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Riassunto esame Psicologia della Salute, prof. Violani Appunti scolastici Premium

Riassunto dei modelli chiesti ed importanti per l'esame di Psicologia della salute con Violani; il riassunto è stato effettuato riassumendo le slide.
Modelli trattati: teoria social cognitiva, teoria comportamento pianificato (PBT), modello HAPA, expected utility theory, modello delle credenze sulla salute (HBM), teoria della motivazione a proteggersi, modello processuale di De Clemente... Vedi di più

Esame di Psicologia della salute docente Prof. C. Violani

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Mettendo a confronto i due modelli, entrambi prevedono la percezione del

rischio e della vulnerabilità personale come credenze nel determinare i

comportamenti che hanno implicazioni x la salute ed inoltre condividono

l’assunzione che le persone siano in grado di compiere un’analisi razionale del

rischio, valutando i benefici del comportamento rispetto alle conseguenze.

Le critiche avanzate sono le medesime del modello HBM:

Trascura gli altri fattori (aspetti sociali)

- È stata valutata + in studi trasversali che non prospettici

- Trascura i passaggi nella formazione delle intenzioni e tra le intenzioni e i

- comportamenti considerati.

TEORIA COMPORTAMENTO PIANIFICATO (vd sopra)

TEORIA SOCIAL COGNTIVA (vd sopra)

Esistono vari modelli processuali, uno dei + noti è il MODELLO

TRANSTEORETICO O PROCESSUALE DEGLI STADI DI CAMBIAMENTO DEI

COMPORTAMENTI di DeClemente e Prochaska 

Si focalizza sul processo, suddiviso in 5 fasi, mediante il quale una persona

decide di agire: in ogni stadio è descritto il comportamento passato della

persona e i piani futuri e si ritiene che la capacità di modificare il

comportamento sia funzionale dello stadio raggiunto.

La prima fase PRECONTEMPLATIVA: i soggetti non sono interessati alle

conseguenze del proprio comportamento nocivo, quindi non esprimono

l’intenzione di cambiare nell’immediato futuro;

fase CONTEMPLATIVA: le persone dichiarano di aver pensato di cambiare il

comportamento ma senza assumersi ancora impegni precisi;

fase di PREPARAZIONE: indica l’intenzione di agire nel futuro prossimo e la

presenza di tentativi di cambiare il proprio comportamento;

fase dell’AZIONE: caratterizzata da processi di rivalutazione di sé e di

liberazione, attraverso i quali il soggetto si convince di essere capace di

cambiare e si impegna a modificare il proprio comportamento x un certo

periodo;

MANTENIMENTO: è lo stadio che viene raggiunto quando l’azione si mantiene x

un periodo di tempo superiore. Ci può essere poi, ma non sempre, la

RICADUTA.

La progressione non è lineare, in quanto la maggior parte dei soggetti

sperimenta dei fallimenti, ritornando cosi alle fasi precedenti: si ha quindi un

processo a spirale, in quanto gli insuccessi stimolano l’apprendimento di nuove

strategie e di tentativi più strutturati. Il passaggio da una fase ad un’altra è

facilitato da 10 processi di cambiamento (tecniche utilizzate x cambiare il

proprio comportamento), che sono stati suddivisi in attività esperenziali

(importanti nel passaggio dalla fase precontemplativa a quella contemplativa)

e comportamentali. Inizialmente è stato sviluppato in relazione al

comportamento di dipendenza dalle sostanze, è stato poi ampiamente

applicato all’analisi del processo di cambiamento in numerosi ambiti (alcool

dipendenza, sport, controllo del peso). Il modello è stato criticato perché

ateoretico, aspecifico e arbitrario nella definizione di fasi e tempi.

Si è passati poi ai modelli integrati che intendono: precisare gli aspetti dinamici

già indagati nei modelli processuali, ponendo attenzione alle variabili che

permettono di spiegare il passaggio dall’intenzione all’azione; tenere conto

degli aspetti non solo cognitivi ma anche motivazionali e sottolineare il ruolo

delle variabili emozionali. Uno di questi modelli integrati è quello di CONNER E

NORMAN (1995), formato da 5 stadi:

il primo di PRECONTEMPLAZIONE, l’individuo non pensa ad apportare alcun

cambiamento nei suoi comportamenti, tuttavia alcuni stimoli induttori possono

stimolare il soggetto a pensarci, come la percezione di una minaccia;

il secondo MOTIVAZIONE O DI PRESA DI DECISIONI, il soggetto comincia a

pensare di cambiare condotta e si forma l’intenzione di agire in tal senso ed in

questo caso è possibile distinguere 3 determinanti dell’intenzione: 1) le

aspettative del risultato e le credenze comportamentali considerate nella TCP

che includono l’anticipazione di reazioni affettive 2)le influenze normative che

comprendono sia le norme soggettive che quelle morali e 3) la self efficacy che

comprende i costrutti di controllo comportamentale della TCP.

Il terzo di PIANIFICAZIONE, che riguarda il passaggio dall’intenzione all’azione,

il focus è quindi sulle azioni specifiche da attuare e sulle risorse occorrenti x

sostenere il comportamento, quindi si sottolinea la necessità di elaborare piani

di azione o intenzioni di implementazione. Nel costruire un ponte tra intenzione

e comportamento, ha un ruolo importante la self efficacy e l’impegno.

Il quarto di AZIONE (sistemi di rinforzo positivo o negativo) e il quinto di

MANTENIMENTO (sviluppo di motivazioni intrinseche)  il soggetto è coinvolto a

monitorare e controllare il suo comportamento; anche in questi stadi

intervengono le variabili della self efficcacy, dell’identità e dell’impegno.

TEORIA SUL CONTROLLO – L’AUTODETERMINAZIONE (SELF DETERMINATION) /

SDT

Questo modello si fonda sulla teoria dei bisogni, ossia:

Autonomia: bisogno di autonomia nel decidere della propria vita e dei

- propri obiettivi

Competenza: bisogno di completare e padroneggiare i compiti

- Relazionalità e Appartenenza: bisogno di interazioni sociali, di far parte di

- una comunità, di condividere con altri le proprie esperienze.

Nei contesti sociali in cui questi bisogni sono compromessi si riscontrano

riduzioni del benessere. Alcune psicopatologie, pregiudizi e aggressività sono

spiegabili come reazioni alle distorsioni contingenti od ontogenetiche di questi

bisogni.

Secondo questo modello di Ryan e Deci, l’INTROIEZIONE è data dalla parziale

internalizzazione di una motivazione estrinseca attraverso processi

affettivi-cognitivi come la vergogna e il senso di colpa; l’IDENTIFICAZIONE si ha

quando il comportamento e le sue motivazioni acquisiscono un valore

personale e l’INTEGRAZIONE si ha quando il comportamento e le sue

motivazioni vengono integrati in modo personale negli atteggiamenti e nelle

abitudini personali. La self determination theory comprende:

COT (causality orientansions theory): raggruppa le differenze individuali

- nell’attribuzione causale in 4 gruppi: a orientamento autonomo (propri

interessi), a orientamento strumentale (vantaggi che si possono

ottenere), a orientamento controllato (da rewards) e amotivato o bloccato

da preoccupazioni sulla propria competenza.

BPNT (basic psychological needs theory): attribuisce il benessere

- psicologico e il funzionamento optimale ai 3 bisogni fondamentali:

autonomia, competenza e relazionalità; se compressi o insoddisfatti, si ha

il malessere.

GCT (goal contents theory): si basa sulla distinzione fra fini intrinseci

- (crescita, comunità) ed estrinseci (successo, fama) e i primi sono

associati a maggiore malessere.

Per migliorare la predittività e l’utilità dei modelli sugli health behaviours,

occorre:

Definire e misurare bene i costrutti

- Includere altre variabili rilevanti (fattori interpersonali)

- Considerare processi e mediatori non facilmente definibili mediante

- questionari

Considerare i comportamenti pregressi della persona e lo stadio di

- cambiamento

Precisare gli antecedenti delle intenzioni e i mediatori fra intenzioni e

- comportamenti

Considerare gli aspetti irragionevoli dei ragionamenti motivazionali.

-

INTERVISTA MOTIVAZIONALE

Esprimere accettazione ed empatia e praticare un ascolto riflessivo

- Evitare etichettature, giudizi e discussioni

- Aumentare la consapevolezza evidenziando contraddizioni e

- incongruenze

Incoraggiare e sostenere la self efficacy

- Aggirare le resistenze: ogni cosa ha il suo tempo, l’utente deve essere la

- principale fonte di soluzione dei problemi, ma al momento giusto si

possono fornire buoni consigli fattuali.

CANNON  fight or flight/organizzazione risposte automatiche

Selye introdusse in fisiologia, il concetto di “stress”, definito come una risposta

aspecifica neuroendocrina (ipotalamo-ipofisi-surrenali) ad agenti stressanti,

organizzata in 3 fasi: allarme, resistenza, esaurimento. L’introduzione avvenne

sulla base dei suoi studi negli anni ’30 sulla sindrome generale

dell’adattamento, la GAS (ingrossamento surrenali, riduzione di timo, milza e

linfonodi) che risultava essere determinata da una serie di stimoli e che aveva

effetti sui sistemi endocrino, vegetativo, immunitario e metabolico.

In risposta a stimoli nocivi, l’IPOTALAMO rilascia il fattore di rilascio della

CORTICOTROPINA, che stimola L’IPOFISI a rilasciare l’ormone

ADRENOCORTICOTROPO (ACTH), il quale il rilascio di HOCS tra cui il CORTISOLO

da parte della porzione corticale delle ghiandole surrenali. Il cortisolo (ormone

dello stress), aumenta la glicemia e agisce sul TIMO e sui LINFONODI con effetti

antinfiammatori ma immunosoppressori. Bisogna ricordare, che l’ipotalamo e

l’ipofisi regolano varie funzioni somatiche omeostaticamente e in risposta a

esigenze ambientali; l’ipotalamo è attivato sia da stressor che da stimoli

emotivi.

Selye ha cosi proposto il GAS (sindrome generale dell’adattamento), un

modello dello stress fisiologico ed esso afferma che quando un organismo si

trova in presenza di un agente stressante (stressor), si mobilita x ristabilire la

condizione precedente (omeostasi). L’autore ha insistito sul carattere non

specifico della risposta dell’organismo: a prescindere dalla natura dell’agente

stressante, la risposta di adattamento volta a ristabilire l’omeostasi, sarà la

stessa, e avviene in 3 fasi:

Reazione di allarme, determinata dalla comparsa di un agente stressante

- in cui sono sollecitati vari sistemi dell’organismo (simpatico, surrenale e

corticosurrenale); si tratta di una reazione rapida che comporta aumento

di sensibilità percettiva e prontezza di risposte (fight or flight), ci sono

risposte acute e ripresa rapida. Si verifica infatti un aumento di Ad + Na,

release di ACTH e Cortisolo e ingrossamento linfonodi e surrenali.

Resistenza di adattamento, si tratta di una condizione di mobilitazione x

- affrontare la minaccia, attraverso l’attivazione di strategie di coping e

tale mobilitazione accresce il grado di resistenza dell’organismo. In

questa fase si verifica l’attivazione dei sistemi neuroendocrino,

immunitario e metabolico, finalizzata alla difesa. Ad, HOCS, GH e ormoni

restano alti, i linfonodi normali, diminuzione surrenali. C’è resistenza e la

sensibilità agli stressor rimane alta.

Esaurimento, ma se si prolunga la fase precedene, subentra uno stato di

- affaticamento seguito dalla fase di esaurimento (che può favorire la

comparsa di sintomi come disturbi somatici). Qui si verifica: surrenali e

linfonodi ingrossati ma disfunzionali, deplezione Ad e HOCS, GH e altri

profili ormonali anomali; la resistenza diminuisce, le risorse fisiche sono

limitate, depressione e malattie.

Un agente stressante, quindi, può quindi danneggiare l’organismo sia

direttamente, quando oltrepassa la sua capacità di adattamento, sia

indirettamente come risultato dei processi messi in atto nella difesa contro

l’agente stressante. Questo modello meccanicistico e fisiologico, è stato poi

criticato x il ruolo limitato che assegna ai fattori psicologici ed è stato poi

sostituito da una prospettiva esplicativa + complessa e dinamica.

Scale x stress ed eventi stressanti:

SRRS

- Hassless scale

- Life events and difficulties scale

- MSP

- HADS

- SES

-

STRESS, APPRAISAL E COPING

LAZARUS, psicologo a Berkeley, sottolineò già nel 1966 l’importanza dei

processi di APPRAISAL nel determinare le caratteristiche emotive e

comportamentali delle risposte allo stress cosi come il ruolo dei processi

mediante cui vengono organizzate le risposte adattive: il COPING.

TEORIA COGNITIVO-MOTIVAZIONALE (LAZARUS 1966)

Stressor  appraisal  coping  effetti: comportamentali, emotivi, cognitivi

Valutazione primaria

Valutazione secondaria

L’autore ha sottolineato come nessun evento possa essere identificato come

stressante senza la valutazione della persona. Tra gli stressor esterni e le

risposte o gli effetti inteviene L’ APPRAISAL, che assume un ruolo di mediazione

fra le richieste e le risorse ambientali (demands) da un lato e l’insieme degli

scopi e delle credenze personali del soggetto. L’appraisal considera 2 aspetti

e/o si divide in 2 fasi:

Appraisal primario (valutazione primaria)  che valuta se il problema

- sussiste ed è influenzata dallo stato affettivo e dallo stile attribuzionale.

C’è una potenziale minaccia? Le conseguenze sono irrilevanti oppure

stressogene? E se minacciose o stressogene, l’individuo valuterà se

comportano: danni/perdite (provocati dalla situazione stressante),

minacce (aspettative di futuro danno) o sfide (opportunità di crescita.

Appraisal secondario (valutazione secondaria)  valuta le risorse

- personali nell’affrontare il problema ed è influenzata da fattori personali

quali: motivazioni, self efficacy, esperienze preesistenti e self efficacy. Ho

le risorse x affrontare questo evento?

L’aspetto motivazionale si riferisce al fatto che la valutazione della

minaccia è direttamente legata alla capacità percepita e all’impegno

personale a fronteggiarla; l’impegno (EFFORT) è determinato dagli scopi

a cui si aspira, dal valore che si attribuisce a questi ultimi e dalle risorse

che si possono dedicare al loro perseguimento.

L’esito del processo di appraisal è la risposta di coping o la non risposta.

Lazarus attribuisce cosi un ruolo importante alle cognizioni preesistenti e alle

motivazioni. I processi di appraisal sono cmq difficilmente misurabili, anche

perché non intervengono ugualmente in tutte le situazioni, in alcune sono

assenti perché le risposte sono immediate ed automatiche, in altre

inconsapevoli. L’appraisal è inoltre difficilmente distinguibile nell’insieme dei

processi cognitivi con cui si risponde agli stressor e nelle condizioni di strain, è

+ semplice valutare il secondo insieme di processi che interviene nel mediare

gli effetti degli stressor: il COPING.

Prima si deve sottolineare, come nel modello del 1999 sempre di Lazarus, vi

siano state delle aggiunte. Nello specifico, oltre all’appraisal, la valutazione

primaria e quella secondaria, troviamo anche le RIVALUTAZIONI (che

modificano le originarie valutazioni primarie e secondarie in base

all’esperienza). Ed inoltre ad influenzare il coping, troviamo: le caratteristiche

psico biologiche, il sostegno sociale e le variabili di personalità (ottimismo,

locus of control, autoefficacia) che influenzano anche le rivalutazioni.

COPING, dall’inglese “to cope” ossia fronteggiare. Il coping è stato definito da

Lazarus come una risposta ad eventi stressanti che hanno origine esterna

rispetto all’individuo e si tratta di processi consci ed intenzionali. Inizialmente il

coping è stato studiato come “caratteristica disposizionale”, ossia una

tendenza stabile e generale, declinabile diversamente rispetto a :

Funzioni (affrontare il problema praticamente)

- Scopi (controllare i problemi direttamente o meno)

- Modalità (elaborazione cognitiva vs azione)

- Orientamento (impegno vs disimpegno)

-

Studiandolo come stile disposizionale, si sono riscontrati 3 stili principali:

Stile orientato al compito: riferibile a tentativi attivi (cognitivi e

- comportamentali) volti a risolvere il problema che è fonte di strain x

l’individuo, a riorganizzarlo cognitivamente o a minimizzarne gli effetti.

Stile orientato all’emozione: riguarda le strategie orientate a gestire gli

- effetti dello stressor facendo riferimento alle emozioni, all’umore e

all’affetto (i vissuti del sé) da esso suscitati. Nel gestire le risposte

emotive (in genere negative) causate dagli stressor, le persone possono

ricorrere a preoccupazioni, al rimuginare, o al sognare ad occhi aperti o

ad altre rielaborazioni, anche in positivo, relative agli eventi e agli stimoli

stressanti.

Evitamento: è lo stile + rischioso x il mantenimento della salute e

- comprende: il negare il problema, sottrarsi alla situazione stressante,

impegnarsi in compiti sostitutivi, fare shopping (distrazione) o ricercare il

contatto con gli altri (diversivo sociale). È uno stile, che x gli stressor

cronici, dà vantaggi solo nelle prime settimane.

Scala utilizzata: il CISS (coping inventory for stressful situation) con 48 item.

Per superare i problemi di validità fattoriale e x aumentare la capacità

predittiva delle scale, si è passati da un approccio disposizionale (il coping

come tratto generale e stabile) ad un approccio SITUAZIONALE in cui il coping è

considerato come una caratteristica declinabile differentemente x stressor

diversi e in situazione diverse. Sono stati cosi sviluppati questionari x misurare


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto dei modelli chiesti ed importanti per l'esame di Psicologia della salute con Violani; il riassunto è stato effettuato riassumendo le slide.
Modelli trattati: teoria social cognitiva, teoria comportamento pianificato (PBT), modello HAPA, expected utility theory, modello delle credenze sulla salute (HBM), teoria della motivazione a proteggersi, modello processuale di De Clemente e Prochaska, modello integrato di Conner e Norman, self determination theory, intervista motivazionale, sindrome generale dell'adattamento (GAS), teoria cognitivo motivazionale di Lazarus, il coping, modello Lazarus e Folkman (1984), locus of control, impotenza appresa.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia della salute, clinica e di comunità
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Silviag91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della salute e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Violani Cristiano.

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