Estratto del documento

Teorie & tecniche di psicologia sociale

La cognizione sociale

Che cos’è la cognizione sociale?

Le radici epistemologiche dell’approccio “Social Cognition”

L’approccio della Social Cognition (nato negli anni '50 negli USA) è considerato il paradigma teorico centrale nella psicologia sociale. Secondo questo approccio:

  • Le persone hanno bisogno di conoscere la realtà sociale per rispondervi in senso adattivo;
  • La conoscenza è costruita e organizzata a partire dai dati reali in modo soggettivo (ripresa della filosofia di Kant);
  • Approccio olistico: percezione delle varie connessioni fra elementi dell’oggetto di conoscenza come una totalità coerente;
  • L’individuo è elaboratore attivo di informazioni;

Kurt Lewin (1936) → Teoria del campo psicologico: è il campo formato dall’individuo stesso e dalla sua interpretazione soggettiva dell’ambiente sociale che lo circonda (totalità dinamica di fattori disposizionali e situazionali, cognitivi e motivazionali).

Modelli di individuo come elaboratore attivo di informazioni

  • Ricercatore di coerenza (anni '50, '60 – Festinger & Heider): secondo questo modello, il disagio causato da incoerenza fra sentimenti e credenze è di per sé motivante alla ricerca di coerenza (Es. mi sono messo a dieta e mi viene voglia di mangiare un gelato, penso che una volta ogni tanto si può fare un’eccezione).
    • Fattori cognitivi e motivazionali hanno lo stesso peso;
    • Critiche: cattiva previsione dei comportamenti sociali, difficile valutazione dello stato di coerenza.
  • Scienziato ingenuo (anni '70): modello che enfatizza la capacità dell’individuo di valutare con attenzione i fattori situazionali e di raccogliere dati e giungere a conclusioni logiche (Es. per capire perché la professoressa si è arrabbiata quel giorno, valuterò ogni fattore situazionale possa aver causato quel comportamento).
    • Da esso si sviluppano diverse teorie sull’attribuzione causale;
    • Critiche: modello prescrittivo (spiega come dovrebbero andare le cose), trascura quasi del tutto i fattori motivazionali.
  • Economizzatore di risorse cognitive (anni '80, Taylor): modello che descrive come l’individuo si approcci al mondo esterno attraverso l’uso di scorciatoie (euristiche) nell’elaborazione delle informazioni (Es. euristica della rappresentatività → quell’uomo ha la cravatta ed è ben vestito, è sicuramente ricco).
    • Si utilizzano euristiche perché non c’è tempo per un’accurata analisi dei fattori situazionali (Processi di conoscenza semplificati);
    • Modello descrittivo (spiega come realmente opera l’individuo);
    • Critiche: si compiono biases (errori cognitivi) nelle valutazioni euristiche, trascurato il ruolo dei fattori motivazionali.
  • Tattico motivato (anni '90, Susan Fiske): secondo questo modello l’individuo è un pensatore sociale capace di attuare diverse strategie cognitive che utilizza in base ai propri scopi, motivi e bisogni, resi salienti dalle diverse situazioni in cui vive. (Es. mi interessa capire perché il mio amico ieri non è venuto a scuola, analizzerò le cause possibili, un altro ragazzo vestito tutto di nero con le borchie non viene a scuola da un po’, si vede che non si impegna molto).

Motivazioni epistemologiche

Motivazioni che hanno per oggetto la conoscenza stessa:

  • Bisogno di cognizione (Petty & Cacioppo) è un fattore disposizionale che permette agli individui di elaborare con cura molte informazioni prima di arrivare a conclusioni;
  • Bisogno di chiusura cognitiva (Kruglanski) è una caratteristica di personalità e una motivazione indotta da particolari situazioni, consiste nel bisogno di ottenere una risposta chiara e definitiva riguardo ad un certo oggetto di conoscenza in contrasto all’ambiguità.

Attore attivato (2008, Susan Fiske): concezione dell’individuo che enfatizza quanto non sempre le persone sono così consapevoli dei propri scopi e pertanto vengono attivate dalle situazioni sociali ad utilizzare diverse strategie cognitive (Es. mi ha impressionato molto vedere come le persone hanno reagito a quell’aggressione e mi sono informato molto riguardo quali fattori possono aver spinto a certi giudizi).

A cosa serve la conoscenza sociale?

La conoscenza sociale è la conoscenza degli oggetti sociali del mondo esterno. Essa è un’attività motivata frutto e guida dell’azione sociale: si osserva la realtà sociale e la si comprende al fine di intervenire su di essa.

  • Susan Fiske [1992]: Thinking is for doing, esiste un legame imprescindibile fra pensiero e azione;
  • Jerome Bruner [1957]: i tratti di personalità vengono attivati dagli scopi che l’individuo si prefigge;
  • Solomon Asch [1952]: le impressioni di personalità si formano al fine di interagire con l’altro;
  • William James [1890, Principles of Psychology]: il ragionamento umano è selettivo per le azioni.

Da cosa è generata la conoscenza sociale?

Fiske (2010): la motivazione è il motore di ogni comportamento sociale.

Teoria del campo psicologico di Kurt Lewin → le motivazioni generano una forza psicologica in particolari situazioni. Le motivazioni fondamentali alla base del comportamento sociale sono:

  • Appartenenza: motivazione a stare insieme agli altri in virtù del soddisfacimento di diversi bisogni (forme di vita sociale soddisfano questa motivazione di appartenenza);
  • Comprensione: motivazione a comprendere sé stessi e il mondo che ci circonda, essa è particolarmente intensa durante stati di incertezza o di fronte a nuovi dati di conoscenza;
  • Controllo: motivazione collegata alla comprensione e incentrata sul rapporto fra il comportamento messo in atto e i risultati ottenuti. La percezione di controllo su ciò che può accadere produce contentezza e realizzazione, mentre al contrario la mancanza di questo soddisfacimento produce scoramento e depressione;
  • Valorizzazione di sé: motivazione che implica maggiormente processi affettivi legati alla stima di sé e alla spinta verso il miglioramento;
  • Fiducia: motivazione data da una visione del mondo positiva e dal sostegno degli altri (essa è anche una forma di intelligenza sociale, competenza utile nella vita di gruppo nella condivisione).

Siamo sempre consapevoli della nostra conoscenza sociale?

Gran parte dell’attività conoscitiva è guidata da processi automatici. Johnson e Hasher definiscono le seguenti proprietà dei processi automatici nella conoscenza sociale:

  • Inconsapevoli;
  • Non intenzionali;
  • Non controllabili;
  • Efficienti;

Bargh, 1994 → le persone spesso utilizzano simultaneamente processi sia automatici sia controllati (Es. attivazione dello stereotipo sociale “femmine meno brave in matematica” può essere allo stesso tempo automatica ma anche intenzionale se chi formula il giudizio è maschio e vuole mantenere alta la propria autostima).

Fattori cognitivi e fattori sociali nella cognizione sociale

Nel mondo sociale si possono ricoprire due posizioni fondamentali: quella di attore di un determinato comportamento sociale e quella di osservatore del proprio comportamento o di quello altrui.

Che differenza c’è fra la cognizione sociale e quella non sociale?

Higgins (2000), la cognizione sociale ha carattere interpersonale, intersoggettivo e riflessivo a differenza di quella non sociale. Gordon Allport definisce la psicologia sociale come la disciplina che tenta di spiegare il modo in cui i pensieri siano influenzati dagli altri. I quesiti catturati da Allport sono:

  • “In che modo la vita mentale delle persone influenza l’essere insieme agli altri?” [Cognizione della psicologia sociale, privilegiata dai teorici della social cognition]
  • “Che cosa succede alla vita mentale delle persone quando sono insieme ad altri?” [Psicologia sociale della cognizione]

Come facciamo a conoscere la realtà sociale?

L’organizzazione della conoscenza: gli schemi e le categorie sociali

Bartlett & Teorici della Gestalt → la nostra percezione della realtà esterna è altamente ricostruttiva (non ci limitiamo a registrare passivamente gli stimoli esterni) e questo processo di costruzione avviene in base agli schemi [strutture cognitive che contengono informazioni su un particolare oggetto di conoscenza].

  • Processi top-down /schema-driven: elaborazioni di informazioni basata su schemi e informazioni depositate in memoria;
  • Processi bottom-up /data-driven: elaborazione di informazioni basata sui dati appena raccolti attraverso la percezione;

Come si utilizzano gli schemi?

  • Riconoscimento dello stimolo (categorizzazione) → Attivazione dello schema adatto

Categoria (concezione aristotelica): definita da un numero ridotto di criteri necessari e sufficienti che posseggono tutti i membri. Critica: questa definizione non è applicabile alla complessità del mondo sociale. Categorie naturali → organizzate in modo gerarchico con diversi livelli di appartenenza:

  • Livello sovraordinato (concezione generale: es. frutta → cibo);
  • Posizione centrale: occupata dal prototipo della categoria (es. frutta → mela);
  • Livello sottordinato (concezione concreta: es. frutta → agrumi)

Diversi tipi di schemi sociali

Gli schemi sociali differiscono fra loro per contenuti di conoscenza e per come codificano nuove informazioni.

  • Schemi di persona: ci permettono di descrivere le persone in base ai loro tratti di personalità. (Esp. più prossimo che abbiamo e il filtro di conoscenza Zadny & Gerard)
  • Schemi di sé: riguardano l’oggetto di conoscenza per molti altri oggetti sociali.
  • Schemi di ruolo: definiscono le aspettative comportamentali in relazione alla posizione che si occupa in una data realtà sociale. (ruoli acquisiti oppure ascritti)
  • Schemi di eventi: comprensione delle sequenze temporali, delle regole e del codice comportamentale che si usa in certe situazioni. (includono schemi di ruolo)

Vantaggi e disfunzioni del ragionamento sociale: le euristiche

Le Euristiche sono strategie semplificate di pensiero che sono vantaggiose in situazioni di necessità di risparmio cognitivo. Comportano però biases (fallacia nel ragionamento umano).

L’euristica della rappresentatività

L’euristica della rappresentatività viene usata per stabilire la probabilità che un certo esemplare appartenga ad una categoria data in base alla rilevanza e somiglianza dei suoi attributi (Tversky & Kahneman, 1974).

Vengono trascurati diversi fattori nella valutazione probabilistica, quali la probabilità di base (Es. che probabilità c’è che quell’uomo alto di colore sia un giocatore da basket? probabilità di base che sia un giocatore di basket è bassa perché ci sono pochi giocatori di basket rispetto alla popolazione intera) → lo svantaggio di questa euristica è l’insensibilità del valore predittivo dell’informazione su cui fondiamo il nostro giudizio sociale.

L’euristica della disponibilità

L’euristica della disponibilità viene usata nel giudizio degli aspetti della realtà sociale, il risultato dipende dalla disponibilità di dati pertinenti nella nostra memoria. Il processo è basato quindi sulla facilità e rapidità con cui si recupera il ricordo (Es. sono molte le persone vegetariane alla tua età? La risposta dipende da quante persone vegetariane che conosciamo riusciamo a ricordare in quel momento).

Fattori di distorsione del giudizio sociale:

  • Biases o tendenze sistematiche;
  • Fattore immaginabilità;
  • Stereotipi sociali → associazione fra un’etichetta categoriale e un attributo che si crede essere condiviso dalla maggioranza dei membri di quel gruppo;

L’euristica della simulazione

L’euristica della simulazione è una variante dell’euristica della rappresentatività utilizzata per la costruzione di scenari ipotetici, ci immaginiamo quindi l’evolversi di certi eventi (Es. se non fossi passato dal bar stamattina, probabilmente non avrei perso l’autobus per andare a scuola). Pensiero controfattuale → simulazione mentale di come certi eventi avrebbero potuto svolgersi nel passato (ha implicazioni importanti nel giudizio sociale e nella reazione emotiva ad eventi drammatici).

Ancoraggio e accomodamento

L’euristica dell’ancoraggio e dell’accomodamento viene utilizzata quando si devono dare giudizi su situazioni incerte o ambigue: per emettere un giudizio le persone tendono ad “ancorarsi” a una conoscenza nota ed “accomodarlo” sulla base di informazioni pertinenti. (Es. stima del costo di un biglietto aereo per Amsterdam ancorato a Bruxelles e accomodato considerando che non sono poi così distanti).

Il Sé è utilizzato spesso come punto di riferimento per l’ancoraggio nel giudizio sociale (Es. nelle previsioni dei risultati elettorali, le persone tendono a esagerare la numerosità dei voti ottenuti dal partito da loro sostenuto, Palmonari, Arcuri e Girotto,1994).

La spiegazione della realtà sociale: l’attribuzione causale

L’attribuzione causale è il processo che le persone mettono in atto per spiegare gli eventi sociali, al fine di controllarli e quindi mettere in atto comportamenti appropriati. Possono essere automatici oppure richiedere esami dettagliati e elaborazioni più accurate.

Il contributo di Fritz Heider

La psicologia del senso comune (interpretazioni utilizzate dalle persone nella vita quotidiana) è altamente informativa di come funzionano le inferenze causali (Heider, 1944). → Epistemologia ingenua: data dal bisogno di comprendere le cause dei comportamenti sociali propri ed altrui.

Qual è l’origine della causalità?

Ci sono due tipi di locus da cui ha origine l’attribuzione causale (due fattori):

  • Fattori interni (disposizionali/personali): riguardano la motivazione e l’abilità necessaria a raggiungere il proprio scopo;
  • Fattori esterni (situazionali): riguardano una serie di cause esterne che influenzano i risultati del nostro comportamento. Es. ho preso un bel voto in matematica perché mi sono impegnato nello studio (attribuzione a fattori disposizionali) o perché la verifica era molto facile (attribuzione a fattori situazionali).

La teoria dell’inferenza corrispondente

Secondo la teoria dell’inferenza corrispondente (Jones & Davis, 1965) lo scopo dell’attribuzione causale è quello di compiere delle inferenze corrispondenti su un’altra persona e quindi giungere alla conclusione che i comportamenti corrispondono alle disposizioni. (Es. se il mio amico mi presta la penna durante la lezione cercherò di attribuire il gesto alla sua generosità e non ad un eventuale suo tornaconto).

La teoria dell’inferenza corrispondente si basa su diversi fattori:

  • Effetti non comuni (Es. Olga ha scelto di fare l’università a Utrecht per fare pattinaggio sul ghiaccio, e non per il prestigio scientifico);
  • Desiderabilità sociale (fattore situazionale forte, minore è la desiderabilità sociale maggiore è il peso dei fattori disposizionali);
  • Libera scelta (senza coercizione i comportamenti sono più informativi);
  • Aspettative comportamentali legate ai ruoli.

Il modello della covariazione di Kelley

Il modello della covariazione di Kelley (1967) è un modello prescrittivo secondo il quale:

  • L’individuo compie una serie di osservazioni, rileva la sua covariazione sulla base di più cause potenziali e attribuisce l’effetto alla causa con cui covaria maggiormente. Tre principi informativi di base:
  • Distintività – l’effetto si produce solo quando l’entità è presente o anche quando è assente?
  • Coerenza nel tempo e nelle modalità – l’effetto si manifesta ogni volta che l’entità è presente?
  • Consenso – l’effetto viene percepito allo stesso modo anche da tutte le altre persone?

[Questi tre fattori non hanno tutti lo stesso peso nell’attribuzione causale: la coerenza nel tempo e nelle modalità è un’informazione più rilevante per l’individuo rispetto alle altre]

Tendenze sistematiche nei processi di attribuzione

Il modello della covariazione di Kelley non spiega la complessità dei processi di attribuzione causale che vengono messi in atto nella quotidianità.

Self-serving bias: tendenza ad attribuire le cause dei propri successi a fattori disposizionali e le cause dei propri insuccessi a quelli situazionali.

  • Due tipi di spiegazione differenti:
    • Le persone hanno più spesso esperienza di successi che di insuccessi perciò li collegano più facilmente alle proprie disposizioni (spiegazione di carattere cognitivo);
    • Le persone sono motivate ad auto valorizzarsi indipendentemente dalla frequenza di successi o insuccessi (spiegazione di carattere motivazionale).

L’errore fondamentale di attribuzione

L’errore fondamentale di attribuzione riguarda la tendenza generale a sovrastimare il peso dei fattori disposizionali e a sottostimare il peso di quelli situazionali (Heider, 1958).

Perché?

Secondo Gilbert (1989) il processo di attribuzione causale si suddivide in più fasi: Identificazione il comportamento → Interpretazione disposizionale automatica → aggiustamento del giudizio se è troppo evidente l’influenza dei fattori situazionali.

Heider spiega che l’errore fondamentale di attribuzione deriva da una distorsione percettiva dovuta alla...

Anteprima
Vedrai una selezione di 17 pagine su 80
Riassunto esame Psicologia Sociale, prof.ssa Rubini, libro consigliato Manuale di Psicologia Sociale, Palmonari, Cavazza, Rubini Pag. 1 Riassunto esame Psicologia Sociale, prof.ssa Rubini, libro consigliato Manuale di Psicologia Sociale, Palmonari, Cavazza, Rubini Pag. 2
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia Sociale, prof.ssa Rubini, libro consigliato Manuale di Psicologia Sociale, Palmonari, Cavazza, Rubini Pag. 6
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia Sociale, prof.ssa Rubini, libro consigliato Manuale di Psicologia Sociale, Palmonari, Cavazza, Rubini Pag. 11
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia Sociale, prof.ssa Rubini, libro consigliato Manuale di Psicologia Sociale, Palmonari, Cavazza, Rubini Pag. 16
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia Sociale, prof.ssa Rubini, libro consigliato Manuale di Psicologia Sociale, Palmonari, Cavazza, Rubini Pag. 21
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia Sociale, prof.ssa Rubini, libro consigliato Manuale di Psicologia Sociale, Palmonari, Cavazza, Rubini Pag. 26
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia Sociale, prof.ssa Rubini, libro consigliato Manuale di Psicologia Sociale, Palmonari, Cavazza, Rubini Pag. 31
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia Sociale, prof.ssa Rubini, libro consigliato Manuale di Psicologia Sociale, Palmonari, Cavazza, Rubini Pag. 36
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia Sociale, prof.ssa Rubini, libro consigliato Manuale di Psicologia Sociale, Palmonari, Cavazza, Rubini Pag. 41
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia Sociale, prof.ssa Rubini, libro consigliato Manuale di Psicologia Sociale, Palmonari, Cavazza, Rubini Pag. 46
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia Sociale, prof.ssa Rubini, libro consigliato Manuale di Psicologia Sociale, Palmonari, Cavazza, Rubini Pag. 51
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia Sociale, prof.ssa Rubini, libro consigliato Manuale di Psicologia Sociale, Palmonari, Cavazza, Rubini Pag. 56
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia Sociale, prof.ssa Rubini, libro consigliato Manuale di Psicologia Sociale, Palmonari, Cavazza, Rubini Pag. 61
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia Sociale, prof.ssa Rubini, libro consigliato Manuale di Psicologia Sociale, Palmonari, Cavazza, Rubini Pag. 66
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia Sociale, prof.ssa Rubini, libro consigliato Manuale di Psicologia Sociale, Palmonari, Cavazza, Rubini Pag. 71
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia Sociale, prof.ssa Rubini, libro consigliato Manuale di Psicologia Sociale, Palmonari, Cavazza, Rubini Pag. 76
1 su 80
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Attolo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e Tecniche di psicologia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Rubini Monica.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community