppo che

hanno delle aspettative verso le persone e della tecnica a compiacere il suo gruppo

che si aspetto un certo comportamento, anche se è violento( per esempio scosse). La

pressione sociale tende a spingere l’individuo a raggiungere il massimo vantaggio dal

rapporto che si crea con altri e compiacere. Tali influenza è più forte di quella

informativa, specie in situazione di gruppo; diminuisce,invece, in situazioni individuali

o in aggressioni di anonimato in cui l’individuo non è visto da altri.

L’individuo, solo psicologia sociale, può accettare o meno tale pressione. Quando

accetta ( accettazione pubblica) , e non è detto che esse coincidono con i pensieri

privati di persone( accettazione private). L’individuo accetta tale influenza per un

motivo: la compiacenza. Ma non è detto che pensiero sociale coincidono con pensiero

privato(contenuti personali di individui sottoposto a influenza). Abbiamo 4 casi di

rapporto tra influenze sociali e private:

1) Compiacenza ed accettazione

2) Compiacenza e non accettazione

3) Non compiacenza ed accettazione

4) Non compiacenza e non accettazione

Combinazioni fatte da studi Allen.

2)influenza informativa.: in situazioni ambigue,incerte,implica l’accettare info prese da

due persone come prove della realtà. Scopo: formare giudizi accurati e validi per vitare

errori.

Agisce in seguito a situazioni di incertezza che spinge l’individuo ‘’isolato’’ ad

accettare info di altri che vede come prove certe della realtà. Egli desidera far la cosa

giusta e desidera che altri lo aiutano.

Esempio: se ritrova in una popolazione di cui non conosco usi e costumi, tendono ad

osservare comportamenti di individui ed attingo info per sapere come muovermi. Le

due influenze normalmente agiscono insieme e certe volte aumentano o diminuiscono

a seconda delle situazioni.

Conseguenze dell’influenza sociale.

L’influenza sociale porta a:

- Conformismo:

1) Delle parole ( giudizi/ opinioni)

2) Delle azioni( comportamenti)

- Compiacenza

- Modo di ragionare: problemi complessi più convergenza cognitiva nei problemi

complessi in cui bisogna trovare le soluzioni,gli individui affrontano i problemi, in

presenza di una maggioranza,ponendosi nella stessa ‘’prospettiva’’ della

maggioranza. Tale fenomeno è detto ‘’ convergenza cognitiva’’ . Di

conseguenze gli individui considerano due versioni:

1) Adottare ad idee della maggioranza

2) Rifiutare le idee della maggioranza

La convergenza: migliora le prestazioni di individui in compiti complessi quando sono

esposti a moltitudini di info e riducono comportamenti; inibisce le prestazioni in

compiti quando si richiede di prendere in considerazioni moltissime info o immagine

proposte alternative.

Motivi di influenza sociale maggioranza.

I motivi per i quali si cede all’influenza sociale e ci si conforma sono stati scoperti da

Asch durante il suo esperimento. I punti sono:

1) Cedere a influenza sociale maggiore:

Deformazione percettiva: percepire in modo diverso le linee e si deforma la

 realtà.

Deformazione del giudizio: diamo un giudizio ma abbiamo una grande

 insicurezza rispetto ad essa.

Enorme bisogno di non sembrare diversi: ciò spinge ad annullarsi

 completamente senza capire se si è nel giusto oppure no.

2) Conformarsi: nasce dall’idea che sia meno esperta della maggioranza.

Accettazione :accetto l’influenza di maggioranza che persiste nel tempo per

 tali motivi:

- Ci si sente meno esperti della fonte o insicuri del compito ambiguo.

- Nonostante possa innescare un processo di confronto secondo il quale paragono

la mia posizione con quella della fonte, si innesca sempre l’euristica di consenso

secondo la quale la maggioranza si presume che abbia ragione, io mi conformo

lo stesso perché temo di sbagliare e non voglio.

Compiacenza: l’individuo tende a compiacere a gli altri conformandosi alle

 loro idee e comportamenti per proteggere sé stesso e la sua immagine per

non essere giudicato male nonostante non sia convinto che la maggiorazione

abbia ragione. La compiacenza può anche durare per molto tempo specie

quando adotta una posizione pubblica.

Autopresentazione: si presenta sé stesso allo stesso modo poiché poter

 apparire incoerente e,per salvare la faccia,tende a continuare a

conformarmi.

Ostracismo sociale: convenzione in cui siamo ignorati ed esclusi da altri. Per evitare

ciò, tendiamo a conformarci perché temiamo il rifiuto. Tendiamo a conformarci alle

maggioranze non perché ne siamo attratti ma perché temiamo una critica o un rifiuto.

Fattori che facilitano ed ostacolano influenza maggioritaria.

Asch fu colui che, facendo qualche modifica nel suo esperimento,porlò di fattori:

1) Discrepanza: differenza tra il giudizio della maggioranza e la realtà dei fatti che

vediamo. L’aumento o diminuzione di essa non si sapeva se portava aumento o

diminuzione del conformismo. Posi si scoprì tracciando una relazione curvilinea

tra la discrepanza e l’influenza: un lieve aumento alla discrepanza produce

maggiore influenza fino ad una certa soglia oltre la quale, se la discrepanza è

molto alta, l’info di maggioranza tende a diminuire fino a scomparire. Asch

espresse la discrepanza sempre più grande tra giudizio scorretto di

maggioranza e la realtà oggettiva dei fattori così come la si vedeva.

2) Numero: si mette in relazione il numero di persone e l’info della maggioranza. I

primi studi:

asch : ‘’persone soggette ad influenza di due persone --- influenza di maggioranza

basso. ‘’persona soggetta ad influenza di tre persone --- influenza di maggioranza

perfetta / ottima. ‘’ persona soggetta ad influenza di 4 persone --- influenza di

maggioranza /nulla.

Milgram: ‘’maggiore era il numero di persone,maggiore è l’influenza della maggioranza

e quindi conformismo’’. Egli pensava il contrario di Asch. Altri studi su chi vi mostrano

risultati discordanti. Quindi si ricorre a due modelli di tipo matematico:

1) SIT: TEORIA DELL’IMPATTO SOCIALE:l’impatto di una fonte vaira in funzione

della sua :

- Forza (potere,abilità,…)

- Immediatezza (spazio /tempo)

- Numero

Tale teoria sostiene che l’influenza sociale sia in funzione del numero di fatto e

bersagli. Ella evidenzia che la prima fonte avrà più impatto delle fonti successive che

si aggiungano. Comunque ci sarà crescita di influenza all’aumentare del numero.

Esempio: se ho un questionario e devo mettere delle firme,la prima firma(fonte) avrò

un effetto maggiore delle firme aggiuntive.

2) SIM: MODELLO MATEMATICO DI TIPO PREDITTIVO:fù proposto in alternativa al

SIT e sostiene lo stesso ma con differenze: SIT---- la prima fonte avrà

maggiore impatto delle altre; le fonti aggiuntive avranno più impatto della

prima; è il modello più sodisfacente nel caso in cui la fonte è esatta e

prevalgano assenti info;è il modello più soddisfacente se la fonte è erronea e

prevalgono aspetti normativi.

Qui abbiamo parlato di maggioranze unanimi in cui tanti membri hanno lo stesso

pensiero: per Asch bastava un membro che non dava la stessa risposta per fa si che

l’influenza sociale avesse meno impatto. Successivamente si studiò il caso di una

maggioranza unanime contraria ---- i membri sono indipendenti ed occupano la stessa

posizione della maggioranza ; la persona è influenzata da tale maggioranza se pensa

che ognuno ha raggiunto in modo indipendente tale posizione.

3) Unaminità e sostegno sociale:

unaminità Asch: ‘’se la maggioranza è unanime ,l’influenza sociale è fonte e così la

conformità ; se all’interno del gruppo era inserito un membro(collaboratore) deviante /

dissidente che risponde in modo esatto prima del soggetto analizzato ,c’era un calo

drastico della conformità. Se tale membro veniva allontanato da gruppo,c’era di nuovo

un aumento di conformità.

Sostegno sociale Allen: ‘’il sostegno sociale si verifica quando all’interno del gruppo vi

è una persona che ha lo stesso pensiero e risponde allo stesso modo del soggetto

analizzato. L’Alleato fa si che l’influenza sociale e conformità diminuiscono in quanto il

soggetto si sente più al sicuro, la sua ansia diminuisce,specie se non è lui il prima a

portare alle rotture dell’unanimità. Ma Allen dimostrò che l’alleato era importante ma

ancora di più la presenza di un dissenziente che creava una ROTTURA DEL CONSENSO

e ciò porta ad una diminuzione della conformità. Allen dimostrò due cose:

1) Il sostegno sociale durava fino a quando l’alleato mantiene la sua

posizione dissidente. Se l’abbandonare ossia aderiva alla maggioranza, il

soggetto si conformava.

2) Se il sostegno sociale decade a cause fortuite( macchinari rotti) , il

soggetto continue a restare a maggioranza nonostante il sostegno sociale

non ci sia più. Se invece il sostegno sociale decade perché il dissidente

rinuncia, esse porta il soggetto a conformarsi.

Sostegno sociale e dissenziente: hanno effetti uguali quando si tratta di esperimenti di

tipo ‘’aggettivo’’ (info e percezioni visive). Conformità diminuisce.

Alleato: ha effetto più in esperimenti di tipo ‘’soggettivo ‘’ (opinioni). Conformità

diminuisce.

Influenza dell’autorità ,credibilità ,apparenza.

Influenza dell’autorità.

Autorità: potere che un individuo acquisisce fondato su regole,norme,tradizioni,grazie

al quale può influenzare e controllare le altre persone.

Un fattore fondamentale---- l’obbedienza: si educa ogni individuo all’obbedienza sin

dalla nascita. La scelta più vantaggiosa da parte dell’individuo è ubbedire all’autorità

per evitare punizioni e ricevere ricompense. L’individuo è sempre soggetto al potere

delle autorità e può reagire in tali modi:

1) Accettare

2) Trasgredire

3) Fare finte: obbedire solo per compiacere ma restare delle sue idee.

L’obbedienza può essere un obbedienza distintiva: obbedire alle autorità

causando danni irreparabili come crimini di obbedienza: per esempio guerra del

Vietnam --- tenente Colley condannato per aver commesso dei crimini atroci

perché doveva obbedire agli uomini: doveva cogliere di sorpresa Viltcong in un

paese, ma i soldati non c’erano: c’era popolazione civile che fù rasa al suolo.

Esperimento di Milgram: scosse elettriche(paradigma): mise annuncio. Trovò un 40

partecipanti. Tutti uomini diversi di nazionalità,classi sociali. Esperimento da eseguire:

su memoria ed apprendimento a studiare la punizione e come agiva quando si

sbagliava. Questi partecipanti ingenui venivano selezionati apposta come maestri e

collaboratori dello sperimentatore come ‘’allievi’’ da sottoporre ai test. Nella stanza

c’erano : sperimentatore ,’’maestro ed allievo. Il maestro doveva dire delle coppie di

parole e chiedere all’allievo di dire la prima delle coppie di parole o la seconda e così

via… se sbagliava l’allievo, il maestro doveva infliggere una scossa elettrica. Sul

macchinario c’erano molte leve sotto le quali c’erano scritte ‘’scosse leggere,alte e

così via. Al maestro fu fatto prova una scossetta leggera ma ovviamente all’allievo

(collaboratore) le scosse erano stimolate. Lo sperimentatore incitava verbalmente a

continuare le sue punizioni a meno che allievo sbagliava(apposta).

Conclusioni: il 65% di partecipanti obbedì arrivando a dire le scosse più alte. Tali

partecipanti erano tesi ad agitati ed erano stati influenzati dall’autorità a commettere

questi azioni deprorevoli nonostante le suppliche dell’allievo. Ecco che l’autorità porta

l’individuo ad assumere uno STATO ETERONOMICO: stato in cui l’individuo non è

autonomo, livero di scegliere ad agire ma è un soggetto come strumento che deve

seguire l’ordine. Ecco che stato evidenzia Milgran nel suo esperimento tanto più

l’autorità risvolta legittima,tanto più la persona tenderà ad obbedire. Gli individui

tendono ad obbedire per tali motivi:

1) Evitare punizioni

2) Ricevere ricompense

3) Ritenere la fonte responsabile e che abbia requisiti elevati per guidare le

persone ed i loro comportamenti.

Caratteristiche dell’obbedienza e differenze con la conformità.

negli esperimenti di Milgram(obbedienza) ed Asch( conformità ) entrambi hanno una

caratteristica in comune: cedono all’autorità.

Ma vi sono delle differenze:

1) Struttura gerarchica: nel caso dell’obbedienza,essa comporta una

disuguaglianza tra fonte e bersaglio; nel caso di conformità non c’è tale

disuguaglianza in quanto il soggetto ha lo stesso status sociale della fonte.

2) Compiere o non compiere azioni: l’obbedienza non comporta che la fonte

compie un azione richiesta solo dal bersaglio ,può rifiutarsi ;la conformità

comporta che la persona fa ciò che gli altri dicono.

3) Comandi impliciti ed espliciti: l’obbedienza rappresenta una risposta a comandi

espliciti; la conformità rappresenta una risposta di comandi impliciti esercitati

da pressione sociale.

4) Riconoscere o non riconoscere: chi obbedisce è pronto a riconoscere la sua

obbedienza,chi si conforma cedendo alla psicologia sociale difficilmente lo

ammette.

Milgram inserì nel suo esperimento una serie di diverse situazioni (fattori) che possono

incoraggiare o impedire un’obbedienza:

1) Vicinanza di autorità: se l’autorità è vicina,più l’obbedienza aumenta e

viceversa.

2) Conseguenza di disobbedienza: chi non obbedisce ,sarà punito in quanto

l’obbedienza non è una scelta ma obbligo.

3) Legittimità dell’autorità: se l’autorità è legittima , l’obbedienza era

effettuata. Ma se un'altra persona assume il ruolo di autorità in modo

illegittimo,allora non sarà considerato.

4) Contradizione di autorità: l’obbedienza si riduce quando autorità chiede di

interrompere l’esperimento e nel frattempo chiede i continuare un altro

esperimento o quando lo sperimentatore invita il maestro a continuare

mentre l’allievo lo incita a continuare.

5) Presenza di dissidenti: se più di un allievo si comporta da dissidente ossia si

rifiuta, funge da sostegno sociale per altri e l’obbedienza diminuisce.

6) Vicinanza dell’allievo al maestro: più la vittima è vicina al maestro nella

stessa stanza, l’obbedienza cala specie se ha un contatto fisico. La distanza

permette a chi deve obbedire a crimini di attuare meglio la sua azione (per

esempio riduci di guerra lanciano più volentieri una bomba invece di

uccidere il nemico da vicino). Tale fenomeno è detto DEUMANIZZAZIONE.

7) Responsabilità personale: più l’allievo si sente responsabile di azioni

criminose, più li eviterà ;più si sente sollevato da responsabilità,meglio

obbedisce ed agisce.

Credibilità.

Una persona è credibile quando possiede tali caratteristiche:


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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia
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