Disabilità uditiva: cause, valutazione, interventi
Oggi la parola "sordo", che contraddistingue le persone con deficit uditivo, ha sostituito totalmente "sordomuto". Quest'ultima, infatti, lasciava intendere che le persone con deficit uditivo non potessero usufruire in alcuna maniera del linguaggio, mentre, sappiamo, che per loro l'apprendimento del linguaggio è senz'altro difficoltoso, ma non impossibile.
Esistono diversi tipi di deficit uditivo, a seconda della localizzazione, della gravità (ne sono indicatori l'altezza e l'intensità del suono), delle cause (genetiche o acquisite) e dell'epoca di insorgenza (periodo prenatale, neonatale, postnatale).
È importantissimo che la diagnosi sia precoce e corretta, affinché si possa intervenire, con gli strumenti più adatti, nella riabilitazione.
Valutazione clinica dell'udito
La valutazione clinica dell'udito comprende la misurazione della soglia uditiva per i toni puri per via aerea e per via ossea, la soglia di percezione e discriminazione verbale, la timpanometria e il reflex decay test.
Strumenti per il supporto uditivo
Per andare incontro ai bisogni delle persone affette da deficit uditivo, oggi, esistono due importanti strumenti: le protesi acustiche e l'impianto cocleare. Grazie alle protesi acustiche si riesce ad amplificare i suoni che appartengono alle frequenze basse (che nella maggior parte dei casi si presentano come residuali nei sordi profondi). L'impianto cocleare, non è una protesi, bensì un organo che stimola i residui del nervo acustico, attraverso elettrostimolazione, quando la coclea è danneggiata.
Metodi di riabilitazione
Per quanto riguarda la riabilitazione esistono diverse scuole di pensiero che promuovono metodi educativi e riabilitativi differenti. Si nota come nessuno di questi metodi sia esclusivamente basato sulla lingua dei segni (Lis), in quanto è ritenuto fondamentale che anche le persone audiolese abbiano accesso al linguaggio. Ne esponiamo qui alcuni:
- Metodo bimodale: attraverso questo metodo si insegna ai bambini audiolesi ad utilizzare contemporaneamente la lingua parlata e una lingua dei segni, che non corrisponde alla Lis, in quanto questa ha una morfologia diversa dall'italiano.
- Educazione bilingue: Anche questo metodo insegna agli audiolesi sia la lingua parlata che quella dei segni, ma in questo caso non vengono parlate contemporaneamente. Il limite di questo metodo, infatti, è quello di portare il bambino a preferire la lingua dei segni e ad avere un importante ritardo nell'apprendimento della lingua parlata.
- Metodo orale classico: si propone di educare i bambini audiolesi alla lingua parlata, attraverso un programma riabilitativo molto preciso e rigoroso.
- Metodo verbo-tonale: tale metodo si avvale di speciali apparecchi e protesi acustiche e considera tutto il corpo come strumento per trasmettere e ricevere messaggi, in quanto sensibile alle vibrazione del suono. Questo, quindi, è un metodo multidisciplinare che si avvale di molte attività corporee e stimolazioni musicali.
- Uso delle tecnologie informatiche: consiste dell'utilizzo di software riabilitativi e didattici. Si tratta di uno strumento trasversale che può, quindi, essere utilizzato anche accompagnandolo ad altre metodologie. Oggi sono molte le tecnologie che consentono anche agli audiolesi di comunicare col mondo.
- Il metodo di Zora Drezancic: in questo metodo confluiscono varie discipline. I punti più salienti sono: il rispetto per le tappe normali di sviluppo dei bambini, il riguardo verso le potenzialità dei soggetti audiolesi e non solo verso il deficit, uso del linguaggio orale e scritto intellegibile.
Disabilità visiva: cause, valutazione, riabilitazione
I deficit visivi sono attribuiti a due fattori:
- Riduzione dell'acuità (visione centrale)
- Riduzione del campo visivo (visione periferica)
Esistono diversi livelli di minorazione visiva che variano dalla cecità totale, alla cecità legale, all'ipovisione. Tale variabilità dipende sia dalla gravità del danno, sia all'epoca di insorgenza (prenatale, neonatale, postnatale). L'ipovisione può essere congenita o acquisita.
- Patologia congenita: trasmissione genetica di alterazioni organiche o infezioni contratte durante la gestazione.
- Cause perinatali: anossia (mancanza d'ossigeno), prematurità e diabete materno.
- Cause postnatali: infezioni virali, fattori immunitari, degenerativi e traumatici, tumori e diabete.
La valutazione di una persona con deficit visivo ha bisogno di un'équipe multidisciplinare. Le aree coinvolte nella valutazione sono:
- Valutazione funzionalità visiva;
- Valutazione del livello globale di sviluppo;
- Valutazione abilità senso-percettive;
- Valutazione abilità neuromotorie;
- Valutazione autonomia;
- Valutazione Icf.
Le variabili del progetto di riabilitazione dipendono da diversi fattori: l'età del soggetto, le sue caratteristiche e il contesto. In età prescolare si forniscono al bambino degli oggetti luminosi per stimolare il sistema visivo, allo scopo di potenziare le capacità percettive. In seguito, in età scolare, la riabilitazione è volta a favorire l'uso degli ausili, la comunicazione, la capacità di orientamento e la mobilità. In età adulta gli interventi riguardano il raggiungimento dell'autonomia personale. È importante, infatti, che anche i soggetti con deficit visivo acquistino l'indipendenza dai loro familiari e questa è ottenibile attraverso l'uso del bastone bianco e del cane guida.
Un intervento riabilitativo efficace, per gli ipovedenti, è il potenziamento dell'efficienza visiva, dove per questo termine si intende l'uso significativo del residuo visivo, per ottenere quante più possibili informazioni sull'ambiente circostante. Laddove si è di fronte a una persona totalmente cieca, questa riabilitazione non è possibile. L'intervento mirato per questo tipo di soggetti è basato sull'insegnamento dell'utilizzo di sussidi per la lettura (strumenti Braille) e sussidi informatici per non vedenti. La scrittura Braille è un sistema di scrittura e lettura che consiste in punti in rilievo, che vengono percepiti dai non vedenti attraverso il tatto.
Disabilità motoria: cause, valutazione, intervento
Il disturbo della funzionalità motoria si classifica secondo la localizzazione del danno:
- Disturbo della funzione motoria da danno dell'apparato esecutore (danno periferico)
- Disturbo della funzione motoria a danno del sistema nervoso (danno centrale)
Nei casi di disturbo della funzione motoria da danno all'apparato esecutore si verifica una degenerazione muscolare che porta alla compromissione dell'attività motoria. La fisioterapia, in questi casi, risulta l'unica forma di trattamento.
Per quanto riguarda i disturbi della funzione motoria a danno del sistema nervoso essi sono accompagnati, oltre che da un deficit motorio, da un grave ritardo mentale. Un esempio è la paralisi cerebrale infantile. La Pci è caratterizzata da disordini motori e deficit cognitivi dovuti a un danno non progressivo nel cervello in epoca prenatale o postnatale.
Le cause di questa malattia dipendono dal periodo in cui si manifesta:
- Insulti cerebrali ad insorgenza prenatale: malformazioni congenite del sistema nervoso centrale, altri fattori genetici, episodi ischemici.
- Danni a insorgenza perinatale: emorragie intracerebrali e intraventricolari, asfissia durante il parto, disturbi respiratori associati a prematurità.
- Cause postnatali: traumi, infezioni tossiche, traumi, leucomalacia (lesione cerebrale data dallo scarso apporto di ossigeno in alcune zone cerebrali, causa il processo necrotico).
La valutazione del paziente affetto da Pci è fatta secondo un sistema multiassiale (8 assi):
- Motricità: descrive le componenti della disabilità nei termini di localizzazione e natura del deficit;
- Anamnesi lesionali: consente di analizzare i dati più importanti della storia clinica del paziente;
- Anamnesi riabilitativa: registra le informazioni a partire dalle esperienze precedenti di riabilitazione;
-
Riassunto esame psicologia della disabilità e dell'integrazione scolastica, prof Marzocchi, libro consigliato psico…
-
Riassunto esame Psicologia delle Disabilità, prof. Soresi, libro consigliato Disabilità, Trattamento e Integrazione…
-
Riassunto esame Psicologia delle Disabilità, prof. Soresi, libro consigliato La Valutazione della Disabilità, Sores…
-
Riassunto esame Disabilità, prof. Soresi, libro consigliato La Sindrome di Down. Conoscenze attuali Rondal