Psicologia della salute nel trauma cranico
Assunti della neuropsicologia cognitiva
- Modularità: il sistema cognitivo è organizzato in sottosistemi connessi, ma indipendenti
- Corrispondenza tra struttura neurale e organizzazione funzionale della mente
- Costanza: dopo lesione, il sistema non si riorganizza diversamente dallo stato pre-lesione
Dissociazioni e cerebrolesione
Dissociazione semplice forte: un paziente ha prestazione normale nel compito A e patologica nel compito B.
Doppia dissociazione forte: un paziente esegue bene il compito A e male il compito B, mentre un altro paziente ha il comportamento opposto.
Grave cerebrolesione acquisita: danno cerebrale, dovuto a trauma cranio-encefalico o altre cause, tale da determinare una condizione di coma e menomazioni sensoriali, motorie, cognitive e comportamentali che comportano disabilità grave.
Trauma cranico
La maggior parte dei traumi cranici è dovuta a incidenti stradali (47%), cadute (23%), incidenti sul lavoro (14%) e attività sportive (3%).
Tipi di lesione
- Aperta: il colpo ricevuto provoca rottura della scatola cranica
- Chiusa (la testa colpisce violentemente un oggetto senza attraversare il cranio):
- Primaria e secondaria (cambiamenti fisiologici successivi)
Tipi di danno
- Focale: lobi frontale e temporale (soprattutto!), in zona basale (vicino alle ossa craniche)
- Diffuso: concussione, danno assonale diffuso, coma, anossia, ipossia, ischemia.
Gravità del trauma cranico
- GCS (Glasgow Coma Scale): risposta verbale e motoria del paziente, apertura degli occhi
- PTA (Amnesia Post-Traumatica): periodo di tempo, dal momento del trauma, in cui il paziente non è in grado di rievocare gli eventi delle 24 ore precedenti. Correla con l'outcome funzionale a lungo termine
- Lieve:
- Perdita di coscienza < 30 minuti
- GCS: 13 – 15
- PTA: < 24 h
- Molti sintomi e protratti nel tempo, che possono regredire o meno: sonnolenza, confusione mentale, cefalea, disturbi del sonno, della concentrazione, visione doppia, modifiche del comportamento e dell'umore
- Grave:
- GCS: 3 – 7
- Deficit cognitivi (ridotta velocità di elaborazione dell'informazione, aumentata distraibilità, problemi di memoria e apprendimento, disturbi del linguaggio, attentivi ed esecutivi, alle capacità di astrazione e logiche) e comportamentali (depressione, impulsività, aggressività e alterazioni della personalità).
- Possibile sindrome frontale: (orbito-frontale: disinibizione, volubilità, impulsività), (dorso-laterale: apatica), (mediale: impoverimento dell'attività spontanea, motoria e verbale), euforia, egocentrismo, perdita di interessi, apatia e perdita d'iniziativa.
Conseguenze del trauma cranico
- Danni neurologici: deficit motori e sensoriali, disturbi del sonno e sessuali
- Deficit cognitivi (attenzione, concentrazione, memoria, orientamento, problem solving)
- Cambiamenti nella personalità e nel comportamento: ridotta autostima e insight, disinibizione, impulsività, disordini psichiatrici, apatia
- Ripercussioni sulla vita quotidiana, sul lavoro, sulle relazioni sociali
Complicazioni
- Attacchi epilettici
- Idrocefalo normoteso (il FCS si accumula nel cervello provocando la dilatazione dei ventricoli e l'aumento della pressione intracranica)
- Perdita di FCS
- Infezioni e disturbi cerebrovascolari o di altra origine
Aspetti legali e sindromi psichiatriche post-trauma
Simulazione: produzione volontaria di sintomi fisici o psichici falsi o esagerati per ottenere incentivi esterni.
Sindromi psichiatriche post-trauma:
- DPTS (tendenza a rivivere l'esperienza dolorosa del trauma durante l'arco della giornata)
- DAS (depersonalizzazione e ansia)
- Disturbo psicotico breve (deliri e allucinazioni, insorgenza acuta, cambiamenti repentini d'umore)
- Disturbi dell'adattamento (sintomi psichici a seguito di eventi stressanti, di durata limitata, che causano cambiamenti e riadattamenti nella vita del paziente)
Riabilitazione e trauma cranico
Interventi di riabilitazione neuropsicologica
- Intervento o trattamento ambulatoriale (top-down) USA: dalle singole funzioni cognitive ai comportamenti complessi → è possibile la generalizzazione dell'efficacia?
- Intervento o trattamento ecologico (bottom-up) UK: dai comportamenti complessi alle singole funzioni cognitive: trattamento unfocused (quell'esercizio tratta quell'abilità, o meno?)
Riabilitazione neuropsicologica
- Ambulatoriale: prove rigidamente controllate
- Ecologico 1: ambiente controllato
- Ecologico 2: ambiente sorvegliato (delega progressiva dell'autonomia al paziente stesso)
Approccio ecologico
- Analisi del problema
- Formulazione di soluzioni
- Pianificazione step-by-step
- Uso di feedback e shifting
Neuropsicologia ecologica: unisce l'approccio bottom-up con quello top-down.
Evento lesivo
Fase acuta (coma o livello <6): ricovero in reparto di rianimazione e neurochirurgia (riab. ambulatoriale)
Fase post-acuta/riabilitativa (livello 6 a 6/8 mesi): ricovero in Unità Operative Riabilitative e di Lungodegenza (riab. ambulatoriale ed ecologica tipo 1)
Fase degli esiti (stabile): in ogni paziente il trauma si risolverà in modo diverso (lungodegenza se in stato vegetativo, assistenza domiciliare, reinserimento sociale e lavorativo), coinvolgendo anche la famiglia (riabilitazione ecologica tipo 2).
Obiettivo della riabilitazione: favorire l'integrazione psicosociale dell'individuo e una maggiore autonomia nelle attività personali, domestiche, quotidiane, nelle relazioni e nel lavoro/scuola.
Interventi riabilitativi
- Riabilitazione olistica: incremento della consapevolezza del paziente dopo il trauma, riabilitazione delle funzioni cognitive deficitarie e successivo reinserimento sociale e lavorativo (simulazioni → tirocini).
- Riabilitazione neuropsicologica:
- Intervento strutturale: livello strutturale di una funzione cognitiva
- Intervento cognitivo: processi cognitivi che sottendono determinate funzioni
- Intervento comportamentale: modifica di comportamenti inadeguati (condizionamento operante, shaping, modeling, etc)
- Intervento occupazionale e sulla vita quotidiana
- Riabilitazione comportamentale: ri-addestramento a svolgere attività quotidiane
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