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La psicologia dello sviluppo: presupposti teorici e tendenze attuali

Definire la psicologia dello sviluppo

La psicologia dello sviluppo considera le modalità di funzionamento psicologico tipiche dei diversi periodi della vita non come eventi conclusi ma come esiti temporanei di un percorso storico. Si occupa del processo evolutivo che viene inteso come sequenza di trasformazioni anziché come miglioramento incrementale.

Lo studio della prima infanzia

L'interesse per le fasi iniziali della vita umana non è un fenomeno recente. I primi passi hanno suggerito che l'essere umano appena nato, per quanto organismo biologico più che psicologico, sa sul proprio ambiente fisico e sociale molto più di quanto si credeva possibile e che pertanto lo studio sulle prime fasi della vita può fornire materiale necessario non solo per ampliare il repertorio conoscitivo della disciplina ma anche per rispondere ad alcune delle domande fondamentali: come nasce lo sviluppo e come agiscono natura e cultura per assicurarne lo svolgimento?

I due aspetti, natura e cultura, sono da trattare in modo integrativo e consapevole della loro diversa combinazione nel corso dello sviluppo. Il funzionamento del cosiddetto sistema dei neuroni specchio che si attiva quando l'individuo esegue un’azione e quando la vede eseguire sull’altro, permette di attribuire al cervello umano la capacità di mettersi nei panni dell'altro.

L'interesse per le prime fasi dello sviluppo sta trovando ragioni di convergenza sempre più strette con gli approcci e i metodi di indagine propri di due ambiti di conoscenza in particolare: le neuroscienze evolutive dove l’interesse è per le basi neurali del comportamento e della mente; la psicologia comparata dove l’interesse è per il comportamento e la mente delle altre specie, in particolare quella a cui appartengono i nostri più vicini antenati, i primati non umani.

Lo sviluppo come processo complesso

Lo sviluppo è complesso e multidimensionale, è regolato dalla logica dell’intersoggettività, della reciprocità e della dinamicità tipica dei sistemi viventi. Il funzionamento psicologico è costituito da diversi livelli, tutti compresenti. È frutto delle relazioni tra organismo ed esperienza, ed è un processo costruttivo.

Le differenze individuali

Vicende evolutive diverse disegnano percorsi diversi. Anche le visioni tradizionali, quella orgasmica o ambientalista, basate sull’idea di una direzionalità nello sviluppo, riconoscono l’esistenza delle differenze individuali.

I metodi di ricerca

Come nasce una ricerca

Le ricerche sullo sviluppo si propongono di identificare, descrivere e spiegare il cambiamento nelle funzioni psicologiche e nel comportamento dell’individuo. Un primo passo fondamentale nella progettazione di una ricerca è la conduzione di una approfondita ricerca bibliografica sull’argomento che si intende studiare, al fine di riconoscere i risultati ottenuti dagli studiosi che hanno già indagato su quella tematica. Ciò consente di non impegnare tempo ed energia nella verifica di ipotesi già risultate false negli studi condotti da altri ricercatori. Altro passaggio importante è la collocazione della ricerca all’interno di un quadro teorico ben definito, la cui assenza renderebbe difficile interpretare e collegare tra loro i risultati ottenuti.

Disegni di ricerca per studiare il cambiamento

Il principale argomento di ricerca della psicologia dello sviluppo è lo studio delle trasformazioni a cui, nel corso del tempo, vanno incontro le capacità e i comportamenti degli individui. Si può assistere ad un cambiamento di tipo quantitativo quando questo si realizza secondo una funzione continua legata all’età o, invece, ad un cambiamento qualitativo qualora sia previsto il passaggio attraverso una serie di tappe o stadi discontinui.

Un altro aspetto del cambiamento esaminato dalla psicologia dello sviluppo riguarda l’esistenza di differenze nelle modificazioni osservabili nei diversi individui. Per studiare il cambiamento dei comportamenti nel corso del tempo è necessario tener conto della variabile età cronologica intesa come indice del trascorrere del tempo. Due sono le opzioni possibili tra cui il ricercatore è chiamato a scegliere: sviluppare un disegno di ricerca trasversale, confrontando le prestazioni di gruppi di soggetti di età media diversa, o scegliere un metodo di ricerca longitudinale in cui lo stesso gruppo di soggetti viene esaminato più volte, a età diverse.

Il disegno trasversale offre l’indubbio vantaggio di fornire informazioni sul cambiamento in maniera economica e celere. Predisponendo, nello stesso periodo, un'osservazione su gruppi di soggetti di età diversa è possibile, infatti, seguire l’andamento evolutivo di un fenomeno lungo un arco più o meno ampio di tempo. Limiti: un primo problema è legato alla composizione dei gruppi, per utilizzare questo tipo di metodologia è assolutamente necessario che i gruppi confrontati siano il più possibile simili fra loro rispetto alle caratteristiche che potrebbero incidere sul comportamento studiato; il limite più importante è costituito, tuttavia, dall’impossibilità di ottenere informazioni, tramite l suo utilizzo, sui percorsi individuali di sviluppo.

Il principale motivo che porta a scegliere un disegno di ricerca longitudinale è l’opportunità che esso offre di studiare il cambiamento intraindividuale che si verifica con l’età. Le ricerche longitudinali danno la possibilità di individuare le relazioni tra eventi precedenti e comportamenti successivi. Nonostante i vantaggi elencati, l’utilizzo di disegni di ricerca longitudinali si scontra con ostacoli di diversa natura. Un primo problema è legato agli alti costi in termini di tempo, energia e risorse. Accanto a questo problema si associa l’inevitabile perdita di soggetti nel corso della ricerca stessa. Un problema non trascurabile è costituito dall’invecchiamento dell’apparato teorico e metodologico della ricerca.

Le ricerche longitudinali possono essere di due tipi: prospettiche e retrospettive. Nel primo caso vengono maturate, a un’età precoce, le variabili che si presume giochino un ruolo importante per la comparsa di determinati comportamenti nelle età successive. Trascorso il tempo previsto per il completamento della raccolta dei dati, si verificheranno le relazioni esistenti tra i valori assunti dalle variabili misurate in età precoce e la comparsa successiva dei comportamenti previsti. La strategia retrospettiva prevede, invece, la possibilità di risalire a ritroso nel tempo per raccogliere informazioni sulle condizioni che hanno preceduto una situazione presente.

Disegni di ricerca per studiare le relazioni tra variabili

Le variabili sono gli aspetti concreti e misurabili dei costrutti che intendono studiare. Le variabili che il ricercatore considera rilevanti per una determinata ricerca possono essere trattate, all’interno dello studio, in tre modi diversi: mantenendoli costanti per tutte le osservazioni; controllandole in modo da far assumere un qualsiasi valore e registrando tali valori. Si ricorre al controllo dei valori delle variabili per quelle caratteristiche degli eventi che il ricercatore suppone influenzino direttamente il fenomeno osservato. In questo caso si è soliti parlare di variabili di disegno.

Si ricorre alla progettazione di un esperimento quando si intende verificare la presenza di una relazione casuale tra due o più variabili. Per essere certi che la variazione nella variabile dipendente sia stata prodotta dalla variabile indipendente, è necessario disporre di un gruppo di controllo. A tal fine si procede dividendo i partecipanti alla ricerca in due gruppi, procedendo alla loro assegnazione casuale all’uno o all’altro gruppo, e sottoponendoli alle stesse prove. Uno dei due gruppi, definito gruppo sperimentale, verrà sottoposto alla manipolazione della variabile indipendente da parte dello sperimentatore, mentre al gruppo di controllo non verrà offerto alcun trattamento o verrà offerto un trattamento diverso.

Per progettare un esperimento vero e proprio è indispensabile il soddisfacimento di tre criteri: la variabile indipendente deve essere manipolabile; l’assegnazione dei soggetti ai gruppi deve avvenire in maniera casuale; deve essere previsto un gruppo di controllo. Quando la variabile indipendente d’interesse non è manipolabile, l’assegnazione di soggetti al gruppo sperimentale non potrà avvenire in maniera casuale; in questo caso esso sarà costituito da bambini in cui sia presente la caratteristica da studiare, i quali saranno confrontati da un gruppo di controllo costituito da bambini il più possibile simili al primo per tutte le caratteristiche, fatta eccezione per quella in esame. Si tratta di un metodo che consente di valutare, in soggetti singoli, l’effetto del trattamento confrontando il comportamento precedente l’introduzione della manipolazione sperimentale con quello successivo. Tale disegno consente di evidenziare la prestazione individuale dei soggetti, inoltre consente l’introduzione di cambiamenti qualora il disegno si riveli inadeguato rispetto allo scopo per cui era stato progettato.

Un ricercatore può ricorrere all’uso del disegno di ricerca correlazionale ogniqualvolta sia interessato a dimostrare l’esistenza di un’associazione fra due o più variabili. La correlazione è positiva se le due variabili considerate cambiano nella stessa direzione. La correlazione, invece, è negativa se all’aumento dei valori di una variabile corrisponde un decremento nei valori dell’altra. Infine la correlazione è nulla quando tra le due variabili non esiste alcuna relazione lineare.

La validità della ricerca

Il controllo della validità di una ricerca serve verificare la verità o l’esattezza delle conclusioni a cui il ricercatore giunge, ovvero la loro corrispondenza con la realtà. La validità di costrutto riguarda la conformità tra i risultati ottenuti e la teoria che sta alla base della ricerca. La validità ecologica è la corrispondenza tra le condizioni della verifica empirica e la realtà cui si fa riferimento e alla quale dovrebbero essere generalizzati i risultati ottenuti. La validità esterna riguarda la generalizzabilità dei risultati dal campione ad un’altra situazione caratterizzata da soggetti diversi, luoghi diversi e tempi diversi.

Le diverse fonti dei dati empirici

Lo studio del comportamento può avvalersi di diverse modalità di raccolta dei dati. Le interviste consistono in uno scambio verbale tra il soggetto intervistato e l’intervistatore, attorno a un particolare tema; esse possono assumere forma diversa e gradi diversi di strutturazione a seconda del contesto in cui sono utilizzate e degli obiettivi che si intendono raggiungere.

Le domande possono essere più o meno esplicite. Si ricorre a quelle dirette qualora servano informazioni oggettive. Si usano le domande indirette per avere informazioni su sentimenti e pensieri che, per motivi culturali o personali, riesce difficile esprimere.

I questionari sono costituiti da una lista di domande cui il soggetto è invitato a rispondere. In alcuni casi si tratterà di scegliere tra vero o falso, in altre fra diverse opzioni di frequenza o intensità. Alcuni questionari propongono affermazioni rispetto alle quali il soggetto deve dichiararsi d’accordo o meno. Le domande possono essere chiuse o aperte. I questionari sono largamente usati in quelle ricerche che prevedano campioni molto ampi da esaminare in tempi brevi. I limiti dei questionari sono che non sono immuni da eventuali problemi di accuratezza delle risposte date dei soggetti.

I test sono strumenti somministrabili sia a singoli individui che a gruppi di soggetti. Sono costituiti da stimoli rigorosamente standardizzati, ai quali viene attribuito il nome di item. Perché i test siano veramente obiettivi, devono essere in grado di fornire misure affidabili e attendibili.

Il ricorso all’osservazione si rivela la strategia più efficace per la rilevazione dei dati ogniqualvolta il ricercatore è interessato a studiare i comportamenti dei bambini nella prima infanzia. Per condurre una buona osservazione è necessario che essa sia selettiva, ovvero finalizzata a rilevare le caratteristiche specifiche di un particolare fenomeno; che sia pianificata accuratamente rispetto a chi, quando, come e dove osservare; che sia controllabile, ovvero valutabile rispetto alla sua attendibilità.

Un primo passo necessario nella pianificazione dell’osservazione è l’accurata scelta del contesto in cui essa si svolgerà; l’osservatore dovrà cioè decidere quale sia il contesto nel quale è più probabile che si manifestino i comportamenti che si intendono studiare. Il ricorso alla situazione di laboratorio è consigliato in tutti quei casi in cui è necessario rilevare il comportamento in condizioni standardizzate. Le osservazioni possono essere raccolte dal vivo o essere videoregistrate. Per codificare i dati raccolti, l’utilizzo di una griglia di osservazione mette il ricercatore nelle condizioni di sapere su quali dei molteplici comportamenti che si manifestano in una data situazione dovrà soffermare l’attenzione. Quando le persone sanno di essere osservate sono solite accentuare i comportamenti ritenuti positivi agli occhi degli altri e ridurre quelli ritenuti negativi ("effetto Hawthorne").

Aspetti etici nella ricerca in psicologia dello sviluppo

Una prima condizione da rispettare riguarda l’ottenimento del consenso informato. Un’altra importante condizione da rispettare riguarda la garanzia della privacy e l’anonimato nella raccolta dei dati.

Lo sviluppo fisico e celebrale

Lo sviluppo tipico

Lo sviluppo embrionale. Le modifiche cerebrali hanno una cronologia ben precisa e diventano un indice inconfutabile dell’età gestazionale. Il cervello subisce modificazioni e si accresce anche dopo la nascita, per terminare intorno ai 6 anni. Internamente il tubo naturale è suddiviso in settori che daranno luogo nel corso delle settimane alle diverse parti del SNC: emisferi. A questi fenomeni segue una seconda fase molto complessa, di organizzazione, che ha inizio intorno al quinto mese di gestazione e prosegue fino alla pubertà. In questa fase i neuroni si orientano nel modo in cui è costituita la corteccia. In ultimo si assiste a una proliferazione che riguarda le cellule gliali. Il processo durante il quale la mielina avvolge le fibre è molto lungo e si concluderà solo con l’età adulta.

Fondamenti genetici. Lo sviluppo di qualsiasi creatura, dai primi istanti della vita uterina fino all’età adulta, è frutto della complessa interazione tra fattori genetici, quindi ereditari, e fattori ambientali. Il corredo genetico in dotazione a ogni individuo, che ne controlla poi lo sviluppo, è contenuto nei cromosomi, il cui insieme costituisce il cariotipo. Quello umano è composto da 23 coppie di cromosomi e viene definito diploide, in quanto è il risultato dell’unione di due cellule. Ciascun cromosoma è formato da una catena lineare di molecole di DNA che contiene tutte le informazioni necessarie alla trasmissione del messaggio genetico, di generazione in generazione.

Segmenti di DNA sono parte costituente dei geni, i quali contengono le istruzioni riguardanti le caratteristiche fisiche della persona che nascerà. Se i due geni sono identici allora l’individuo sarà definito omozigote per un determinato carattere. In questo caso il carattere viene espresso e quindi è manifesto nell’organismo. Se invece l’individuo è eterozigote, il carattere assume la forma specificata da un solo membro della coppia genica è, più precisamente, quella dell’allele dominante. Quello recessivo rimane invece inespresso.

Lo sviluppo prenatale. Il periodo embrionale va dall’inizio della terza settimana alla fine dell’ottava. In questo periodo l’embrione diventa via via un feto e assume chiare caratteristiche umane. Alla quarta settimana di gestazione ha inizio lo sviluppo dei globuli rossi e delle cellule del cuore, che inizia la sua attività pulsante. All’inizio della nona settimana l’embrione passa allo stato fetale che perdurerà fino alla nascita.

L’accrescimento somatico. I fattori genetici condizionano la reattività dei diversi tessuti agli stimoli che inducono la crescita, ma si deve dare l’importanza anche ai fattori ambientali. L’organismo nei primi sei mesi di gestazione cresce di quasi 2 mm al giorno. Questa crescita però rallenta alla 35esima settimana, poiché la placenta non è più in grado di aumentare la sua capacità di rispondere adeguatamente al fabbisogno di crescita fetale. Al momento della nascita il bambino è lungo circa 50 cm e pesa in media intorno ai 3,4 kg. Nel corso del primo anno di vita l’altezza aumenta rapidamente fino a raggiungere, al compimento dell’anno, mediamente i 75 cm. L’aumento di peso nel primo anno varia in media tra i 6 e i 7 kg. Una crescita eccessiva è spesso un segnale di sovralimentazione, mentre un accrescimento lento può essere il primo sintomo di una malattia. Il cervello continua a svilupparsi e le ossa della scatola cranica non ancora completamente saldate gli permettono di crearsi lo spazio necessario. La circonferenza aumenta di circa 12 cm e, partendo da una misura intorno ai 35 cm al momento della nascita, arriva, al compimento del primo anno di età, mediamente a 47 cm.

La motricità. I primissimi movimenti sono lente estensioni del capo e si possono già osservare intorno alla settima settimana. Vi sono varie ipotesi su...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mary1789 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia delle relazioni familiari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Larcan Rosalba.
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